Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 4

Part 19

Chapter 192,423 wordsPublic domain

Fu questo soccorso della Francia opportunissimo agli Stati Uniti; e se ne accrebbero grandemente gli obblighi della repubblica verso quella Corona. Ma prima che i negoziati, che tendevano ad ottenerlo, fossero al termine loro condotti, o che il denaro e le provvisioni arrivassero, era stato richiesto un lungo tratto di tempo, sicchè riuscivano al presente bisogno dell'America di tardo rimedio. Nè il sussidio stesso era bastevole a soddisfare a tante necessità. Nè quando il fosse stato, si poteva credere che fosse per bastare effettivamente, quando non si riformassero gli ordini relativi allo spendere la pecunia pubblica. Imperciocchè se povera era l'entrata, nissuno non dubiti, che maggiore prodigalità non vi fosse nell'uscita. Le quali cose molto bene considerate dal congresso, pensò di strigarsi finalmente da questo nodo, che tanto lo aveva tenuto impacciato fin dal principio della rivoluzione; e si risolvette ad introdurre una buona economia nella Camera del Comune. A questo fine il giorno 20 di febbraio trasse a camerlingo Roberto Morris, uno dei deputati dello Stato di Pensilvania al congresso, uomo di grandissimo credito, sapere e pratica nelle faccende mercantili, di larghe facoltà dotato, di costumi integerrimi e nella impresa del nuovo Stato zelantissimo. Gli diè facoltà di sopravvedere e soprantendere l'entrata e l'uscita pubblica, investigare il debito dello Stato, immaginare e proporre nuovi ordini di pubblica amministrazione. Se grave fu il carico imposto al Morris, non fu minore l'ingegno e la fedeltà co' quali ei lo sostenne. Non tardò egli ad introdurre la regolarità, dov'era il disordine, la buona fede, dov'era l'inganno; e siccome la principale e più utile prerogativa di un amministratore si è la esattezza nell'adempimento delle obbligazioni, così in questo fu puntualissimo. Dal che ne procedette, che là, dov'era una sfidanza universale, nacque appoco appoco una universale fidanza. Una delle prime operazioni del camerlingo si fu di appresentare al congresso un modello di un Banco nazionale per tutti gli Stati Uniti d'America. Avesse il Banco un capitale di quattrocentomila dollari diviso in altrettanti luoghi di quattrocento dollari ciascuno in monete d'oro e d'argento da procacciarsi per mezzo delle soscrizioni; che questo capitale potesse al bisogno, e giusta certe restrizioni e limitazioni, essere accresciuto pure per mezzo delle soscrizioni; fosservi dodici direttori del Banco; fosse questo riconosciuto dal congresso sotto il nome del presidente, direttori e Compagnia del Banco dell'America Settentrionale; il camerlingo avesse la facoltà di sopravvedere tutte le operazioni del Banco. Questi erano gli ordini ed i principali lineamenti della instituzione. L'uso poi si era questo, che le scritte del Banco pagabili a richiesta, dichiarate fossero moneta legale pel pagamento di tutte le imposizioni e tasse in ciascuno degli Stati Uniti, e si ricevessero altresì nelle casse del pubblico erario, come se oro, od argento fossero. Diè il congresso con solenne decreto pubblico ratificamento all'ordinazione. Nè si penò molto a trovare i soscrittori, e tutte le poste furono in breve tempo riempite. Riuscì il Banco di grandissima utilità agli Stati. Perciocchè per mezzo delle sue scritte ne fu abilitato il camerlingo ad anticipare i proventi delle imposizioni. Nè contento allo aver per mezzo del Banco fatto servir i capitali, ed il credito dei particolari soscrittori a sostegno del credito pubblico, volle lo stesso effetto operare coll'autorità del suo proprio credito e nome. Perciò gettò nel pubblico