Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2
Part 21
A questo tempo si trovava l'America in una strana, e non mai più veduta condizione costituita. La guerra, che durava già fin più d'un anno, e che con tanta rabbia si esercitava, era contro un Re diretta, al quale si protestava tuttora di voler prestare obbedienza; e quegli stessi, i quali tutti quegli atti commettevano, che alla ribellione si appartengono, non volevano esser chiamati ribelli. Nei tribunali si amministrava la giustizia in nome del Re, e nelle chiese si pregava per la conservazione e prosperità di quel Principe, l'autorità del quale non solamente era cessata del tutto, ma ancora contro la quale si combatteva con incredibile ostinazione. Si andava dichiarando, che si voleva ritornare all'antica obbedienza, ed alla primiera forma del governo regio, mentrechè in fatti già da lungo tempo i popoli vi si reggevano a repubblica. Si diceva di voler arrivare ad un fine, quando tutti quei mezzi si usavano, che ad un altro tutto contrario la cosa pubblica avviavano; nè mai in alcun'altra occasione di rivolgimenti di Stati si era osservata tanta discordanza tra le parole ed i fatti, come in questa. Questo stato di cose non era tale, che potesse lungamente durare; e se il volgare si persuadeva, che la vittoria potesse far piegar il governo alla condescendenza, ed alla passata concordia condurre l'America coll'Inghilterra, i più savj, ed i più prudenti cittadini si accorgevano benissimo, che la ferita era diventata insanabile; e che invano si sperava di poterne agli antichi termini ritornare. Imperciocchè sapevano bene, che l'orgoglio induceva nel governo inglese una grande ostinazione, e le vittorie, che gli Americani avrebbero in tutto il corso della guerra potuto acquistare, per la natura stessa delle cose non potevano esser tali, che fossero abili a far nascere in quel governo un timor lontano, non che vicino circa la propria esistenza; la qual cosa sola lo avrebbe potuto far calar agli accordi. Esercitavano di necessità gli Americani la guerra difensiva, e presupposto anche, avessero la vittoria compiuta contro gli eserciti britannici, avrebbe nonostante la Gran-Brettagna potuto rinnovare un'altra volta la guerra. Nè la perdita sola del commercio poteva il governo indurre a concedere ai coloni le condizioni, che domandavano, esercitandosi esso con tanta frequenza in tutte le altre parti del mondo. Oltrechè si sa da tutti, che le grosse armate producendo negli uomini la sicurezza, sono le vere sorgenti, e le guide del commercio; e che quella nazione, che è più delle altre forte in sull'armi navali, avrà sempre più di tutte il commercio ricco e fiorente. Nè si dee tralasciar di dire, che quantunque in nome si combattesse tra la monarchia meno temperata, e la monarchia più larga, infatti però era venuta la contesa tra la monarchia, e la repubblica; nel qual caso non potevano altro sperar gli Americani, che una intiera independenza e libertà, od una intiera dependenza e servitù. E giacchè a tali termini eran ridotte le cose, nissuno, che avesse fior d'ingegno o pratica delle cose del mondo, non vedeva, che il levarsi la maschera dal viso, ed il discoprirsi, dichiarando apertamente qual fosse il fine, al quale intendevano gli Americani di arrivare, era per essi diventato un partito non solo utile, ma necessario. Stantechè per questo non si accrescevano i pericoli, nè si peggioravano le condizioni; ma per lo contrario si ottenevano presentemente molti vantaggi, e se ne potevano sperare maggiori per l'avvenire. I consiglj loro ne sarebbero diventati più risoluti; della qual cosa nissuna è più utile per la felicità dell'imprese; ed i soccorsi esterni si sarebbero più facilmente potuti ottenere. Poichè ognuno vedeva, che, chiarita l'independenza, e protestatosi una volta dagli Americani, che non mai, nè sotto qualsivoglia condizione ritornati sarebbero all'obbedienza verso