Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2
Part 34
Spinto Howe sempre da quella fatale necessità, la quale fu la cagione manifesta della perdita di tutta l'impresa, e per cui non avendo mai voluto volgersi su pel fiume del Nort verso il Canadà per cooperare, e congiungersi con quell'esercito, si era ostinato a portar l'armi nella Cesarea e nella Pensilvania, aveva fatto il disegno di penetrare per la prima di queste province sino alla Delawara, cacciandone del tutto Washington, e riducendo la contrada a tale stato di divozione, che la comunicazione tra l'esercito e la Nuova-Jork ne fosse libera, ed esente da ogni pericolo. Pensava egli, che o Washington avrebbe accettata la battaglia, nel qual caso nissun dubbio aveva di non rimanerne colla vittoria; ovvero si sarebbe grado grado ritirato, il che pareva più probabile; ed allora, posate le cose della Cesarea con assicurarla alle spalle, e diminuito il numero ed il coraggio dei nemici per la prosperità della vittoria, si sarebbe, sperava, ad un tratto sul ponte, che si era a questo uopo apparecchiato, potuto valicar la Delawara, ed insignorirsi affatto di Filadelfia. Il generale americano non avrebbe potuto preservar questa città senza mettersi al pericolo di una battaglia, che l'Inglese molto desiderava. Ma se gl'impedimenti da incontrarsi nella Nuova-Cesarea non si fossero potuti superare senza molto o sangue o perdita di tempo, intendeva di usar l'opera dell'armata, e di quel numero grandissimo di navi passeggiere, che si avevano in pronto alla Nuova-Jork. Per mezzo di questo navilio potevasi l'esercito trasportar per la via del mare, od alle bocche della Delawara, e di là per a Filadelfia, ovvero a quelle del golfo di Chesapeak, pel quale si aveva l'adito facile alle parti più interne della Pensilvania, e più vicine alla città stessa di Filadelfia. Nell'uno e nell'altro caso sarebbe questa venuta in poter degli Inglesi. Il che ottenutosi, si sarebbe quivi fatto la massa generale, e potuto portar la guerra nel cuore stesso delle nimichevoli province della Pensilvania, della Virginia, e della Marilandia; le quali, e per i grossi fiumi che vi corrono, e pei profondi bracci di mare, che vi penetrano, si trovavano molto esposte alle offese di un nemico tanto potente sull'armi marittime. Ma egli è evidente, che il primo scopo, al quale doveva attendere il generale inglese, quello era della distruzione dei Washingtoniani, e perciò prima di venirne al mezzo del trasporto per la via del mare volle tentar la fortuna nella Cesarea, proponendosi di usar ogni arte per astringere il nemico alla battaglia. Per la qualcosa, avendo ricevuto d'Europa le tende, ed altri arnesi necessarj al campeggiare, con alcuni aiuti, principalmente di lanzi, sul cominciar di giugno, passò egli stesso in persona sulle rive della Nuova-Cesarea, e fe' marciare tutto l'esercito a Brunswick, lasciata però una sufficiente guardia in Ambuosa. Quivi, considerata molto bene la fortezza del campo, nel quale si era Washington riparato, non si ardì assaltarlo; e perciò, dimorato ivi prima alcuni dì, e così avendo appresentato la giornata al nemico, ed avendola questo rifiutata, deliberò di far le viste di volersi incamminare alla volta della Delawara. Pensava, che l'Americano, veduto il pericolo di Filadelfia, avrebbe per seguitarlo abbandonato quel posto inespugnabile. Ma Washington, che non voleva mettersi alla stretta dei fatti d'arme, se non al sicuro, non si muoveva. Ordinava intanto, avendo veduto da queste dimostrazioni del nemico, che il disegno suo era, di continuar la guerra non contro i passi, che guidano verso il Canadà, ma sibbene nella Cesarea, venissero in suo aiuto le genti di Peek's-hill. Metteva insieme una torma di cavalleggieri sotto gli ordini del colonnello Morgan, quello stesso, che con sì smisurato valore aveva combattuto nell'assalto di Quebec, acciò pizzicasse alla sfuggita il sinistro fianco dell'esercito inglese, e gli scorrazzanti frenasse ed opprimesse Sullivan; il quale con una grossa schiera stava alle stanze di Princetown, ebbe ordine di ritirarsi a luogo più