Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2

Part 33

Chapter 333,440 wordsPublic domain

Le cose intanto continuarono nel medesimo stato tutto l'inverno, e la maggior parte della primavera. Seguivano però spesse scaramucce tra le due parti, le quali altro effetto non partorivano, che quello di tribolare ed istancar l'esercito britannico, e di dar nuovo coraggio agli Americani. Erano, siccome abbiam detto, le genti del Re ristrette nelle due Terre di Brunswick e di Ambuosa, donde poco s'ardivano di saltar fuori, e non potevano non che buscare alla scapestrata, foraggiare senza pericolo. Perchè non solo la gente assoldata di Washington, ma gli abitatori stessi della Cesarea a grandissima rabbia commossi dalle enormità commesse, principalmente dagli Essiani, e parte anche dagl'Inglesi, prese le armi, saltavan fuori dalle case loro e dai luoghi opportuni alle insidie, e le bande scorrazzanti con subiti assalti opprimevano. Quei, che non potevano portar le armi, facevan l'uffizio di spie, di maniera, che appena, i regj incominciato avessero una mossa, i repubblicani n'erano informati, e si apparecchiavano a sturbarla. Questo tanto cambiamento nell'animo dei Cesariani, i quali, subito dopo le fazioni della Nuova-Jork, dimostrati si erano favorevoli alle armi del Re, debbesi alla barbara ferità, colla quale i soldati del Re la guerra esercitavano, intieramente riputare. Si levò in America un romor universale contro le crudeltà, gli ammazzamenti, i ratti, le rapine del distruggitore esercito; le quali se convien credere, siano state esagerate, forza è pur confessare, siano state la gran parte vere. Questi Essiani naturalmente feroci, per niente avvisantisi nè di umanità, nè di non umanità, nissun modo conoscendo, che violento non fosse, nè altra sorta di guerra, che quella di ridur tosto col maggior possibil danno sì pubblico che privato il nemico a divozione, non mettevano nissun freno alle voglie loro, nè nissun fine alle devastazioni. Fu scritto da alcuni, che fosse nata tra questa gente zotica una opinione, che quelle terre che in America conquistassero, avessero a diventar loro proprie, e perciò riputassero i possessori di queste, come naturali nemici loro, che bisognasse spegnere ad ogni modo. Ma che trovandosi poscia ingannati della opinione loro, venissero in sul saccheggiare ed abbottinare a guerra rotta le cose mobili. E si disse ancora, che questi uomini trauzeschi con tanta ingordigia in ciò si adoperassero, che finalmente ne diventasser sì ingombri di preda, che fossero male atti alle fazioni militari. Questo desiderio del predare accrescevano vieppiù gli Americani cogl'improperj contro gli Essiani. Avvezzi alla libertà detestavano, ed abborrivano quest'imbestiati mercenarj, i quali non contenti, dicevano, di sopportare il dispotismo in casa loro, si facevano ancora per pochi denari gl'istromenti della tirannide in casa altrui, venivano a tramescolarsi in una domestica querela, dove non avevano interesse di sorta alcuna; che avevan lasciate le case loro nel vecchio mondo per venir a far beccheria nel nuovo di un popolo innocente e generoso, il quale non aveva fatto loro ingiuria alcuna; che anzi aveva ricevuto in luogo di asilo, e confortato ospitalmente una moltitudine degli antenati loro, che fuggivano una tirannide simile a quella, che ora vorrebbon essi nell'America stabilire. A queste parole i Tedeschi si accanivano vieppiù, e dimostravan coi fatti la rabbia loro. Era un aspetto terribilissimo e crudelissimo a vedere quella campagna fertilissima abbruciata e danneggiata in ogni suo bene. Amici e nemici, repubblicani e reali, tutti erano vittime di tanto furore. Sverginate le donzelle, svergognate le spose nelle case, e sotto gli occhi dei padri e dei mariti loro. Molte fuggivano spaventate nelle selve. Ma nemmen là potevan trovare rifugio contro la bestiale lussuria dei barbari imperversati, che con ogni diligenza le ricercavano. Le case arse o distrutte, i bestiami o rapiti, o uccisi; ogni cosa disterminata. Il generale essiano de Heister non che comportasse tant'enormità a' suoi soldati, dava loro la briglia in sul collo; ed il generale inglese avrebbe voluto, ma non poteva frenarle. Erano questi Essiani altrettanto numerosi, quanto gl'Inglesi medesimi, e non si volevan disgustare. Quindi questa peste pel malo esempio, e per l'impunità si appiccò alle genti britanniche, sicchè facevano a gara colle tedesche nel rubare, rapire, violare, ardere, e guastare. La Nuova-Cesarea ne fu sperperata in fondo. L'America fu riempita di querele, e la fama di tante ingiurie si sparse per tutta l'Europa con gran carico dell'Inghilterra. I popoli si raccapricciarono; particolarmente i Francesi mansueti di natura, nemici agl'Inglesi, favorevoli agli Americani. Dappertutto si diceva, essere rinati in America per opera del governo inglese il gotico furore e la settentrionale barbarie. Ma tanta immanità ritornò in capo, e riuscì ancor più pregiudiziale agli autori, che non ai sofferitori. Gli amici in America diventaron nemici, ed i nemici di maggior odio e desiderio di vendetta si riempirono. I popoli correvano all'armi più unitamente, e più volonterosamente per cacciar dalle terre loro, come dicevano, quegli efferati ladroni. Così l'enormità dell'esercito del Re egual danno, e forse maggiore arrecarono alla causa britannica, che non le armi stesse di Washington e le risoluzioni del congresso.

