Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 09
Part 9
[52] Posso citare il giudizioso Basnagio (_ad._ t. I, _Variar. Lection. Canisii in praefat._, c. 2, p. 11-23) e La Croze, dotto universale (_Christianisme des Indes_, t. I, p. 16-20, de l'_Ethiopie_, p. 26, 27; _Thesaur. epist._ p. 176, ec., 283-285). Il suo libero parere su questo punto è confermato da quello de' suoi amici, Iablonski (_Thesaur. epist._ t. I, p. 193-201), Mosemio (_id._ p. 304, _Nestorium crimine caruisse est et mea sententia_); e non sarebbe agevol cosa trovare tre giudici più rispettabili. Assemani, pieno di sapere, ma ligio modestamente alle autorità, a gran pena può scoprire (_Bibliot. orient._ t. IV, p. 190-224) il delitto e l'errore dei Nestoriani.
[53] Sull'origine, e sui progressi della controversia di Nestorio fino al Concilio d'Efeso si trovano alcune particolarità in Socrate (l. VII. c. 32), in Evagrio (l. I, c. 1, 2), in Liberato (_Brev._, c. 1-4), negli Atti originali (_Concil._, t. III, p. 551-591, ediz. di Venezia, 1728), negli Annali di Baronio e di Pagi, e nelle fedeli Raccolte di Tillemont (_Mém. eccles._, t. XIV, p. 280-577).
[54] I Cristiani de' quattro primi secoli ignoravano come il luogo della morte, così quello della Sepoltura di Maria. Il Concilio, di cui qui favelliamo conferma la tradizione d'Efeso, che si credea posseditrice del suo corpo. (Ενθα ὅ θεολογος Іωαννης, και η θεοτοκος παρθενος η αγια Μαρια, _quivi giace il teologo Giovanni, e la Vergine Deipara Santa Maria._ _Concil._ t. III, p. 1102). Avendo però Gerusalemme le stesse pretensioni, ha mandate in dimenticanza quelle di Efeso; colà si mostrava ai pellegrini la vota sepoltura della Vergine; e di là è venuta la storia della sua risurrezione, e della sua assunzione, piamente credute dalle Chiese greche e latine[*]. _Vedi_ Baronio (_Annal. ecclés._ A. D. 48, n. 6, ec.) e Tillemont (_Mém. ecclés._ t. I, p. 467-477).
* _Non è meraviglia che l'Autore così si esprima intorno l'assunzione di Maria: egli era cristiano-protestante. La credenza, poi de' cattolici intorno a ciò è assai ben fondata sullo storico Eusebio, Vescovo di Cesarea del quarto secolo:_ Maria Virgo Christi Mater ad filium in Coelum assumitur, ita quidam fuisse sibi revelatum scribunt. _Eusebio in Chronico. Vedi Baronio, Annali an. 48 n. 6, e Tillemont, T. I, p. 467._ (Nota di N. N.)
[55] Gli Atti del Concilio di Calcedonia (_Concil._ t. IV, pag. 1405-1408) ne mostrano abbastanza quanto cieca fosse e pertinace l'adesione dei Vescovi d'Egitto ai lor patriarchi.
[56] Diversi affari civili od ecclesiastici ritennero i vescovi in Antiochia fino al 18 maggio. Da Antiochia ad Efeso si calcolavano trenta giornate; e non è troppo il supporre che per accidenti, o per riposare dovessero perdere dieci giorni. Senofonte, che fece la stessa strada, numera più di ducento sessanta parasanghe, o leghe; io potrei determinare questa misura consultando gli itinerari antichi e moderni, se conoscessi abbastanza la proporzion di velocità di un esercito, d'un Concilio, e d'una caravana. Tillemont medesimo, con qualche ripugnanza però, giustifica Giovanni d'Antiochia (_Mém. ecclés._ t. XIV, p. 386-389).
[57] Μεμφομενον μη κατα το δεοντα εν Εφεσω συντεθηναι υπομνηματα πανουργια δε και τινι αθεσμω καινοτομια κυριλλιου τεχναζοντος, _accusato mentre Cirillo inonestamente, con fraudolenza e con certe illegali mutilazioni s'ingegnava a falsificare in Efeso gli Atti._ (Evagrio l. I, c. 7). La medesima imputazione gli era data dal conte Ireneo; (t. III, p. 1249), e li critici ortodossi fanno un po' di fatica a difendere la purità delle copie greche e latine di quel Concilio.
