Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1
Part 14
Ma in Inghilterra, conosciuta la ostinazione degli Americani a non volere alle nuove leggi del Parlamento obbedire, essendo questo stato convocato sul finire dell'anno 1768, si venne dal governo a rigorose determinazioni contro i coloni, e specialmente contro la provincia di Massacciusset, nella quale la sedizione aveva più gran barbe messe. Condannò il Parlamento con parole gravissime tutte le risoluzioni dei Massacciuttesi; approvò, che il Re usasse le armi per frenargli, e statuì ch'ei potesse far tradurre in Inghilterra i principali commettitori di scandali, perchè ivi fossero, secondo lo statuto dell'anno trigesimo quinto del regno di Enrico ottavo, processati.
Ma questi nuovi consiglj inglesi ebbero cattivo incontro nelle colonie. L'assemblea di Virginia pigliò tosto le risoluzioni che credeva del caso, asseverando nel miglior modo e ne' più forti termini, che seppe, i suoi diritti. Compose anche una supplicazione da presentarsi al Re per ricercarlo e pregarlo, avesse compassione di quei popoli, si movesse a pietà di quella sfortunata patria; degnassesi interporre, come vero padre loro ed ottimo Re, la sua reale intercessione per distornare quei mali che la minacciavano e già l'opprimevano; specialmente non sofferisse, quegli Americani, che non avevan la grazia dei potenti, potessero venire alle case loro tolti, involati alla domestica felicità, cacciati in prigione in mezzo a' ladri e mariuoli, a tremila miglia lungi dalla patria loro, per aspettare che quei giudici, i quali non gli conoscevano, gli avessero a giudicare; condizione, in cui altro non potrebber desiderare, altro pregare, se non che una soccorrevole morte venisse tosto a tante miserie loro por fine. Per la qual cosa il governatore con parole severe gli accommiatò. Ma essi, come persone private si raunarono altrove, ed avendo a lor moderatore eletto Randolfo Peiton, uomo di grande autorità, e seguito nella provincia, abbracciarono più efficacemente che prima il solito rimedio delle leghe contro l'introduzione delle mercanzie inglesi, e mandati attorno gli articoli della lega tutti gli sottoscrissero, non solamente nell'adunanza, ma eziandio in tutta la provincia. Le altre colonie seguirono l'esempio, e giurarono solennemente la lega. Anzi gli abitanti di Charlestown, città capitale della Carolina Meridionale, cessarono ogni specie di commercio con quei dell'isola di Rodi e della Giorgia, perchè e non avessero questi voluto le passate e la presente lega accettare, ed avessero un frequente traffico di scarriera esercitato. Ma finalmente anche queste convennero colle altre, la Giorgia in settembre, la Provvidenza e l'isola di Rodi nel seguente ottobre. E perchè gli uomini o avversi, o avari non facessero sdruscito a queste leghe, crearono congregazioni d'uomini a posta, acciocchè esaminassero i carichi di tutte le navi, che d'Inghilterra arrivavano, e nelle loro adunate decretassero, secondo gli ordini tra di loro stabiliti, la censura contro di quelli, che rompessero la lega, i nomi loro pubblicassero nelle gazzette, e chiarissergli inimici della patria. E siccome la plebe era sempre pronta a prorompere contro coloro, che fossero notati, questi decreti delle congregazioni erano con tanta obbedienza ricevuti, come se fossero dall'autorità del governo proceduti. Ognuno poi s'ingegnava di far uso delle robe del paese; le donne istesse, prima tanto avide delle cose inglesi, non solo a queste rinunziarono, ma gloriavansi di andare adorne coi proventi del paese.