Ma questa smania del far suo quello d'altrui aveva anche contaminato l'esercito americano. Mandavansi a ruba le case, e le proprietà dei miseri Cesariani sotto pretesto, che fossero leali. Soldati ed uffiziali in questa brutta usanza si esercitavano. Così gli saccheggiavano gli Essiani e gl'Inglesi, allegando, fossero ribelli; gli depredavano gli Americani affermando, fossero leali. Sì oltre procedette la cosa, che Washington, al quale queste cose infinitamente cuocevano, fu costretto per raffrenare l'insolenza de' suoi e temperare un tanto furore, a pubblicar un bando, le più severe pene minacciando ai commettitori di tante mostruosità.

In questo mezzo i leali facevano vista di voler far novità nelle Contee di Sommerset, e Worcester in su quel della Marilandia, ed in quella di Sussex nello Stato della Delawara, siccome pure in su quel d'Albania e nella contrada dei Moacchi. Vi si mandaron le soldatesche per fargli stare in cervello. Il congresso decretò, si sostenessero, e si confinassero a luoghi sicuri i sospetti. In questo tempo il generale Heath, il quale stava alla guardia delle alture della Nuova-Jork, tentò il Forte Independenza situato nelle vicinanze di Kingsbridge. Ma quei che lo guardavano, risposero audacemente, e si preparavano alle difese. Gli Americani disperando di far frutto per assalto, abbandonata l'impresa, se ne ritornarono a luoghi alti e forti.

Non facendo sul principio di quest'anno Howe nissun moto, che potesse dar sospetto agli Americani, ch'ei volesse di breve uscir a campo, deliberò Washington di usar la presente quiete per liberar dal vaiuolo i suoi, peste sì terribile a quei popoli. Era stato di questo malore talmente afflitto l'esercito settentrionale nel varcato anno, che non altro, se non se gli ostacoli incontrati sui laghi avevano impedito, che l'esercito inglese non venisse sopra il fiume del Nort. Temevasi nel presente di una simile calamità per l'esercito del mezzo. Deliberò Washington di sottomettere tutte le sue genti, e tutti quegli aiuti, che da varie parti gli pervenivano, ad un generale annestamento del vaiuolo. La cosa fu con tanta prudenza condotta nel campo, che niuna occasione fu offerta al nemico di poter far danno. Si ordinò nel medesimo tempo ai medici dell'ospedale di Filadelfia, innestassero grado grado tutti quei soldati, che dalle province meridionali erano inviati al campo, e che venivano a far capo grosso in quella città. Negli altri luoghi di posata le istesse cautele si usavano, in guisa che si ebbe ottenuto per le vicine fazioni un esercito esente da un male, che di gravissimi pericoli poteva diventar cagione. Da quest'esempio delle soldatesche nacque un insigne benefizio a tutte quelle popolazioni; perchè imitandolo generalmente, pochi furono coloro, che non usassero l'innesto, e appoco appoco i popoli diventarono esenti da tal malattia.

