Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 11
Part 36
[589] A tutti i titoli degli Arabi fa d'uopo sottintendere sempre l'aggiunto _religionis._ Noraddino _lumen r._; Ezodino, _decus r._; Amaduddino, _columen r._; il nome proprio del nostro eroe era Giuseppe, e venne soprannomato Salahaddin, _Salus r._; Al Malicus, Al-Nasirus, _rex defensor r._; Abu-Modafir, _pater victoriae r._; (Schultens, _prefazion._).
[590] Abulfeda, nipote _ex-fratre_ di Saladino, osserva, citandone molti esempj, che i fondatori delle dinastie assumono sopra sè medesimi il delitto, o il biasimo, e ne lasciano il frutto ai loro innocenti collaterali (_Excerpt._ p. 10).
[591] _V._ la vita e il carattere di Saladino nel Renaudot (p. 537-548).
[592] Boadino, testimonio oculare, e divoto di buona fede, esalta nel suo primo capitolo le virtù civili e religiose di Saladino.
[593] L'ignoranza e de' nativi dell'Egitto, e de' viaggiatori, al proposito di molte di queste fondazioni, e particolarmente del Castello del Cairo e del pozzo di S. Giuseppe, ha confuse insieme le opere del Sultano e del Patriarca.
[594] Anon. Caris. t. III, parte 2, p. 504.
[595] Boadino, p. 129-130.
[596] Intorno al regno latino di Gerusalemme _V._ Guglielmo di Tiro, (l. IX-XXII), Giacomo di Vitry (_Hist. Hieros._, l. I) e Sanuto (_Secreta fidelium crucis_, lib. III, part. VI, VII, VIII, IX).
[597] _Templarii ut apes bombabant, et Hospitalarii ut venti stridebant, et barones se exitio offerebant et Turcopoli_ (le truppe leggiere de' Cristiani) _semetipsi in ignem injiciebant_ (_Ispahani de expugnatione Kudsitica_, p. 18, presso Schultens). Questo saggio di araba eloquenza è diverso alquanto dallo stile di Senofonte.
[598] I Latini affermano che Raimondo avea tradito i Cristiani; gli Arabi lo danno a credere; ma se di questi, egli avesse abbracciata la religione, sarebbe stato posto dai Maomettani nel novero de' loro Santi ed eroi.
[599] Rinaldo, Reginaldo, o Arnoldo di Castiglione, è celebre fra i Latini così per la sua vita, come la sua morte, le cui circostanze vengono chiaramente raccontate da Boadino e da Abulfeda. Joinville nella storia di san Luigi (p. 70) racconta un'usanza di Saladino, cioè di non commettere mai a morte un prigioniero, al quale avesse offerto pane e sale. Alcuni fra i compagni di Arnoldo caddero trucidati, e può dirsi sagrificati nella valle della Mecca, _ubi sacrificia mactantur_ (Abulfeda pag. 32).
[600] Vertot che ne ha offerto un racconto ben fatto della caduta del regno e della città di Gerusalemme (_Histoire des chevaliers de Malte_, t. I, l. II, p. 226-278) a tal proposito ha aggiunte due lettere originali di un Templario.
[601] Renaudot, _Hist. patr. Alex._ p. 345.
[602] _Il teologo risponde, che i peccati dei Crociati, già descritti dall'Autore, tolsero loro l'aiuto di Gesù Cristo, e cagionarono la loro intera rovina, estesa sopra alcuni milioni d'uomini, malgrado i meriti dell'impresa._ (Nota di N. N.).
[603] _Il culto delle Immagini bene considerato non è idolatria._ (Nota di N. N.)
[604] In quanto riguarda la conquista di Gerusalemme, Boadino (p. 67-76) e Abulfeda (p. 40-43) sono le nostre autorità maomettane. Fra gli storici Cristiani, Bernardo il Tesoriere (c. 151-157) è il più abbondante di particolarità, ed il più autentico. _V._ anche Mattia Paris (p. 120-124).