sicuro sul Rocky-hill. Ma Howe, veduto, che Washington non si lasciava pigliare a queste dimostrazioni, determinò di avviarsi in fatti, ed avvicinarsi vieppiù alla Delawara. Perciò, la mattina dei 14 di giugno, molto per tempo, tutto l'esercito britannico, lasciati duemila soldati di guardia a Brunswick, si moveva diviso in due colonne verso quel fiume. La testa della prima condotta dal Conte di Cornwallis, e che seguitava la via a dritta, arrivava allo spuntar del giorno a Sommerset-Court-House a nove miglia distante da Brunswick. La sinistra guidata dal generale de Heister giungeva nel medesimo tempo a Middlebush, Terra situata più sotto sulla strada per a Princetown. Ma Washington, che pur persisteva nel voler temporeggiare la guerra, non si lasciava aggirare. Considerava, che il nemico non si sarebbe attentato, seppure non si determinasse temerariamente, il che dell'Howe prudente e circospetto capitano non si poteva sospettare, di recarsi sino sulle rive della Delawara, e passar questo fiume, avendo un esercito nemico a combattere sull'opposta riva, ed un altro più grosso alle spalle. Era altresì cosa evidente, che se l'intendimento del generale inglese fosse stato di varcar già fin d'allora la Delawara, là sarebbe corso velocemente senza fare alcuna ristata, e non avrebbe indugiato, come fece, a mezza strada. Nè era nascoso all'Americano, che l'Inglese era camminato sin là, sciolto e spedito, lasciando a Brunswick tutta la salmerìa, i battelli ed i ponti. Bene adunque ponderate tutte queste cose, molto prudentemente giudicò Washington, che l'intenzione del nemico non era già di correre alla Delawara, ma sibbene di cavarlo dal forte campo di Middlebrook, ed in tal modo trovar occasione, od anche indurlo alla necessità di una battaglia. Laonde non fece alcun motivo, ma continuò a starsene quietamente dentro il suo alloggiamento. Solo, essendo così vicino il nemico, arringò le sue genti in ordine di battaglia sui poggi che difendevano gli alloggiamenti da fronte, e così continuaron esse tutta la seguente notte. Intanto le milizie cesariane correvano all'armi da ogni parte; e Sullivan colla sua schiera si era, marciando sulla sinistra riva del Millstone-river, avvicinato al Rariton, di maniera che e potesse ritardare con frequenti badalucchi il nemico da fronte, ed accozzarsi all'uopo col generale Washington.
Conosciuto Howe, che l'avversario non si lasciava pigliare a quei tranelli, e che le minacce a voler correre alla Delawara erano state infruttuose, volle provare, se la sembianza della paura, e della precipitosa ritirata verso Ambuosa lo potessero adescare, ed in tal modo acquistare la occasione di combattere. Per la qual cosa la notte dei 19, lasciati gli alloggiamenti, in cui già aveva incominciato ad affortificarsi, si ritirava con grandissima celerità a Brunswick, e quindi colla celerità medesima ad Ambuosa. Durante questa mossa andaron gl'Inglesi ardendo le case, o per furor soldatesco, o forse per vieppiù infiammar il nemico a seguitargli. In Ambuosa, gettato il ponte, che apparecchiato avevano pel passaggio della Delawara, sul canale che divide la terra-ferma dall'Isola degli Stati, traghettarono tosto in questa le salmerìe, e tutti gl'impedimenti più gravi. Poscia le genti stesse cominciarono a varcare, sicchè pareva che tutto l'esercito sarebbe in poco d'ora dentro di quell'isola ridotto, come se avesse perduto ogni speranza, ed abbandonato del tutto il disegno di annasar più oltre la Cesarea. A questo scaltrimento dell'Howe si lasciò Washington, nonostante la sua natura molto circospetta, ingannare. Ordinò pertanto prima ai generali Greene, Sullivan e Maxwell, seguitassero con grosse bande il nemico che indietreggiava; ma i due ultimi arrivarono troppo tardi. Morgan però co' suoi cavalleggieri lo andò infestando alla coda; e lord Stirling col colonnello Conway, lo noiarono sul sinistro fianco. Tuttavia potettero far poco frutto, marciando l'Inglese con grande circospezione, e molto grosso in sul retroguardo. Poi Washington istesso con tutto l'esercito, lasciato il suo sicuro alloggiamento de' colli