Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 13 (of 16)
Part 30
La repubblica di Venezia non aveva preso parte nelle guerre di Lombardia e di Napoli 252 1499-1505 Trovavasi in allora in guerra coi Turchi 253 Pacifico regno di Bajazette II, che per altro non dissipa il terrore impresso all'Europa dalle armi dei Turchi 254 1449 Motivi della guerra, incursioni de' Turchi ai confini 255 Trama dei Turchi per sorprendere Corfù 257 1499 Niccolò Pesaro cola a fondo una galera turca 258 Bajazette sottoscrive un trattato in latino con intenzione di violarlo 258 Attacca improvvisamente Zara, e così comincia la guerra 259 Il comando della flotta veneziana dato ad Antonio Grimani; inaudita prosperità di quest'uomo 259 Agosto. La flotta del Grimani incontra quella dei Turchi presso Modone 261 12 agosto. Battaglia di due galere veneziane con un vascello turco; tutti e tre periscono incendiati 262 Il Grimani schiva la battaglia, e disgusta colla sua timidità i Francesi che si erano a lui uniti 264 Il Grimani arrestato e tradotto in giudizio a Venezia 265 Viene relegato nelle Isole del Quarnero 266 29 settembre. I Turchi passano l'Isonzo e guastano il Friuli 267 1500 Gennajo. Proposizioni di pace dei Veneziani rigettate dai Turchi 268 I Turchi assediano Modone 269 9 agosto. Girolamo Contarini tenta di soccorrere Modone 269 Modone viene preso e bruciato dai Turchi 270 Pilos e Corone si arrendono ai Turchi; Napoli di Malvasia fa resistenza 271 Prosperi successi di Benedetto Pesaro nuovo ammiraglio Veneziano 273 1.º novembre. Presa di Cefalonia fatta da Pesaro e da Gonsalvo di Cordova 273 1501 Vantaggi ottenuti dal Pesaro alla Prevesa e ad Alessio 274 Soccorsi mandati ai Veneziani dal Papa, dai Francesi e dai Portoghesi 275 Diversione fatta da Uladislao re d'Ungheria e di Boemia 276 1502 Bajazette II attaccato da Ismaele Sofì, re di Persia 277 Proposizioni di pace fatte ai Veneziani 278 1503 Trattato di pace tra la Porta e Venezia sottoscritto da Andrea Gritti 279 Il trattato di pace permette ai Veneziani di riprendere una parte attiva negli affari d'Italia 279 Lodovico XII si apparecchia ad attaccare Ferdinando il Cattolico in Ispagna ed in Italia 280 Potente armata condotta in Italia da La Tremouille 281 Negoziazioni di La Tremouille con Alessandro VI e con Cesare Borgia 282 18 agosto. Subita morte di Alessandro VI e malattia di Cesare 283 Vantaggi pecuniarj che trovava il papa in occasione della morte dei cardinali 284 Comune opinione intorno alla morte di Alessandro VI, cagionata dal veleno ch'egli aveva apparecchiato per il cardinale di Corneto 285 Dubbj insorti intorno a tale diceria, e mezzo di conciliare le due narrazioni 286 Le disposizioni di Alessandro VI in materia ecclesiastica sono sempre in vigore 287 1503 La censura de' libri fu da lui istituita 288 La malattia di Cesare Borgia, nel momento in cui morì suo padre, guastò tutti i suoi divisamenti 288 Si mantiene in Vaticano e tratta coi Colonna 290 I nemici del Borgia rientrano armati in Roma 290 Rivoluzioni contro il Borgia negli stati della Chiesa 291 La Romagna soddisfatta del suo governo si conserva fedele 292 Il marchese di Mantova succede a La Tremouille nel comando dell'armata francese 293 Quest'armata è ritenuta vicino a Roma per favoreggiare le pretensioni del cardinale d'Amboise al papato 294 1.