Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2

Part 27

Chapter 273,293 wordsPublic domain

Ricevuti i rinforzi, l'Inglese si moveva da Frogspoint con tutto l'esercito, e traversato alcuni luoghi detti Pelham-manor, andava ad alloggiare nella Nuova-Roccella. Là si congiungeva con lui la seconda schiera dei lanzi essiani, e waldecchesi guidati dal generale Knyphausen, ed un reggimento di cavalli testè arrivato dall'Irlanda alla Nuova-Jork. Siccome il principal fine della spedizione quello era di tagliar a Washington la comunicazione colle province orientali, e se ciò ottenuto, non volesse combattere, chiuderlo dentro l'isola della Nuova-Jork, così bisognava occupar le due strade, l'una inferiore più verso il Sound, e l'altra superiore, che l'una e l'altra guidano nel Connecticut. La prima già occupavano gl'Inglesi; ma per intraprender la seconda faceva mestiero traversar quella contrada difficile, che già detto abbiamo, a fine di andar a pigliar il posto di White-plains, o sia delle Pianure Bianche alle spalle di Kingsbridge. Al qual partito si risolvette Howe, marciando però lentamente e con molta precauzione, dopo di aver lasciato alla Nuova-Roccella i lanzi venuti ultimamente, per tener le vie aperte, e sicurar le vettovaglie e le munizioni, che ogni dì vi arrivavano.

Washington stava attento al pericolo che correva; e, conosciuta ottimamente l'intenzion del nemico, determinò di abbandonar col grosso del suo esercito l'alloggiamento di Kingsbridge. Perciò girando col sinistro corno, andò con questo ad occupar le Pianure Bianche, mentre il diritto alloggiava sulle alture di Valentine's-hill presso Kingsbridge, e la battaglia di mezzo senza interrompimento guerniva le alture, che si distendono da Valentine's-hill alle Pianure Bianche. Quivi attendeva a fortificarsi sollecitamente. In tal modo si trovò l'esercito americano attelato paralellamente al fiume Brunx, che lo fasciava da fronte, e lo separava dall'inglese, il quale marciava all'insù sopra la sinistra riva di questo fiume. Aveva di dietro il grosso fiume del Nort, per mezzo del quale dalle parti superiori, non avendo sin là potuto penetrar le fregate inglesi, riceveva le vettovaglie. Col corno sinistro poi occupava la superiore via del Connecticut, per la quale anche gli pervenivano abbondantemente i viveri e le munizioni. Lasciò sufficienti presidj a Kingsbridge, a Harlem e nel Forte Washington, abbenchè in questo contro sua voglia. Intanto mandava spesso i corridori sul Brunx per ritardar le mosse del nemico. Onde seguivano frequenti abboccamenti tra l'una parte e l'altra, nei quali, sebbene per l'ordinario i reali rimanessero superiori, servivano però maravigliosamente a cancellar la paura negli Americani, i quali ogni dì pigliavano più animo addosso ai nemici. Finalmente, approssimandosi il nemico alle Pianure Bianche, Washington ristrinse subitamente il suo esercito, e, abbandonati gli alloggiamenti, che aveva lunghesso il Brunx, tutto lo raunò in un forte campo su certe alture, presso le Pianure medesime, a fronte degl'Inglesi. Il suo destro fianco era protetto dal Brunx, il quale co' suoi rivolgimenti fasciava anche da fronte il destro corno. Il centro era quasi paralello al fiume, ed il sinistro corno posto quasi ad angolo retto sul centro, e per conseguente quasi paralello al destro, si distendeva verso tramontana sulle colline, quanto era necessario per guardare i passi verso le regioni montagnose superiori, alle quali l'esercito avrebbe potuto ritirarsi. Ma siccome il destro corno, come quello che in una regione più piana e meno difficile era posto, si trovava in maggior pericolo, così giudicò opportuno di mandar ad occupar un monte, un miglio circa distante dal campo, per una grossa banda di soldati condotti dal generale Macdougall. Questi vi si afforzarono, come meglio per la brevità del tempo potettero.

Stando in tal condizione l'esercito americano, arrivarono gl'Inglesi a sette o otto miglia distante dalle Pianure Bianche, e si apparecchiavano ad assalirlo. La mattina dei 28 ottobre le genti divise in due schiere, la dritta guidata da Clinton, e la sinistra da Heister marciavano alla battaglia. A mezzodì, cacciate e ributtate indietro tutte le scolte e guardie nemiche dai primi feritori inglesi ed essiani, compariva l'esercito inglese avanti il campo americano. Incontanente si diè mano al trarre delle artiglierie, sebbene con poco effetto. Gl'Inglesi pigliarono tosto gli ordini, e talmente disponevano le genti loro, che la dritta occupava la strada che conduce a Merrineck, un miglio circa distante dalla battaglia di mezzo degli Americani; mentre la sinistra, posta ad egual distanza dall'ala dritta di quelli, toccava il Brunx.

