Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 4

Part 18

Chapter 183,742 wordsPublic domain

Avuto Rodney, il quale continuava a starsene a Sant'Eustachio occupatissimo nella vendita delle opime spoglie, le novelle del danno de' suoi, e dello avere il conte di Grasse felicemente afferrato al Forte Reale, s'accorse incontanente, che non era quello il tempo di starsi in sui mercati, e di aspettar lo scorcio della fiera. Conobbe, che seppure voleva sostener le cose delle Antille, bisognava far altri pensieri, e lavorarci dentro con tutte le forze. Per la quale cosa, fatti con grandissima sollecitudine i suoi preparamenti, se ne andò con tre vascelli, ed un polso di genti da terra a trovare Hood ad Antigoa. Intendeva di riporsi tosto in mare per contrastare i disegni al gagliardo nemico, il quale di già gli aveva fatto assai male, e minacciava di voler far peggio. Ma i Francesi non istettero punto a badare. Volevano con prestezza terminar quello che con felicità di fortuna avevano principiato. Laonde, tentata prima, sebbene invano, l'isola di Santa Lucia, si recarono velocemente contro quella di Tabago. Il primo a sbarcarvi fu il signor di Blanchelande, il quale con quindici centinaia di soldati s'impadronì di prima presa della città di Scarborough e del Forte che la difendeva. Governava tutta l'isola Fergusson. Aveva questi poco più di quattrocento stanziali, ma un numero maggiore di milizie, ottima gente, ed affezionatissima allo Stato inglese. L'universale ancora degl'isolani era nella opinione medesima molto ardente. Trovandosi Fergusson così debole, abbandonate le spiagge, si riparò più addentro nella isola alla città di Concordia, dalla quale posta sopra di un sublime poggio si discopre da ambe le parti il mare, cosa di somma importanza al presidio per vedere, se si movesse cosa alcuna per quello in soccorso loro. Arrivava poco dopo il marchese di Bouillé con un rinforzo di tremila soldati, e congiuntosi con Blanchelande, sotto le mura di Concordia, cinse la città d'assedio. Nel medesimo tempo il conte di Grasse con ventiquattro navi di fila si andava, per impedir gli aiuti, attorno l'assaltata isola aggirando. Non aveva pretermesso il governatore, tostochè ebbe veduto venirsi incontro il nemico, di darne subito avviso, e chiedere pronti aiuti all'ammiraglio Rodney, il quale da Antigoa già s'era recato alla Barbada. Questi, o che si credesse che gli assalitori fossero più deboli di quello ch'erano veramente, o che gli assaliti fossero più gagliardi, o che al postutto non sapesse, che l'ammiraglio francese fosse venuto con tutta la sua armata sopra Tabago, invece di venir egli stesso con tutta la sua in aiuto dell'isola, fu contento al mandarvi solamente l'ammiraglio Drake con sei vascelli, alcune fregate, e con forse seicento soldati di sopracollo. Venne Drake presso Tabago; ma veduto il nemico sì grosso si tolse dall'impresa, e rivolse le vele verso la Barbada. Perseguitavalo de Grasse. Non potè però impedire, che l'Inglese non arrivasse sano e salvo alla Barbada, dove portò le moleste novelle all'ammiraglio Rodney. Ma intanto la condizione del governatore di Tabago era diventata molto stretta; ed essendosi i Francesi impadroniti di diversi poggi, i quali stanno a sopraccapo a Concordia, determinò di ritirarsi sulla montagna più alta del miluogo. Ivi si erano costrutte per le stanze e pel vivere dei soldati alcune baracche e magazzini. Già messosi a camminare era arrivato alla città di Caledonia posta sulla via per alla montagna. Tra questa e quella sono le strade così aspre e difficili, che pochi uomini vi potrebbero tutto un esercito arrestare. Bouillé conosceva, che il tempo e la necessità delle cose non pativano la lunghezza di un assedio; e da un altro canto, se il nemico si riparava a que' luoghi, ne sarebbe l'impresa di necessità lunga e difficile diventata; il che avrebbe impedito i futuri disegni, che si avevano. Si temeva altresì del prossimo arrivo di Rodney. Per la qual cosa pensò Bouillé di accelerar in altro modo, che quello dell'armi, il