Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 11
Part 29
[435] _V._ Guglielmo Gometicense (l. VII, c. 7, p. 672,673, _in Camdem Normannicis_). Roberto impegnò il Ducato di Normandia per un centesimo di quanto ne è rendita annuale a' dì nostri. Diecimila marchi possono valutarsi un mezzo milione di lire, e la Normandia oggigiorno paga ogn'anno al Re cinquantasette milioni (Necker, _Administ. des finances_, t. I, p. 287).
[436] La lettera che Stefano scrisse a sua moglie trovasi, inserita nello _Spicilegium_ di Dom Luc d'Acheri (t. IV), e citata nello _Esprit des Croisades_ (t. I, p. 65).
[437] _Unius enim, duum, trium seu quatuor oppidorum dominos quis numeret? Quorum tanta fuit copia, ut non vix totidem Trojana obsidio coegisse putetur._ Così esprimesi Giberto colla sua sempre dilettevole vivacità. (p. 486).
[438] È cosa straordinaria che Raimondo di San Gille, personaggio secondario nella Storia delle Crociate, sia dagli scrittori greci ed arabi collocato a capo degli eroi di questa spedizione (Anna Comnena, _Alex._ l. X, XI, e Longuerue, p. 129).
[439] _Omnes de Burgundia et Alvernia, et Vescovania et Gothi_ (di Linguadoca) _provinciales appellabantur, coeteri vero Francigenae et hoc in exercitu; inter hostes autem Franci dicebantur._ (Raimondo d'Agiles, p. 144.)
[440] La città natalizia, ossia il primo appannaggio di questo Raimondo, era dedicata a sant'Egidio, il nome del qual Santo, ai giorni della prima Crociata, i Francesi convertirono nell'altro di _Saint-Gilles_ o _Saint-Giles_ (san Gille). Situata nella Bassa Linguadoca, fra Nimes e il Rodano, questa città, vanta una Collegiata di cui lo stesso Raimondo è stato il fondatore (_Mélanges tirés d'une grande Bibliothèque_, t. XXXVII, p. 51).
[441] Erano genitori di Tancredi il marchese Odone il Buono, ed Emma, sorella del gran Roberto Guiscardo. Fa maraviglia che la patria di un tanto illustre personaggio sia sconosciuta. Il Muratori, con molta probabilità, lo presume italiano, e forse della stirpe de' marchesi di Monferrato nel Piemonte (_Script._, t. V, p. 281, 282).
[442] Per compiacere la puerile vanità della Casa d'Este[*] il Tasso ha inserito nel suo poema, e nella prima Crociata un eroe favoloso, il valente e innamorato Rinaldo. Forse ei prese ad imprestito questo nome da un Rinaldo decorato dell'_Aquila bianca estense_, che vinse l'Imperatore Federico I (_Storia imperiale di Ricobaldo_, nel Muratori, _Script. Ital._, t. X, p. 360; Ariosto, _Orlando furioso_); ma primieramente la distanza di sessant'anni fra la gioventù de' due Rinaldi, distrugge la loro identità; in secondo luogo, la Storia imperiale è una invenzione del Conte Boiardo, architettata sul finire del secolo XV (Muratori, p. 281-289). Per ultimo questo secondo Rinaldo e le sue imprese, non sono men favolose di quelle dell'altro Rinaldo cantato dal Tasso (Muratori, _Antichità estensi_, t. I, p. 350).
* _Più antica di Virgilio, il quale assegna per antenati ad Augusto i pronipoti di Venere, figlia di Giove, è la compiacenza dei potenti nel veder immortalate le loro prosapie dal canto de' sommi poeti; e meglio che_ puerile _potremmo chiamarla, una vanità ingenita nella natura umana. Nel caso particolare poi, chi conosce la vita e le sfortune del Tasso, potrà facilmente persuadersi che la finzione da esso inventata ad onore di una famiglia, la quale non manca d'uomini illustri, anche senza ricorrere a finzioni, gli fu suggerita da desiderio di rendersi accetto ai suoi padroni, anzichè da una brama da essi spiegata di voler essere onorati in tal guisa._ (Nota dell'Editore)
[443] Due etimologie vengono assegnate alla parola _gentilis_, _gentiluomo_. L'una deriva dai Barbari del quinto secolo prima arrolatisi come soldati, divenuti indi conquistatori dell'Impero Romano, i quali dalla loro straniera origine traevano vanità. L'altra dall'opinione de' giureconsulti che hanno per sinonimi i vocaboli _gentilis_ _ingenuus._ Alla prima etimologia inclina il Selden; la seconda più spontanea, è anche la più probabile.
