Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 08 (of 16)

Part 24

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Ma senza degnarsi di far note le sue accuse, senza dar luogo a giustificazioni, volle vendicarsi sopra un uomo dei capricci della fortuna; e lo fece con un profondo segreto. Il consiglio dei dieci in principio del 1432 invitò il Carmagnola a recarsi a Venezia per trattare intorno alla pace, cui la repubblica aveva di nuovo rivolto il pensiero. L'accompagnava Giovanni Francesco Gonzaga, signore di Mantova, ed ambidue vennero ricevuti coi più grandi onori. I più illustri personaggi dello stato andarono ad incontrare il Carmagnola e lo condussero con magnifico corteggio fino al palazzo del doge. Il senato era adunato ed il Carmagnola venne introdotto e fatto sedere nel seggio d'onore, e gli furono prodigate dimostrazioni di affetto e di stima. Frattanto la deliberazione cui assisteva, ed intorno alla quale mostravano desiderare i suoi consiglj, si protrasse fino a notte avanzata, onde fu pregato di far ritirare le persone del suo seguito stanche dal viaggio. Tostocchè il Carmagnola si trovò solo in mezzo ai senatori, questi fecero entrare le loro guardie che lo arrestarono e caricarono di ferri. All'indomani il generale fu assoggettato ai tormenti ed alla tortura, per lui tanto più dolorosa in quanto che aveva una ferita in un braccio, ricevuta in servigio di quella stessa repubblica che lo aveva dato in mano ai suoi carnefici[552]. Si assicura che in mezzo a tali tormenti confessasse il tradimento che gli veniva imputato; ma veruna prova non fu prodotta agli occhi del pubblico o dell'Italia, cui apparteneva questo grand'uomo, e non si pubblicò alcuna sua deposizione. Non si calunniano i giudici, credendoli falsarj e prevaricatori, quando si avvolgono entro un infame mistero. Il 5 maggio del 1432, venti giorni dopo il suo arresto, Carmagnola fu condotto sulla piazza di san Marco e gli otturarono la bocca per impedirgli di chiamare Venezia in testimonio della sua innocenza, e di svelare tutta l'ingratitudine de' suoi oppressori, e colà fu decapitato tra le due colonne che stanno innanzi al palazzo[553].

[552] _Marin Sanuto vite de' duchi di Venezia, p. 1028._

[553] _Poggio Bracciolini Hist. Fior., l. VI, p. 376. — Platina Hist. Mant., l. V, p. 810. — Cron. di Bologna, p. 645. — Navagero Stor. Venez., p. 1097. — Marin Sanuto vite de' duchi di Venezia, p. 1028._

FINE DEL TOMO VIII.

TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO VIII.

CAPITOLO LVII. _Considerazioni intorno al carattere ed alle rivoluzioni del quattordicesimo secolo_ _pag._ 3

Il quattordicesimo secolo non ha un carattere determinato 4 Primi capi d'opera nella lingua italiana 5 Lo studio delle lingue morte inceppa tutt'ad un tratto lo slancio della fantasia 6 Ricerche di manuscritti: erudizione 7 Rivista intorno alla storia politica del secolo 9 L'autorità imperiale rialzata da Enrico VII 10 Progressivo degradamento dei suoi successori 11 La fazione ghibellina si stacca dagl'imperatori 13 Caduta nel XIV secolo della potenza papale 14 Corruzione della corte pontificia in Francia 15 Carattere delle guerre promosse dai papi in Italia 16 Gran scisma d'Occidente 16 Indebolimento graduale del regno di Napoli 19 Degenerazione dei re angioini da Carlo I fino a Giovanna 20 Carlo di Durazzo rialza momentaneamente il regno 23 Ambizione delle case de' principi di Lombardia 24 Grandezza di Cane e di Mastino della Scala 25 Delitti e debolezza de' successori di Mastino 26 Dinastia de' Visconti innalzati nella scuola delle avversità 27 Gli ultimi principi di questa casa aggiungono l'ambizione alla pusillanimità 29 Eccessiva potenza di Giovanni Galeazzo 31 Ruina di tutte le altre case principesche 31 I Malatesta nello stato del papa 32 Carattere della repubblica di Venezia 33 Guerre dei Veneziani coi Genovesi 35 Carattere della repubblica di Genova 36 Le guerre civili riducono quattro volte i Genovesi a darsi un padrone 38 Firenze nel centro di tutta la politica italiana 39 Saviezza e virtù del governo fiorentino 40 Sua opposizione successiva a tutti gli usurpatori 42 L'intero popolo di Firenze deliberava come un consiglio di stato 42 Bologna perde il suo spirito indipendente sotto la tirannide 47 Lucca, potente sotto Castruccio, sconta la sua gloria con una lunga schiavitù 49 Siena fatta schiava alternativamente da diverse oligarchie artigiane 50 Perugia vittima della ferocia delle sue fazioni 52 Pisa la sola attaccata alla parte ghibellina. Suo carattere 53 Pisa la sola repubblica militare della Toscana 54 Uccisione dei Pisani in Sardegna 55 Funesti effetti che i Pisani risentono dalla loro unione coi Ghibellini 58 Studio dell'uomo, compiuto in Italia, tanto nel bene come nel male 59

