Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 12 (of 16)
Part 30
CAPITOLO XCVIII. _Guerra di Pisa; i Pisani soccorsi dal duca di Milano, dai Veneziani e dall'imperatore Massimiliano. — Tregua in Italia. — Il Savonarola va perdendo in Firenze la sua riputazione. — Prova del fuoco che gli è proposta da un monaco; sua condanna e morte._ 1496-1498 463
1496 Carlo VIII abbandona l'Italia per darsi tutto in preda ai piaceri 463 Tutti i Napolitani riconciliati alla casa d'Arragona a cagione dell'elezione di don Federico 464 Il solo principe di Salerno rifiuta la pace e muore in esilio 466 Sommissione delle città in cui i Francesi conservaronsi più lungamente 466 Guerra di Pisa in Toscana, condotta secondo il sistema militare che precedette l'invasione di Carlo VIII 467 1496 I Fiorentini guerreggiano a Pisa nello stesso tempo contro i nemici de' Francesi e contro i Francesi 468 Politica di Lodovico Sforza, chiamando i Veneziani in ajuto de' Pisani 470 I Pisani si alienano dallo Sforza 470 La repubblica di Venezia li riceve pubblicamente sotto la sua protezione 472 Vantaggi ottenuti dai Pisani sopra i Fiorentini coll'ajuto degli Stradioti mandati da Venezia 472 Lodovico Sforza, per tenere i Veneziani in soggezione, chiama in Italia Massimiliano, re de' Romani 475 I Veneziani acconsentono di pagare, d'accordo collo Sforza e col papa, un sussidio al re de' Romani 476 Massimiliano ordina ai Fiorentini di entrare nella lega d'Italia 477 Molti rinomati capitani passano a soccorrere i Pisani 479 Essi cercano di troncare ogni comunicazione tra Firenze e Livorno 480 Morte di Piero Capponi sotto al castello di Sojana 480 1496 Massimiliano attraversa la Lombardia con una così piccola armata, che non ardisce passare per le grandi città 481 Angustie de' Fiorentini attaccati contemporaneamente da tanti nemici 482 Le esortazioni del Savonarola li conservano fedeli al partito francese 483 Gli ambasciatori de' Fiorentini, rimandati dall'imperatore al duca di Milano, non vogliono esporgli la loro commissione 484 8 ottobre. Massimiliano s'imbarca a Genova per passare a Pisa 486 Intraprende l'assedio di Livorno 487 Crudeltà commesse dalle sue truppe a Bolgheri 489 Arrivo di sei vascelli francesi a Livorno, che vittovagliano il presidio 489 14 novembre. Burrasca che disperde la flotta dell'imperatore, e lo costringe a levare l'assedio 490 19 novembre. L'imperatore parte subito alla volta di Sarzana e Pontremoli 491 Dopo nuove negoziazioni cogli alleati in Lombardia torna in Germania 492 1496 Durante l'inverno i Fiorentini ricuperano le castella loro tolte dai Pisani 494 26 ottobre. Alessandro VI pronuncia la confisca dei beni degli Orsini, che vuole dare ai suoi figliuoli 495 1497 Assedio di Bracciano sostenuto da Bartolommea Orsini 496 I Vitelli di città di Castello formano un'armata per soccorrere gli Orsini 498 L'armata pontificia è battuta dai Vitelli, ed è fatto prigioniere il suo generale, il duca d'Urbino 499 Pace tra il papa, gli Orsini ed i Vitelli 500 Carlo VIII manda G. G. Trivulzio in Italia con una piccola armata 501 Il Trivulzio tenta di eccitare una rivoluzione in Genova di concerto coi Fregosi, ma è costretto a ritirarsi 502 Il duca d'Orleans non scende in Italia per assecondare il Trivulzio, per non allontanarsi dalla Francia nell'istante della morte di Carlo VIII 504 5 marzo. Tregua sottoscritta tra la Francia e la Spagna, cui possono intervenire tutti gli stati d'Italia 505 1497 A Firenze la suprema autorità passa alternativamente dal partito dei _piagnoni_ a quello degli _arrabbiati _ 507 Negoziazioni dei Fiorentini colla lega d'Italia 508 29 aprile. Piero de' Medici ne approfitta per tentare di sorprendere Firenze 509 Il gonfaloniere e quattro de' più riputati cittadini accusati di essere entrati nella trama di Piero de' Medici 511 17 agosto. Sentenza di morte pronunciata contro i prevenuti coll'adesione del consiglio de' Richiesti 512 21 agosto. Il consiglio de' Richiesti rigetta l'appello al popolo, interposto dai condannati 513 La signoria dubita di ordinarne l'esecuzione 514 Forme complicate delle deliberazioni della signoria, rispettate anche in tempo che si fa violenza agl'individui 515 La sentenza di morte si eseguisce durante la notte 517 20 agosto. Il Savonarola perde il credito, per non essersi opposto al supplicio de' suoi nemici 518 1497 Provoca la corte di Roma predicando contro la condotta di Alessandro VI, e de' figliuoli di lui 519 14 giugno. Francesco Borgia assassinato da Cesare, suo fratello 519 Alessandro VI eccita tutti i nemici del Savonarola 520 La signoria di Firenze ordina al Savonarola di non predicare 522 Il Savonarola dichiara che la scomunica del papa non ha forza quando è ingiusta, e torna a predicare 523 1498 Il Savonarola fa distruggere sotto pena d'anatema, tuttociò che sembragli concorrere al vizio o alla mollezza 524 Il papa fa predicare a santa Croce contro il Savonarola 525 L'antagonista del Savonarola offre di subire con lui la prova del fuoco 527 Domenico Bonvicini di Pescia accetta la disfida pel suo maestro 528 Ardore di tutto il popolo fiorentino per affrettare la prova del fuoco 528 7 aprile. Rogo apparecchiato per la prova dei due monaci 530 1498 I Francescani promovono diverse difficoltà per ritardare la prova 531 Il Savonarola non vuole acconsentire che il suo discepolo deponga il sagramento per entrare nel fuoco 532 Una violenta pioggia divide l'adunanza, senza che abbia luogo la prova 533 Irritazione del popolo contro il Savonarola, perchè per cagion sua mancò l'aspettato spettacolo 534 Viene assalito in convento di san Marco, ed il Savonarola condotto in prigione con due dei suoi monaci 535 8 aprile. Francesco Valori è arrestato dal popolaccio ed assassinato da Vincenzo Ridolfi 535 La sovrana autorità viene in mano della parte nemica del Savonarola 536 Alessandro VI manda due giudici a Firenze per assistere il processo del Savonarola; ma egli lo condanna anticipatamente 537 Colla tortura strappano al Savonarola confessioni, in appresso da lui smentite 538 1498 23 maggio. Il Savonarola viene bruciato sulla pubblica piazza con Domenico Bonvicini e Salvestro Maruffi, suoi discepoli 540
FINE DELLA TAVOLA.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (pendio/pendìo, Tremouille/Trémouille e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.