Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1
Part 15
In questo mezzo nacque un accidente, che apportò nuova esca ad un fuoco, che già minacciava di distendersi in manifesto incendio. Il Dottor Franklin, agente in Londra di parecchie colonie, e particolarmente di quella di Massacciusset aveva trovato modo, e non si sa come, di sottrarre dall'uffizio di Stato le lettere del governatore Hutchinson, del vice-governatore Oliver, e di alcuni altri, che in America seguitavano le parti del governo, colle quali eglino delle cose colonarie i ministri ragguagliavano; ed in ciò parlavano assai liberamente; essere gli opponenti americani in generale gente di poco conto, e sebbene audaci e turbolenti, pochi però in numero; non essere i medesimi in grazia dell'universale; la mollezza e sofferenza sole del governo esser dell'ardire loro causa state; facesse il governo gagliarde risoluzioni, e tutti rientrerebbero nel debito loro; soprattutto gli uffiziali principali in America pagassersi dalla Corona. Inviò Franklin queste lettere in Massacciusset. Furon fatte stampare, e spargere in gran copia in ogni parte della provincia, dove se vi fu che fare, e che dire, nissuno il domandi.
Mentre si trovavano in cotal modo impressionati i popoli delle colonie americane, che non che alle grandi cose, ma anche alle più piccole, che a ferire andassero ciò, ch'eglino riputavano i diritti loro, vivamente si risentivano, si abbracciò in Inghilterra un consiglio, il quale, se avesse la sua esecuzione avuta, avrebbe data la causa vinta al governo, e ridotti gli Americani a quella condizione, alla quale sì grandemente ripugnavano. Per l'ostinazione loro a non voler la tassa sul tè posta pagare, il che un frequente contrabbando generava, e per la risoluzione di non volere più farne uso, quantunque quest'ultima fosse da molti poco fedelmente osservata, l'introduzione di questa merce nelle colonie, era stata assai diminuita; ed una molto grande quantità se ne trovava in Inghilterra nei fondachi della Compagnia dell'Indie. Supplicò questa al Re, levasse i tre pensi per libbra sull'introduzion sua in America, e ritenesse i sei pensi sulla estrazione dai porti dell'Inghilterra. Nel che, e lo Stato avrebbe vantaggiato di tre pensi per libbra, e gli Americani sarebbero stati dall'odiosa legge sollevati. Il governo, che riguardava più al diritto, che all'entrata, non volle acconsentire. Perciò la Compagnia fu autorizzata a trasportare franco da ogni diritto dall'Inghilterra il tè per alla volta dell'America, ed in questa introdurlo, pagando i tre pensi di gabella. Qui non eran più piccole barchette di particolari mercatanti, i quali pel traffico loro privato andassero a portare il tè nei porti delle colonie; ma per lo contrario navi grosse, che ne arrecavano quantità smisurate, e dalle quali, avendo l'ajuto dell'autorità dello Stato, poteva agevolmente mettersi a terra, e negli opportuni fondachi ammassare. Perciò la Compagnia inviò ai suoi agenti in Boston, Nuova-Jork e Filadelfia secento casse di tè, ed un certo numero a Charlestown, ed altre città marittime del continente americano. Ora gli Americani eran tratti a quel passo, in cui avevano a gettare, o non gettare il dado, e doveva la causa loro in riguardo alla tassazione per l'autorità del Parlamento determinare. Perciocchè se si lasciava sbarcar il tè, sarebbesi venduto, e perciò pagata la gabella. Per la qual cosa si risolvettero a fare ogni opera per impedir lo sbarco. Nell'Inghilterra stessa non mancaron di quelli, che soffiarono su di questo fuoco, dei quali alcuni ciò facevano per l'ambizione di contrariare il governo, gli altri per proprio interesse, e per gelosia della opportunità offerta alla Compagnia dell'Indie di fare in pregiudizio loro grossi guadagni. Perlochè avevano scritto in America; resistessero coraggiosamente, pensassero essere questa l'estrema prova, la quale vinta, avrebbero la libertà loro conservata; perduta, sarebbero sotto il giogo della schiavitù entrati. La materia era troppo ben disposta, perchè non si accendesse. In Filadelfia coloro, ai quali i tè della Compagnia dovevan consegnarsi, furono sforzati, parte con esortazioni, parte con minacce, a promettere di non accettare in nissuna maniera il tè. Nella