Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 10 (of 16)
Part 24
Dopo la Sicilia e la Sardegna, Cipro è l'isola più vasta del Mediterraneo: ha circa cento ottanta miglia nella sua maggiore lunghezza, sessanta di larghezza, e più di quattrocento di circonferenza. Posta tra il 35 ed il 36 grado di latitudine, gode d'un clima delizioso, e produce in abbondanza, vino, olio, frumento, ed il rame che ha da lei ricevuto il nome. La sua posizione, tra la Siria, l'Egitto e l'Asia Minore, sembra invitarla ad aggiugnere il più attivo commercio ai ricchi prodotti del suolo. Nei tempi della sua libertà, vi si contarono quindici fiorenti repubbliche; ma sotto il governo degl'imperatori, poi sotto quello dei re Lusignani erano infinitamente diminuite le sue ricchezze e la sua popolazione. La tirannia feudale dei baroni, la sovranità riclamata dai soldani d'Egitto, e gli esclusivi privilegj dei Genovesi e de' Veneziani, che volevano a sè soli riservato il commercio, impedivano lo stabilimento d'una buona legislazione, della pace, della sicurezza. Pure la conquista dell'isola di Cipro era tuttavia un'intrapresa, che richiedeva considerabili forze; e Pietro Mocenigo, non avendo che poche truppe da sbarco, volle, prima di tentar nulla, procurarsene in maggior numero. Mandò de' trasporti in Candia ed in Morea per raccogliere tutte le truppe disponibili de' Veneziani. Sei vascelli, che portavano molti Stradioti e fanti, gli sbarcarono per suo ordine a Famagosta. All'avvicinarsi di questa nuova armata, l'arcivescovo di Nicosia ed i conti di Tripoli fuggirono. Il Mocenigo, a nome della regina, cambiò i comandanti di tutte le fortezze, v'introdusse in appresso capitani e soldati veneziani con molti arcieri di Creta; punì capitalmente tutti coloro che avevano preso parte nell'ultima sollevazione, perseguitò i fuggiti, esiliò coloro ch'erano soltanto sospetti, e sotto pretesto di ristabilire ed assicurare l'autorità della regina, ridusse tutta l'isola nell'assoluta dipendenza dei Veneziani, e spaventò tutti i loro nemici col terrore de' supplicj[475].
[475] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1140. — M. A. Sabellici Dec. III, l. X, f. 219. — Coriol. Cepio, l. III, p. 362._
Frattanto la regina perdette suo figlio in età di un anno, lo che resela ancora più straniera al regno. Il 24 marzo del 1474, il senato di Venezia le diede per consiglieri, o piuttosto per tutori due nobili veneziani, Luigi Gabrielli e Francesco Minio; ed il comando di tutte le truppe venne affidato a Giovanni Soranzo col titolo di provveditore generale. Il senato di Venezia nominò pure i particolari comandanti di Famagosta e di Cerina; ed alla regina, protetta da quell'ambiziosa repubblica, altro non rimase che la vana pompa della dignità reale[476].
[476] _And. Navagero Stor. Venez., p. 1141. — Gio. Batt. Pigna Stor. de' Princ. d'Este, l. VIII, p. 784. — Vite Roman. Pontif., t. III, p. II, p. 1063._ — Stefano di Lusignano, che scrisse la storia di Cipro, circa un secolo dopo tali avvenimenti, attribuisce a veleno la morte di Giacomo il Postumo, come pure quella di suo padre. Se dobbiamo credergli, la repubblica di Venezia si disfece degli ultimi Lusignani, ed occupò il regno, con una lunga serie di delitti. Queste accuse vennero ripetute dai Savojardi, i di cui duchi, dopo la morte di Luigi e di Carlotta, presero il titolo di re di Cipro (_Guichenon Hist. Généal. de la maison de Savoie_) e l'annalista della Chiesa sembra ammettere tali imputazioni. _Rayn. ad an. 1473, § 31, p. 263._
FINE DEL TOMO X.
TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO X.
CAPITOLO LXXV. _Pontificato di Niccolò V; congiura di Stefano Porcari. — Campagna di Giacomo Piccinino nello stato di Siena. — Disgrazia e deposizione di Francesco Foscari a Venezia._ 1447-1457 _Pag._ 3
Progressi della letteratura, decadenza dello spirito pubblico nel quindicesimo secolo 3 I letterati di quest'epoca non hanno originalità per esercitare piena influenza sui loro concittadini 4 Pedanteria di coloro ch'erano incaricati di qualche pubblica funzione 5 Falsa idea che si formavano dell'eloquenza 7 Carriera percorsa da uno de' più illustri e più felici filologi di questo secolo, Tommaso di Sarzana, ossia Niccolò V 9 1398-1434 Natali e prima educazione di Tommaso di Sarzana 9 1434-1446 Suoi avanzamenti nelle lettere, e sue dignità ecclesiastiche 10 1447 23 febbrajo. Morte d'Eugenio IV. Stefano Porcari vuole persuadere i Romani a far valere i loro privilegi 12 6 marzo. Elezione di Tommaso di Sarzana che prende il nome di Niccolò V 15 1449 Aprile. Felice V rinuncia al pontificato; e termina lo scisma 16 1447-1455 Incoraggiamenti dati alle lettere antiche da Niccolò V 16 Suo gusto per l'architettura e suoi monumenti 18 Sua famigliarità coi letterati 19 Educato nella servitù domestica non vuole riconoscere nè privilegi, nè libertà 20 1450 Nuovi tentativi del Porcari in favore de' privilegi di Roma 22 Opinioni del Porcari e de' Romani intorno al governo de' Preti 23 1453 Gennajo. Congiura di Stefano Porcari 24 Viene scoperta e condannati alla morte tutti i complici 27 Niccolò V diventa sospettoso e crudele 28 1454 Malattia di Niccolò V, e suoi rimorsi 30 1455 24 marzo. Morte di Niccolò V 31 8 aprile. Gli succede Alfonso Borgia col nome di Calisto III 32 1456 Alleanza tra Alfonso d'Arragona e la casa Sforza 33 1455 Giacomo Piccinino conduce nello stato di Siena una compagnia di soldati avventurieri 35 Tutte le truppe italiane si adunano nelle Maremme di Siena per resistere al Piccinino 37 Battaglia della valle d'Inferno 37 Mortalità nelle armate, e ruina del Piccinino 38 1453-1456 Progetti di crociate contro i Turchi subito dimenticati 40 1454 18 aprile. Trattato di pace tra i Veneziani ed i Turchi 42 1423-1457 Glorioso regno di Francesco Foscari doge di Venezia 43 1445-1456 Accanimento del consiglio dei dieci contro suo figlio Giacomo Foscari 45 1450 novembre. Nuove persecuzioni contro Giacomo Foscari 46 1433-1451 Il vecchio doge Foscari offre l'abdicazione, e non è accettata 47 1456 Luglio. Ultime sventure e morte di Giacomo Foscari 51 1457 Ottobre. Il consiglio dei dieci chiede a Francesco Foscari l'abdicazione 51 23 ottobre. Deposizione di Francesco Foscari che muore otto giorni dopo 52
CAPITOLO LXXVI. _Guerra d'Alfonso re di Napoli contro Malatesta di Rimini e contro i Genovesi. — Rivoluzioni di Genova; accanimento di Alfonso contro il doge Pietro di Campo Fregoso. — Morte di questo monarca: suo carattere._ 1455-1458 54