fine della fazione. Mandò dicendo al governatore, in ciò scostandosi dalla consueta sua umanità, forse per l'ostinazione degl'isolani e forse ancora per l'enormità commesse a Sant'Eustachio, che incomincerebbe ad ardere due abitazioni e due campi di cannameli; e come disse, così fece. Fece intendere altresì, che, se non si arrendesse, ogn'intervallo di quattr'ore avrebbe fatto lo stesso a due volte altrettanti. Vedutosi dagli abitatori, che la cosa non era da burla, e che se più oltre si volesse perseverare nella difesa, ne sarebbero tutte le poste loro arse e distrutte, abbiettatisi anche all'aver vedute le andantisi poppe di Drake, e non punto disposti a tollerare il tedio dell'aspettare gli aiuti ogn'ora più incerti, prima incominciarono a romoreggiare, poscia appiccarono pratiche d'accordo col capitano francese. Fergusson, accorgendosi ottimamente di non poter resistere al temporale, e conosciuto inoltre, che gli stessi stanziali stanchi e sgomentati nicchiavano, s'inclinò a convenire, e, chiesti i patti, gli ottenne. Furono essi molto onesti e somiglianti a quelli, che Bouillé, solito sempre a procedere con termini mansueti coi vinti, concesse agli uomini della Domenica. Queste cose si facevano nell'entrar di giugno. Arrivò Rodney poco dopo sopra l'isola con tutta la sua armata; ma udita la perdita di quella, e trovato il conte di Grasse più di lui gagliardo, schivata la battaglia, se ne tornò alla Barbada. In questo modo i Francesi, diventati nelle Antille superiori di armi marittime, e con lodevole celerità e prudenza usandole, e danneggiarono il nemico sul mare, e conquistarono una ricca e bene munita isola. Ma questa non era, che una parte dei disegni orditi dalla Francia, e commessi alla cura del conte di Grasse. Gli avevano i ministri comandato, che, fatte quelle maggiori e più utili fazioni nelle Antille, che meglio per la stagione potesse, si recasse poscia con tutte le forze sue sulle coste dell'America, e là cooperasse coi soldati nazionali e con quei del congresso nel debellare, ed estirpar del tutto la potenza britannica in quelle contrade. Washington e Rochambeau, per incominciar a metter mano all'opera, lo aspettavano, e si erano per mezzo di spedite navi, mandate da una parte e dall'altra, accordati di quello, che, quando congiunti fossero, si avesse a fare. Lo avevano richiesto, conducesse oltre il navilio, cinque o seimila soldati, munizioni da guerra e da bocca, e soprattutto pecunia, della quale non solo gli Americani, ma ancora i Francesi stessi difettavano. Pregavanlo finalmente, operasse presto, perchè le cose andavano molto strette, e gli aiuti inglesi avrebbero potuto arrivare. Stimolato il conte di Grasse da tutti questi motivi, e dal desiderio della gloria che acquisterebbe, se egli avesse quello fatto, che stato era tentato invano dal conte D'Estaing, con por fine del tutto alla guerra americana, si risolvette a non metter tempo in mezzo. Per la qual cosa partì dalla Martinica, ed arrivò al Capo francese nell'isola di San Domingo. Quivi fu costretto a soprastar alcun tempo per aspettar il denaro, il qual era necessario per levare le genti e per far massa delle munizioni che si dovevano in America alla grand'impresa trasportare. Il denaro però non potè ottenere. Nel medesimo luogo si accozzarono con lui altre cinque navi d'alto bordo. Finalmente imbarcati i soldati e le munizioni, commetteva le vele al vento, e, scortata prima una grossa conserva sino a' luoghi sicuri, e toccato la Havanna per levarvi denaro, che gli Spagnuoli di buona voglia somministrarono, viaggiava con tempo prospero alla volta del golfo di Chesapeack con vent'otto vascelli di fila. Portava tre migliaia di valentissimi soldati, denari e munizioni a dovizia, e con essi tutta la fortuna della guerra. Da un altro canto Rodney, che teneva l'occhio attento a tutte le mozioni di Grasse, avuto lingua di quello che accadeva, e giudicando la cosa di quella importanza, ch'ella era, mandava speditamente alla volta dell'America l'ammiraglio Hood con quattordici navi di