[58] _Fu questo un Conciliabolo, e non un Concilio che non fu approvato dal Papa; colla distinzione di Concilio da Conciliabolo cessa ogni scandalo, ed ogni meraviglia; bisogna usare le distinzioni, il che sanno fare assai bene i teologi._ (Nota di N. N.)
[59] Ο δε επ’ ολεθρω των εηκλεσιων τοχθεις και τραφεις, _nato e cresciuto per la rovina delle Chiese._ Dopo la coalizione di S. Giovanni e di S. Cirillo, furono le invettive reciprocamente dimenticate. Per vane declamazioni non conviene illudersi intorno all'opinione, che da rispettabili nemici può essere inspirata per riguardo al loro merito scambievole (_Con._ t. III, p. 1244).
[60] _Vedi_ gli Atti del Sinodo d'Efeso nell'originale greco, e in una versione latina, che pubblicossi quasi nel medesimo tempo (Conc., t. III, p. 991-1339) col _Synodicon adversus tragoediam Irenaei_, t. IV, p. 235-497. _Vedi_ anche l'_Ist. eccl._ di Socrate (l. VII, c. 34), Evagrio (l. I, c. 3, 4, 5), il Breviario di Liberato (_in Concil._, t. VI, p. 419-459, c. 5, 6), e les _Mém. ecclés._ di Tillemont (t. XIV, p. 377-487).
[61] Ταραχλν (dice Teodosio in frasi interrotte) το γε επι σαυτω, και χωρισμον ταις εκκλησιαις εμβεβληκας.... ως θρασυτερας ορμης πρέπουης μαλλον η ακριβειας.... και ποικιλιας μαλλον τουτων ημιν αρκουσης ηπερ απλοτητος.... παντος μαλλον η ιερεως.... τα τε των εκκλησιων, τα τε των βασιλεων μελλειν χωριζειν βουλεσθαι, ως ουκ ουσης αφορμης ετερας ευδοκιμησεως, _così ti sei cacciato in cuore la discordia, e fra le chiese la dissensione.... con un impeto temerario, piuttosto che con zelo.... e con un procedere versatile, che ci ributta più in tali cose, in vece della schiettezza.... in modo più conveniente a tutt'altri, che ad un vescovo.... voler mettere a soqquadro gli affari della chiesa e dei re, quasi non ci fosse altra maniera d'acquistar gloria._ Vorrei sapere quanto abbia pagato Nestorio espressioni tanto pel suo rivale ingiuriose.
[62] S. Cirillo comparte ad Eutiche, a quell'eresiarca d'Eutiche, gli onorevoli nomi d'amico, di Santo e di zelante difensor della Fede. Suo fratello, Dalmazio, è parimenti impiegato a circonvenire l'Imperatore e tutti coloro che servivano la sua persona, _terribili conjuratione._ Synodicon (c. 203 _in Concil._ t. IV, p. 467).
[63] _Clerici qui hic sunt contristantur, quod ecclesia Alexandrina nudata sit hujus causa turbelae: et debet praeter illa quae hinc transmissa sint auri libras mille quingentas. Et nunc ei scriptum est ut proestet; sed de tua ecclesia proesta avaritiae quorum nostri etc._ Per qual caso non si sa, questa lettera originale e curiosa dell'arcidiacono S. Cirillo al nuovo vescovo di Costantinopoli, sua creatura, si è conservata in un'antica version latina (_Synodicon_, c. 203 _Concil._ t. IV, p. 465-468). Qui è quasi caduta la maschera, e i Santi parlano il linguaggio dell'interesse e del raggiro.
[64] I noiosi negoziati che succedettero al Sinodo d'Efeso sono raccontati alla lunga negli Atti originali (_Concil._ t. III, p. 1339-1771 _ad fin. vol._ e nel _Synodicon_, in t. IV), in Socrate (l. VII, c. 28, 35, 40, 41), in Evagrio (l. I. c. 6, 7, 8-12), in Liberato (c. 7-10), in Tillemont (_Mém. ecclés._ t. XIV, pag. 487-676). Il lettore il più paziente mi saprà grado se ho ristretto in poche linee tante cose false e poco ragionevoli.
