Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 11
Part 8
[91] Il Pray (_Dissert._ p. 37-39) riporta, e chiarisce i passi originali de' missionarj ungaresi, Bonfini ed Enea Silvio.
[92] Vedonsi ne' deserti posti a libeccio di Astrakan, le rovine di una città detta _Madsciar_, che attesta essere soggiornate in questi luoghi bande di Ungaresi, o _Magyar_ (_Précis de la Géogr. univ._, di Malte-Brun, t. I, pag. 353). (Nota dell'edit.)
[93] Il Fischer (_Quaestiones petropolitanae, de origine Hungarorum_) e il Pray (_Dissert._ 1, 2, 3, ec.), hanno pubblicate diverse tavole di confronto fra la lingua degli Ungaresi, e i dialetti finnici. L'affinità è grande; ma brevi sono i cataloghi, e le parole che ne' medesimi si rinvengono, sono state scelte con troppo studio. Leggo poi nel dotto Bayer (_Comment. acad. Petropol._, t. X, p. 374) che, comunque la lingua degli Ungaresi abbia ammesso un grande numero di voci finniche (_innumeras voces_), le due lingue differiscono fra loro _toto genio_ et _natura._
[94] Nel paese di Turfan che i geografi cinesi chiaramente e partitamente descrivono (Gaubil, _Histoire du grand Gengis-Kan_, pag. 13; de Guignes, _Histoire des Huns_, t. II, pag. 31 ec.).
[95] _Historia genealog. de' Tartari_, di Abulghazi-Bahadur-Khan (part. II, p. 90-98).
[96] Isbrand Ives (Harris's _Collection of Voyages and Travels_, vol. II, p. 920, 921), e Bell (_Travels_, v. I, p. 174), andando alla Cina, trovarono i Vogulitz ne' dintorni di Tobolsk. Mettendo i vocaboli alla tortura, come gli etimologisti hanno l'arte di fare, _Ugur_ e _Vogul_ offrono il medesimo nome. Le montagne circonvicine vengono di fatto chiamate _Ugriane_, e fra tutti i dialetti finnici, il voguliano è quello che si avvicina meglio all'ungarese (Fischer, _Disser._ I p. 20-30; Pray, _Dissert._ 2, p. 31-34).
[97] Le otto tribù della schiatta finnica veggonsi descritte nella opera apprezzabilissima del signor Levesque (_Hist. des Peuples soumis à la domination de la Russie_, t. I, p. 361-561).
[98] Questa pittura degli Ungaresi e de' Bulgari è tratta principalmente dalla Tattica di Leone (p. 796-801), e dagli Annali latini riportati dal Baronio, dal Pagi, e dal Muratori, A. D. 889 ec.
[99] Buffon (_Hist. nat._, t. V, p. 6, in 12). Gustavo Adolfo si accinse, ma senza frutto, ad instituire un reggimento di Lapponi. Il Grozio parlando di queste tribù antiche si esprime: _Arma, arcus et pharetra, sed adversus feras_ (_Annal._ l. IV, pag. 236). Indi, conformandosi all'esempio di Tacito, procura di colorare con una vernice filosofica la brutale ignoranza di costoro.
[100] Dalle osservazioni di Leone apparisce che il governo dei Turchi era monarchico; e che presso queste genti si usava di rigorose punizioni (Tattica p. 86; απεινεις και βαρειας). Reginone (in Chron., A. D. 889) mette il furto fra i delitti capitali, il che è confermato dal codice originale di S. Stefano (A. D. 1016). Se uno schiavo commettea un delitto, per la prima volta gli venia tagliato il naso obbligandolo a pagar cinque vacche; la seconda volta perdea le orecchie ed era costretto ad un'ammenda simile alla prima; la terza volta veniva punito di morte; quanto all'uomo libero non soggiaceva al supplizio capitale che dopo il quarto delitto, giacchè in pena del primo perdea soltanto la libertà (Katona, _Hist. regum hungar._, t. I, p. 231, 232).
[101] _V._ Katena, _Hist. ducum Hungar._, p. 321-352.