CAPITOLO LVIII. _Arte militare degli Italiani in principio del quindicesimo secolo. — Anarchia della Lombardia. — Nuovi tiranni si dividono gli stati di Giovanni Galeazzo. — Bologna e Perugia restituite alla Chiesa. — Siena torna in libertà._ 1402-1404 61

La forza delle armate era posta nella cavalleria pesante 62 Le battaglie erano assai rare, perchè non vi si potevano sforzare i corazzieri 62 Le guerre si facevano più ai popoli che ai soldati 64 I popoli, avvicinandosi il nemico, chiudevansi co' loro effetti ne' luoghi murati 65 Prodigioso numero delle fortezze difese dagli abitanti 66 L'artiglieria adoperavasi soltanto negli assedj 67 I condottieri italiani subentrano ai forestieri 69 Vantaggi trovati dai governi ne' condottieri 70 Quale uso facevasi ancora della milizia 71 Ricompense offerte ai soldati 72 Fortune fatte dai condottieri 74 Alberico da Barbiano e la compagnia di san Giorgio 75 Grandi capitani formati a questa scuola 76 Carattere di Giovan Galeazzo, confidenza accordata ai suoi capitani 78 Divisioni de' suoi stati tra i di lui figli 79 1402 Alleanza dei Fiorentini col papa contro i Visconti 80 Tentativo infruttuoso del papa sopra Perugia 81 1405 I capitani di Giovan Galeazzo entrano al servigio de' nemici de' suoi figliuoli 82 1403 Gelosia nel consiglio di reggenza dei Visconti 84 Violenta e crudele condotta della duchessa Catarina Visconti 85 Ribellione di Cremona. Signoria d'Ugolino Cavalcabò 87 Movimenti sediziosi in tutte le città di Lombardia 88 L'armata de' Fiorentini si avanza contro Parma 90 Il papa fa una pace separata coi Visconti 91 2 settembre. Bologna torna sotto la Chiesa 92 I Fiorentini soccorrono i Guelfi di Lombardia 94 Cercano di rendere la libertà a Siena 95 1404 Marzo. I Sienesi ricuperano da sè la libertà 96 I Fiorentini vogliono liberare Pisa dalla tirannide di Gabriele Maria Visconti 97 Il Visconti si pone sotto la protezione di Boucicault, governatore di Genova 98 I Fiorentini puniscono i gentiluomini ghibellini degli Appennini 100 Loro alleato, Pietro de' Rossi, tradito da Otto Bon Terzo 101 Sedizioni in Milano contro la duchessa 104 Il Barbavara e la duchessa costretti a fuggire 104 16 ottobre. La duchessa, posta in prigione, muore avvelenata 105

CAPITOLO LIX. _Conquiste di Francesco da Carrara in Lombardia. — Gelosia de' Veneziani; gli dichiarano la guerra; vigorosa resistenza del Carrara, che perde successivamente Verona e le sue principali fortezze; egli è forzato ad arrendersi, ed il consiglio dei dieci lo fa morire co' suoi figliuoli._ 1404-1406 107