[444] _Framea scutoque juvenem ornant._ Tacito, _Germania_, c. 13.
[445] Gli esercizj degli atleti, soprattutto il cesto e il pancrazio, vennero biasimati da Licurgo, da Filoppemene e da Galeno, vale a dire da un legislatore, da un Generale e da un medico. Contro la censura di questi il lettore può leggere la difesa che ne ha fatto Luciano nell'elogio di Solone (_V._ West, sui Giuochi olimpici nel suo Pindaro, v. II, p. 86-96, 245-248).
[446] Nelle opere del Selden (t. III, part. I. _I Titoli di onore_: part. II, c. 1-3, 5-8) trovansi molto estese descrizioni intorno la cavalleria, il servigio dei cavalieri, la nobiltà, il grido di guerra, gli stendardi e i tornei. _V._ anche il Ducange (_Gloss. lat._ t. IV, p. 398-412 ec., _Diss._ intorno al Joinville, l. VI, al XII, pag. 127-142, 165-222), e _Mémoires de M. de Sainte-Palaye sur la Chevalerie._
[447] L'opera _Familiae dalmaticae_ del Ducange è arida ed imperfetta; gli storici nazionali troppo moderni e favolosi: troppo lontani e trascurati gli storici greci. Nell'anno 1004, Colomano diede per confini al paese marittimo Salona e Trau (Katona, _Hist. crit._ t. III, p. 195-207).
[448] Scodra, presso Tito Livio, sembra essere stata la capitale o la Fortezza di Genzio, re degl'Illirici, _arx munitissima_, indi non colonia romana (Cellarius, t. I, p. 393-394), che ha preso poi il nome di Iscodar, o Scutari (D'Auville, _Géogr. ancien._, t. I, p. 164). Il Sangiacco, oggidì Pascià di Scutari, o Sceindeire, era l'ottavo sotto il Beglierbeg di Romania, e somministrava seicento soldati sopra una rendita di settantottomila settecento ottantasette risdaleri. (Marsigli, _Stato militare dell'Impero Ottomano_ p. 128.)
[449] _In Pelagonia castrum haereticum... spoliatum cum suis habitatoribus igne combussere._ Nec id eis injuria contigit: _quia illorum detestabilis sermo et cancer serpebat, jamque circumjacentes regiones suo pravo dogmate faedaverat_ (Roberto Mon., p. 36, 37). Dopo avere freddamente raccontato il fatto, l'arcivescovo Baldricco aggiugne come un elogio: _Omnes, siquidem illi viatores, Judaeos, haereticos, Saracenos aequaliter habent exosos; quos omnes appellant inimicos Dei_ (p. 92).
[450] Αναλαβομενος απο Ρωμης την χρυσην του’ Αγιου Πετρου σημαιαν, _levando da Roma tutto l'oro monetato di S. Pietro_ (_Alexiad._, l. X, p. 288).
