Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 06 (of 16)

Part 24

Chapter 242,335 wordsPublic domain

1352 Morte di Clemente VI il 5 dicembre, cui succede Innocenzo VI 139 I Genovesi cercano l'alleanza di Luigi d'Ungheria, e gli promettono la Dalmazia veneziana 139 1353 Antonio Grimaldi nominato ammiraglio della flotta genovese 141 Va in traccia de' Veneziani uniti ai Catalani alla Lojera, in Sardegna 142 Superiorità delle forze della flotta veneziana di Pisani 142 1353 29 agosto. Battaglia della Lojera perduta dai Genovesi 143 Attacco infruttuoso de' Catalani in Sardegna dopo questa vittoria 145 10 ottobre. I Genovesi abbattuti dalla loro disfatta si danno a Giovanni Visconti arcivescovo di Milano 147 Il Visconti cerca di fare la pace con Venezia; ma vengono rifiutate le sue offerte 148 1354 Paganino Doria entra nel golfo e minaccia Venezia 149 Va in traccia del Pisani che si è chiuso nel golfo della Sapienza 150 3 novembre. Attacca e distrugge tutta la flotta veneziana 151 1355 Un Genovese fa trionfare in Costantinopoli il partito di Giovanni Paleologo 152 Cantacuzèno rinuncia l'impero e si fa monaco 153 I Veneziani chiedono la pace; viene sottoscritta il 28 settembre 154 Tentativo di Filippo Doria sopra Tripoli 155 Rivoluzioni ne' regni di Tunisi e di Tripoli 155 I Genovesi sorprendono Tripoli e la saccheggiano 156 Il senato di Genova punisce il suo ammiraglio e la sua flotta per tale tradimento 157 1354 Marin Falieri succede l'11 settembre al doge Andrea Dandolo 159 1356 Marin Falieri insultato da Michele Steno 160 Risentimento del doge; cerca d'armare i malcontenti per vendicarsi 161 Congiura di Marino Falieri; deve scoppiare il 15 aprile 162 Ella è rivelata la vigilia al consiglio dei dieci 163 Il doge ed i principali congiurati vengono arrestati 164 17 aprile. Viene tagliata la testa al doge sulla grande scala del suo palazzo 165 1340-1364 I Greci cominciano ad imparare le lettere latine 166 Gl'Italiani si attaccano con ardore alle lettere greche 167 Prime traduzioni dal greco nel XII e XIII secolo 169 Erudizione ed entusiasmo per gli antichi in Costantinopoli 169 Il monaco Barlaamo; prime lezioni che dà al Petrarca 172 Giovanni Boccaccio; suo zelo per le lettere, suo sapere 173 Ambasciate a lui affidate 174 La repubblica fiorentina lo manda per fare alcune offerte al Petrarca 174 Dotte opere del Boccaccio dimenticate; suoi romanzi e sue novelle 177 1364 Ardore con cui studia il greco 178 Leonzio Pilato, dotto greco, condotto da Boccaccio a Firenze 179 Prima cattedra di lingua greca fondata dalla repubblica fiorentina 179

CAPITOLO XLII. _L'Italia immagine della Grecia. — Suoi tiranni. — Intraprese di Giovanni Visconti arcivescovo di Milano. — Grande compagnia del cavaliere di Moriale. — Il cardinale Albornoz intraprende la conquista del patrimonio della Chiesa. — Morte di Cola da Rienzo._ 1351-1354 182