[102] _Hungarorum gens, cujus omnes fere nationes expertae saevitiam_, etc. Così comincia la prefazione di Luitprando, (l. I, c. 2 ) che assai si diffonde sulle sciagure della sua età (V. l. I, c. 5; l. II, c. 1, 2, 4, 5, 6, 7, l. III, c. 1, ec. l. V, c. 8, 15, _in Legat._ p. 485). Le tinte di questo Storico sono vivaci, ma fa duopo correggerne la cronologia, seguendo le osservazioni del Pagi, e del Muratori.
[103] Il Katona (_Hist. ducum_ ec. p. 107-499) ha diffusa la luce della critica sui tre regni sanguinosi di Arpad, di Zoltano e di Toxo. Egli ha cercato accuratamente tutto quanto riferivasi ai nativi del paese, e agli stranieri; nondimeno a questi annali di gloria e di devastazione ho aggiunta la distruzione di Brema; fatto storico che l'Autore sembra avere ignorato; così Adamo di Brema (1, 43).
[104] Il Muratori con patriottica accuratezza ha esaminati i pericoli ai quali fu esposta Modena, e i modi che questa città avea per liberarsene. I cittadini supplicarono S. Geminiano loro avvocato a distorre da essi, mediante la sua intercessione, la rabies, il _flagellum_ etc.
_Nunc te rogamus, licet servi pessimi,_ _Ab Ungarorum nos defendas jaculis._
Il Vescovo edificò mura per la pubblica difesa, non già contra _Dominos serenos_ (_Antiq. Italic. med. aevi_, t. I, _Dissert._ 1, p. 21, 22); e la canzone della guardia notturna non è priva di eleganza e di utilità (t. III, Dissert. 40, p. 709). Questo Autore degli Annali d'Italia ha accennata con molta esattezza la sequela delle correrie degli Ungaresi (_Annali d'Italia_, t. VII, p. 365-367-393-401-437-440; t. VIII, p. 19-41-52 ec.).
[105] Gli annali dell'Ungheria e della Russia suppongono che gli Ungaresi assalissero, assediassero, o per lo meno insultassero Costantinopoli (Pray, _Dissert._ 10, pag. 239; Katona, _Hist. ducum_, p. 354-360). Gli Storici di Bisanzio (Leone Grammatico, p. 506; Cedreno t. II, p. 629) quasi concedono un tal fatto; ma il Katona, ed anche il notaio di Bela, lo impugnano, o certamente lo mettono in dubbio, benchè glorioso, alla loro nazione. Degno d'elogi è un tale scetticismo: certamente non poteano nè copiare, nè ammettere le _rusticorum fabulae_; ma il Katona avrebbe dovuto far caso della testimonianza di Luitprando: _Bulgarorum gentem atque_ GRAECORUM _tributariam fecerant_ (_Hist._, l. II, c. 4, p. 435).
[106]
─ λεονθ’ ως δηρινθητην Οτ’ ουρεως κορυφεσι περι κταμενης ελαφιοιο Αμφω πειναοντε μεγα φρονεοντε μαχεςθον
_Contendeano come due leoni i quali nelle vette di un monte combattono affaticati e animosi per una cerva uccisa._
[107] Il Katona (_Hist. ducum_, p. 360-368-427-470) discute a lungo tutto quanto a queste due battaglie si riferisce. Luitprando (l. II, c. 8, 9) offre sicurissime testimonianze intorno alla prima, e Witichin (_Annal. Saxon._ l. III) sulla seconda; ma uno Storico critico non potrà starsi dal far qualche osservazione sulla cornetta d'un guerriero conservata, ivi dicesi, a Jaz-Berin.
[108] _Hunc vero triumphum tam laude quam memoria dignum, ad Meresburgum rex in superiori caenaculo domus per_ ζωγραφιαν, _idest, picturam notari, praecepit, adeo ut rem veram potius quam verisimilem videas_ (Luitprand. l. II, c. 9). Carlomagno avea fatti dipingere argomenti sacri in un altro palagio dell'Alemagna, e il Muratori giustamente osserva: _nulla saecula fuere in quibus pictores desiderati fuerint_(_Antiqu. ital. med. aevi,_ t. II, _Dissert._ 24, p. 360, 361). Le pretensioni degli Inglesi all'antichità dell'ignoranza e dell'imperfezione originale, per valermi delle pungenti espressioni del Signor Walpole, hanno una data assai più recente (_Anecdotes of Painting_, vol. I, p. 2 ec.).