[451] Ο Βασιλευς των Βασιλεων, και αρχηγος του Φραγγικου στρατεματος απαντος, _Re dei Re, e generalissimo di tutto l'esercito Franco_: pompa orientale, che è ridicola in un conte di Normandia; ma il Ducange, compreso da patrio zelo (_Not. ad Alexiad._, p. 352, 353; _Dissert. sopra_ Joinville p. 315) ripete con compiacenza i passi di Mattia Paris (A. D. 1254), e di Froiss (vol. IV, pag. 201) che attribuiscono al re di Francia i titoli di _rex regum_, o di _chef de tous les rois chrétiens._
[452] Anna Comnena, nata nel dì 1 dicembre, A. D. 1083, ind. VIII (_Alexiad._, l. VI, p. 166. 167) avea tredici anni all'epoca della prima Crociata. Già atta alle nozze, o forse sposatasi al giovine Niceforo, ella lo chiama con tenerezza τον εμαν Καισαρα, _il mio Cesare_ (l. X, pag. 295, 296). Alcuni moderni hanno attribuita a dispetto amoroso l'avversione in cui ebbe Boemondo. Quanto alle cose accadute a Costantinopoli e a Nicza (_Alex._, l. X, XI, p. 283-517) la parzialità de' suoi racconti può contrabbilanciare quella degli storici latini; ma si ferma poco sugli avvenimenti che dalle stesse cose seguirono, ed è inoltre a tal proposito male istrutta.
[453] Nel modo di dipingere il carattere e la politica di Alessio, il Maimbourg ha favoriti i Franchi cattolici, il Voltaire si è mostrato di soverchio parziale ai Greci scismatici. I pregiudizj di un filosofo sono meno scusabili che quelli di un Gesuita.
[454] Fra il mar Nero ed il Bosforo sta il fiume Barbyses, profondissimo nella state, e che scorre per uno spazio di quindici miglia in mezzo ad una prateria uniforme e scoperta. La sua comunicazione con Costantinopoli e coll'Europa, è assicurata dal ponte di pietra di _Blachernae_ che fu rifabbricato da Giustiniano e da Basilio (Gillio _De Bosphoro Thracio_, lib. II, c. 3, Ducange _C. P. Christiana_, lib. IV, cap. 2, pag. 179).
[455] Due sorta v'erano di adozioni; quella dell'armi, e l'altra, la cerimonia della quale si stava nel far passare il figlio adottivo tra la pelle e la camicia del padre. Il Ducange, _Dissert._ XXII p. 270, suppone che Goffredo sia stato adottato nel secondo di tali modi.
[456] Dopo il suo ritorno dalle Crociate, Roberto si fece affatto ligio al re d'Inghilterra. _V._ il primo atto dei _Foedera_ del Rymer.
[457] _Sensit vetus regnandi, falsos in amore, odia non fingere_; Tacito VI, 44.
[458] La vanità degli storici delle Crociate accenna leggiermente e con imbarazzo questa circostanza umiliante; nondimeno è cosa molto naturale, che se questi eroi s'inginocchiarono per salutar l'Imperatore, che rimaneva immobile sul proprio trono, gli baciarono i piedi o le ginocchia. Solamente fa maraviglia che Anna non abbia ampiamente supplito al silenzio e all'oscurità dei Latini; l'umiliazione dei loro principi avrebbe aggiunto un capitolo, rilevante per questa donna, al _Coeremoniale aulae Byzantinae._
[459] Questo Crociato si diede il nome di φραγγος καθαρος ευγενων, _Franco puro fra i Nobili_ (_Alexiad._, l. X, p. 301). Bel titolo di nobiltà, ascendente all'undicesimo secolo per chi potesse ai dì nostri provarsi derivato da questo Roberto! Anna racconta, con segnalata compiacenza, che questo arrogante Barbaro Λακινος τετυφωμενος, _Latino pien di fumo_, fu in appresso ucciso e sconfitto, combattendo alla prima linea dell'esercito nella battaglia di Dorilea, l. XI, p. 317; circostanza che può giustificare quanto il Ducange ha supposto intorno all'audace Barone; cioè essere questi Roberto di Parigi, del distretto chiamato il ducato o l'Isola di Francia.
[460] Con eguale accorgimento il Ducange scopre che la chiesa di cui favellava il Barone, è S. Drauso o Drosino di Soissons. _Quem duello dimicaturi solent invocare: pugiles qui ad memoriam ejus_ (alla tomba), _pernoctant invictos reddit, ut de Italia et Burgundia tali necessitate confugiatur ad eum._ Joan. Sariberiensis _epist._ 139.
