Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3
Part 31
Questo fine ebbe la spedizione di D'Estaing sulle coste dell'America settentrionale, nella quale avevano gli alleati tante liete speranze collocate. Rottogli prima dall'avversa fortuna il disegno della Delawara, abbandonò poscia due volte in sul bel compirla l'impresa di Nuovo-Porto; e finalmente sotto le mura di Savanna, dopo d'essere stato troppo rispettivo nel principio riguardando all'assalto, tanto lo affrettò sul fine, che ne ricevette una grave sconfitta. Acquistò per altro alla Francia due ricche isole nelle Antille, e combattè con non poco frutto una onorevol battaglia contro un'armata inglese esercitatissima, e governata da capitani espertissimi. Era D'Estaing, del pari precipitoso nel risolversi che animoso nell'eseguire; e se la fortuna avesse, siccome amica agli audaci, aiutato l'audacia sua, o voluto favorire gli ottimi consiglj presi dai ministri francesi nelle cose ordinategli, avrebbe fuor di dubbio grandemente afflitta la possanza navale dell'Inghilterra, ed un grande aiuto porto all'America, che dal suo operare aveva sperato il pronto fine della guerra. Con tutto ciò, sebbene l'opera dell'ammiraglio francese non sia riuscita in America di quella utilità, che si aspettava, fu però di non poco vantaggio agli Americani. Imperciocchè la sua presenza contenne gl'Inglesi, che non si recassero sì tosto, come disegnato avevano, contro le province meridionali. Inoltre i ministri britannici, temendo non solo dell'Isola di Rodi, ma ancora della Nuova-Jork, quando le genti loro continuassero ad alloggiare spartitamente in quelle due province, ed in altri luoghi, comandarono a Clinton, volasse speditamente la prima, e tutto il presidio ritirasse alla Nuova-Jork; il che eseguì il giorno 25 di ottobre. Così la provincia dell'Isola di Rodi, la quale era venuta di queto in mano dei reali, tornò nel modo stesso in poter dei repubblicani. E siccome era allora D'Estaing sulle coste della Giorgia, così temendo i generali inglesi, venisse tosto sull'Isola di Rodi, questa votarono sì all'inviluppata, che vi lasciarono le grosse artiglierie, ed una gran quantità di munizioni. Ne pigliarono gli Americani possessione immantinente. Vi lasciarono per alcuni dì sventolare le insegne inglesi; al quale inganno prese molte navi del Re entrarono in Nuovo-Porto altrettanto ricca, che sicura preda ai repubblicani.
Raccontato avendo sin qui gli accidenti della guerra, che nacquero in quest'anno, sia nel continente d'America, sia nelle isole occidentali, ci è ora mestiero descrivere quelle cose, che nel medesimo frattempo avvennero, e che risguardano, o l'erario pubblico, o le opinioni, i moti e le sette di quei popoli agitati da sì gravi e sì spessi rivolgimenti. La congiunzione delle armi di Francia a quelle del congresso, se dall'un dei lati era stata di non poca utilità agli Americani e per dar loro migliori speranze dell'avvenire, e per difendergli effettualmente dagli assalti britannici, dall'altro riuscì di notabil danno rispetto alla comune opinione dei popoli. Questa stessa possente tutela, e quelle speranze che ne furono l'immediato e necessario effetto, furono causa, ch'eglino si dessero a credere, che la contesa fosse ormai vicina al suo fine; che l'Inghilterra fosse per calare; e che altro non rimanesse a farsi, che aspettar quietamente il termine dei mali loro, ed attendere a godersela, e a darsi buon tempo. Quella causa stessa, la quale avrebbe dovuto per l'emulazione verso il possente alleato stimolargli a comportarsi da valorosi, ed a concorrere efficacemente alla comune meta, gli faceva per lo contrario impoltronire, proponendosi eglino di volere anticipatamente, e quando tuttavia durava il pericolo quel riposo godersi, che non avrebbero dovuto desiderare, se non quando avessero ottenuto l'intento loro. In mezzo a quelle vivaci immagini di non lontana felicità, che la vaga immaginazione continuamente rappresentava alle menti loro, non si ricordavano, che il negozio poteva ancor venir guasto in sul compirsi, e che poteva tuttavia, siccome si suol dire, cader loro la gragnuola in sul far della ricolta. La Francia, vedutigli così trasandati, avrebbe potuto far altri pensieri, servendo la trascuraggine loro di pretesto