fila, acciocchè congiuntele con quelle, che già vi aveva l'ammiraglio Graves, si opponesse agl'intraprendimenti del conte di Grasse. Egli poi cagionevole di salute con alcune navi malconce, ed una grossa conserva se ne tornò in Inghilterra. Fu molto, e molto acerbamente biasimato Rodney pei consiglj da lui presi a questi dì, ed alcuni anche lo accagionarono dei sinistri avvenimenti, che poco dopo sopravvennero. Argomentavano costoro, che se l'ammiraglio inglese avesse seguitato tostamente il francese con tutta la sua armata, ed anzi apportato alla Giamaica, ed ivi congiuntosi colla forza di Hyde-Parker avesse così grosso fatto vela verso l'America, o il conte di Grasse non avrebbe intrapreso di fare quello che fece, o ne sarebbe stato perdente nel conflitto. Si dolevano, che Rodney invece di pigliar questo consiglio, il quale, secondo che avvisavano era il solo che buono fosse a seguitarsi in quella occorrenza, abbia, recandosi in Inghilterra con parecchie delle più grosse navi, ed abbandonato il campo di battaglia, ed infievolito l'armata già non troppo gagliarda ad un tanto bisogno. Aggiungevano, che fu grand'errore il suo, di aver l'armata medesima in parecchie piccole squadre spartita, lasciando alcune navi nelle isole di sottovento, dove i Francesi non ne avevano lasciato nissuna, mandandone altre tre alla Giamaica, che niuno allora aveva in animo di assaltare, ed inviando finalmente Samuele Hood con una ineguale ed insufficiente forza in America. Da ciò concludevano, esser ben da maravigliare, che mentre i nemici tutte le forze loro in un solo luogo adunavano, l'ammiraglio inglese le sue spartisse in diversi. Quali effetti ne siano nati, dicevano, da questa deliberazione, averlo poscia veduto il mondo, rammaricarsene con incessabili lagrime l'Inghilterra. Da un altro canto redarguivano coloro, che la sentenza di Rodney mantenevano, che l'essersi egli recato in Inghilterra era stato, rispetto alla sua sanità, piuttosto necessità che elezione; che le navi, le quali aveva condotte seco, erano sì fattamente malconce, che non si sarebbero potute riparar in quei porti; che siccome de Grasse aveva sotto la sua tutela una numerosa e ricca conserva, così si doveva credere, che non l'avrebbe avviata sola e senza convoglio alla volta dell'Europa; la qual cosa se avesse, come ragion voleva, fatto, ne sarebbe stato il numero delle sue navi da guerra scemato; che quando anche nissuna stima si volesse fare delle cose sin qui dette, la forza che condusse seco in America Samuele Hood, se congiunta si fosse con quella di Graves, sarebbe stata bastevolissima ad affrontare tutta l'armata dell'ammiraglio francese; ma che bene aveva errato l'ammiraglio Graves, il quale invece di tener raccolta ed intiera la sua flotta nel porto della Nuova-Jork se n'era ito inutilmente aggirando nell'acque di Boston sino a tanto che sopravvenuti essendo i tempi fortunali, ne furono le navi sue rotte e fracassate; il che fu causa, che anche dopo l'arrivo dell'Hood alla Nuova-Jork si trovarono le forze inglesi inferiori alle francesi; che se Graves non ebbe nissun tempestivo avviso dell'arrivo del conte di Grasse e di quello dell'ammiraglio Hood, ciò alla malvagia fortuna, e non a colpa di Rodney doversi riputare, il quale non tralasciò di spacciar verso l'America saettìe a recar le novelle, le quali furono nel viaggio loro dal nemico intraprese; che in fine non si poteva il capitano generale biasimare dell'aver mandato Samuele Hood in America, piuttosto che l'esservi andato egli stesso; perciocchè fosse Hood un uomo il quale nella scienza delle cose navali molti avanzava, a nissuno cedeva. Noi non saremo per definire quale delle due parti s'accostasse alla ragione. Imperciocchè negli accidenti della guerra, se non si dee giudicar dagli eventi, non si dee nemmeno pretermettere la considerazione delle cause; e certo è bene, che dalla presente risoluzione di Rodney dipendettero tutte le future cose nella terra-ferma americana, la fortuna dell'America stessa e quella vicinamente di tutta la guerra.

