Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 3

Part 10

Chapter 103,207 wordsPublic domain

Rimaneva per rimuovere del tutto gl'ingombri della Delawara, si cacciassero dal Red-bank i soldati del congresso. La cosa era di somma necessità; perciocchè, quantunque alcune navi sottili, levando viveri nelle contrade prossimane a Chester, dove gli abitatori molto erano inclinati a favor dei regj, gli recassero a Filadelfia, tuttavia se ne difettava in questa città grandemente; ed inoltre non vi si aveva, se non scarsamente da ardere. Per la qual cosa Howe, assicuratosi dentro Filadelfia con certe trincee, che dalla Delawara si distendevano sino allo Schuyl-kill, e ricevuti alcun rinforzi dalla Nuova-Jork, mandò Cornwallis con una grossa banda sulle rive della Cesarea, acciocchè e raccogliesse vettovaglie, ed assalisse alle spalle il Forte Mercer. Varcò questi il fiume da Chester alla punta di Billing, e si apparecchiava ad eseguir gli ordini del capitano generale. Si congiunsero con esso lui altre genti venute dalla Nuova-Jork. Frattanto Washington, avuto pronto avviso della cosa, e volendo, se possibil fosse, tener quel freno in bocca al nemico, aveva ordinato a Greene, avuto da lui in concetto d'uomo valoroso, che con una grossa schiera si recasse anch'egli nella Cesarea. Sperava, che non solo avrebbe potuto con effetto proteggere il Forte Mercer; ma che di più gli sarebbe venuto in taglio di assaltare, e di rompere in qualche rilevata fazione Cornwallis. Trovandosi il Forte situato sulle terre della Cesarea tra i due rivi di Timber e di Manto, per lungo spazio non guadosi da parte della Delawara, non poteva il capitano britannico inviarsi al Forte, senza trovarsi chiuso da ogni parte, da fronte dal Forte medesimo, da ambi i lati dai due rivi, ed alle spalle dalle genti di Greene. Traghettò questi a Burlington. L'accompagnava il marchese de La-Fayette vago di combattere, quantunque non ancora sanato affatto della sua ferita. Dovevano a queste genti accostarsi quelle, che venivano dalle sponde del fiume del Nort. Si avviarono alla volta del nemico. Ma intesosi da Greene, che Cornwallis per l'accostamento delle genti testè venute dalla Nuova-Jork, era diventato molto più forte, che egli stesso non era, non si ardì di andarlo ad assaggiare. Per la qual cosa il colonnello Greene, che comandava al presidio, perduta la speranza del soccorso, ed avvicinandosi di già Cornwallis, votò il Forte, ed il Red-bank, lasciando in poter dei reali buon numero di artiglierie, ed una notabile quantità di munizioni tanto da guerra, che da bocca. Fu il Forte smantellato dagl'Inglesi, e tutte le fortificazioni distrutte.

In questo stato di cose il navilio americano, che stanziava nella Delawara, venute essendo le due rive del fiume in poter del nemico, correva grandissimo pericolo di essere o guasto, o preso. Per la qual cosa parecchie galere, ed altri legni armati in guerra, valendosi dell'opportunità di una notte propizia, salirono il fiume, ed, oltrepassate felicemente le batterie di Filadelfia, si ripararono a salvamento alle parti superiori. Conosciuta la cosa, gl'Inglesi, perchè non potessero fuggir loro dalle mani quelle che erano sotto, fornirono di ciurma la fregata la Delawara, e le artiglierie piantarono e dirizzarono nei luoghi più opportuni per impedir il passo al nemico. Circondati in tal modo gli uomini delle ciurme americane, vedendo di non poter essere soccorsi, abbandonarono, ed arsero le navi, le quali tutte furono in poco d'ora consumate dalle fiamme. Montaron esse al novero di diciassette di diversa forma e grandezza; tra le quali due batterie galleggianti, e quattro brulotti.

Ottenutasi nel modo che abbiam detto, dagl'Inglesi l'intiera signoria del fiume, si posero all'opera di sgombrarlo da tutti gl'impedimenti. Ma tali, e sì gravi furono le difficoltà che in questa bisogna incontrarono, oltre la stagione dell'anno già molto tarda (queste cose si facevano sul finir di novembre), che con gran fatica poterono a traverso la fila superiore dei triboli uno stretto callone aprire, pel quale solo potevano passare le navi le più leggieri. Per mezzo di queste erano portate le vettovaglie, e le munizioni da guerra a Filadelfia.