Nuova-Jork i capitani Sears, Macdougall, uomini audaci, ed arrisicati molto, riunirono in una sola volontà e contrabbandieri, e mercanti, e figliuoli della libertà. Libelli appropriati all'uopo andavano attorno ogni dì, e nulla d'intentato si lasciava dai caporali del popolo per ottenere il fine loro. Anche qui i faccendieri della Compagnia furono obbligati di rinunziare, e di ritornarsene in Inghilterra. In Boston si sentiva dir in ogni luogo, «esser questo il tempo di mostrar il viso; non doversi più tardare, giacchè tardi, o tosto s'aveva a venire colla Gran-Brettagna a contesa; centinaja d'anni dover trascorrere prima, che i ministri tante violazioni dei diritti loro abbian mandate ad effetto, come da pochi anni in qua; ora che l'opposizione era viva ed universale, doversene profittare; ora che il ferro era caldo, doversi battere; più si tardava, e più i ministri acquistavan forza. Non vedete voi, dicevano, quanti garzonetti impertinenti e' ci mandan qua a far l'uffizio di pubblicani, a sciuparsi i grossi stipendj, ed a portar tra di noi il lusso e la corruzione? E' piglieranno mogli americane, e diventeranno potenti stromenti della tirannide ministeriale. Ora si deve tentare qual cosa, mentre si era ancora nei principj; ora osare se non vogliamo presso i nostri fratelli delle altre colonie esser disgraziati, i quali, hanno gli occhi rivolti in noi, e saranno dell'assistenza loro liberali, se noi ci mostrerem fedeli e risoluti». Si fecero le instanze ai faccendieri, acciocchè rinunziassero, i quali ricusarono, e si ripararono nella fortezza. In questo mezzo arrivò in porto il capitano Hall colla sua nave, che portava più di cento casse di tè. Tosto si fece a furia un'adunata di popolo, e mandaron dicendo al signor Rotch, al quale il carico doveva essere consegnato, non istesse per quanto gli era cara la sicurezza e l'interesse suo, a ricevere il tè, ed al capitano Hall di non isbarcarlo. Mandarono anche una guardia al molo di Griffin, dove la nave era sorta. Determinarono, si facessero diligenti guardie; che se queste venissero in alcun modo ingiuriate la notte, si suonasse la campana a martello; che alcune persone fossero sempre in pronto a portar gli avvisi alle Terre circonvicine di ciò, che potrebbe occorrere, e si chiamasse in ajuto la gente del contado. Le congregazioni di corrispondenza facevano diligentemente l'opera loro. Arrivarono i capitani Bruce e Coffin con altri carichi di tè, e si ordinò loro, andassero a mettere l'ancora vicino allo Hall. Concorreva il popolo in gran numero dal contado, e si fece una frequentissima adunata. Si mandava a dire al Rotch, domandasse una bolletta d'uscita, acciò il capitano Hall colla sua nave se ne potesse andar con Dio. L'esattore non la voleva concedere, se prima non erano pagate le gabelle. Le cose s'avvicinavano ad un esito fortunoso. In tal congiuntura Giosia Quincy, uomo di gran caldo nella colonia, d'ingegno colto e svegliato, ed alle intraprese ministeriali avversissimo, volendo i suoi concittadini avvertire dell'importanza del frangente, perchè avessero cura all'infornare, fatto far silenzio, ed alzatosi disse. «Quell'ardenza, e quell'impeto, che in mezzo a queste mura si manifestano, quelli non sono, che ci abbiano alla proposta meta a condurre. E' possono raffreddarsi; e' possono quetarsi; e' posson come un'ombra leggiera svanire. Ben altri spiriti, ben altri conati ci abbisognano per ridurci a salvazione. S'ingannerebbe a gran partito colui, che credesse colle grida, colle esclamazioni, colle risoluzioni popolari potersi vincer la pruova, potersi i nemici nostri superare. La malizia loro è inveterata; il desiderio di vendetta insaziabile. Eglino hanno gli alleati, i complici loro perfino fra di noi, perfin nel seno più interno di questa innocente patria; e chi non conosce la potenza di coloro, che a nostri danni congiurati sono? Le arti loro a chi non son note? Perciò non crediate poter da questa controversia a buon esito riuscire senza il più duro, il più aspro, il più terribil conflitto. Considerate molto bene la difficoltà dell'impresa, l'incertezza del fine. Riflettete e ponderate assai, prima di abbracciar quei partiti, i quali questa patria trarranno al più pericoloso cimento, che si sia veduto mai».