una non leggier somma di obbligazioni sottoscritte di sua mano, e pagabili a differenti tempi coi sussidj forestieri, o colle rendite interne degli Stati Uniti. E quantunque col tempo queste sue obbligazioni abbiano sommato a meglio di cinquecento ottant'un migliaio di dollari, ciò non di manco non è stato mai, che scemassero di riputazione, se non forse un poco negli ultimi tempi. Tanta era la confidenza, che avevano i popoli nella fede, e nella puntualità del camerlingo. Così nell'istesso tempo, in cui il credito dello Stato era presso che spento, e che le carte di lui poco o nulla valevano, quello di un solo uomo era fermo, ed universale. Gli effetti prodotti a vantaggio degli Stati Uniti da queste obbligazioni del camerlingo pel mezzo, ch'elleno somministrarono, di poter usar anticipatamente le imposizioni ad un tempo, in cui quest'anticipazione era non che necessaria, indispensabile, furono inestimabili. Per esse ne fu fatto abilità ai maestrati di far le provvisioni per l'esercito non più per mezzo delle tolte, ma sibbene per contratti regolari. La qual cosa fu d'infinito benefizio cagione e pel risparmio che si ottenne, e per la esattezza dei fornimenti medesimi, e per la contentezza dei popoli, i quali a quelle richieste forzate fieramente si corrucciavano. E sebbene questo usare per anticipamento i proventi delle imposizioni non sia esempio buono ad imitarsi, nè senza pericolo, tanta però fu la prudenza di Morris in questo maneggio, e sì grandi l'ordine e l'economia da lui introdotti in tutte le parti dell'uscita del denaro pubblico, che non ne risultò danno di sorta alcuna. Ma un fondamento era necessario a tutte queste nuove ordinazioni del camerlingo, e quest'erano le tasse. Per la qual cosa il congresso decretò, si richiedessero gli Stati a fornire per via d'imposizione all'erario otto milioni di dollari, e nel medesimo tempo determinò, quale dovesse essere in questa somma la rata di ciascuno Stato. Tal era la necessità delle occorrenze della repubblica e tale la confidenza, che nel camerlingo aveva ognuno collocata, che gli Stati a questo nuovo decreto del congresso volentieri si accomodarono; e con ciò si pose un rimedio efficace alla strettezza dell'erario. Nè qui si ristettero le cose fatte dal Morris in benefizio degli Stati. La provincia della Pensilvania era quella dalla quale, siccome frumentosa, si cavavano principalmente le somministrazioni delle farine ad uso degli eserciti. Queste somministrazioni per mancanza della moneta procedevano, sull'entrar del presente anno, molto lentamente. Ma non così tosto Morris fu creato camerlingo, che prima col suo credito privato procurò le incette delle farine pei soldati, poscia si offerì, ed ottenne di soddisfar esso stesso alle richieste da farsi di tali derrate alla Pensilvania durante tutto il presente anno, solo che gli fosse concesso il rimborsarsi sul provento della rata del sovrannominato balzello, che a quella provincia era toccata, la quale sommava a meglio di un milione e centoventi migliaia di dollari. Così per opera del camerlingo furono ristorati il credito e l'erario pubblico, e questo da una estrema votezza ad una sufficiente pienezza condotto. Per lui stette principalmente, che gli eserciti dell'America non si disbandassero, e che il congresso, invece di cedere ad una inevitabile necessità, abbia nel presente anno potuto non solo con vigore, ma ancora con prosperità di fortuna la guerra offensiva esercitare. Certamente dovettero, e debbono gli Americani altrettanto saper il buon grado e restare obbligati alle camerali ordinazioni di Roberto Morris, quanto ai negoziati di Beniamino Franklin, ed alle armi di Giorgio Washington.

