Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2

Part 30

Chapter 303,248 wordsPublic domain

In questo tempo stava la fortuna americana in sul crollo della bilancia, ed il minimo caso sinistro avrebbe bastato a farle avere il trabocco. Di questo più si doveva temere, che sperar del contrario. Due grosse province la Nuova-Jork e l'Isola di Rodi erano già venute tutte intiere, siccome pure la più grande e la miglior parte della Cesarea, in mano dell'esercito vincitore. E sebbene le armi anch'esse vittoriose di Carleton avessero arrestato il corso loro sotto le mura di Ticonderoga, poca speranza si poteva avere, che, fatto un nuovo sforzo nella primavera, non s'impadronissero di questa Fortezza, ed arrivate sulle sponde del fiume del Nort non si congiungessero coll'esercito della Nuova-Jork. Nè potevasi ragionevolmente aspettare, che Washington, inferiore di forze egli stesso al suo avversario, fosse in condizione di poter rimandar all'esercito canadese quelle genti, che per la tregua nata sui laghi erano venute a trovarlo sulla Delawara. L'esercito suo poi, quantunque, come abbiam veduto, fosse stato ingrossato per alcuni aiuti, non era però con quello del nemico a gran pezza da paragonarsi nè pel numero, nè pell'ardire, nè per la disciplina dei combattenti, nè per la quantità delle provvisioni d'ogni maniera, nè per la qualità dell'armi. Sottentrava poi anche quella peste dell'esercito americano, vogliam dire il finir delle ferme dei soldati, che minacciava una prossima e quasi totale dissoluzione. Nè non dava molta molestia ai Capi il pensare alla prontezza, colla quale i popoli delle province sottomesse, e principalmente quelli della Nuova-Jork, si apparecchiavano a mutar fede, e correvano ai perdoni. Alcuni si arrolavano eziandio sotto le insegne reali, e sembrava, volessero alla civil guerra inglese arrogere la civil guerra americana. E siccome erano dati loro i perdoni, e ricevuti in grazia, così temevasi, che l'esempio loro avesse a riuscir pernizioso anche per le altre province, e che si destassero dappertutto maligni umori. Si sapeva, che in ciò si esercitava vivamente il governatore Tryon, il quale a bella posta stato era nominato Brigadier generale, e già aveva fatto grandissimi frutti. Per lo contrario la bisogna dello arrolare andava molto lenta dalla parte degli Americani; e di più molti disertori assottigliavano di dì in dì l'esercito già di per sè stesso tanto debole. A tutti questi mali augurj si aggiungeva un altro peggiore, e questo era, che i biglietti di credito incominciavano a scapitare; e siccome quasi niun'altra sorgente d'entrata pubblica si aveva fuori di questa, non osando il governo, tuttavia troppo tenero in quei principj, por mano alle tasse di moneta, e quando osato l'avesse, non potendo tali tasse, se non accrescere il male, aumentando il discredito dei biglietti, si temeva, che fosse per mancar di breve quel nervo principale delle guerre, la pecunia. Il gittar poi nuovi biglietti gli avrebbe certamente fatti cadere in maggior bassanza. Eppure astenersi dal gittarne, pei bisogni dello Stato ognor crescenti, non potevano. Nè vi mancavan di quelli, i quali non che gli ricevessero a perdita, non gli volevan ricevere del tutto. Adunque un presente tempo pericoloso, ed un futuro pericolosissimo si appresentava alla mente degli Americani. Si temeva da tutti, e si diceva da molti, che l'ora dello spegnimento dell'independenza fosse vicina a quella del suo nascimento. Parecchj ancora forte, ed apertamente biasimavano il congresso per aver chiarito l'independenza, ed in tal modo chiusa la via ad ogni onorevole accordo. Perciocchè se prima della dichiarazione si poteva compor con onore, dopo non si poteva se non con vergogna, e senza che diventassero gli Americani la favola del mondo.

