Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 03 (of 16)

Part 27

Chapter 271,771 wordsPublic domain

1250-1273 Interregno di 23 anni senza re de' Romani _ivi_ 1250-1310 Interregno di 60 anni senza imperatore riconosciuto in Italia 135 Gl'interessi della Germania si dividono per qualche tempo da quelli dell'Italia 136 1251 Gioja d'Innocenzo IV per la morte di Federico II 137 Unisce la città di Napoli allo stato della Chiesa _ivi_ Innocenzo torna a Genova, e vi trova i deputati di quasi tutta l'Italia 138 Le città ghibelline cercano di riconciliarsi con lui 139 Sua andata, ed ingresso trionfale in Milano 140 Esaurimento delle finanze de' Milanesi 141 Ingratitudine del papa verso i Milanesi 143 I Milanesi si accostano alla parte ghibellina _ivi_ Doppia discordia dei Guelfi e dei Ghibellini, dei plebei e dei nobili 145 La scelta fra le parti dipendeva dall'inclinazione non dal calcolo dell'egoismo _ivi_ Fedeltà dei grandi ai loro principj, entusiasmo passaggere della moltitudine 148 Viaggio del papa da Milano a Perugia _ivi_ Divisione degli stati di Federico tra i suoi figliuoli 149 Corrado IV scende d'ottobre in Italia _ivi_ 1252 Il regno delle due Sicilie amministrato da Manfredi figliuol naturale di Federico 150 Corrado giugne nel regno e ne assume l'amministrazione 151 Corrado cerca di riconciliarsi colla Chiesa 153 Corrado assedia Napoli 154 1253 Punisce crudelmente i Napoletani della loro resistenza _ivi_ Innocenzo IV offre la corona di Napoli a Riccardo, conte di Cornovaglia 156 Riccardo rifiuta l'offerta, che viene accettata da suo nipote Edmondo 158 1254 Corrado muore inaspettatamente il 21 maggio a Lavello _ivi_ La morte di tutti i principi svevi attribuita dai Guelfi a veleno 159 I tutori di Corradino, figlio di Corrado, lo pongono sotto la protezione del papa 160 1254 Il papa rompe ogni trattato cogl'Inglesi, e vuole sottomettere la Sicilia alla santa sede 158 Insurrezioni nelle Sicilie contro i Saraceni ed i Tedeschi 161 Manfredi si porta in persona al campo del papa per sottomettersi a lui 163 Orgoglio degli esiliati che rientrano col papa nel regno di Napoli 164 Zuffa tra Borello d'Anglone e Manfredi 165 Borello ucciso dalle genti di Manfredi, che viene accusato d'omicidio _ivi_ Fuga di Manfredi a traverso le montagne 166 Attraversa la Capitanata per avvicinarsi a Luceria 167 I Saraceni di Luceria, malgrado del loro governatore, si dichiarano a suo favore 170 Ajuti che Manfredi trova in Luceria 172 Rompe il marchese d'Oemburgo, ed il cardinale di sant'Eustachio 173 Morte d'Innocenzo IV, il 7 dicembre, elezione d'Alessandro IV 174 1254 Carattere d'Innocenzo IV 175 La sola Roma non riconosce la sua autorità 176 Anarchia cagionata dai nobili romani 178 1253-1256 Brancaleone d'Andalo, nobile bolognese senatore di Roma _ivi_ Sua severità contro i nobili romani 179 Minaccia il papa, e lo sforza a rientrare in Roma 180 Sedizione contro Brancaleone, che viene imprigionato 182 È posto in libertà per l'intromissione dei Bolognesi, indi ripristinato nella sua carica 183 1258 Muore compianto da tutto il popolo 184 1250 Costumi e semplicità dei Fiorentini 185 Governo aristocratico stabilito in Firenze da Federico II 186 Il popolo si rivolta contro i nobili il 20 ottobre del 1250 187 Organizzazione civile e militare che si danno i Fiorentini 188 1251 Il 7 gennajo vengono richiamati gli esiliati guelfi 190 1252 Vittorie de' Fiorentini sopra il partito ghibellino e sopra i Pisani 191 Il fiorino d'oro, moneta non mai alterata, battuta in Firenze per la prima volta 192 1253 Pistoja si sottomette al partito guelfo, e riceve guarnigione da Fiorenza 193 1254 L'anno delle vittorie dei Fiorentini 194 I Sienesi sottomessi al partito guelfo 194 Volterra presa e sottomessa al partito guelfo 195 I Pisani costretti a chiedere pace 196 1255 Arezzo sorpreso per tradimento d'un generale, viene rimesso in libertà 197 Grandi uomini di Firenze in quest'epoca 199 Disinteressamento d'Aldobrandino Ottobuoni 200