1403 Negoziati del Carrara colla duchessa di Milano 107 Agosto. Si rende padrone di Brescia che poi abbandona 108 1404 Guglielmo della Scala gli chiede soccorso, e tratta con lui 109 7 aprile. Il Carrara e della Scala occupano Verona 110 21 aprile. Morte di Guglielmo della Scala. Si sospetta di veleno 111 29 aprile. La fortezza di Verona ceduta al Carrara 112 La repubblica di Venezia prende parte colla duchessa contro il Carrara 114 25 aprile. Vicenza chiama i Veneziani, e spiega l'insegna di san Marco 115 17 maggio. Il Carrara fa arrestare i due principi della Scala che intrigano contro di lui 116 18 giugno. Prime ostilità della repubblica veneta contra il Carrara 117 1404 23 giugno. Il Carrara dichiara la guerra ai Veneziani 118 Il Carrara difende i suoi confini contro un'armata d'assai superiore alla sua 119 6 settembre. L'armata veneziana entra nello stato padovano 120 Nuovi nemici assalgono il Carrara 121 2 dicembre. Paolo Savelli attraversa la Brenta, e guasta il Padovano 122 1405 Francesco di Carrara manda a Firenze i suoi figli più giovani 124 12 giugno. Viene assediato nella sua capitale 125 25 giugno. Verona s'arrende ai Veneziani 126 Giacomo da Carrara prigioniere 126 In Padova si manifesta la peste 127 I castelli del Padovano si arrendono ai Veneziani 128 Infruttuosi trattati del Carrara con Carlo Zeno 129 2 novembre. Assalto generale respinto 132 Costanza di Francesco Carrara 133 17 novembre. Una porta di Padova aperta per tradimento ai Veneziani 133 Francesco Carrara dà le sue fortezze in deposito a Galeazzo 135 19 novembre. Sedizione eccitata dai Veneziani in Padova contro il Carrara 137 1405 29 novembre. Il Carrara e suo figlio giungono a Venezia 138 Accoglimento loro fatto dalla signoria 139 Discorso di Giacomo del Verme contro il Carrara 140 1406 16 gennajo. Il Carrara strozzato per ordine del consiglio dei dieci 141 I suoi due figli uccisi il giorno dopo nello stesso modo 142 Morte di due figli del Carrara ch'erano a Firenze 143 Il consiglio dei dieci pubblica una taglia sulla testa dei principi della Scala 145 Crudele politica dei Veneziani; odio che eccita 147 Tavole genealogiche della casa di Carrara e della Scala 147

CAPITOLO LX. _I Fiorentini conquistano Pisa. — Seguito dello scisma, che viene mantenuto da Ladislao re di Napoli. — Concilio di Pisa. — Deposizione di Gregorio XII e di Benedetto XIII. — Elezione di Alessandro V._ 1405-1409 149

1403-1406 Rivoluzioni di Cremona. Ugolino Cavalcabò, e Gabrino Fondolo 150 1404 Pandolfo Malatesti si fa signore di Brescia 152 Alleanza dei Pisani con Boucicault, governatore di Genova 153 1405 Boucicault persuade Gabriele Visconti a vendere Pisa ai Fiorentini 154 1405 31 agosto. La cittadella di Pisa ceduta ai Fiorentini 155 6 settembre. Viene loro ritolta dal popolo di Pisa 156 I Pisani domandano la pace ed offrono compensi 157 Giovanni Gambacorti, richiamato dall'esilio, viene nominato capitano del popolo 158 I Fiorentini risolvono d'affamar Pisa; ardire di Pietro Marenghi 160 Angelo della Pergola e Gaspare dei Pazzi disfatti, mentre accorrevano in soccorso di Pisa 161 Ladislao ed Otto Bon Terzo ricusano di soccorrerli 162 1406 I Pisani bloccati da ogni banda 162 Rivalità dello Sforza e del Tartaglia acquietata da Gino Capponi 164 Angustie dei Pisani 164 9 ottobre. Giovanni Gambacorti cede Pisa ai Fiorentini 166 Governo dei Fiorentini; frequenti emigrazioni dei Pisani 168 Cambiamento nella politica dei Fiorentini 169 1394-1406 Progressi dello scisma 171 1394 16 settembre. Morte di Clemente VII; gli succede Benedetto XIII 171 1395 Concilio Nazionale in Francia per la riunione della Chiesa 173 1399 14 aprile. Benedetto XIII, costretto a capitolare con Boucicault 173 1404 29 settembre. Morte di Bonifacio IX 175 17 ottobre. Gusmano di Sulmona eletto papa sotto nome d'Innocenzo VII 175 Carattere di Ladislao re di Napoli 171 1399-1400 Ladislao costringe Luigi e Carlo d'Angiò ad uscire dal suo regno 178 1401 Viene chiamato in Ungheria dai nemici di Sigismondo 179 1402 5 agosto. È coronato a Zara come re d'Ungheria 180 1402-1409 Abbandona l'Ungheria e vende ai Veneziani le piazze da lui occupate 181 Sue pratiche in Roma contro papa Innocenzo VII 182 1405 Sedizione de' Romani contro il papa 183 I deputati de' Romani uccisi da un nipote del papa 184 Afflizione del papa per questa violenza; è costretto a fuggire 186 Ladislao vuole occupare Roma e n'è scacciato dal popolo 187 1406 5 novembre. Morte d'Innocenzo VII; gli succede Gregorio XII 188 Negoziazioni tra i due papi per la vicendevole abdicazione 189 Convengono di adunarsi a Savona 190 1407 Gregorio XII s'inoltra fino a Lucca, e Benedetto XIII fino alla Spezia 191 Pratiche di Ladislao per continuare lo scisma 192 1408 Aprile. Occupa Roma e le città vicine 193 Gregorio XII vuole rompere ogni trattato col suo competitore 194 I suoi cardinali lo abbandonano e si ritirano a Pisa 195 I cardinali di Benedetto XIII vengono a Pisa e si uniscono a quelli di Gregorio 196 I cardinali delle due ubbidienze convocano un concilio a Pisa 197 I due papi a tale notizia si allontanano l'uno dall'altro 198 Lodevole zelo dei due cleri, cattiva fede dei due papi 199 Baldassar Cossa acquista grandissima influenza sui cardinali riuniti 200 1409 I capi del clero e gli ambasciatori degli stati cristiani si adunano a Pisa 201 5 giugno. Nella sua quindicesima sessione il concilio condanna i due papi 202 7 luglio. Il cardinale di Candia, eletto sotto nome di Alessandro V 203 7 agosto. Viene imposto l'obbligo al papa di convocare un nuovo concilio per la riforma della Chiesa 204

