Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2
Part 26
Per la rotta dell'Isola Lunga forte sbigottirono gli Americani, e le cose loro grandemente impericolosirono. Fin allora si eran dati a credere, che il cielo avrebbe costantemente dato favore alle armi loro; e per verità le cose sino a quel dì erano loro successe assai felicemente. Ma siccome quelli, che innanzi queste rotte non erano stati assueti a sentire l'acerbità della fortuna, di troppo confidenti ch'erano nella prospera, troppo dichinati diventarono nell'avversa. Avevano eziandio persuaso a sè stessi, che il personal coraggio convenientemente sopperisse alla mancanza della disciplina, ed erano giunti a tale, che quasi tenevano a vile, e si facevan beffe della disciplina europea. Ma ora, che con tanto danno avevano sperimentato, quanto efficace questa sia nelle battaglie giuste, divennero del tutto sbaldanziti, e perdettero ogni confidenza in sè stessi; e siccome prima credevano, che il valore senza la disciplina potesse far ogni cosa, così adesso pensavano, potesse nulla. Temevano ad ogni passo di qualche nuovo tranello, di qualche agguato, di qualche aggiramento. Quindi è, che perdutisi d'animo diventarono anche più negligenti negli ordini loro. Le milizie massimamente, siccome soglion fare per lo più i soldati raunaticci, quando vengono le avversità ed i tempi forti, diventavano ogni dì più tumultuarie ed intrattabili. Nè contente al voler fare a modo loro nel campo, se ne andavano a centinaia, ed intieri reggimenti disertavano per ritornarsene alle case loro. L'esempio divenne anche pregiudiziale ai reggimenti di ordinanza, i quali più renitenti si mostravano, ed ogni dì vieppiù si assottigliavano pei disertori. Avevan essi la condotta per un solo anno, ed alcuni per poche settimane; e la speranza di poter tosto, ritornando alle case loro, riveder i parenti e gli amici, operava in modo, ch'evitavano i pericoli. Dapprima l'ardore e l'entusiasmo eran venuti sopra a questi domestici desiderj; ma ora, perduto colla contraria fortuna quello zelo, ritornavano, e più vivi e più vaghi, che mai stati fossero, alle menti loro si appresentavano. Si sfidavano anche, se non della fede, della perizia dei generali loro, ed ogni cosa pareva presagire una totale dissoluzione. Così gli Americani stupefatti a questi colpi della fortuna, ed insoliti ad assaggiargli, vi si aggiravano dentro quasi come perduti. Washington s'affaticava coll'esortazioni, coi conforti e colle promesse d'impedir un tanto disordine. Nel che se non riuscì, come avrebbe voluto, ottenne però più, che non avrebbe creduto. Molti rimanevano vinti dall'autorità sua, e dalla benevolenza che gli portavano. Ma intanto non aveva tralasciato di scrivere al congresso, con parole gravissime accontandolo della miserabil condizione del suo esercito, e instando grandemente, che, posto una volta fine alle condotte mensuali ed annuali, si fermassero i soldati per tutto il corso della guerra. Assicurava, ch'egli opinava forte, che sarebbe l'americana libertà in grandissimo pericolo posta, se la difesa sua non si commettesse ad un esercito, il quale dovesse durare sino al termine di tutta l'impresa. Secondavano i desiderj e le instanze del generale tutti i migliori capitani, che si trovavano allora in America, sicchè finalmente fu vinta l'ostinazione del congresso; il quale deliberò, dovessesi creare un esercito stanziale, in cui i soldati si conducessero sino al fine della presente guerra, e fosse composto di ottant'otto battaglioni da levarsi in ciascuna provincia all'avvenante delle facoltà loro; tre nel Nuovo-Hampshire, quindici del Massacciusset, due nell'Isola di Rodi, otto nel Connecticut, quattro nella Nuova-Jork, altrettanti nella Nuova-Cesarea, dodici nella Pensilvania, uno nella Delawara, otto nella Marilandia, quindici nella Virginia, nove nella Carolina del Nort, sei in quella del Sud, ed uno nella Giorgia. Per indurre poi la gente a pigliar soldo decretò ancora, che sarebbe dato un caposoldo di venti dollari al momento della ferma, e si promisero alcune porzioni di terre vacanti agli uffiziali ed ai soldati; cinquecento acri al colonnello, quattrocento al maggiore, trecento al capitano, dugento al luogotenente; cencinquanta al banderaio; ai bassi uffiziali e soldati cento ciascheduno. Ma essendosi incontrata molta difficoltà nel trovar le condotte per tutto il tempo della guerra, fu poscia emendata questa risoluzione, e si fece abilità al condurre, o per tre anni, o per tutta la guerra, dimodochè per le ferme di tre anni non avessero nissuna ragione di pretendere alle terre. Questo fu molto utile provvedimento. Così si vede, che la sventura è buona maestra ai popoli, e che se quelle nazioni, che s'invaniscono nella prosperità, si atterrano o si smodano nell'avversità, quelle altre, che usano modestamente la buona fortuna, si fanno assennate nella contraria.