apparente, e d'accrescimento di forza alla ragione di Stato sempre pronta a pigliar le occasioni di fare il suo interesse a spese degli alleati. La Spagna ancora avrebbe potuto starsene, e non si discoprire con grave danno di tutta la Lega, la quale dall'accessione di lei sperava la vittoria certa. Nè pensavano gli Americani, che se le buone armi ed i forti eserciti sono causa, che più presto si finiscono le guerre, così lo sono ancora per ottenere le più favorevoli condizioni della pace. Tutte queste cose nissuna, o poca impressione facevano negli animi dell'universale, e contenti a quello che fin là fatto avevano, e grandi assegnamenti facendo sugli aiuti francesi, si stavano, e parevano voler lasciare tutto il peso del fornire la bisogna all'alleato loro. Questa rilassatezza, la quale era entrata in tutti gli ordini di persone, era altrettanto più grande, quanto era stato più vivo l'entusiasmo degli anni precedenti. La qual cosa era anche maggiormente di sinistro augurio; imperciocchè l'esperienza dimostra potersi bene facilmente concitar i popoli la prima volta, ma risvegliargli da quel torpore che tien dietro all'ardore, difficilmente. I Capi americani più prudenti, e massimamente Washington, conosciuto ottimamente il male, ne stavano di malissima voglia, e vi facevan contro tutti quei rimedj, che migliori e più efficaci immaginar potevano e sapevano. Usavano le esortazioni, gli argomenti della passata gloria, la necessità di non iscomparire in paragon dell'alleato, i pericoli, che tuttora soprastavano, la possanza e le arti dell'Inghilterra. Tutto era nulla. Se ne stavano tuttafiata a gambe larghe, e lasciavano portare al caso le cose di maggior momento. Non vi era modo che si volessero risentire. La bisogna del reclutare procedeva peggio che lentamente. I soldati, che si trovavano all'esercito di Washington, alcuni, perchè avevano finite le ferme, altri, perchè eran loro venute a noia le guerre, lo desertavano, ed alle case loro ritornavano. Nè il riempire le compagnie assottigliate era facil cosa a conseguirsi. Pochi, o nissuno volevan obbligarsi giusta le provvisioni del congresso a tre anni, o sino al finir della guerra. Il condurgli per un più breve spazio, oltrechè riusciva di poco profitto, non era anche concesso per la torpidezza dei popoli. Il trar le sorti, ed obbligargli per forza ad andar sotto le insegne era creduta, ed era in vero in mezzo a quelle opinioni che regnavano, cosa troppo pericolosa. Dormiva ogni cosa nell'esercito, avendo per grazia, che gl'Inglesi non l'assaltassero. Queste state sono le cagioni per le quali così freddamente procedettero in quest'anno le cose della guerra, e per cui Washington, oltre la sua naturale prudenza di non volere, se non avvantaggiatissimo, riporre nel rischio delle battaglie una impresa, che già credeva vinta, non che assaltar volesse, recava a sua gran ventura il non essere assaltato. Che se le cose fossero avvenute, non come andarono, ma come avrebbero dovuto andare, gli si sarebbe scoperta qualche buona occasione di fare un gran fatto in servigio e gloria della patria sua; e forse gl'Inglesi non se ne sarebbero stati nella Nuova-Jork così quieti, come fecero tutto l'anno, e l'Isola di Rodi non avrebbe penato sì lungo tempo a ritornare alla divozione dell'America; poichè si trovavano i reali in quei primi mesi molto indeboliti per cagione dei soldati mandati alle fazioni delle Antille e della Giorgia. Ma in mezzo ai popoli tumultuanti, presso i quali il governo, siccome nuovo, è più debole, e la volontà dei particolari uomini, siccome con minor freno, più forte, e le comuni opinioni, che solo nascono dagli ordini stabili, non ancora fermate, non è raro che si perdano le migliori occasioni. E se l'imprese loro riescono qualche volta a buon fine, ciò più spesso dalla buona ventura, che dalla costanza loro si dee riconoscere. Tal era la condizione a questi dì dei popoli americani, e se nella Giorgia e nella Carolina si fe' qualche sforzo per ributtar l'inimico, ciò fu massimamente per mezzo delle bande paesane di quelle due province, alle quali la cosa toccava sì strettamente. Le altre non si mossero, o fecero provvisioni assai fredde; perciocchè, rilassato il nodo della comunanza, non riputavano proprio il pericolo altrui.