[65] Αυτου τε αυδεηθεντος, επετραπν κατα το οικειον επαναζευσαι μοναστηριον, _dopo ch'ebbe parlato, gli fu permesso di tornarsene al suo monastero._ Evagrio (l. I, c. 7). Dalle lettere originali che si scontrano nel _Synodicon_ (c. 15-24, 25, 26) si raccoglie, che la sua abdicazione, almeno in apparenza, fu volontaria, come Ebed-Gesù, scrittore Nestoriano, afferma che lo fosse difatto. (Ap. Assemani, _Bibl. orient._ t. III, p. 299-302).
[66] Vedi le lettere dell'Imperatore negli Atti del Sinodo d'Efeso. (_Concil._ t. III, p. 1730-1735). L'odioso nome di Simoniani dato ai discepoli di questa τερατωδους διδασκαλιας, _prodigiosa scuola_ era indicato ως αν ονειδεσι προβλεθεντες σιωνιον υπομενοιεν τιμ ωριαν αμαρτηματων, και μητε ζωντας τιμωριας μητε θανοντας ατιμιας εκτοι υπαρχειν, _acciocchè colpiti dalle maledizioni sempre soffrano la pena degli errori, e non possano nè vivi sfuggire il gastigo, nè morti l'infamia._ E così si trattavano a vicenda i Cristiani, e Cristiani che non eran differenti fra loro che per alcune parole e picciole distinzioni.
[67] I gravi giureconsulti (_Pandette_ l. XLVIII, _tit. 22 leg. 7_), diedero questo nome metaforico d'isole a quelle picciole porzioni dei deserti della Libia, nelle quali si trova acqua e verdura; tre se ne distinguono sotto la denominazione comune di _Oasi_ o d'_Alvahat._ 1. Il tempio di Giove Ammone. 2. L'Oasi del mezzo, distante tre giornate all'occidente da Licopoli. 3. L'Oasi meridionale, dove fu esiliato Nestorio, tre sole giornate lontano dai confini della Nubia. _Vedi_ una nota giudiziosa di Michaelis (_ad Descr. Aegypt._ Abulfedae, p. 21-54).
[68] L'invito che chiamava Nestorio al Sinodo di Calcedonia, è riportato da Zaccaria, vescovo di Malta ( Evagr. l. II, c. 2. Assemani, _Bibl. orient._ t. II, p. 55), e dal famoso Senaia o Filosseno, vescovo di Ieropoli (Asseman,_ Bibl. orient._ t. II, p. 40 ec.), negato poi da Evagrio ed Assemani, o fortemente sostenuto da La Croze (_Thesaur. Epist._ tom. III, p. 181, ec.). Il fatto non è inverosimile; ma importava ai Monofisiti a spargere questa voce ingiuriosa. Eutichio (t. II, pag. 12) ne assicura, che Nestorio morì dopo un esilio di sett'anni, e per conseguente dieci anni prima del Concilio di Calcedonia.
[69] Si consulti d'Anville (_Mém. sur l'Egypte_, p. 191), Pocock (_Description de l'Orient_, vol. I, p. 76), Abulfeda (_Descriptio Aegypt._, p. 14). Vedasi pure Michaelis, suo commentatore (_Not._ p. 78-83), e il Geografo di Nubia (p. 42), il quale cita nel dodicesimo secolo le ruine e le canne da zucchero di Akmim.
[70] Eutichio (_Annal._ t. II. p. 12), e Gregorio Bar-Ebreo, o Abulfaragio (Assemano t. II, p. 316), ci danno un sentore della credulità del decimo o tredicesimo secolo.
[71] Siam debitori ad Evagrio (l. I, c. 7) di alcuni estratti di lettere di Nestorio; ma questo fanatico duro, e stupido non fa che ingiuriare i patimenti, di cui fanno una dipintura sì compassionevole.