Non è però da credersi, che in mezzo a questa universale ardenza e concitamento non vi fossero di quelli, i quali, essendo l'interesse e l'amor del guadagno così potenti motivi del cuore umano, non cercassero di farne il loro prò; ed esaltando in palese la grandezza d'animo del popolo americano, ma ridendosene dentro del loro, non si sforzassero di far traffico secreto di simil sorta di mercatanzie. Parecchj tra coloro stessi che professavano la libertà, e col suo nome si facevan chiamare, ed alcuni fra quelli stessi, i quali avevano le leghe con più prontezza abbracciate, andavano tuttavia nascostamente procacciandone e vendendone. I figliuoli della libertà avevan ben levato tanto romore contro l'uso del tè, che in parecchie province quasi tutti se ne astenevano; ma, raffreddatosi col tempo quel primo impeto, non era che alcuni fra di essi non ne centellassero, o in segreto od anche in palese, dandogli un altro nome. Gli uffiziali inglesi medesimi, essendo per l'ordinario i soldati disprezzatori delle leggi civili, ed al proprio guadagno non meno degli altri intenti, facevano venire ai nomi loro le mercanzie dall'Inghilterra, come se fossero all'uso delle genti loro destinate, e nella contrada sottovia le tramandavano. Ciò nonostante, malgrado questi rompimenti dell'accordo generale, i buoni uomini, siccome suol sempre avvenire, andando presi alle grida, tiravano avanti nell'astinenza, sicchè il commercio inglese ne venne a ricevere un danno inestimabile.
L'assemblea di Massacciusset, essendo stata convocata sul finire di maggio, riprese tosto le antiche querele, e mandò dicendo al governatore, che siccome la città capitale della provincia era per terra e per mare investita da genti armate, e che una guardia militare stava colle bocche delle artiglierie volte alla porta del palazzo di Stato, l'assemblea non poteva con quella libertà e dignità che si convenivano deliberare; e che speravano, volesse, quelle armi allontanare dalle porte e dal porto della città. Al che il governatore rispose brevemente, ch'ei non aveva niuna autorità nè sopra le navi del Re, ch'erano sorte nel porto, nè sulle genti armate, che la città occupavano. L'assemblea rescrisse, che quest'apparato d'armati era contrario alla legge; e siccome alla forza delle armi niuna potenza è superiore, così qual privilegio, qual sicurezza esser ancora alla Camera lasciati? Tacer le leggi civili, dove regnano le armi; che perciò erasi l'assemblea risoluta ad astenersi da ogni qualunque deliberazione, finchè non fosse in sua facoltà restituita. Il governatore l'aggiornò a Cambridge, Terra poco lontana da Boston, e le mandò chiedendo pecunia pei soldati. L'assemblea, posta in non cale la domanda del governatore, rispose con nuove risoluzioni, le quali dimostrarono, quanto fossero gli animi pieni di sdegno; che il mal talento, che regnava nella provincia a motivo delle leggi della tassazione, l'aspettarsi nuovi uomini d'armi, il timore che abbiano i quartieri loro a pigliare nelle case dei cittadini, ed il popolo ridotto alla disperazione erano cose, che dimostravano la necessità di nuovi conventi; che la presenza di un esercito stanziale nella provincia, in tempo di pace, era una violazione dei diritti naturali, e di sommo pericolo per la pubblica libertà; che il governatore Bernardo nelle lettere sue indiritte al conte di Hillsborough aveva persuaso nuovi modi di tirannide; che il generale Gage coll'avere scritto, che non v'era più governo in Boston, aveva scritto il vero; ma che ciò non era da imputarsi a quell'innocente e leale popolo, ma sibbene a coloro, che avevano violate le leggi, e distrutti gli ordini della costituzione. Finalmente il governatore essendo tornato in sulle provvisioni pei soldati, l'assemblea rispose, che e per l'onor loro, e per l'interesse della provincia non le volevan fare. La Carolina Meridionale, la Marilandia, le contee della Delawara, e la Nuova-Jork, seguendo l'esempio delle province di Massacciusset e di Virginia, e le medesime risoluzioni fecero, e la obbedienza all'atto dell'ammottinamento ricusarono.
In questo tempo il governo inglese, volendo pur dare qualche segno di miglior animo verso le sue colonie, determinò di annunziare loro, esser suo intendimento di proporre nella prossima tornata del Parlamento la rivocazione delle gabelle poste sui vetri, la carta ed i colori, mantenendo sola quella sul tè.