Il generale inglese, veduta l'importanza del posto pigliato da Macdougall, e persuasosi, che non si sarebbe potuto assalir con frutto il fianco destro del nemico esercito, il quale solo si poteva assaltare essendo l'altro situato in luoghi più forti, determinò di sloggiarnelo. Ordinò ad una squadra di Essiani sotto l'obbedienza del colonnello Ralle, che guadasse il Brunx, e, fatta una giravolta, andasse a noiar il fianco del generale Macdougall, mentrechè il brigadier generale Leslie con una brigata d'Inglesi e di Essiani gli darebbe la battaglia da fronte. Pervenuto Ralle al luogo indicato, Leslie dopo d'aver traversato il Brunx assaltò furiosamente gli alloggiamenti di Macdougall. Le milizie andarono tosto in volta; ma i regolari resistettero gagliardamente. Anzi un reggimento marilandese condotto dal colonnello Smallwood, ed un jorchese dal colonnello Ratzemar saltati fuori dalle trincee animosamente andarono ad affrontar a piè della collina il nemico. Ma oppressi dal numero cedettero, e si ritirarono. Salivano quindi con mirabile intrepidità gl'Inglesi e gli Essiani, e, superati a viva forza i nemici contrastanti, s'impadronirono del monte. Continuarono però gli Americani a trarre per qualche tempo di dietro le muricce ed altri luoghi vicini. Il che ritardò il progresso degli assalitori. Putnam, ch'era stato inviato in aiuto, non arrivò in tempo. Perdette l'una parte e l'altra in questo fatto assai gente.

Aspettava Washington con grand'animo ne' suoi alloggiamenti il vicino assalto, e già aveva fatto sgombrar dietro i malati e le bagaglie. Ma, essendo trascorsa una gran parte del dì, l'Inglese determinò di aspettare il seguente. Perciò fe' alloggiar i suoi a gittata di cannone del campo americano. Washington usò l'opportunità della notte per fortificar vieppiù i suoi alloggiamenti, e per ritirar indietro a luoghi più forti l'ala sinistra, la quale, per la perdita del monte, era diventata più esposta alle offese. La mattina, Howe, considerata la fortezza di quelli, si fermò, prima di dar la battaglia, a voler aspettar l'arrivo di alcuni battaglioni, ch'erano stati lasciati alla Nuova-Jork sotto i comandamenti di Percy, e d'alcune altre compagnie da Merrineck. Essendo questi rinforzi giunti al campo la sera dei trenta, intendeva di andare all'assalto la mattina seguente. Ma piovve la notte e pioveva la mattina tuttavia sì fuor di misura, che ne fu rotto il disegno. Intanto il generale americano, il quale considerava con molta prudenza i pericoli, ed era alieno di tentare senza grandissima speranza la fortuna di una battaglia campale, fatto considerazione eziandio, che gl'Inglesi avevano già piantato quattro o cinque batterie, e che potevano, girando sul destro fianco di lui, andarsi ad impadronir di certi colli, che gli stavano a ridosso, la notte del primo novembre mutò l'alloggiamento, ed andò a porsi in certi luoghi più alti nelle vicinanze di North-Castle, non senza prima però aver posto il fuoco al villaggio delle Pianure Bianche, siccome anche a tutte le case ed ai foraggi, che dentro il campo si ritrovavano. Mandò tostamente una grossa banda di soldati ad occupare il ponte sul fiume Crotone, pel quale si ha la via alle parti superiori dell'Hudson. Gl'Inglesi entrarono l'indomani nel campo americano.

