Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 4
Part 12
Cornwallis, avute le novelle della rotta di Cowpens, ne sentì gravissimo dolore; perciocchè vi aveva perduto la miglior parte de' suoi soldati armati alla leggiera, ch'erano i principali stromenti a' suoi ulteriori disegni. Ma da quell'uomo valoroso, ch'egli era, nulla sgomentandosi, si determinò a voler ottenere coi maggiori sforzi dei soldati, che gli rimanevano, e colla distruzione delle bagaglie quello, che dapprima fondavasi di poter conseguire coll'opera de' stracorridori. Laonde due giorni intieri impiegò nel guastare, o sformar tutti quegl'impedimenti, che all'esercizio della guerra, ed al vivere dei soldati non erano assolutamente necessarj. Tutti i carri ne furono distrutti, eccettuati solo quelli, che servivano ad uso di trasportare il sale, le munizioni, gli arnesi da ospedale, e quattro altri vuoti pei feriti ed i malati. Le più preziose bagaglie dei soldati ne furon disfatte; il vino, ed i liquori tanto salutevoli, massimamente nelle guerre invernali, sparsi al suolo. I soldati non portarono altre sostanze da cibarsi fuori di alcune poche provvisioni di friscello. Sopportò l'esercito regio con incredibile pazienza ogni cosa, e si dimostraron tutti obbedientissimi nel fare i comandamenti del capitano generale. Due erano i pensieri, che occupavano la mente di Cornwallis in questo tempo. L'uno era di correre immediatamente contro Morgan, romperlo, liberare i prigioni, ed impedire che non si raccozzasse con Greene, il quale tuttavia si trovava a Hick's-creek. Il secondo, e di molto maggior importanza, quello era di marciar a gran giornate verso Salisbury, e verso le fonti del Jadkin, prima che Greene avesse varcato questo fiume. Il qual fine se si fosse conseguito, ne nasceva di necessità, che il generale americano stato sarebbe tagliato fuori dagli aiuti, che gli arrivavano dalia Virginia, e costretto od a ritirarsi alla sfilata, e con perdita di tutte le bagaglie, ed armi gravi, o combattere una battaglia non a modo suo, ma a quello del nemico. E come aveva disegnato, così si metteva in punto di eseguire. Si mosse egli più che di passo, ed a gran giornate marciando, iva volgendo il suo cammino verso dritta alla volta del fiume Catawba, sperando d'intraprendere ed opprimere Morgan, prima che l'avesse passato. Ma gli Americani stavano alla vista. Morgan, tosto acquistata la vittoria di Cowpens, sapendo benissimo, che Cornwallis non era lontano, aveva inviato indietro i prigionieri sotto la condotta di un capitano fedele, e poco poscia si era mosso egli stesso con tutte le sue genti verso la Catawba. E tanta fu la diligenza, che usò, che il dì 29 gennajo l'ebbe passata con tutte le armi, le munizioni ed i prigionieri. Non sì tosto avevano gli Americani varcato, che sopraggiunsero gl'Inglesi: e se rimanessero attoniti e dolorosi al veder l'inimico sull'opposta riva, non è da domandare. Morgan, facendosi tuttavia trottare avanti i prigionieri alla volta della Virginia, ordinò i suoi di modo, che potessero se non impedire, almeno ritardare il passo ai reali. Ma un altro, e questo insuperabile ostacolo opponevano loro i cieli favorevoli in quel dì ai repubblicani. Questo fu, che sì dirottamente piovve la notte precedente nelle vicine montagne, che gonfiatasi la Catawba improvvisamente divenne impossibile ad essere varcata. La qual piena se fosse venuta poche ore prima, Morgan con tutti i suoi si sarebbe trovato a strettissimo partito. In questo arrivò Greene al campo di Morgan, e si recò in mano il governo di tutta la schiera. Aveva egli avvisandosi benissimo del disegno