l'Inghilterra, sarebbersi fatti più ostinati nelle difese. E perciò essendovi minor pericolo che si accordassero, i principi esterni avrebbero più facilmente la causa loro abbracciata. E forsechè l'Inghilterra stessa per l'orgoglio ed alterigia sua avrebbe avuto minor ripugnanza, nel caso che gli eserciti suoi avessero fatto la guerra infelicemente, a trattar cogli Americani, come con una nazione franca ed independente, che al conceder loro quelle condizioni, le quali erano appunto la prima cagione ed il soggetto della discordia; conciossiachè il più amaro fine di una guerra, quello sia di dover rimettere al nemico quell'oggetto stesso, ch'era venuto in contesa. Per tutte queste cagioni la via, che dovevan gli Americani tener per arrivare a buon fine, non era a niun modo dubbia, nè il congresso l'ignorava. Ma, se utile cosa era stimata, non era meno opportuna, e tutti i circostanti accidenti parevan dar favore alla presente deliberazione. Le armi felicemente usate nel Massacciusset, nella Virginia e nella Carolina Meridionale, province tanto principali, la prosperità delle prime fazioni loro sul mare, e l'abbondanza delle prede fatte sul nemico dai corsali loro davano più che probabile speranza, che gli Americani avrebbero seguitato tutto ciò, che il congresso avesse deliberato. Il terrore delle armi inglesi per quei primi prosperi fatti era negli animi loro scemato maravigliosamente, la confidenza nelle proprie molto accresciuta, il consenso dei popoli confermato; e l'infelicità dei primi tentativi dei leali aveva questi sbigottiti, ed indotto nei libertini la opinione, ch'essi capaci non fossero a tentar alcun moto d'importanza. Ma, se erano impotenti i leali ad ingenerar temenza dell'armi loro, andavano però in questo medesimo tempo facendo congiure, le quali inasprivano grandemente i libertini, ed a maggior odio gli concitavano contro di quel governo, che non contento ad usar la forza, prezzolava ancora, come si credeva, gl'incendiarj e gli omicidi, perchè contro di quelle innocenti città, e contro i cittadini virtuosissimi le orribili arti loro esercitassero. Alcuni leali della Nuova-Jork prezzolati, e messi su, come si divulgò, dal governator Tryon, si erano congiurati ad arrestare, e fors'anche ammazzare il generale Washington e gli altri principali uffiziali, appiccare il fuoco ai magazzini, e pigliare i passi alla città nel momento, in cui le armate britanniche, come si aspettava, sarebbero venute sopra quella. Scoperta la cosa, molte persone, che si erano mescolate nella congiura, furon sostenute, tra le quali due guardie del generale, e lo stesso suo fattore. Alcuni furono giustiziati. L'aver voluto incendiar una sì nobil città, e por le mani nel sangue d'un uomo, al quale portavano i popoli tanta reverenza e tanto amore, eccitò a grandissima rabbia i libertini, sicchè vennero in maggior desiderio di separarsi da quel governo, che secondo l'opinione che avevano, dava le paghe a questi scelerati sicarj. L'Inghilterra stessa colle sue pubbliche risoluzioni aveva dato grand'incentivo a sì fatta determinazione. La concione dal Re fatta in cospetto del Parlamento aveva persuaso agli Americani, che nulla si voleva rimettere del rigore concetto contro di loro, e che formidabili apparecchiamenti di guerra fare si dovevano. Le discussioni poi e le risoluzioni del Parlamento gli fecero accorgere, quanto fosse debole l'autorità di coloro, che in questo la parte degli Americani difendevano. Ma per la risoluzione dei quindici maggio, colla quale si davano in preda le proprietà americane, sì pubbliche che private, a tutti coloro, ai quali il destro sarebbe venuto di pigliarle, erano venuti gli Americani in credenza, che non solo si volessero contro di sè medesimi usare gli estremi dell'ostilità, ma ancora, che non si volesse con elli fare a buona guerra; che s'intendesse, dovessero cessare a riguardo loro tutte quelle leggi, che in mezzo alle nazioni