Posto il partito, se si dovesse proibire ad ogni modo lo sbarco del tè, si vinse con tutti i voti favorevoli. Si ricercò Rotch, domandasse licenza d'uscita dal governatore. Ostinatosi questi, rispose, per onor delle leggi, per debito verso il Re, non poter la licenza concedere, se prima non si mostrava la bulletta della dogana. Or qui la concitazione ed il trambusto furono grandi. Una persona mascherata ad uso degl'Indiani, la quale stava nel ballatojo, diè in questo punto il fischio di guerra. Si risolvette in un batter d'occhio l'adunanza, e si corse a calca al molo di Griffin. Giugnevano in sul fatto intorno a venti persone, anch'esse mascherate all'indiana, tutte, o padroni di nave o legnajuoli o calafaj, e montarono ne' navilj del tè. In meno di due ore ruppero 342 casse di tè, e questo buttarono in mare. Furon lasciati fare. Una folla di popolo sulla riviera serviva come quasi di salvaguardia. La bisogna fu condotta con poco tumulto, e nissun danno fu fatto nè alle navi, nè ad altra roba qualunque. Ciò eseguito si ridusse ognuno alle case sue o in città o in contado.
Nella Nuova-Jork ed a Filadelfia trovandosi nissuno, che s'ardisse ricevere il tè, le navi della Compagnia, che erano arrivate in quell'acque, se ne tornarono cariche in Inghilterra. Solo nella prima città il capitano Chamber avendo per conto di un privato portate nella sua nave alcune casse di tè, queste furono gettate in mare. A Charlestown si lasciò sbarcare; ma essendo stato per lungo tempo in certe volte umide rinchiuso, si guastò.
[1774]
Giunte queste cose alle orecchie dei ministri dell'Inghilterra deliberarono di por mano a più risoluti consiglj; e stantechè la provincia di Massacciusset, e specialmente la città di Boston, s'erano, più di tutte le altre, vive dimostrate nella resistenza; ch'eran ai più grandi eccessi trascorse, e parevano la principal sede essere della sedizione, così si risolvettero di far loro portar le pene prima di tutte le altre. Speravano in questo modo, che, raffrenati i primi motori, gli altri si sarebbero nella quiete accomodati. Considerando poi, che la città di Boston era fioritissima, e tra le più trafficanti del continente annoverata, anzi la prima scala creduta di tutte le province della Nuova-Inghilterra, non è da far maraviglia, se siasi preso il consiglio di privarla affatto del suo commercio per via di un interdetto severissimo, e tutto volgerlo a qualche altra città marittima di quella costa. Si credette eziandio, che i civili magistrati, i quali secondo gli statuti della provincia erano eletti dal popolo, il dovesser essere per l'avvenire dal governo, acciocchè in balìa di questo posti intieramente, non solo non fossero più propensi a dar le mani ai tumulti popolari, ma ancora fossero, e per debito e per volontà, inclinati ad opporvisi, ed a far a tal uopo quelle requisizioni ai maestrati militari, le quali fossero del caso. Poichè si era veduto, che i passati tumulti erano, e nati, ed in sì fatta guisa cresciuti, perchè i maestrati militari, secondo le leggi consuete, non potettero senza le requisizioni dei maestrati civili operare, dalle quali questi eransi a bella posta astenuti. Si pensò anche di fare una legge, perchè i soldati, nell'esecuzione degli ordini per quetare i tumulti, potessero con ogni sicurezza e senz'alcun timore adoperarsi. In tal modo i ministri sperarono, che sarebbersi