[605] Intorno agli assedj di Acri e di Tiro ampie nozioni possono ottenersi da Bernardo il Tesoriere (_De acquisit. Terrae Sanctae_, c. 167-179), dall'Autore della _Hist. Hieros._ (p. 1150-1172), dal Bongars e d'Abulfeda (pag. 43-60), e da Boadino (p. 75-179).
[606] Mi sono tenuto al racconto più saggio e più verisimile di un tal fatto. Il Vertot ammette senza esitare una novella romanzesca, giusta la quale il vecchio Marchese trovasi di fatto esposto ai dardi degli assediati.
[607] _Northmanni et Gothi, et coeteri populi insularum, quae inter Occidentem et Septentrionem positae sunt, gentes bellicosae, corporis proceri, mortis intrepidae, bipennibus armatae navibus rotundis quae Ysnachiae dicuntur advectae._
[608] Lo Storico di Gerusalemme (p. 1108) aggiugne le nazioni dell'Oriente dal Tigri all'Indo, e le tribù de' Mauri e dei Getuli; di modo che l'Asia e l'Affrica combatteano contra l'Europa.
[609] Boadino (pag. 180) e gli storici Cristiani non negano, nè disapprovano questa carnificina. _Alacriter jussa complentes_ (i soldati inglesi), dice Goffredo di Vinisauf (lib. IV, c. 4, p. 346), e calcola di duemilasettecento il numero delle vittime. Roberto Hoveden pretende sieno state cinquemila (p. 697, 698). Fosse umanità, o avarizia, Filippo Augusto si piegò a restituire ai suoi prigionieri la libertà, mediante un riscatto (Giacomo di Vitry, l. I, c. 98, p. 1122).
[610] Boadino, p. 14. Egli cita la sentenza di Baliano e del principe di Sidon, aggiugnendo: _ex illo mundo quasi hominum paucissimi redierunt._ Fra i nomi de' Cristiani periti sotto le mura di Acri, trovo quelli degl'Inglesi, Ferrers, conte di Derby (Dugdale, _Baronnage_, part. I, p. 260), Mowbray (_idem._, p. 124); Mandevil, Fiennes, S. John, Scrope, Pigot, Talbot ec.
[611] _Magnus hic apud eos, interque reges eorum tum virtute, tum majestate eminens.... summus rerum arbiter_ (Bohadin, p. 159). Non sembra che questo Storico abbia conosciuti i nomi di Filippo o di Riccardo.
[612] _Rex Angliae praestrenuus....... rege Gallorum minor apud eos censebatur, ratione regni atque dignitatis; sed tum divitiis florentior, tum bellica virtute multo erat celebrior_ (Bohadin, p. 161). È lecito ad uno straniero l'ammirare queste ricchezze; ma i nostri Storici avrebbero potuto raccontare a Boadino quali angherie, quali funeste depredazioni erano state usate per ammassarle.
[613] Joinville (p. 17). «_Guides-tu que ce soit le roi Richard?_»
[614] Egli era nondimeno colpevole di un tal delitto agli occhi de' Musulmani, i quali attestano che gli assassini confessarono essere stati inviati dal Re d'Inghilterra (Bohadin p. 225); mentre la difesa del re è tutta fondata sopra una supposizione evidentemente assurda (_Hist. de l'Acad. des inscript._, t. XVI, p. 155-163), sopra una pretesa lettera del Capo degli assassini, lo Sceik, o Vecchio della Montagna, che giustificava Riccardo, assumendo sopra di sè il biasimo, o il merito di un tale assassino.
[615] _V._ gli estremi a cui Saladino era ridotto, e la pia fermezza dell'animo suo nella descrizione fattane da Boadino (p. 7-9, 235-236), che aringò egli stesso i difensori di Gerusalemme; l'atterrimento loro non era pei nemici un mistero (Giacomo di Vitry, l. I, c. 100, p. 1123, Vinisauf, l. V, c. 50, p. 399).
[616] Pure a meno che il Sultano o un principe Aiubita non fosse rimasto entro Gerusalemme, _nec Curdi Turcis, nec Turci Curdis essent obtemperaturi_ (Boadino p. 237). Qui lo Storico solleva una falda del velo politico.
