Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 10
Part 39
[649] Si può consultare utilmente su questo articolo di disciplina ecclesiastica e beneficiaria, il padre Tomassino (t. III, l. I, c. 40, 45, 46, 47). Una legge di Carlomagno esentava i vescovi dal servigio personale; ma l'uso contrario, che prevalse dal nono al decimoquinto secolo, è confermato dall'esempio o dal silenzio de' Santi e dei dottori... «Voi giustificate coi sacri canoni la vostra poltroneria, dice Ratario di Verona; ma i canoni vi proibiscono anche l'incontinenza, eppure......»
[650] L'imperator Leone ha esposto imparzialmente, nel decimo ottavo capitolo della sua Tattica, i vizi e le qualità militari dei Franchi, (che Meursio traduce in modo ridicolo col vocabolo _Galli_), e dei Lombardi o Longobardi. _V._ pure la ventesimasesta dissertazione del Muratori, _De antiquitatibus Italiae medii aevi_.
[651] _Domini tui milites_ (diceva l'orgoglioso Niceforo) _equitandi ignari, pedestris pugnae sunt inscii: scutorum magnitudo, ensium longitudo, galearumque pondus neutra parte pugnare eos sinit; ac subridens, impedit, inquit, et eos gastrimargia, hoc est ventris ingluvies_, etc. (Luitprando, _in Legat._ p. 480, 481).
[652] _In Saxonia certe scio.... decentius ensibus pugnare quam calamis, et prius mortem obire quam hostibus terga dare_ (Luitprando, p. 482).
[653] φθαγ οι τοιυν και Λογιβαθδοι λογον ελευθεριας περι πολλου ποιουνται, αλλ’ οι οι μεν Λογιβαθδοι το πλεον της τοιαυτης αθετης νυν απωλεσαν. _I Franchi per altro, e i Longobardi sovente fan parola di libertà; ma i Longobardi ora hanno perduto il più di questa virtù._ (Leone, _Tactiq._, c. 18, p. 805). L'imperatore Leone morì, A. D. 911. Un poema istorico che finisce nel 916, e che sembra composto nel 940 da un Veneziano, così parla dei costumi d'Italia e di Francia.
— _Quid inertia bello_ _Pectora_ (Ubertus ait) _duris praetenditis armis,_ _O Itali? Potius vobis sacra pocula cordi;_ _Saepius et stomachum nitidis laxare saginis_ _Elatasque domos rutilo fulcire metallo._ _Non eadem Gallos similis vel cura remordet;_ _Vicinas quibus est studium devincere terras_ _Depressumque larem spoliis hinc inde coactis_ _Sustentare._
(_Anonym. carmen Panegyricum de Laudibus Berengarii Augusti_, l. II, _in_ Muratori, _Script. rerum italic._, t. II, _pars._ I, p. 393).
[654] Giustiniano, dice lo storico Agatia (l. V, p. 157), πρωτος Ρωμαιων αυτοκρατωρ ονοματι και πραγματι, _e di nome e di fatti primo imperator de' Romani_. Gli imperatori di Bisanzio non presero per altro il titolo formale di imperatori dei Romani, se non dopo il tempo che vollero pretenderlo gli imperatori Francesi e Tedeschi dell'antica Roma.
[655] Costantino Manasse ha scritto contro questo divisamento in versi barbari.
Την πολιν την βασιλειαν αποκοσμησαι θελων, Και την αρχην χαθισασθαι τριπεμπελω Ρωμη, Ως ειτις αθροστολιστον αποκοσμεσει νυμφην, Και γραυν τινα τρικοθωνον ως κορην ωραισει.
_volendo spogliare la città regina, e gratificare della primazia la decrepitissima Roma, come chi spogliasse una sfarzosissima sposa per ornare come una fanciulla una vecchiaccia dell'età di tre cornacchie._ Ed è confermato da Teofane, Zonara, Cedreno, e dall'_Historia Miscella_: _voluit in urbem Romani imperium transferre_ (l. XIX, p. 157), in t. I, part. I, degli _Script. rerum ital._ del Muratori.
