Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 15 (of 16)

Part 27

Chapter 271,620 wordsPublic domain

1526 Tutti gl'Italiani bramano ardentemente l'espulsione dei Barbari 210 Crudeltà degli oltremontani in tutte le province d'Italia 211 Gl'Italiani, non isperando la pace, desideravano almeno una guerra nazionale 213 Frequenti insurrezioni nel Milanese 213 Spossamento di Carlo V, disordine delle sue finanze 214 I re di Francia e d'Inghilterra disposti a secondare gl'Italiani 215 Alla nazione italiana mancava lo spirito militare 215 Ed ai governi italiani mancava il coraggio morale 217 Il papa ed i Veneziani mandano ambasciatori a Francesco I 218 Francesco I loro dichiara, che non credesi legato dal trattato di Madrid 218 Ma il suo coraggio ed ambizione erano compressi dalla disgrazia 219 22 maggio. Francesco I si unisce a Clemente VII, ai Veneziani ed a Francesco Sforza per la libertà d'Italia 221 Insurrezione a Milano, e convenzione tra gli Spagnuoli ed il popolo 222 Giugno. Le truppe di Venezia e della Chiesa si avanzano verso l'Adda ed il Po, nel mentre che gli alleati ordinano leve di Svizzeri 223 1526 Lentezza e sutterfugj di Francesco I, che negozia coll'imperatore 225 Ugo di Moncade cerca invano di staccare Clemente VII dalla Francia 226 Il duca d'Urbino capo dell'armata della lega, suo carattere e suo timido sistema di guerra 227 Tardanza degli Svizzeri aspettati all'armata del papa 228 17 di giugno. I generali spagnuoli eccitano avvertitamente una sollevazione in Milano per aver motivo di punire il popolo 229 Intollerabili vessazioni degl'imperiali a Lodi 230 Luigi Vistarini, per liberarsene, apre la città all'armata alleata 230 26 giugno. L'armata della Chiesa si unisce a quella del duca d'Urbino, ed i generali di lei lo affrettano ad avanzarsi verso Milano 232 7 luglio. Scaramuccia del duca d'Urbino alle porte di Milano 234 8 luglio. Si ritira a precipizio in tempo di notte 235 Nello stesso giorno si pubblica la lega in Francia, a Roma, a Venezia 235 Principio delle diffidenze, e de' malcontenti fra gli alleati 236 Miseria de' Milanesi, e loro spaventosa oppressione sotto gli Spagnuoli 237 I Milanesi implorano la protezione del duca di Borbone che giugneva allora dalla Spagna 239 1526 Il Borbone gl'inganna, e prende il loro danaro sulla parola che non attiene 239 17 luglio. Il duca di Milano fa uscire dal castello 300 bocche inutili 240 22 luglio. Il duca d'Urbino si accampa a due miglia da Milano 241 24 luglio. Francesco Sforza è forzato a capitolare per assoluta mancanza di vittovaglie 242 Il duca di Milano raggiugne gli alleati che gli danno il possesso di Lodi 243 Il papa vuole mutare il governo di Siena devoto all'imperatore 243 17 di giugno. Armata pontificia e fiorentina sotto Siena 244 25 luglio. Quest'armata è posta in fuga da quattrocento soldati 244 Cattiva politica di temporeggiare del duca d'Urbino 246 Gl'Italiani diffidano del re di Francia; G. B. Sanga viene spedito presso di lui in qualità di nunzio apostolico 247 La lentezza del re di Francia era cagionata dalla sua non curanza, e dal suo gusto pei piaceri 248 Flotta spagnuola armata a Cartagena per portare truppe in Italia 250 Il duca d'Urbino eccitato ad attaccare Genova per terra, mentre la flotta della lega l'attaccava dalla banda del mare 251 6 agosto, 23 settembre. Assedia e prende Cremona 251 29 agosto. Pietro Navarro comincia l'assedio di Genova colla flotta della lega 252 1526 22 agosto. Il papa si rappatuma coi Colonna, soscrive con loro un trattato di pace, e licenzia le sue truppe 253 Pompeo Colonna non aveva firmato il trattato che per sorprendere il papa 254 20 settembre. Pompeo Colonna con otto mila uomini entra in Roma per la porta di san Giovanni Laterano 254 I Romani ricusano d'armarsi per difendere il papa 255 Il Vaticano ed il tempio di san Pietro saccheggiati dai Colonna 256 Clemente VII rifugiato in Castel sant'Angelo tratta con Ugo di Moncade 257 Il papa si obbliga ad una tregua di quattro mesi 257 7 ottobre. Il Guicciardini colle truppe del papa abbandona l'armata della lega, e si ritira sull'opposta riva del Po 258 31 ottobre. Il duca d'Urbino lascia il suo campo di Cremona per avvicinarsi a Milano 259 Giorgio Frundsberg mette i Tedeschi in movimento per soccorrere l'armata imperiale a Milano 260 Novembre. Entra in Italia con 13,000 landsknecht 261 24 novemb. Gio. de' Medici ferito mortalmente presso Borgoforte 263 Progetto del Macchiavelli di far combattere Gio. dei Medici per l'indipendenza d'Italia con una compagnia di ventura 264 1526 28 novembre. Frundsberg passa il Po, e lo rimonta sulla riva destra 265 Il Borbone vende la libertà al Moroni e lo crea suo consigliere 266 Tutti i villaggi dei Colonna saccheggiati dall'armata del papa 267 La flotta del vicerè passa avanti Genova, e combatte quella del Navarro 269 Il Lannoy sbarca le sue truppe a Gaeta, e tratta col papa 270 Negoziazioni delusorie colle quali finisce l'anno 271