Il generale Howe volendo usare la riputazione, che si tira dietro la vittoria, e valersi di quell'impressione, che doveva aver fatto, credendo, che gli Americani sbattuti da tante avversità dovessero oggimai avere pensieri più umili e più disposti ad accettare le condizioni dell'accordo, mandò il generale Sullivan al congresso, acciò gli esponesse, che quantunque non potesse trattar con esso, come con un corpo politico, desiderava ciò nondimeno di abboccarsi con qualcheduno de' suoi membri, riputati, come privati gentiluomini, in quel luogo, ch'essi stessi sapessero indicare. Annunziava, ch'egli ed il suo fratello l'ammiraglio avevano il mandato amplissimo per compromettere la controversia nata tra la Gran-Brettagna e l'America con condizioni profittabili ad ambedue, per le quali ottenere, aveva questi indugiato a partire ben due mesi, in guisa che non aveva potuto arrivare prima, che non fosse chiarita la independenza. Concludeva con dire, ch'ei desiderava, che si fermasse un accordo ora, che nissun fatto, che decisivo fosse, aveva avuto luogo, e che non poteva sospettarsi, che l'una parte o l'altra fossero a ciò costrette dalla necessità; che se il congresso consentiva a pigliar assetto coll'Inghilterra, molte cose, che nemmeno addomandate si erano, sarebbero concesse; e che se dopo l'abboccamento vi apparisse qualche probabile speranza di composizione, sarebbe l'autorità del congresso riconosciuta, o altrimenti l'accordo non sarebbe fermato. Così i commissarj largheggiavano di parole, volendo in su quella prima giunta intonare l'inglese giogo più soave.
Questa proposta dei commissarj inglesi, la quale non saprei dire, se più dimostrasse in essi la speranza o la disperanza della vittoria, e che probabilmente, non avendo mandato sufficiente a concedere tutte quelle condizioni che offerivano, mettevano in campo per far nascere le Sette, o per dar pasto al nemico, acciò rallentasse gli apparati della guerra, tenne però molto sospeso il congresso. Il rifiutarla senz'altro avrebbe alterato gli animi di molti, ed il consentire ad entrare in negoziato sarebbe stato un far credere, che la determinazione loro a voler l'independenza era rivocabile; e che già sbigottiti incominciassero a cedere all'avversa fortuna. Perciò per salvar una cosa e l'altra, quantunque credessero, che que' commissarj non vi andassero di bello, pigliarono una via di mezzo, e risposero per mezzo di Sullivan, che il congresso, essendo il rappresentante dei liberi ed independenti Stati dell'America, non poteva convenientemente mandar alcuno de' suoi membri per conferire con chicchessia, altro, che nella pubblica qualità loro; ma che siccome desiderava, si accordasse la pace con ragionevoli condizioni, avrebbe mandato deputati, affine di conoscere, se i commissarj avessero facoltà di trattare, e quali fossero le facoltà loro o le proposizioni, che a questo fine sarebbero per fare. Mandarono anche dicendo a Washington, che se i commissarj inglesi movessero qualche pratica presso di lui, dovesse rispondere, che gli Stati uniti d'America, i quali avevano pigliato le armi per difendere le vile e le libertà loro, avrebbero volentieri