[656] Paolo Diacono, l. V, c. II, p. 480; Anastasio, _in vitis Pontificum_, nella raccolta del Muratori, t. III, part. I, pag. 141.
[657] Si consultino la prefazione del Ducange (_ad Gloss. graec. medii aevi_) e le Novelle di Giustiniano (VII, LXVI). Dicea l'imperatore che la lingua greca era κοινος, _comune_, la latina πατριος, _nativa_, per lui, e finalmente che ella era κυριωτατος, _imperialissima_ pel πολιτειας σχημα, _sistema del governo_.
[658] Ου μεν αλλα και Λατινικη λεξις και φρασις εις επι τους νομους κρυπτουσα τους συνειναι ταυτην μη δυναμενους ισχυρους απετειχιξε _Non certamente anche una frase e dizione latina ascondendo le leggi rendette bravi quelli che non potevano averla familiare_ (Matth. Blastares, _Hist. jur._, _apud._ Fabric., _Bibl. graec._, t. XII, p. 369). Il Codice e le Pandette furono tradotte ai tempi di Giustiniano (p. 358-366). Fu Taleleo che pubblicò la versione delle Pandette. Teofilo, uno de' tre primi giureconsulti a cui Giustiniano commise questo lavoro, ha lasciato una parafrasi elegante ma prolissa dell'Instituta. Giuliano per altro (A. D. 570) CXX _Novellas graecas eleganti latinitate donavit_ (Eineccio, _Hist. J. R._, p. 396), per uso dell'Italia e dell'Affrica.
[659] Abulfaragio dice che la settima dinastia fu quella dei Franchi o Romani, l'ottava quella dei Greci, la nona quella degli Arabi. _A tempore Augusti Caesaris, donec imperaret Tiberius Caesar, spatio circiter annorum 600 fuerunt imperatores C. P. patricii, et praecipua pars exercitus romani: extra quod, consiliarii, scribae et populus, omnes Graeci fuerunt: deinde regnum etiam graecanicum factum est_ (p. 96, vers. Pocock). Abulfaragio avea studiata la religione cristiana e le materie ecclesiastiche, ed aveva qualche vantaggio sui più ignoranti Musulmani.
[660] _Primus ex Graecorum genere in imperio confirmatus est_; o secondo un altro manoscritto di Paolo Diacono (l. III, c. 15, p. 443), _in Graecorum imperio_.
[661] _Qui linguam, mores, vestesque mutastis, putavit sanctissimus papa_ (ironia ben ardita), _ita vos (vobis) displicere Romanorum nomen. His nuncios_, forse i nuncii, _rogabant Nicephorum imperatorem Graecorum, ut cum Othone imperatore Romanorum amicitiam faceret_ (Luitprando, _in Legatione_, p. 486).
[662] Laonico Calcondila, che sopravisse all'ultimo assedio di Costantinopoli, racconta (l. I, p. 3) che Costantino trapiantò i Latini d'Italia in una città greca della Tracia; che questi pigliarono la lingua e i costumi del paese, e che si confusero gli oriundi del sito e i Latini di Bisanzio sotto il nome di Greci. I re di Costantinopoli, soggiunge lo storico, επι το οφας αυτους σεμνυνεσθαι Ρωμαιων βασιλεις τε και αυτοκρατορας αποκαλειν, Ελληνων δε βασιλεις ουκετι ουδαμη αξιουν _per esaltare sè stessi s'intitolavano re dai Romani ed imperatori, e non degnavano punto nè poco quello di re de' Greci._
[663] _V._ il Ducange (_C. P. Christiana_, l. II, p. 150, 151), che ha raccolte le testimonianze, non già di Teofane, ma di Zonara (t. II, l. XV, p. 104), Cedreno (p. 454), di Michele Glica (p. 281) e di Costantino Manasse (p. 87). Dopo avere confutata l'assurda accusa sparsa contro l'imperatore, lo Spanheim (_Hist. imaginum_, p. 99-111) parla da vero avvocato, e tenta di mettere in dubbio o di contestare l'esistenza del fuoco, e quasi della biblioteca.
