Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1
Part 17
Il governatore, considerate tutte queste cose, e temendo di qualche improvviso accidente, si risolvette a fortificare l'istmo, e faceva caldamente procedere in questa bisogna. Se ne alterarono grandemente i Bostoniani, come anche la gente del contado, affermando, questa nuova determinazione del generale essere un principio d'ostilità, e segno evidente, che si voleva ogni cosa sottomettere all'autorità militare. Laonde correvano fra il popolo molte dicerìe, e si facean molte minacce. Gage, temendo volessero procedere più oltre, mandò due compagnie di soldati a pigliare le polveri, che stavano deposte nell'armeria di Charlestown presso Boston. E ciò credette, fosse altrettanto più prudente cosa l'eseguire, che già si avvicinava il tempo della mostra annuale della milizia, nel quale, se qualche sinistro disegno covassero, avrebber potuto metterlo ad effetto. Il popolo ne venne in grandissima rabbia. Da tutte le parti si assembrarono, e corsero coll'armi a Cambridge. Ebbero molta fatica i più prudenti per impedire, non traessero a furia a Boston per farsi restituir le polveri; o quando si ricusasse, assalire senz'altro, e manometter la guernigione. Si sparse voce in mezzo a questa esacerbata moltitudine, e probabilmente per segreto maneggio dei Capi, per far vedere ai soldati stanziati a Boston, che se volessero far le pazzie, bastava la vista agli abitanti di quella provincia d'imporre loro un tal freno, che mal per loro, che l'armata e la guernigione erano venute alle mani, e traevano colle artiglierie contro la città, e che a mala pena si potevano i Bostoniani difendere. Il romore si sparse in un subito per tutta la provincia: in poche ore meglio di trentamila uomini furono in armi, i quali con grandissima celerità marciavano all'incontro di Boston, e non si ristettero, finchè non ebbero avviso, ch'era stato un romore vano.
Questo moto diè origine a molti altri, ed era diventato uso presso che giornaliero di trarre alle case di quelli, i quali o avevano i nuovi impieghi accettati, o s'erano in qualche modo alle pretensioni inglesi favorevoli, o alle prerogative americane contrarj dimostrati. Perciò costoro non potendo più niuna sicurezza trovare, fuorchè dentro la città stessa, i membri del maestrato sopra la dogana, i gabellieri, ed ogni altra sorta di pubblici uffiziali, i quali s'erano in Salem recati per esercitarvi gli uffizj loro, se ne tornarono in Boston. In questa maniera si risolvettero affatto nello spazio di pochi mesi quegli ordini, che eransi per la provvisione del porto voluti introdurre dai ministri.
Nè si contennero le commozioni popolari nella provincia di Massacciusset; che anzi tutte ebbero parte nei rivolgimenti. Temendo gli abitatori qua e là, che il generale non furasse loro le mosse rispetto alle polveri, come aveva fatto in Charlestown, corsero ad impadronirsi di quelle che stavano nei Forti, o nelle polveriere del Re. Così accadde a Portsmouth nel Nuovo-Hampshire, dove i provinciali entrarono a stormo nel Forte, e ne portarono via la polvere e le artiglierie. I Rodiani fecero lo stesso; poichè il popolo di Nuovo-Porto corse a calca ad insignorirsi di quaranta pezzi di artiglierie che difendevano il porto.
La tolta delle polveri a Charlestown, e le fortificazioni, che si andavano facendo sull'istmo di Boston, oltre le sommozioni popolari, cagionarono un'adunata dei delegati dei distretti e borghi della contea di Suffolk, di cui Boston è la città capitale. Fecero risoluzioni molto vive: non doversi niuna obbedienza prestare agli ultimi atti del Parlamento, ma doversi piuttosto in abborrimento avere, essendo essi tentativi per ridurre l'America in servitù; gli uffiziali pubblici, eletti a norma di quelli, esser contro gli ordini e gli statuti della costituzione; che la contea avrebbe tenuti indenni quegli uffiziali subordinati, i quali ricusassero di eseguire i decreti dei superiori secondo i nuovi ordini eletti; che gli esattori della pecunia pubblica la ritenessero, e nissun pagamento effettuassero, finchè le antiche leggi della colonia non fossero reintegrate, od altrimenti non fosse dal congresso provinciale ordinato; che coloro, che avessero le nuove cariche accettate, dovessero rinunziare prima del giorno venti di settembre; e quando no, fosser chiariti nemici della patria; che si eleggessero uffiziali di milizia in ogni borgata, tutti gente perita nelle armi, ed ai diritti del popolo inclinata; ch'essendosi avuto lingua, che si volessero pigliare certe persone della contea, così si dovessero, ove ciò si mettesse ad effetto, pigliare e custodire uffiziali del Re, affinchè servissero d'istatichi, che si esortassero i popoli a contenersi nella quiete, e tal contegno serbare, tal resistenza opporre ferma, uniforme e perseverante in una contesa di tanto momento, in una causa tanto solenne, che si potesse meritare l'approvazione dei saggi e l'ammirazione degli uomini valorosi di ogni contrada e di ogni età.