[461] Varie sono le opinioni sul numero d'uomini che questo esercito componeano; ma non avvi autorità paragonabile a quella di Tolomeo che lo determina di cinquemila uomini a cavallo, e trentamila fanti (_V._ gli _Annales_ di Usher, p. 152).
[462] _V._ Foulcher di Chartres p. 587. Egli annovera diciannove nazioni di nome e lingue diverse (p. 389). Io però non comprendo con molta chiarezza qual differenza ei ponga tra _Franci_ e _Galli_, fra _Itali_ e _Apuli._ Altrove (p. 385) parla col massimo disprezzo dei disertori.
[463] _V._ Giberto, pag. 556. Però la modesta opposizione di questo istorico lascia tuttavia luogo ad ammettere un numero d'uomini considerabilissimo. Urbano II, nel fervor del suo zelo, conta sino a trecentomila i pellegrini (_Epist._ 16, _Concil._ t. XII, p. 731).
[464] _V. Alexias_, l. X, p. 283-505. La ridicola schifiltà di questa principessa, la trae a lamentarsi della bizzarria di certi nomi alla pronunzia difficilissimi; e di fatto son pochi i nomi latini che ella non siasi studiata di sformare con quella orgogliosa ignoranza sì comune e tanto prediletta ai popoli ingentiliti. Ne citerò un solo esempio; ella trasforma il nome di S. Gille in _Sangeles._
[465] Guglielmo di Malmsbury che scrisse verso l'anno 1130, ha inserito nella sua Storia (l. IV, p. 130-154) il racconto della prima Crociata; ma avrei bramato che invece di prestare orecchio a voci di lieve conto, raccolte attraversando l'Oceano (p. 143), si fosse limitato a narrare quanto riferivasi al numero, alle famiglie, e alle avventure de' suoi compatriotti. Trovo in Dugdale che un Normanno inglese, Stefano conte di Albermarle e di Holdernesse, comandava alla battaglia d'Antiochia l'antiguardo in compagnia del Duca Roberto (_Baronage_, part. I, p. 61).
[466] _Videres Scotorum apud se ferocium, alias imbellium cuneos_ (Guibert, p. 471). Il _crus intectum_, e la _hispida chlamys_, possono riferirsi ai montanari scozzesi: ma il _finibus uliginosis_ è applicabile con più naturalezza alle paludi della Irlanda. Il Malmsbury parlando degli abitanti di Galles e degli Scozzesi (l. IV, p. 133), dice che i primi abbandonarono _venationem saltuum_, i secondi _familiaritatem pulicum._
[467] _Qui l'Autore a torto allude di nuovo al culto renduto da' Cattolici alle immagini._ (Nota di N. N.)
[468] Questa fame da cannibali, talvolta reale, e più sovente menzognera e artifiziosa, viene affermata da Anna Comnena (Alex., l. X, p. 288), da Giberto (p. 546), da Radolfo Cadom. (capo 97). L'autore dell'opera _Gesta Francorum_, il monaco Roberto, Baldricco e Raimondo di Agyle, riferiscono questo stratagemma all'assedio e alla carestia di Antiochia.
[469] I Latini lo additano col nome di Solimano, nome che pur gli davano i Musulmani il carattere e l'indole di questo Sultano è stata di molto sublimata dal Tasso. I Turchi il nomavano Kilidge-Arslan (A. E. 485-500, A. D. 1092-1107. V. le Tavole del De Guignes, t. I, p. 245). Gli Orientali si valeano di questo nome; parimente l'adoperavano, benchè corrotto alcun poco, i Greci, ma non trovasi che un nome solo nelle storie de' Maomettani, i cui scrittori si dimostrano molto aridi e laconici in tutto quanto si aspetta alla prima Crociata (De Guignes t. III, part. II, p. 10-30).
[470] Su tutto ciò che riguarda fortificazioni, macchine e assedj del Medio Evo, si consulti il Muratori (_Antiq. Ital._, t. II, _Dissert._ 26, p. 452-524). Il _belfredus_, d'onde è venuta la più moderna voce _beffroi_, era la torre sulle ruote degli Antichi (_Ducange_ t. I, p. 608).