di Cornwallis, ordinato alle sue genti, che si trovavano a campo a Hick's-creek, che, lasciati indietro tutti gl'impedimenti, velocemente marciassero, tenendo le vie superiori verso le montagne per trovar le grotte dei fiumi più benigne, ed i guadi più facili, alla volta della Carolina Settentrionale, ed andassero a far la massa generale a Guilford-court-house. Egl'intanto precedendo si era recato, come abbiam detto, agli alloggiamenti di Morgan sulla sinistra riva della Catawba. Eseguivano le genti di Hick's-creek guidate da Huger non solo appuntino, ma con incredibile zelo gli ordini del capitano generale. Le piogge erano tali, che credute erano sfoggiate anche a quella stagione; i ponti rotti, le acque grosse, le strade sfondate, o pietrose, o gelate a grossi tocchi; i soldati senza scarpe, senza vestimenta, e qualche dì senza pane. Eppure tutti questi disagi sopportavano con non minore costanza, che gl'Inglesi si facessero i loro. Nissuno disertò, in ciò tanto più da lodarsi dei loro nemici stessi, poichè i repubblicani ritornandosene alle case loro erano sicuri di trovarvi ristoro, mentrechè i regj sbandandosi incontrato avrebbero un paese nimichevole tutto all'intorno. Mentre queste genti marciavano, avendo in animo di ridursi tutte a Guilford, abbassatesi le acque della Catawba, si aprì il varco ai reali. Ma dall'altra parte stavano avvisati i repubblicani per contrastarlo. Non solo vi era la valente schiera di Morgan, ma tutte le bande paesane delle vicine contee di Roano, e di Mecklenburgo, nemicissime al nome inglese, erano accorse. Ciò nonostante si risolvè Cornwallis a tentar l'impresa, giudicando, fossero cose di troppo gran momento, sia quella d'intraprendere le genti di Huger, prima che arrivassero a Guilford, sia l'altra di ficcarsi in mezzo tra loro e la Virginia. Per la qual cosa andava avvolgendosi su e giù per la destra riva del fiume, facendo le viste di volere, per aggirar il nemico, passar in differenti luoghi. Ma il suo vero disegno era di varcare al passo di Gowan. Infatti la mattina del primo di febbraio gl'Inglesi guadavano. Era il fiume largo, profondo, sassoso. Gli Americani posti sulla sinistra riva, e condotti dal generale Davidson, tutte bande di milizia, perciocchè Morgan si trovava a guardar un altro passo, traevano spessi colpi a mira ferma. Ma gl'Inglesi non ristandosi si spingevano avanti con grandissimo coraggio, ed in fine, ributtati indietro i primi feritori, e felicemente superata la grotta del fiume, apparirono. Tosto pigliavano gli ordini, ed incominciavano la battaglia. Come prima si venne al paragone dell'armi fu morto Davidson. Le milizie andarono in fuga. Anche le schiere, che si erano poste alla guardia degli altri passi gli abbandonarono. Tutto l'esercito reale passò trionfando sull'altra riva. Le milizie si disbandarono. Solo alcune fecero una testa a Tarrant; ma assalite furiosamente da Tarleton si disperdettero del tutto. Morgan intanto si ritirava intiero, ed a gran passo verso Salisbury, intendendo di varcar colà il Jadkin, e così frapporre un grosso fiume tra sè e l'esercito reale. Seguitavanlo velocemente i regj ardentissimi nel desiderio di vendicarsi della rotta di Cowpens. Ma tale fu la celerità sua, e tali gl'impedimenti, che frappose ai perseguitatori, che passò con tutti i suoi, parte a guado, parte in sui battelli il fiume ne' primi giorni di febbraio felicemente. Ritirò tutti i battelli sulla sinistra riva. Arrivarono poco stante a tutta corsa gl'Inglesi condotti dal generale O-Hara. Osservarono, il nemico aver varcato, e starsene attelato dall'altra parte, pronto a ributtargli, se