consentito alla pace, purchè ne fossero ragionevoli i termini, ed in iscrittura inviati al congresso. Così parevan voler l'independenza, ma non però insistere sulla medesima, come una condizione indispensabile alla pace, a fine di tenersi una via aperta, se le cose dell'armi succedessero maggiormente avverse. Furono dal congresso mandati ad udir le proposte dei commissarj, Beniamino Franklin, Giovanni Adams, e Edoardo Rutledge, tutti e tre zelanti avvocati dell'independenza. Seguì l'abboccamento gli undici di settembre nell'Isola degli Stati rimpetto Ambuosa. Parlò il primo l'Howe, dicendo, che quantunque non potesse risguardar sopra di essi, se non come sopra privati gentiluomini, tuttavia, avendo egli la facoltà di poter praticar con tutte le persone autorevoli nelle colonie intorno la pace, molto si rallegrava di poter con essi conferire intorno quest'oggetto. Risposero gli Americani, che, poichè erano venuti per udire, gli considerasse pure, come meglio gli piacesse; che in quanto a sè medesimi non potevano in niun altro grado riputarsi, che in quello, del quale stati erano dal congresso investiti. Ricominciò Howe, ritornassero le colonie alla leanza ed obbedienza verso il governo della Gran-Brettagna, e fossero sicure, che si scopriva nell'animo del Re una ottima mente per la concordia; che si sarebbero emendati gli atti offensivi del Parlamento, siccome pure le istruzioni date ai governatori. Replicarono gli Americani, raccontate prima le tiranniche provvisioni del Parlamento, e le inutili supplicazioni delle colonie, che il ritornar sotto il dominio della Gran-Brettagna non era cosa, che si potesse più oltre aspettare; che gli Stati uniti d'America desideravano di comporre le cose loro coll'Inghilterra, e che se questa aveva il medesimo desiderio, avrebbe egli più facilmente ottenuto dal suo governo il mandato di trattar con quelli, come Stati independenti, che il congresso ottenuto avrebbe dalle province quello di consentire alla sottomessione. Howe allora pose fine al ragionamento con dire, gli doleva assai, non rimanesse luogo ad aggiustamento. Riferirono i tre deputati al congresso l'esito dell'abboccamento, osservando, che i commissarj non avevano il mandato sufficiente, e che niun partito buono si vedeva dentro, nè alcuna certa speranza si poteva collocare nelle offerte e promissioni fatte. Il congresso approvò; e così fu staccata del tutto questa pratica d'accordo, la quale dimostrò dall'un canto, che il congresso in ogni fortuna la medesima disposizione d'animo conservando, nè cedendo punto alla calamità de' tempi, si era risoluto di non accomodare i suoi consiglj all'appetito de' suoi nemici; e dall'altro, quanto fosse il governo inglese ingannato intorno le opinioni, che regnavano in America, ed intorno i mezzi, che usar si dovessero per ritornarvi l'antica obbedienza. Ma pare, che in questo rivolgimento sia stato il destino delle cose, che i rimedj venissero sempre, dopochè il male era diventato incurabile; e che quel governo, il quale per l'orgoglio suo non voleva consentire nel buon dì alle utili concessioni, dovesse poscia, perduta la occasione, sopportar il rifiuto delle inutili.
