Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 12 (of 16)

Part 29

Chapter 292,387 wordsPublic domain

1494 Stato della Toscana prima della spedizione di Carlo VIII 256 Rivoluzioni che eccita in Firenze, in Pisa, in Siena, in Lucca 257 I Fiorentini, ricuperando la libertà, appena sanno in che consista 258 La felicità che desidera ogni uomo è proporzionata alla sviluppo delle sue facoltà. Non è la stessa per tutti 259 Lo scopo del governo è quello di rendere felice il maggior numero d'uomini possibile, innalzandoli, non abbrutendoli 260 1494 La libertà politica è il più potente mezzo d'innalzare gli uomini 260 Confusione della libertà politica e della libertà individuale 262 Ambidue venivano pochissimo rispettate in Venezia 263 Pure Venezia prosperava a motivo della sua prudenza, ed il suo governo era l'oggetto dell'universale ammirazione 264 Tutti i politici fiorentini propongono d'imitare in Firenze la costituzione de' Veneziani 265 In Firenze tre opposti partiti adducono tutti a favor loro l'esempio di Venezia 268 Partito dei _Piagnoni_, diretto dal padre Savonarola, da Valori e da Soderini 269 Partito degli _Arrabbiati_, diretto da Dolfo Spini e da Guid'Antonio Vespucci 270 Partito dei _Bigi_, affezionato ai Medici assenti 271 2 dicembre. Il parlamento adunato accorda alla signoria l'autorità della balìa 271 La balìa nomina venti elettori, incaricati di eleggere tutti i magistrati 273 1494 I venti elettori non possono convenire tra di loro, e perdono ogni credito 274 Il Savonarola propone le elezioni popolari, un consiglio formato di tutti i cittadini, ed un'amnistia 275 23 dicembre. Viene sanzionata la formazione del gran consiglio 276 1495 1.º luglio. Le elezioni sono restituite al popolo 277 1494 I Pisani riconstituiscono la loro repubblica 277 Deferiscono la sovrana autorità alle magistrature municipali, da cui erano stati governati in tempo di servitù 278 1495 gennajo. Prime ostilità tra i Pisani ed i Fiorentini 279 Negoziazioni dei Pisani presso Carlo VIII per conservarsi la protezione della Francia 281 Briçonnet va a Firenze per eseguire il trattato, per ricevere il danaro e consegnare Pisa 283 24 febbrajo. Dichiara di non aver potuto persuadere i Pisani, e riparte alla volta di Napoli 284 Negoziazioni de' Pisani con Siena, Lucca e col duca di Milano 284 1495 Il duca di Milano li rimette ai Genovesi 286 Arringa degli ambasciatori pisani al senato genovese 286 Soccorsi dai Genovesi accordati ai Pisani 288 Primi vantaggi ottenuti da Giulio Malvezzi, capitano dei Pisani 289 26 di marzo. Monte Pulciano si ribella ai Fiorentini, e si pone sotto la protezione di Siena 291 I Fiorentini ricorrono invano a Carlo VIII 292 Carlo VIII manda soccorsi ai Pisani contro Firenze 293 Il Savonarola persuade i Fiorentini, colle sue profezie, a non abbandonare l'alleanza della Francia 295 Inquietudine e scontentezza degli altri stati d'Italia 296 Lagnanze di Lodovico il Moro contro i Francesi 297 Animosità dei re di Spagna e dei Romani 298 Negoziazioni di Filippo di Comines a Venezia per unire questa repubblica alla Francia 299 Congresso di Venezia per formare un'alleanza contro la Francia 301 1495 Terrore de' Veneziani alla notizia della conquista di Napoli 303 Pericolo del re se la lega dell'alta Italia toglieva Asti al duca d'Orleans 305 31 marzo. La lega contro la Francia si sottoscrive in Venezia, tra il papa, i re di Spagna, il re de' Romani, i Veneziani e Milano 306 Partecipazione di tale lega a Filippo di Comines 308 Segreto delle negoziazioni e turbamento del Comines 309 Articoli pubblici dell'alleanza puramente difensivi 309 Articoli segreti che la rendono offensiva 310 Debolezza di Massimiliano, che non può soddisfare ai suoi obblighi 312 Il duca di Ferrara ed i Fiorentini ricusano d'entrare nella lega 313 Apparecchi di guerra dei confederati e ritirata degli ambasciatori 314