Un'altra assemblea, ma questa di tutta la provincia di Massacciusset, si fece in Salem. Alla quale non intervenendo il governatore si risolvettero in congresso provinciale, e chiamarono presidente Hancock. Dolutisi prima col governatore delle fortificazioni dell'istmo, fecero insoliti consiglj per la difesa della provincia. Provvedevano munizioni, riempivano i magazzini di vettovaglie, ad arruolavano dodicimila uomini di milizia, che chiamarono _minuti uomini_, come sarebbe a dire uomini, i quali debbono tenersi pronti a marciare ad ogni minuto, o subito dopo l'avviso di un minuto. Le determinazioni e le esortazioni del congresso provinciale erano, come se da un maestrato legittimo fatte fossero, con ogni puntualità poste ad effetto. Così i consiglj presi dai ministri d'Inghilterra partorirono in America effetti contrarj all'intendimento loro; e già ogni cosa vi si volgeva alla guerra cittadina.
In mezzo a tutti questi romori, ed in tanta apprensione delle future cose, raunossi in Filadelfia il congresso generale, al quale intervennero i deputati di tutte le province americane.
FINE DEL LIBRO TERZO
LIBRO QUARTO
[1774]
Il dì quattro di settembre arrivarono in Filadelfia i deputati di ciascuna colonia, eccetto quei della Carolina Settentrionale, che indugiarono sino ai quattordici dello stesso mese. Tutti erano uomini di gran conto, ed in molta stima e grazia dell'universale. Non eran essi gente priva dei beni della fortuna; ma per lo contrario persone abbienti tutti, ed alcuni anche di abbondanti facoltà dotati. Parecchi avevano il mandato di fare ogni opera loro per sicurare la libertà dell'America coi mezzi più opportuni, e l'antico corso delle cose coll'Inghilterra ristorare; altri di procurare quelle deliberazioni in riguardo all'esercizio del commercio, che la potessero a più mansueti consiglj verso le colonie piegare; altri in fine avevano il mandato amplissimo di far tutto ciò, che nelle presenti occorrenze credessero più acconcio, ed al ben pubblico più conducevole. Assembratisi il giorno cinque, stabilirono, che le deliberazioni loro fossero e dovessero tenersi segrete; e che i partiti si rendessero non per teste, ma per colonie; vale a dire, che ciascuna colonia potesse rendere un solo suffragio, e non più, qualunque fosse il numero de' suoi deputati. Elessero presidente Peyton Randolfo di Virginia, e segretario Carlo Thompson. Erano cinquantacinque, e si troveranno i nomi loro scritti qui a piè[3].