di Middlebrook, volendo difendere da ogni insulto le bande mandate avanti, andò a porre il campo a Quibbletown, Terra situata sei o sette miglia più prossimamente ad Ambuosa. Lord Stirling occupò con una forte squadra il luogo detto Metuckin più sotto verso questa città. Si determinò Howe ad usar prontamente quella occasione, che astutamente aveva aperto a sè stesso. Incontanente la notte dei 25 richiamò le sue genti dall'Isola degli Stati sulla terra-ferma della Cesarea, e la mattina de' 26 marciò minaccevolmente contro gli Americani, avendo diviso il suo esercito in due schiere. Tre eran le parti del suo disegno; quello di tagliare il ritorno ai corridori dei nemici; l'altro di combattere il grosso dell'esercito loro; e finalmente l'ultimo, facendo marciare una grossa banda sulla sinistra molto celeremente, andar ad impadronirsi dei passi delle montagne, pei quali si ha la via al campo di Middlebrook, acciochè Washington non potesse più andarvi a cercar rifugio. La destra schiera guidata da Cornwallis era destinata a compir quest'ultimo fine, e perciò ella si avviava a gran passi per la via di Woodbridge alle Pianure Scozzesi. La sinistra condotta dall'Howe in persona camminava per la strada di Metuckin. Era l'intento dei capitani inglesi, che queste due schiere si congiungessero l'una coll'altra al di là di Metuckin sulla strada, che da questo luogo conduce alle Pianure Scozzesi; e che quindi di nuovo separatesi, la sinistra si voltasse rattamente contro il fianco sinistro dell'esercito americano alloggiato a Quibbletown, e la dritta nel medesimo tempo andasse ad occupar i colli posti sulla sinistra del campo di Middlebrook. Quattro battaglioni con sei bocche da fuoco alloggiavano a Bonhamtown per assicurar Ambuosa da ogni assalto improvviso. Ordinato in tal modo l'esercito inglese camminava molto celeremente non senza grande speranza della vittoria. Ma la fortuna, che voleva serbar gli Americani a miglior destino, disordinò ad un tratto il ben composto disegno dei capitani britannici. Lord Cornwallis, varcato che ebbe Woodbridge, s'incontrò in una masnada di settecento veliti, o sia corridori americani. Ne seguì un abboccamento, nel quale non indugiaron molto i repubblicani a voltar le spalle. Ma intanto il romor dell'armi, poscia le certe novelle recate dai fuggiaschi fecero avvertito Washington, che stava molto ritenuto, del vicino e gravissimo pericolo, nel quale si trovava. Si risolvette tostamente a ricuperare con celerità quello, che forse con imprudenza aveva abbandonato. Lasciato adunque tosto l'alloggiamento di Quibbletown se ne andò difilato a ripiantar di nuovo il campo a Middlebrook, dove giunto mandò senza metter tempo in mezzo grosse guardie ad assicurarsi i passi sulla sinistra, pei quali intendeva Cornwallis di penetrare sino sulle alture. Quest'intanto, sbaragliate senza fatica le prime bande di corridori che battevano le strade, s'incontrò finalmente nella schiera del Lord Stirling grossa di tre migliaia di combattenti, la quale fe' le viste di volergli contendere il passo. Aveva il capitano americano molto acconciamente ordinato le sue genti in mezzo alle selve, e protettele con molte artiglierie. Ma gl'Inglesi e gli Essiani, eccitati gli uni e gli altri da emulazione, diedero dentro con tanta furia, che ne furono tosto gli Americani disordinati, e costretti a dar luogo. Perdettero in questo fatto molti morti, feriti e prigionieri, con tre pezzi di artiglierie. Gl'Inglesi gli seguitarono sino dentro Westfield, sebbene con poco frutto per le selve, e per l'intenso calore della giornata. Lord Cornwallis, conosciuto che i passi erano diligentemente guardati, e disperatosi di poter ottenere l'intento suo, ritornò per la via di Raway ad Ambuosa. Howe medesimamente, veduto rotto, e guasto affatto il suo disegno per la subita ritirata di Washington al sicuro nido di Middlebrook, se ne tornò anch'esso in quella città. Le brigate di Scot e di Conway gli seguitarono alla seconda, e gli accompagnarono sino in sui confini, senza però offendergli in alcuna parte, perchè camminarono rannodati e cauti.
