Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 13 (of 16)

Part 31

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1506 Tranquillità di Genova durante l'ultimo periodo 408 Favore accordato dal governo francese alla nobiltà di Genova contro il popolo 409 Insolenza de' nobili genovesi contro il popolo 410 1504 I nobili genovesi rifiutano Pisa che si rende a loro, mentre che i cittadini volevano accettarla 411 1504 Potenza di Giovanni Luigi de' Fieschi, capo del partito de' nobili 411 1506 Gelosia e risentimento delle prime famiglie dell'ordine popolare, che si credevano eguali ai nobili per nascita 412 Il popolo domanda i due terzi degli onori pubblici, lasciandone il terzo ai nobili 414 Visconti Doria ucciso in una contesa con un uomo del popolo 414 Legge, emanata in seguito ad una sollevazione, per accordare all'ordine del popolo i due terzi degli onori pubblici 415 Nuova sommossa popolare, e fuga dei nobili in Asti 416 Filippo de Ravenstein fa la sua entrata in Genova; e vi permette la creazione de' tribuni del popolo 417 Lodovico XII approva il decreto che riserva al popolo i due terzi degli onori pubblici 418 Ma egli esige per condizione che G. L. de' Fieschi sia ristabilito nella sua patria e ne' suoi feudi 418 I tribuni non vogliono consentire alla restituzione dei feudi di G. L. de' Fieschi 418 Settembre. Essi attaccano Monaco, fortezza de' Grimaldi, che serviva d'asilo ai pirati 419 1506 25 ottobre. Ravenstein lascia Genova, che riguarda come in istato di ribellione 422 1507 Il comandante del castello di Genova attacca la città, ed abbrucia alcuni vascelli nel porto senza dichiarazione di guerra 423 Intercessione di Giulio II a favore de' Genovesi, e la sua irritazione contro la Francia 424 Massimiliano dichiara ch'egli accorderà la sua protezione ai Genovesi; ed offre la sua mediazione 425 I Genovesi nominano Paolo de Novi per Doge 426 Primi successi de' Genovesi contro i Fieschi, nella riviera di Levante 427 Aprile. Lodovico XII s'avanza verso Genova con una fortissima armata 428 Le milizie genovesi, colpite da un panico terrore, abbandonano le gole delle montagne 429 Terrore in Genova; vani sforzi di Paolo di Novi, affin di provvedere alla sua difesa 429 I Genovesi scacciati dai Francesi da Belvedere 431 I Genovesi s'arrendono a Lodovico, a discrezione 432 29 aprile. Lodovico XII entra in Genova a spada tratta 433 Punizione de' Genovesi, celebrata come una prova della clemenza del re 434 14 maggio. Lodovico XII licenzia le sue truppe, per calmare i timori delle altre potenze, e viene a Milano 435 4 giugno. Ferdinando il cattolico abbandona Napoli, che lascia disgustata 437 1507 Egli non può andar d'accordo con Giulio II sopra le investiture 436 Ferdinando richiamato in Ispagna per la follia della sua figlia Giovanna 437 Cesare Borgia era fuggito dalle prigioni di Ferdinando 438 10 marzo. Cesare Borgia ucciso in una imboscata presso Viana 439 28 giugno. Conferenza di Ferdinando e di Lodovico XII a Savona 440 Onori compartiti a Gonsalvo di Cordova; suo esiglio e sua disgrazia fino alla sua morte, sopravvenuta il 2 dicembre 