º settembre. Nuovo trattato tra il Borgia e la Francia 294 I cardinali vogliono essere indipendenti da Borgia e dai Francesi 295 22 settembre. Elezione di Francesco Piccolomini, che prende il nome di Pio III 297 Dopo l'elezione del papa i soldati di ogni partito rientrano in Roma 297 Gli Orsini, lasciando il servigio della Francia, passano a quello della Spagna 298 Riconciliazione degli Orsini coi Colonna 299 Mettono in fuga l'armata del Borgia, e costringono lui medesimo a salvarsi in Castel sant'Angelo 299 18 ottobre. Morte di Pio III 300 1503 I suffragj si riuniscono in favore di Giuliano della Rovere. Amboise gli dà quelli del partito francese 301 Ascanio Sforza gli dà quelli degl'Italiani, e Cesare Borgia quelli degli Spagnuoli 302 31 ottobre. Egli viene eletto sotto nome di Giulio II 303 Insurrezione delle città di Romagna contro il Valentino 303 Le rocche di quelle città si mantengono fedeli al Borgia 304 I Veneziani portano la loro ambizione sulla Romagna 305 Essi attaccano Cesena e Faenza, e si fanno cedere Forlimpopoli e Rimini 305 Giulio II tenta colle rimostranze di stornare i Veneziani dalla loro intrapresa sulla Romagna 307 I Veneziani offrono per le città di Romagna lo stesso censo che avevano pagato i precedenti vicarj alla camera apostolica 308 19 novembre. Faenza loro si arrende per capitolazione. Quadro del regno di Manfredi 309 3 novembre. Cesare Borgia viene dal papa alloggiato in Vaticano 311 Vasti progetti di Cesare Borgia sproporzionati alla sua fortuna 311 Dopo aver date tante prove di mala fede, non insospettisce della fede degli altri 312 Giulio II vede con piacere il Borgia abbandonato dagli antichi suoi amici 313 1503 19 novembre. Il Borgia parte alla volta di Ostia con intenzione d'imbarcarsi per la Spezia 313 22 novembre. Giulio II gli fa domandare le rocche della Romagna, e perchè le rifiuta lo fa arrestare 314 L'armata del Valentino viene attaccata e dispersa dai Perugini e dai Fiorentini 315 2 dicembre. Il Valentino, ricondotto al Vaticano, sottoscrive un ordine per consegnare al papa le sue fortezze 316 La guerra tra la Francia e la Spagna, fuori d'Italia, viene illustrata da pochi avvenimenti 317 Dopo l'elezione di Giulio II, l'armata francese, sotto gli ordini del marchese di Mantova, si avanza verso Napoli 318 Indisciplina dell'armata, e fatali conseguenze della sua lunga dimora presso Roma 319 I Francesi, avanzandosi dalla banda di Ponte Corvo, non possono forzare il passaggio di S. Germano 320 Prendono la via di Fondi, e si trattengono al passaggio del Garigliano 320 5 novembre. Gettano un ponte sul Garigliano in onta a Gonsalvo di Cordova 321 6 novembre. Gli Spagnuoli attaccano il ponte de' Francesi, e gli forzano a coprirsi con una testa di ponte 322 Patimenti delle due armate in tempo delle continue piogge 323 1503 Motivi ch'ebbe il marchese di Mantova di aspettare senza fare verun movimento il fine delle piogge 324 I Francesi incolpano il loro generale di tutti i mali che soffrono 325 1.º dicembre. Il marchese di Mantova lascia il comando dell'armata e si ritira ne' suoi stati 326 Scemano le forze dei Francesi mentre ingrossano quelle di Gonsalvo 326 27 dicembre. Gonsalvo fa passare il Garigliano alla sua armata, ed attacca il campo francese 327 Il marchese di Saluzzo taglia il ponte del Garigliano ed abbandona i suoi quartieri per ritirarsi a Gaeta 328 I Francesi si ritirano in buon ordine fino a Molo di Gaeta 329 Si danno poi alla fuga e vengono rotti del tutto 329 Piero de' Medici si annega nel Garigliano 330 1504 1.