[72] _Dixi Cyrillum dum viveret, auctoritate sua effecisse, ne eutychianismus et monophysitarum error in nervum erumperet: idaque verum puto... alique... honesto modo_ παλινωδιαν (_la ritrattazione_) _cecinerat._ Il dotto ma circospetto Jablonski non sempre ha detta tutta intera la verità. _Cum Cyrillo lenius omnino egi, quam si tecum aut cum aliis rei hujus probe gnaris et aequis rerum aestimatoribus sermones privatos conferrem._ (_Thesaurus epist._, La Croze t. I, p. 197, 198). Da questo passo ricevono molta luce le sue dissertazioni sopra la controversia suscitata da Nestorio.
[73] Η αγια συυοδος ειπεν, αρον, καυσον Ευσεβιον, ουτος ζων καη, ουτος εις δυο γενηται, ω εμερισε μερισθη.... ει τις λεγει δυο, αναθεμα, _disse il santo Sinodo: si scacci, si abbruci Eusebio, sia arso vivo, sia fatto in due, sia diviso come egli ha diviso.... a chi dice due Nature, anatema._ Alla domanda di Dioscoro quelli che non poterono gridare (βοςσαι) alzaron le mani. Nel Concilio di Calcedonia sursero gli Orientali contro queste esclamazioni, ma gli Egiziani dichiararono in un modo più conseguente ταυτα και τοτε ειπομεν και νον λεγομεν, _questo e allora dicemmo, ed ora ripetiamo_ (_Con._ t. IV, p. 1012).
[74] _Questo Concilio II d'Efeso fu pure un Conciliabolo, e non è da meravigliarsi, che in cotale assemblea, e nelle simili, i Vescovi, e specialmente Dioscoro Patriarca d'Alessandria succeduto a S. Cirillo, si sieno dati ad eccessi, che la ragione, e l'Evangelo disapprovano altamente. Il Papa Leone I nel suo Concilio provinciale di Roma condannò questo_ Conciliabolo, _e disapprovò il suo procedere. I disordini ed eccessi avvenuti ne' Conciliaboli altro non provano se non che i Vescovi sono uomini come tutti sanno. Il Cattolico deve badare alle decisioni, ed al procedere dei Concilii regolari, ed approvati dal Papa o direttamente o per mezzo de' suoi Legati, o Procuratori._
[75] Ελεγε δε (Eusebio, vescovo di Dorilea) τον φλαβιανον και αναιρεθηναι προς Διοσκορω αθουμενον τε και λακτιξομενον, _disse che Flaviano fu maltrattato da Dioscoro, percosso e respinto a calci_, e questa relazione d'Evagrio (l. II, c. 2) viene rafforzata dallo storico Zonara (t. II, l. XIII, p. 44), che afferma, esser uso Dioscoro a dar calci come un mulo. Ma il linguaggio di Liberato è più circospetto (_Brev._ c. 12, _in Concil._ t. VI, p. 438), e gli Atti del Concilio di Calcedonia, prodighi dei titoli d'omicida, di Caino ec., non giustificano un'accusa tanto speciale. Il monaco Barsuma è incolpato in particolare, εσφαξε τον μακαριον φλαυιανον αυτος εστηκε και ελεγε σφαξον, _d'avere straziato il beato Flaviano il quale, senza moversi, dicea, strazia pure._ (_Concil._ t. IV, p. 1413).
[76] Gli Atti del Concilio di Calcedonia (_Conc._ t. IV, p. 761-2071), comprendono quelli d'Efeso, (pag. 890-1189), nei quali è pure inserito il Sinodo di Costantinopoli sotto Flaviano (pag. 930-1072): fa d'uopo qualche attenzione per discernere questo doppio inesto. Tutto ciò che si riferisce ad Eutiche, a Flaviano, a Dioscoro vien raccontato da Evagrio (l. I, c. 9-12, e l. II, c. 1, 2, 3, 4), e da Liberato (_Prev._ c. 11, 12, 13, 14). Io rimando ancora questa volta, e forse per l'ultima alle esatte ricerche di Tillemont (_Mém. ecclés._ t. XV, p. 479-719). Gli annali del Baronio e del Pagi m'accompagneranno anco più in là nel lungo e penoso viaggio da me intrapreso.