1433 Il re di Napoli si era riservato di fare la guerra al Malatesta, a Manfredi ed ai Genovesi 54 Rivalità di Sigismondo Malatesta e di Federico di Montefeltro 55 Novembre. Federico ajutato da Alfonso di Napoli e dal Piccinino attacca il Malatesta e lo stato di Rimini 57 Collera d'Alfonso, re di Napoli, contro la repubblica di Genova 57 1435-1455 Vent'anni di turbolenze in Genova duranti i quali questa repubblica aveva preso poca parte negli affari d'Italia 58 Potenza de' grandi uomini e delle ricordanze istoriche negli stati liberi 59 Una mescolanza d'aristocrazia rendesi necessaria all'equilibrio che produce la libertà 60 Le illustri famiglie di Genova non avevano nello stato una potenza proporzionata al loro credito presso il popolo 62 Questa sproporzione è cagione di tutte le rivoluzioni di Genova 62 1436 Tommaso Fregoso scaccia di nuovo il doge Isnardo di Guarco, e si fa riconoscere in suo luogo 64 1437 Battista Fregoso scaccia di nuovo il doge Isnardo di Guarco, e si fa riconoscere in suo luogo 65 Battista Fregoso, sedotto dagli intrighi del duca di Milano, si rivolta contro suo fratello è vinto ed ottiene perdono 66 1441 Rivoluzione di Giovanni Battista del Fiesco e degli antichi nobili contro il Fregoso 67 1435-1442 I Genovesi consacrano tutte le loro forze nella difesa Renato d'Angiò contro Alfonso 68 1442 15 dicembre. Tommaso Fregoso vinto e scacciato da Genova da Giovanni Antonio del Fiesco 70 1443 Gennajo. Rafaello Adorno nuovo doge di Genova 70 1444 Adorno rende la repubblica di Genova tributaria d'Alfonso 72 1447 4 gennajo. Rafaele Adorno abdica la sua dignità e gli viene sostituito suo cugino Barnabò 74 1447 30 gennajo. Barnabò Adorno scacciato da Giano Fregoso che gli succede 75 Conquista del marchesato di Finale fatta dal Fregoso 76 1450 8 dicembre. Pietro Fregoso succede a Luigi, ch'era succeduto a Giano, morto di malattia 76 1452 Soccorsi mandati dalla repubblica di Genova a Costantinopoli 77 1453 I Genovesi perdono la loro colonia di Pera 78 Essi cedono le loro colonie del mar Nero, e di Corsica alla banca di san Giorgio 79 1454 Essi domandano la pace ad Alfonso per volgere di conserva le loro armi contro i Turchi 80 1455 28 luglio. Pietro Fregoso sottomette i suoi nemici ribellatisi contro di lui 81 1455-1456 Si difende contro la flotta d'Alfonso 82 Corrispondenza d'Alfonso e del doge Fregoso 82 Soccorsi mandati dai Genovesi ai greci del Levante 85 1457 Pietro Fregoso ricorre a Carlo VII, re di Francia, ed a Giovanni d'Angiò duca di Calabria 86 1454-1455 Dimora di Giovanni d'Angiò in Toscana al soldo de' Fiorentini 86 1458 Febbrajo. La repubblica di Genova si sottomette alla signoria del re di Francia 87 11 maggio. Giovanni d'Angiò viene a prendere il comando di Genova 88 Fa tutti i suoi apparecchi di difesa 89 1 luglio. La morte d'Alfonso disperde l'armata napolitana e quella dei malcontenti 90 1416-1458 Regno d'Alfonso in Arragona 91 1458 27 giugno. Morte d'Alfonso nel castello dell'Uovo 92 Protezione accordata da Alfonso alle lettere 93 Suo primo amore per Margarita de Hyer 95 Sua ultima passione per Lugrezia d'Alagna 96 Eccessiva sua liberalità 97 Vizj della sua amministrazione 97
CAPITOLO LXXVII. _Pratiche di Calisto III e de' Baroni Napolitani perchè Ferdinando d'Arragona non succedesse a suo padre. S'addirizzano a Giovanni d'Angiò signore di Genova. Pietro Fregoso viene ucciso in un attacco contro Genova. Giovanni d'Angiò lascia Genova per il regno di Napoli. Guerra civile, battaglie di Sarno e di San Fabbiano tra gli Angiovini e gli Arragonesi._ 1458-1460 99