[471] Non posso starmi dall'osservare la somiglianza tra le fazioni operate dai Crociati nell'assedio di Nicea dal suo lago protetta, e quelle di Fernando Cortez dinanzi alla capitale del Messico. (_V._ Robertson, Storia dell'America t. I, p. 608.)
[472] _Miscredenti_, voce inventata dai Crociati francesi, e adoperata oggidì solamente nel significato ch'essa offre. Sembra però che i nostri antichi, nell'ardore della lor divozione, riguardassero come sinonimi i vocaboli _miscredente_, e uomo _spregevole_; questa pregiudicata opinione cova tuttavia nelle anime di alcuni che si pretendono essere veri cristiani.
[473] Il Baronio ha tratta in campo una lettera molto apocrifa, e scritta _al mio fratello Ruggero_ (A. D. 1098 n. 15). Giusta la medesima l'esercito nemico era composto di Medi, di Persiani e di Caldei: sia! il primo assalto fu a danno dei nostri; è vero anche questo: ma per qual motivo Goffredo di Buglione e Ugo si danno il titolo di fratelli? osservo inoltre che vien dato a Tancredi il nome di _filius._ Figlio di chi? Non certamente di Ruggero o di Boemondo.
[474] _Verum tamen dicunt se esse de Francorum generatione; et quia nullus homo naturaliter debet esse miles nisi Turci et Franci_ (_Gesta Francorum_, p. 7). Tal comune origine ed eguaglianza di valore nelle due genti viene parimente riconosciuta e attestata dall'Arcivescovo Baldricco, (p. 99).
[475] _Balista_, _balestra_, _arbalete_, _V._ Muratori, _Antiquit._, t. II, p. 517-524: Ducange, _Gloss. lat._, t. I, p. 531, 532. Ai giorni di Anna Comnena, una tal arme, descritta dalla medesima sotto il nome di _tzangra_, era sconosciuta nell'Oriente. (l. X, pag. 291). Per un sentimento d'umanità che mal coll'altre cose accordavasi, il Papa si adoperò ad impedire nelle guerre de' Cristiani l'uso delle balestre.
[476] Il leggitore curioso può far confronto tra la erudizione classica del Cellario, e la scienza geografica del d'Anville. Guglielmo di Tiro è il solo storico delle Crociate che conosca alcun poco l'antichità. Il Sig. Otter ha presso che passo a passo seguìti i Franchi da Costantinopoli fino ad Antiochia (_Voyage en Turquie et en Perse_, t. I, p. 35-88.)
[477] Quanto avvi di meglio intorno a questa particolare conquista di Edessa, è il racconto fattone da Foulcher di Chartres, il valoroso Cappellano del Conte Baldovino, racconto che trovasi nelle compilazioni di Bongars, Duchesne e Martenne (_Esprit des Croisades_, t. I, p. 13, 14). E in ciò che spetta alle risse accadute fra questo Principe e Tancredi, la parzialità del ridetto Foulcher può contrapporsi a quella dimostrata da Randolfo Cadomense, soldato e storico del prode Marchese di Puglia.
[478] _V._ de Guignes, _Hist. des Huns_, t. I, p. 456.
[479] Quanto ad Antiochia, _V._ la Descrizione del Levante composta dal Pocock, vol. 2, part. 1, p. 188-193; _Voyage d'Otter en Turquie_, ec. t. I, p. 81, ec.; il Geografo turco nelle _Note_ fatte al predetto viaggio; _l'Indice geografico_ di Schultens (_ad calcem_ Bohadin., _vit. Saladini_), ed Abulfeda (_Tabula Syriae_, p. 115, 116, vers. Reiske).