I capitani inglesi, non avendo potuto fermar cogli Americani alcuna cosa, e perturbate tutte le speranze dell'accordo, voltarono tutti i pensieri alla guerra. L'esercito reale si trovava separato dall'americano per la sola riviera di Levante, la quale continuandosi coll'Harlemereek sta in mezzo tra l'Isola Lunga, e la Morrissonia da una parte, e l'isola della Nuova-Jork dall'altra. L'intendimento loro era di sbarcare in qualche parte di quest'ultima, dove fossero le difese più deboli, ed il nemico meno attento. A questo fine le navi inglesi andavano girando attorno, e minacciando ora questo luogo, ora quell'altro, per tener sospeso in tutti il nemico, e poter poscia più sicuramente far impeto in un solo. Una parte della flotta, girando intorno l'Isola Lunga, era comparsa nel Sound, golfo assai largo, che quest'isola divide dalle terre del Connecticut, e comunica colla riviera di Levante per mezzo di uno stretto canale, il quale, assai pericoloso essendo a navigare ed infame per naufragj, fu chiamato Hellgate, o sia porta d'inferno. Quivi si erano gl'Inglesi impadroniti dell'Isola di Montesoro, dove avevan rizzato una batteria per batter quella che i provinciali avevano sull'altra riva del fiume a Hovenshook. Due fregate, passando tra l'Isola del Governatore ed il Red-Hook, erano entrate nella riviera di Levante, senza ricevere alcun danno dalle artiglierie nemiche, ed erano sorte fuori del tiro di queste vicino ad una isoletta. Il grosso poi dell'armata inglese stava sull'ancore presso l'Isola del Governatore, pronta ad assalir la città stessa della Nuova-Jork, o di entrare nella riviera di Levante, od in quella del Nort. Intanto traevano continuamente le artiglierie inglesi ed americane da una riva all'altra, e seguivano spessi abbattimenti pel possesso delle isolette poste dentro il primo di questi fiumi, cercando gl'Inglesi d'impadronirsene, il che era necessario ai loro ulteriori disegni, e gli Americani di difenderle. Ma sia perchè le artiglierie dal canto dei primi meglio fossero ministrate, sia perchè avevano i soldati più confidenza della vittoria, e sia principalmente pell'aiuto delle navi, ne andavano per l'ordinario colla migliore, dimodochè, occupate tutte quelle isole, che più accomodate erano ai bisogni loro, eransi gl'Inglesi aperta la via pel fiume.
Il generale americano aveva munito le due rive della isola della Nuova-Jork con numerose artiglierie, e fattevi in differenti luoghi fortificazioni. Aveva 4,500 soldati nella città, 6,500 a Harlem di rincontro alle bocche del Sound, e dodicimila a Kingsbridge, Terra posta all'estremità dell'isola, dove si era molto affortificato, per conservar libera la comunicazione colla terra-ferma, ed impedire che il nemico, fatta una improvvisa correria in quel luogo, non lo rinserrasse del tutto dentro l'isola medesima. Ma stava in grandissima apprensione per la città, ed incominciava a dubitare di non poterla conservare nella divozione della lega. Essendosi il nemico fatto forte nelle parti settentrionali dell'Isola Lunga, ed avendo la signoria del Sound, era da temersi, ch'egli, o sbarcasse molto grosso sul mezzo fianco dell'isola della Nuova-Jork, appunto verso le bocche del Sound, nel qual caso il presidio della città, e tutte le vicine bande, non avendo più scampo alcuno, avrebber dovuto arrendersi; ovverochè, traversato il Sound e la Morrissonia, andasse a pigliar porto colla più gran parte del suo esercito alle spalle di Kingsbridge. Nel qual caso avrebbe mozzato affatto la comunicazione agli Americani dall'isola alla terra-ferma, e sarebbero stati obbligati, o di arrendersi a patti, o di combattere una battaglia, nella quale avendo gli Inglesi la elezione del luogo e del tempo, ed essendo gli Americani ancora sbigottiti dalla recente sconfitta, sarebbero questi secondo ogni probabilità stati perdenti. Nel quale evento la fortuna americana non avrebbe più potuto risorgere, tanto per lo scoraggiamento, che ne sarebbe nato degli uomini, quanto per la perdita delle armi, della munizioni e delle bagaglie. Aveva perciò Washington fatto consapevole de' suoi timori il congresso, pregandolo, fosse contento d'informarlo, quale intendesse, avesse ad essere il destino della città, quando fosse obbligato ad abbandonarla. Al che rispose il congresso umanamente, si conservasse intiera e salva. Fatta poscia una Dieta dei primarj capitani, pose il partito, se si dovesse senz'altro indugio votar la città; e si vedeva chiaramente, ch'egli inclinava al sì. Molti portavano la medesima opinione per le ragioni sopraddette, e meglio ancora, perchè il ritirarsi più indentro nelle terre sarebbe un privar il nemico del vantaggio, ch'egli aveva grandissimo, delle sue flotte. Altri si opponevano, perchè credevano, che il difender la Nuova-Jork avrebbe fatto consumar il tempo al nemico, e che intanto sarebbe trascorsa la stagione del guerreggiare. Pensavano ancora, che il votarla sarebbe stato segno di troppa viltà; cosa, che sarebbe riuscita di troppo gran pregiudizi sulle opinioni dei soldati e dei cittadini. Prevalse la sentenza di questi, e fu vinto il no. Ma finalmente, ingrossandosi vieppiù gl'Inglesi alle bocche del Sound, ed essendosi fatti molto forti nell'isola di Montesoro e di Buchanan, fatta un'altra consulta, si determinò, che non solo era prudente, ma ancora necessario di votar la Nuova-Jork. Si diè pertanto tostamente mano al rimover di là per la via del fiume del Nort i malati, le bagaglie e le munizioni, le quali si portarono molto in su sopra le coste della Nuova-Cesarea. Dopo alcuni dì anche il presidio avrebbe abbandonata la città, lasciandola del tutto in balìa del nemico.