[617] Boadino (pag. 237) e lo stesso Goffredo di Vinisauf (l. VI, c. 1-8, pag. 403-409) attribuiscono allo stesso Riccardo la ritirata, e Giacomo di Vitry nota che per l'impazienza di partire _in alterum virum mutatus est_ (pag. 1123). Nondimeno Joinville, cavalier francese, ne dà colpa alla gelosia d'Ugo, Duca di Borgogna (p. 116), senza supporre, come Mattia Paris, che questi si fosse lasciato corrompere dall'oro di Saladino.
[618] Boadino (p. 184-249) e Abulfeda (p. 51, 52) raccontano le spedizioni di Giaffa e di Gerusalemme. L'autore dell'Itinerario, ossia il monaco di S. Albano, non può, in ordine alle prodezze di Riccardo, aggiungere alcuna cosa al racconto che di queste ha fatto il Cadì (Vinisauf, l. VI, c. 14-24, p. 412-421); _Hist. major._, p. 137-143. In tutta questa guerra è singolare un accordo che regna fra i Cristiani ed i Maomettani, quello cioè di esaltarsi per valore scambievolmente.
[619] _V._ il progresso delle negoziazioni e delle ostilità in Boadino (p. 207, 260), che ebbe parte egli stesso nella conclusione del Trattato. Riccardo manifestò l'animo suo di ritornare con nuovi eserciti a compire la conquista di Terra Santa, alla quale minaccia Saladino con un cortese complimento rispose (Vinisauf, l. VI, c. 28, p. 423).
[620] Fra i racconti che abbiamo di cotesta guerra, il meglio spiegato trovasi nell'Opera originale di Goffredo di Vinisauf, _Itinerarium regis Anglorum Richardi et aliorum in terram Hierosolimarum_, diviso in sei volumi. Lo stesso racconto trovasi per esteso nel secondo volume di Gale (_Scriptores Hist. Anglicanae_, p. 247-429). Anche Ruggero Hoveden e Mattia Paris somministrano utili materiali a tale storia: il primo di essi ne dà a conoscere con molta esattezza lo stato di navigazione e la disciplina della flotta inglese in que' tempi.
[621] _Così Saladino denominava il culto de' Cristiani; nè un Maomettano era obbligato a distinguere dall'Idolatria la venerazione che i Cattolici romani prestano alle Immagini de' Santi. Non mi fermo su questo argomento per averne già parlato a lungo nelle note precedenti._ (Nota di N. N.)
[622] Anche il Vertot (t. I, p. 251) ammette in questa ridicola favola della indifferenza religiosa di Saladino; di quel Saladino che fino all'ultimo respiro rigidamente professò l'Islamismo.
[623] _V._ la genealogia degli Aiubiti in Abulfaragio (_Dynast._, p. 277 ec.), le _Tavole_ del de Guignes, la _Art de vérifier les dates_, e la _Bibl. orient._
[624] Il Thomassin (_Discipline de l'Eglise_, t. III, p. 311-374) ha esaminato partitamente l'origine, gli abusi e le restrizioni di queste decime. Venne sostenuta per qualche tempo una opinione che facea le decime di legittimo diritto del Papa, come la decima del decimo de' Leviti dovuta al gran Sacerdote, o Pontefice (Selden, sulle Decime: _V._ le sue Opere, vol. III, parte II, p. 1083).
[625] _Il principale scopo de' Papi, come risulta dalle loro lettere, fu il togliere a' Maomettani Gerusalemme, ed il sepolcro di Gesù Cristo._ (Nota di N. N.)
[626] V. _Gesta Innocentii III_, nel Muratori, _Script. rerum ital._, t. III, part. I, p. 486-568.
[627] _Le massime affatto erronee dell'Autore protestante in ordine a questa materia, sono già state confutate nelle precedenti note._ (Nota di N. N.)