[664] Secondo Malco, questo manoscritto d'Omero fu consunto dalle fiamme ai tempi di Basilico. Può essere stato rinnovato: ma in un budello di serpente! questo pare strano ed incredibile.
[665] L'αλογια _irragionevolezza_ di Zonara, e la αγρια και αμαθια _rusticità e ignoranza_ di Cedreno sono vocaboli energici, che forse conveniano molto bene a quelle due dinastie.
[666] _V._ Zonara (l. XVI, p. 160 e 161) e Cedreno (p. 549, 550). Leone il filosofo, come il monaco Bacone, fu trattato da Mago nel suo secolo ignorante; fu però minore l'ingiustizia se egli è l'autor degli oracoli più comunemente attribuiti all'imperatore dello stesso nome. Le opere di Leone sulle scienze fisiche stanno manoscritte nella biblioteca di Vienna (Fabricio, _Biblioth. graec._, t. VI, p. 366: t. XII, p. 781). _Quiescant!_
[667] Anckio (_De Scriptorib. Byzant._, p. 269-396) e Fabricio discutono alla distesa il carattere ecclesiastico e letterario di Fozio.
[668] Εις ασσυριους _agli Assirii_, non può significare altro che Bagdad, residenza del Califfo. Sarebbe stata curiosa ed istruttiva la relazione della sua ambasceria. Ma come potè egli procacciarsi tutti quei libri? Non avrà trovato a Bagdad una Biblioteca sì numerosa, nè avrà potuto trasportarla colle sue robe, ed è impossibile che se la recasse in testa. Pure quest'ultima supposizione, per quanto sembri incredibile, pare assistita dalla testimonianza di Fozio istesso, οσας αυτων η μνημη διεσωζε, _di quanti_ (di quei libri) _fece conserva la mia memoria_. Camusat (_Hist. critiq. des Journaux_, p. 87, 94) espone benissimo quanto concerne al myrio-biblion.
[669] _V._ gli articoli particolari di quei Greci moderni nella biblioteca greca di Fabricio, Opera dotta ma suscettiva di miglior metodo e di molti miglioramenti. Fabricio parla d'Eustazio (t. I, p. 289-292, 306-329), di Pselli (_Diatribe de Leon Allatius, ad calcem_, t. 5), di Costantino Porfirogeneta (t. VI, p. 486-509), di Giovanni Stobeo (t. VIII, p. 665-728), di Suida (t. IX, p. 620-827), di Giovanni Tzetze (t. XII, p. 245-273). Il Signor Harris, nei suoi _Philological Arrangements_ (_Opus senile_), ha dato un abbozzo di questa letteratura dei Greci di Bisanzio (p. 287-300).
[670] Gerardo Vossio (_De poetis graecis_, c. 6) ed il le Clerc (_Bibliothèque choisie_, t. XIX, p. 285) fan cenno, dietro l'oscura testimonianza o le ciarle del volgo, d'un commentario di Michele Psello sulle ventiquattro commedie di Menandro, che sussistevano manoscritte in Costantinopoli. Questi lavori classici non paiono compatibili colla gravità d'un erudito paziente, che sveniva sulle categorie (_De Psellis_, p. 42), ed è probabile che siasi confuso Michele Psello con Omero Sellio, che avea scritto gli argomenti delle commedie di Menandro. Suida nel duodecimo secolo numerava cinquanta commedie di questo autore; ma trascrive spesso l'antico Scoliasta d'Aristotile.