europee scemano, per quanto possibile sia, i mali della guerra, ed inducono qualche sembianza di civiltà per fino in mezzo alle stragi ed alle rapine. Credettero che contro di essi volesse il governo inglese esercitare non che la guerra, la piratica ed il ladroneccio. La qual cosa se non si poteva aspettare da una nazione esterna, che nemica fosse, molto meno comportare lo potevano nei proprj concittadini; e se gl'Inglesi con questo inusitato modo di procedere erano diventati agli occhi loro più che nemici, così volevano gli Americani diventare ai medesimi meno che concittadini. La benevolenza prodotta dalla congiunzion del sangue, e l'unione dello Stato non possono più continuarsi là, dove non solo sono cessate le leggi e gli usi, che corrono fra le nazioni amiche, ma perfino quelli, che durano tuttavia in mezzo alle più crudeli discordie tra le civili nazioni; e se all'uso dei Barbari intendeva la Gran-Brettagna di esercitar la guerra contro l'America, questa doveva di necessità adoperare, come se fosse una nazione esterna. L'aver poi l'Inghilterra condotto a' soldi suoi, e mandati ai danni dell'America i soldati mercenarj della Germania, i quali si rappresentavano agli occhi dei coloni, come gente da ogni umanità lontana, aveva in questi una incredibile alterazione prodotta. Credevano, non potersi più tenere in luogo di padri coloro, che contro i proprj figliuoli sì crudeli esecutori delle volontà loro inviavano. _Questi sono_, dicevano, _i commissarj, i forieri della pace, che manda all'America l'Inghilterra, gli Essiani, i Brunswicchesi, ed i Waldecchesi_ (imperciocchè un altro trattato di sussidj avevano i ministri concluso col principe di Waldech). _Gli ammazzamenti, le rapine e le implacabili ire di questi prezzolati Tedeschi, come pure anche quelle dei crudeli Indiani sono gl'istrumenti, coi quali spera il governo inglese di vincere la costanza nostra, e sottometterci di bel nuovo al giogo suo. Poichè gl'Inglesi i forestieri spingono ai danni nostri, e noi contro di essi combattiamo, come se forestieri fossero. E poichè ancora dopo un'ingiustissima guerra hanno colle crudeli risoluzioni, e coi barbari soldati rotta e spenta, non solo l'antica congiunzione, ma perfino l'ultima speranza della medesima, così noi nella giustissima causa nostra accettiamo la proposta, la quale, se ci sarebbe orribile e pregiudiziale parata ai passati dì, ci deve parere ora indifferente, e non che utile, necessaria._ Egli è certo che le raccontate determinazioni dei ministri, colle quali si erano proposto d'intimorir gli Americani, e fargli calare agli accordi, gli misero per lo contrario più in sull'ostinarsi, e diedero occasione al congresso, ed a tutti coloro, che miravano all'independenza, di mandar sicuramente ad effetto l'intento loro. Che anzi molti di coloro, i quali desideravano di ritornare all'antica dependenza, ne pigliarono tanto sdegno, che si accostarono alle parti dei primi, o molto almeno rimettettero dello zelo a difendere gl'interessi britannici; onde accadde, che i nemici antichi, più forti diventarono per la comune opinione cresciuta in favor loro, e per la congiunzione dei nuovi, e gli antichi amici diminuirono di numero e d'ardore. Il che dee servir d'esempio a quelli, i quali nella concitazion loro si persuadono, che le risoluzioni che atte sono a dividere gli uomini tra di loro, e gli uni spingere contro gli altri, quando essi hanno gli animi raffreddi, lo siano del pari, quando sono da qualche gagliarda passione commossi; perocchè in quest'ultimo caso quello, che mitigar dovrebbe, irrita; quello, che intimorire, incora; quello, che dividere, collega e congiunge. A grado a grado il desiderio dell'independenza s'insinuava vieppiù nelle menti americane. Ad altro oggetto non si pensava, che a questo, ne d'altro si favellava, sì pubblicamente che privatamente, che di questo medesimo. Gli animi eran sollevati universalmente, ed in grandissima