[628] _V._ la quinta Crociata e l'assedio di Damieta in Giacomo di Vitry (l. III, p. 1125-1149), in Bongars, testimonio oculare (_Gesta Dei_), in Bernardo il Tesoriere, contemporaneo (_Script._ Muratori, t. VII, p. 825-846, c. 190-207), in Sanuto, laborioso compilatore (_Secreta fidel. crucis_, l. II, parte XI, cap. 4-9); e fra gli Arabi in Abulfaragio (_Dinast._, p. 294) e nella fine dell'Opera del Joinville, pag 533-537, 540-547, ec.
[629] A coloro che presero la Croce contro Manfredi, il Papa (A. D. 1255) concedè _plenissimam peccatorum remissionem. Fideles mirabantur quod tantum eis promitteret pro sanguine Christianorum effundendo, quantum pro cruore infidelium aliquando._ (Mattia Paris, pag. 785). Era già un ragionar molto nel secolo decimoterzo.
[630] Questa semplice idea è conforme al retto sentire del Mosheim (_Inst. Hist. eccl._, p. 332), e alla illuminata filosofia dell'Hume (_Storia d'Inghilterra_, v. I, p. 330).
[631] Per rinvenire i materiali di cui la storia della Crociata di Federico II è composta, vogliono essere consultati Riccardo di S. Germano nel Muratori (_Script. rer. ital._ t. VII, p. 1002-1013) e Mattia Paris (p. 286-291, 300-302, 304). I più ragionevoli fra i moderni sono Fleury (_Hist. eccles._, t. XVI), Vertot (_Chev. de Malte_, t. I, l. III), Giannone (_Ist. Civ. di Napoli_, t. II, l. XVI) e Muratori (_Annali d'Italia_, t. X).
[632] _Non della Chiesa, ma della Corte di Roma._ (Nota di N. N.).
[633] Il buon Muratori sa ben che pensare, ma non che dire a tale proposito; _Chino qui il capo ec._ (p. 322).
[634] Il clero confuse ad arte la moschea ossia la chiesa del Tempio col Santo Sepolcro, errore volontario, che ha tratti in inganno il Vertot e il Muratori.
[635] L'Invasione de' Carizmj, o Corasmini viene narrata da Mattia Paris p. 546, 547, dal Joinville, da Nangis e dagli storici Arabi.
[636] Leggete, se ne avete il coraggio, la vita e i miracoli di S. Luigi, scritti dal confessore della regina Margherita (Joinville, p. 291-523, ediz. del Louvre).
[637] Egli credea tutto quello che la Santa Madre Chiesa insegnava (Joinville p. 10); ma dava per avvertimento a Joinville di non entrare in dispute di religione cogl'Infedeli: «_L'homme lay_ (diceva egli nel suo vecchio linguaggio), _quand il ot médire de la loi chrestienne, ne doit pas deffendre la loi chrestienne, ne mais que de l'espée, de quoi il doit donner parmi le ventre dedens, tant camme elle y peut entrer_» (p. 12).
[638] _Non è da dirsi superstizione la premura ch'ebbe S. Luigi IX di togliere a' Maomettani Gerusalemme._ (Nota di N. N.)
[639] Possedo due edizioni di Joinville, l'una di Parigi dell'anno 1668, utilissima per le unitevi osservazioni del Ducange, l'altra di Parigi, del Louvre, 1761, preziosa per la purezza e autenticità del testo, il cui manoscritto è stato recentemente scoperto. L'ultimo editore afferma che la storia di S. Luigi fu terminata nell'anno 1309; senza però offerire su di ciò schiarimenti, nè tampoco mostra sorpresa sull'età dell'autore che, in tale supposizione, dovrebbe avere oltrepassati i 90 anni (_Pref._, p. XI, _Obs._ Ducange, p. 17).
[640] _Bastava dire, che oggidì per prudenza, per amore dell'umanità, per riguardo alla Sovranità del Gran Signore non s'intraprenderebbe la guerra di Palestina; l'entusiasmo non è sì caldo oggidì, e si ragiona alcun poco._ (Nota di N. N.)
[641] Joinville, p. 32; _Extraits arabes_, p. 549.