Da molto tempo non era stata fra gli uomini tanta aspettazione, nè spettacolo di tanto momento, come quello, che alle menti loro offeriva il presente congresso americano. E per verità era essa una cosa, siccome nuova, così ancora maravigliosa, che una nazione sino a quei dì pressochè ignorata dalle nazioni europee, e solo quasi conosciuta pel commercio, che andava esercitando in questa parte ed in quella, ora da quello stato di obblivione scuotendosi, e quasi da un lungo sonno destandosi, pigliasse tutto ad un tratto in mano sua le redini del governo di sè stessa; che le varie parti della medesima sin là divise tra di loro, ora in un corpo solo si riunissero, che paresse da una sola mente mosso; e che scostandosi dalla consueta e diuturna obbedienza si ardisse, con audacissimo consiglio, all'antica madre, ad una potentissima nazione resistere e contrastare. S'eran bene osservati nei vasti dominj della Spagna in America di quando in quando alcuni moti popolari; ma questi stati erano dal governo di leggieri sedati; e nelle colonie portoghesi il corso della pubblica pace non era stato mai interrotto. La Francia parimente aveva sperimentati i sudditi suoi delle colonie americane inclinati alla obbedienza, ed al conformarsi di buon grado alle leggi ed ai comandamenti della metropoli. Le colonie inglesi le prime dovevano questo esempio porre della resistenza e della propensione alla guerra cittadina. La qual cosa però era l'effetto necessario degli ordini pubblici dell'Inghilterra e delle sue colonie; delle opinioni che in queste regnavano; della memoria degli antichi rivolgimenti, come pure dei mali umori, che di tempo in tempo vi si erano manifestati, e che ora per la prima volta minacciavano una evidente e prossima rovina. Imperciocchè il congresso d'Albania non aveva avuto nulla d'illecito, essendo anzi dalle autorità legittime convocato, nè nissuna tendenza prossima a cose nuove, quantunque in ultimo i consiglj segreti di coloro, che v'intervennero, fossero forse volti alla independenza; ma in fatto non vi si regolarono, che gli interessi delle colonie inglesi colle vicine nazioni indiane. Il congresso poi della Nuova-Jork, non essendo ancora a tanta caldezza concitati gli animi, quando ei fu convocato, nè sì oltre trascorsi i disordini popolari, nè il governo fatte avendo tante deliberazioni rigorose, nè distrutti tanti statuti colonarj; nè essendo da un altro canto i delegati a quel congresso, sebbene di molta, non però di tanta estimazione presso i popoli americani, come quelli del congresso di Filadelfia, non aveva gli animi così disiosi delle future cose tenuti, come questo. I coloni riguardavano sopra di esso, come sopra un convento d'uomini, i quali dovessero ad ogni modo liberar la patria dai pericoli, che le sovrastavano; molti credendo, che coll'industria e prudenza loro, e coll'autorità, che avevano presso i popoli grandissima, avessero ad ottenere dal governo sollievo a quei mali, che gli opprimevano, e l'antico ordine di cose ristorare. Alcuni altri si erano dati a credere, che avrebbero la nazione americana a quella independenza condotta, ch'era il primo e sommo desiderio loro, e sto per dire quell'agonia, dalla quale essi erano notte e dì travagliati e punti. La fede che avevano nel congresso collocata, era eguale all'odio, che avevano contro le nuove leggi conceputo; ed ignorando per l'ordinario l'universale dei popoli gli ostacoli, che nelle grandi imprese s'incontrano, e trovandosi alleviati coll'avere scaricato addosso a pochi la briga di tutti, attribuendo anche, siccome soglion fare, più efficacia di quel, che aver possono veramente, ai nuovi maestrati, s'erano generalmente elevati a grandissima speranza. E siccome l'unione degli animi è il più efficace mezzo per riuscire nelle opere che s'intraprendono, così questa era maravigliosa, e tutti volevano metterci la vita e le facoltà loro per condurla a buon fine. Non che non vi fossero dissenzienti, i quali avrebber voluto tutt'altra via tenere, che questa; ma essi erano pochi in quel primo impeto, ed isbigottiti dal consenso e calore universale degli altri. Nissun si pensi, che un altro governo, comunque dalla diuturnità del tempo confermato e di forti armi munito, abbia mai tanta volontà e prontezza all'obbedire provate, quante il congresso americano. Volevansi ricevere le deliberazioni sue non solo come leggi utili ed acconce da un buon governo derivanti; ma come dettami e quasi oracoli d'uomini consegrati e votatisi generosamente al bene ed alla utilità della patria.