Sforzi d'Alfonso per assicurare la successione di suo figlio Ferdinando 99 1443 Il parlamento di Napoli aveva domandato che Ferdinando fosse designato per successore alla corona 101 1443-1455 Suo diritto confermato dalle bolle di molti papi 102 1444 E col suo matrimonio con Isabella di Clermont, nipote dei principe di Taranto 105 1458 12 luglio. Calisto III dichiara il regno di Napoli devoluto alla S. Sede per l'estinzione della legittima linea 105 Vuole tirare ne' suoi progetti Francesco Sforza 107 6 agosto. Muore senza poter dare esecuzione ai suoi disegni 108 19 agosto. Elezione d'Enea Silvio Piccolomini, che si fa nominare Pio II 108 Povertà di Pio II nell'atto della sua elezione 109 Ottobre. Pio II riconosce Ferdinando come re di Napoli, e fa con lui un trattato vantaggioso alla Chiesa 110 Il conte di Viane, competitore di Sigismondo si ritira in Sicilia 112 1459 Malcontento de' baroni napolitani, loro proposizioni al re di Navarra 113 Respinti da lui s'addirizzano a Renato d'Angiò ed a suo figlio 114 Il duca di Calabria, figlio di Renato, cerca l'alleanza di Francesco Sforza 114 Gli viene rifiutata 116 Lo Sforza cerca di eccitare delle turbolenze in Genova governata dal duca di Calabria 117 Febbrajo. Prima spedizione di Pietro Fregoso, morte di G. A. del Fiesco 118 Il duca di Calabria chiede ed ottiene soccorsi dai Genovesi per la guerra di Napoli 119 Settembre. Seconda spedizione di Fregoso contro Genova 120 13 settembre. Penetra nello stesso circondario di Genova 122 Vi è ucciso 122 Disfatta della sua armata 123 4 ottobre. Il duca di Calabria spiega le vele da Genova per terra di Lavoro 124 27 maggio. Pio II fa l'apertura della dieta adunata in Mantova 124 Calde preghiere dei deputati del Levante a questa dieta 126 La dieta riparte tra i popoli le spese della futura crociata 127 1460 13 gennajo. Si scioglie senza assicurare soccorsi ai popoli del Levante 128 Pio II risolve di soccorrere Ferdinando contro la casa d'Angiò 129 1459 Ottobre. 1460 gennajo. Sollevazione di tutto il regno di Napoli a favore della casa d'Angiò 130 1460 Quasi tutta l'Italia s'interessa a favore degli Angiovini 132 Ferdinando riclama dai Veneziani e dai Fiorentini i sussidj stipulati per l'alleanza 133 I Fiorentini, sul punto di decidersi per il duca di Calabria vengono ritenuti da Francesco Sforza 135 Le due repubbliche si obbligano alla neutralità 136 Il Piccinino e Malatesta si pongono ai servigi del principe d'Angiò 137 Primi vantaggi di Ferdinando nella Campania 138 17 luglio. Disfatta a Sarno dal duca Giovanni 140 La regina Isabella implora la compassione del principe di Taranto, che respinge il duca Giovanni da Napoli 141 27 luglio. Sconfitta de' Fratelli Sforza e del Montefeltro a San Fabbiano loro data da Giacomo Piccinino 143 La regina Isabella fa la questua in Napoli per rimontare l'armata di suo marito 144
CAPITOLO LXXVIII. _La repubblica di Genova sollevata dalle pratiche dell'arcivescovo Paolo Fregoso, si sottrae al dominio dei Francesi ed ottiene sopra il re Renato una luminosa vittoria. — Disastro del partito Angioino nel regno di Napoli. — Tirannide di Paolo Fregoso a Genova. Questa repubblica si assoggetta al duca di Milano. — Ultimi anni e morte di Cosimo dei Medici._ 1460-1464 146