Questa mansuetudine nuova non contentò gli Americani. Quell'esser eccettuata dalla rivocazione la tassa del tè, e l'aver dichiarato, che si sarebbe abrogata la legge per esser contraria alle regole del commercio, aveva loro persuaso, che si voleva mantenere vivo il diritto, la qual cosa era verissima. Temevano, che si sarebbe rimessa la cosa in campo, allorchè, raffreddi i presenti calori, e governata la bisogna con più arte e forza, il governo avrebbe creduto il momento buono per insorger di nuovo, e tentar di stabilire per sempre l'autorità delle tasse. L'assemblea di Virginia protestò piucchè prima, ed un'altra volta si ricorse alle leghe, tanto in questa provincia, quanto in Massacciusset, e nella maggior parte delle altre. Ma questa volta furon esse sul punto di risolversi per la secessione della Nuova-Jork, la quale determinò, si facessero le introduzioni di ogni cosa dall'Inghilterra, eccettuate però quelle, ch'erano gravate dalle gabelle.
Finalmente il governatore Bernardo ebbe lo scambio. Partì, non lasciando di sè desiderio in alcuno. Il che ai tempi si deve attribuire. Poichè egli era di ottimo giudizio, ed amante del ben essere della provincia, e d'integerrima vita, ma difenditore delle prerogative della Corona, e per nulla pieghevole alle circostanze dei tempi; e siccome quegli, ch'era vivo, e niente soppiattone, così non si poteva temperare dal manifestare i sensi suoi. Delle quali doti nissuna, quantunque ella lodevolissima sia, è meno profittevole, anzi per meglio dire più dannosa per sè, e per gli altri nei rivolgimenti politici degli Stati; imperciocchè all'universale o si compiace senza frutto, o si dispiace con danno.
[1770]
Intanto le cose in Boston inclinavano ad un avvenimento sanguinoso. I Bostoniani sopportavano molto mal volentieri la presenza dei soldati, e questi detestavano i Bostoniani. Seguivano fra gli uni e gli altri frequenti baruffe. Finalmente la mattina dei due marzo un soldato passando dal canto di Giovanni Gray, funajuolo, fu e insultato con male parole, e malconcio con peggiori fatti. Andato a chiamare alcuni de' suoi ritornò. Ne avvenne una mischia tra i soldati ed i funajuoli colla peggio degli ultimi. Il popolo s'infiammò grandemente, sicchè tra le sette e le otto della sera dei cinque dello stesso mese la moltitudine si sollevò, e corse armata di bastoni verso via reale. Gridavano: _andiamo a cacciar di qua quei ribaldi; e' non hann'a far più che nulla qui_. I soldati, che avevano le stanze loro nelle baracche di Muray, provocati volevano far impeto; ma erano a gran fatica rattenuti dagli uffiziali. Gridossi intanto, il fuoco essere appiccato alla città; le campane suonavano a stormo, la gente traeva da ogni parte. Correvano a furia alla magione della dogana. S'avventavano alla sentinella, gridando: _ammazzalo, ammazzalo_. L'assalivano con pallottole di neve, e con pezzi di ghiaccio, e tutto ciò che ebbero alla mano. In tale occorrenza faceva questi la chiamata alla gran guardia, ed il capitano Preston mandò un caporale con pochi soldati per proteggere dal furor popolare la sentinella e la cassa delle dogane. Marciavano cogli archibusi carichi, ed il capitano stesso seguitava. S'incontrarono in una mano di plebe condotta da un Attucks, Mulo di natura, ed erano da quella coi bastoni e colle pallottole di neve malconci. Le maledizioni, le imprecazioni, le esecrazioni della moltitudine non furon poche. Si udivano in ogni canto queste voci: _Via canaglia, via lordi, via tristi, mariuoli scapestrati, geldra di codardi, che portate le armi contro la gente disarmata: traete, se avete cuore; traete, e che il diavol vi abbia, ma non siete da tanto_. Cresceva la calca attorno i soldati, e la genìa s'avanzava sino alle punte delle bajonette. I soldati non fiatavano. Le grida, le urla, le minacce, ed i frequenti tocchi delle campane, che continuavano a suonare a stormo, accrescevano confusione e terrore alla cosa. Finalmente il Mulo, e dodici de' suoi compagni fattisi avanti circondarono i soldati, e coi bastoni percuotevano gli archibusi, gridando agli altri: _non abbiate paura; ei non s'ardiscon trarre; che state voi a fare, che non gli ammazzate? mettetegli giù una volta_. Il Mulo avventato accennava un colpo al capitano Preston, e scostato uno degli archibusi, afferrava la bajonetta colla sinistra, facendo le viste di volerne venire dalle minacce alle offese. In questo punto si sentirono grida confuse: _Maledetti, e' non osan trarre_. Succedono i tiri. Attucks è morto. Seguono due altre scariche. Tre furono uccisi, cinque feriti gravemente; alcuni leggiermente; la più parte gente, che per caso passava, o che stava quietamente a riguardare la cosa. Otto soli soldati trassero, niuno due volte. La bordaglia spulezzò. Ma poco poi ritornò per raccorre i morti ed i feriti.