Frattanto essendo già trascorsa la stagione sino più oltre di mezzo marzo, e non potendo Howe uscir ancora a guerra campale per la mancanza delle tende, e di altre bagaglie, che aspettava dall'Inghilterra, deliberò di tentare almeno qualche spedizione, che potesse riuscire di notabil danno al nemico. Avevano gli Americani durante l'inverno fatto una molto considerabil massa di vettovaglie, di strami e di munizioni di ogni sorta in quell'alta e montagnosa contrada chiamata Courtland-Manor. La fortezza del luogo, la vicinità del fiume del Nort, l'opportunità di poter ricevere dalle occidentali province tutte quelle cose, che là inviate si sarebbero, e la facilità di farle pervenire all'esercito cesariano, avevano persuaso ai Capi americani a fare su di quelle alture la generale riposta. Giace poi più sotto sul fiume del Nort, distante a cinquanta miglia dalla Nuova-Jork, una piccola Terra chiamata Peek's-hill, la quale serviva di porto per ricevere le provvisioni, e rimandarle all'esercito. Ma siccome assalire ad un tratto tutto il Courtland-Manor era impresa, se non impossibile, molto difficile, essendo il luogo fortissimo e ben custodito, così il Capitano britannico si determinò a fare soltanto la fazione di Peek's-hill. Si avviarono gl'Inglesi a quella volta per la via del fiume. Tostochè ebbero gli Americani le novelle dell'avvicinarsi del nemico, stimandosi inabili al resistere, e non isperando per la brevità del tempo rimuover le munizioni, posto fuoco alle baracche ed ai magazzini, si ritirarono. Giunti gl'Inglesi sbarcarono. Il danno fu grande; ma non tanto, quanto se l'erano gl'Inglesi dati a credere, maggiore però di quanto pubblicassero gli avversarj.

Un'altra somigliante fazione fu fatta dagl'Inglesi alcuni giorni dopo sulle terre del Connecticut. Avevan gli Americani una gran riposta di bagaglie e di munizioni a Danbury, grosso borgo del Connecticut nella contea di Fairfield. Fu commessa la cura di andar a guastarle al generale Tryon. Oltre la distruzione delle provvisioni, speravasi che i leali sarebbero accorsi a congiungersi coi soldati del Re. In questo era Tryon confidentissimo, siccome quegli, che prestava gran fede alle parole dei fuorusciti, pronti sempre a credere quello, che desiderano. La sera dei venzette aprile una banda di duemila soldati, passato il Sound, sbarcò, dopo tramontato il sole, sulla costa del Connecticut tra Fairfield e Norwalk. E senza metter tempo in mezzo, s'avviò a Danbury, dove arrivò l'indomani. Il colonnello Huntingdon, che vi era di presidio con pochi soldati, veduto il nemico vicino, si ritirò in su ai luoghi forti. Gl'Inglesi non avendo carreggio da trasportar le munizioni, le guastarono. Fu gravissimo il danno, massimamente per la perdita di parecchie centinaia di tende, delle quali stava l'esercito americano in gran bisogno, perdita tanto più grave, che mancavano negli Stati Uniti le materie atte a poterle rifare. I leali non fiatarono.