Avendo il generale inglese veduto che l'Americano fuggiva la battaglia, e che non si poteva in quel luogo urtare per la fortezza degli alloggiamenti senza evidente pericolo e grave danno de' suoi, si risolvette a torsi giù del seguitarlo, e si voltò a volersi render affatto padrone dell'isola della Nuova-Jork. Principalmente gli stava a cuore il Forte Washington, il qual era il più forte baluardo della medesima. Tuttavia, quantunque il luogo, dove questa Fortezza era murata, fosse molto aspro e difficile ad ascendersi, le fortificazioni sue non erano tali, che potessero resistere ai colpi delle grosse artiglierie; nè per la strettezza non era capace di più di mille difensori, abbenchè nell'opere esteriori, dalle quali era circondato, soprattutto a ostro verso la Nuova-Jork, potesse dar luogo a molti più. Dubitando Washington di quello, che avvenne, aveva scritto mandando al generale Greene, che comandava in quei contorni, esaminasse molto bene; e se trovasse, che il Forte Washington non fosse abile a sostener l'assalto, il facesse votare incontanente, e la guernigione trasportasse sulla destra riva dell'Hudson. Ma questi, o sia che giudicasse per la fortezza del luogo, e pel buon animo della guernigione, si potesse tener lunga pezza, o che non volesse coll'esempio della ritirata sbigottir di più i già troppo rimessi animi degli Americani, deliberò di voler persistere nella difesa. Al qual partito tanto più volentieri s'appigliò, che credette, sarebbe sempre fatto abilità alla guernigione di ritirarsi sicuramente al Forte Lee situato sull'altra riva del fiume. Ma Washington, temendo di qualche sinistro, ed avvisandosi molto bene, che gl'Inglesi non si sarebbero rimasti alla presura del Forte, ma che, valicato il fiume, e preso col medesimo impeto il Forte Lee, il quale non era difendevole lungo tempo, avrebbero corso tutta la provincia della Nuova-Cesarea, lasciato il generale Lee colle genti appartenenti alle province orientali sulla sinistra riva dell'Hudson, e pigliati i luoghi forti verso il fiume Crotone, e particolarmente a Peek's-hill presso l'Hudson medesimo, valicò questo fiume col grosso dell'esercito, e andò a congiungersi con Greene negli alloggiamenti del Forte Lee. Il generale Lee medesimo teneva ordine di venir rattamente a raggiugnerlo, ove il nemico, superati i Forti, avesse corso sulla destra riva del fiume. Scrisse poi al governatore della Nuova-Cesarea, facesse sgombrare ai luoghi più lontani le vettovaglie, e chiamasse sotto le insegne tutte le milizie. Fatti tutti i preparamenti, che meglio per lui si potevano, Washington aspettava, e diligentemente spiava, quali avessero ad essere le mozioni del nemico.

Intanto Howe, fatto marciare dalla Nuova-Roccella il generale Knyphausen, gli aveva ordinato, s'impadronisse di Kingsbridge. Il che eseguì egli senz'avere incontrato resistenza alcuna, essendosi gli Americani, che guardavano quel luogo, ritirati al Forte Washington. Per la qual cosa le genti di Knyphausen entrarono nell'isola della Nuova-Jork, ed andarono ad osteggiare il Forte dalla banda di tramontana. Poco stante l'istesso generale inglese, lasciati gli alloggiamenti delle Pianure Bianche, e costeggiando l'Hudson menava il rimanente dell'esercito a Kingsbridge, e poneva il campo sui colli di Fordham con aver l'ala sua dritta prossima a questo fiume, e la sinistra al Brunx. Così stando le cose, si apparecchiarono i regj a dar la batteria al Forte Washington, nel quale, ed in tutte le sue appartenenze, si trovavan bene da tre migliaia di soldati sotto i comandamenti del colonnello Macgow, esperto, animoso e prudente capitano. Fattagli la chiamata, rispose, volersi difendere. I soldati regj ivano all'assalto divisi in quattro schiere. La prima da tramontana guidata da Knyphausen, e composta di Essiani e Waldecchesi, la seconda da levante condotta dal brigadier generale Matthew, nel quale vi erano i fanti leggieri inglesi, e due battaglioni delle guardie. Questi dovevano assalir le trincee, che dal Forte Washington si distendevano sin presso questo fiume. La terza, la quale doveva passare il fiume più sotto, che la seconda, ed era capitanata dal colonnello Stirling, doveva, sbarcata che fosse, assaltar il Forte più verso ostro. Ma quest'era un assalto simulato. La quarta finalmente, che obbediva agli ordini di lord Percy, molto grossa, era ordinata a far il suo sforzo contro il fianco australe del Forte. Tutte erano fornite di buone ed ottimamente ministrate artiglierie.