Intanto tutta la città era entrata in un trambusto incredibile. S'udiva un accorruomo, un dar ne' tamburi, ed un gridar all'armi in ogni parte. I cittadini s'assembravano a migliaja. Il vice-governatore Hutchinson arrivato in sul luogo con un mal piglio disse a Preston: _perchè avete tratto senza l'ordine del civil magistrato?_ l'altro rispondeva; _siamo stati insultati_. Ma si ristettero l'uno e l'altro: non essendo quello luogo, nè tempo opportuno a quistionare. Corse Hutchinson in mezzo alla folla, e tanto fe', e tanto disse, che persuase loro di andarsene alle case. La domane per tempissimo si ricominciò. Gli abitanti fecero un'adunanza, e mandaron dicendo al vice-governatore, che si credeva da tutti, non potere acquetarsi i romori della città e prevenir il sangue, se non si allontanavano immediatamente i soldati. Dopo molte minacce da un canto, e molte tergiversazioni dall'altro, le soldatesche furono allontanate, e nel castello Guglielmo alloggiate; il capitano Preston, e tutta quella mano di soldati, che eran con lui, posti in prigione.
Si vollero far l'esequie pubbliche e solenni agli uccisi, non che fossero gente di conto, ma per mostrare ed eccitar cordoglio e compassione verso coloro, che dalla soldatesca britannica erano stati a miserabil morte condotti con una manifesta violazione delle loro civili libertà. La mattina degli otto si serrarono le botteghe, tutte le campane dì Boston, di Charlestown, e di Roxbury, Terre vicine, suonavano a lutto. Le accompagnature di ciascun cadavere furono a riunirsi in via reale in quel luogo istesso, in cui tre giorni prima avevan quelli, la cui memoria con tanta onoranza proseguivano, la morte ricevuta. Quindi con ordinata processione s'incamminarono verso via grande, seguendo un'infinita moltitudine di popolo, con alla coda una lunga fila di carrozze dei principali gentiluomini della città. In tal modo con incredibile silenzio, ed evidenti segni di rammarico e di sdegno accompagnarono i morti sino al luogo della sepoltura, dove essi furono in una sola tomba a grande onore interriati.
Intrapresosi quindi il processo del capitano Preston e degli altri soldati, Josia Quincy e Giovanni Adams, due dei Capi principali dell'opposizione nel Massacciusset, e legisti celebratissimi, ne fecero le difese con molto calore ed acume d'ingegno. Preston, e sei fra gli otto soldati, ch'erano in processo, furono assoluti, e due, non per omicidio premeditato, ma per semplice condannati. Caso invero notabile, che in mezzo a tanta sommozione, ed allor quando erano i sangui sì grandemente riscaldati, si sia di questo fatto quel giudizio dato, che meno era di grado alla moltitudine. Tanto erano perfetti gli ordini giudiziali in quelle contrade, e di tanto amaron meglio i giudici obbedire alla legge, che servire ai desiderj altrui. Quincy e Adams ne scemarono di riputazione nel popolo. Malgrado il decreto favorevole della Corte si persistette a credere dai più, che il torto fosse dal canto dei soldati, ed il caso altrettanto barbaro, quanto non provocato. Così importava ai caporioni, che si credesse. La qual opinione contribuì non poco a mantenere vivi, ed accrescere vieppiù gli odj e le animosità, che già erano sì grandi in tutte le parti dell'America inglese.