In mezzo a tante e così gravi difficoltà il congresso non si perdette d'animo, e deliberò di mostrare il viso alla fortuna. Non che facesse vista di disperarsi, maggior fiducia dimostrava; ed in tanta depressione di cose nissun dubbio pareva, ammettesse sul finale esito dell'impresa. Conosceva egli, che buono studio vince rea fortuna. I membri suoi risguardando alla gloria anteponevano la pericolosa guerra alla pericolosa pace. E pel modo, col quale sostennero l'impeto dell'avversa fortuna, allorquando parevano le cose loro vicine all'ultima rovina, fecero sì, che il nome loro dovesse fiorire per la lode singolare di aver poste le fondamenta ad un nuovo Stato. Si maravigliavano le genti per ogni dove a tanta costanza; e se prima, allorquando i prosperevoli venti parevano volere questa americana nave nel sicuro porto spinger di breve, la sapienza dei piloti lodavan esse universalmente, ora essendo la medesima da una feroce burrasca sbattuta e quasi sommersa, l'ardire e la magnanimità loro ed ammiravano grandemente, e con efficacissime parole magnificavano. Cresceva in proporzione negli animi europei le benevolenza verso gli Americani, siccome l'odio contro l'Inghilterra, per voler essa soggettare, ed ai termini della servitù ridurre popoli sì generosi. Tanto o per ambizione si dilettano gli uomini degli sforzi, che fanno i deboli contro i potenti, o per commiserazione amano quelli, che fanno gli uomini generosi contro l'avversa fortuna. Quest'erano le americane afflizioni e virtù, allorquando, depresse le cose della repubblica, non appariva scintilla alcuna di lume propinquo.

Già raccontato abbiamo, quali siano state le risoluzioni del congresso a fine d'ingrossar con nuove leve l'esercito, e per allontanare il pericolo della brevità delle ferme, siccome pure per far correre all'armi le bande paesane. Intanto, come se presente non fosse, o non incalzasse così vicino un possente nemico, piacque al congresso di andar considerando alcuni articoli di confederazione e di perpetua unione tra gli Stati, acciocchè ognuno di questi venisse a conoscere, e l'autorità propria al di dentro, ed i suoi rispetti verso gli altri, e quali fossero nel capo della lega, cioè nel congresso medesimo le facoltà a reggere e governare il tutto. Furon essi articoli vinti nella tornata del congresso dei quattro ottobre, ed inviati spacciatamente per l'approvazione alle assemblee di ciascun Stato. I principali erano i seguenti:

Che i tredici Stati si confederassero insieme sotto il nome _degli Stati Uniti d'America_;

Che si obbligasser tutti, e ciascheduno alla comune difesa, e per le libertà loro mantenere;

Che ad ogni Stato particolare fosse conservata la facoltà di regolar le cose del suo governo interiore in tutto ciò, che non fosse contrario agli articoli della confederazione;

Che nissuno Stato particolare potesse nè mandare, nè ricevere ambascierie, nè negoziare, nè far trattati, nè romper la guerra (eccettuati i casi di repentino assalto) con alcuno re, principe, o potentato qualsivoglia senza il consentimento degli Stati Uniti;

Che nissuno, che tenesse o maestrato, o uffizio, o commissione qualsivogliano dagli Stati Uniti, o da qualcuno di essi, ricever potesse, nè presenti, nè paghe, nè uffizj, nè titoli di niuna sorta da alcun re, principe, o potentato forestiero;

Che non potesse niuna assemblea conferir titoli di nobiltà;

Che nissuno Stato potesse fare alleanze, o trattati qualsivogliano con un altro senza il consenso di tutti;

Che ciascuno Stato particolare potesse sia in pace, che in guerra quel numero di navi da guerra, o di soldatesche tenere, e non più di quanto dall'assemblea di tutti gli Stati stabilito fosse;

Che vi dovesse essere un tesoro generale ad uso della lega da riempirsi dalle rate particolari di ciascuno Stato, le quali determinar si dovessero all'avvenante del numero degli abitatori di ogni età, sesso ed ordine, eccettuati però gl'Indiani;

Che ogni anno il primo lunedì di novembre si convocasse a Filadelfia un congresso generale dei deputati di tutti gli Stati, al quale tutte quelle facoltà concedute fossero, che ai reggitori supremi delle nazioni si appartengono. E di tutte queste fu fatta una diligente enumerazione;

Che gl'impiegati, che tirassero o stipendio, o salario, o emolumenti di qualsivoglia natura si fossero, avessero divieto dal congresso;

Che vi fosse un Consiglio di Stato composto di un deputato per ciascuno Stato da eleggersi ogni anno dai suoi colleghi dello Stato medesimo, e nel caso che questi non si accordassero, dalla generale assemblea;

Che ciascuno Stato rendesse un solo suffragio;

Che il Consiglio di Stato avesse, e duranti le tornate, ed a' tempi delle vacanze della generale assemblea, la facoltà di governare gli affari generali della lega, consistendo però sempre nei limiti prescritti dalle leggi, e particolarmente dagli articoli della lega medesima.