Quantunque fossero finalmente i regj riusciti in parte nell'intento loro di sgombrar la Delawara, cionondimeno tanta, e sì lunga era stata la resistenza dei repubblicani, che fu guasta all'Howe ogni occasione di poter assalire l'esercito di Washington, primachè questi avesse ricevuti i rinforzi delle genti vincitrici dell'Hudson. Imperciocchè il capitano britannico prudente com'egli era, non volle mai mettersi al rischio di una battaglia, se prima non aveva libero l'adito all'armata del fratello, sia per la ragione delle vettovaglie, sia per la sicurtà della ritirata nel caso di mala fortuna.

Frattanto continuava Greene a stanziar nella Cesarea, al quale già si erano accostate alcune bande mandate da Gates in aiuto dell'esercito pensilvanico, tra le quali in grandissima stima per gli egregi fatti loro erano tenuti i corridori del Morgan. Non istava Washington senza speranza, che Greene avrebbe fatto qualche onorata fazione, e che in tal modo si ricuperasse con una nuova vittoria quello, che si era per necessità perduto. Ma erasi Cornwallis sì fattamente fortificato nella punta di Gloucester sulla sinistra riva della Delawara, che nissun adito aveva lasciato a Greene di potergli far danno. Temendosi perciò, che l'Inglese, avendo terminato l'opera sua nella Cesarea, ed ottenuto l'intento della presa del Forte, e dell'aver fatto adunata, e mandato di molte vettovaglie a Filadelfia, non ritornasse all'altra riva, e che congiuntosi di nuovo coll'Howe, corressero ambidue uniti contro Washington, comandò questi a Greene, rivalicasse il fiume. L'uno e l'altro congiunsero le forze loro sulle rive del Schippach. Per somiglianti ragioni ripassava colle sue genti Cornwallis, e si accozzò coll'Howe. Prima però che queste genti nemiche abbandonassero le terre della Cesarea, conflissero i corridori di Morgan, ed alcune mani di milizie paesane condotte dal marchese de La-Fayette con una frotta di Essiani e granatieri inglesi molto bravamente, e fecer loro voltar le spalle. Da questo fatto al marchese, che fino allora militava come volontario, il congresso concedette il capitanato di tutta una schiera dell'esercito.

In questo mezzo erano arrivate all'esercito di Washington le genti mandate da Gates, non senza però qualche difficoltà, e spessi indugiamenti. Conciossiachè, e Gates medesimo era andato molto a rilento nel mandarle, ed eransi parte ammottinate contro i capitani loro, dicendo, che marciar non volevano, non avendo nè danaro, ne vestimenta. Ma finalmente, confortate dagli uffiziali, si erano messe in via. Erano in tutto quattro migliaia di soldati, buona gente pel valor loro, e per la fresca vittoria, ma non bella per lo squallore e miseria. Avuto il generale americano questo rinforzo andò a far capo grosso ad un luogo detto White-marsh distante solamente a quattordici miglia da Filadelfia. Era questo alloggiamento molto forte, essendo posto su poggi alti e difficili, ed avendo dal fianco dritto il rivo di Wissahichon, e da fronte il Sandy-run. Si annoveravano a questi dì nell'esercito americano dodicimila stanziali, e qualche cosa più con circa tremila cerne. Aveva seco Howe poco più di dodici migliaia di combattenti.