CAPITOLO LXI. _Ladislao, re di Napoli, occupa lo stato della Chiesa; minaccia Firenze; muore. — Sigismondo d'Ungheria, eletto imperatore, muove guerra ai Veneziani; sue conferenze con Giovanni XXIII in Lombardia. — Deplorabile stato di questa contrada._ 1409-1414 205

Ambizione e perfidia di Ladislao; egli minaccia i Fiorentini 205 Morte d'Alberico da Barbiano e di Otto Bon Terzo 207 Braccio di Montone, scontento di Ladislao, passa al servigio dei Fiorentini 209 1409 I Fiorentini prendono al loro soldo Malatesta da Pesaro con due mila quattrocento lance 210 Ladislao occupa Cortona 211 Braccio di Montone costringe Ladislao a ritirarsi 212 Luglio. Luigi II d'Angiò coll'ajuto de' Fiorentini entra negli stati della Chiesa 213 Attacca Roma inutilmente 214 1410 2 gennajo. Dopo la sua ritirata i Fiorentini occupano Roma 215 3 maggio. Morte d'Alessandro V; gli succede Baldassar Cossa sotto il nome di Giovanni XXIII 216 1409 6 settembre. I Genovesi scuotono il giogo della Francia e si uniscono a Ladislao 217 1410 16 maggio. Rompono presso alla Meloria parte della flotta di Luigi d'Angiò 219 Seconda campagna infruttuosa di Luigi d'Angiò contro Ladislao 220 1411 7 gennajo. I Fiorentini fanno la pace con Ladislao che loro cede Cortona 222 11 aprile. Giovanni XXIII passa a Roma, e perde Bologna 222 Terza campagna di Luigi d'Angiò. Battaglia di Rocca secca, 19 maggio 223 Luigi d'Angiò non approfitta della vittoria 224 1412 15 giugno. Trattato di pace tra Ladislao e Giovanni XXIII 224 Ladislao minaccia Paolo Orsini 228 1415 31 maggio. Sorprende Roma; il papa fugge a Firenze 229 Alleanza dei Fiorentini coi loro vicini 230 Conquiste di Ladislao nello stato ecclesiastico 231 1414 Ladislao minaccia la Toscana 232 22 giugno. I Fiorentini trattano di nuovo con lui 232 Ladislao, sorpreso da sconosciuta malattia, frutto delle sue dissolutezze 236 6 agosto. Muore a Napoli 236 1405-1410 Scontento della Germania contro l'imperatore Roberto 237 1410 19 maggio. Morte di Roberto. Sigismondo e Jossa concorrono all'impero 238 1410 Carattere di Sigismondo, che resta solo imperatore 239 1411-1413 Guerra di Sigismondo contro la repubblica di Venezia 241 1412 9 agosto. Carlo Malatesti batte gli Ungari alla Motta 242 1413 18 aprile. Tregua di cinque anni fra l'imperatore ed i Veneziani 244 Sigismondo scende in Lombardia; deplorabile stato di questo paese 244 Ferocia di Giovan Maria, duca di Milano 245 Caccia gli uomini con cani da corsa 246 Facino Cane si rende subordinati i due figli di Giovanni Galeazzo 247 1412 16 maggio. Morte di Facino Cane e di Giovanni Maria Visconti 247 Filippo Maria sposa la vedova di Facino Cane, e si fa riconoscere duca di Milano 249 1413 Trattati di Sigismondo con Giovanni XXIII per tenere un concilio generale 250 Congresso dell'imperatore e del papa in Cremona 252 Concilio generale convocato a Costanza pel giorno 1.º novembre del 1414 253

CAPITOLO LXII. _Concilio di Costanza; termina il grande scisma d'Occidente. — Giovanna II di Napoli e suo marito Giacomo, conte della Marca. — Grandezza e rivalità dei due condottieri Braccio di Montone e Sforza di Cotignola._ 1414-1418 254