volessero passare. Ciò però non gli avrebbe potuti trattenere dal tentarlo, se non se che per le cadute piogge tanto gonfiò improvvisamente il Jadkin, che ogni speranza di poterlo fare fu tolta loro. I pii abitatori dell'America giudicarono, queste subite piene essere state una visibile assistenza, che la provvidenza del cielo avesse mandato in pericolosi tempi alla giusta causa loro. Imperciocchè se l'acque, prima della Catawba, poscia quelle del Jadkin cresciute fossero poche ore prima, l'esercito loro, non potendo varcare, sarebbe stato tagliato a pezzi dai veloci vincitori. Se poi gonfiate non fossero poche ore dopo, avrebbero potuto gl'Inglesi subitamente traghettare dietro gli Americani, e ne sarebbero stati tratti all'ultimo sterminio. Così parvero egualmente provvide e le piene, e le ore. Cornwallis, veduto di non poter varcare al passo di Salisbury, ch'è il più comodo, ed il più frequentato di tutti gli altri, si deliberò di marciar all'insù del fiume, sperando di poterlo traversar a guado là, dov'ei si dirama. E come sperava, così gli venne fatto; ma l'indugio, che questa aggirata causò, diè tempo agli Americani di ritirarsi quietamente a Guilford, dove il giorno sette di febbraio si congiunsero con incredibile allegrezza, e non poca lode di Greene le due schiere dell'esercito d'America, quella di Huger, che per non aver potuto pareggiare la celerità di Greene era rimasta indietro, e l'altra di Morgan. In cotal modo e per la prudenza dei capitani del congresso, e per la pazienza e la velocità dei loro soldati, e per uno tempestivo aiuto del cielo furon rotte al conte di Cornwallis due parti principalissime del suo disegno, quella di sopraggiungere ed attritar Morgan, l'altra d'impedire la congiunzione sua con Huger. Rimaneva da potersi conseguire l'ultima parte, ch'era, quella di tagliar fuori Greene dalla Virginia, ai confini della quale già l'uno esercito e l'altro si trovava sì vicino. È la Virginia separata dalla Carolina Settentrionale per mezzo del fiume Roanoke, il quale nelle parti superiori porta il nome di Dan. Siccome il capitano britannico credeva, che il fiume nelle basse parti non fosse guadoso, così andava considerando, che, se potesse guadagnare i passi superiori, gli verrebbe intieramente fatto il suo disegno. Imperciocchè Greene non potendo varcare il Dan, ne sarebbe stato accerchiato, e serrato a ponente da grossi fiumi, a levante dal mare, a tramontana da Cornwallis, a ostro da Rawdon, il quale, come già abbiam notato, alloggiava con una grossa schiera a Cambden. Le forze poi di Greene non erano tali malgrado la congiunzione, che potessero bastare contro quelle di Cornwallis; e già gl'Inglesi si promettevano la vittoria compiuta e certa. Gli uni e gli altri prevedevano benissimo, ch'ella ne andava a coloro, che avessero migliori gambe avuto. Per la qual cosa e regj e repubblicani camminavano con estrema celerità verso guadi superiori. Prevalsero i reali, i quali, per ricompensar con la prestezza il tempo perduto a' passi dei fiumi, fecero in ciò un grandissimo sforzo, ed i primi questi guadi occuparono. Ora si trovava Greene in gravissimo pericolo. Si volse egli rattamente ad un guado inferiore, che chiamano di Boyd, incerto della vita o della morte de' suoi, poichè non sapeva, se si avrebbe potuto passare. Seguitavanlo i regj infuriati, e gonfj dalla speranza della vicina e totale vittoria. Greene in tanto pericolo, nulla dimenticatosi di sè stesso, nissuna di quelle parti ebbe tralasciato, che a prudente ed animoso capitano di guerra si appartengono. Fece un grosso gomitolo di valentissimi soldati armati