º gennajo. I Francesi chiusi in Gaeta capitolano e consegnano quella città al Gonsalvo 331 Prodigiosa mortalità tra coloro che si erano salvati dalla sconfitta del Garigliano 332 Il Gonsalvo, trattenuto dalla mancanza del danaro, si accontenta di forzare Lodovico d'Ars ad uscire dal regno 333 Giulio II schiva di compromettersi cogli Spagnuoli 334 Affida Cesare Borgia al cardinale Carvajale con ordine di lasciarlo libero, fatta la consegna delle fortezze della Romagna 335 1504 19 aprile. Cesare Borgia, posto in libertà, passa a Napoli, dov'è ben accolto 336 26 maggio. Gonsalvo lo fa arrestare, lo manda prigioniero in spagna nella fortezza di Medina del Campo 337 11 febbrajo, 31 marzo. Tregua di tre anni tra la Spagna e la Francia 337
CAPITOLO CIII. _Riposo e servitù dell'Italia; piccole guerre in Romagna ed in Toscana. Giulio II sottomette alla Chiesa Perugia e Bologna._ 1504-1506 339
1504 La pace, sebbene umiliante, accolta con gioja in Italia 339 Rinascono lentamente gli abusi che fanno nuovamente desiderare la guerra 340 Malcontento che eccitano in Milano ed in Napoli il giogo francese e spagnuolo 341 Gelosia degli altri stati d'Italia contro la repubblica di Venezia, che non avea partecipato alle comuni calamità 342 Progressi di Giulio II nel suo disegno di sottomettere la Romagna 343 10 di maggio. Obbliga l'ultimo dei Montefeltro ad adottare Guidubaldo della Rovere, cui assicura il ducato d'Urbino 344 Sommissione di Forlì al papa. Si spegne la famiglia degli Ordelaffi di Forlì: prospetto cronologico del loro regno 345 Il papa minaccia i Veneziani per forzarli a rendergli Faenza e Rimini 349 1504 Si continua la guerra tra Firenze e Pisa, non avvi guerra fuori d'Italia 350 I Fiorentini cercano d'assicurarsi la neutralità di Gonsalvo di Cordova 351 25 maggio. Essi saccheggiano la pianura di Pisa, e prendono Librafratta 352 Agosto. Ricominciano i loro guasti col distruggere il grano turco 352 Vogliono divertire l'Arno di Pisa, ma non possono riuscirvi 353 I Pisani vogliono darsi ai Genovesi ed a Lodovico XII, che non gli accettano 354 Negoziazioni per la pace tra Lodovico XII e Ferdinando 355 Esse vengono interrotte d'altre negoziazioni con Massimiliano 357 22 settembre. Tre trattati, sottoscritti a Blois, tra Lodovico XII, Massimiliano e Filippo 357 9 settembre. Morte di Federico d'Arragona, re destituito di Napoli 358 26 novembre. Morte d'Elisabetta di Castiglia 358 1505 25 gennajo. Morte d'Ercole d'Este, duca di Ferrara; successione d'Alfonso I 359 Riavvicinamento di Ferdinando il Cattolico e di Luigi XII 360 4 aprile. Ratifica de' trattati di Blois a Haguenau 361 12 ottobre. Trattato di Blois tra Lodovico XII e Ferdinando 362 25 marzo. Continuazione della guerra di Pisa; sconfitta di Lucca Savelli al ponte Capellese 363 1505 8 aprile. I Fiorentini nel momento di bisogno abbandonati da Giovan Paolo Baglioni 365 Congiura de' piccoli tiranni vicini di Firenze, per ristabilire i Medici in questa città 366 Progetti di Gonsalvo di Cordova d'approfittare d'una malattia di Lodovico XII per iscacciare i Francesi dalla Lombardia 366 Le truppe, riunite per quest'oggetto da Gonsalvo, e condotte da Bartolomeo d'Alviano, attaccano il partito ghibellino negli stati della Chiesa 367 Dopo la guarigione di Lodovico XII, Bartolomeo d'Alviano le conduce in Toscana 368 L'Alviano perde i suoi vantaggi per l'irrisoluzione o la dissimulazione de' suoi alleati 369 17 agosto. Egli viene attaccato alla torre di san Vincenzo dall'armata fiorentina 371 Egli è completamente battuto 372 I Fiorentini esitano fra l'attacco di Siena e quello di Pisa 373 La loro armata vittoriosa si determina d'attaccar Pisa 