In tal condizione si trovavan le cose in America al tempo della convocazione del congresso. Ma in Europa la novità del caso aveva grandemente ed universalmente sollevati gli animi; ed in alcuni indotto il timore; in molti la speranza; in tutti la maraviglia. In Inghilterra i ministeriali gridavano a testa contro l'ardimento, ch'essi chiamavano ribelle, dei sudditi americani, e già si proponevano di venirne alle più rigorose determinazioni. Ei non potevano restare capaci, come un popolo, quale l'americano si trovava, ch'era stato sempre dall'amore delle Sette in varie e diverse parti distratto, ora potesse in un solo animo, ed in una sola volontà convenire; che deposti quei rancori, che tra gli uni e gli altri correvano per causa di diversi interessi ed opinioni, ora in ciò tutti concorressero a volere quello, ch'essi credevano i diritti loro contro l'Inghilterra difendere e mantenere. Non potevano recarsi in mente, come una nazione, la quale viveva in sul commercio, che non aveva navilio guerresco, che aveva le principali città sue esposte ai danni di un nemico armato in mare; che non era provveduta di un esercito stanziale ed esercitato in guerra, avesse l'ardimento di contrapporsi alle voglie della nazione britannica potente in sull'armi, gloriosa pei recenti fatti, abbondante di pecunia pubblica e privata, avente un governo costituito da lungo tempo, fornitissima di navi da guerra e di munizioni di ogni sorta, e copiosa di capitani espertissimi nelle battaglie tanto di terra, che di mare. Da un'altra parte si discorreva, che non si doveva prendere maraviglia dell'ardire degli Americani, stantechè, quand'anche fosse vero, essere i medesimi in peggiori termini, quanto alla facoltà di esercitar la guerra, posti, che la Gran-Brettagna non era, gli uomini, cui il fervore delle opinioni politiche agita e muove, non la guardano così nel sottile, e non istanno sulle probabilità delle cose avvenire; che, del rimanente, non era l'Inghilterra medesima esente da molte e gravi difficoltà, essendo in questo stesso soggetto della causa americana divisa dall'amor delle parti, sicchè sia forza, che una porzione di essa debba molto suo malgrado recarsi a' danni dell'America; essendovi un immenso mare frapposto tra di essa e le terre, dove si dovrebbe la guerra esercitare; il che debbe necessariamente produrre una spesa senza fine, un guasto di munizioni enorme, una perdita d'uomini non poca, ed una gran tardità, e spesso anche una inopportunità di deliberazioni. Si considerava inoltre, che il tesoro pubblico dell'Inghilterra era a molto stretti termini ridotto per l'esorbitante debito contratto ne' tempi andati, e massimamente a quei dell'ultima guerra; che non era l'entrata a gran pezza eguale all'uscita; e che un incremento sì grave di spesa, che si avrebbe in questa nuova guerra ad incontrare, avrebbe del tutto messo in fondo le finanze dello Stato. Aggiungasi, che l'America era una contrada molto accomodata alle difese, essendo essa piena di selve senza via, frequente di laghi, di fiumi e di montagne; scarsa di strade passatoje, e abbondante di passi stretti e forti, e di tragetti, i quali sono dai soli abitanti conosciuti. Nè si deve passar sotto silenzio, che la ricordanza delle passate cose doveva di necessità molto effetto generare nella mente di quei che dirigevano lo Stato in Inghilterra, inducendovi molta dubitazione ed incertezza; imperciocchè quest'era quella causa istessa, che un secolo addietro si era disputata in Inghilterra, e che dopo tante contese e tanto sangue, aveva finalmente una totale rivoluzione prodotta, e trasportato lo scettro britannico nelle mani di una nuova famiglia di regnanti. Questo doveva eziandio nei Capi del governo un certo disdegno partorire molto accomodato a pervertire gl'intelletti loro, e ad allontanargli dai temperati e prudenti consiglj. Certamente, da quella rivoluzione in poi, non ebbe il governo di Inghilterra impresa più difficile a maneggiare, che questa, nè che più funesto augurio avesse, nè che sì imminente pericolo arrecasse, nè che tanta rovina nel cuore stesso del regno minacciasse. Si teneva anche per sicuro, che non sarebbero mancati agli Americani i soccorsi esterni. Imperciocchè quantunque i potentati europei, i quali possedevano colonie in America, non potessero, se non se con una certa gelosia, riguardare questi moti delle province inglesi, credendo, fosse questo un cattivo esempio posto avanti agli occhi dei sudditi proprj, e dubitando, se quello riuscivano nei disegni loro, che anche questi potessero per avventura far pensieri perniziosi, ed alla lealtà contrarj, tuttavia si assicuravano molto, pensando, che molto mancava che i coloni loro fossero impressi di que' concetti in fatto di cose appartenenti allo Stato, i quali presso gli abitatori delle colonie inglesi si osservavano. E dall'altro canto il desiderio, che nutrivano, di vedere abbassata la potenza dell'Inghilterra, era cagione, che, o quel pericolo non vedevano, o veduto lo dispregiavano; perchè questo pericolo era lontano ed incerto, mentre il benefizio dell'infievolimento della Gran-Brettagna, che doveva probabilmente dalla guerra americana origine avere, era vicino, e, se non sicuro, almeno assai verisimile.