alla leggiera, consistente nei colonnelli di cavalleria di Lee, di Bland e di Washington, nei fanti leggieri stanziali, ed in alcune carabine. Comandava loro, reprimessero l'inimico, salvassero l'esercito. Egl'intanto con tutte le salmerie, e le restanti genti velocemente procedeva verso il passo di Boyd. Calarono a furia i reali da Salem alle fonti del fiume Haw, da queste al Reedy-fork, dal Reedy-fork al Troublesome-creek, e quindi per alla volta del Dan. Ma già quella votata schiera di repubblicani con feroci incontri, e col rompimento dei ponti, e col guastamento delle strade gli aveva ritardati. Già Greene toccava le rive dei fiume; il trovava guadoso; alcuni battelli presti il traghettavano; teneva le virginiane terre. Anche le salmerie tutte trapassarono; il gomitolo stesso dei preservatori dell'esercito arrivava poco dopo, e, varcato con prospero augurio il fiume, guadagnava anch'esso la desiderata sponda a salvamento. Arrivarono poco stante sulla destra del fiume avventatissimi i reali, dove nissun nemico osservarono, ogni cosa in salvo sull'opposta riva, l'esercito d'America schieratovi in altitudine minaccevole, guaste tutte le loro speranze, perduto il frutto di tante fatiche e di tanti disagi. La ritirata di Greene, e la perseguitazione di Cornwallis debbon riputarsi fra quegli avvenimenti dell'americana guerra, che più degni sono di considerazione, e che non sarebbero stati disdicevoli anche ai più celebrati capitani sì di quelli, che dei passati tempi.
Caduto lord Cornwallis dalle speranze sì liete, che concetto aveva, iva ora considerando quello che fosse a fare. L'assaltar la Virginia, provincia tanto possente con un esercito debole, come quello era, che obbediva a' suoi comandamenti, ed essendo quello del nemico dall'altra parte tuttavia intiero, gli parve partito troppo pericoloso. Perlochè, messosene giù, si risolvette, poichè diventato era padrone di tutta la Carolina Settentrionale, a voler farvi levar le genti in favor del Re. Con questo pensiero, lasciate le rive del Dan, se ne tornò con comodi alloggiamenti ad Hillsborough, dove per aiutar le cose sue, rizzato lo stendardo reale, invitò i popoli con un pubblico bando ad accorrervi, e ad ordinarsi in regolari compagnie. Ma non vi ebbe contro il congresso quel seguito, che si era persuaso; poichè sebbene venissero a trovarlo molto frequentemente alcuni per curiosità, molti per sopravvedere, e per far le spie, tutti però ripugnavano al mestier di soldato. Si dolse Cornwallis nelle sue pubbliche lettere della freddezza loro. Nissun fondamento poteva fare sull'aiuto dei popoli di questa provincia stata altre volte tanto affezionata al nome del Re. Ma la lunga signoria de' libertini, le enormità commesse dai soldati del Re in varj luoghi dell'America vi avevano cambiato ogni cosa. I popoli dimostravano animo poco stabile nella divozione del Re, e la vicinanza dell'esercito repubblicano intero, che poteva ad ogni ora di nuovo prorompere, gl'intimoriva. In questo mezzo tempo gl'Inglesi s'impadronirono con un'armatetta, e con genti venute da Charlestown di Wilmington, città della Carolina Settentrionale posta presso le foci del fiume del capo Fear. Ivi si fortificarono, e predarono munizioni, siccome pure alcuni legni sì americani che francesi. Quest'impresa, la quale era stata ordinata da Cornwallis già prima, che si partisse da Winnesborough per seguitar Morgan, tentarono gl'Inglesi a fine di aprirsi la via dai contorni di Hillsborough fino al mare per mezzo del fiume del capo Fear, cosa di somma importanza, perchè speravano in tal modo poterne ricevere le provvisioni.