Mentre queste cose si facevano con molto ordine dai soldati, e con molto terrore dei cittadini della Nuova-Jork, ecco, che si levava un gran romore per le ricevute novelle, che l'inimico sbarcasse nell'isola. I soldati a molta fretta correvano a riunirsi coi loro nelle pianure di Harlem. Nel mentre che le navi inglesi entrate nella riviera del Nort per rivolgere a quella parte l'attenzione dei generali americani, ed interrompere il trasporto delle bagaglie e munizioni, la prima schiera dell'esercito inglese condotta da Clinton si era imbarcata in capo al golfo di Newtown, e procedendo pel Sound, ed entrando nella riviera di Levante per la Porta d'Inferno, navigato prima un poco all'ingiù, era andata a sbarcare a Kippsbay a tre miglia distante dalla Nuova-Jork verso tramontana. Erano in questo luogo più, che in qualsivoglia altro deboli le difese, e le genti britanniche protette dalle artiglierie delle navi pigliaron tutte terra senza quasi incontrar nissuna resistenza. Non aveva tralasciato il generale americano, tostochè ebbe avviso dello sbarcar degl'Inglesi, di mandar loro incontro le brigate dei generali Parsons e Fellows, acciocchè riunite a quelle che difendevano Kippsbay, sostenessero l'impeto del nemico. Ma quelle prima, e poscia queste ancora si diedero vergognosamente alla fuga, nonostante tutti gli sforzi dei capitani per ritenerle. Arrivato poi Washington istesso le incorava e rannodava; ma, comparsa una banda di nemici, di nuovo si scompigliarono e voltaron le spalle. Se gl'Inglesi senza metter più lunga dimora al loro cammino si fossero spinti innanzi, avrebbero senz'alcun dubbio intrapreso il presidio della Nuova-Jork, che si ritirava. Ma ossiachè i generali inglesi non potessero restar capaci di tanta viltà negli Americani, e temessero di cacciarsi in mezzo a due schiere nemiche, ossiachè, come scrivono alcuni, gonfiati dal prospero successo, si trattenessero a diporto per ben due ore in casa di una gentildonna, certo è, che fu lasciato luogo a Putnam, che guidava il presidio, di difilare, e d'andarsi a congiungere col rimanente dell'esercito. Lasciarono però gli Americani in poter dei nemici le più grosse artiglierie, molte bagaglie e munizioni, e massimamente le tende, delle quali stavano in grandissimo bisogno. Dei soldati pochi mancarono, e questi in una scaramuccia presso Bloomingdale.