Mentre nel modo raccontato si concitavano in America le menti a maggior consenso, ed i cuori a maggior rabbia, si facevano in Inghilterra quelle mezzane risoluzioni, le quali furono dal canto suo la causa manifesta della perdita di tutta l'impresa. Al qual effetto contribuirono ad un tratto le invasazioni e dappocaggine dei ministri, le relazioni infedeli degli agenti dello Stato in America, e forse non meno l'opera di Beniamino Franklin, il quale, trovandosi tuttavia in Londra agente delle colonie, ingannò i ministri, siccome ei soleva dire, con dir loro la verità. Essendo che, come aggiugneva egli stesso, gli uomini di Stato erano tanto corrotti, che riputavano la sua sincerità astuzia, e la verità bugìa. Quindi nacque, che operarono essi alla cieca, o seguendo quei bagliori, che facevan loro apparir le cose diverse da quello ch'elle erano veramente. Questo gli fece aombrare ed incespare.
Adunque addì cinque marzo lord North, il quale era stato chiamato dal Re primo ministro, orando nella Camera dei Comuni, pose il partito, si dovessero rivocare le tasse, eccettuata però quella del tè. La quale proposta contraddicendo molti, i quali affermavano, che gli Americani non sarebbero stati contenti alla parziale rivocazione, fu finalmente con grande favore approvata.
Le predizioni degli opponenti ebbero un verissimo riscontro in America; poichè vi si mantenne il mal umore per causa della conservazione della tassa del tè. Ciò nondimeno le leghe si risolvettero, per quanto riguarda alla introduzione delle merci non gabellate; solo si continuarono per impedire la introduzione del tè. Il mal umore si mantenne principalmente nella provincia di Massacciusset, ed i maestrati vi stavano continuamente in sul bisticcio con gli uffiziali della Corona. Così, dall'un canto la caparbietà propria all'uomo, accresciuta ancora dagli ostacoli e dal sangue cittadino già sparso, ovvero anche l'amor della libertà; dall'altro l'aver ottenuto in gran parte colla perseveranza l'intento loro, e l'opinion nata da ciò, che non per bontà sua, ma per maledetta forza avesse il governo alle rivocazioni acconsentito, ed anche i romori di guerra colla Francia, che tuttavia crescevano, e dovevano nei Consiglj inglesi indurre la necessità di acquetare, contentandogli del tutto, gli Americani; e finalmente il sapere aver essi potenti protettori tanto dentro, quanto fuori del Parlamento, generarono in America una costanza maravigliosa contro i disegni del governo.
[1771]
Tali furono le occorrenze pubbliche in America nell'anno 1770. Nel seguente poche cose accaddero, che siano degne di memoria. Solo continuarono le solite altercazioni tra l'assemblea di Massacciusset, e l'Hutchinson, il quale era stato eletto governatore. Si continuava intanto un'aperta resistenza in tutte le province alle leggi di gabella e di commercio, e il contrabbando non più di nascosto, ma palesemente si esercitava. Gli uffiziali di dogana erano in grandissimo dispregio venuti. In Boston un grascino avendo voluto arrestare una nave, che si trovava in contravvenzione delle leggi di commercio, fu intrapreso dalla plebe, spogliato nudo, impeciato, impennato, ed in tal condizione sopra di una carretta condotto attorno per tutta la città. I maestrati essendo tutti a quelle leggi contrarj passaron la cosa sotto silenzio. Anche a Provvidenza vi fu qualche romore, avendo i terrazzani predato ed arso la nave regia il Gaspee.