Fu lasciato luogo alla provincia del Canadà ad entrare nella lega.

Poscia il congresso per confortar coloro, che sbigottiti si erano al sinistro aspetto delle cose, e perchè colla fortuna non si mutassero gli animi dei popoli, mandò fuori un cartello, col quale, raccontato prima la giustizia della causa loro, le lunghe ed inutili supplicazioni, ed i crudeli procedimenti dei ministri, la necessità della dichiarazione dell'independenza, e l'universale consenso, col quale era stata approvata, andò annoverando i prosperi successi, che accompagnato avevano le armi americane nelle settentrionali province, la cacciata di Boston, il ributtamento di Charlestown, l'arrestamento a Ticonderoga, l'abbondanza delle prede fatte sul mare, la copia delle vettovaglie, e la speranza di poter presto fornir l'esercito delle vestimenta, delle quali abbisognava. Gli esortò quindi, e particolarmente i popoli della Pensilvania, della Nuova-Cesarea, e dei vicini Stati, stessero concordi e forti nel difendere la patria. Addusse, che la presente condizione non era da niun errore commesso dai Capi, o da difetto di valore nei soldati da riconoscersi; ma bensì dalla brevità delle condotte. Ricordava, che già i principi forestieri avevano accomodato l'America di molte cose necessarie all'uso della guerra, e che si aveva la certezza di averne a ricevere più efficaci ajuti; che non mancassero a sè stessi, e non permettessero, che la ricca e popolosa città di Filadelfia venisse in poter del nemico; che non lasciassero fuggir la occasione di opprimere l'esercito di lui principale ora, che si trovava lontano dalle navi, nelle quali la sua principal forza consisteva. E quantunque la perdita di Filadelfia non fosse per essere la perdita della causa, tuttavia non permettessero, che il nemico ne trionfasse; che lo raffrenassero; che lo arrestassero; che convincessero gli amici dell'America, anche i più lontani, che quivi fosse una mente sola, ed una sola volontà per difendere contro uomini crudeli, ciò che l'uomo ha, e dee tenere più caro; pensassero, che si trattava di acquistar una perpetua quiete e sicurtà agli Stati Uniti, ed a' loro nomi una gloria immortale; durassero; serbassero sè medesimi a più prosperi successi; risorgessero a miglior fortuna.

E perchè l'autorità della religione confortasse e tenesse anch'essa in fede i popoli, determinarono, che si dovesse dalle assemblee dei diversi Stati fermar un dì di digiuno, di umiliazione, e di preghiera per impetrar dalla clemenza dell'altissimo Dio prosperità alle armi e felicità alla giusta causa americana.

Ma crescendo vieppiù il pericolo, ed avvicinandosi il nemico alle rive della Delawara, il congresso a ciò confortato dai generali Putnam e Mifflin deliberò addì dodici decembre di allontanarsi da Filadelfia, aggiornandosi al giorno venti dello stesso mese a Baltimore nella Marilandia. Partito il congresso da quella città gli abitatori entrarono in grandissimo spavento, sia pel timore dell'esercito nemico, sia anche per quello dei leali, che vi abbondavano; poichè sebbene molti iti fossero per aver i perdoni a trovar i commissarj inglesi, un più gran numero erano rimasti, e si dubitava forse fossero per fare qualche motivo pregiudiziale alla pubblica tranquillità; poichè già avevano impedito coi clamori e colle minacce loro, che non si fortificasse la città, come si era voluto fare. Questi erano la maggior parte della generazione dei Quaccheri. Washington era stato obbligato a mandarvi una buona smannata di soldati d'ordinanza sotto gli ordini del Lord Stirling, perchè i fedeli confortassero, e frenassero gli avversi.