[109] _Non è superstizione l'invocare i Santi nelle disgrazie; il Cattolico che gli ammette e crede alla loro intercessione sente, chiamandoli, un conforto alla sua debolezza, e al tristo suo stato; perchè toglierglielo?_ (Nota di N. N.)
[110] _V._ Baronio (_Annal. Eccles._ A. D. 929, n. 2, t. 5), Luitprando (l. IV, c. 12); Sigeberto, e gli Atti di S. Gerardo, testimonj di fede degnissimi, parlano della lancia di Gesù Cristo; ma quanto ho detto delle altre reliquie, non è fondato che su l'opera _Gesta Anglorum post Bedam_, (l. XI, cap. 8).
[111] Katona (_Hist. ducum Hungar._ p. 500, ec.).
[112] Fra queste colonie possono distinguersi, 1. i Chazari, o Cabari che si unirono agli Ungaresi. (Costant. _De admin. imper._ c. 39, 40, p. 108, 109); 2. i Giazigi, i Moravi e i Siculi che gli Ungaresi trovarono sul territorio ove posero domicilio; questi ultimi, forse gli avanzi degli Unni di Attila, ebbero l'incarico di guardare i confini; 3. i Russi, che, come gli Svizzeri oggidì presso i Francesi, diedero il loro nome ai portinai de' reali palagi; 4. i Bulgari, i Capi de' quali (A. D. 956) vennero chiamati, _cum magna multitudine_ HISMA-HELITARUM. Che mai alcuni di questi Schiavoni avessero abbracciato l'Islamismo? 5. i Bisseni, e i Cumani, miscuglio di Patzinaciti, di Uzi e di Cazari ec., dilatatisi fino alla parte infima del Danubio. I Re Ungaresi (A. D. 1239) ricevettero e convertirono l'ultima colonia di quarantamila Cumani, e da essi ottennero un nuovo titolo (Pray, _Diss._ 6, 7, p. 109-173; Katona, _Hist. ducum_, pag. 95-99, 259-264, 476-479; 483, ec.).
[113] _Christiani autem, quorum pars major populi est, qui ex omni parte mundi illuc tracti sunt captivi_, ec. Così parlava Piligrino il primo missionario che entrasse nell'Ungheria (A. D. 973). _Pars major_ è molto dire (_Hist. ducum_, p. 517).
[114] Gli antichi diplomi fanno menzione de' _fideles Teutonici_ di Geisa; e il Katona colla solita sua abilità è giunto a calcolare con giustezza la forza di queste colonie, cotanto esagerata dall'italiano Ranzani (_Hist. crit. ducum_, p. 567-681).
[115] Presso i Greci questo nome di nazione è espresso da Ρως, _Ros_, parola indeclinabile, che ha dato luogo a molte immaginarie etimologie. Ho letta con piacere e vantaggio una dissertazione _De origine Russorum_ (_Comment. acad. Petropolitanae_, t. VIII, p. 388-436) di Teofilo Sigefredo Bayer, Alemanno pieno di dottrina, che ha consacrate le sue fatiche e la vita al servigio della Russia. Ho profittato parimente di un tratto di Geografia del d'Anville, intitolato; _de l'Empire de Russie, son origine et ses accroissemens_ (Parigi, 1772, in 12).
[116] _V._ tutto il passo (_dignum_, dice il Bayer, _ut aureis in tabulis figatur_) negli _Annales Bertiniani Francorum_ (_in Script. ital._ Muratori, t. II, part. I, p. 525) A. D. 839, 22 anni prima dell'era di Ruric. Luitprando che viveva nel duodecimo secolo parla (_Hist._ l. V, cap. 6) de' Russi e dei Normanni, come di que' medesimi _Aquilonares homines_, fattisi soprattutto discernere per la vivacità del lor colorito.