Ma intanto la contrada si era levata a romore. Già le milizie, dimostrando volontà e fede verso la repubblica, si erano aggreggiate a Reading sotto le insegne del congresso. Arnold, che per caso si trovava nelle vicinanze occupato nella bisogna dell'arrolare, udito il romore dell'armi, del quale tanto si dilettava, seguendo quel suo smisurato ardire, era corso a congiungersi coi compagni a Reading. Il generale Wooster, il quale dagli stipendj del congresso si era condotto, come brigadier generale delle milizie, a quei dello Stato del Connecticut, arrivò da un'altra parte con molte genti. Tutti ardevano di desiderio di venirne alle mani col nemico. Gl'Inglesi, veduto il pericolo, si ritirarono a gran passo per la via di Ridgefield. Gli Americani determinarono di opprimergli, prima che nuovi rinforzi ricevessero. Wooster molestava agramente, usando l'opportunità dei luoghi, il retroguardo inglese, quantunque i capitani colle minute artiglierie si difendessero valorosamente, e si fiancheggiassero con numerose torme di corridori. Ma finalmente l'Americano, combattendo, piuttosto con temerità giovanile, che con senil prudenza (era egli nell'età di settant'anni) fu ferito mortalmente, e portato fuori del campo, dove poco distante morì con quella costanza istessa, colla quale era vissuto. I suoi, conosciuto il caso del capitano, si disbandarono. Ma in questo mezzo era arrivato Arnold a Ridgefield, dove affortificatosi con barricate e terrapieni ordinava i suoi alla battaglia. Arrivarono gl'Inglesi, e ne seguì un feroce affronto, che durò assai tempo. I regj saliti di forza sui dirupi fulminavano gli Americani per fianco. Si disordinarono questi, e mal grado tutti gli sforzi di Arnold per rannodargli, si ritirarono alla spezzata a Pangatuck, distante a tre miglia da Norwalk. Gl'Inglesi impadronitisi di Ridgefield vi pernottarono, e l'indomani mattina, arse prima alcune case, ricominciarono a ritrarsi, camminando verso il Sound. Furono di nuovo incontrati dall'Arnold, il quale aveva raccozzate nuove genti con alcune artiglierie. Succedevano leggieri e continue avvisaglie dall'una all'altra riva, ed una più grossa al ponte del fiume Sagatuck. Ma finalmente gl'Inglesi superiori di numero e di disciplina, superati gli ostacoli, arrivarono al luogo dove le navi gli aspettavano, ed ivi non senza però gravi difficoltà e nuove battaglie s'imbarcarono. Il congresso fece rizzare un monumento a Wooster, e presentò a molto onore Arnold con un cavallo acconciamente bardato.

Questa spedizione con tanto apparato fatta non francò la spesa. Le provvisioni distrutte, se si eccettuano le tende, non importarono gran cosa; e l'arsione delle case di Danbury e di Ridgefield in un coll'altre bestialità commesse dai regj eccitò a maggior rabbia quei popoli già di per sè stessi molto ostinati ed ardenti. Si conobbe eziandio, quanto fossero vane le speranze, che Tryon aveva poste negli aiuti dei leali. Poichè da parte nissuna si romoreggiò a favor degli Inglesi; per lo contrario i popoli si levarono a calca, e corsero contro gli assalitori.

Questa medesima fazione degli Inglesi diè origine ad un'altra piena di molta audacia posta ad effetto dai Connecticuttesi. Avevano questi avuto notizia, che un abbondanziere inglese, aveva fatto accolta di munizioni sì da guerra, che da bocca, e specialmente di biade in un piccolo porto chiamato Sagg-Harbour nell'Isola-Lunga, dove stavano a guardia pochi fanti, ed un giunco armato di dodici cannoni. Ma ciò nonostante gli Inglesi stavano a molta sicurezza, perchè tenendo un frequente navilio nel Sound, non avrebbero potuto recarsi nell'animo, che gli Americani sarebbero stati sì arditi a volerlo varcare per andar sopra all'Isola-Lunga. Ma la difficoltà dell'impresa non potè tanto raffrenare quegli uomini arrisicati, che non tentassero di sorprendere a Sagg-Harbour con un'improvvisa e subita correria il nemico. A questo fine il colonnello Meigs, uno degli audaci compagni d'Arnold nella spedizione del Canadà, superati con incredibile prestezza tutti gli ostacoli del tragitto, arrivò prima del dì nel luogo delle canove; e, nonostante la resistenza della guardia e delle ciurme, arse molti legni, ed ogni cosa distrusse di quelle che stavano sulla marina. Ottenuto l'intento se ne ritornò a man salva a Guilford nel Connecticut, conducendo seco non pochi prigioni. Si portarono gli Americani in questo fatto molto umanamente, astenendosi dal sacco delle proprietà private, ed avendo anzi ai prigionieri tutte le robe restituite.