Nè solo, ferme quelle prime caldezze, vi era grande la tiepidità delle menti, ma non vi era minore la cupidigia del guadagno, e lo sfrenato desiderio delle ricchezze, fossero qualsivogliano i mezzi di acquistarle; o buoni, o cattivi, o leciti, od illeciti, di ciò poco si curavano. Nata vi era fra gli Americani di quei tempi, siccome pur troppo suol avvenire nei rivolgimenti politici delle nazioni, una generazione d'uomini che convertivano in lor prò, e nel privato interesse loro le miserie del comune. Costoro poco curandosi di dependenza o di non dependenza, di libertà o di non libertà attendevano a far sacco con popparsi e succiarsi lo Stato; e mentre i buoni cittadini, o si logoravano nelle fazioni militari, o si travagliavano nelle consulte, dando alla patria non solo il tempo, ma ancora le sostanze, il sangue e la vita loro, questi impronti ladroni le facoltà sì pubbliche, che private senza vergogna alcuna manomettevano ed arraffavano. Quindi non v'era contratto privato, ch'essi non vi usureggiassero su, e non vi facessero dentro i disonesti guadagni, nè endica pubblica, che lo Stato facesse per uso degli eserciti, nella quale non si ficcassero dentro. Dal che ne nasceva, che si spendeva assai, e poco si otteneva. Nè anco nissuno si pensi, che mai si sia da modesti e virtuosi amatori della patria loro tanto romor menato, o tante dimostrazioni fatte d'amor della patria, come costoro menavano e facevano. E' pareva ch'essi soli fossero i zelatori, essi gli ottimi cittadini; e coloro i quali erano in grado, e tenevano i maestrati, e che non volevano alle tresche loro prestar le mani, tosto sì eran chiamati dai medesimi tiepidi, leali, reali venduti all'Inghilterra; come se stato fosse debito di coloro, i quali si erano abbattuti al governo della repubblica in circostanze sì calamitose, l'arricchirgli. Che poi queste cose dicessero essi, non è da far maraviglia; perciocchè non v'è mai stato ladro che non sia mai stato prima ingannatore; ma quello, che era più strano e poco credevole, questo era, che trovavano, chi loro credeva. Questa peste andava serpendo, e già già s'era insinuata nel cuore stesso della repubblica. Quindi i buoni si ristavano, i malvagi alzavano la cresta. Ogni cosa minacciava una prossima rovina. Quest'erano le speranze dell'Inghilterra. Del quale sì gran mutamento in quelle genti, altre volte di sì lodevoli costumi dotate, se si vogliono ricercar le cagioni, troveremo, che oltre quella generale rilassatezza, che sogliono produr le guerre nelle opinioni morali dei popoli, i reggimenti nuovi, i quali penuriano di pecunia, sono costretti ad accattar questa, o le robe dagli usurai. L'esempio è pernizioso, e si diffonde largamente anche fra i privati. Sono anche i reggimenti medesimi obbligati per la necessità delle cose a conceder molto, e a dar i preferimenti a coloro, che seguitano o paiono seguitar le parti loro, accettando per buono e risponsivo negli affari pecuniali il solo zelo del bene pubblico, o vero o simulato ch'esso sia; e se agevoli debbon essere per forza nel concedere a simil sorta d'uomini, quando si appresentano, debbono per le medesime cagioni esser rispettivi nel castigargli, quando fan mancamento. Brevemente in tali circostanze i buoni debbono per necessità dar la passata ai tristi, e questi vedutisi, non che impuniti, tollerati, non che tollerati, usati, non che usati, spesso incoraggiati, si moltiplicano; e siccome i cadaveri addossati ai corpi sani e viventi gl'infracidano ed uccidono, così essi l'onestade altrui guastano e corrompono. Ma una delle prime e più possenti cagioni di sì strano cambiamento nei costumi americani quello si era dello scapitamento dei biglietti di credito, il quale era venuto a tale in sul principiar del presente anno, che con otto dollari di quelli non si poteva avere, che un sol dollaro di conio. Questo disavanzo andò crescendo continuamente in tutto il corso del medesimo anno, sia per le continue gittate, che ne faceva il congresso, sia pel poco frutto, che sin qui s'era ricavato dall'aiuto delle armi francesi, sia finalmente per le infelici novelle della Giorgia. Nel mese di decembre appena che quaranta dollari di biglietti si potessero spendere per un dollaro d'argento. Una cena, od una coppia di scarpe non si avevano, se non con dugento o trecento lire tornesi in biglietti. Del che non si dee pigliar maraviglia. Imperciocchè oltre l'incertezza dello Stato, correvano nel mese di settembre 159,948,882 di dollari del congresso nelle tredici province confederate. Alla qual somma, se si aggiungeranno quelle