Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2

Part 11

Chapter 112,866 wordsPublic domain

Arrivarono in questo tempo dall'Inghilterra gli avvisi, che il governo aveva disdegnato di dar risposta alla petizione del congresso inviata al Re, e portata dal Penn, che fu governatore della Pensilvania. S'intese di più, che niuno fra i ministri si era piegato a domandargli checchessia intorno gli affari dell'America. Il che dimostrava l'ostinazione loro e le irrevocabili risoluzioni. Queste cose accrebbero singolarmente gli sdegni nelle colonie, diedero il gioco vinto ai fomentatori dell'independenza, i quali andavano dicendo a tutti coloro che lo volevano udire, che nulla si poteva più sperare dal governo inglese, e che la sola via di salute che rimasta fosse, quella era di farsi forti in sull'armi, di levarsi dal collo ogni superiorità, e di risolversi in fine a camminare colle proprie gambe.

Udite queste cose l'assemblea generale di Filadelfia, la quale stava per la dependenza, quantunque per volontà di resistere alle insolite leggi del Parlamento a nessuna fosse inferiore, si alterò grandemente, e mandò dicendo a' suoi deputati al congresso generale, avessero ad opporsi ad ogni proposta che fosse fatta, la quale ad una separazione dall'antica patria tendesse, od a cambiare la forma del governo. Quest'erano le tente, che si facevano in America per arrivare all'independenza.

Ma ritornando ora alla guerra guerriata, che si faceva sotto le mura di Boston, in due difficoltà, l'una e l'altra grandissime si ritrovavano gli Americani, la prima delle quali si era la carestia delle polveri, che tuttavia continuava, mal grado gli sforzi che si facevano per procacciarne; e l'altra il fine della ferma dei presenti soldati. Essendosi gli Americani, o dati a credere che la contesa si avesse a terminar di breve, ovvero temendo gli eserciti stanziali, avevano i soldati loro condotti solamente pel termine di un anno. Onde correvasi pericolo, che tutto l'esercito si disbandasse sul finir del presente, e così si risolvesse tutto ad un tratto l'assedio. Per rimediare alla prima posero in opera ogni cosa, ed il paese loro non potendo somministrare quella quantità di polvere, che fosse sufficiente, pensarono di andare a farne procaccio presso i forestieri. Molte navi fra le più veloci furon mandate sulle coste della Guinea in Africa, donde ne riportarono quantità grandissime, avendola comprata dalle navi europee, che per quelle spiagge andavano trafficando. I Filadelfiesi conoscendo il buon animo degli abitatori dell'isola Bermuda, ed in quanto bisogno stessero di vettovaglie, vi mandarono un grosso giunco, ed i Caroliniani una corvetta, e levaron circa centodieci bariglioni di polvere. L'assemblea di Massacciusset volle, che gli abitanti non ne consumassero col trarre senza necessità alle fiere, agli uccelli, o per modo di diporto. In questo modo incominciò a scemare nel campo bostoniano il difetto di questo principalissimo istrumento della guerra. Per andar poi all'incontro del finire della condotta dei soldati, il congresso mandò al campo deputati, acciò, accozzatisi col generale Washington, mettessero in uso que' più efficaci modi, che immaginar sapessero, per impedir la risoluzione dell'esercito. Questi delegati eran tutti uomini di gran maneggio, e fra di loro avanzava gli altri di credito e di nome il dottore Beniamino Franklin. Seppero condur questa bisogna con tanta prudenza, che quasi tutto l'esercito consentì, sebbene non senza grave difficoltà, a continuare ne' stipendj. Inoltre il congresso decretò, che l'oste che stava presso Boston, dovesse sommare al numero di più di ventimila soldati, e che le particolari colonie facessero leve di battaglioni a spese del continente.

In questi dì si chiarì traditore il dottor Church. Teneva pratiche segrete dentro Boston. Scoperto, essendo egli membro dell'assemblea dei rappresentanti, fu tradotto al cospetto di questa. Non negò, ma disse, che il faceva pel bene della patria. Non provò. Fu casso dall'assemblea. Alcuni credettero, fosse una cicatrice, o sia trattato doppio. Il congresso decretò, fosse tenuto nelle segrete del Connecticut.

Il generale Gage ritornò in Inghilterra, chiamatovi dal suo Re. Non riuscì all'aspettazione. Usò i consiglj miti, quando bisognava por mano ai gagliardi, e pose mano ai gagliardi, quando bisognava usare i miti. Arrivò in America accompagnato da molta benevolenza. Ne partì detestato, colpa forse più dei ministri che sua, i quali invece di decreti rigorosi avrebbero dovuto mandare possenti eserciti, o invece di possenti eserciti mandar proposte d'accordo consenzienti colle opinioni americane. Ma gli uomini non sanno per l'ordinario usar tutta la forza loro, nè superare affatto la vergogna del calar agli accordi; e quindi è, che gl'indugi, le peritanze ed i mezzani consiglj rovinano sì spesso le imprese. William Howe, capitano di molto grido e di chiaro sangue, succedette a Gage.

Si trovava in questo tempo Washington in molte e gravi difficoltà, le quali derivavano dall'ordinanza del suo esercito, ed ogni dì si accrescevano in proporzione, che quei primi calori dei soldati si raffreddavano. Ogni ora più si persuadeva, che le guerre non si vincono cogli impeti popolari, ma colle buone armi, coi buoni ordini e colla obbedienza. Di tutte queste cose si provava gran difetto nel campo, e principalmente delle due ultime. Un vizio principalissimo quello si era, che siccome la più parte delle genti dell'assedio erano state levate non dall'autorità del congresso, ma sibbene dai maestrati provinciali, così non erano comuni, ma per lo contrario molto differenti gli ordini loro in rispetto alle armi, alle paghe, ai gradi, alla disciplina e ad ogni sorta di fazione militare. La qual disparità quanto fosse per nuocere al pubblico servigio, nissuno è che non lo veda di per sè stesso. Oltreacciò egli aveva fatto gran fondamento sui soldati massacciuttesi, siccome quelli, ch'erano i più numerosi nel campo, e dovevansi riputare, per causa dell'opinione generale della provincia loro, i più zelanti nel proseguir l'impresa, e perciò più inclinati a seguir tutte quelle deliberazioni, che al buon esito della guerra potessero contribuire. Ma però ei fu molto ingannato nella credenza sua. I soldati massacciuttesi, seguendo troppo oltre quel desiderio della libertà, avevano eletto essi stessi i proprj uffiziali; il che nocque incredibilmente alla disciplina; imperciocchè mancando il rispetto verso i medesimi, nissuno voleva prestar obbedienza. Si debbe anche aggiungere, che alcuni fra essi uffiziali non avevan nissun ritegno nel por mano nelle private e nelle pubbliche facoltà. Gridavano libertà per poter senza freno soddisfare all'incredibile avarizia loro. Nè si creda, che poichè tanto afflitta fosse la patria loro se ne muovessero a compassione, o usassero qualche riguardo; che anzi la fame, e per così dire agonia del rapire, e le ingorde voglie parevano crescere all'avvenante dei bisogni di quella. Questa è stata in ogni tempo una peste fatalissima dei popoli ai tempi dei rivolgimenti politici; che i più tristi, i più perduti uomini facciano professione di amare il ben pubblico, e mettano sotto questa coperta ed a man salva ogni cosa a ruba ed in iscompiglio. In questo stato di cose i buoni non son creduti, perchè i tristi fanno le medesime protestazioni ch'essi fanno; ed i tristi non si possono frenare, perchè s'ha bisogno di loro. Un altro vizio dell'esercito americano quello si era, che ciascuna colonia, non il congresso generale, pagava, vestiva e vettovagliava le sue genti; il che era cagione di una discrepanza pregiudiziale molto all'ordine ed alla disciplina. Nè si era ancor immaginato, ovvero in mezzo a tante parzialità non si era potuto creare il maestrato, che chiamano abbondanziere, o contator generale, il quale solo reggesse tutte le bisogne appartenenti al pagare, al vestire ed al vettovagliar gli eserciti. Si aggiungeva a tutte queste cose, che alcuni fra i generali americani avevano preso dispiacere alle promozioni fatte dal congresso, e si erano ritirati sdegnosamente alle case loro. Le malattie ancora s'erano introdotte nel campo, e più di tutte la disenteria, peste cotanto fatale agli eserciti. Avvicinandosi poi la fine dell'autunno, e incominciando il freddo a noiare, i soldati pativano assai dal mancamento delle baracche; non che il congresso avesse questa cosa trascurata: ma gli appaltatori, quantunque avessero ricevuto il denaro dal comune, tuttavia seguendo l'uso loro, non fornivano, e gridavan con tuttociò a gola, che non erano pagati; e pareva, che avessero ragione essi e torto gli altri; tanto sono avviluppati e fini quegli andirivieni ed inorpellamenti loro. Tuttavia Washington colla prudenza ed autorità sua provvedeva ad ogni cosa; e se molta gloria acquistò nell'avere la presente guerra a buon fine condotta, certamente non minore lode gli si debbe per aver tenuto congregato un esercito tanto incomposto, disordinato e bisognoso. Questa è stata del pari, e forse più difficile impresa della prima.

Gli Americani, non avvezzi allo spettacolo di un esercito proprio, concorrevano dalle vicine e dalle rimote contrade a vederlo. Uomini e donne arrivavano in copia al campo di Boston, e molto soddisfatti si dimostravano al marziale aspetto dei concittadini loro. I soldati si riconfortavano, e gli altri pigliavano migliori speranze. Gl'Indiani stessi accorrevano. Molto sospettosi di natura ed insospettiti volevano cogli occhi proprj assicurarsi della verità delle cose che avevano udite raccontare. Furon trattati molto civilmente, ed essi per divertir il campo, o per far nascere l'opinione della forza e destrezza loro facevano spesso sembianze e rappresentazioni delle feste e delle guerre a modo loro. Le vicendevoli accoglienze, la nata famigliarità, e la presenza di tante schiere americane unite insieme, che tenevan serrate dentro le mura di una città le soldatesche britanniche, fecero sì, che gl'Indiani, adescati ed attizzati in mille guise dagl'Inglesi, si mostraron tuttavia generalmente avversi al seguitar le bandiere loro; il che fu di grandissimo giovamento ai coloni.

Quantunque nissuna fazione di momento si facesse intorno a Boston, erano però spesso commesse leggieri battaglie, nelle quali gli Americani acquistavano nuovo ardire e nuovo desiderio di gloria. Washington molto desiderava che i suoi si mescolassero coi nemici in questi piccoli fatti, acciocchè per l'ozio non venisse a fiaccarsi la virtù loro, e si avvezzassero al romore delle armi, ed al veder in viso il nemico.

Intanto crescevano ogni dì più le necessità, in cui si trovava la guernigione di Boston. Le prede che le navi andavano facendo sulle vicine coste, non potevan bastare ad un tanto bisogno. Gli abitanti avevan ritratte le robe loro a' luoghi interni, e quelle che rimanevano, difendevano ostinatamente coll'armi. Nè potevano molto sperar gl'Inglesi di trar le vettovaglie dalle vicine isole o dall'altre parti del continente americano, che continuavano nell'obbedienza del Re, perchè esse stesse ne difettavano. Il qual difetto era prodotto da una provvisione del congresso, per la quale proibì ogni trasporto di derrate o merci dalle colonie verso il Canadà, la Nuova-Scozia, l'isola di San Giovanni, Terranuova, e verso le due Floride, siccome pure a' luoghi, dove gli Inglesi esercitavano le pescagioni. Succedevano frequenti avvisaglie tra gli Inglesi, che cercavano di foraggiare sulle coste di Massacciusset, ed i provinciali che s'ingegnavano d'impedirgli. Per questo aveva il Re ordinato, che le sue navi trattassero nimichevolmente quei luoghi che resistessero all'autorità sua. Inoltre gli abitatori di Falmouth, Terra fiorente e ricca, posta sulle marine di Massacciusset, avevano molestato una nave, la quale cercava di trasportar le robe di alcuni leali. Gl'Inglesi fulminandola colle artiglierie, e venuti anche a terra l'arsero tutta.

L'eccidio di Falmouth fu cagione di una molto audace risoluzione dell'assemblea di Massacciusset, la quale poco tempo prima aveva già ordinato, che si armassero navi per proteggere le coste. Decretò, esercitando la potestà sovrana, che si concedessero lettere di marca e di rappresaglia, e si creassero le Corti dell'ammiragliato, per giudicare della validità delle prede. Dichiararono per altro, che l'intenzion loro era solamente di difender le coste, e che si dovessero solo arrestar quelle navi, che inviate fossero a portar vettovaglie a quei soldati, che contro gli Americani esercitavano la guerra.

Poco tempo appresso, il congresso generale medesimo, a ciò indotto dalla necessità di tener travagliata la navigazione e le cose degl'Inglesi, e proteggere le sue marine, come pure dall'esempio delle prede fatte dai corsari massacciuttesi, determinò, si construisse ed armasse una flotta di cinque navi da trentadue cannoni, cinque altre di ventotto, e tre di ventiquattro una nel Nuovo-Hampshire, due nel Massacciusset, una nel Connecticut, due nell'isola di Rodi, due nella Nuova-Jork, quattro nella Pensilvania ed una nella Marilandia. Alla quale flotta prepose l'ammiraglio Hopkins. Il congresso parve esitare nel concedere le lettere di marca e di rappresaglia. Prese però una risoluzione, la quale, quantunque in nome meno nimichevole, in essere partoriva per altro i medesimi effetti. Diè facoltà alle sue navi di pigliar tutte quelle che impiegate fossero nel dare assistenza al nemico in qualsivoglia modo ch'esse ciò facessero. Creò anche poco poi le Corti dell'ammiragliato. Così appoco appoco si recava in mano l'autorità sovrana tutta intiera. Usarono gli Americani grandissima diligenza nell'allestir i legni, ed in men che non si poteva credere, un numero grandissimo correva i mari vicini, e faceva molte prede sugl'Inglesi, i quali un tanto ardimento non aspettavano, e si vedevano non senza maraviglia soprappresi su quell'istesso elemento, del quale si erano fin allora tenuti, e stati erano signori. Il corseggiare di questi nuovi navigli riuscì agli Americani molto vantaggioso, e di gravissimi danni cagione agl'Inglesi; perchè il governo britannico informato delle strettezze, alle quali si trovava ridotta la guernigione di Boston, aveva con incredibile spesa imbarcato una copia inestimabile di buoi, ed ogni altra sorta di bestiame vivente, di carni salate e di vegetabili di ogni maniera, e le aveva con una veloce armata alla volta di quella città inviate. I venti contrarj primamente la trattennero per un tempo inaspettato in mare, sicchè i bestiami morirono, ed i vegetabili si guastarono. Il rimanente arrivato sulle coste dell'America diventò preda in gran parte delle navi americane, e ciò spesso sugli occhi stessi dei comandanti delle navi inglesi, i quali o impediti dalle bonacce, o battuti dai venti contrarj non potevano soccorrere i loro. Si difettava massimamente in Boston di legna; al che il governo aveva voluto provvedere con avere imbarcato a bordo delle passeggiere una quantità considerabile di carbone. Queste la maggior parte caddero in mano degli Americani con grandissimo dispiacere e danno sì della guernigione, che dei Bostoniani medesimi, i quali nella stagione aspra, in cui già si era entrato, non avevano di che ardere. Nè solo si mostrò prospera la fortuna agli Americani nell'aver impedito i soccorsi di bocca, che dall'Inghilterra erano stati mandati al presidio, ma eziandio nell'avere intrapreso, come fecero, le munizioni da guerra, e le armi, delle quali essi stessi avevano un presentissimo bisogno.

Stretto da tante necessità il generale Howe aveva già mandato fuori di Boston, e fatto trasportare sulla terra-ferma vicina, meglio di settecento bocche inutili. Ecci chi scrive, che tra costoro si trovasse qualche sprazzo di vajuolo. Il che, se vero è stato, non è credibil cosa, sia stato fatto a bella posta per infettare il campo americano, essendo certamente l'animo dell'Howe molto lontano da sì orribile proposito. Certo è bene, che molti fra gli Americani se lo credettero, ed alcuni il pubblicarono; e l'assemblea di Massacciusset o perchè sel credesse ella, o perchè volesse, che sel credessero gli altri, ordinò, si mandassero ad effetto le cautele solite a pigliarsi ne' tempi sospetti di quella peste. Intanto Howe costretto dalle necessità per aver da ardere ordinò, si disfacessero di molte case in Boston; imperciocchè infestando gli Americani colle navi continuamente il mare, ogni speranza di trarre dalle vicine terre le legna ed il carbone era mancata.

In questo mezzo la Camera massacciuttese creava cinquantamila lire di sterlini in biglietti di credito; e conoscendo, che gli uomini si lasciano molto condurre alle parole ed ai segni, così essi biglietti fe' fornire in gentil maniera. Era la divisa loro un Americano tegnente nella man ritta una spada, attorno la quale si leggevano queste parole latine: _Ense petit placidam sub libertate quietem_. Colla manca sostentava il seguente motto: _Magna charta_; e attorno, si leggeva così: _Fatti in difesa dell'Americana libertà_. La medesima Camera ordinava, si portasse da ardere all'esercito. Queste cose, egli pare, facessero quasi per maladetta forza, essendosi molto raffreddati gli animi loro, o per impazienza o per avarizia. Il generale Lee, che aveva sciolto molto il freno della lingua, e svertava ogni cosa, gli biasimava aspramente, e gli chiamava alla discoperta torpidi e timidi, siccome quelli, che per non perdere l'aura popolare, non si ardissero por mano ai risoluti consiglj, e venire in sul toccare i cofani. Il congresso generale poi decretava, che colle medesime pene, le quali fosser fatte portare a coloro fra gli Americani, che caduti erano in mano del nemico, fosser puniti per la legge del taglione quelli, i quali caduti in poter loro avessero dato favore alla ministeriale oppressione. E di vero erano nate molte querele tra l'una parte e l'altra in rispetto ai trattamenti usati ai prigionieri di guerra. Abbiamo molte lettere scritte in istile molto risentito all'un l'altro dai generali Gage e Washington intorno questa cosa. E siccome è probabile, che da ambe le parti si magnificassero i danni, così egli è certo, che non si è fatto coi prigionieri a buona guerra, e che si procedette contro i medesimi con molta inumanità. Del che nissuno deve pigliar maraviglia, essendo questi i soliti frutti delle cittadine guerre.

In tal modo travagliavano in sul finir del presente anno le cose civili, e quelle appartenenti alla guerra nella provincia di Massacciusset, e specialmente intorno le mura di Boston. Quei di dentro non s'ardivano saltar fuori, e diventavano ogni ora più stremi di vettovaglie e di legna da ardere, mentre quei di fuori non s'attentavano di assaltargli, e si credevano di dover vincere alla fin fine questa pruova di piano e di queto.