Ma fra le altre nazioni dell'Europa, le quali tutte più o meno erano alla causa degli Americani favorevoli, essendo tutte contro quello, ch'esse chiamavano la tirannide inglese, piene di mala voglia, nissuna si dimostrò in questo più viva della francese. Il desiderio di vendetta, le brame della riscossa, la rimembranza dell'antico splendore, ed il dolore delle recenti ferite non bene ancora racconce facevano sì, che il governo francese fosse all'impresa degli Americani propenso. Ei non aspettava altro, che gli estremi casi, e l'occasione propizia per discoprirsi. Non ignoravasi fra la gente questo intendimento dei ministri di Francia; e perciò, siccome nissun popolo è più tenero a lasciarsi andare alle impressioni di chi il governa, che il francese, le parti degli Americani erano in questa contrada con somma contenzione, e con molto ingegno difese e sostenute. Del che se ne avevano anche altre, e molto manifeste cagioni. I popoli di Francia, sebbene siano per lo più vissuti sotto una maniera di governo molto stretta, hanno però sempre tenuto in gran pregio quegli uomini e quei popoli, che le proprie libertà con coraggio e con ardire difeso hanno contro le usurpazioni della tirannide. Imperciocchè essendo essi, quando da quella loro esorbitante immaginativa stravolti non sono, e fuori di loro medesimi trasportati, generalmente di natura amorevole e dolce, così sono anche molto inclinati a favorir coloro, i quali si trovano, o paiono oppressi, massimamente quando questi, e con costanza sopportano l'avversità della fortuna, e con coraggio si ingegnano di vincerla, e ad ogni modo l'impresa loro ha in sè stessa qualche cosa d'animoso, di onorevole e di grande. Tale si era, o tal pareva la causa degli Americani, e tale si era in Francia la propensione generale verso i medesimi. A ciò si deve aggiungere, che in questi tempi appunto gli scrittori, i quali avevano delle cose appartenenti allo Stato ragionato, in ogni paese, ma principalmente in Francia, si erano alle maniere di un governo più largo favorevoli dimostrati; ed erano perciò nate negli uomini d'allora assai generalmente opinioni, che molto inclinavano alla civile libertà. Questi libri con maggior attenzione e desiderio si leggevano, e queste opinioni più vi si propagarono, e più profonde radici gettarono, quando si ebbero le nuove della querela americana. Quest'era in vero lo sperimento, questa la pruova attuale di quelle opinioni, che già tanto si erano dilatate, e che tanto lusingavano le menti degli uomini di quei tempi. Sì nelle compagnevoli brigate, come nelle scritture, che in gran numero in Francia si pubblicavano ogni dì, gli Americani erano con sommissime lodi esaltati, e la causa loro con ogni sorta di argomentazioni e di onorevoli esempj difesa e mantenuta. E se a' tempi, in cui la Francia aveva, dopo la cessione fatta dalla repubblica di Genova, intrapresa la conquista dell'isola di Corsica, vi erano molti fra i Francesi, i quali la determinazione dei Corsi a volersi difendere, e lodavano ed ammiravano, e da una altra parte la risoluzione del proprio governo a volergli soggiogare detestavano ed apertamente condannavano, nissuno non dubiti, che nel presente caso i parziali degli Americani non fossero molti più, e che più vivi e più risentiti non si dimostrassero. Quando vennero poi le novelle dell'adunata del congresso, non si può dire con quant'allegrezza, e con quanto accrescimento di speranze nuove elleno siano state ricevute. I nomi dei deputati erano portati a cielo. Si diceva in ogni luogo: gettasser via dal collo il giogo della superiorità inglese; si sottraessero a quella servitù; stabilissero nella patria loro la civile libertà, e questo esempio ponessero, che i principi non possono senza pericolo loro gli ordini e le leggi pubbliche violare, nè intraprendere i privilegi e le immunità dei popoli soggetti. Così andavano continuamente i Francesi con nuovi trovati, e con varie maniere di argomenti provocando gli animi già molto esacerbati degli Americani, e viemaggiormente irritando quelle piaghe, che già facevano vista di volersi inciprignire, per farle del tutto incurabili diventare. In tal modo il congresso aveva in suo favore volte, non solo le opinioni dei popoli americani, ma quelle ancora generalmente dei popoli europei, e dei loro governi medesimi, siccome anche non poca parte degli abitanti della Gran-Brettagna stessa. Tanto era in quei tempi, o il desiderio di cose nuove, o l'amore della libertà, o la propensione a scuotere dalla bocca quel freno, che dall'autorità di chi governa fosse stato, o venisse imposto. Ognuno intanto stava coll'animo sospeso aspettando qual fosse per esser l'esito di una sì importante contesa, e quali le prime deliberazioni, che il convento americano fosse, in una cosa di tanto momento, per abbracciare.