Ora i capitani britannici andavano considerando, che il voler seguitare ad osteggiar nella Cesarea, e per questa penetrare sino alla Delawara sarebbe non solo cosa inutile per l'ostinazione del nemico a non voler venirne ad una battaglia giusta, ma ancora per la fortezza de' luoghi, e per la nimistà degli abitatori, perniziosa oltre modo; perciocchè già la stagione s'inoltrava, e non v'era più tempo da perdere in ispedizioni infruttuose. Si risolvettero adunque di andar per la via del mare ad assaltar la Pensilvania (seguendo sempre quel pensiero loro di voler operare da sè, e non in congiunzione dell'esercito canadese, del quale già si avevano gli avvisi certi, avesse investito Ticonderoga; ed incerti, ma probabili, se ne fosse fatto padrone). Perciò tutto l'esercito, varcato il canale, passò nell'Isola degli Stati; e poco stante gli Americani entrarono in Ambuosa.
I grandi apparecchiamenti che si facevano dagl'Inglesi nell'Isola degli Stati, ed in tutta la provincia della Nuova-Jork pel trasporto dell'esercito per la via del mare, e l'incertezza del luogo, nel quale dovesse andare a ferire una sì grande tempesta, teneva sollevate tutte le province americane. Si temeva di Boston, del fiume del Nort, della Delawara, del Chesapeak, e perfino di Charlestown nella Carolina, dove era una considerabile canova di viveri e di munizioni. Il generale Washington stava vigilantissimo, e teneva continue e segrete pratiche coi repubblicani della Nuova-Jork, i quali giornalmente lo ragguagliavano di quanto vi si diceva e faceva; e secondochè gli avvisi o la fama portavano, che questo o quell'altro luogo avesse ad essere la meta della spedizione, mandava tostani procacci, perchè si ordinassero alle difese. Ma in questo avevano gl'Inglesi il vantaggio; perchè procedendo per la via del mare, potevano riuscir improvvisi nel proposto luogo innanzi che si fossero gli abitanti apparecchiati, od avessero le soldatesche potuto marciare in soccorso. Potevano gl'Inglesi già aver fatti notabili progressi prima, che questi arrivassero.
Ma fra tutti gli oggetti, ai quali potesse Howe tener la mira, avvisavano benissimo gli Americani, che due, siccome i principali, fossero anco i più probabili. Questi erano, o la conquista di Filadelfia, o la cooperazione pel fiume del Nort coll'esercito canadese. Quale però de' due avesse ad anteporre, non era facil cosa il definire. Perciò si stava Washington molto perplesso, e non si moveva dal suo campo di Middlebrook, dal quale poteva e sicuramente temporeggiar con gli accidenti, ed all'uopo correre con eguale prestezza a Filadelfia, od alle parti superiori dell'Hudson. In questo stato di cose una mossa dell'Howe lo persuadeva, che quest'intendesse di far la fazione d'Albania. Il navilio inglese da Princesbay, luogo poco lontano da Ambuosa, fu ridotto più in su verso la Nuova-Jork a Watering-place, e tutto l'esercito colle munizioni e le bagaglie, lasciata la costa vicina ad Ambuosa, se ne era ito ad alloggiar nella punta settentrionale dell'Isola degli Stati. Sopra che Washington, ordinato che due reggimenti di fanti ed uno di cavalleggieri rimanessero nella contrada tra Newark ed Ambuosa per difenderla contro le improvvise correrìe, se ne tornava col grosso del suo esercito nel suo campo di Morristown. Quivi era più vicino all'Hudson, e non tanto lontano da Middlebrook, che non potesse subitamente di nuovo occuparlo, quando il nemico facesse un'altra volta un impensato motivo sulla Cesarea. Spediva altresì Sullivan con una forte schiera sino a Prompton sulla via di Peek's-hill, acciocchè secondo il bisogno potesse spacciatamente recarsi a quest'ultimo luogo, o ritornare a Morristown. In questo mezzo si rinfrescava vieppiù la fama, che Burgoyne, capitano generale dell'esercito britannico sui laghi, era comparso molto grosso sotto le mura di Ticonderoga. Per la qual cosa il generale