Mentre queste cose si facevano, cominciando omai il verno a indolcire, si avvicinava la stagione del poter osteggiar alla campagna, e nissuno dubitava, nel presente anno non avrebbero gl'Inglesi lasciato indietro cosa alcuna per ridur la guerra ad una finale conclusione. Un grosso esercito stava pronto ad assalire le province americane dalla parte del Canadà, ed un altro ancor più grosso instava contro quelle del miluogo. Tutti stavano in grandissima aspettazione delle future cose. Se i capitani inglesi avessero potuto uscir a campo, tostochè la stagione avesse svernato, certo è, che avrebbero fatto grandissimo frutto. L'esercito di Washington si trovava nella primavera tuttavia molto debole; poichè, quantunque alcuni fra coloro, i quali avevano compiute le ferme, pregati dai generali, e temendo della totale rovina della patria, quando l'esercito già debole abbandonassero, fossero rimasti, i più, inabili a sopportare in mezzo ai campi i rigori del verno, se n'erano alle case loro ritornati. La bisogna poi dell'arrolare per tutto il termine della guerra, od almeno per tre anni, procedeva molto lentamente, nonostanti i promessi vantaggi, ostandovi la natura di quei popoli, nemici naturalmente di ogni soggezione, ed amantissimi della personale libertà. Il trarre poi per sorte dalle bande paesane i soldati d'ordinanza, il che era l'ultimo rimedio, era riputata cosa, siccome nuova, così piena di molto pericolo. Nè si poteva l'esercito della Nuova-Cesarea rinforzare col far venir dalle province della Nuova-Inghilterra, le quali abbondavano d'uomini valorosi e pugnaci, nuovi aiuti, temendosi di Ticonderoga, del fiume del Nort, e della città stessa di Boston, dove una moltitudine di armatori americani ridotta si era colle prede, e contro la quale l'antico odio conservavano gl'Inglesi. Davano anche sospetto le genti britanniche, che stanziavano nell'Isola di Rodi, le quali potevano assalire il Massacciusset di fianco, e correre vittoriosamente le vicine province. Tanta era la necessità e la difficoltà, in cui si trovavano a quei dì gli Americani di far gente, che diedero la libertà a servi, cosa, alla quale prima grandemente ripugnate avevano, e pigliarono ai soldi i novizj dei mestieri. In tal modo si travagliava nell'inverno e nell'entrante primavera. Cominciando poi a spirare verso il finir di maggio l'aria più propizia, correvano gli Americani all'armi volonterosamente, e Washington ogni dì acquistava nuove forze. Perdettero adunque gl'Inglesi l'occasione di una facile vittoria, forse, come fu scritto, pel ritardo delle tende, ed allora ricominciarono la guerra, quando dovevano trovare più duro incontro. Ignorava Washington; quali avessero ad essere i disegni di Howe sul modo di fare la vicina guerra, e stava in molta apprensione, a quali parti fosse il suo avversario per volger le armi. Temevasi, che, rinnovata la guerra nella Nuova-Cesarea, si avviasse alla volta della Delawara; la quale valicata su di un ponte, che sapevasi essere stato a quest'uopo costrutto, s'impadronisse della città di Filadelfia. Dubitavasi eziandio molto, e quest'era la credenza di Washington, che il generale inglese si avvierebbe verso le parti superiori della provincia della Nuova-Jork, montando a ritroso pel fiume del Nort a fine di cooperar coll'esercito inglese del Canadà, il quale doveva nel medesimo tempo far impeto contro Ticonderoga; e, superata questa, venire a congiungersi nelle vicinanze di Albanìa con quello dell'Howe. Di questa mossa altrettanto