Prima però che questi nuovi e salutevoli ordini avessero corroborato lo Stato, ed in sul bell'entrar dall'anno era succeduto un caso, il quale aveva fatto temere di prossima rovina tutta l'America; e se non fu la prima causa, fu certamente il più possente sprone, perchè gli ordini medesimi si facessero. Erano a questo tempo, siccome abbiam notato, i soldati privi di ogni cosa non solo al militare, ma ancora al vivere necessaria; il che gli faceva stare molto di mala voglia. A queste cagioni di scontentezza se ne venne a congiungere per gli stanziali della Pensilvania un'altra speciale, e questa fu, che siccome avevano preso le ferme o per tre anni, o per tutto il tempo della guerra, così per l'ambiguità dei termini delle condotte loro si credettero sul finir di quei tre anni essere sciolti ed aver la facoltà di ritornarsene alle case loro, mentre dal canto suo lo Stato pretendeva che militar dovessero sino al fine della guerra. Queste due cause operando insieme nelle menti loro fecero di modo, che la notte del primo gennaio tumultuarono di mala sorte e si ammotinarono dicendo, che volevano armata mano ire alla sede del congresso, e quivi ottenere ai torti, che sofferivano, ammenda e ristoramento. Erano nel torno di quindici centinaia di soldati. Fecero gli uffiziali ad ogni poter loro per sedar il tumulto ma tutto fu in vano, e nel contrasto che ne seguì, alcuni fra gli ammotinati da una parte, ed un uffiziale dall'altra, vi perdettero la vita. Si presentò il generale Wayne, uomo pel valor suo di grande autorità presso i soldati, ed avendo alzato la pistola contro i sediziosi, gli fu detto, badasse bene a quello che si facesse, che ne sarebbe anch'egli tagliato a pezzi; e già gli avevano posto le baionette al petto. Quindi, fatto massa delle artiglierie, delle bagaglie e del carreggio, che alla schiera loro appartenevano, si avviarono in bella ordinanza verso Middlebrook. La notte ponevano gli alloggiamenti con trincee e ripari molto cautamente, come se fossero in paese nemico. Avevano eletto a capo dell'impresa un certo Williams, disertore inglese, e gli avevano dato per arroti, con chi potesse consultare, tutti i sergenti delle compagnie. Da Middlebrook procedettero a Princetown, e vi si accamparono. Uffiziali non vollero in mezzo di loro, e già cacciato avevano da Princetown il marchese de La-Fayette, il generale Saint-Clair, ed il colonnello Laurens, che vi erano venuti per quietar gli strepiti. Intesasi la cosa in Filadelfia, e parendo ai Capi della lega di quella importanza ch'ella era, si mandarono delegati, tra i quali i generali Reed e Sullivan, per iscoprire a che termine dovesse arrivare quel moto, e coll'autorità loro porvi, se possibil fosse, rimedio. Arrivati nelle vicinanze di Princetown mandaron dicendo agli ammotinati, che cosa volesse dir questo, e che si volessero. Risposero, che questo voleva dire, che non s'intendevano di star più oltre alle baje, ed alle promesse che loro si facevano; che pretendevano, che tutti coloro i quali avevano militato lo spazio di tre anni, avessero congedo; che sia quelli che se n'andassero, sia quelli che rimanessero, avessero ad avere immediatamente tutte le paghe decorse e tutte le vestimenta, che avrebbero dovuto avere sino a quel dì; che fossero loro pagati i residui dei caposoldi; e che finalmente volevano per l'avvenire, senza lasciare scattar pure un giorno, essere pagati tutti appuntatamente. Intanto era la nuova dell'ammotinamento nella Nuova-Jork a Clinton pervenuta, il quale tosto deliberò di giovarsi della occasione. Mandò al campo de' sollevati tre uomini a posta, tutti e tre leali americani, perchè in nome suo proferissero loro le seguenti condizioni; sarebbero ricevuti sotto la protezione del governo inglese; sarebbero loro perdonate tutte le passate offese; sarebbero fedelmente di tutte le paghe soddisfatti dovute loro dal congresso senza niuna obbligazione di militar sotto le insegne del Re, quantunque volentieri si sarebbero accettate le buone voglie; che solo si esigeva, ponessero giù le armi, ed alla leanza loro ritornassero; mandassero deputati in