Rassomiglianza fisica tra l'Italia e la Grecia 182 Tra il carattere degl'Italiani e de' Greci 183 Il genio degl'Italiani soffocato dall'erudizione e dall'uso del latino 185 Le arti sono meno trattenute dall'imitazione di quel che lo siano le lettere 186 Rassomiglianza de' governi del XIV secolo in Italia e del secolo di Pericle 188 Carattere ed ambizione della casa Visconti 189 Le case di Savoja e di Monferrato 191 1352 Guerra civile nella casa d'Este 192 1354 Congiura nella casa della Scala 193 1355 Congiura nella casa de' Carrara 195 1362 Congiura nella casa de' Gonzaga 196 Non rimangono che le repubbliche di Venezia, Pisa, Firenze, Siena e Perugia 197 1351 Congiura dei Brandagli d'Arezzo eccitata dall'arcivescovo di Milano 198 Trattato dell'arcivescovo con Clemente VI 199 1352 5 maggio. Il papa riconcilia l'arcivescovo e la Chiesa, e gli cede Bologna 199 Le repubbliche toscane entrano in negoziati coll'imperatore Carlo IV 200 L'arcivescovo le fa attaccare su tutte le frontiere 203 5 dicembre. Morte di Clemente VI; gli succede Innocenzo VI 203 1353 Pace di Sarzana, del 1 aprile, tra il Visconti, e le città guelfe 204 Compagnia di ventura formata da fra Moriale d'Albarno 205 Guasta in novembre il territorio di Rimini 206 Invano il Malatesti implora soccorso dalle repubbliche guelfe 207 1354 Perugia ed in appresso Siena trattano con Moriale ed abbandonano i Fiorentini 209 I Fiorentini ed i Pisani sono forzati di liberarsi col danaro dai danni della compagnia 210 1354 Moriale affida la compagnia al conte Lando e va a Roma 211 29 agosto. Il tribuno Cola da Rienzo lo condanna, come assassino, a perdere la testa 212 1347-1354 Vicende di Cola da Rienzo dopo la sua fuga dal Campidoglio 213 1353 Il cardinale Albornoz mandato da Innocenzo VI in Italia con Cola 214 Rivoluzioni a Roma dopo la fuga di Cola da Rienzo 217 Cola da Rienzo desiderato dai Romani 219 1354 Il prefetto di Vico, signore di Viterbo e d'Orvieto, attaccato da Albornoz 221 Si sottomette al legato e rende la libertà a queste città 222 Il legato crea Cola senatore e lo manda a Roma 223 Cola prende danaro a prestito dai due fratelli di Moriale 223 Cola disgusta i Romani 224 8 ottobre. Sedizione contro di lui; viene attaccato nel Campidoglio 225 Tenta di fuggire sotto mentite vesti 226 Viene riconosciuto ed ucciso 227

CAPITOLO XLIII. _Morte dell'arcivescovo Visconti. — Carlo IV in Italia. — Tratta con Firenze; distrugge a Siena il governo dei nove ed a Pisa quello dei Bergolini. — Si ritira vergognosamente. — Anarchia della Sicilia e di Napoli. — Conquista d'Albornoz; discordia tra i Visconti._ 1354-1355 229

1353 La pace dell'arcivescovo Visconti assicurata dalle intraprese di Albornoz 229 I signori di Mantova, Verona, Ferrara e Padova esposti ai suoi intrighi 230 Dicembre. I Veneziani persuadono questi signori ad unirsi tra di loro ed a chiamare Carlo IV in loro soccorso 231 Carattere intrigante ed avido di Carlo IV 232 Egli ottiene dal papa la promessa di essere coronato a Roma 233 1354 Scoppia la guerra in Lombardia. La grande compagnia entra in servigio degli alleati 233 5 ottobre. Inaspettata morte di Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano 234 Divisione de' suoi stati fra i suoi tre nipoti, Matteo, Barnabò, Galeazzo 235 14 ottobre. Carlo IV entra in Italia senza armata 236 1354 Si fa mediatore d'una tregua tra gli alleati ed i Visconti 237 1355 6 gennajo. Viene coronato a Milano nella basilica di sant'Ambrogio 238 Passa in Toscana con piccolo accompagnamento; inquietudine de' Fiorentini 238 Durante il suo soggiorno a Pisa (18 gennajo al 22 marzo) si aduna un'armata presso di lui 239 Prove d'affezione che gli danno i Lucchesi 242 Carlo, impegnato coi Pisani, non può dare a Lucca la libertà 243 Stato delle fazioni pisane; i Gambacorti alla testa del governo 244 Sedizione eccitata dai Raspanti; nuovo trattato coll'imperatore 245 Gli si presentano gli ambasciatori di Siena e di Firenze 247 L'ordine dei nove di Siena dà all'imperatore l'illimitata signoria della repubblica 249 Movimento di tutti i Ghibellini toscani contro Firenze 249 Trattato dei Fiorentini coll'imperatore 250 Il popolo di Firenze viene a stento persuaso di ratificare questo trattato 252 1355 L'imperatore va a Siena. Oligarchia dei nove 253 Odio del popolo contro i nove, e perfidia di quest'ordine 255 23 marzo. Sedizione in Siena contro i nove, quando vi giugne l'imperatore 255 I nove perseguitati dal popolo; loro palazzo aperto a Carlo IV 256 L'imperatore passa a Roma, e vi è coronato il 5 aprile 258 19 aprile. Di ritorno a Siena trova escluso a perpetuità dal governo l'ordine dei nove 260 Istituzione di una nuova oligarchia. I dodici 260 Carlo nomina suo fratello, il patriarca d'Aquilea, signore di Siena 261 Questi viene scacciato dal popolo 261 L'imperatore corona in Pisa coll'alloro poetico Zanobio Strata 263 I Lucchesi sollecitano l'imperatore a rendere loro la libertà 263 Sedizione a Pisa contro l'imperatore. I Bergolini imprigionati 265 Sedizione a Lucca contro i Pisani 266 Zelo de' Pisani per difendere Lucca; i Lucchesi sottomessi 268 1355 26 maggio. L'imperatore fa tagliare il capo ai Gambacorti 269 Carlo ritorna in Germania 270 Guerre civili nel regno di Sicilia 272 Anarchia nel regno di Napoli; debolezza del re Luigi 273 La grande compagnia guasta lo stato di Ravenna 274 Guasta in seguito gli Abruzzi e la Puglia 276 S'avvicina a Napoli senza trovare ostacoli 277 Continuazione delle conquiste di Albornoz 278 Gentile da Mogliano, signore di Fermo, riconciliato colla Chiesa 279 Lega formata da Malatesti per difendersi contro il legato 281 Malatesti obbligato a sottomettersi. Gentile da Mogliano spogliato 282 Francesco degli Ordelaffi, signore di Forlì, si ostina a difendersi, benchè solo 283 Giovanni Visconti di Oleggio luogotenente dei signori di Milano a Bologna 284 I Visconti vogliono privarlo del governo 285 Cospirazione d'Oleggio per rendersi indipendente 286 1355 Il 17 aprile si fa proclamare signore di Bologna 288 Matteo, il primogenito Visconti, avvelenato da' suoi fratelli 290