[642] Gli ultimi editori di Joinville hanno arricchito il loro testo di molte cose meritevoli di erudita curiosità, e tolte dagli Arabi Macrizi; Abulfeda ec. _V._ anche Abulfaragio (_Dyn._ p. 322-325) che per barbarismo chiama il Re de' Francesi _Redefrans_; Mattia Paris (p. 683, 684) ne ha dipinte le folli gare de' Francesi e degl'Inglesi che a Massura combattettero e vi trovarono la morte.
[643] Il Savary nelle sue dilettevoli lettere intorno all'Egitto ne ha presentata una descrizione di Damieta (t. I, lettera XXIII p. 274-290), e un racconto della Spedizione di Luigi (XXV, p. 306-350).
[644] Fu chiesto e conceduto pel riscatto di S. Luigi, un milione di bisantini; ma il Sultano lo ridusse a soli ottocentomila, la qual somma Joinville calcola equivalente a quattrocentomila lire francesi de' suoi tempi, e Mattia Paris a centomila marchi d'argento (Ducange, _Dissert._ 20 sopra Joinville).
[645] Joinville assicura, con tutta la serietà, il desiderio manifestato dagli Emiri per eleggersi S. Luigi in loro Sultano, la quale idea non trovo tanto assurda quanto al Signor di Voltaire, lo è sembrata (_Histoire générale_, t. II, p. 386, 387); i Mammalucchi erano eglino stessi stranieri, ribelli, eguali fra loro, conoscevano il valore del re di Francia, speravano forse di convertirlo, e in una tumultuosa assemblea, un tale partito, che non fu poi accettato, poteva anche essere stato proposto da qualcuno di quegli Emiri, segretamente propensi al Cristianesimo.
[646] _V._ la Storia di questa spedizione negli annali di S. Luigi, scritti da Guglielmo di Nangis (p. 270-287), e nell'Opera _Extraits arabes_ (p. 545-555, ediz. di Joinville, del Louvre).
[647] Voltaire, _Hist. génér._ t. II, p. 391.
[648] La Cronologia delle due dinastie de' Mammalucchi, i Baariti Turchi o Tartari di Kipsak, e i Borgiti Circassi, trovasi nel Pocock (_Proleg. ad_ Abulfarage, p. 6-31), e nel De Guignes (t. I, p. 264, 270). Anche la loro Storia si legge nel De Guignes, che, fino col principio del secolo XV, ha seguìti Abulfeda, Macrisi, ec. t. IX, p. 110-328.
[649] Savary, _Lettres sur l'Egypte_, t. II. lett. XV. p, 189-208. Dubito grandemente sull'autenticità di una tale copia; però è vero che il sultano Selim conchiuse un Trattato coi Circassi o Mammalucchi d'Egitto, lasciando ai medesimi e armi, e ricchezze, e potere, _V. Nouvel Abrégé de l'Histoire ottomane_, composto in Egitto e tradotto dal Signor Digeon (t. I, p. 55-58, Parigi 1781); monumento di storia nazionale autentico e di vaghezza non privo.
[650] _Si totum quo regnum occuparunt tempus respicias, praesertim quod fini propius, reperies illud bellis, pugnis, injuriis ac rapinis refertum_ (Al-Jannabi, _ap._ Pocock, p. 31). Il Regno di Moammed (A. D. 1311-1341) offre una felice eccezione alle cose di sopra affermate (De Guignes, tom. IV, p. 208-210).
[651] Or sono ridotti ad ottomila cinquecento; ma il mantenimento di ciascun Mammalucco porta una spesa di circa cento luigi, e l'Egitto geme per l'avarizia e la tracotanza di cotesti stranieri (_Voyages de Volney_, t. I, p. 89-187).
[652] _V._ la storia dell'Inghilterra di Carte (v. II, p. 165-175), e gli originali dai quali è desunta, Tommaso Wikes, e Walter Hemingfort, (l. III, c. 34-35), _Collezione di Gale_ (t. II, p. 97, 589-592). Nessuno di questi autori ha inteso far menzione del pio coraggio dimostrato dalla principessa Eleonora, nel succhiare la piaga avvelenata del marito e salvargli la vita, a rischio della propria.
