Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 07

Part 27

Chapter 273,579 wordsPublic domain

[501] Vedi il Libro della Genesi (XII, 10) e l'amministrazione di Giuseppe. Gli annali de' Greci convengono con quelli degli Ebrei, quanto all'antichità delle arti, e dell'abbondanza d'Egitto: ma quest'antichità suppone una lunga serie di progressi: e Warburton, ch'è quasi oppresso dalla Cronologia Ebrea, ricorre alla Samaritana (_Divin. Legat. Tom. III p. 29_ ec.)

[502] Otto milioni di modj Romani, oltre una contribuzione di 80,000 aurei per le spese del trasporto per mare, da cui furono i sudditi graziosamente liberati. Vedi l'Editto XIII di Giustiniano; i numeri sono determinati e verificati dall'accordo de' Testi Greco e Latino.

[503] _Iliad_, VI, 289. Quei veli di vari colori, πεπλοι παμποικιλοι, eran opere delle donne Sidonie. Ma questo passo fa più onore alle manifatture che alla navigazione della Fenicia, donde s'erano trasportate a Troia in navi Frigie.

[504] Vedi in Ovidio (_de art. amandi III 269_ ec.) una lista poetica di dodici colori tratti da' fiori, dagli elementi ec. Ma è quasi impossibile distinguere con parole tutte le delicate e varie specie sì dell'arte che della natura.

[505] Mediante la scoperta della cocciniglia ec. noi di gran lunga sorpassiamo i colori degli antichi. La loro porpora Reale aveva un forte odore, ed un coloro scuro come il sangue di toro; _Obscuritas rubens_ (dice Cassiodoro _Var. I 2_), _nigredo sanguinea_. Il Presidente Goguet (_Origine des Loix et des Arts P. II L. 2 c. 2 p. 184, 215_) diletta e soddisfa il Lettore. Io dubito se il suo libro, specialmente in Inghilterra, sia tanto noto quanto merita.

[506] Si sono in altre occasioni accennate le prove istoriche di tal gelosia, e se ne sarebbero potute addurre molte di più, ma gli atti arbitrari del dispotismo venivan giustificati dalle sobrie e generali dichiarazioni della Legge (_Cod. Teodos. Lib. X Tit. 21 Leg. 3 Cod. Giustin. Lib. XI Tit. 8 Leg. 5_). Se ne fece una necessaria restrizione, ed una permissione umiliante rispetto alle _mime_ o alle ballerine (_Cod. Teod. Lib. XV Tit. VII Leg. 11_).

[507] Nell'istoria degl'Insetti (molto più maravigliosa che le metamorfosi d'Ovidio) il baco da seta tiene un posto distinto. Il Bombice dell'Isola di Ceos, quale vien descritto da Plinio (_Hist. Nat. XI, 26, 27_ con le note de' dotti Gesuiti Arduino, e Brotier) può illustrarsi mediante una simile specie, che si trova nella China (_Memoires sur les Chinois. Tom. II p. 575, 598_): ma il nostro baco da seta, ugualmente che il gelso bianco, non eran noti a Teofrasto, nè a Plinio.

[508] _Georgic. II, 121. Serica quando venerint in usum planissime non scio; suspicor tamen in Julii Caesaris aevo, nam ante non invenio_, dice Giusto Lipsio (_Excursus I ad Tacit. Annal. II, 32_). Vedi Dione Cassio (_Lib. XLIII p. 358 Edit. Reimar._) e Pausania (_Lib. VI p. 519_), il primo che descriva, sebbene stranamente, l'insetto Chinese.

[509] _Tam longinquo orbe petitur, ut in publico matrona transluceat.... ut denudet foeminas vestis_ (Plin. VI, 20. XI, 21). Varrone, e Publio Siro avevano già scherzato sulla _Toga vitrea, ventus textilis, et nebula linea_ (_Horat. ermon I, 2, 101_ con le note del Torrent e di Dacier).

[510] Sopra la tessitura, i colori, i nomi e l'uso degli ornamenti di seta, di mezza seta e di lino dell'antichità vedansi le diffuse, profonde ed oscure ricerche del gran Salmasio (_in Hist. August. p. 127,309, 310, 339, 341, 342, 344, 338, 391, 395, 513_), che però non conosceva il più comune commercio di Digione, o di Leida.