[77] Μαλιςα η περιβοντος Πανσοφια η καλουμενη Ορεινη (forse Ειρηνη), περι ησ και ο πολυανθροποσ τησ Αλεξανδρεων δημος αφηκε φωνην αυτης τε και του εραςου μεμνημενος, _soprattutto la famosa Pansofia denominata Orine_ (forse _Irene_) _per la quale anche il numeroso popolo d'Alessandria abiurò la memoria di lei e del drudo_ (_Concil._ t. IV, p. 1276). Si trova un saggio dello spirito e della malizia del popolo nell'antologia greca (l. II, c. 5, p. 188 ed. Wechel); l'editor Brodeo non conobbe a chi fosse applicato. L'autor anonimo dell'epigramma forma un giuoco di parole assai frizzante sulla frase del saluto episcopale «_La pace sia con tutti voi_» pari al nome vero o corrotto della concubina del vescovo, detta Irene (che in greco vuol dir pace).
Ειρηνη παντεσσιν επισκοπος ειπεν επελθων Πως δυναται πασιν ην μονοσ ενδος εχει;
_Comparando il vescovo disse: pace (Irene) a tutti; ma come a tutti, se l'ha in casa egli solo!_
Non so, se il Patriarca, che sembra essere stato un amante geloso sia il Cimone dell'epigramma precedente, di cui Priapo medesimo vedea con istupore ed invidia πεος εστεκος.
[78] _Non v'era bisogno di manifestare cose così dispiacevoli a' credenti: si sa che vi furono, e vi saranno Vescovi peccatori; il tribunale della Penitenza è fatto anche per essi._
[79] Quelli che rispettano l'infallibilità dei Concilii dovrebbero provarsi a determinare il senso di quella decisione. I Vescovi che colla loro opinione dieder legge all'assemblea erano attorniati da scrivani infedeli o negligenti, che disseminarono le copie pel Mondo. Nei nostri MS. greci si trova quella versione falsa e proscritta di εκ τον φυσεων, _dalle nature_ (_Concil._ t. III, p. 1460). Non pare che siasi mai avuta una traduzione autentica dello scritto di Papa Leone; e le antiche versioni latine sono essenzialmente differenti dalla vulgata attuale, secondo i migliori MS. degli Ακοιμητοι, _Vigilanti_, a Costantinopoli, (Ducange, _C. P. Cristiana_, l. IV, p. 151), che così era chiamato un celebre monastero di Latini, di Greci e di Sirii. (Vedi _Concil._ t. IV, p. 1959-2049, e Pagi, _Critica_, t. II, p. 326 ec.).
[80] _Non si devono trattare con figure rettoriche, che racchiudono uno scherzo, materie per se stesse gravissime, e rispettabili; bisogna maneggiarle colla ragione teologica._ (Nota di N. N.)
[81] Il microscopio di Petavio non rappresenta che oscuramente questa particella (t. V, l. III, c. 5); eppure quel sottil Teologo esso stesso n'è sbigottito, _ne quis fortasse supervacaneam, et nimis anxiam putet hujusmodi vocularum inquisitionem, et ab instituti theologi gravitate alienam_ (p. 124).
[82] Εβοησαν η ο ορος κρατειτω η απερχομεθα.... οι αντιλεγοντες φανεροι γενωνται, οι αντιλεγοντες Νεςοριανοι εισιν, οι αντελεγοντες εις Ρωμην απελτοσιν, _gridarono, o si assegni il termine, o andiamcene.... si palesino gli avversari, gli avversari sono Nestoriani, vadano gli avversari a Roma_ (=Concil.= t. IV, p. 1449). Evagrio e Liberato non mostrano questo Concilio che in un aspetto pacifico, e scorrono prudentemente su queste brage _suppositos cineri doloso._
[83] _I Cristiani de' nostri giorni prudentemente alieni da controversie, e da turbolenze, credano ciecamente alle parole del Credo, e della buona dottrina teologica, le quali esprimano misterii, ch'essi riveriscono senza correre il pericolo dei ragionamenti._ (Nota di N. N.)