L'esercito inglese, mandato una grossa banda a pigliar possesso della città della Nuova-Jork, la quale può dare in ogni caso di fortuna recapito ad un buon esercito, s'accampò presso il centro dell'isola, avendo l'ala sua dritta posta a Horens-Hook sulla riviera di Levante, mentre la sinistra toccava Bloomingdale presso quella del Nort, occupando esso in tal modo tutta la larghezza dell'isola da una parte all'altra, la qual è, di circa un miglio. Gli Americani poi si erano molto affortificati a tramontana dell'isola, e massimamente a Kingsbridge. Avevano anche un alloggiamento sulle alture di Harlem, distante ad un miglio e mezzo dalle guardie inglesi. Un altro forte passo occupavano tra Harlem e Kingsbridge, siccome pure una Fortezza chiamata il Forte Washington sul fiume del Nort. In questo stato di cose seguivano frequenti avvisaglie, nelle quali appoco appoco andavano gli Americani ricuperando il coraggio, e s'avvezzavan di bel nuovo a guardare in viso l'inimico. Washington molto desiderava, che i suoi si mescolassero cogl'Inglesi in questi fatti. Uno fra gli altri ne seguì molto grosso nelle pianure di Harlem, dove, spintesi troppo avanti pel troppo ardore alcune bande d'Inglesi e di Essiani, furono prese alla tratta in un agguato apparecchiato loro dagli Americani, e ne andarono colla peggio. Washington molto commendò per lettere pubbliche il valor de' suoi.
Pochi giorni dopo che la città della Nuova-Jork, tanto opportuna alle cose d'America, era venuta in poter dei regj, arse per un fuoco acceso, chi scrive da alcuni cittadini a bella posta, perchè gl'Inglesi non si potessero prevalere delle stanze di tanta città, e chi a caso. Fu scritto, che il fuoco si appiccasse in varj luoghi nel medesimo tempo, e per mezzo di esche ingegnosamente preparate; il che negano gli Americani. Poco mancò, tutta la città non fosse consumata dalle fiamme, soffiando il vento forte, ed essendo l'aria secca. I soldati del presidio guidati dal generale Robertson molto si adoperarono per arrestar l'incendio; ed infuriati, com'erano, presi alcuni fra gl'incendiarj, o che tali credevano, gli precipitavano a trabocco in quelle fiamme, che accese avevano.
Il generale inglese accorgendosi, che tal era la fortezza degli alloggiamenti del nemico, che il cacciarnelo per una battaglia era una cosa piena di grandissimo pericolo, e molto incerta nell'evento, fece quella risoluzione, la quale per avventura avrebbe dovuto fare da bel principio, cioè di andar a campeggiare alle spalle degli Americani posti a Kingsbridge, ed obbligargli in tal modo a combattere con isvantaggio, o a ritirarsi con perdita, o a rimanere con pericolo. A questo fine, lasciato lord Percy con due brigate inglesi, ed una di Essiani negli alloggiamenti di Harlem, acciò difendessero la Nuova-Jork, egli col rimanente esercito imbarcatosi sui battelli e sulle piatte, ed entrato prosperamente nel Sound per la Porta d'Inferno, andò a sbarcare a Frogsneck vicino alla Terra di West-Chester situata sui confini delle due province della Nuova-Jork e del Connecticut. Fu da alcuni biasimata questa mossa dell'Howe; perciocchè il generale americano avrebbe potuto con un improvviso assalto opprimere le genti lasciate a Harlem, ed impadronirsi di nuovo della città di Nuova-Jork. Ma forse fece egli fondamento sullo sbigottimento, in cui tuttavia si trovavano i provinciali, e sulla presenza delle navi, le quali in ogni caso avrebbero porto un sicuro asilo alle pericolanti schiere. Aveva anche Howe molto fortificato il posto di Gowans-hill per proteggere la città. Per impedire poi che il nemico non potesse valersi della navigazione del fiume del Nort, e per mezzo di questo trar le vettovaglie dalla Nuova-Cesarea, aveva ordinato, che tre fregate montassero su oltre i Forti Washington e Lee, il primo posto sulla sinistra, ed il secondo sulla destra riva del fiume. Il che eseguiron esse con molta destrezza, nonostanti le artiglierie dei due Forti, ed i triboli, coi quali avevano gli Americani cercato d'interrompere la navigazione. Il generale inglese soprastò alcuni giorni a Frogsneck, sia per rifar i ponti, che dal nemico stati erano disfatti, sia per aspettare un grosso rinforzo, che gli doveva venire dall'Isola degli Stati. La strada da Frogsneck a Kingsbridge è molto difficile per le continue macìe, e gli Americani l'avevano anche rotta in molti luoghi. Washington, il quale aveva adunato tutto il suo esercito a Kingsbridge, mandò avanti i soldati leggieri per tribolar nel suo viaggio l'esercito nemico.