Gli Essiani condotti da Knyphausen dovevano traversare un bosco assai folto, in cui alloggiava il colonnello Rawlings col suo reggimento di corridori. Seguiva tra gli uni e gli altri un ferocissimo affronto, nel quale i primi provarono un danno assai grave. Perciocchè gli Americani appiattati dietro gli alberi e le rocche, traevano alla celata, e sicuramente. Ma infine, fatto un grande sforzo, riuscirono gli Essiani su d'una difficile, e molto erta cresta, dalla quale di forza cacciarono i nemici, di modo che fu fatta facoltà alle schiere, che venivan dietro, di sbarcar alla libera. Il colonnello Rawlings co' suoi si ritirò a tiro del cannone del Forte. Dal canto suo Percy si era impadronito di un puntone esteriore, sicchè diè facoltà alle genti di Stirling di poter isbarcare. Il che fatto, con mirabil costanza montando per l'erta, pervenne alla sommità di un monte, dove fece molti prigionieri, nonostante l'ostinata difesa loro. Il colonello Cadwallader, che stava alle difese in questa parte, si ritrasse anch'esso al Forte. In questo mezzo Ralle, il quale guidava la destra squadra della schiera di Knyphausen, superati con valore incredibile tutti gli ostacoli, si era sì fattamente approssimato al cassero, che piantò il suo alloggiamento a cento passi del medesimo. Quivi venne poco stante a congiungersi con esso lui Knyphausen medesimo colla sinistra squadra, sbrigatosi dagl'impedimenti incontrati nel bosco. Così, perduti, non però senza gloria, tutti i gironi esteriori, si trovava la guernigione tutta incastellata. In tale stato di cose gli assalitori intimarono a Macgow, dovesse arrendersi. Avendo egli già quasi logoro tutte le munizioni, e nuocendo alla difesa l'istessa moltitudine dei difensori in un luogo così stretto, si accorgeva benissimo, che non avrebbe potuto sostenere l'assalto. Perciò si arrese a patti. Il presidio, che sommava a duemila seicento soldati, incluse le bande paesane, rimase prigioniero di guerra. Morirono dal canto dei provinciali pochi; circa ottocento da quello dei reali; la maggior parte tedeschi. Così coll'acquisto del Forte Washington venne in potere delle genti del Re tutta l'isola della Nuova-Jork.

Volendo Howe usar pienamente questa sbattuta degli Americani, ed impedirgli, che non rifacessero testa, raunata una grossa banda di circa sei migliaia di soldati sotto la guida di Cornwallis, le fe' valicar il fiume del Nort a Dobbsferry, e correre contro il Forte Lee, sperando d'intraprendere tutta la guernigione, che entro vi si trovava. Consisteva essa in duemila soldati. A mala pena si potettero salvare, abbandonato il Forte, tostochè intesero il caso del Forte Washington, ed ebbero i primi avvisi del passare e della forza del nemico. Le artiglierie, le munizioni, le bagaglie, e massimamente le tende, perdita gravissima, vennero in mano dei vincitori. I vinti si ritirarono al di là dell'Hackensack. I vincitori potevano andare a percuotere nelle parti più interne della Cesarea.