Narrati gli accidenti, che nel presente anno intervennero tanto in Europa, quanto nelle isole delle Indie occidentali, ci conviene ora raccontar quelli, che accaddero sul continente d'America, dove principalmente si contendeva della somma delle cose, e si doveva con tutte le forze sì da terra, che da mare definire, a quale delle due parti dovesse rimanere la finale vittoria. Negli altri luoghi si combatteva per gli accidenti della presente guerra, e della futura pace; ma là si quistionava di tutta la fortuna, e per così dire della sostanza stessa dell'una e dell'altra. Ma priachè ci facciamo a descrivere i successi dell'armi, necessario è, che favelliamo di quelle cose, le quali sebbene non siano altrettanto come quelli, appariscenti e gloriose, sono però ai medesimi il principale, ed il più sodo fondamento. Queste sono quelle, che appartengono al reggimento interno dello Stato. Era la condizione degli Stati Uniti sul principiar del presente anno non che prosperevole, calamitosissima, e dava maggiori motivi di timore, che di speranza. Quantunque gli sforzi fatti dagli Americani nel varcato anno, ed il nuovo ardire nato nei medesimi per cagione dei disastri delle Caroline avessero alcuni buoni effetti operato, tuttavia essendo essi fondati solamente sulla fugace ardenza dei particolari uomini, e non su d'alcun buon ordine pubblico, ne nacque, che incominciarono tosto ad andare in declinazione, sicchè non s'indugiò molto a ritornare in eguali, e forse in maggiori angustie di prima. L'erario pubblico era voto, o pieno soltanto di biglietti di credito, che più non avevano nissun valore. Le provvisioni per l'esercito non si facevano, o si facevano per forza con dar all'incontro polizze del ricevuto, le quali perduto avevano ogni sorta di riputazione. Quindi era, che e le derrate si nascondevano, ed i popoli si disgustavano. Quando poi si era riuscito a ragranellare qualche poca provvisione, questa non si poteva a luoghi comodi trasportare, perchè non si aveva denaro per pagar le some ai vetturali; ed in alcuni paesi, dove si aveva voluto far forza, ne erano nate cattive parole, e peggiori fatti. Non si avevano magazzini in pronto; ma bene soltanto qualche riposte qua e là, nelle quali spesso nè vettovaglie, nè vestimenta di sorta alcuna si ritrovavano. Le armerie stesse mancavano d'armi. I soldati laceri, nudi, privi di ogni bene vivente, invano chiedevano aiuto a quella patria, che difendevano. Gli antichi disertavano, i nuovi non volevano andar all'esercito; e sebbene il congresso avesse decretato, che il primo gennaio vi dovessero essere trentasettemila uomini in armi, appena che la ottava parte fossero arrivati sotto l'insegne nel mese di maggio. Brevemente e' pareva, che l'America venisse meno al suo più gran bisogno, e volesse tornar indietro, allorquando già più era vicina ad arrivar alla meta. Ognuno credeva che non sarebbero stati gli Americani capaci ad esercitar la guerra difensiva, non che far la offensiva; ed invece di cooperare coi Francesi nel cacciar via da quelle terre i soldati del Re Giorgio, si temeva che non bastassero a far di modo, che questi non cacciassero quelli. Tanto era il cambiamento di fortuna prodotto dalla povertà dell'erario, e dalla mancanza di quegli ordini pubblici, che sarebbero stati necessarj per fornirlo. Queste cose non isfuggivano la mente dei Capi americani, e facevano ben essi ogni sforzo per rimediarvi. Ma di ciò avevano meglio la volontà, che il potere. Il solo mezzo, che avesse il congresso per soddisfare ai bisogni dello Stato erano o le nuove gittate di biglietti di credito, o le gravezze da porsi sui popoli. Ma quelli avevano perduto ogni sorta di valore, ed il congresso medesimo tratto da una inevitabile necessità aveva richiesto gli Stati, acciocchè le leggi rivocassero da essi fatte, le quali avevano prescritto, che i biglietti dovessero servire e riceversi in luogo di moneta effettiva nei