[1772]
Il governo avendo fatto considerazione, che in tanto stemperamento d'animi non si poteva sperare, che si troncasse il tanto ardire degli Americani, e si assicurasse l'osservanza delle leggi, se per questo fine non si mettesse in uso qualche metodo più efficace, e tra le altre cose non si sottraessero affatto dalla dependenza verso le assemblee colonarie gli uffiziali della Corona, determinò, che gli stipendj e salarj dei governatori, giudici ed altri uffiziali principali nelle colonie sarebbero per l'avvenire stabiliti dalla Corona, e senza l'intervento delle assemblee colonarie pagati. Il che suscitò nuove commozioni in America, e principalmente nel Massacciusset, dove si dichiarò, che coloro, i quali all'esser pagati dalla Corona, independentemente dalla generale assemblea, consentissero, fossero nemici della costituzione, e fautori del governo arbitrario riputati. Così tutte quelle cose, che in Inghilterra si ordinavano per superar la resistenza, e ristorar l'antica obbedienza in America, non essendovi un numero di genti armate sufficiente a costringere, tendevano ad un fine tutto contrario.
E se dall'un canto pareva il governo voler insorgere, e nuove forze procurar a sè stesso, dall'altro gli Americani facevano gli stessi pensieri. E siccome nelle commozioni popolari l'aver i Capi, che possan dar le mosse, il conoscere l'opinioni di tutti i membri della lega, e l'operar d'accordo gli uni con gli altri son tutte cose che possono al desiderato fine efficacemente condurre, così i Massacciuttesi, seguendo il consiglio di Samuele Adams, e di Jacopo Warren di Plymouth, fecero una intelligenza di cittadini disiosi di cose nuove, e formarono una specie di gerarchia politica, instituendo commissioni di corrispondenza in tutte le città e Terre della provincia, le quali da una commissione principale in Boston dependessero. I caporioni o caporali erano sei, ciascuno dei quali era in cima, e guidava una divisione; ed i caporali di questa similmente erano in cima, e guidavano una suddivisione; dimodochè, data la mossa da quei primi, ad un tratto essa si comunicava alle divisioni, da queste alle suddivisioni, e così largamente e subitamente per tutta la provincia si propagava. Entrarono in queste commissioni o leghe persone di diversa indole e natura. Alcuni, gente meccanica, che andavan là, dove gli altri andavano; alcuni con buon animo verso la Repubblica; altri per acquistare autorità, per soddisfare l'ambizione o l'avarizia loro; e molti ancora di quelli, i quali credevano, che nelle materie politiche la suprema legge sia il bene universale, e che tutte le regole del morale privato siano da aversi in poco o in nissun conto, quando con quella vengano a competenza. Tutti volevano, o dicevano volere, o la libertà della patria loro assicurare, o nell'impresa lasciarvi la vita. Il governatore affermava, fossero la più parte atei e disprezzatori di ogni religione; e quello che più, siccome diceva, gli faceva far le maraviglie, si era, che a costoro si fossero accozzati diaconi ed altra gente di chiesa, i quali facevan professione di scrupolosità e di divozione. Questo nuovo ordine politico, e quasi principato di pochi, fu da tutta la provincia abbracciato, ed ogni città, borgo, o Terra aveva la sua congregazione, la qual teneva carteggio colle altre; e le deliberazioni e dichiarazioni loro eran considerate come la volontà e la voce del popolo. Dal che s'infiammavano grandemente gli animi, e ad una unanime conspirazione si disponevano. Le altre province imitarono l'esempio.
La prima opportunità di operare venne offerta alla congregazione di Boston dalla determinazione del governo di salariar esso stesso i giudici. Fecero risoluzioni molto vive, e largamente le distribuirono per le province. Le accompagnarono con una lettera patetica, per cui si esortavano gli abitanti a risvegliarsi dal lungo sonno, a rizzarsi in piè, a mettere giù l'indolenza, _ora che_, per servirmi delle stesse parole loro gonfie com'esse furono, e proprie di quei tempi, _la mano ferrea della oppressione invola ogni dì dal bell'albero della libertà i più cari frutti, ch'ei si abbia_. La concitazione degli animi divenne somma ed universale.
[1773]