divisi gli animi, i maestrati civili posti affatto in facoltà del governo, ed i soldati restituiti a quella independenza, dalla quale deriva tutta, quanta ella possa essere, la forza ed efficacia dell'opera loro. Ma chiunque abbia fior d'ingegno, e sia delle cose di Stato intendente, potrà da per sè stesso agevolmente conoscere, quanto lontani dalla gravità del caso fossero questi nuovi provvedimenti del ministero britannico. Ei non potrà non maravigliarsi, che un governo, quale l'inglese si era, che in ogni tempo aveva dato segni di somma perizia, e di non poco ardire, avendo anche avanti gli occhi suoi gli esempj delle rivoluzioni della Svizzera e dell'Olanda, e conoscendo benissimo la caparbietà tanto naturale al popolo americano, e l'insolito consenso d'animi, che presso di quello si era in questi suoi moti manifestato, abbia potuto persuadersi, che col bloccare un porto, e col cambiare qualche vecchio statuto, cose tutte, che più ad irritare, che a costringere tendevano, si dovesse tanto impeto frenare, tanta ostinazione vincere, tanta unione dissolversi, e l'obbedienza ristorarsi là, dove già si correva con tanta pertinacia alla ribellione. Le armi sufficienti, e non le riforme degli statuti eran quelle, che sole potevan terminare prontamente la lite, tener fermo lo Stato, e l'antico ordine e quiete in America restituire. Le quali armi tanto più dovevano i Ministri apprestare, quanto che non doveva essere loro nascosto, che la Francia faceva, come si suol dire, fuoco nell'orcio, ed era in questa matassa. Le armi non che mancassero, abbondavano. Mancaron bene nei Consiglj britannici, o la debita preveggenza, od il necessario ardimento. Venti o trentamila soldati, mandati colà subito dopo nati i moti americani, avrebbero senz'alcun dubbio superata la resistenza e procurata la obbedienza, cose che invano potevansi dal ritoccarsi le scritture aspettare. Non conobbe bene l'Inghilterra in questo fatto quella trita regola, che le guerre, perchè riescano corte, hanno a farsi grosse. Nè si potrebbe dire, gli ordini della costituzione britannica non aver consentito, che si mandasse in una provincia inglese, ed in tempo di pace, un gagliardo esercito stanziale; imperciocchè, se il Parlamento pervertiva gli statuti fundamentali della provincia di Massacciusset, anzi vi distruggeva gli ordini primitivi e più essenziali della costituzione medesima, per mezzo delle provvisioni che era in procinto di fare, poteva eziandio la presenza di un esercito stanziale sufficiente autorizzarvi. Ma allora lord Bute, consigliere molto adoperato dal Re, ed autore per lo più delle deliberazioni segrete, era più appassionata persona, che sagace; e lord North, primo ministro, più laborioso ed accurato pubblicano, che uomo di Stato. Di più, quest'ultimo aveva presso di sè formata una consulta dei più celebrati legisti del regno, per averne il parer loro intorno gli affari che correvano; e si sa per molti esempj, che quando questi dottori si danno a volere con quei loro arzigogoli e sofisticherie governar gli Stati, ed indirigere le rivoluzioni dei popoli, fan mala pruova. Le buone armi, ed i larghi e generosi consiglj sono quelli, che soli possono tali effetti partorire; e ne' casi pericolosi si deve far capo agli uomini risoluti, non a coloro, che, peritosi essendo, giocolan di mezzo, e non sanno impresa veruna onorata accollarsi.