373 8 settembre. Le milizie fiorentine non osano dar l'assalto a breccia aperta 374 13 settembre. Esse rifiutano di nuovo di montare all'assalto, quantunque la breccia sia molto più allargata 375 14 settembre. Alcune truppe spagnuole entrano in Pisa, ed i Fiorentini levano l'assedio 376 1505 Il cardinal Ippolito d'Este fa cavar gli occhi a suo fratello naturale don Giulio 377 Congiura di don Giulio e don Ferdinando d'Este contro i loro fratelli, il duca Alfonso ed il cardinal Ippolito 378 1506 Luglio. La congiura è scoperta, i due principi rinchiusi per sempre, ed i loro complici condannati a morte 379 Questi avvenimenti, dissimulati dagli storici e dai poeti cortigiani 380 Tutta l'attenzione dell'Italia era diretta sopra i principi forestieri che se la dividevano 381 27 giugno. Trattato di Filippo, re di Castiglia, arrivato nella Spagna, con Ferdinando, che gli rimette l'amministrazione del suo regno 383 4 settembre. Ferdinando s'imbarca a Barcellona per passare a Napoli, dov'egli paventava forte il nome di Gonsalvo di Cordova 383 Massimiliano annunzia agli stati d'Italia il suo viaggio a Roma, per prendervi la corona imperiale 384 Lodovico XII cerca di sventare questo progetto, a cui Massimiliano rinunzia per quest'anno 385 Giulio II si prepara coll'economia all'esecuzione de' progetti ch'egli aveva annunziati 386 Egli cerca di riunire i sovrani di Francia, di Germania e della Spagna contro Venezia 387 Egli progetta un attacco contro Perugia e Bologna ed obbliga la Francia e Venezia a darvi mano 388 1506 Lodovico XII aveva preso l'impegno di proteggere Giovanni Bentivoglio, e vedeva di mal occhio la spedizione contro Bologna 389 Non pertanto egli aveva promesso al papa d'assisterlo contro Bentivoglio 390 27 agosto. Giulio II parte per la sua spedizione contro Perugia 390 8 settembre. Gio. Paolo Baglioni viene ad Orvieto per sottomettersi al papa che l'accoglie graziosamente 392 13 settembre. Il papa entra con tutta la sua corte in Perugia, e si confida a Baglioni, che non lo tradisce 393 Egli ristabilisce a Perugia un'amministrazione repubblicana 394 La sua irritazione contro Bentivoglio, e tirannia di questo 395 Bentivoglio abbandonato da tutti i suoi vicini e suoi alleati 396 M. de Chaumont è spedito da Lodovico XII contro Bentivoglio 396 10 ottobre. Giulio II pubblica una bolla di scomunica contro Bentivoglio e suoi aderenti 397 20 ottobre. Giulio II si trova ad Imola alla testa d'una considerabile armata 397 25 ottobre. M. de Chaumont fa intimare a Bentivoglio d'abbandonare il supremo potere 398 2 novembre. Bentivoglio si rifugge al campo francese per implorare la protezione di M. de Chaumont 400 I Bolognesi obbligano i Francesi ad allontanarsi, inondando il loro accampamento 401 11 novembre. Giulio II fa la sua entrata in Bologna, e ne riforma il governo. Egli fonda l'oligarchia de' Quaranta 402 I Fiorentini schivano qualunque ostilità coi Pisani, e fanno una tregua di tre anni coi Sanesi 403 Settembre. Arrivo di Ferdinando il Cattolico in Italia 404 25 settembre. Morte di Filippo I a Burgos 404 1.º novembre. Entrata di Ferdinando il Cattolico in Napoli 405 Egli ricolma d'onori Gonsalvo di Cordova, ma gli fa lasciar Napoli per la Spagna 406
CAPITOLO CIV. _Sollevazione di Genova, ed il suo gastigo da Lodovico XII; abboccamento di questo monarca con Ferdinando il Cattolico; Massimiliano minaccia la Francia; egli attacca i Veneziani, quindi fa la pace con loro; miseria di Pisa, e la sua sommissione ai Fiorentini._ 1506-1509 408