[480] _Ensem elevat, eumque a sinistra parte scapularum, tanta virtute intorsit ut quod pectus medium disjunxit, spinam et vitalia interrupit, et sic lubricus ensis super crus dextrum integer exivit, sicque caput integrum cum dextera parte corporis immersit gurgite, partemque quae equo praesidebat remisit civitati_ (Robert. Mon. p. 50). _Cujus ense trajectus Turcus duo factus est Turci; ut inferior alter in urbem equitaret, alter arcitenens in flumine nataret_ (Radulph. Cadom., c. 53, p. 54). Questo autore ciò null'ostante si sforza a giustificare il fatto, deducendolo dalle _stupendis viribus_, o più che naturali di Goffredo. Guglielmo di Tiro cerca salvare la verisimiglianza colla seguente espressione _obstupuit populus facti novitate_: però un tal fatto ai cavalieri di quel secolo non dovea sembrare incredibile.
[481] _V._ le geste di Roberto, di Raimondo, e del modesto Tancredi che imponea silenzio al proprio scudiere (Radulp., _Cadom._, c. 53).
[482] Dopo avere raccontato a qual cattivo partito ridotti fossero i Franchi, e l'umile proposta che fecero al nemico, Abulfaragio aggiugne la superba risposta di Codbuka o Kerboga: _Non evasuri estis nisi per gladium_ (Dynast., p. 242).
[483] La maggior parte degli Storici latini (l'Autore delle _Gesta_, p. 17; il monaco Roberto, p. 56; Baldric, p. 111; Foulcher di Chartres, p. 392; Giberto, p. 512; Guglielmo di Tiro, l. VI, c. 3, pag. 714; Bernardo il Tesoriere, c. 39, p. 695) nel descrivere l'esercito di Kerboga si limitano alle espressioni vaghe di _infinita multitudo_, _immensum agmen_, _innumerae copiae_ o _gentes_, che combinano coll'altre μετα ανοριθμητων χιλιαδων, _innumerabili migliaia di migliaia_, di Anna Comnena (_Alexias_, l. XI, p. 318-320). Alberto d'Aix fa sommare il numero de' Turchi a dugentomila uomini di cavalleria (l. IV, c. 10, p. 242), e Radolfo a quattrocentomila (c. 72, p. 309).
[484] _V._ la fine tragica e scandalosa di un arcidiacono di stirpe reale, ucciso dai Turchi, mentre stavasi in un verziere giocando ai dadi con una concubina della Sorìa.
[485] Il prezzo di un bue da cinque _solidi_ (quindici scellini) salì a due marchi (quattro lire sterline), indi anche di più; un capretto, o un agnello da uno scellino a quindici o diciotto lire tornesi all'incirca. Nella seconda carestia, una pagnotta, o una testa d'animale, vendeansi una piastra d'oro. Molti altri esempj si potrebbero citare; ma sono i prezzi ordinarj non gli straordinarj che meritano l'attenzione del filosofo.
[486] _Alii multi, quorum omnia non tenemus, quia deleta de libro vitae, praesenti operi non sunt inserenda_ (Guglielmo di Tiro, l. VI, c. 5, p. 715). Giberto, pag. 518-523, cerca di scusare Ugo il Grande ed anche Stefano di Chartres.
[487] _V._ il seguito della Crociata, la ritirata di Alessio, la vittoria di Antiochia, e la conquista di Gerusalemme nell'Alessiade, l. II, pag. 317-327. La Principessa greca era tanto propensa alla esagerazione, che neppure narrando le geste dei Latini, ha potuto farne di meno.
[488] _Non è da maravigliarsi, che in quei tempi, ed in quelle circostanze sia ciò avvenuto: ciò nulla ha relazione colla sostanza della religione cristiana._ (Nota di N. N.)
[489] Nel raccontare le cose che alla Santa Lancia si riferiscono, il maomettano Abulmahasen (_V._ de Guignes, t. II, parte 2, p. 95) è più esatto de' due storici Cristiani, Anna Comnena e Abulfaragio. La Principessa greca confonde la Lancia con un Chiodo della Croce, (l. XI, p. 366); e un primate giacobita col pastoral di S. Pietro (p. 242).
[490] I due antagonisti che si mostrano meglio istrutti, e più fortemente convinti, l'un del _miracolo_ l'altro della _frode_, sono Raimondo d'Agiles e Randolfo di Caen, il primo appartenente al seguito del Conte di Tolosa, il secondo al Principe normanno. Foulcher di Chartres osa dire: _Audite fraudem et non fraudem!_ indi _invenit lanceam_, _fallaciter occultatam forsitan:_ il rimanente della turba sostenea con fermezza e forza la veracità del miracolo.