Adunque lord North nel giorno quattordici di marzo propose nella Camera dei Comuni una sì fatta provvisione, che facendo tempo dal primo giugno 1774 fosse proibito lo scaricare, sbarcare, levare e imbarcare alcuna grascia, derrata o mercanzia qualsivoglia a Boston, o dentro il suo porto; e che gli uffiziali della dogana fossero immediatamente rimossi, e nel porto di Salem trasferiti. Soggiunse il ministro, che questa provvisione non era meno necessaria, che giusta, poichè di quella città era uscito tutto il male che turbava le colonie, e tutto il veleno che infettava l'America; che là, già per tre volte, gli uffiziali della dogana erano dal fare il debito loro stati impediti; che ai tempi dei disordini gli abitanti non s'erano in nissuna maniera interposti per quietargli; che anzi avevan fatte le regolari guardie di dì e di notte, per impedire lo sbarco del tè e di altre mercatanzie inglesi; che di più, temendo quello fosse sbarcato, con inudito esempio d'insolenza popolare l'avevan gettato in mare; che la proposta provvisione era più in nome, che in essere severa, giacchè il farla cessare era del tutto in facoltà dei Bostoniani col prestar la debita obbedienza alle leggi; che poche fregate, che stanziassero alla bocca del porto, bastavano per metterla ad effetto senz'altro più grande apparato di forza militare; che era ormai tempo di rizzarsi in piè, e di pigliare quelle gagliarde risoluzioni, che potessero far accorgere gli Americani, che l'Inghilterra aveva colla forza anche la volontà di mantenergli nella obbedienza; e ch'ella s'era fortemente determinata a protegger le sue leggi, il suo commercio, i suoi maestrati, e la propria dignità. All'incontro si disputò dal signor Bollan, agente di Massacciusset, e da parecchj oratori della Camera, tra i quali si mostrarono più vivi Burke e Dowdeswel, dicendo, che questo era un condannare una parte, senza prima averla udita; che era un punire gli innocenti coi colpevoli; che questo avrebbe irrevocabilmente, e per sempre, allontanati gli animi degli Americani dalla comune madre; che prima di venirne ad una sì grave deliberazione, dovrebbe il parere richiedersi dei primi negozianti del regno; che la provvisione era ingiusta, perciocchè andava solo a ferire la città di Boston, mentre si sapeva, che tutta l'America ardeva, e che le città di Filadelfia, della Nuova-Jork, e tutte le Terre poste in sulla marina erano ai medesimi disordini trascorse; che i Bostoniani non si sarebbero perciò alle voglie dei ministri accomodati, anzi sarebbero in maggior disdegno ed ostinazione entrati; che nei tumulti di Boston, non la gentaglia sola aveva avuto parte, ma uomini liberali, e per autorità presso il popolo risplendenti; che una città proscritta, e le altre ribellate erano miserabili rimedj ad una generale commozione; si considerasse bene prima, se si avessero eserciti idonei, armate sufficienti per ridurre a divozione quei popoli; non essere stato debito della gente disarmata di quetare i tumulti, ma sibbene del governatore; e se questi non aveva i comandanti militari ricerchi per gli opportuni ajuti, come potersi punire gl'innocenti della colpa e della negligenza dei maestrati della Corona? Che certi potentati esterni aspettavan l'occasione per muoversi contro l'Inghilterra, e l'Inghilterra questa occasione voler ora somministrare; la resistenza essere universale in tutte le parti dell'America; doversi perciò, o dar loro vinta la causa, rinunziando alla tassazione, ovvero muover loro guerra con tutte le forze del regno; questi parziali consiglj buoni, essere ad irritare, non a soggiogare.
Nonostanti tutti questi argomenti, i ministeriali restarono superiori; essendosi vinta la provvisione con quasi tutti i voti favorevoli.
Pochi giorni dopo questa, lord North propose un'altra provvisione, per la quale venivano a sovvertirsi intieramente i fondamentali statuti di Massacciusset, con investir la Corona della facoltà di eleggere i consiglieri, i giudici, ed ogni magistrato qualsivoglia, e con determinare, che tutti questi magistrati dovessero tener l'uffizio loro tanto quanto piacesse al Re, e non di vantaggio. In tal modo il popolo di Massacciusset, nè per sè stesso, nè per mezzo de' suoi rappresentanti non aveva più veruna facoltà d'intromettersi nell'amministrazione della provincia, la quale per l'opposto doveva tutta trovarsi in balìa del governo ridotta; essendo questo padrone delle risoluzioni di tutti i maestrati.