CAPITOLO XLIV. _La Dalmazia tolta ai Veneziani dagli Ungari. — Guerra de' principi lombardi contro i Visconti. — Fra Giacomo de' Bussolari a Pavia._ 1356-1359 292

Influenza del re Luigi d'Ungheria sull'Italia 292 Gli Ungari giunti sotto questo principe alla più alta potenza feudale 293 Carattere intraprendente ed incostante di Luigi 294 Attaccamento di Zara e della Dalmazia al re d'Ungheria 295 1356 Luigi attacca i Veneziani per conquistare la Dalmazia 296 Numerose armate degli Ungari 298 Cavalleria leggiera ed armatura degli Ungari 298 Loro maniera di guerreggiare e di nudrirsi 299 Quaranta mila Ungari entrano nella Marca Trivigiana 300 Luigi intraprende l'assedio, poi il blocco di Treviso 301 Dopo un mese si ritira a precipizio 302 Continua la guerra con corpi di cavalleria che si succedono gli uni gli altri 303 1356 La signoria gli fa invano proposizioni di pace 304 1357 Gli Ungari si rendono padroni di Zara, 25 dicembre 305 1358 Pace tra gli Ungari e Venezia, di cui ne detta Luigi le condizioni 306 1355-1358 Guerra de' piccoli principi lombardi contro i Visconti 308 1355 Giovanni Paleologo, marchese di Monferrato, dichiara la guerra ai Visconti 309 I marchesi Beccaria di Pavia si uniscono al marchese di Monferrato 310 1356 Maggio. I Visconti assediano Pavia 311 Fra Giacomo de' Bussolari, predicatore di Pavia 312 27 maggio. Eccita i suoi uditori a vendicare la patria, e fa levare l'assedio ai Milanesi 313 La grande compagnia assoldata dai nemici dei Visconti 316 Il Vescovo d'Augusta, vicario imperiale, l'accompagna 317 I soldati dei Visconti non vogliono combattere contro la grande compagnia 318 Questa dal canto suo non vuole spingere la guerra con vigore 319 13 novembre. Il vecchio Lodrisio Visconti determina l'armata milanese a combattere, e rompe la grande compagnia 320 1356 15. I Genovesi scacciano la guarnigione dei Visconti, e si rimettono in libertà 322 1357 Fra Giacomo de' Bussolari predica a Pavia contro la tirannide 323 Gelosia dei Beccaria che vogliono farlo assassinare 323 Bussolari ritorna co' suoi sermoni l'esistenza alla repubblica di Pavia 324 I Beccaria ricercano l'alleanza dei Visconti e sono cacciati da Pavia 325 Corrispondenza di Petrarca col Bussolari 326 Continui tradimenti delle truppe mercenarie 328 1358 Maggio. I Visconti fanno la pace coi signori di Lombardia 329 Ricominciano l'assedio di Pavia 330 Sforzi del Bussolari per difendere questa città 332 1359 I contadini del territorio di Pavia prendono la parte dei Visconti 332 Bussolari tratta coi Visconti senza nulla chiedere per sè 333 Pavia apre le porte. Bussolari termina i suoi giorni in una prigione 335 Orrendi supplicj inflitti dai Visconti ai loro nemici 335