CAPITOLO XCVI. _Carlo VIII abbandona il regno di Napoli; attraversa Roma e la Toscana; si apre un passaggio a Fornovo a dispetto de' confederati, e giugne ad Asti. Tratta in Vercelli col duca di Milano, libera il duca d'Orleans assediato in Novara, e ripassa le Alpi._ 1495 316

1495 Notificazione di Carlo VIII per minorare le imposte in Napoli, riducendole alle tariffe dei re angioini 316 Importanza della nobiltà del regno feudale di Napoli 317 Carlo la scontenta non meno del popolo 319 Non conosce nè i nomi, nè gli interessi, nè i servigj degli antichi signori napolitani 319 Si desidera la prudente e regolare amministrazione degli Arragonesi 320 La nazione si sente umiliata da un giogo straniero 321 I Francesi impazienti di ritornare nella loro patria 322 La notizia della lega di Venezia accresce questa loro impazienza 322 12 maggio. Carlo VIII prende la corona di Napoli senza aspettare l'investitura del papa 323 Discorso del Pontano in occasione di tale inaugurazione 324 1495 Carlo assegna comandanti a varie province, e lascia loro la metà della sua armata 325 Cerca di guadagnarsi i Colonna, i Savelli ed i Sanseverini coi beneficj 326 20 maggio. Parte da Napoli colla metà dell'armata per tornare in Francia 327 30 maggio. Il papa si ritira da Roma, quando si avvicinano i Francesi 328 Carlo fa restituire al papa le fortezze di Cività Vecchia e di Terracina 329 13 giugno. Giugne a Siena, e vi si trattiene per far dare la signoria di quella città al signore di Lignì 330 I Fiorentini fanno a Carlo VIII nuove offerte per ridurlo a ridar loro Pisa 332 Esigono che Pietro de' Medici non entri nel loro territorio 333 Si pongono in istato di difesa, e Carlo abbandona il pensiero di passare per la loro città 334 Nuove suppliche dei Pisani a Carlo VIII pel mantenimento della loro libertà 335 Vivo interesse che l'armata francese prende a favore dei Pisani 336 1495 Carlo VIII protrae la sua decisione intorno alla sorte di Pisa, e rinnova le guarnigioni delle fortezze pisane 338 Inquietudine dell'armata francese, udendo cominciate le ostilità in Lombardia 339 Lodovico il Moro provoca il duca d'Orleans rimasto in Asti 339 11 giugno. Il duca d'Orleans sorprende Novara 341 È poi assediato in Novara da Galeazzo di Sanseverino 342 23 giugno. Carlo VIII parte da Pisa per Pontremoli 343 Stacca un piccolo corpo d'armata per fare un tentativo sopra Genova 344 Questa piccola armata è battuta ed a stento si riunisce a quella del re 344 29 giugno. La vanguardia francese brucia Pontremoli 345 L'artiglieria francese attraversa a stento l'Appennino sopra Pontremoli 346 L'esercito dei confederati, di circa quaranta mila uomini, e comandato dal marchese di Mantova, aspetta i Francesi a Fornovo 348 La vanguardia francese avrebbe potuto facilmente distruggersi dai confederati a Fornovo 349 1495 5 luglio. L'armata francese riunita a Fornovo non conta più di nove mila uomini 351 Le due armate si accampano in vicinanza l'una dell'altra sulla destra del Taro, nella valle di Fornovo 352 Il re spedisce il Comines al marchese di Mantova per trattare 353 Gli alleati tardano ad attaccare i Francesi 354 6 luglio. Il re fa nuovamente chiedere il passo che gli viene negato 355 Disposizioni della sua armata per farsi strada colla forza 356 Viene attaccato dai Veneziani 358 Il marchese di Mantova, che lo attacca alla coda, è respinto 360 Gli Stradioti, che dovevano attaccarlo ai fianchi, lasciano la battaglia per saccheggiare l'equipaggio de' Francesi 361 Il conte di Cajazzo, che doveva attaccare la vanguardia francese, prende la fuga 362 I Francesi non ardiscono di attaccare in appresso gli Italiani 364 La pugna benchè breve fu assai micidiale pegli Italiani 365 Estremo terrore nell'armata italiana; invano il Pitigliano cerca di persuaderla ad attaccare il campo francese in quella notte 366 1495 7 luglio. Il re alloggia in Medesana, sempre in presenza del nemico 367 Il Comines viene incaricato di nuove negoziazioni 368 8 luglio. Il re leva tacitamente il suo campo, durante la notte, e s'avvia verso Borgo san Donnino 369 I Francesi guadagnano un giorno di cammino sugli Italiani 370 9 e 10 luglio. Pericolo dell'armata francese divisa dalla Trebbia 371 Continua la sua ritirata sempre inseguita dal conte di Cajazzo 372 Patimenti e costanza de' Francesi in questa ritirata 373 15 luglio. L'armata francese arriva in Asti, dove si pone in sicuro 375 Carlo dimentica la sua armata per una pratica amorosa 377 Patimenti del duca d'Orleans chiuso in Novara 379 Desiderio de' Francesi per la pace 380 L'armata italiana si fortifica intorno a Novara 381 1495 Il Comines, spedito alla corte del marchese di Monferrato, riprende nuove negoziazioni per la pace 382 Novara viene evacuata dal duca d'Orleans 383 Il baglivo di Digione conduce al re dugento mila Svizzeri invece dei cinque mila che doveva assoldare 384 Il duca d'Orleans cerca di persuadere il re ad approfittarne per rinnovare la guerra 386 I suoi nemici si oppongono a tali progetti 387 Rendono sospetti gli Svizzeri venuti all'armata 387 Carlo VIII tratta col duca di Milano un parziale trattato 388 10 ottobre. Trattato di Vercelli col duca di Milano 388 Scontento degli Svizzeri che il re vuole rimandare con un mese di soldo 389 20 ottobre. Il re parte da Torino ed entra in Francia pel Delfinato 391 Nuova malattia sparsa in tutta l'Europa in occasione della spedizione di Carlo VIII 391