Era questi continuamente desideroso della battaglia; e pensandosi, che, per la congiunzione delle nuove genti, il suo avversario fosse venuto nel medesimo desiderio, si mosse il giorno quattro decembre, avviandosi ad Sandy-run, molto risoluto al tentare di nuovo la fortuna delle armi. Accampavasi a Chesnut-hill di rincontro a tre miglia dalla dritta del nemico. Quivi si facevano spessi badalucchi, nei quali per lo più rimanevano superiori i regj. Ma accorgendosi Howe, che la positura del sito del campo americano da quella parte troppo era forte, perchè si potesse assaltar con frutto, iva a schierarsi rimpetto al centro, ed alla sinistra lontano solo ad un miglio. Andava distendendosi vieppiù verso la punta sinistra dell'esercito nemico, come se spuntar lo volesse, e girargli alle spalle. L'Americano non fuggiva la battaglia; ma, non uscendo, la voleva aspettare ne' suoi alloggiamenti; perchè seguendo il suo costume voleva avere conveniente riguardo alla conservazione di quell'esercito, dal quale dipendeva la principale sicurtà dello Stato dell'America. Ingrossava intanto l'ala sua sinistra. Infine l'Inglese non potendo in nissuna maniera adescarlo, perchè uscisse fuori, e nissuna favorevole occasione offerendosi di poterlo sbarbar da questi alloggiamenti, dopo di essersi volteggiato or qua or là lungo spazio, se ne tornò a Filadelfia. Patirono assai in queste mosse dal rigor della stagione i suoi soldati, non essendo forniti di tende e di altri arnesi necessarj al campeggiare. Il che giunto allo stropiccio della guerra era causa, che ne stavano malissimo in arnese; la qual cosa considerata, e la pertinacia del nemico a non volerne venire, se non grandemente avvantaggiato, al cimento, ed essendo ormai giunto il tempo che suole esser vacuo dagli esercizj della guerra, si risolvette a fare svernar le sue genti in Filadelfia, non senza però aver prima mandato una grossa banda sotto la obbedienza di Cornwallis a fare una cavalcata per foraggiare largamente sulla destra riva dello Schuyl-kill. Washington medesimamente si determinò a distribuire i suoi soldati nelle stanze. Solo stava dubbioso del luogo, dove si avessero a pigliare i quartieri. Perciocchè non voleva nè lasciare il paese esposto ad esser mangiato senza difesa dal nemico, nè troppo distendere le sue ordinanze, per non dargli luogo ad opprimerle qua e là con assalti improvvisi.

Havvi una gran fondura sulla occidentale sponda dello Schuyl-kill a sedici miglia da Filadelfia, che chiamano Valley-forge, vale a dire Valle-fucina, situata in luogo alpestre e forte. Sui fianchi di questa valle, e sopra una spianata eminente, che domina tutta la valle e le circonvicine regioni, si risolvè Washington, poichè voleva riposare le sue armi, di condurre l'esercito perchè ivi svernasse. Siccome poi tanta era la miseria delle vestimenta dei soldati, che male avrebbero potuto sofferire d'invernar sotto le tende in quella stagione, che oltre ogni dire aspra era divenuta, così fece il pensiero di construrre un sufficiente numero di capanne fatte con palanche ficcate in terra, ed inzaffate al di dentro di calcina, le quali potessero, meglio che le tende, difendergli dal rigore dell'invernata. Muovevasi pertanto tutto l'esercito verso le nuove stanze. Alcuni rimanevan tra via pel freddo che gli assiderava; ad altri, non avendo scarpe, sanguinavano i piedi rotti dal ghiaccio e dai sassi. Ma infine dopo molti stenti arrivati a Fucina lavoravano forte intorno le capanne, le quali edificarono a mò di città regolare. Ogni cosa era in moto. Chi tagliava gli alberi nelle selve; chi gli fendeva. Alcuni gli ficcavano in terra, altri gli piallava, ed altri gl'inzaffava. In non molto tempo furon condotti a fine i palancati; e le genti vi si ripararono dentro. In tal modo i due eserciti dopo un aspro e continuo guerreggiare per ben quattro mesi si riposavano quietamente nei quartieri a' tempi della cruda stagione. Nè altro frutto raccolse il capitano britannico dalle sue vittorie, e da tanti scaltri volteggiamenti fuori di quello di aver procacciato al suo esercito comode e sicure stanze pel verno.

[1778]