americano, sospettando viemmaggiormente della cooperazione dei due eserciti dell'Howe e del Burgoyne sulle rive dell'Hudson, ordinò tosto a Sullivan, si recasse a Peek's-hill, ed egli stesso andò ad alloggiare a Prompton, e poscia anche a Clove. Si ebbero poco poi le novelle della resa di Ticonderoga; e nel medesimo punto s'intese, che il navilio dell'Howe era venuto sino alla città della Nuova-Jork, e che anzi molti legni passeggieri già erano entrati nel fiume del Nort, e andati su sino a Dobbsferry, dove il fiume dopo di essersi notabilmente allargato, come quasi in un lago, che chiamano mare Tappan, di nuovo si ristringe. Questi tentativi giunti alla evidente opportunità dell'impresa, cancellarono quasi ogni dubbio nella mente di Washington, che l'intendimento del nemico quello fosse di far forza su per le rive dell'Hudson, e di levar i difensori di sopra quei passi per cooperar poscia coll'esercito canadese. Perciò comandava a Sullivan, che, immantinente varcato il fiume, andasse ad accamparsi dietro Peek's-hill sulla sinistra sponda di questo. Istessamente commise a lord Stirling di passare, e d'andar a congiungersi con Putnam, il quale era alla guardia delle alture, delle quali si stava in tanta gelosia. Ma, siccome le navi più grosse, ed una parte delle sottili si erano ridotte da Watering-place a Sandy-Hook verso l'aperto mare, e per alla volta della Delawara, e che il grosso dell'esercito inglese stanziava tutt'ora nell'Isola degli Stati, non istava del tutto Washington senza sospetto, che Howe fosse per imbarcarsi, ed andar sopra a Filadelfia.
In mezzo a queste incertezze, e mentre il capitano americano s'ingegnava ad ogni modo di penetrare nell'intento dell'Inglese, e questi si sforzava d'ingannarlo con vane dimostrazioni sulle rive del fiume del Nort, ecco, che pervennero le novelle di un caso, il quale, quantunque in sè stesso di poca importanza, molto però rallegrò da una parte gli Americani, e dall'altra molto rattristò gl'Inglesi. Comandava alle genti britanniche, che alloggiavano nell'Isola di Rodi, il maggior generale Prescott, il quale trovandosi dentro di un'isola, e le acque all'intorno tutte essendo corse da frequenti navilj del Re, ed avendo una soldatesca molto superiore a quella, che ne' vicini luoghi avrebbero i nemici potuto adunare, se ne viveva molto confidentemente a mala guardia. Gli Americani, che ardentemente desideravano di rappigliare pel generale Lee, deliberarono di sorprendere Prescott, e condurlo prigione sul continente. Pertanto la notte dei dieci luglio il luogotenente colonnello Barton con una masnada di quaranta soldati delle milizie rodiane molto pratiche dei luoghi, s'imbarcò sui battelli atti a pescar balene, e dopo d'aver navigato per ben dieci miglia, e schivato con mirabile destrezza le navi nemiche, che non eran poche, sbarcò sulla costa occidentale dell'Isola tra Newport e Bristol-Ferry. Di là s'avviarono rattamente, e con grandissimo silenzio all'alloggiamento di Prescott. Quivi si assicurarono con somma accortezza delle sentinelle, che custodivano la porta, ed un ajutante di campo entrato a gitto nella camera, dove il generale dormiva quietamente, lo arrestò. Poscia senza nemmen dargli tempo si vestisse, lo condussero con eguali segretezza e felicità a salvamento alle terre loro. Gli Americani ne fecero gran festa, perchè speravano di poterlo scambiare con Lee. Prescott ne sentì grandissimo cordoglio; poichè da poco tempo era stato liberato dalle mani degli Americani per mezzo degli scambj, dacch'era venuto in potestà loro nella guerra canadese. Oltreacciò aveva egli poco tempo prima con insolenza barbara posto un taglione addosso al generale Arnold, come se questi stato fosse un ladro od un assassino. Del che Arnold, si era rappigliato col porre addosso a Prescott un taglione minore del suo. Il congresso rendè molte grazie a Barton, e lo presentò con una spada.