CAPITOLO XCVII. _Ferdinando II rientra nel regno di Napoli e ricupera la sua capitale. — I Francesi vendono ai nemici dei Fiorentini le fortezze che occupavano in Toscana. Sono ridotti a capitolare ad Atella, ed evacuano il regno di Napoli. Morte di Ferdinando II._ 1495-1496 394

Gloria acquistata da Carlo VIII, siccome il solo dei re di Francia che facesse acquisto in lontane parti 394 Immoralità di un re che tenta una conquista che non può conservare 395 Altri conquistatori vengono scusati da progetti di miglioramento, di liberazione dei popoli, d'ingiurie all'onore nazionale da cancellarsi 396 Carlo VIII non fa la guerra che per dar valore a certi diritti ereditarj privi di giustizia 397 Prima d'entrare in Napoli, poteva prevedere che non vi si manterrebbe 398 1495 Abboccamento di Ferdinando II con suo padre e con Gonsalvo di Cordova a Messina 399 Maggio. Occupa Reggio di Calabria 400 I Veneziani prendono Monopoli, e la saccheggiano 401 1495 Gaeta si solleva contro i Francesi, ma gl'insorgenti sono vinti, svaligiati ed uccisi 402 Primi prosperi successi di Ferdinando II in Calabria 403 È sconfitto a Seminara dal d'Aubignì 405 Fine di giugno. Si presenta sotto Napoli con una flotta 407 7 luglio. Ferdinando è ricevuto in Napoli dal popolo, mentre che il Montpensiero viene chiuso fuori delle mura 408 Sforzi de' Francesi per rientrare in Napoli dalla banda della piazza di Castel Nuovo 409 8 luglio. La città viene chiusa con palafitte, e tolta ai Francesi, chiusi nelle fortezze, ogni comunicazione colla campagna 410 Frequenti sortite de' Francesi chiusi ne' castelli di Napoli 411 Prospero e Fabrizio Colonna prendono servigio sotto il re Ferdinando 412 Ottobre. Il Montpensiero tratta per l'evacuazione dei castelli di Napoli 414 Il Precì si avanza per liberare il Montpensiero 415 Sua vittoria ad Eboli sul principe di Matalona 416 1495 Ferdinando riduce con accortezza il Montpensiero a soscrivere la capitolazione 418 Suo imbarazzo per chiudere la strada di Napoli a Precì 419 Fortifica i passi presso di Posilippo 420 Precì in forza della capitolazione di Montpensiero è costretto a ritirarsi 421 Il Montpensiero esce di notte dai castelli di Napoli, che poi non si consegnano a norma della capitolazione 422 I Francesi del regno di Napoli sono compromessi dall'imprudente politica del loro sovrano in Toscana 423 Ferocia dei Guasconi lasciati dal re in servigio dei Pisani 424 Carlo VIII si obbliga nuovamente a dare Pisa ai Fiorentini contro un accrescimento di sussidj 425 15 settembre. Livorno renduto ai Fiorentini 426 D'Entragues ricusa di ubbidire agli ordini del re, e di cedere Pisa e le sue fortezze 426 20 settembre. D'Entragues promette ai Pisani di dar loro entro cento giorni la rocca 427 1496 1.