In cotale guisa si avvicendarono le cose in America ora prospere, ora avverse per le due parti nel corso dell'anno 1777. Nel quale, se gli Americani fecero nella guerra canadese e dell'Hudson pruove mirabili di non ordinario valore, e nella pensilvanica di non poca costanza contro l'impeto dell'avversa fortuna, diedero nei quartieri di Valle-fucina tali saggi di longanimità e di pazienza, che per me non saprei dire, se altre nazioni di qualsivoglia tempo, o luogo si siano, nelle alte e difficili imprese loro dato ne abbiano, non dirò maggiori, ma eguali. Imperciocchè oltre la malvagità della stagione vi patiron essi della carestia di tutte le cose, e di nissun bene vivente avevano per ristorarsi. Delle quali miserie se ne deve accagionare, parte la necessità delle cose, parte l'avarizia, o dei maestrati dell'abbondanza o degli endicatori, parte l'indole avversa dei popoli, e parte finalmente la poca sperienza del congresso medesimo la quelle cose, che risguardano la pubblica amministrazione, specialmente militare. Giunti erano appena i soldati alle stanze di Valle-fucina, che, fattosi un motivo dal generale Howe per istrameggiare nelle isole della Delawara poste sopra la foce del rivo di Derby, Washington, intendendo di disturbarnelo, volle far muovere a quella volta una buona parte dell'esercito. Ma, fattasi la veduta dei magazzini, si venne a discoprire, cosa incredibile e spaventevole a quelle genti, che non vi era da logorare per un dì. In tanto pericolo di vicina fame, e di totale dissoluzione dell'esercito, non solo si dovette abbandonar il partito di voler correre contro l'Inglese, ma si fecero di più partire colla maggior prestezza saccomanni, acciocchè scorrazzando da ogni banda come in paese nemico pigliassero, e rattissimamente recassero di che sostentar l'esercito. A ciò fare era autorizzato Washington, e dalla necessità del frangente, e dal decreto del congresso, pel quale gli era stata l'autorità dittatoria conferita. Eseguirono gli stracorridori le commissioni, e con incredibile fatica, e non poco disgusto degli abitatori vettovagliarono il campo, dimodochè ebbe di che pascersi per alquanti giorni. Ma poco poi, ricominciarono a sentire la medesima strettezza. Si pose mano di nuovo al medesimo rimedio; ma con poco frutto. Perciocchè, quantunque si razzolasse in ogni canto, eran povere le ricolte, ed appena vi si poteva rispigolare, sia perchè la contrada all'intorno già era in parte vota di vettovaglie, sia perchè gli abitatori andavano con grande diligenza nascondendo nel fondo delle selve, ed in mezzo alle paludi i bestiami, le biade e tutte quelle cose che si ricercavano. Ciò facevano o per contrarietà d'opinione, o per amor del guadagno. Amavan essi meglio condurre le grasce, quantunque con molto pericolo, a Filadelfia, dove eran loro pagate con altrettant'oro, che di serbarle ad uso dei proprj soldati; poichè in tal caso eran loro date in iscambio polizze del ricevuto, da esser pagate soltanto in certo tempo all'avvenire. In queste polizze poi poca o niuna confidenza avevano, stantechè si diffidavano dello Stato; ed era anche accaduto, il che non era loro nascosto, che, appresentate le polizze nel buon dì dai portatori, non erano state rimborsate. Aveva bene il generale scritto ai governatori della Nuova-Inghilterra, pregandogli, mandassero, senza indugio veruno, provvisioni all'esercito, e massimamente di bestiami, dei quali principalmente abbondano quelle province. Medesimamente gli abbondanzieri militari avevano in queste, e principalmente nel Connecticut, grosse incette fatte per via di contratti, sapendo benissimo, che colle richieste sforzate non si può lungamente accivire un intiero esercito. Ma questi rimedj riuscivano molto tardi; e l'effetto che si aspettava dai contratti fu ad un punto per guastarsi per una mala determinazione del congresso. Per le vittorie dell'Howe, e pel sinistro aspetto delle cose nella Pensilvania, e forse più ancora dalle esorbitanti gittate dei biglietti di credito, ch'era andato facendo il congresso, indotto a ciò per avventura da una inevitabile necessità, era accaduto, che essi biglietti scapitassero sul finir del varcato anno, e sull'entrar del presente dei tre quarti del legale valore loro; che è quanto a dire, che con cento dollari di biglietti si potevano solamente avere venticinque dollari di conio. Quindi è ch'erano cresciuti a un di presso proporzionevolmente i prezzi delle cose al vivere necessarie; e gli abbondanzieri dell'esercito nei contratti loro dovevano, se pure volevan trovare di che incettare, a cotali prezzi uniformarsi. Spiacque al congresso la cosa, riputando ad avarizia dei cittadini quello, ch'era l'effetto delle pubbliche strettezze. Perciò da una parte, o i contratti non approvava, o ne indugiava la esecuzione. Nè ciò bastandogli, fece una provvisione, la quale non poteva necessaria od indispensabile stimarsi, poichè essa doveva, di necessità, inutile riuscire; e questa era, che si raccomandasse ai differenti Stati di determinare e stabilire con legge pubblica, non solo i prezzi de' lavorii, ma altresì quelli delle cose, le quali cadono negli usi dell'umana vita. Condiscesero i rispettivi Stati alla volontà del congresso, e con pubbliche leggi pregiarono le cose. Ne nacque, che, nascondendo i cittadini le robe loro, non si trovava più da comperare nè in sui mercati pubblici, nè altrimenti. Il campo di Fucina ne affamava. Già si temevano gli estremi danni. I soldati, nonostante l'incredibile pazienza loro, incominciavano a levarsi in capo, e si ammottinavano. Infine il congresso costretto da bella forza, fece rivocare le leggi in sui prezzi. Poterono gli abbondanzieri continuar ad eseguire le incette loro pel logorar dei soldati. Ma prima che le provvisioni arrivassero al campo, difettandosi anche sommamente di carreggio e di bestie da trainare, Washington, per ovviare ad un totale ed imminente sterminio, aveva fatto uscire alla busca il generale Greene nelle vicinanze del campo, il capitano Lee esperto, sagace ed attivissimo soldato nello Stato della Delawara e nella Marilandia, e finalmente il colonnello Tilghman nella Cesarea. Eseguirono questi sì diligentemente, e sì aspramente gli ordini del capitano generale, che, frugato ne' luoghi più riposti, trovarono e biade, e bestie da macello in sufficiente copia. Lee sopra tutti rinvenne in certe praterìe paludose della Delawara grossi branchi pronti ad esser fatti trapelare a Filadelfia, e gli fe' trottare alla volta di Fucina. In tal modo si trovò, e fu portata qualche vettovaglia da poter pascere per un tempo il campo.