[117] Io non conosco questi Annali che dalla storia della Russia del signor Levesque. Nestore il primo e il migliore fra i compilatori degli Annali russi era monaco a Kiovia, e morì nel principio del duodicesimo secolo. Ma la Cronaca da esso composta è rimasta poco meno che sconosciuta sino al 1767, nel qual tempo è stata pubblicata in 4.º a Pietroburgo. (Levesque, _Hist. de Russie_, t. I, p. 16; Coxe's _Travels_, vol. II, pag. 184)[118].
[118] _Abbiamo ora una traduzione degli Annali di Nestore eseguita dall'erudito Schloetzer che vi ha aggiunte note, preziose massimamente per coloro che di conoscere le antichità russa hanno vaghezza._ (Nota dell'Editore)
[119] Theophil. sig. Bayer, _De Varagis_ (Così il Bayer li denomina) _in Comment. Acad. Petropolitanae_, tom. IV, p. 275-311.
[120] Ciò nullameno, nell'anno 1018, Kiovia e la Russia erano tuttavia difese, _ex fugitivorum servorum robore, confluentium et maxime Danorum._ Il Bayer, citando (p. 292) la Cronaca di Ditmar, di Merseburgo, fa osservare che gli Alemanni non prestavano servizio nelle truppe straniere.
[121] Il Ducange ha raccolti i passi degli autori originali che hanno scritto dello stato, e della storia de' Varangi a Costantinopoli (_Gloss. med. et infim. graecitatis, sub voce_ βαραγγοι; _med. et infim. latinitatis_, sub voce _Vagri. Not. ad Alex. Annae Comnenae_, p. 256, 257, 258; _Notes sur Villehardouin_, p. 296-299). _V._ ancora le note del Reiske sul Ceremoniale aulae Byzant. di Costantino t. II, p. 149, 150. Sassone il Grammatico assicura che essi parlavano la lingua danese; ma se si crede al Codino si valsero fino al decimoquinto secolo, dell'inglese, come idioma nativo. Πολυχρονιζουσι Βαραγγοι κατα την πατριην γλωσσαν αυτων ητοι Ιγκιληνισι. _Perseverano i Varangi nella lingua patria come nell'inglese._
[122] Le nozioni che abbiamo sulla geografia, e sul commercio della Russia vennero pubblicate in quel tempo dall'imperatore Costantino Porfirogeneta (_De administrat. imperii_, c. 2, p. 55, 56, c. 9, p. 59-61, c. 13, p. 63-67; c. 37, p. 106, c. 42, p. 112, 113), e rischiarate per le cure del Bayer (_De geographia Russiae vicinarumque regionam circiter, A. D. 948, tra Comment. academ. Petropol._, t. IX, p. 367-422, t. X, p. 371-421) col soccorso delle Cronache e delle tradizioni della Russia, della Scandinavia ec.
[123] Il signor Levesque (_Histoire de Russie_ t. I, p. 60), attribuisce ai tempi che il regno di Ruric precedettero questo orgoglioso proverbio: «Chi può resistere a Dio, e alla grande Novogorod?» Nel corso della sua Storia egli parla frequentemente di questa Repubblica, distrutta poi nell'anno 1475 (tom. II, p. 252-266). Un esatto viaggiatore, Adamo Oleario, descrive (nel 1035) gli avanzi di Novogorod, e la via che tennero per mare e per terra gli ambasciadori di Holstein (tom. I, p. 123-129).
[124] _In hac magna civitate, quae est caput regni, plus trecentae Ecclesiae habentur et nundinae octo, populi etiam ignota manus_ (Eggehardus, ad A. D. 1018, apud Bayer, t. IX, p. 412). Egli cita parimente (t. X, p. 397) le parole dell'Annalista sassone: _Cujus_ (Russiae) _metropolis est Chive, aemula sceptri constantinopolitani, quae est clarissimum decus Graeciae._ Kiovia, soprattutto nell'undecimo secolo, era conosciuta dai geografi arabi ed alemanni.