º gennajo. I Pisani, posti in possesso della loro fortezza, la spianano 430 26 febbrajo. Sarzana e Sarzanello renduto ai Genovesi 430 30 marzo. Pietra Santa venduta ai Lucchesi 430 Piero de' Medici si avvicina ai confini de' Fiorentini 431 Chiede ajuto a tutti i nemici de' Fiorentini 432 1495 3 settembre. Tentativi degli Oddi contro i Baglioni a Perugia 433 1496 Virginio Orsini, dopo avere adunate le sue truppe a nome dei Baglioni, si avanza per spalleggiare Pietro de' Medici 435 I principi d'Italia abbandonano Piero de' Medici 435 Virginio Orsini si obbliga a passare nel regno di Napoli con i Vitelli in servigio di Carlo VIII 436 Carlo VIII non porge altro soccorso ai suoi generali nel regno di Napoli 436 La guerra si faceva simultaneamente in ogni luogo nel regno di Napoli, ma in ogni luogo assai mollemente 438 I Veneziani mandano il marchese di Mantova al re di Napoli con un'armata, chiedendo in compenso cinque città sulla costa dell'Adriatico 439 1496 Importanza della dogana di Manfredonia, che percepisce un pedaggio sulle gregge di passaggio 440 Ferdinando e Montpensiero vogliono avere quella dogana 441 Settecento fanti tedeschi al soldo di Ferdinando combattono contro tutta l'armata francese, e si fanno tutti uccidere 442 Le due armate offrono la battaglia sotto le mura di Foggia, ma non l'accetta nè l'una nè l'altra 444 Le mandre di passaggio da Manfredonia sono lasciate in balìa de' soldati; questi le uccidono per venderne la pelle 445 Le due armate chiamano a sè i distaccamenti sparsi in tutte le province del regno 445 Carlo VIII viene pressato a mandare soccorsi al Montpensiero 446 Annuncia una spedizione in Italia, ed in appresso la trascura 447 Il Montpensiero lascia l'assedio di Circello per soccorrere Frangetto di Monforte 449 1496 Gli Svizzeri ricusano di combattere se il Montpensiero non paga i soldi arretrati 451 Gran parte della sua armata si disperde 451 Il Montpensiero vuole ritirarsi sopra Venosa, ma è sopraggiunto ad Atella dove viene assediato 452 Situazione di Atella nella Basilicata 453 Gonsalvo di Cordova, dopo avere battuti a Laino i baroni angiovini, si unisce a Ferdinando sotto Atella 454 5 luglio. Sconfitta di un corpo degli uomini d'armi francesi 455 Sconfitta degli Svizzeri all'abbeveratojo di Atella 456 20 luglio. Capitolazione di Montpensiero in Atella 457 23 luglio. Il Montpensiero esce da Atella con cinque mila uomini ed è condotto a Baja ed a Pozzuolo 458 Il Montpensiero muore vittima dell'aere malsano colla maggior parte de' suoi soldati 459 Virginio e Paolo Orsini sono posti in prigione ad istanza d'Alessandro VI 459 1496 Tutto il rimanente del regno di Napoli, tranne tre piazze forti, si assoggetta a Ferdinando II 460 Agosto. Ferdinando II sposa sua zia paterna, Giovanna 461 7 settembre. Muore di consunzione, in età di 27 anni 461