CAPITOLO XIX. _Pontificato d'Alessandro IV. — Crociata contro Ezelino; disfatta e morte di questo tiranno. — Manfredi re di Sicilia soccorre i Ghibellini toscani; battaglia di Monteaperto o dell'Arbia._ 1255=1260 202

Carattere d'Alessandro IV _ivi_ 1255 Fa predicare la crociata contro Ezelino da Romano 203 Orribile crudeltà e gelosia universale d'Ezelino 205 Coraggio dei due fratelli Monte ed Araldo di Monselice 207 1256 Il legato del papa arcivescovo di Ravenna aduna i crociati a Venezia 208 Il marchese d'Este ed il conte di san Bonifacio, signore di Mantova, del numero de' crociati 210 Ezelino padrone di Verona, Vicenza, Padova, Feltre e Belluno _ivi_ 1256 Ezelino minaccia Mantova e Brescia 211 Pusillanimità del suo luogotenente a Padova 212 I crociati s'impadroniscono di Padova il 19 giugno 214 Orribili prigioni d'Ezelino in Padova _ivi_ Ezelino si fa dare successivamente in mano undici mila padovani, che aveva nella sua armata, e li fa quasi tutti perire 215 Viltà ed indisciplina dell'armata crociata 217 Alberico da Romano viene all'armata crociata per tradirla 218 I crociati respingono Ezelino che attaccava Padova 219 1257 Ezelino cerca di fare nuove alleanze 220 1258 I Bresciani che s'uniscono ai crociati sono battuti da Ezelino 221 Brescia apre le porte ad Ezelino 222 Ezelino cerca di perdere i suoi alleati Oberto Pelavicino e Buoso di Dovara 223 1259 Questi due signori si uniscono coi Guelfi 224 Atrocità commesse da Ezelino a Friola 226 S'inoltra in sul finir d'agosto verso Milano 227 1259 Trovasi avviluppato dai nemici al di là dell'Adda 228 Rimane ferito il 16 settembre al ponte di Cassano 230 È fatto prigioniere; lacera le sue piaghe, e si lascia morire il 27 settembre 231 Tutte le città a lui soggette ricuperano la libertà 232 1260 Alberico da Romano suo fratello condannato a morte coi suoi figliuoli 233 Pochi talenti d'Alessandro IV 235 Rifiuta di trattare con Manfredi, e fomenta le ribellioni in Calabria 236 1258 Manfredi prende la corona di Sicilia l'undici agosto, sull'avviso della morte di Corradino 238 Quando sa che vive ancora promette di nominarlo suo successore 239 1260 I Ghibellini toscani ricorrono a Manfredi 240 Erano stati cacciati da Firenze in luglio del 1258 _ivi_ La repubblica di Siena li proteggeva 242 Giordano d'Anglone spedito da Manfredi a Siena _ivi_ Farinata degli Uberti sollecita nuovi soccorsi 244 Farinata espone un corpo di cavalleria tedesca agli attacchi de' Fiorentini, che abusano della loro vittoria 245 1260 Manfredi irritato manda nuove truppe contro i Fiorentini 246 Farinata attira i Fiorentini nel territorio di Siena 247 Opposizione dei gentiluomini guelfi a questa pericolosa spedizione 248 I Fiorentini con tre mila cavalli e trenta mila fanti s'accampano a Monte aperto in riva all'Arbia 249 Battaglia d'Arbia il giorno 4 settembre e rotta totale dei Fiorentini 251 Spavento della città di Firenze dopo tale disfatta 252 I Guelfi abbandonano volontariamente Firenze il 15 settembre, e si ritirano a Lucca 253 Il 27 settembre i Ghibellini occupano Firenze 255 I Ghibellini trattano in un congresso se debbasi distruggere Firenze 256 Farinata degli Uberti prende la difesa di Firenze 257 Farinata nell'inferno di Dante 264

CAPITOLO XX. _Decadimento e servitù delle repubbliche Lombarde. — Rivoluzioni nelle repubbliche marittime. — Loro rivalità. — Costantinopoli ritolta da' Greci ai Veneziani ed ai Francesi._ 1250=1264 267