[671] Anna Comnena ha potuto insuperbirsi della purezza del suo grecizzare (το Ελληνιζειν ες ακρον εοπουδακυια, _studiosissima a cogliere il fiore della lingua greca_), e Zonara, contemporaneo ma non adulatore di lei, ha potuto aggiungere con verità γλωτταν ειχεν ακθιβως Αττικιζουσαν, _possedette la lingua assolutamente attica_. La principessa conoscea bene i Dialoghi dottissimi di Platone, il τετρακτυς o il _quadrivio_ dell'astrologia, la geometria, l'aritmetica e la musica. _V._ la sua prefazione dell'_Alessiade_ colle note del Ducange.
[672] Il Ducange, per criticare il gusto degli autori bisantini (_Praef. Gloss. graec._, p. 17), accumula le autorità d'Aulio Gellio, di Girolamo Petronio, di Giorgio Amartolo, e di Longino, che davano ad un'ora il precetto e l'esempio.
[673] I _versus politici_, quei prostituti, che, come dice Leone Allazio, per la loro facilità si danno in braccio a tutti, aveano per lo più quindici sillabe; furono usati da Costantino Manasse, da Giovanni Tzetze ec. (_V._ il Ducange, _Gloss. latin._, t. III, part. I, p. 345, 346, ediz. di Basilea, 1762).
[674] S. Bernardo è l'ultimo Padre della chiesa Latina, e San Giovanni Damasceno, che fiorì nell'ottavo secolo, è venerato come l'ultimo della chiesa Greca.
[675] _Essais_ di Hume, vol. I, p. 125.
FINE DEL DECIMO VOLUME.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL DECIMO VOLUME
CAPITOLO L. _Descrizione dell'Arabia e de' suoi abitatori. Nascita, carattere, e dottrina di Maometto. Predica alla Mecca. Fugge a Medina. Propaga la sua religione colla spada. Sommessione volontaria o sforzata degli Arabi. Sua morte e suoi successori. Pretensioni e trionfi di Alì e de' suoi discendenti._
A. D. Descrizione dell'Arabia _pag._ 6 Terreno e clima 7 Delle tre Arabie o dell'Arabia Deserta, dell'Arabia Petrea, e dell'Arabia Felice 10 Costumi de' Bedovini o Arabi pastori 10 Il cavallo 12 Il cammello 13 Città dell'Arabia 14 La Mecca 15 Suo commercio 16 Independenza nazionale degli Arabi 17 Loro libertà e loro carattere domestico 22 Guerre civili e vendette particolari 25 Tregua annuale 28 Loro qualità e loro virtù sociali 28 Loro amore per la poesia 30 Esempi di generosità 31 Loro antica idolatria 33 Il Caaba o tempio della Mecca 34 Sagrificii e cerimonie religiose 37 Introduzione dei Sabei 39 I Magi 41 Gli Ebrei 41 I Cristiani 41 569-609 Nascita ed educazione di Maometto 43 Liberazion della Mecca 45 Qualità del Profeta 47 Un solo Dio 51 Maometto appostolo di Dio ed ultimo dei Profeti 56 Mosè 58 Gesù 58 Il Corano 61 Miracoli 65 Precetti di Maometto, preghiere, digiuni e limosine 68 Risurrezione 72 L'inferno e il paradiso 73 609 Maometto predica alla Mecca 77 613-622 La tribù di Koreish s'oppone alla sua missione 82 622 È cacciato dalla Mecca 84 622 È ricevuto a Medina in qualità di principe 85 622-632 Sua dignità regia 88 Egli dichiara la guerra agli infedeli 89 Sua guerra difensiva contro i Coreisbiti della Mecca 94 623 Battaglia di Beder 95 628 D'Ohud 97 625 Le _nazioni_ o _la fossa_ 98 623-627 Maometto soggioga gli Ebrei dell'Arabia 99 629 Sommession della Mecca 101 629-632 Conquisto dell'Arabia 105 629-630 Prima guerra de' Maomettani contro