[511] Flavio Vopisco in _Aurelian. c._ 45 _in Hist, Aug. p._ 224 Vedi Salmas. _ad Hist. Aug. p. 392_ e Plinian. Exerc. _in Solinum p. 694, 695_. Gli Aneddoti di Procopio (c. 25) fissano in modo parziale ed imperfetto il prezzo della seta al tempo di Giustiniano.

[512] Procopio _de Aedif. l. III c. 1_. Queste _Pinne di mare_ si trovano vicino a Smirne, in Sicilia, in Corsica, ed in Minorca: e fu presentato al Pontefice Benedetto XIV un par di guanti di questa sorte di seta.

[513] Procopio _Persic. Lib. I c. 20. Lib. II c. 25 Gothic. l. IV c. 17_. Menandro _in Excerpt. Legat. p. 107_. Isidoro de Charax (_in Stathmis Parthicis p. 7, 8_ ap. Hudson _Geogr. minor. Tom. II_) ha notato le strade, ed Ammiano Marcellino (_Lib. XXIII c. 6 p. 400_) ha enumerato le Province dell'Impero Panico e Persiano.

[514] La cieca ammirazione de' Gesuiti confonde i differenti periodi della Storia Chinese. Questi vengono con maggiore critica distinti dal Guignes (_Hist. des Huns Tom._ I p. I _nelle Tavole, Part._ 2 _nella Geografia; Mem. de l'Academ. des Inscript. Tom._ XXXII, XXXVI, XLII, XLIII) che scuopre il successivo progresso della verità degli annali e della estensione della Monarchia, fino all'Era Cristiana. Egli con occhio curioso ha cercato le connessioni della nazion Chinese con le Occidentali: ma queste son tenui, casuali, ed oscure; nè avrebbero i Romani mai sospettato, che i Seri, o Chinesi possedessero un Impero non inferiore al loro.

[515] Si possono investigare le strade dalla China alla Persia ed all'Indostan nelle relazioni di Hackluyt, e Thevenot, degli ambasciatori di Sharokh, d'Antonio Ienkinson, del P. Greuber ec. Vedi anche i viaggi d'Hanmay Vol. I p. 345, 357. Ultimamente si è tentata una comunicazione per mezzo del Tibet dagl'Inglesi Sovrani di Bengala.

[516] Intorno alla Navigazione Chinese fino a Malacca ed Achin, e forse fino a Ceylan, vedi Renaudot (_sopra i due viaggiatori maomettani p. 8, 11, 13, 17, 141, 157_), Dampier (_Vol. II pag. 136_), l'Istoria filosofica delle due Indie (_Tom. I p. 98_), e l'Istoria generale de' viaggi (_Tom. VI p. 201_).

[517] La cognizione o piuttosto l'ignoranza di Strabone, di Plinio, di Tolomeo, d'Arriano, di Marciano ec. rispetto alle regioni orientali del Capo Comorin è dottamente illustrata dal Danville (Antiquité Geographique de l'Inde, specialmente a p. 161, 198). Si è migliorata la nostra Geografia dell'Indie per mezzo del commercio e della conquista: e si è schiarita dall'eccellenti Carte e Memorie del Maggior Rennel. S'egli estende la sfera delle sue ricerche con la medesima critica, sagacità e cognizione, succederà e forse sarà preferibile al primo fra' moderni Geografi.

[518] La Taprobana di Plinio (VI 24), di Solino (c. 53), di Salmasio (_Plinian. Exercit. pag. 781, 782_), e della maggior parte degli Antichi, i quali spesso confondono le Isole di Ceylan e di Sumatra, viene più chiaramente descritta da Cosimo Indicopleuste. Pure anche il Topografo Cristiano ne ha esagerato le dimensioni. Le notizie, che dà sul commercio Indiano e Chinese, son rare e curiose (_l._ II p. 138 _L. XI 337, 338. Edit. Montfaucon_).

[519] Vedi Procopio (_Persic. L. II c. 20_). Cosimo somministra interessanti notizie intorno al porto, ed all'iscrizione d'Aduli (_Topograph. Christ. l. II p. 138, 140, 143_) ed al commercio degli Assumiti lungo le coste affricane della Barberia o Zingi (_p. 138, 139_) fino a Taprobana (_Lib. XI p. 339_).

