Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 15 (of 16)

Part 28

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1527 Nel sedicesimo secolo i re non vedevano meglio le guerre in cui s'impegnavano di quello che i papi le vedessero nel quattordicesimo 337 Carlo V non conosceva la desolazione da lui cagionata nelle province ed in Italia 338 Enrico VIII non prendeva parte nelle guerre, che somministrando contribuzioni 340 Francesco I, fino alla battaglia di Pavia, aveva egualmente chiuse le orecchie alle lagnanze dei popoli 340 La disgrazia aveva cambiato il suo carattere senza riformarlo 341 La pace egualmente desiderabile per l'imperatore e per gli alleati 342 2 agosto. Carlo V cerca di giustificarsi del sacco di Roma e della cattività del papa 343 18 agosto. Trattato d'Amiens tra Francesco I ed Enrico VIII per costringere l'imperatore a mettere in libertà il papa ed i figli di Francia 345 I cardinali, rimasti liberi, si adunano a Parma per trattare intorno al modo di liberare il loro capo 346 La peste scoppia in Italia, e soprattutto affligge Roma 346 Fine di settembre. Morte di Carlo di Lannoy; l'armata imperiale resta in Roma senza capo 347 Quest'armata si disperde nella campagna di Roma e nell'Ombria 348 1527 La peste penetra in castel sant'Angelo tra le guardie del papa 349 Gli ostaggi del papa maltrattati e minacciati riescono a fuggire 349 31 ottobre. Nuova convenzione col papa, che gli accorda qualche respiro per pagare la sua taglia 351 30 giugno. Il Lautrec parte dalla corte di Francia per porsi alla testa della nuova armata in Italia 352 Agosto. Il Lautrec prende la rocca di Bosco nell'Alessandrino 353 Andrea Doria riprende colla sua flotta il blocco di Genova 353 Principio d'agosto. Genova si assoggetta al re di Francia 355 Il Lautrec prende Alessandria, e la rimette al duca di Milano 355 28 settembre. Il Lautrec inganna Antonio di Leyva, ed attacca Pavia 357 1º ottobre. I Francesi prendono e saccheggiano Pavia 358 Il Lautrec rifiuta di terminare la conquista della Lombardia, e s'incammina verso il mezzogiorno dell'Italia 358 Riconciliazione del duca di Ferrara colla Francia; suo figlio sposa Renata, figlia di Lodovico XII 359 La repubblica di Firenze rende più intima la sua alleanza colla Francia 360 7 dicembre. Rinnovazione della lega a Mantova 361 9 dicembre. Il papa fugge dal castel sant'Angelo la vigilia del giorno in cui doveva essere posto in libertà 362 1528 Gennajo. Clemente VII riceve ad Orvieto gli ambasciatori di Francia e d'Inghilterra, e dà speranze a tutti i partiti 363 21 gennajo. Gli ambasciatori di Francia e d'Inghilterra dichiarano a Burgos la guerra a Carlo V, e vengono arrestati 364 28 marzo, 24 giugno. Vicendevoli sfide fra il re di Francia e l'imperatore 365 10 febbrajo. Il Lautrec passa il Tronto, ed entra negli Abruzzi 366 Prosperi successi di Lautrec ajutato negli Abruzzi dai Veneziani e dai Fiorentini 367 L'armata di Lautrec resta incompleta, ed il re non le rimette il promesso danaro 368 17 di febbrajo. Il principe d'Orange trae fuori di Roma l'armata imperiale col danaro mandatogli dal papa 369 Metà di marzo. Le due armate in presenza fra Troja e Luceria 371 21 marzo. Il principe d'Orange si ritira da Troja a Napoli 372 Pietro Navarro si oppone a chi consigliava d'inseguire gl'imperiali prima di prendere Melfi 372 23 marzo. Melfi preso e saccheggiato dai Francesi 373 Conquiste di Lautrec e de' Veneziani nella Puglia 374 Metà d'aprile. Il Lautrec entra nella Terra di Lavoro e prende molte città 375 1528 1.