pagamenti. Inoltre aveva ordinato che nei contratti che in nome dello Stato si andavano facendo per le provvisioni dei soldati, si stipulasse il prezzo specificamente in moneta. Il ch'era l'istesso che stabilire, che lo Stato medesimo non riconosceva più i biglietti come moneta, e che questi non solo non avevano più, ma ancora non potevano più avere nissun valore. Il congresso poi non aveva la facoltà di por tasse, la quale risiedeva tuttavia nei particolari Stati. Ma questi andavano molto più a rilento, che non sarebbe stato il bisogno, nel porne; della quale freddezza molte erano le cagioni. I reggitori degli Stati particolari erano per lo più uomini popolari, i quali temevano di venire in disgrazia dell'universale, se prestanziato avessero i popoli in un paese massimamente, in cui per quella, non so se mi debba dire fausta od infausta, utile o perniziosa agevolezza di gittar biglietti per sopperire ai pubblici bisogni, erano usi a pagar nissuna tassa, o poche. Inoltre, quantunque i biglietti del congresso fossero mancati, gli Stati particolari però ne avevano dei loro, i quali, comechè non di sì gran posta scapitassero quanto i primi, erano peraltro andati soggetti a non leggier disavanzo; e ripugnavano i reggitori al por tasse in moneta perchè credevano, e non senza ragione, che ciò gli avrebbe fatti disavanzare di vantaggio. Nè si dee passar sotto silenzio, che, siccome nissuna testa di reggimento vi era, la quale definisse, qual fosse la rata di tassa, che secondo le abilità singolari dovesse a ciascuno Stato spettare, così gli uni per gelosia degli altri si peritavano alle tasse per paura di gravar sè stessi più degli altri. Tanto erano quei popoli sospettosi e restii, quando si doveva venire al toccar dei cofani. Così mentre gli uni stavano osservando gli altri, e nissuno incominciava, non si forniva il nervo dell'entrate pubbliche allo Stato, e la repubblica si disfaceva. Nè alcuna speranza si poteva avere, che gli Stati mossi da tanta necessità fossero per investir il congresso dell'autorità di por le tasse, sia perchè gli uomini non si spogliano volentieri dell'autorità che hanno, sia perchè in quelle opinioni intorno la libertà, che avevano gli Americani, stavano in sospetto che il congresso potesse abusare. Finalmente egli è da far considerazione, che a quel tempo molto confidavano gli Americani al poter ottenere soccorsi di denaro esterni, massime da parte della Francia, e si erano dati a credere, che solo, che un ministro del congresso si appresentasse a domandar denaro presso alcuna Corte d'Europa, tosto ne otterrebbe quella quantità che vorrebbe egli stesso, come se i forestieri avessero dovuto esser più teneri degli Americani della prosperità e degl'interessi dell'America. In cotal modo si era la fonte della pecunia pubblica, che dai biglietti di credito derivava, seccata, e quella delle tasse non si apriva. Si debbe ancora avvertire, che quand'anche le tasse si fossero stabilite e sino a quell'estremo punto che si sarebbero potute sopportare, era evidente, che quello che gittassero, non avrebbe potuto a gran pezza supplire alla voragine della guerra, e per conseguente la spesa avrebbe sempre vinto l'entrata. Conciossiachè si era quella nutrita con tanta spesa, che vi si erano consumati dentro venti milioni di dollari all'anno, e le più gravi tasse che si sarebbero potute porre in quelle occorrenze degli Stati Uniti, non avrebbero potuto fruttificare più di otto milioni di dollari. E sebbene si potesse sperare, che con un buon maneggio del denaro pubblico l'enorme costo della guerra si potesse diminuire, non è però, che non avesse il medesimo sempre di gran lunga la rendita avanzato. Considerate tutte queste cose, aveva il congresso molto per tempo commesso al Dottor Franklin, che quelle maggior'istanze che potesse, facesse presso il signor di Vergennes, per mano del quale passava allora principalmente tutto il governo delle cose d'America, per