I ministeriali allegarono, che questo non era altro, che metter la provincia di Massacciusset in quella condizione, in cui già si trovavano parecchie altre; che il governo non vi aveva di presente autorità sufficiente, per avervene il popolo troppa; che se un tale stato di cose continuasse tuttavia, non era possibile frenare i sediziosi, e prevenire i disordini; che i maestrati, continuando ad esser eletti dal popolo, non si attenteranno mai di resistergli, anzi s'ingegneranno di andargli ognora a' versi, del che niente si può immaginare di più dannoso, ed alla quiete pubblica più contrario; che in quella provincia tutto era rovina e confusione; che nei casi disperati e' bisogna por mano a rimedj gagliardi; che tale era il frangente d'oggidì, che o bisognava ad ogni maggioranza sopra l'America rinunziare, ovvero coi mezzi più efficaci imbrigliare quegl'ingegni sfrenati; ed in somiglianti casi, aggiungevano, che cosa montano le cavillazioni e le sottigliezze?
Ma dalla parte contraria insistevano gli opponenti, e gli agenti di Massacciusset, che questa era una tenta del tutto tirannica; che questa sola, senza l'affare della tassazione, era piucchè bastante a far levare i più gran romori in America. Che crederanno gli Americani, volesse l'Inghilterra spogliargli affatto di ogni libertà e di ogni franchigia, e, distruggendo tutti i diplomi loro, nello stato della più dura servitù ridurgli; che era cosa pericolosa l'intrigarsi in riformar diplomi; saperlo i principi di Casa Stuarda, i quali per un tal pizzicore avevan perduta la Corona; che la Gran-Brettagna aveva sempre simili procedimenti avuto in orrore, e come ora essa stessa volergli usare? Che finora non si dolevano gli Americani che della perdita di una sola immunità, ma che adesso tutte si volevano usurpare; e siccome le altre colonie crederanno, che quel che s'incomincia in Massacciusset, s'abbia una volta in ciascuna di esse a terminare, così non potersi dubitare, che tutte si riuniscano per ostare ad un tal principio; e che essendo gli Americani altrettanto amanti della libertà, quanto gl'Inglesi medesimi, non si poteva sperare, avessero quietamente a sì esorbitanti usurpazioni, a sì malaugurose deliberazioni accomodarsi. Queste ed altre cose allegarono quei che stavano dalla parte degli Americani. Ma tutto fu indarno. La provvisione fu vinta con un consentimento pressochè universale.
Allora lord North propose una terza provvisione, per la quale si statuiva, che in caso, che qualcuno fosse querelato nella provincia di Massacciusset per omicidio o altro delitto capitale, e paresse al governatore, che il fatto stato fosse commesso nell'esercizio di qualche uffizio, od in ajuto di qualche magistrato a fine di frenare i tumulti, e non si potesse sperare un giusto ed indifferente giudizio nella provincia, fosse in facoltà del governatore medesimo mandar la persona querelata a subir il suo processo o in un'altra colonia, od all'uopo anche nella Gran-Brettagna. Questa provvisione doveva bastare quattro anni.
Lord North andò discorrendo, che senza la proposta legge, quegli, il cui uffizio era di procurare colla forza l'esecuzione delle leggi, sarebbero in ciò fare andati molto a rilento, non avendo la speranza di trovare all'uopo maestrati indifferenti a giudicargli; che non si poteva convenevolmente commettere il giudizio di tali persone a quelli, contro i quali, obbediendo alla legge, avrebbero operato; che la provvisione era per coronare l'opera dei consiglj presi in riguardo alle colonie, la quale senza di ciò rimarrebbe manca e difettosa; che non si doveva esitare; che si trattava ora della somma delle cose, se gli Americani avessero a continuare ad esser sudditi della Corona d'Inghilterra, o no; e che non dubitava di un prospero evento, quando tutte queste novelle provvisioni fossero opportunamente recate ad esecuzione.