[125] _In Odorae ostio, qua scythicas alluit paludes, nobilissima civitas, Julinum, celeberrimam Barbaris, et Graecis qui sunt in circuitu, praestans stationem, est sane maxima omnium quas Europa claudit vivitatum_ (Adamo di Brema, Hist. eccles., p. 19); stravagante esagerazione anche nel labbro di uno scrittore dell'undicesimo secolo. L'Anderson (_Hist. Deduction of Commerce_) ha trattato accuratamente tutto quanto al commercio del Baltico e alla Lega anseatica si appartiene: su di tale argomento non conosco, nelle lingue almeno che ci sono famigliari, alcun'altra opera così compiuta.
[126] Stando alle nozioni somministrate da Adamo di Brema (_De situ Daniae_, p. 58) l'antica Curlandia per un tratto di otto giornate prolungavasi sulla costa; e Pietro il Teutoburgico (p. 68, A. D. 1326) assegna Memel, qual frontiera comune alla Russia, alla Curlandia e alla Prussia. _Aurum ibi plurimum_ (dice Adamo) _divinis, auguribus atque necromanticis omnes domus sunt plenae... a toto orbe ibi responsa petuntur, maxime ab Hispanis_ (_forsan_ ZUPANIS, _id est regulis Lettoviae_) _et Graecis._ Davasi ai Russi il nome di Greci, anche prima della loro conversione; conversione imperfetta assai, se conservarono l'uso di consultare gli stregoni della Curlandia. (Bayer, t. X, p. 378-402 ec. Grotius _Prolegomen., ad Hist. goth._, p. 99).
[127] Costantino accenna solamente sette cateratte delle quali indica i nomi in lingua russa e schiavona. Ma tredici ne addita il signor di Beauplan, ingegnere francese, che avea esaminato il corso e la navigazione del Dnieper e del Boristene. (_V._ la sua descrizione _De Lucrania_, Rouen 1660, picciolo in 4). Sfortunatamente la carta che accompagna quest'opera non trovasi unita all'esemplare che io ne posseggo.
[128] Nestore, (presso Levesque, _Hist. de Russie_; t. I, p. 78-80). I Russi, vi si dice, si trasferivano dal Dnieper o dal Boristene nella Bulgaria Nera, nella Chozaria e nella Siria. Nella Siria! e come, e in qual tempo, e in qual porto? Invece di Συρια Siria non potrebbe egli leggersi Σκανια _Scania_ (_De administ. imper._, c. 42, p. 113)? Il cambiamento è leggiero. La situazione della Scania, posta fra la Chozaria e il Lazico spiegherebbe il tutto, tanto più che questo nome adoperavasi anche nell'undicesimo secolo (Cedrenus, tom. II, pag. 770).
[129] Le guerre accadute ne' secoli nono, decimo e undecimo fra i Russi ed i Greci, vengono raccontate negli Annali di Bisanzio, e soprattutto dal Zonara e da Cedreno; e le diverse testimonianze di questi scrittori trovansi unite nella Russica dello Stritter (t. II, part. II, p. 939-1044).
[130] Προσεταιρισαμενος δε και συμμαχικον ου ολιγον αρο των κατοικουντων εν ταις προσαρκτιοις του Οκεανου νησοις εθων. _Trasferendo anche non pochi commilitoni dalle genti che abitavano nelle isole settentrionali dell'Oceano._ (Cedren., in Compend., p. 758).
[131] V. Beauplan (_Description de l'Ukraine_, pag. 54-61). I racconti di questo autore sono vivaci, esatte le sue descrizioni; ed, eccetto l'armi da fuoco, quanto egli accenna de' moderni Cosacchi può perfettamente agli antichi Russi applicarsi.
[132] Abbiamo a dolerci che il Bayer non abbia pubblicato che una dissertazione _De Russorum prima expeditione Constantinopolitana_ (_Comment. acad. Petrop._ t. VI, p. 365-391). Dopo avere fatto sparire alcune cronologiche difficoltà, ei porta l'epoca di una tale spedizione agli anni 864, o 865, la qual data avrebbe dovuto dileguare i dubbj, e render meno ardue le difficoltà che si trovano sul principio della storia del sig. Levesque.