[491] _V._ De Guignes (t. II, part. 2, p. 223 ec.) e gli articoli di _Barkiarok, Mohammed, Sangiar_, nel d'Herbelot.
[492] L'Emiro, o sultano Afdal ricuperò Gerusalemme e Tiro nell'anno dell'Egira 489 (_V._ Renaudot, _Hist. patriarch. Alexand._, p. 478, de Guignes, t. I, p. 249, indi Abulfeda e Ben-Schounah). _Jerusalem ante adventum vestrum recuperavimus, Turcos ejecimus_, diceano gli ambasciatori dei Fatimiti.
[493] _V._ le transazioni tra il califfo d'Egitto e i Crociati in Guglielmo di Tiro (l. IV, c. 24; l. VI, c. 19) e in Alberto d'Aix (l. III, c. 39), i quali scrittori, a quanto apparisce, meglio de' contemporanei, valutavano l'importanza delle medesime.
[494] La maggior parte del cammino trascorso dai Franchi trovasi con esattezza descritta nel _Viaggio di Maundrell da Aleppo a Gerusalemme_ (p. 11-67), _uno, senza dubbio, dei migliori documenti che abbiasi su tale soggetto_ (D'Anville, _Mémoire sur Jerusaleme_, p. 27).
[495] _V._ l'ammirabile descrizione di Tacito (_Hist._ V, 11, 12, 13), il quale pretende che i legislatori degli Ebrei si fossero prefissi di mettere il loro popolo in istato di ostilità perpetua col rimanente del genere umano.
[496] Il senno e l'erudizione dell'autore francese dell'opera _Esprit des Croisades_, contrabbilanciano fortemente l'ingegnoso scetticismo del Voltaire. Il predetto scrittore osserva (t. IV, p. 386-388) che, giusta i calcoli degli Arabi, gli abitanti di Gerusalemme oltrepassavano i dugentomila; che nel tempo di Gerusalemme assediata da Tito, Giuseppe li faceva ascendere ad un milione trecentomila; che Tacito stesso tenea per fermo sommassero a seicentomila, onde fatta anche la massima sottrazione, atta a giustificare l'_accepimus_ di questo Storico, ad ogni modo superavano in numero l'esercito dei Romani.
[497] Maudrell, che fece esattamente il giro delle mura, calcolò una circonferenza di seicentotrenta passi, o quattromila cento sessantasette verghe inglesi (pag. 109-110). Fondatosi sopra una pianta autentica, il d'Anville, nel suo breve e prezioso Trattato, ammette un'estensione di circa mille novecento sessanta tese francesi (p. 23-29). Quanto alla topografia di Gerusalemme, _V._ Reland (_Palestina_, t. II, p. 832-860).
[498] Gerusalemme non trae le sue acque che dal torrente di Cedron, asciutto durante la state, e dal picciolo ruscello di Siloè (Reland, t. I, p. 294-300). E nativi e stranieri, parimente lagnavansi dalla scarsezza di acque, incomodo che in tempo di guerra, i nemici si studiavano accrescere. Secondo Tacito, erano entro la città una fontana, che non inaridiva in veruna stagione, un acquidotto, e cisterne per raccogliere le acque che venivan dal cielo; l'acquidotto le ricevea dal ruscello Tekoe, o Etham, di cui parla anche Boadino nella vita di Saladino (p. 238).
[499] _Gerusalemme liberata_, Cant. XIII e XVIII. Non possiamo qui dispensarci dall'osservare con quanta cura il Tasso abbia conservate ed abbellite le più piccole particolarità di questo assedio.
[500] Oltre agli storici Latini che di narrare questo macello non si vergognano. _V._ Elmacin (_Hist. Saracen._, pag. 363), Abulfaragio (_Dynast._, pag. 243), e il de Guignes (t. II, part. II, p. 9) fondato sulle testimonianze di Abul-Mahasen.