Ambuosa per praticare, ed accordar con coloro, che là sarebbero venuti da parte di Clinton. Gli agenti poi di questi, oltre le narrate condizioni, andavano mettendo male biette, con vivi colori dipingendo il ben essere dei soldati del Re, le miserie loro proprie, l'ingratitudine del congresso. Ma Clinton non contento a questo, per dare di luogo vicino favore agli ammotinati, e facilità al venire, quando il volessero, a congiungersi con esso lui, era varcato con non poca parte delle sue genti dalla Nuova-Jork nell'Isola degli Stati. Non volle però andar più oltre, e por piede sulla Cesarea per non far levar i popoli a romore, e non irritare con troppo vicina dimostrazione quelle genti, e far loro di nuovo dar la volta in favor del congresso. Risposero alle proposte di Clinton nè del sì, nè del no. Gl'inviati ritennero. In questo frattempo si erano appiccate, e bollivano le pratiche tra i deputati del congresso, e quei de' sollevati, e siccome gli animi erano gonfj, così vi fu che fare e che dire assai, prima che si volessero udire gli uni gli altri, non che far le viste di volersi accordare. Offerivano i primi di dar congedo a tutti coloro, che avevano pigliato le ferme indeterminatamente per tre anni, o per la durata di tutta la guerra, e che nei casi, in cui le scritte del tempo delle ferme non si potessero avere, si ammettessero per pruova i giuramenti dei soldati; che darebbero polizze, o sia promesse di rifacimento delle somme, che i soldati perdute avevano a cagione del disavanzo dei biglietti; che i soldi corsi si sarebbero assestati il più presto, che far si potesse; che somministrerebbero loro sul fatto certi capi di vestimenta, dei quali stavano in maggior bisogno; si perdonerebbero e dimenticherebbero le offese. Per queste proposte le cose si domesticarono; fu fatto l'accordo, e si posarono gli animi. Marciarono poscia da Princetown a Trenton, dove furono le condizioni mandate ad effetto. Consegnarono in mano dei loro i deputati di Clinton, i quali senz'altro indugiare furono impiccati. In tal modo fu fermato un tumulto, che aveva maravigliosamente tenuto in sentore, ed impaurito gli Americani, e dato sì grandi speranze al generale inglese. Ma molti valenti soldati, ottenuto commiato, ed abbandonato l'esercito, alle case loro se ne ritornarono. Washington, durante l'ammotinamento non fe' dimostrazione veruna, e se ne stette quieto ne' suoi alloggiamenti di New-Windsor sulle rive del fiume del Nort. Della quale deliberazione furono causa il sospetto, ch'egli aveva, che i suoi proprj soldati si mettessero in levata, la pochezza loro, il pericolo che vi era, che se egli sprovvedesse le rive di quel fiume, il generale inglese vi salisse e s'impadronisse dei forti passi già tante volte venuti in contesa; e finalmente il timore che se s'intromettesse inutilmente, l'autorità sua ne andasse presso tutti gli altri soldati soggetta a diminuzione, e diventasse contennenda; il che sarebbe stato di pessime conseguenze cagione. Forse ancora nel mezzo dell'animo suo stette contento a quello sprone dato al congresso, acciocchè meglio, e con ogni sforzo fosse per attendere ai bisogni dell'esercito, movendolo la difficoltà, colla quale si provvedevano i denari necessarj al sostentamento di quello. Pochi giorni dopo gli stanziali della Cesarea, mossi dall'esempio dell'ammotinamento dei Pensilvanesi, e del fine ch'esso ebbe, si levarono anch'essi in capo. Ma Washington, mandato loro all'incontro una grossa banda di soldati, della fede dei quali si era nella precedente sedizione assicurato, tostamente gli ridusse al dovere, e fe' aspramente gastigare i nutritori dello scandalo. Così fu posto fine del tutto al tumultuar dei soldati; e gli Stati, avuta questa battisoffia, per chiarirsene una volta tanto dissero e tanto fecero, che rimedirono, e mandarono al campo paghe per tre mesi in altrettanto oro ed argento. Con questo aiuto si confermarono gli animi dei soldati, tantochè tennero il fermo, sino a che le ultime deliberazioni del congresso, che abbiamo sopra raccontate, operato avessero quegli effetti che se ne dovevano aspettare.