Assembratosi il congresso a Baltimore, considerato l'imminente pericolo, e la necessità dell'autorità dittatoria, decretò, che avendo la più intiera fede posta nella saviezza, nel vigor della mente e nella rettitudine del generale Washington; fosse questi investito della più piena, ampia e compiuta facoltà di levare e raccorre nel più speditivo ed efficace modo da qualcuno, o da tutti gli Stati Uniti sedici battaglioni di fanti in arrota a quei dal congresso già ordinati, e di eleggerne gli uffiziali; di levare, fornire, compire di uffiziali tremila cavalleggieri, tre reggimenti d'artiglieri ed uno di ingegneri, e di stabilir loro le paghe; di chiamar dagli Stati, e far marciar le milizie; di far canove come e dove più giudicasse conveniente; di dar le licenze, e far gli scambj a tutti gli uffiziali sotto il grado di brigadier generale, e di empir tutte le vacanze in qualunque parte dell'esercito; di pigliare, ovunque ci fosse, e quantunque gli abbisognasse per l'uso dell'esercito, mettendo alle robe richieste un giusto prezzo, quando gli abitanti di buon grado vender non le volessero; di far por le mani addosso, e sostener tutti coloro, che i biglietti di credito rifiutassero, od in qualunque modo disaffezionati si mostrassero, mandando ai rispettivi Stati, ai quali i sostenuti appartenessero, i nomi loro, la natura delle offese, ed i testimonj da comprovarle. Statuirono eziandio, che tali straordinarie facoltà dovessero in Washington durare sino a sei mesi, se però diversamente non determinasse il congresso. In cotal modo i governatori dell'America mossi da un estremo pericolo, e dalla virtù del capitano generale in lui solo rimettettero tutto il pondo della guerra. In tanta depressione delle cose loro, ed in mezzo a tante calamità non si udì fra gli Americani alcuno, che accennasse non che il sospetto del tradimento, quello solamente di negligenza, o d'insufficienza nei primi Capi dell'esercito, e principalmente nel Capitano generale, nè venne meno quella fiducia, che in lui grandissima collocato avevano. Esempio da notarsi di temperanza e di modestia cittadina; imperciocchè quel popolo non credeva sè stesso invincibile per orgoglio, nè era sospettoso per ambizione. Quindi è, che riconosceva le sconfitte dalla necessità delle cose, e non dalle falte dei capitani; e per questa costanza nell'avuta fede meritò di trovare, e trovò in effetto capitani fedeli; mentrechè altri popoli, o corrivi al sospettar della fede altrui, o facili al prestar orecchi agli ambiziosi rapportatori, o impazienti delle disgrazie, o intemperanti nella superbia, spesso provarono con danno e pericolo loro, che chi non ha fede in altrui, non la trova.

Perchè poi non potesse venir meno in tanto bisogno la pecunia pubblica, il congresso applicò l'animo al far un accatto di cinque milioni di dollari, dei quali si pagasse ai prestatori un merito di quattro per centinaio; e che la fede degli Stati Uniti fosse impegnata al pagamento del capitale e degl'interessi; quello sul finir di tre anni, e questi ogni anno. Crearono a questo fine un uffizio di accattatori, e vollero che questi avessero per sè un ottavo per centinaio delle somme che ricevessero in accatto. Poco poi non riempiendosi questo, se non a stento, il merito del quattro per centinaio fu fatto salire al sei.

Fecero anche col medesimo intento un lotto, nel quale si metteva o dieci dollari, o venti, o trenta, o quaranta per polizza. Questo lotto doveva, dedotti i premj, gittare una somma di sette milioni e cinquecentomila franchi, e qualche cosa più. I possessori poi delle polizze beneficate potevano riceverne, in premio sotto certe condizioni una polizza del camerlingo, pagabile in moneta al fine di un certo spazio di tempo, e coll'interesse aggiuntovi del quattro per cento. Speravasi in tal modo, sia pel guadagno del lotto, sia per l'accatto dei premj riscuotere una buona somma di pecunia.