CAPITOLO CXVIII. _Il contestabile di Borbone conduce l'armata imperiale verso la Toscana: Clemente VII, dopo avere ottenuti alcuni vantaggi nel regno di Napoli, tratta col vicerè; presa e sacco di Roma. Firenze si dichiara libera._ 1527 272

1527 I progressi degl'Italiani nella civiltà ingrandivano i loro patimenti sotto il giogo degli oppressori 272 La guerra si rende più crudele in ragione della lunga sua durata 273 Ferocia dei soldati comandati dal Borbone 274 La domanda del soldo arretrato autorizzava ogni loro eccesso 275 Difficoltà incontrate dal Borbone nel trarre fuori di Milano le sue truppe, e far loro passare il Po 276 30 gennajo. La guarnigione di Milano passa il Po e si riunisce a Frundsberg 277 1527 Dimora dell'armata di Borbone sotto Piacenza, e consiglj del duca di Ferrara 278 20 febbrajo. Borbone s'incammina di bel nuovo alla volta di Bologna 278 Progetto del duca d'Urbino di tenere il Borbone tra due armate 279 3 gennajo, 18 marzo. Il duca d'Urbino si allontana dalla sua armata sotto pretesto di malattia 281 Renzo di Ceri ed il conte di Vaudemont persuadono il papa ad attaccare il regno di Napoli 282 31 gennajo. Lannoy è sorpreso e sgominato a Frusolone dall'armata del papa 284 15 febbrajo. Successi dell'armata e della flotta della lega nel regno di Napoli 284 Indisciplina dell'armata della Chiesa 285 Avarizia ed imbarazzo delle finanze di Clemente VII 286 15 marzo. Viene abbandonata la spedizione contro Napoli 286 17 febbrajo. Ammutinamento nell'armata del Borbone, ch'egli riconduce all'ubbidienza 287 5 marzo. L'armata veneziana passa il Po per seguire il Borbone 288 14 marzo. Nuovo ammutinamento dell'armata imperiale calmato col danaro del duca di Ferrara 288 Francesco I manca a tutte le promesse fatte al papa 289 1527 Angustie cui trovasi ridotto il papa 290 15 marzo. Clemente VII soscrive una tregua di otto mesi col vicerè 291 Clemente VII non conosce il pericolo ond'è minacciato dal Borbone 292 Sua estrema imprudenza nel licenziare le sue truppe mentre si avvicina il Borbone 294 31 marzo. Il Borbone dichiara che non accetta la tregua, e muove l'esercito alla volta di Roma 295 Incertezza del Borbone prima di passare l'Appennino 296 Il vicerè viene fino a Firenze per trattenere il Borbone 297 15, 25 aprile. Il Borbone attraversa l'Appennino, ed entra in Val d'Arno di sopra 298 26 aprile. I Fiorentini chiedono armi al loro governo 300 Sollevazione de' Fiorentini 301 Gl'insorgenti non s'impadroniscono a tempo delle porte 302 I Medici rientrano in città col duca