Parrà forse strana cosa a taluno, che non si siano dal governo americano a buon'ora usati quei mezzi, i quali avessero potuto allontanare un tanto pericolo. Nel che si ha a sapere, che perfin nei primi tempi della guerra era stato dal congresso eletto il colonnello Trumbull, uomo di ottimo intendimento, e di molto zelo verso la repubblica, perchè soprastasse al provvedimento delle cose necessarie al vivere dei soldati. Ma o sia per la poca pratica degli affari, o perchè il governo troppo tenero in su quei principj tutta quella assistenza non gli potesse prestare ch'era del caso, la penuria era nata in mezzo all'oste; dal che ne furono spesso guasti i disegni del capitano generale, e perdute molte belle opportunità di onorate fazioni. Quando poi, verso la metà dell'anno 1777, le cose dell'uffizio del Trumbull incominciavano ad essere bene ordinate, il congresso, credendo col far dipendere maggiormente dall'autorità sua gli abbondanzieri dell'esercito, di procurare a questo maggiore abbondanza, creati prima due commissarj generali, uno sui procacci, e l'altro sulle distribuzioni, determinò, che vi fossero quattro deputati eletti dal congresso, uno preposto alle mosse ed agli accampamenti, un altro ai foraggi, un terzo alle bestie ed al carreggio, ed in ultimo un quarto all'attendare, al baraccare, al trincierare, ed agl'istromenti e materie atte a somiglianti servigj procurare. Volle altresì, che questi quattro deputati avessero da sè solo dependenza, e non dai due commissarj generali, in quanto riguardava la ritenzione dell'uffizio loro. Trumbull, al quale non piaceva tanta divisione di uffizj, e questa independenza degli impiegati dai Capi dell'azienda, rassegnò il maestrato. Non si lasciava il congresso spuntare, e persisteva nel suo proposito. Quindi l'antico ordine di cose essendo guasto, ed il nuovo non ancora stabilito, ne nacquero tutti quegl'inconvenienti, dei quali abbiamo testè fatto menzione.

Finalmente, accortosi il congresso, che ne' tempi di guerra, e massimamente negli Stati nuovi, gli uomini e gli affari militari prevalgono ai civili, e che niun modo vi era per poter fare, che l'amministrazione dell'esercito da lui ordinata, fosse dai Capi di questo abbracciata, i quali costantemente la ricusarono, si consigliò di accomodarsi alle voglie loro, e nominò il generale Greene, uomo molto di Washington, a quartier mastro generale, ed un Wadsworth, persona molto idonea, a commissario generale dei procacci con facoltà all'uno ed all'altro di far gli scambj a posta loro ai subalterni, incettatori e canovieri. Queste cose si fecero molto tardi. Epperò prima, che gli effetti dei nuovi ordini si potessero sperimentare, l'esercito andò soggetto a tutti quei mali, pe' quali la repubblica venne in sì fatta estremità; e fu ad un pelo all'ultimo termine condotta.