[653] Sanuto (_Secret. fidel. crucis_, l. III, part. 12, c. 9), e de Guignes (_Hist. des Huns_, t. IV, p. 143; desunta dagli autori Arabi).
[654] Tutte le Cronache di que' tempi ne fanno conoscere lo splendore della città di Acri (l. VII, c. 144). La più copiosa e precisa è quella del Villani (l. VII, c. 144). _V._ anche Muratori (_Script. rer. italiae_, t. XIII, p. 337, 338).
[655] _V._ l'espulsione definitiva de' Franchi in Sanuto (l. III, part. XII, c. 11-22), Abulfeda, Macrizis, De Guignes (t. IV, p. 162-164) e Vertot (t. I, l. III, p. 407-428).
FINE DELL'UNDECIMO VOLUME.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NELL'UNDECIMO VOLUME
CAPITOLO LIV. _Origine, e dottrina dei Paoliziani. Persecuzioni che soffersero dagl'Imperatori greci. Loro ribellione in Armenia ec. Migrazione nella Tracia. Dottrina de' medesimi propagata in Occidente. Germi, caratteri e conseguenza della Riforma._
A. D. Indolente superstizione della Chiesa greca _pag._ 5 660 Origine de' Paoliziani, o discepoli di San Paolo 8 Bibbia de' Paoliziani 10 Semplicità della dottrina e del culto de' medesimi 12 Ammetteano i due principj de' Magi e dei Manichei 15 Pongono dimora nell'Armenia, nel Ponto ec. 17 Perseguitati dagl'Imperatori greci 19 845-880 Ribellione de' Paoliziani 22 Affortificano Tefrica 23 Saccheggiano l'Asia Minore 24 Venuti a scadimento 26 Trapiantati dall'Armenia nella Tracia 26 Mettono soggiorno in Italia e in Francia 30 1200 ec. Persecuzione degli Albigesi 38 Indole e conseguenze della Riforma 40
CAPITOLO LV. _I Bulgari. Origine, migrazioni, e fermate degli Ungaresi. Lor correrie nell'Oriente e nell'Occidente. Monarchia de' Russi. Particolarità sulla Geografia e il commercio di questa nazione. Guerra de' Russi contro l'Impero greco. Conversione de' Barbari._
680-1017 ec. Migrazione de' Bulgari 53 900 Croatti, o Schiavoni della Dalmazia 55 640-1017 Primo regno de' Bulgari 57 884 Migrazione de' Turchi e degli Ungaresi 61 Origine finnica di questi popoli 65 900 Cognizioni militari e costumanza degli Ungaresi e de' Bulgari 67 889 Correria degli Ungaresi; paesi ove si fermano 70 934 Vittorie di Enrico l'Uccellatore 75 955 Di Ottone il Grande 76 839 Origine della monarchia Russa 80 I Varangi di Costantinopoli 83 950 Geografia e commercio della Russia 85 Spedizioni navali de' Russi contra Costantinopoli 89 865 I. 91 904 II. 92 941 III. 93 1043 IV. 94 Negoziazioni e profezie 94 955-973 Regno di Svatoslao 96 970-973 Sconfitta di Svatoslao per l'armi di Giovanni Zimiscè 98 864 Conversione della Russia 101 955 Battesimo di Olga 102 988 Di Volodimiro 104 800-1100 Cristianesimo del Nort 105
CAPITOLO LVI. _I Saracini, i Franchi e i Greci in Italia. Prime avventure de' Normanni, e colonie poste da essi in questa parte dell'Europa. Indole e conquiste di Roberto Guiscardo duca della Puglia. Liberazione della Sicilia operata da Ruggero, fratello di Guiscardo. Vittoria sugl'imperatori dell'Oriente e dell'Occidente da Roberto riportata. Ruggero, re di Sicilia, invade l'Affrica e la Grecia. L'imperatore Manuele Comneno. Guerra tra i Greci e i Normanni. Estinzione de' Normanni._