più si doveva temere, che, oltre l'opportunità sua, sapevasi di certo, che già fin dall'anno passato aveva Howe ricevute istruzioni dai ministri di doverla eseguire; dalla quale però le sue vittorie dal canto della Nuova-Cesarea, ed il desiderio nato colla speranza di poter da sè solo porre un pronto fine alla guerra, l'avevano distratto. In tanta incertezza sulle operazioni future dell'inimico, Washington, avendo ricevuto i rinforzi, si determinò a pigliar tali posti, che fossero egualmente opportuni per potergli contrastare, sia che quegli s'incamminasse ad Albanìa, ossiachè si volgesse per la Cesarea alla volta di Filadelfia. Adunque le bande, che appartenevano alle province settentrionali, furon fatte alloggiare parte a Ticonderoga, e parte a Peek's-hill, quelle delle province di mezzo, e delle meridionali sino alla Carolina del Nort, nella Nuova-Cesarea, lasciandone alcune poche per la guardia delle province più occidentali. In tal modo, se l'Howe si avviava a Filadelfia, avrebbe trovato da fronte tutte le forze adunate nella Cesarea, e di più quelle di Peek's-hill, le quali sarebbero scese a tribolarlo sul destro suo fianco. Se quegli poi si fosse volto ad Albanìa, le genti di Peek's-hill avrebbero difeso i passi da fronte, e sarebbero rattamente venute in soccorso loro quelle della Cesarea, le quali avrebbero anche potuto molestare sul suo fianco sinistro il nemico sulle rive del fiume del Nort. Se per lo contrario l'esercito inglese del Canadà fosse venuto per la via del mare a congiungersi con quello dell'Howe sulle spiagge della Cesarea, potevano le genti di Peek's-hill ad un tratto congiungersi colle restanti in questa stessa provincia, e fare in tal modo un'oste gagliarda per difendere Filadelfia. Ma finalmente, se l'esercito del Canadà puntasse contro Ticonderoga, le bande di Peek's-hill avrebbero potuto correre in aiuto di quelle, che già avevano in cura di difendere quella Fortezza. Ma siccome troppo più grande, di quanto si sarebbe potuto pensare, si era l'importanza di conservare in poter della lega la città di Filadelfia, così determinò il congresso, si ponesse un campo sulla riva occidentale della Delawara, sia perchè là andassero a rannodarsi tutte le leve, che venivano dalle province australi ed occidentali, e sia perchè servir potesse alle riscosse. Quivi anche dovevano concorrere tutte le bande paesane della Pensilvania, confortate da alcuni reggimenti di stanziali. Si fece Capo di quest'esercito Arnold, il quale si trovava a quei dì in Filadelfia. Fatte tutte queste cose, Washington levatosi dal campo di Morristown andò il dì 28 maggio a pigliar con tutto l'esercito gli alloggiamenti a Middlebrook a poche miglia distante da Brunswick sulla sinistra riva del Rariton in una contrada difficile e montagnosa, dove non poteva essere sforzato. Quivi attendeva a fortificarsi maggiormente, ed in pochi dì questo nuovo campo diventò non che forte, pressochè inespugnabile. Aveva da fronte alcune creste di monti ed il fiume Rariton, che colle sue giravolte lo proteggeva. Alle spalle poi, e da fianco luoghi alpestri e sicuri. Signoreggiava ancora tutto il paese da Brunswick sino ad Ambuosa, dimodochè potevano gli Americani discoprir tosto qualunque mossa, che gl'Inglesi si facessero. Erano in questo mentre nell'esercito americano, inclusi i Caroliniani del Nort e le milizie della Cesarea, quindici migliaia di soldati, od in quel torno, tra i quali però si contavano molto servidorame, ed alcune bande indisciplinate.