dei biglietti gittati dai particolari Stati, si verrà a conoscere, quanto smisurata fosse la totale somma di questa sorta di pecunia, che allora sopraffaceva ed aggravava gli Stati Uniti. Oltre di questo, molto efficace cagione dello scapito dei biglietti erano i contraffacimenti assai frequenti, che fatto ne avevano, e tuttavia facevano i leali e gl'Inglesi. Di questi biglietti così falsificati, ma sì finamente lavorati a guisa dei buoni, che difficilmente si potevano distinguere, ne arrivavano spesso le casse piene dall'Inghilterra; ed i capitani britannici, e specialmente Clinton sebbene questi, come pare, a malincorpo, e costretto a bella forza dai ministri, ogn'industria usavano per fargli trapelar nel paese. Certo è, ch'essi ministri un principal fondamento alla ricuperazione delle colonie ponevano in queste falsificazioni dei biglietti di credito. Perciocchè sapevano ottimamente che quella era la sola pecunia, che potessero spendere il congresso e gli Stati per le provvisioni della guerra; e che se fosse loro venuto meno quel principal nervo, sarebbero di necessità cadute di mano le armi agli Americani. Il qual modo di far la guerra, se non era usato allora la prima volta, nè stato lo è l'ultima, sarà però sempre dagli uomini diritti e dabbene grandemente, ed a buon diritto biasimato ed abborrito. Imperciocchè la fede pubblica si debba serbar anche tra nemici, e la fraude delle falsificazioni delle monete sia di tutte le altre non solo la più dannosa, ma la più vile. A tutte queste cose si aggiungeva, che siccome da una parte il commercio, che gli Americani andavano altre volte facendo coi proventi loro in Inghilterra, ed in parte anco presso le estere nazioni, era interrotto, e dall'altra il suolo e l'industria loro non davano parecchj oggetti indispensabili all'uso della guerra, così questi dovevano procacciare a suon di monete d'oro e d'argento dall'esterno. Dal che ne nacque, che la quantità di queste, che si trovava negli Stati Uniti, la quale di già molto non era abbondante prima della guerra, a' tempi di questa andò appoco appoco scemando, e diventando in proporzione della scarsezza sua più preziosa. Perciò i biglietti divennero anch'essi proporzionatamente di minor valore nell'opinione degli uomini. Da questo smisurato disavanzare dei biglietti non solo accadeva, che le borse si serrassero ed i mercati si sfornissero con gravissimo danno e querela dei popoli, ma ancora, che la fede dei contratti si rompesse, e la rettitudine dei privati si contaminasse. I debitori con poco si liberavano di molto verso i creditori; e se questo nel principio si faceva da pochi, siccome il male si appicca più facilmente che il bene, molti poscia diventarono macchiati della medesima pece; e funne quasi un generale andazzo. Nè in questo i debitori infedeli ed avari risguardavano più a questa persona che a quell'altra, poichè di questi tratti ne furono usati allo stesso generale Washington, il quale i suoi denari aveva prestato generosamente a chi ne aveva bisogno. Vi era anche nata un'altra generazione d'uomini, i quali ad altro non badavano, che al mercanteggiare continuo in sul disavanzo dei biglietti, accortamente valendosi dell'aggio, secondochè quelli acquistavano, o perdevano di riputazione. E questo acquistare, o perdere di riputazione dei biglietti meno procedeva dalle circostanze più o meno favorevoli, in cui si trovasse il pubblico, che dalle novelle, dai raggiri, dai maneggi, dagl'inganni e dai monopolj di costoro. Quindi le arti utili, i traffichi onorati si abbandonavano per correr dietro a questa ghiottornìa dell'aggio. I più tristi ed i più malvagi arricchivano; i buoni ed onesti impoverivano; ogni avere, sì pubblico che privato, in confusione. Nè il male si ristava all'avarizia; ma la contagione di questa scellerata peste più oltre si divulgava nelle menti umane, e siccome suol fare, corrompeva anche tutte le altre virtù. L'avarizia dei privati perturbava le cose pubbliche. Guardavasi da troppi più, che non si potrebbe credere, sopra l'amor della patria, come se una fola fosse, in cui molto più vi fosse da perdere, che da guadagnare. Non volevasi andar soldato, se non con ingordi caposoldi; non dar gli appalti pubblici, senza averne le palmate; non pigliargli, senza smisurati profitti; non entrar negli uffizj o maestrati, se non con disonesti salarj, o per farvi entro la penna. E questa corruttela procedè tant'oltre, che ne fu con troppo manifesto esempio l'antico proverbio riconfermato, che _quando l'ottimo si guasta, e' scende del tutto verso la parte più rea_.