ottener dalla Francia un accatto di alcuni milioni di tornesi per far le spese della guerra. Gli comandò ancora, ponesse ogn'industria per impetrar dal Re Cristianissimo la facoltà di far un altro accatto a favor degli Stati Uniti presso gli uomini pecuniosi di Francia e che fossero all'America affezionati. Le medesime instruzioni mandò a Giovanni Adams e Giovanni Jay, il primo ministro plenipotenziario degli Stati Uniti presso le Province Unite d'Olanda, il secondo presso la Corte di Spagna, e ciò al fine stesso di ottener da questi due Stati un conveniente accatto. Esponessero alla Spagna, che sarebbero sul voler rinunziare (tanto erano spiritati a questi tempi gli Americani) alla navigazione del Mississipì, ed all'aver un porto su di questo fiume; all'Olanda, che le avrebbero procurato vantaggi commerciali d'importanza; alla Francia, che senza di questo aiuto di pecunia ne sarebbe la impresa loro spacciata; a tutti, che l'America era di tal risponsivo, che nissun dubbio si poteva avere intorno all'essere al convenuto termine rimborsati. Siccome poi la cosa era di tanto momento, così non contenti all'aver queste nuove commissioni inviate ai ministri loro, mandarono ancora in Francia il colonnello Laurens, acciò presenzialmente i ministri francesi confortasse al medesimo cammino, e l'accatto sollecitasse. La Spagna non si lasciò piegare; perchè Jay non volle quella rinunziazione offerire; l'Olanda nemmeno, perchè dubitava del risponsivo di quel nuovo Stato. La Francia sola, la quale vedeva benissimo che l'aiutar la vittoria degli Stati Uniti, e mantenergli in vita era un esser pagata meglio, che di pecunia, concesse sei milioni di tornesi, non però come prestito, ma come dono, e non senza qualche mal motto sulla freddezza degli Stati nel fornire ai loro bisogni, allegando, che quando si vogliono compire onorate imprese, non bisogna essere tanto rispettivi allo spendere. Aggiunse molte protestazioni delle angustie proprie per far parere migliore la cosa. Ma essendo questa somma troppo inferiore ai bisogni, consentì la Francia ad entrare mallevadrice in Olanda per un accatto di dieci milioni tornesi da farvisi dagli Stati Uniti d'America. E siccome malgrado della mallevadoria l'accatto si forniva lentamente, così il Re Cristianissimo fu contento ad anticiparne il sommato, cavandolo dal proprio erario. Rispetto poi all'accatto da farsi presso i privati uomini della Francia, non volle il Re acconsentire. In tal modo vennero gli Americani ad ottenere dalla Francia un sussidio di sedici milioni di tornesi, dei quali però una parte già era stata consumata nel pagamento delle precedenti tratte del congresso sopra il Dottor Franklin pei bisogni anteriori dello Stato mandate. Il rimanente o fu imbarcato in altrettanta moneta per essere in America trasportato, o convertito dal colonnello Laurens in valore di vestimenta, d'armi e di munizioni da guerra in servigio degli Stati Uniti. L'intenzione del donatore de' sei milioni era, che siccome il dono era destinato all'uso dell'esercito d'America, così fosse o tenuto in serbanza all'ordine, o rimesso nelle mani del generale Washington, acciocchè non venisse in quelle d'altri maestrati, i quali, siccome dubitava, si sarebbero per avventura creduti in necessità di divertirlo in altri usi dello Stato. Questa condizione non solo non piacque, ma dispiacque molto al congresso; perciocchè si pensò, che in tal modo i suoi soldati sarebbero, come se fosse, diventati pensionati dalla Francia, e temette, che molto ne rimettessero della dependenza loro verso di sè stesso. Perciò ordinò, che i fornimenti compri con parte della donata pecunia, quando in America arrivassero, fossero consegnati al maestrato sopra la guerra, e che in ordine alla pecunia effettiva, foss'ella posta in mano del camerlingo, il quale se ne desse carico e la spendesse poscia, secondochè gli sarebbe dal congresso comandato in servigio dello Stato.