aspettazione. Stando le cose in questi termini uscì alla luce un libretto, al quale stavano sottoscritte le parole _comun senso_; ma era opera di Tommaso Paine, uomo nato in Inghilterra, ed arrivato poco tempo innanzi in America, al quale forse più, che ad alcun altro scrittore il cielo aveva concesso, sapere con istile e con pensieri accomodati muovere e volgere a suo talento gli animi della moltitudine. Certamente si può affermare, che il libro del Comun senso sia stato uno degl'istrumenti più efficaci dell'independenza americana. L'autore si sforzò di provare, e con argomenti molto probabili, che la ricongiunzione coll'Inghilterra era impraticabile per la diversità, anzi per la contrarietà delle parti, e per l'orgoglio britannico, siccome pure infedele pel rancore e pel desiderio della vendetta. Da un altro canto discorreva assai acconciamente della necessità, dell'utilità e della possibilità dell'independenza. Aggiungeva certi sprazzi in sulla monarchia molto accomodati a renderla odiosa nella mente dei popoli, e preponeva a quella il governo dei più. Della costituzione inglese, l'eccellenza della quale niuno, o pochi avevano in quei tempi recata in dubbio, parlò molto alla libera, per quanto spetta alla parte della monarchia; con lode degli altri ordini. Riandò i mali e le calamità pubbliche, alle quali, malgrado la lodata bontà della costituzione sua, era andata l'Inghilterra soggetta, e massimamente dopo il ristoramento della monarchia; e quindi argomentava, che qualche vizio essenziale doveva trovarsi in quella, pel quale era insufficiente a procurar la felicità dei popoli; e questi vizj, questo male segreto affermava esser la Realtà. Da questa ripeteva le discordie intestine, e la frequenza delle guerre esterne. Si rallegrava in fine coi popoli americani, che il cielo e la fortuna avessero loro fatto abilità di poter creare quegli ordini pubblici, nei quali fossero raccolte tutte le eccellenze della britannica costituzione, esclusi i suoi difetti, vale a dire, secondo la mente sua, la Realtà. Non si potrebbe facilmente dire, con quanto consentimento dei popoli sia stata ricevuta questa scrittura del Paine. Chi diventava da ardente arrabbiato, chi da tiepido infervorato, e per fino vi furono di quelli, che da leali diventaron libertini. Ognuno voleva l'independenza.
Il congresso determinò di usar l'occasione. Ma per procedere prudentemente, e perchè non gli cadesse, come dice il volgo, il presente in sull'uscio, volle prima tentar il guado, e fece una risoluzione, la quale, se non era l'independenza stessa, certo molto se le avvicinava. Intendeva di starsene ad osservar gli effetti, per poter quindi procedere più oltre sicuramente. Decretò, che, siccome il Re britannico, in congiunzione coi Pari e coi Comuni della Gran-Brettagna, aveva esclusi per gli ultimi atti del Parlamento gli abitanti delle colonie unite dalla protezione della sua Corona, e siccome nissuna risposta era stata, o sarebbe probabilmente data alle umili petizioni delle medesime per ottener la rivocazione delle offenditrici leggi, e la riconciliazione colla Gran-Brettagna; che per lo contrario tutta la forza di quel reame, aiutata anche da mercenarj forestieri, doveva nella distruzione di quel buon popolo adoperarsi; e finalmente, siccome sono cose che grandemente ripugnano alla ragione ed alla buona coscienza di quei popoli il pigliar più oltre i giuramenti, ed il far le promesse necessarie nel prendere, o nell'esercitar i maestrati sotto la Corona della Gran-Brettagna; e ch'egli è necessario, che l'esercizio di ogni autorità qualsivoglia dalla detta Corona procedente sia totalmente annullato, e tutte le potestà del governo esercitate sotto l'autorità del buon popolo delle colonie; e ciò per mantenervi l'interna pace, la virtù ed il buon ordine, siccome pure per difendere le vite, le libertà e le proprietà dai nimichevoli assalti, e dai crudeli rapimenti dei nemici