º maggio. Si accampa presso Napoli al Poggio reale 376 Il Lautrec risolve di bloccare Napoli 377 Molti Napolitani si dichiarano pel partito francese 378 Gli assediati mancano di vini e di farine 379 22 maggio. Orazio Baglioni, colonnello delle bande nere, è ucciso, ed è rimpiazzato da Ugo di Pepoli 379 Ugo di Moncade vuole sorprendere la flotta genovese che stava avanti Napoli 380 28 maggio. Battaglia navale in faccia a Capo d'Orco nel golfo di Salerno 381 La flotta imperiale distrutta da Filippino Doria 383 10 giugno. L'ammiraglio veneziano, Pietro Lando, giugne avanti Napoli 385 Malattie tra gli assedianti e gli assediati 386 15 giugno. Morte del nunzio del papa e del provveditore veneziano 387 Il re di Francia e l'imperatore apparecchiano soccorsi per le loro armate d'Italia 388 10 di maggio. Il duca di Brunswick parte da Trento ed entra in Lombardia con dieci mila landsknecht 388 Luglio. Dopo avere commesse spaventose crudeltà la sua armata si disperde e torna in Germania 390 Intollerabile oppressione dei Milanesi sotto Antonio di Leyva 391 1528 Agosto. San Paolo entra in Lombardia con circa dieci mila uomini 392 Settembre. Riprende d'assalto Pavia, che i Francesi avevano lasciato sorprendere 393 Malcontento d'Andrea Doria rispetto a' suoi rapporti colla Francia 393 Disprezzo di Francesco I pei privilegj dei Genovesi 395 30 giugno. Andrea Doria termina il servigio convenuto colla Francia, e più non vuole rinnovarlo 396 Luglio. Andrea Doria si ritira a Lerici colle sue galere, mentre Barbesieux prende il comando di quelle della Francia 397 20 luglio. Il Doria offre i suoi servigj all'imperatore a condizione che sarebbe assicurata la libertà della sua patria 398 Opinione del Doria intorno alla propria _defezione_ 399 18 luglio. Il Barbesieux giugne in faccia a Napoli colla flotta francese 401 Il Lautrec cade infermo: spedisce Renzo di Ceri a far levare per lui soldati negli Abruzzi 402 2 agosto. Estrema debolezza cui l'armata francese viene ridotta dalla malattia 403 16 agosto. Morte di Lautrec; il marchese di Saluzzo prende il comando dell'armata 405 29 agosto. Il marchese di Saluzzo vuole ritirarsi sopra Aversa 406 1528 La metà dell'armata è sgominata dalla cavalleria imperiale 407 30 agosto. Il principe d'Orange attacca i Francesi ritirati in Aversa 408 Capoa apre le sue porte a Fabrizio Maramaldo ed ai Calabresi 409 Il marchese di Saluzzo capitola in Aversa pei resti dell'armata 409 Gli Spagnuoli lasciano perire i prigionieri francesi nelle stalle della Maddalena 410 Le bande nere distrutte dall'assedio di Napoli e dalla capitolazione d'Aversa 410 Morte del marchese di Saluzzo e di Pietro Navarro 411 Supplicj ordinati dal principe d'Orange a Napoli e nelle province 412 La guerra si continua per qualche tempo in Puglia ed in Calabria 413 Andrea Doria colla sua flotta fa vela alla volta di Genova per liberare la sua patria 414 12 settembre. Le truppe del Doria sono ricevute in Genova, e si eseguisce la rivoluzione senza spargimento di sangue 415 21 ottobre. Il Castelletto e Savona si arrendono ai Genovesi, che spianano il primo, ed empiono il porto della seconda 416