Queste cose si facevano altresì per ristorare il credito dei biglietti coll'allontanare la necessità di gittarne dei nuovi. Ma tutti questi rimedj in sì pericoloso frangente, se non riuscivano vani del tutto, eran però poco efficaci per ovviare a un sì gran male, come quello si era dello scapitar dei biglietti di credito. Si giudicò dunque necessario di venire a provvedimenti più gagliardi. E siccome questa sfidanza dei biglietti si manifestava principalmente nella Pensilvania, così il congresso decretava, che la congregazione di sicurezza di questa provincia fosse ricerca di fare le più efficaci e pronte provvisioni per punir coloro, i quali i biglietti ricusassero, e che il generale desse assistenza, perchè le risoluzioni della congregazione fossero recate ad effetto. La congregazione deliberò, che chiunque ricusasse di ricevere i biglietti di credito in pagamento, o soddisfazione di qualunque debito o contratto, o in prezzo di qualsivoglia grascia o merce, o di esse maggior prezzo domandasse in biglietti che in moneta, dovesse considerarsi per la prima volta, come un nemico della società, e perdesse o la somma del credito, o la roba contrattata, le quali ceder dovessero in proprietà del debitore, o del compratore. Pagasse inoltre allo Stato una multa maggiore o minore secondo il valore delle robe. Quelle persone poi, che cadessero in fallo per la seconda volta, oltre le mentovate pene avessero ad esser sbandite e confinate là, dove, e come al Consiglio medesimo più conveniente paresse. Stante poi che ad alcuni di simili sfiduciati erano già state prima fatte serrar le botteghe, e chiudere i traffichi, ed alcuni anche stati erano banditi, così a quelli fu fatta abilità di riaprire i traffichi, e questi furono ribanditi, sperandosi, che per la ricordanza delle passate pene, e pel timore delle nuove avessero ad astenersi da queste pratiche tanto al credito pubblico, ed alla somma delle cose pregiudiziali.

Poco tempo dopo il congresso, avendo conosciuto, che l'autorità della congregazione di sicurezza di Pensilvania non aveva bastato ad arrestar il corso dello scapito in quella provincia, e vedendo, che questa peste giva appiccandosi anche alle altre, volendo anche coll'autorità sua dar maggior peso alle risoluzioni, che ad allontanarla tendevano, stanziò, che chiunque in qualsivoglia compra o vendita, o baratto stimasse l'oro o l'argento coniati a maggior prezzo che i biglietti di credito del congresso, fosse tenuto nemico alle libertà degli Stati Uniti, ed il valsente perdesse della moneta, o di quell'altra cosa qualsivoglia, la quale fosse venuta in quella compra o vendita, od in quel baratto, in cui quella differenza di valore fosse stata fatta. Decretò ancora, che si facesse richiesta alle assemblee provinciali, acciò rendessero i biglietti moneta legale che non si potesse rifiutare nel pagamento dei debiti sì pubblici, che privati; e che il rifiuto importasse l'estinzione del debito. Le assemblee fecero le provvisioni consentanee all'intendimento del congresso.

Il primo effetto di tutti questi provvedimenti fu, che crebbe all'avvenante del discapito il prezzo di tutte le robe, che si vendevano su pei mercati; ed invece di diminuire, pareva crescesse lo scapito pel gran desiderio che si dimostrava per impedirlo. L'altro si fu, che i debitori si liberavano con una moneta scadente verso i creditori; e sebbene in questo anno lo scapito non fosse grande, potendosi aver cento dollari coniati con centoquattro dollari in biglietti, il danno però fu assai grave, e l'esempio perniziosissimo. Laonde per andare all'incontro ad un male tanto grave, raccomandò il congresso alle assemblee degli Stati, dessero la fede loro per la redenzione dei biglietti gittati dal congresso, sperandosi, che la mallevadoria di ciascuno Stato particolare per la rata sua, al quale effettualmente spettava la redenzione, aggiunta a quella del congresso potesse procacciar maggior fidanza a questi biglietti. Si pensò ancora, che conveniente fosse, le medesime assemblee degli Stati ponessero senza più indugiare quelle tasse, che meglio credessero potersi per la condizione dei rispettivi popoli sopportare, e con minore scomodo esser pagate. Ei promise loro, che le somme in tal modo riscosse sarebbero a favore di ciascuno Stato ricevute in credito dagli Stati Uniti in quella rata del debito pubblico, ch'era stata a ciascun di quelli sortita. Le assemblee fecero le risoluzioni giusta i desiderj del congresso. Si vinse anche in questo un altro accatto di due milioni di dollari. Ma tutte queste provvisioni riuscivano di poco o di nessun effetto per la strettezza delle cose presenti, per l'incertezza dell'avvenire, per l'abbondanza dei biglietti che già erano in corso, per la facilità che avevano il congresso e gli Stati particolari, e per la necessità che sovrastava loro di gittarne ogni dì de' nuovi.