Le città lombarde, le prime libere, perdono prima delle altre la libertà 267 Cagioni della loro servitù 269 Mancanza di sicurezza individuale 270 Turbulenze de' cittadini e violenza delle passioni _ivi_ Le stesse inclinazioni oggi turbano meno la società 271 Accanimento dell'odio e desiderio di vendetta 273 Le funzioni pubbliche oggetto di gelosia tra i nobili ed il popolo _ivi_ La potenza dei nobili fondata sul numero dei membri di una famiglia 275 Famiglie artificiali pel popolo, o società popolari _ivi_ Cambiamento nella disciplina militare 276 Nella prima guerra di Lombardia l'infanteria formava la forza delle armate 277 Perfezionamento dell'armatura degli uomini d'armi 278 È opera de' gentiluomini 279 Forza irresistibile degli uomini d'armi 280 La forza militare trovasi tutta in mano de' nobili 281 Gli uomini d'armi perdono il loro vantaggio nelle città 282 Truppe mercenarie di armatura pesante 283 Gli esiliati e gli emigrati formano le prime truppe mercenarie 284 1256 I nobili ed il popolo eleggono ognuno il loro podestà 285 Martino della Torre podestà del popolo, erede del credito di suo zio Pagano 286 1257 Guerra tra il popolo di Milano ed i nobili alleati dei Comaschi 287 1258 Trattato di sant'Ambrogio fatto il 4 aprile, che divide i pubblici impieghi 288 Nuove guerre civili 289 1259 Martino della Torre nominato anziano e signore del popolo 290 Sua influenza accresciuta dalla disfatta di Ezelino 292 Martino della Torre viene nominato signore di Lodi _ivi_ Pelavicino si mette al soldo de' Milanesi 293 1261 I nobili milanesi assediati nel Castel di Tabiago 295 1263 Ottone Visconti eletto dal papa arcivescovo di Milano in opposizione a Raimondo della Torre, nipote di Martino 296 La città di Novara nomina Martino suo signore _ivi_ 1264 Filippo della Torre successore di Martino si assoggetta Como, Vercelli e Bergamo 297 Repubbliche marittime 299 Potere dei dogi di Venezia 300 1032 Loro potere monarchico limitato nell'elezione di Domenico Flabenigo 301 1172 Creazione del maggior consiglio dopo la morte di Vitale Michieli 303 Difficoltà delle elezioni popolari 304 L'elezione del maggior consiglio affidata a dodici tribuni 305 Inclinazione del governo verso l'aristocrazia dopo la formazione del maggior consiglio 307 I nobili di Venezia non avevano forze individuali come quelli di Lombardia _ivi_ 1179 Istituzione della vecchia quarantia, tribunal criminale 309 1229 Istituzione del consiglio de' pregati 310 Nuove limitazioni all'autorità del doge _ivi_ Giuramento de' dogi 311 1249 Elezioni dei dogi; la scelta combinata colla sorte 313 I Veneziani rivolgono tutta la loro attenzione verso l'Oriente 314 1225 Pongono in deliberazione se debbano trasportare in Costantinopoli la sede del governo 315 Le isole del mar Egeo cedute in feudo ai particolari cittadini 316 1225 Candia resa immagine della Metropoli 317 Gelosia tra i Veneziani ed i Genovesi 319 1258 Si contrastano una chiesa in san Giovanni d'Acri 321 Prima guerra marittima tra questi due popoli _ivi_ 1261 13 marzo. Alleanza de' Genovesi con Michele Paleologo 323 1237-1261 Regno e debolezza di Baldovino II imperatore latino _ivi_ Talenti degl'imperatori di Nicea, Vatace, Lascari e Paleologo 324 1261 Impresa dei Veneziani sopra Dafnusio 325 Cesare Strategopulo sorprende Costantinopoli il 25 di luglio 326 I Latini fuggono a Negroponte 328 In quale stato trovavasi Costantinopoli quando vi rientrarono i Greci 329 Michele Paleologo assegna Galata per abitazione ai Genovesi 331 Conserva ai Veneziani ed ai Pisani le loro colonie a Costantinopoli _ivi_ Cede l'isola di Chio ai Genovesi. Storia di quest'isola 332 Costituzione de' Genovesi in quest'epoca 334 Potere della nobiltà _ivi_ 1261 Gelosia del popolo contro la nobiltà 334 1257 Guglielmo Boccanigra primo capitano del popolo 339 1262 Guglielmo deposto in conseguenza di una congiura del popolo 342 1264 Potenza delle quattro famiglie Grimaldi, Fieschi, Doria e Spinola 343

CAPITOLO XXI. _Carlo d'Angiò chiamato dai papi procura in Italia al partito guelfo un'assoluta superiorità. — Conquista il regno di Napoli. — Disperde l'armata di Corradino, e fa perire questo principe sul patibolo._ 1261=1268 346