Da questa avversa fortuna dell'esercito americano, e massimamente dalla perdita dei due Forti Washington e Lee, e dall'assalto così feroce dato al primo, ne nacque subito grandissima mutazione di cose. Si manifestarono quegli effetti, che la stessa battaglia così infelice dell'Isola-Lunga non aveva potuto operare, vale a dire la dissoluzione dell'esercito. Le milizie correvano difilate ed alla sfuggiasca alle case loro; i soldati stessi d'ordinanza, quasi disperati delle cose, si sfilavano anch'essi, e disertavano alla giornata. In questo periodo della guerra pareva la fortuna americana affatto disperata. L'esercito di Washington restò si dimagrato, che, se arrivava, più non passava i tremila combattenti, e questi sconfortati, e quasi affatto perduti d'animo in una contrada piana e sfogata senza istrumenti da trincerarsi, senza tende in una stagione sì rigorosa, ed in mezzo a popoli poco zelanti, anzi avversi alla repubblica. Doveva il capitano del congresso fronteggiare un esercito vittorioso e grosso di più di ventimila soldati, tutti gente disciplinata, ed usa alle guerre, il quale condotto da capitani eccellenti, e volendo usare la caldezza della vittoria lo perseguitava alla distesa; ed intendeva di por fine, spegnendo le reliquie dell'esercito repubblicano, quei dì medesimi alla guerra. Si aggiungeva a queste difficoltà, che, quantunque gli Inglesi non abbondassero, non mancavano però di alcune torme di cavalleggieri, i quali correvano la contrada; mentrechè Washington non aveva altri cavalli fuori di alcune piccole e cattive bande del Connecticut guidate dal maggiore Shelden. Il quale difetto, in quelle campagne piane e cavalcherecce, di quanto danno e pericolo fosse per riuscire, nissuno è, che non lo veda. Nè meglio era fornito di artiglierie, che di cavalli; che anzi di coteste armi tanto necessarie si trovava in grandissimo bisogno. Queste genti poi erano la più parte milizie, quasi tutte della Nuova-Cesarea, le quali, o nella fede balenavano, od eran disiose di ritornarsene, in tanto pericolo, alle case loro, desiderando di campare, se possibil fosse, le sostanze ed i parenti dalle imminenti calamità. Quei pochi soldati stanziali, che pure continuavano sotto le insegne, la maggior parte compivano le ferme col finir dell'anno; e si temeva, che anche questo rimasuglio d'esercito avesse fra pochi dì intieramente a risolversi. Nè in tanta depressione di fortuna poteva il generale americano sperare di ricevere pronti o sufficienti rinforzi, essendo nei vicini luoghi sbigottite fuori di misura le popolazioni, dimodochè ciascuno temendo per sè, non voleva andare a soccorrer gli altri. Quei pochi reggimenti di ordinanza, i quali ancora si trovavano nei luoghi vicini al Canadà o erano là necessarj per arrestar i progressi del nemico, o erano anch'essi soggetti ad una vicina dissoluzione pel finir delle ferme. A tanti mali veniva ad arrogersi il pericolo delle sedizioni da parte dei mali affetti, i quali in varj luoghi chiamavano il nome dell'Inghilterra, ed una massimamente era vicina a rompersi nella Contea di Montmouth in questa provincia stessa della Nuova-Cesarea, di maniera, che fu egli obbligato a separare dal già troppo debole esercito una parte de' suoi, mandandogli contro quei popoli tumultuanti. Imperciocchè essendo ai leali per la presenza dell'esercito regio vincitore fuggita quella paura, che avuto avevano de' libertini, cominciarono a sputare contro ad essi quel veleno, che s'avevano fin là tenuto nel petto. Questa disposizione dei popoli a levarsi in capo, ed a far novità contro l'autorità del congresso, e quest'aura favorevole della vittoria determinarono di voler usare i commissarj inglesi. Perciò i fratelli Howe mandarono un bando, copiosamente spargendolo per tutto il paese. Comandavano a tutti coloro, i quali tenevano l'armi in mano, di sbandarsi, e di ritornar alle case loro; ed a quelli, che tenevano i magistrati civili, di cessare, e di spogliarsi dell'usurpata autorità. Offerivano nel medesimo tempo il perdono a tutti coloro, i quali nello spazio di sessanta giorni avanti gli uffiziali civili o militari della Corona si rappresentassero, dichiarando di voler usare il benefizio dei perdoni, e promettendo ad un tempo di voler alle leggi obbedire, ed alla reale autorità sottomettersi. Ebbe questo bando l'effetto, che i commissarj inglesi se n'erano promessi. Una moltitudine di persone di ogni ordine, ma più di quei della più infima plebe, o dei più ricchi, che di coloro, che si trovavano nella mezzana condizione constituiti, i quali per lo più tennero il fermo, accettando la mansuetudine del vincitore, correvano ogni giorno a chieder le perdonanze, ed a sottoscrivere la leanza. Parecchj fra costoro eran di quelli, che avevano nello stato popolare avuto i principali maestrati, stati essendo membri, o del governo provinciale, o della congregazione di sicurezza, o dei tribunali di giustizia. Si escusavano essi, e si offerivano dicendo, che quello che fatto avevano, lo avevan fatto per fin di bene, e per ovviar agli scandali maggiori ed inconvenienti, che nascer potevano, ed ancora tirativi dai parenti e dagli amici, senza aver potuto ricusare. E chi avesse la loro prima arroganza veduta, e la presente sommessione e mansuetudine, e con quanta umiltà favellassero, loro esser quei medesimi cittadini mai credere potuto non avrebbe. Ma gli uomini amano meglio leggieri, o simulatori esser tenuti, che caparbj e contumaci; e molto preferiscono scampar il danno con vergogna, che sopportarlo con virtù. Nè solo queste cose giravano nella Nuova-Cesarea, dove per la presenza dell'esercito vittorioso era maggiore il pericolo, ma ancora dalla Pensilvania veniva la gente ad umiliarsi presso i commissarj, ed a promettere obbedienza e fedeltà. Vennervi fra gli altri i Galloway, la famiglia degli Allen, ed alcune altre fra le più ricche e riputate. L'esempio diventava pernizioso, e se ne dovevano temere i più pregiudiziali effetti. In questo modo precipitavano con impeto grandissimo le cose dell'America, calamità sopra calamità continuamente accumulandosi. Pareva vicina l'ultima rovina. Gli uomini più prudenti cominciavano a non conoscere alcun fine lieto all'impresa, e già predicevano il prossimo fine della guerra, e la totale obbedienza delle colonie.