loro, così era raccomandato alle rispettive assemblee e conventi delle colonie unite, nelle quali nissun governo sufficiente all'esigenza degli affari stato fosse fino a quel dì costituito, ordinassero quel tale, che secondo l'opinione dei rappresentanti del popolo fosse meglio conducevole alla felicità ed alla sicurezza dei mandatori loro particolarmente, e dell'America generalmente. Questa risoluzione, mandata speditamente nelle rispettive colonie, ebbe in questa ed in quella diverso incontro. Alcune avevano già di per sè stesse preoccupato il passo, e, recatosi in mano l'autorità del governo, avevano creato ordini pubblici independenti dall'autorità reale, e questi non più temporali come prima, ma durevoli, senza niuna restrizione o di tempo o di condizione. Così adoperato avevano la Virginia e la Carolina Meridionale. Il Connecticut e l'Isola di Rodi non ebbero che cambiare; poichè già fin dagli antichi tempi ogni autorità vi procedeva dal popolo, e da questo si eleggevano tutti i maestrati, sì quelli, ai quali è commessa la cura di far le leggi, come quelli, il cui carico è di mandarle ad esecuzione. La Marilandia, la Pensilvania, e la Nuova-Jork fluttuarono. Ma vinte finalmente dall'insuperabil temporale, vi si accomodarono. Adunque in ogni luogo erano intenti i popoli delle colonie a creare nuove costituzioni, nelle quali, tratte quelle parti, che all'ordinamento dell'autorità regia si appartengono, tutte quelle forme conservarono, che sono della costituzione inglese proprie e private. Generalmente si vollero diligentemente distinguere le tre potestà, legislativa, esecutiva e giudiziale; e specialmente molta gelosia si dimostrò intorno all'esecutiva. La legislativa fu divisa in alcune colonie in due parti; in altre costituita fu in una sola, e da tutte ebbero divieto tutti coloro, che maestrati tenevano, o uffizj dall'esecutiva. I giudici si pagavano o dalla legislativa, o dalla esecutiva. In alcune tenevano il magistrato a tempo, in altre durante la buona condotta. Il governatore poi, secondo la maggiore o minor gelosia dei popoli, si eleggeva a dovere star in uffizio per più breve, o per più lungo tempo. In alcune colonie otteneva la facoltà del divieto, ed in altre no. In queste ei doveva stare per ogni fatto suo; in quelle per nissuno, perciocchè un Consiglio esecutivo, creato a posta, lo doveva rivedere. In tutte queste disquisizioni, le quali tanto importavano alla futura felicità delle colonie unite, non si sentirono, nè minacce, nè corrucci, nè discordie malaugurose, e pareva, che ognuno, posta in disparte l'ambizione, altro non agognasse, che la prosperità e la libertà della patria; memorabile esempio di prudenza, di temperanza e di benevolenza civile, nel quale se risguarderanno gli altri popoli, non potranno non vergognarsi, seppure la corruzion dei costumi non dispoglia anche i cuori smani dell'abilità del vergognarsi, di essersi in tutti i tempi dimostrati dall'americano così diversi e lontani; imperciocchè essi altro non sepper fare, che correre dai dispareri alla discordia, e dalla discordia al sangue.
Trovato il congresso nelle colonie buona corrispondenza alla sua risoluzione, e volendo dare alla incominciata opera compimento, rimaneva, che venisse da quelle autorizzato a dichiarare l'independenza. Questa bisogna fu con tanta prudenza governata, e di già erano i popoli tanto inclinati al disegno, che la maggior parte delle assemblee provinciali inviarono ai delegati loro al congresso il mandato libero per consentire all'independenza. Alcune di vantaggio fecero loro abilità di far leanze coi principi forestieri. Sole la Pensilvania e la Marilandia si opponevano.
Adunque stando le cose in questi termini, nella tornata del congresso degli otto giugno Riccardo Enrico Lee, uno dei deputati della Virginia, posto il partito della independenza, parlò, dicesi, stando tutti intentissimi ad ascoltarlo, nella seguente sentenza: