Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 4

Part 9

Chapter 91,237 wordsPublic domain

Dopo il fatto d'arme di Cambden avrebbe Cornwallis, per non corrompere colla tardanza il frutto della vittoria, desiderato di condursi tosto nella Carolina Settentrionale, provincia debole ed infetta di mali semi verso il congresso, per andar poscia a danni della Virginia. Certamente la presenza in quella dell'esercito vincitore avrebbe le ultime reliquie disperso dei vinti, impedito che di nuovo si ordinassero ed ingrossassero, e dato animo ai cittadini amatori del nome reale, perchè potessero levarsi, e romoreggiare. Ma varie cagioni si opponevano a questa volontà di Cornwallis. Era la stagione caldissima e malsana, il numero de' malati dentro gli ospedali grande, e quello dei feriti non poco. I fondachi ancora male eran forniti delle cose necessarie a campeggiare, nissuna canova sulle frontiere delle Caroline; quella del Nort scarsissima di vettovaglie. Per la qual cosa, omessi i pensieri caldi, e partiti i suoi soldati nelle stanze, se ne tornò nella città di Charlestown, credendosi sicuro e della intiera soggezione della meridionale Carolina, e della vicina conquista della settentrionale, quando fossero ed il tempo diventato propizio, e le munizioni apparecchiate. Solo scrisse frequenti lettere agli amici del Re nella Carolina del Nort, esortandogli a pigliar le armi, a far masse, ed a por le mani addosso ai più violenti libertini, ed alle munizioni e magazzini loro; intraprendessero eziandio, e si assicurassero delle persone degli sbrancati dell'esercito ribelle. Prometteva infine, sarebbe venuto tosto in soccorso loro. E perchè i fatti consuonassero colle parole, non potendo ire con tutto l'esercito, mandò sui confini occidentali della Carolina del Nort coi cavalleggieri, ed una banda di mille leali, il maggiore Fergusson, arditissimo condottiere di stracorridori. Doveva questi colla presenza sua dar animo ai leali, e principalmente intrattenere pratiche cogli abitatori della contea di Tryon, più di tutti gli altri affezionati al nome dell'Inghilterra.

Non potendo Cornwallis guerreggiare, si metteva in sul voler riordinare le cose interne, per viemmeglio stabilire l'acquisto della provincia. Nel che fare volendo egli usare medicine forti, si propose e di spaventare i repubblicani con severe pene, e di tor loro i modi di nuocere, togliendo loro le sostanze. Mandò pertanto ordini ai capitani britannici, perchè immediatamente gastigassero col supplizio delle forche coloro, i quali dopo di aver militato nelle bande paesane in favor del Re, si fossero poscia congiunti coi ribelli; che incarcerassero, e spropriassero coloro, i quali essendosi prima sottomessi, avessero poi avuto parte nell'ultima ribellione; e che cogli effetti loro si ristorassero quelle persone, che state fossero da essi o spogliate od oppresse. Nel che si dee far considerazione, che se tanta severità si poteva escusare rispetto a coloro, i quali avevano scambiato la condizione di prigionieri di guerra con quella di sudditi britannici, era però condannabile e degna di eterno biasimo quella, che si esercitava contro coloro, che nella prima condizione avevano voluto perseverare. Imperciocchè erano stati sciolti delle parole loro dal solenne bando mandato fuori da Cornwallis addì 3 di giugno. Ma i vincitori o gavillando, e qualche volta ancora senza gavillare, massimamente quando si tratta di affari di Stato, rompono troppo spesso la fede loro, come se necessaria cosa fosse l'accoppiare alla ferocità delle armi l'arte degl'inganni. Comunque ciò sia, gli ordini di Cornwallis, avvengadiochè duri ed aspri fossero, eran posti ad effetto in ogni parte, e tutta la Carolina ne fu ripiena di esempj crudeli e superbi. La qual cosa alcuni fra gli uffiziali britannici altamente condannavano; ma i più, e più di tutti Tarleton, come utile e necessaria alla causa del Re sommamente commendavano. Conciossiachè Tarleton già si era molto doluto della clemenza, siccome la chiamava egli, usata da Cornwallis prima della battaglia di Cambden, dicendo, ch'essa era non solo buona a nulla, ma ancora nociva in tutto, siccome quella, che faceva gli amici meno vogliosi, ed i nemici più arditi. Il che se era vero, stato non sarebbe da biasimarsi, se nelle guerre si avesse solo ad aver riguardo all'utile, e nissuno alla umanità, alla fede ed alla giustizia; poichè nissuno niega, che nell'esercizio di quelle l'avvelenare le fonti, l'ammazzar sul fatto i prigionieri che ci vengono alle mani, il condurre in ischiavitù gli uomini, le donne, i fanciulli dei vinti, e di ogni proprietà ed umano diritto dispogliargli, possano essere, o siano invero cose utili ad effettuarsi. Ciò nonostante si vede, che le nazioni civili, ed i capitani degli eserciti, che del tutto barbari e disumanati non siano stati, se ne sono in ogni tempo astenuti. Ma gli Inglesi intanto non restandosi traevano a crudel morte gli uomini più riputati del paese. I cittadini di Camden, di Ninety-six, di Augusta, e di altri luoghi videro montare su i patiboli coloro, i quali di nissun'altra cosa si accagionarono fuori di quella di essere stati troppo fedeli ad una causa, ch'eglino tanto giusta, ed alla patria loro profittevole riputavano. Le menti si riempirono d'orrore, ed i cuori s'infiammarono di ferino, e più che immortale odio contro i crudeli vincitori. Fremevano i popoli all'intorno, e giuravano di vendicarsi; tutti abbominavano un re, che sì feroci esecutori delle volontà sue aveva nella diletta contrada loro inviati. Le insegne sue ne diventaron esecrate; ed i capitani britannici impararon per pruova, che i supplizj e la disperazione degli uomini sono poco sicuri fondamenti alla conquista di un popolo in lontane regioni posto, da una comune opinione mosso, ed in una generale impresa infervorato. Nè furono questi i soli provvedimenti, che credè Cornwallis utile di fare per assicurarsi nella possessione di quelle province, che colle armi aveva conquistate. Usò ancora, per tor vieppiù favori ai malcontenti, i confini ed i sequestri. Ossiachè temesse, che la presenza dentro Charlestown dei principali personaggi, i quali, stando fermi in sulle parole loro di prigionieri di guerra, non avevano voluto rivestirsi della qualità di sudditi, non contribuisse a mantener vivo il desiderio della resistenza, ovverochè, siccome gl'Inglesi lasciarono scritto, avessero essi sin là tenuto pratiche segrete coi nemici del nome reale, le quali venute fossero a notizia dei Capi britannici per mezzo delle scritture trovate nelle bagaglie dei generali americani prese nella rotta di Cambden, fece arrestare più di trenta dei Capi più riputati delle parti americane, e gli mandò a confine nella città di Sant'Agostino nella Florida orientale. Erano questi tutti del numero di coloro, che avevano più mestato nel passato governo, e che s'erano dimostrati più ardenti in voler tenere quella guerra. Perchè poi non potessero coloro, ch'ei credeva, od erano infatti avversi, le sostanze loro usare in benefizio del congresso, o per isforzargli a calare alla soggezione, con pubblico bando sequestrò i beni di tutti coloro, i quali o intrattenessero traditevoli pratiche, o stessero ai servigj, od in qualunque modo operassero sotto l'autorità del congresso, od accostati si fossero ai nemici della Gran-Brettagna, o la ribellione con parole, o con fatti sostenessero, ed avanzassero. Costituì nel medesimo tempo un commissario sopra i beni sequestrati, il quale fosse obbligato di contare alle famiglie degli staggiti una parte della rendita annua al netto, la quarta a quelle, che consistessero nella moglie e nei figliuoli, ed una sesta alle mogli che non avessero figliuoli, bene inteso però, che dovessero nella provincia fare la residenza loro. Questi modi in un con una grandissima vigilanza sugli andamenti dei sospetti usarono gl'Inglesi per compor le cose, e per estirpare al tutto la ribellione nella meridionale Carolina, e potere, quando fosse giunto il tempo propizio, sicuramente recarsi a conquistare quella del Nort. Qual fine avessero queste deliberazioni, apertamente si vedrà nel progresso di queste storie.