1460 Importanza del possedimento di Genova per la guerra de' Francesi a Napoli 146 Prime dissensioni in Genova sotto il governo francese 147 1461 9 marzo. Sollevazione che sforza Tommaso della Vallée a ritirarsi nel forte 148 Riconciliazione degli Adorni e de' Fregosi, proposta da Paolo Fregoso arcivescovo di Genova 150 Prospero Adorno eletto doge dai due partiti 150 La guarnigione francese viene assediata nel castelletto 152 Luglio. Il re Renato si presenta a Genova con una flotta 154 17 luglio. La sua armata è battuta e quasi distrutta dai Genovesi 155 Lo stesso giorno della battaglia Prospero Adorno è scacciato da Genova da Paolo Fregoso 157 Luigi Fregoso entrato in possesso del Castelletto è nominato doge di Genova 157 La sconfitta del re Renato a Genova fa grave danno alla parte Angiovina nel regno di Napoli 158 Giorgio Scanderbeg conduce degli Albanesi in soccorso di Ferdinando a Barletta 159 Diverse pratiche per istaccare Francesco Sforza dall'alleanza di Ferdinando 160 1462 Febbrajo. Il duca di Milano fa arrestare Tiberio Brandolini come partigiano della casa d'Angiò 162 Vantaggi degli Angiovini in principio dell'anno 163 In agosto la fortuna si dichiara per Ferdinando, e più non lo abbandona 164 18 agosto. Il duca d'Angiò e Piccinino sconfitti sotto Troja 164 1462 Agosto. Sigismondo Malatesta disfatto dal Montefeltro 165 13 settembre. Il principe di Taranto abbandona il partito d'Angiò 166 1463 10 agosto. Giacomo Piccinino abbandona il partito d'Angiò 167 Ottobre. Sigismondo Malatesta ottiene la pace dal papa a durissime condizioni 170 16 novembre. Il principe di Taranto muore ad Alta-Mura, probabilmente assassinato per ordine di Ferdinando 171 1464 Il principe d'Angiò abbandona il regno di Napoli 171 Febbrajo. Luigi XI cede a Francesco Sforza tutti i suoi diritti sopra Genova 172 1460-1462 L'arcivescovo di Genova si fa capo dei faziosi 173 Sorprende replicatamente il doge Luigi suo cugino, e si fa eleggere in suo luogo 175 1462-1464 Violenta amministrazione di Paolo Fregoso 176 Aprile. L'arcivescovo Fregoso lascia Genova per fare il pirata 178 13 Aprile. Genova si assoggetta al duca di Milano 179 Firenze si sottrae alle violenti rivoluzioni di Genova 180 1455-1464 Governo democratico di Firenze 180 Autorità dittatoriale delle balìe renduta necessaria 182 Grandezza di Neri Capponi e di Cosimo de' Medici 183 1455 1 Luglio. I Fiorentini, dopo la morte di Neri Capponi, non vogliono rinnovare la balìa 184 1455-1458 Umiliazione dei grandi dopo abolita la balìa 186 Contestazioni intorno allo stabilimento delle imposte 187 Il gonfaloniere Matteo Bartoli domanda invano una balìa 187 11 Agosto. Luca Pitti fa ristabilire la balìa per forza 188 La balìa fa un uso tirannico del suo potere 189 Orgoglio di Luca Pitti che fa fabbricare un palazzo reale 190 1463 Novembre. Cosimo de' Medici perde il suo secondo figliuolo 192 1464 1 Agosto. Cosimo muore nel suo 75º anno 193 Monumenti innalzati di Cosimo nella sua patria 194 Sua amministrazione pubblica e sue conquiste 196 1465 Dopo morto viene dichiarato padre della patria 197
CAPITOLO LXXIX. _Spavento cagionato all'Italia dalle conquiste dei Turchi. — Prime vittorie di Giorgio Castriotto o Scanderbeg. — Guerra de' Veneziani nella Morea. — Pio II sopraggiunto dalla morte quando stava per condurre una crociata nell'Illirico. — Ultime vittorie e morte di Scanderbeg._ 1443-1466 198