l'impero Romano 109 632 Morte di Maometto 112 Suo carattere 117 Vita privata di Maometto 121 Sue mogli 122 Suoi figli 125 Carattere d'Alì 127 632 Regno d'Abubeker 128 634 D'Omar 129 644 D'Othmano 130 Discordia de' Turchi e de' Persiani 130 655 Morte d'Othmano 133 656-660 Regno d'Alì 134 655 o 661-680 Regno di Moawiyah 138 680 Morte d'Hosein 139 Posterità di Maometto e d'Alì 143 Trionfo di Maometto 146 Stabilità di sua religione 147 Del bene e del male da lui fatto nel suo paese 150
CAPITOLO LI. _Conquisto della Persia, della Sorìa, dell'Egitto, dell'Affrica e della Spagna, fatto dagli Arabi o Saracini. Impero de' Califfi o successori di Maometto. Situazione de' Cristiani sotto quel governo._
632 Unione degli Arabi 152 Carattere de' loro Califfi 155 Loro conquiste 158 632 Invasion della Persia 162 636 Battaglia di Cadesia 163 Fondazion di Bassora 166 637 Sacco di Modain 167 Fondazione di Cufa 169 637-651 Conquisto della Persia 171 651 Morte dell'ultimo re della Persia 174 712 Conquisto della Transoxiana 177 632 Invasion della Sorìa 178 Assedio di Bosra 182 633 Assedio di Damasco 185 633 13 luglio. Battaglia d'Aiznadin 188 Gli Arabi ritornano a Damasco 191 634 Damasco è presa d'assalto dopo essere stata presa per capitolazione 194 Persecuzione contro gli abitanti di Damasco 197 Fiera d'Abyla 200 635 Assedio d'Eliopoli e d'Emesa 202 636 novembre. Battaglia d'Yermuch 207 637 Conquisto di Gerusalemme 211 638 Conquisto d'Aleppo e d'Antiochia 216 638 Fuga d'Eraclio 220 Fine della guerra di Sorìa 225 633-639 I vincitori di Sorìa 225 639-655 Avanzamenti dei vincitori della Sorìa 228 Egitto. Carattere e vita d'Amrou 230 638 giugno. Invasion dell'Egitto 232 Le città di Menfi, di Babilonia, e del Cairo 234 638 Sommessione de' Cofti o Giacobiti 236 Biblioteca di Alessandria 245 Amministrazion dell'Egitto 250 Ricchezza e popolazione 251 647 Affrica. Prima invasione fatta da Abdallah 256 Il Prefetto Gregorio e sua figlia 258 Vittoria degli Arabi 259 665-689 Progressi de' Saracini in Affrica 263 670-675 Fondazione di Cairoan 268 692-698 Conquista di Cartagine 269 698-709 I Musulmani compiono il conquisto dell'Affrica 272 Adozione de' Mori 275 709 Spagna. Primi disegni degli Arabi su questo paese 276 Stato della monarchia de' Goti 276 710 Prima discesa degli Arabi in Ispagna 280 711 La seconda discesa 282 Loro vittoria 283 711 Distruzione della monarchia de' Goti 285 712-713 Conquisto della Spagna fatto da Musa 289 714 Disgrazia di Musa 294 Prosperità degli Spagnuoli sotto gli Arabi 297 Tolleranza religiosa 300 Propagazione del Maomettismo 301 Annientamento de' Magi della Persia 303 Decadenza e caduta del Cristianesimo in Affrica 308 1149 ec. E della Spagna 310 Il Cristianesimo tollerato dai Musulmani 311 Loro mali 312 718 L'impero dei Califfi 314
CAPITOLO LII. _I due assedii di Costantinopoli fatti dagli Arabi. Loro invasione in Francia, e loro sconfitta per opera di Carlo Martello. Guerra civile degli Ommiadi e degli Abbassidi. Letteratura degli Arabi. Lusso dei Califfi. Imprese navali contro l'isola di Creta, contro la Sicilia e Roma. Decadimento e divisione dell'impero de' Califfi. Sconfitte e trionfi degli imperatori Greci._