Intanto la grandezza degli apparati, che si facevano dall'Howe per fornir l'armata, ed alcune mosse di questa accrescevano nella mente del generale americano il sospetto, che quello che dapprima aveva creduto, fosse il primo scopo dell'Inglese, cioè il campeggiar le contrade dell'Hudson, non fosse altro che una vana dimostrazione. Grado grado si accostava vieppiù all'opinione, che il vero intento suo fosse d'imbarcarsi, e d'andare per la via del mare a percuotere la città di Filadelfia, sedia e capo di tutta la lega. Perciò si ritirava appoco appoco da Clove, e spartiva il suo esercito in molte bande spedite, acciocchè potessero con più facilità correre in aiuto dei luoghi assaltati. Pregava il congresso, adunasse spacciatamente le milizie della Pensilvania, e quelle delle basse contee della Delawara, le prime a Chester e le seconde a Wilmington. Instava, che si ponessero le vedette sopra i capi della Delawara per sopravvedere i mari, spiare e prontamente avvisare l'arrivo del nemico. Ricercava il governatore della Nuova-Cesarea, facesse correre alle insegne le milizie dei distretti vicini a quel fiume; e che facessero capo grosso a Gloucester, piccola Terra situata sulla sinistra riva poco sotto a Filadelfia.
Nonostante tutta la diligenza che usavano i fratelli Howe nei preparamenti del tragitto, e l'opera assidua delle ciurme di più di trecento navi, si penò molto a fornire le cose necessarie, sicchè l'armata coll'esercito a bordo non potette salpare da Sandy-Hook, se non il giorno 23 di luglio. S'imbarcarono a questa spedizione trentasei battaglioni tra Inglesi ed Essiani, inclusi i fanti leggieri, i granatieri, una banda di Jorchesi nominata i corridori della Regina, ed un colonnello di cavalleggieri. Seguiva un acconcio fornimento di artiglierie. Sette battaglioni con un colonnello di cavalleggieri, e le rimanenti bande paesane continuarono a stanziare nella Nuova-Jork per la difesa della provincia. Altrettanti ne furono lasciati nell'Isola di Rodi. Fu scritto, che Howe avesse in animo d'imbarcar più genti; ma che avendo Clinton, che, partito Howe, doveva rimanere in grado supremo di dignità, dimostrato il pericolo, che si correva per la debolezza delle guernigioni, per la vastità dei luoghi, e per la frequenza dei porti, abbia consentito a lasciar indietro sì gran numero di soldati. Così l'Inghilterra per errore o dei ministri o dei capitani, invece di una grossa e poderosa oste, aveva in America tre eserciti minori, da ciascuno dei quali non si poteva sperare la vittoria certa; uno nel Canadà, un altro nell'Isole della Nuova-Jork, e di Rodi, ed un terzo, che viaggiava sulle navi alla volta di Filadelfia. Ma forse credettero essi, che in un paese, come quello era in cui si guerreggiava, interrotto sì frequentemente da laghi, da fiumi, da selve e da ogni sorta di luoghi difficili e forti, dovesse riuscir più efficace l'opera di tre eserciti pronti e spediti, che non quella di un più grosso, e per conseguente più impedito dalla moltitudine delle salmerìe. La quale escusazione sarebbe per avventura accettabile, se i capitani britannici invece di giocare, come si suol dire, allo sbaraglino, ed operar, come fecero, alla spartita, avessero, congiungendo i consiglj loro, l'uno aiutato l'altro, ed unitamente a qualche grande e comune impresa fossero concorsi. Quale di questo sia la verità, i progressi che faceva grandi verso le fonti dell'Hudson l'esercito del Burgoyne, il timore dei futuri assalti dell'Howe, e l'incertezza del luogo, dov'egli avesse a ferire, tenevano sospesi ed in grandissima apprensione gli animi di tutti sul continente americano. Si aspettavano le battaglie, che ognuno riputava, dovessero riuscire altrettanto aspre e sanguinose, quanto importanti e decisive.
FINE DEL VOLUME SECONDO
TAVOLA DELLE COSE CONTENUTE NEL TOMO SECONDO
LIBRO QUINTO _pag._ 3