[133] Nel tempo che Fozio scrivea la sua lettera circolare sulla conversione de' Russi, il miracolo non era per anco maturo. Egli rimprovera alla nazione, εις ωμοθητα και μιαιφονιαν παντας δευτερους ταττομενον che _educava tutti gli ultimi alla crudeltà e alla strage._
[134] Leone il Grammatico, p. 463, 464; _Constantini, continuator, in script, post. Theophaneum_, pag. 121, 122; Simeon Logothet., p. 445, 446; Georg. Monach., p. 535, 536; Cedrenus, t. II, p. 551; Zonara, t. II, p. 162.
[135] _V._ Nestore e Nicone nella _Histoire de Russie_, del signor Levesque (t. I, p. 74-80); il Katona (_Hist. Ducum_, p. 75-79) usa de' suoi privilegi per non ammettere una tal vittoria de' Russi, che toglierebbe splendore all'assedio di Kiovia operato dagli Ungaresi.
[136] Leone il Grammatico, pag. 506, 507: _Incert. Contin._ p. 263, 264; Simeon Logothet, p. 490, 491; Georg. Monach, p. 588, 589; Cedrenus, t. II, p. 629; Zonara, t. II. p. 190, 191; e Luitprando (l. V, c. 6), che descrivendo le cose narrategli dal suocero suo, allora ambasciatore a Costantinopoli, corresse le esagerazioni della vanità de' Greci.
[137] Non posso citare a tale proposito che Cedreno (t. II, p. 758, 759) e Zonara (t. II, p. 253, 254); ma le testimonianze di questi Scrittori divengono più sicure e meritevoli di fede, a proporzione del loro avvicinarsi ai tempi ne' quali vissero.
[138] Nestore presso Levesque, _Hist. de Russie_, t. I, p. 87.
[139] Questa statua di bronzo veniva da Antiochia, e i Latini la fusero. Supponeasi rappresentasse Giosuè o Bellorofonte. Bizzarra alternativa! _V._ Niceta Coniate; (p. 413, 414); Codino (_De Originibus_, C. P. p. 24); e l'Autore anonimo _De Antiquitate_ C. P. (Banduri, _Imp. orient._ t. I, 17, 18) che vivea verso l'anno 1100. Essi attestano che credeasi alla profezia; non rileva il restante.
[140] Il signor Levesque (_Hist. de Russie_, t. I, p. 94-107) ha composto, seguendo le Cronache russe, un epilogo della vita di Swatoslao, o Sviatosla, o finalmente Sphendosthlabus.
[141] Somiglianza che scopresi con grande chiarezza nel nono libro dell'Iliade (205, 221), e nelle descrizioni della cucina di Achille. Un poeta che al dì d'oggi tal dipintura offerisse in una Epopea, il suo lavoro deturperebbe, nè si renderebbe grato ai lettori; ma i versi greci sono armoniosi; le espressioni di una lingua morta, rare volte, ignobili o troppo famigliari ne sembrano; oltrechè ventisette secoli trascorsi dai giorni di Omero aggiungono ai nostri occhi vezzo alle antiche costumanze.
[142] Il singolare epiteto di _Zimiscè_ dalla armena lingua deriva. I Greci traducevano la parola ζιμισκες giovandosi dell'altra μουζακιζες o μοιρακιζης. Il significato dell'una e dell'altra espressione essendomi ignoto egualmente, mi sarà lecito il chiedere come nella commedia: _Di grazia quale è l'interprete di voi due?_ Ma dal modo della loro composizione sembra che corrispondano ad _adolescentulus_ (Leone Diacono, l. IV, MS., _ap._ Ducange, _Gloss. graec._, p. 1570).