[84] _Vedi_ nell'Appendice agli Atti di Calcedonia, la conferma di questo Sinodo fatta da Marciano, (_Concil._ t. IV, pag. 1781, 1783), le sue lettere ai monaci d'Alessandria (p. 1791), a quei del monte Sinai, (p. 1793), a quei di Gerusalemme e di Palestina (pag. 1798), le sue leggi contro gli Eutichiani (p. 1809, 1811, 1831), il carteggio di Leone coi Sinodi provinciali intorno la rivoluzion d'Alessandria. (p. 1835-1930).
[85] Fozio (o più veramente Eulogio d'Alessandria) in un bel passo della sua opera confessa, che par ben fondata questa doppia accusa contro Papa Leone e il suo Concilio di Calcedonia (_Bibl. cod._ CCXXV, p. 768). Facea egli una doppia guerra ai nemici della Chiesa e feriva l'uno o l'altro di costoro cogli strali del suo avversario κατ’αλληλοις βελεσι τους αντιπαλους επετροσκε. Parea che stabilisse contro Nestorio συγχυσις, _la confusione delle Nature_ dei Monofisiti; contro Eutiche confermasse υποσασεων διαφορα, _la diversità di sostanze_ dei Nestoriani. Dice l'apologista, che bisogna interpretare con carità le azioni dei Santi: se si fosse proceduto così riguardo agli eretici le controversie si sarebbero terminate in vani schiamazzi esalati per l'aria.
[86] Era soprannominato Αιλουρος, _il gatto_, in grazia delle sue corse notturne. In mezzo all'oscurità, e mascherato girava attorno alle celle del monastero, e dirigeva ai suoi confratelli addormentati parole ch'erano credute rivelazioni (_Theo. Lector._ l. I).
[87] Φονους τε τολμηναι μυριους, αιματων πληθει μολυνθηναι μη μονον την γην αλλακαι αυτον αερα, essersi sofferte stragi a migliaia, dalla piena di sangue essere stata contaminata, _non la sola terra, ma l'aria stessa._ Tal'è il linguaggio iperbolico dell'Ennotico.
[88] _Vedi_ la Cronica di Vittore Tunninense, nelle Lezioni antiche di Canisio, ristampate da Basnagio (t. 1, p. 326.)
[89] L'Ennotico è stato trascritto da Evagrio, (l. III, c. 13) e tradotto da Liberato (_Brev._ c. 18). Pagi (_Critica_, t. II, p. 411), ed Assemani (_Bibl. orient._ t. I, p. 343), non ci vedeano eresia di sorta; ma Petavio (_Dogm. Theolog._ t. V, l. I, c. 13, p. 40) si è fatta lecita una assai strana asserzione, dicendo, _Calcedonensem ascivit._ Un suo nemico potrebbe dargli l'accusa di non aver mai letto l'Ennotico.
[90] _Vedi_ Renaudot (_Hist. Patriarch. Alex._ p. 123, 131, 145, 195, 247). Furono riconciliati da Marco I (A. D. 799-819) il quale promosse i Capi ai vescovadi di Atribis e di Talba, forse Tava, (_Vedi_ d'Anville p. 87) e supplì alla mancanza dei Sacramenti che non erano stati conferiti in una Ordinazione episcopale.
[91] _De his quos baptisavit, quos ordinavit Acacius, maiorum traditione confectam et veram, praecipue religiosae sollicitudini congruam praebemus sine difficultate medicinam._ (Gelasio in _epist. 1 ad Euphemium. Conc._ t. V, p. 286). La proferta d'una medicina prova la malattia, e molti saran periti, prima che arrivasse il medico Romano. Tillemont medesimo (_Mém. ecclés._ t. XVI, p. 372, 642, etc.) è nauseato dal naturale orgoglio e poco caritatevole dei Papi; presentemente son contenti, egli dice, d'invocar S. Flaviano d'Antiochia e S. Elia di Gerusalemme ec. a cui quando eran viventi ricusavan la comunione. Ma il cardinal Baronio sta saldo e duro come la rupe di S. Pietro.
[92] Se ne cancellarono i nomi dal dittico della Chiesa: _ex venerabili diptycho, in quo piae memoriae transitum ad coelum habentium episcoporum vocabula continentur._ (_Concil._ t. IV, p. 1846). Questo registro ecclesiastico equivaleva dunque al libro della vita.