1515 440 Spavento che aveva cagionato a tutti gli stati la spedizione di Lodovico XII in Italia 441 Odio di Giulio II contro Lodovico XII, all'occasione d'un tentativo di Bentivoglio sopra Bologna 442 Massimiliano viene a presedere una dieta dell'Impero a Costanza 443 Egli domanda all'Impero un'armata per vendicarsi della Francia, e per assicurare le sue ragioni sopra l'Italia 444 Gli agenti francesi calmano l'irritazione de' principi tedeschi 445 20 agosto. La dieta si separa senza aver prese le misure bastanti per il successo della guerra 446 Massimiliano forma tre armate dell'Impero, lontane l'una dall'altra, perchè non si possa indovinare il suo disegno 447 1507 Massimiliano domanda il passaggio ai Veneziani 448 Lodovico XII cerca d'assicurarsi l'alleanza de' Veneziani 448 I Veneziani si decidono in favore della Francia, ed offrono all'imperatore di riceverlo senza armata 449 Sdegno di Massimiliano contro i Veneziani 450 Egli fa delle domande esorbitanti a tutti gli stati d'Italia 451 Preparativi di difesa di Lodovico XII 452 Prime ostilità, senza risultato, di due emigrati genovesi 453 1508 Severità di Lodovico XII verso i Bentivoglio, che decide Giulio II a restar neutrale 455 5 febbrajo. Massimiliano denuncia il cominciamento della guerra nella chiesa di Trento 455 Inconseguenze, e movimenti retrogradi di Massimiliano 456 2 marzo. Vittoria di Bartolomeo d'Alviano sopra i Tedeschi nella Valle di Cadoro 458 Conquiste dell'Alviano sul golfo adriatico 459 L'armata dell'impero si dissipa interamente, mentre che l'imperatore viaggia al nord della Germania 460 7 giugno. Tregua di tre anni tra l'imperatore e Venezia 461 Germi di malcontento lasciati da questa corta guerra 462 1508 Perfidia del re di Francia ne' suoi rapporti coi Veneziani 463 Cattiva fede del re di Francia ne' suoi rapporti co' Fiorentini 463 1507 Miseria di Pisa, pronta a sottomettersi ai Fiorentini 464 Lodovico XII e Ferdinando il Cattolico convengono di farsi pagare la sommissione di Pisa 465 Impiego della nuova milizia, ossia ordinanza fiorentina contro Pisa 466 1508 Rimproveri che manda Lodovico XII ai Fiorentini e loro giustificazione 467 Lodovico XII e Ferdinando offrono di nuovo di vendere Pisa ai Fiorentini 469 Lodovico spedisce soccorsi a Pisa per difendere la città fin che l'ebbe venduta 471 1509 13 marzo. Trattato di Lodovico e Ferdinando coi Fiorentini per vender loro Pisa 472 11 gennajo. Trattato dei Lucchesi coi Fiorentini, col quale s'impegnano ad abbandonar Pisa 473 Febbrajo. Convoglio di grano, spedito da Genova, che non può entrare in Pisa 474 Marzo. I Pisani domandano la mediazione del signor di Piombino 475 14 marzo. Conferenza di Macchiavelli a Piombino coi Pisani 476 Spaventevole miseria de' Pisani 476 20 maggio. Nuove proposizioni de' Pisani per capitolare 477 1509 8 giugno. Le truppe fiorentine entrano in Pisa 478 I Pisani trattati dai Fiorentini con una grande generosità 479 Emigrazione della maggior parte delle famiglie pisane 480 Il campo francese serve di ritirata a molte di loro, che dopo la fine delle guerre d'Italia si stabilirono in Francia 480