[143] In lingua Schiavona, _Peristhlaba_, equivaleva _a grande o illustre città, μεγαλη και ουσα και λεγομενη, la quale è veramente, e vien nomata grande_, dice Anna Comnena (_Alexiade_, l. VII, p. 194). Della sua situazione posta fra il monte Emo e la parte inferior del Danubio, potrebbe dirsi che essa occupasse il luogo, o almeno all'incirca il luogo di Marcianopoli. Non troviamo difficoltà nel determinare la giacitura di Durostolo o Dristra che agevolmente si riconosce (_Comment. Acad. Petropol._ t. IX, p. 415, 416; d'Anville, _Geogr. anc._ t. I, p. 307-311).
[144] Il libro _De administratione imperii_ spiega, soprattutto ne' sette primi capitoli, la condotta politica tenutasi da' Greci verso i Barbari e specialmente coi Patzinaciti.
[145] Nel racconto di una tale guerra, Leone il Diacono (presso il Pagi, _Critica_, t. II, A. D. 968-973) è più autentico, e porta maggiori particolarità di Cedreno (t. II, p. 660-683) e di Zonara (t. II, p. 205-214). Questi declamatori hanno fatto ascendere a trecento ottomila, e trecento trentamila uomini il numero delle truppe russe, calcolato con maggior moderazione e verisimiglianza dai contemporanei.
[146] Phot. _epist._ 2, n. 35, pag. 58 ediz. Montacut. Questo dotto editore non avrebbe dovuto confondere il grido di guerra de' Bulgari colle due parole το Ρως _il Ros_, le quali non vogliono dir altro che _nazione russa_; nè Fozio, uom di senno, dovea accusare gli idolatri schiavoni της Σλληνικης και αθειου δοξης, _di greca ed atea fede._ Essi non erano nè Greci nè Atei.
[147] Le notizie più compiute che abbiansi su la religione degli Slavi e la conversion della Russia, son quelle offerteci dal Signor Levesque nella sua _Hist. de Russie_, da esso dedotta, così dalle antiche Cronache, come dalle osservazioni che su queste i moderni hanno fatte, (t. I, p. 35, 54, 59-92, 93, 113-121, 124-129, 148, 149 ec.).
[148] _V._ il _Cerem. aulae byzant._, t. II, c. 15, p. 343-345, ove Olga o Elga vien nominata Αρχοντισσα Ρωσιας, _Principe della Rosia_. I Greci, per indicare la sovrana delle Russie adopravano il titolo di un magistrato di Atene terminato in desinenza femminina, la qual cosa avrebbe stranamente sonato all'orecchio di Demostene.
[149] _V._ un frammento anonimo pubblicato dal Banduri (_Imper. or._ t. II, p. 112, 113. _De conversione Russorum_).
[150] L'Erbestein (_apud_ Pagi, t. IV, pag. 56) narra, che Valadimiro fu battezzato e maritato a Cherson o Corsun. Novogorod conserva anche ai dì nostri tale tradizione, e le porte delle quali parlato abbiamo nel testo. Nondimeno un viaggiatore ed osservatore esatto pretende venute da Magdeburgo queste porte di bronzo, (Coxe's, _Travels into Russia_ ec., v. I, p. 452) e cita un'iscrizione che par fatta per dimostrare tale assunto. I leggitori non debbono confondere questa Cherson, città della Tauride, o della Crimea, con una città del medesimo nome, stata fabbricata alla foce del Boristene, e di recente illustrata da un parlamento che vi hanno tenuto Caterina II e l'Imperatore Giuseppe.
[151] _V._ Il testo latino o la versione inglese dell'eccellente Storia della Chiesa del Mosheim, al primo capitolo, ossia alla prima Sezione intorno ai secoli nono, decimo e undecimo.
[152] _Non solo la religione cristiana differiva, e differisce nella teoria dall'antico culto degli idoli, come già abbiamo altrove mostrato, ma anche nella pratica; in questo culto, per esempio, v'erano i sacerdoti particolari di Giove, di Marte, di Cerere; nel culto cristiano non ci sono che i sacerdoti, o ministri di Dio; gli altri oggetti del culto cristiano non hanno sacerdoti proprj: quanto poi a questi oggetti, cioè alla teoria del culto delle imagini, ripetiamo ciò che ne abbiamo detto in una nota al vol. IX._ (Nota di N. N.)