CAPITOLO CXX. _Nuove costituzioni delle repubbliche di Genova e di Firenze. L'indipendenza italiana viene sagrificata da Clemente VII e da Francesco I ne' trattati di Barcellona e di Cambrai. Coronazione di Carlo V a Bologna, e schiavitù dell'Italia._ 1528-1530 418

Le nuove costituzioni di Genova e di Firenze si dettarono in mezzo a crudeli calamità 418 I dodici riformatori di Genova incaricati di pacificare la città e di conciliare i partiti 420 1528 Il senato loro commette di rifondere la costituzione 420 Andrea Doria ricusa la sovranità di Genova offertagli da Carlo V 421 Il punto d'onore genovese associato a' nomi che perpetuavano gli odj 422 Adozione d'una in altra famiglia, praticata in Genova sotto il nome d'Alberghi 423 I riformatori dichiarano tutti i cittadini genovesi attivi gentiluomini ed uguali in diritto 424 Li distribuiscono in 28 alberghi o famiglie adottive 424 La divisione dei Genovesi in alberghi fu soppressa dalla legge di mediazione del 17 di marzo 1576, dopo avere durato quarantotto anni 425 Gran consiglio de' gentiluomini genovesi, corpo elettorale 426 Formazione dell'annuale senato del doge e della signoria 426 La costituzione di Genova puramente aristocratica 428 Pure quest'aristocrazia era meno esclusiva di quella di Venezia 429 1528 La costituzione fiorentina dal canto suo pende verso l'aristocrazia 429 Il diritto di città ristretto a coloro che lo avevano ricevuto per eredità dai loro antenati 430 Divisione degli abitanti dello stato in più classi, una sola delle quali era sovrana 432 Due mila cinquecento cittadini governavano un milione di sudditi, ma se non altro con forme popolari 432 Niccola Capponi coi grandi vuole ristringere l'oligarchia 433 Baldassare Carducci gli si oppone alla testa del partito popolare 433 Dante di Castiglione rompe le statue e gli stemmi dei Medici 434 Niccola Capponi riunisce la fazione Medici, o de' _Palleschi_, ai discepoli di Savonarola, ossia _Piagnoni_ 435 1522-1527 Peste a Firenze 436 1527 Agosto. Riesce impossibile il ragunare il gran consiglio 438 1528 9 febbrajo. Niccola Capponi fa dichiarare Gesù Cristo re perpetuo di Firenze 439 10 giugno. Il Capponi confermato gonfaloniere per un altro anno 440 Formazione della quarantia per i giudizj politici 441 L'imposta diretta sul capitale mobiliare regolata da venti commissarj 441 Formazione della guardia del palazzo di trecento giovani 443 6 novembre. Formazione della guardia urbana di quattro mila cittadini 444 1528 Attaccamento de' Fiorentini alla nazione francese, il quale li fa persistere nella santa lega 446 Negoziazioni di Andrea Doria con Luigi Alamanni per riconciliare Firenze coll'imperatore 447 I Fiorentini rifiutano le sue proposizioni 449 Disordine dell'armata di Borbone, conte di San Paolo in Lombardia 450 1529 San Paolo coi duchi d'Urbino e di Milano s'avvicina a Milano, ma si trova troppo debole per attaccarlo 451 21 giugno. San Paolo sorpreso a Landriano è fatto prigioniere da Antonio di Leyva 453 7 luglio. Luigia di Savoja e Margarita d'Austria si riuniscono a Cambrai per negoziare la pace 453 Francesco I cerca di persuadere agli alleati che difenderà i loro interessi 455 Anche Clemente VII tenta d'ingannare Francesco I 456 Irritamento di Clemente VII contro i Veneziani, il duca di Ferrara ed i Fiorentini 456 I progressi de' Turchi, e quelli dei protestanti in Germania, fanno desiderare la pace a Carlo V 458 20 giugno. Trattato di pace e di alleanza di Barcellona tra l'imperatore ed il papa 460 10 gennajo. Ippolito de' Medici creato cardinale, ed Alessandro disegnato capo della casa de' Medici 460 1529 5 agosto. Trattato di Cambrai, o delle dame, tra Francesco I e Carlo V 461 Francesco I abbandona i Fiorentini ed i Veneziani all'intera vendetta dell'imperatore 462 Sagrifica ugualmente i duchi di Milano e Ferrara, gli Orsini e Fregosi, e tutti i partigiani della casa Angioina nel regno di Napoli 463 Carlo V in questo trattato guarentisce al contrario gl'interessi di tutti i suoi alleati 464 Pel sagrificio de' suoi alleati Francesco I ottiene condizioni più vantaggiose per sè medesimo 465 Francesco I cerca fin all'ultimo d'ingannare i Fiorentini 466 Carlo V manda a Barcellona Andrea Doria per far passare le sue galere in Italia 467 29 luglio. Carlo V s'imbarca a Barcellona, e sbarca a Genova il 12 di agosto 468 Grossa armata dell'imperatore destinata a dare esecuzione al trattato di pace 468 Gli alleati si pongono in istato di trattare con lui colle armi alla mano 470 La guerra d'Ungheria ed il suo proprio spossamento persuadono Carlo V a trattare con loro 470 Egli esclude i soli Fiorentini dalla pacificazione 471 Gli alleati schivano ogni battaglia coll'imperatore, e continuano a difendersi 472 1529 5 di novembre. Abboccamento del papa e dell'imperatore a Bologna 473 22 novembre. Francesco Sforza si reca pure a Bologna per trattare 474 23 di dicembre. Trattato di pace di Carlo collo Sforza, ed onerose condizioni con cui gli rende il ducato di Milano 474 1529-1535 Sgraziato regno di Francesco Sforza, che muore senza figli 476 25 dicembre. Trattato di pace dell'imperatore coi Veneziani 477 1530 2 marzo. Alfonso d'Este si reca pure a Bologna per trattare 478 21 marzo. Il papa ed il duca di Ferrara si assoggettano all'arbitramento della camera imperiale 479 1531 21 aprile. Sentenza di Carlo V, che accorda alla casa d'Este Ferrara, come feudo della Chiesa, e Modena e Reggio come feudi dell'impero 480 1530 25 marzo. Il marchesato di Mantova cambiato in ducato a favore di Federico Gonzaga 482 Il duca Carlo III di Savoja si attacca unicamente all'imperatore 482 Le repubbliche di Genova, Siena e Lucca si assoggettano ad un'assoluta dipendenza dall'imperatore 482 Tutte le armate di Carlo V, evacuando il rimanente dell'Italia, riunisconsi intorno a Firenze 484 22 di febbrajo, 24 marzo. Carlo riceve a Bologna dalle mani del papa le due corone di Lombardia e dell'impero 484 1530 Fin da quest'epoca la potenza di Carlo V fu più assoluta in Italia che non era stata quella di Carlo Magno e di Ottone 486 Gl'Italiani avevano cessato di esistere come nazione indipendente 486 Aprile. Carlo V va in Germania, e lascia l'Italia in ischiavitù 488

FINE DELLA TAVOLA.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.