d'Urbino e col marchese di Saluzzo 303 Gl'insorgenti si sottomettono, ed ottengono un'amnistia 303 Il duca d'Urbino esige che i Fiorentini prendano parte in proprio nome nella lega, e che gli restituiscano Montefeltro 304 20 aprile. Il duca di Borbone parte a grandi giornate dai contorni d'Arezzo alla volta di Roma 306 1527 5 maggio. Giugne colla sua armata sotto Roma 306 Renzo di Ceri e Martino di Bellay incaricati della difesa di Roma 307 5 maggio. Fidanza di Clemente VII nel ricevere l'intima del Borbone 309 6 maggio. Il Borbone viene ucciso nell'atto di montare all'assalto presso il Gianicolo 310 Il borgo di Roma preso d'assalto dai Tedeschi e dagli Spagnuoli 311 Clemente VII fugge dal Vaticano in castel sant'Angelo 312 Saccheggio del Borgo di Roma, del Vaticano e di Transtevere 315 L'armata imperiale passa il Tevere, e comincia il saccheggio di Roma 315 Atrocità commesse dall'armata vittoriosa 316 3 maggio. Arrivo di Pompeo Colonna co' suoi vassalli 318 6 maggio. Arrivo del Rangoni al Ponte Salario per soccorrere Roma 319 16 maggio. Il duca d'Urbino giunge ad Orvieto coll'armata veneziana 320 Ricusa d'attaccare gl'imperiali a meno che non riceva potenti rinforzi di truppe svizzere 321 Si avvicina a Roma, poi subito si ritira 322 6 giugno. Capitolazione del papa che resta prigioniere degl'imperiali 323 Le province e le città lontane ricusano d'eseguire la capitolazione del papa 324 5 giugno. Modena presa dal duca di Ferrara, Ravenna e Cervia dai Veneziani 325 1527 Clemente VII più attaccato alla sua sovranità di Firenze che a quella dello stato della Chiesa 326 Prodigiose spese cui Clemente VII sforzava i Fiorentini 326 12 di maggio. La nuova della presa di Roma giugne a Firenze 328 16 maggio. I grandi cittadini di Firenze intimano al cardinale di Cortona di rendere la libertà alla repubblica 328 Filippo Strozzi e sua moglie, Clarice dei Medici, si associano al partito della libertà 329 Il cardinale di Cortona capitola col partito repubblicano 331 17 di maggio. I Medici escono da Firenze 331 La balìa ristabilisce la costituzione popolare, ed abdica i suoi poteri 332 21 maggio. S'aduna di nuovo il gran consiglio, ed elegge magistrati popolari 334 Morte di Niccolò Macchiavelli 335

CAPITOLO CXIX. _Il Lautrec conduce un'armata francese sotto Napoli, e blocca quella città; vittoria della sua flotta sopra quella degli Spagnuoli; malattia nel suo campo; sua morte e capitolazione della sua armata. Andrea Doria passa al partito imperiale, e muta il governo di Genova._ 1527-1528 337