CAPITOLO XLV. _Affari della Toscana. — Rivalità tra Firenze e Pisa; guerra di Siena e di Perugia. — I Fiorentini respingono la grande compagnia. — Sommissione della Romagna alla Chiesa._ 1356-1359 337

1356 Morte del vecchio Pietro Saccone, che cerca di approfittare della sua agonia per sorprendere i suoi nemici 337 Animosità dei Pisani contro i Guelfi ed i Fiorentini 339 Eccitano alcuni avventurieri a sorprendere qualche fortezza de' Fiorentini 340 Attentano nel loro porto all'esenzione dei Fiorentini 341 I Fiorentini trasportano il loro commercio a Siena e Telamone 342 1357 I Raspanti di Pisa vogliono provocare i Fiorentini alla guerra 344 I Fiorentini non si lasciano illudere e conservano la pace 345 Grandezza ed ambizione dei Perugini 346 Dicembre. Attaccano all'impensata il signore di Cortona 347 1358 Febbrajo. Siena soccorre il signore di Cortona 348 10 aprile. I Sienesi disfatti a Torrita dai Perugini 349 I Sienesi chiamano in Toscana la grande compagnia del conte Lando 350 La compagnia chiede il passo ai Fiorentini, che lo rifiutano 351 1358 Sceglie un cammino attraverso le montagne, ove si avanza incautamente 352 Il 24 luglio. La compagnia rotta dai montanari alla Scalella 353 L'avanguardia si salva e torna in Romagna 355 Rinforzi che riceve la compagnia, e suoi progetti di vendetta 356 I Fiorentini mediatori della pace tra Perugia e Siena 357 Semi di discordia a Firenze; il divieto 358 Gli antichi Guelfi si lagnano che il governo passa in mano ai Ghibellini 359 Legge emanata per allontanare i Ghibellini dagl'impieghi; l'ammonizione 360 Grande numero di paci in tutta l'Europa 362 La sola Romagna non vi è compresa; conquiste d'Albornoz 363 1356 Gli abitanti di Forlì pregano inutilmente Francesco degli Ordelaffi a sottomettersi al legato 364 1357 L'Ordelaffi affida la difesa di Cesena a sua moglie Marzia degli Ubaldini 365 Indomabile coraggio di Marzia, che si difende d'uno in altro trinceramento 366 1357 Suo padre la prega invano ad arrendersi 368 L'ultima torre della cittadella in cui è chiusa, trovandosi minata, viene da' suoi soldati costretta ad arrendersi il 21 di giugno 369 Un nuovo legato dato per successore ad Albornoz 370 1358 La grande compagnia libera Forlì dall'assedio 370 Dicembre. Albornoz rimandato in Romagna in qualità di legato 372 1359 Febbrajo. Albornoz allontana col danaro la grande compagnia 373 I Fiorentini determinati di far testa soli alla compagnia 374 Maggio. La compagnia entra in Toscana per lo stato di Perugia 376 Vuole spaventare i Fiorentini e ridurli a negoziare 377 Pandolfo Malatesti, generale dei Fiorentini, si avanza contro la compagnia 379 La compagnia gira intorno al territorio fiorentino 380 12 luglio. Manda il guanto della sfida a Pandolfo Malatesti 381 23 luglio. Ella fugge dal Campo alle mosche 382 I Fiorentini soccorrono contro di lei Barnabò Visconti 384 4 luglio. Francesco degli Ordelaffi cede Forlì al legato 385

CAPITOLO XLVI. _Bologna sottomessa alla Chiesa; guerra dei Visconti col papa. — Conquiste delle repubbliche sopra la nobiltà immediata. — Congiure a Firenze, Pisa e Perugia._ 1359-1361 387