[93] Petavio (_Dogmat. Theolog._ t. V, l. V, c. 2, 3, 4, p. 217-225), e Tillemont (_Mém. ecclés._ t. XIV, p. 713, etc. 799), ci danno la storia e la dottrina del Trisagion; nei dodici secoli che passarono fra Isaia e il giovanetto S. Proculo, che fu rapito in Cielo alla presenza del vescovo e del popolo di Costantinopoli, era stato ben perfezionato questo Inno. Intese il giovanetto queste parole dalla bocca degli angeli. «Santo Dio! Santo forte! Santo immortale!»
[94] Pietro Gnafeo, il Gualchieraio, (mestiere ch'egli facea nel suo monastero) patriarca d'Antiochia. La sua noiosa storia si discute lungamente negli annali di Pagi (A. D. 477-490), e in una dissertazione del signor di Valois sulla fine del suo Evagrio.
[95] I cenni che si riferiscono alle turbolenze accadute sotto il regno d'Anastasio si trovano sparsi qua e là nelle Croniche di Vittore, di Marcellino e di Teofane. L'ultima non era pubblicata al tempo di Baronio; il Pagi, suo censore, è più copioso e più esatto nelle citazioni.
[96] _Tali erano i gridi di una truppa di Monaci tumultuanti, e sediziosi, disapprovati dai veri Cristiani, che amano la pace, e che sono obbedienti ai loro Sovrani._ (Nota di N. N.)
[97] _I veri seguaci di Cristo, Dio di Pace, disapprovano queste guerre, queste ribellioni, e questi massacri promossi da monaci, e da preti, che si scostarono intieramente dalle massime cristiane le quali insegnano doversi usare la persuasione, e non la forza, ed aver sempre tolleranza ed amore._ (Nota di N. N.)
[98] I fatti generali della storia dal Concilio di Calcedonia sino alla morte d'Anastasio sono registrati nel Breviario di Liberato (c. 14-19), nel secondo e terzo libro di Evagrio, nell'estratto dei due libri di Teodoro Lettore, negli Atti dei Sinodi e nella Epistole de' Papi (_Concil._ t. V). Le particolarità successive si trovano con qualche confusione nei tomi decimoquinto e decimosesto delle _Mém. ecclés._ del Tillemont. Io debbo qui prender commiato da questa guida impareggiabile, la quale fa dimenticare la sua cieca divozione coi pregi eruditi, colla cura che pone nelle sue ricerche, colla veracità ed esattezza scrupolosa che osserva. Gl'impedì la morte di terminare come aveva intenzione il sesto secolo della Chiesa e dell'Impero.
[99] Le accuse degli aneddotti di Procopio (c. 11, 13, 18, 27, 28), colle dotte annotazioni d'Alemanno son confermate, anzi che contraddette dagli Atti dei Concilii, dal quarto libro d'Evagrio, e dalle lagnanze dell'Africano Facondo in un duodecimo libro _de tribus capitalis; cum videri doctus appetit importune.... spontaneis quaestionibus ecclesiam turbat._ (_Vedi_ Procopio _de Bell. Goth._ l. III, c. 35).
[100] Procopio, _De Aedific._ l. I, c. 6, 7, etc., _passim._
[101] ’Ος δε καθηται αφυλακτος ες επι λεσχης τινος αωρι νυκτον ομου τοις των ιερεον γερουσιν ασχετον ανακυκλειν τα Χριστιανον λογια σπουδην εχων. (Procopio, _De bell. goth._ l. III, c. 32). L'autore della vita di S. Eutichio (_apud._ Alleman. _ad_ Procop., _Arcan._ c. 18) fa la stessa pittura di Giustiniano, ma coll'intenzione di lodarlo.
[102] Procopio che espone questi sensi saggi e moderati (_De Bell. goth._ l. I, c. 3), è trattato per ciò duramente nella Prefazione di Alemanno, che lo mette nella lista de' _cristiani politici_; _sed longe verius haeresium omnium sentinas, prorsusque atheos_: Atei abbominevoli, che raccomandavano d'imitare la bontà di Dio verso gli uomini (_Ad. Hist. Arcan._ c. 13).