CAPITOLO CV. _Lega di Cambrai; battaglia di Vailate o d'Agnadello, conquista di tutto lo stato della terra ferma de' Veneziani._ 1508-1509 482

1508 La lega di Cambrai è la prima transazione diplomatica dove tutta l'Europa sia intervenuta 482 Con quella ebbe principio la scienza del diritto pubblico 483 Tre basi differenti date al diritto pubblico, e riclamate dai re, dai Veneziani e dal papa 484 Confusione del diritto pubblico, fondata sopra principi contraddittorj 485 Pretensioni di Lodovico XII ad alcuni diritti legittimi ed imperscrittibili su tutte le Provincie del Milanese 486 Pretensioni di Massimiliano a diritti della stessa natura sulle terre dell'Impero nel veneziano 487 Falsità di questo sistema; qualunque diritto ch'ebbe un principio può aver una fine 488 1508 La legittimità esiste per tutti i sovrani, o non esiste per nessuno 489 Seconda base del diritto pubblico; i trattati, sempre valevoli, ancorchè accettati per forza 490 Questo principio, spinto al rigore, distrugge ogni nozione del giusto e dell'ingiusto 490 Terza base del diritto pubblico, l'interesse nazionale 491 Giulio II, in nome dell'interesse nazionale d'Italia, riclama contro una legittimità o de' trattati che distruggerebbero la sua indipendenza 492 Veri motivi dell'odio delle grandi potenze contro Venezia 493 Risentimento di Massimiliano contro Venezia, che gli fa desiderare di rinnovare il trattato di Blois 494 Dicembre. Conferenze di Cambrai, sotto pretesto di trattar la pace del duca di Gueldria 495 Il cardinal d'Amboise e Margherita di Savoja deliberano soli e senza assistenti 495 10 dicembre. Trattato pubblico di Cambrai per riconciliare il duca di Gueldria, ed assicurare una nuova investitura del Milanese 496 Trattato secreto, per conchiudere la lega di tutte le potenze contro la repubblica di Venezia 497 Divisione di tutti gli stati di Venezia fra coloro che vi avevano qualche pretensione 498 1508 Il re di Francia s'impegna d'attaccare per il primo giorno d'aprile, l'imperatore ed il papa quaranta giorni dopo 499 Dissimulazione degli alleati, per sorprendere la repubblica 500 Lodovico XII, Massimiliano e Ferdinando ratificano il trattato di Cambrai 501 Esitazione di Giulio II nel ratificare questo trattato 502 1509 Proposizioni fatte al senato da Giulio II per una riconciliazione 503 Tentativi de' Veneziani per negoziare coll'imperatore 504 Essi rifiutano le proposizioni del papa 504 I Francesi cercano de' motivi di contesa coi Veneziani 505 Gennajo. Ambasciatori licenziati; dichiarazione di guerra tra la Francia e Venezia 506 Sforzi de' Veneziani per mettere in piedi una poderosa armata 507 Incendio dell'arsenale, degli archivj, della fortezza di Brescia 508 I Veneziani abbandonati da alcuni condottieri, feudatarj della Chiesa 509 Forza dell'armata veneziana riunita a Pontevico sull'Olio 509 Il conte di Pitigliano e Bartolomeo d'Alviano ne ricevono il comando 509 Piano di guerra offensivo dell'Alviano, sollevando il milanese 510 Piano di guerra difensivo di Pitigliano, dietro l'Olio 511 1509 Il senato sceglie un piano di mezzo, più pericoloso dei due estremi 512 15 aprile. M. de Chaumont passa l'Adda, e prende Treviglio 513 Egli ritorna a Milano per aspettar il re 514 27 aprile. Bolla di scomunica contro il doge e la repubblica 514 Severità delle pene fulminate dalla bolla contro i Veneziani, s'essi non si sottomettono avanti ventiquattro giorni 516 8 maggio. I Veneziani riprendono Treviglio 517 9 maggio. Lodovico XII passa l'Adda a Cassano senz'opposizione 518 Lodovico XII, marciando lungo il fiume, vuol far sortire i Veneziani dalla loro posizione 519 I Veneziani, cambiando di posizione, si trovano ravvicinati ai Francesi 520 14 maggio. L'Alviano attaccato fa domandar soccorso al Pitigliano, che glielo nega 521 Disposizioni dell'Alviano presso la diga di Vailate o d'Agnadello 521 Valore dell'Alviano e delle sue truppe, e la loro disfatta 522 Le guerre cominciano a divenire più feroci e più micidiali 523 Rapidità con cui Lodovico XII profitta della sua vittoria 524 24 maggio. Brescia si dà volontariamente nelle mani dei Francesi 526 Miseria de' Veneziani per rifare di nuovo il tesoro, e formare una nuova armata 526 1509 Sommissione di Crema, Cremona, e Pizzighettone 527 Crudeltà di Lodovico XII verso i suoi prigionieri 528 Tutti gli alleati, dopo la sconfina di Vailate, attaccano le frontiere de' Veneziani 529 Entrata dell'armata pontificia in Romagna; massacro di Brisighella 530 Tutte le città della Romagna capitolano per sottomettersi al papa 531 19 maggio. Il duca di Ferrara comincia le ostilità contro Venezia 531 Il marchese di Mantova attacca ancor egli i Veneziani 532 Le truppe di Ferdinando attaccano i Veneziani a Trani nella Puglia 532 Aggressione de' piccoli feudatarj imperiali sulle frontiere veneziane 533 Stato deplorabile dell'armata veneziana a Mestre 535 I Veneziani offrono di consegnare le loro piazze a Ferdinando, Giulio II, e Massimiliano, per tentare di disarmarli 536 Massimiliano ricusa di trattare senza il re di Francia 537 Il papa comincia a raddolcirsi con Venezia 538 I Veronesi vogliono arrendersi a Lodovico XII, che non gli accetta 539 15 giugno. Conferenze del card. d'Amboise con Massimiliano a Trento 539 Lodovico XII ritorna in Francia senza aver potuto vedere Massimiliano 540 1509 Massimiliano dissipa tutti i suoi mezzi di finanza, e si trova fuori di stato di mettere in piedi un'armata 540 Egli non è più a portata di ricevere le capitolazioni delle città che vogliono arrendersi 542 4 giugno. Padova s'arrende a Leonardo Trissino, emigrato vicentino, che ne prende possesso in nome dell'imperatore 542 Treviso, dopo d'essersi sottomesso allo stesso Trissino, lo scaccia dalle sue mura, e s'abbandona alla sorte della repubblica 545

FINE DELLA TAVOLA.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (Machiavelli/Macchiavelli e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.