[520] Vedi le missioni Cristiane all'Indie presso Cosimo (_L. III p. 178, 179 L. XI p. 337_), e si consulti Asseman. (_Bibliothec. Orient. Tom. IV p. 413, 548_).

[521] L'invenzione, la manifattura, e l'uso generale della seta nella China si può vedere presso il Duhalde (_Description generale de la Chine Tom. II p. 165, 205, 223_). La Provincia di Chekian è la più rinomata, sì per la quantità, che per la qualità di essa.

[522] Procopio (_L. VIII Gothic. IV c. 17_), Teofane Bizantin. (ap. _Phot. Cod. LXXXIV p. 38_), Zonara (_T. II l. XIV p. 69_). Il Pagi, (_Tom. II p. 602_) pone all'anno 552 questo memorabil trasporto. Menandro (_in Excerpt. Leg. p. 107_) riferisce l'ammirazione de' Sogdoiti: e Teofilatto Simocatta (_L. VII c. 9_) oscuramente presenta i due regni rivali nella China, Paese della seta.

[523] Cosimo, soprannominato Indicopleuste, o sia il Navigatore Indiano, fece il suo viaggio verso l'anno 522; e fra gli anni 535 e 547 compose in Alessandria la Topografia Cristiana (Montfaucon _Praef. c. 1_), nella quale confuta la empia opinione, che la terra sia un globo: e Fozio aveva letto quest'Opera (_Cod. XXXVI p. 9, 10_) che dimostra i pregiudizi d'un Monaco, uniti alla cognizione d'un Mercante: la parte più valutabile di essa fu pubblicata in francese ed in greco da Melchisedec Thevenot (_Rélations curieuses P. 1_) e dipoi tutta insieme in una splendida Edizione dal P. Montfaucon (_Nova collectio Patrum_. _Paris, 1707 2 Vol. in fol. Tom. II p. 113, 346_). Ma l'Editore, ch'era Teologo, arrossirebbe di non avere scoperto in Cosimo la eresia Nestoriana, che si è svelata dal La Croze (_Christianisme des Indes Tom. I p. 40, 56_).

[524] Evagrio (_L. III c. 39, 40_) è minuto e grato, ma si irrita contro Zosimo, perchè calunnia il gran Costantino. L'umanità d'Anastasio fu diligente ed artificiosa nel raccogliere tutte le circostanze e le memorie di quella tassa: i Padri per pagarla venivano talvolta costretti a prostituire le loro figlie (Zosimo _Histor. L. II c. 38 p. 165, 166 Lipsiae 1784_). Timoteo di Gaza prese un avvenimento di questa specie per soggetto d'una tragedia (Suida _Tom. III p. 475_) che contribuì a fare abolire il tributo (Cedrono _p. 35_). Felice esempio (se è vero) dell'utilità del Teatro.

[525] Vedi Giosuè Stilite nella Biblioteca Orient. dell'Assemanno (Tom. I p. 268). Di questa tassa di Capitazione fa leggiermente menzione la Cronica d'Edessa.

[526] Procopio stabilisce questa somma (_Anecd. c. 19_) sulla relazione de' Tesorieri medesimi. Tiberio aveva _vicies ter millies_: ma il suo Impero era assai diverso da quello d'Anastasio.

[527] Evagrio (_L. IV c. 30_) nella seguente generazione era moderato e bene istruito: e Zonara (_Lib. XIV c. 61_) nel XII secolo aveva letto attentamente, e pensato senza prevenzione: pure i loro colori son quasi così neri come quegli degli Aneddoti.

[528] Procopio (_Anecd. c. 30_) riferisce le oziose congetture di quel tempo. La morte di Giustiniano, dice l'Istorico segreto, manifesterà la sua ricchezza, o povertà.

[529] Vedi Corippo _De Laudib. Justini Aug. L. II 260 ec. 304 ec._

_Plurima sunt vivo nimium neglecta parenti,_ _Unde tot exhaustus contraxit debita Fiscus._

Si portarono da robuste braccia nell'Ippodromo delle centinaia di libbre d'oro; _Debita genitoris persolvit, cauta recepit_.

[530] Gli Aneddoti (_c. 11, 14, 18, 20, 30_) somministrano molti fatti, e più querele.

[531] Un centinaio ne fu rimesso a Scitopoli, Capitale della seconda Palestina, e dodici al rimanente della Provincia. L'Alemanno (_p. 59_) produce onestamente questo fatto rilevato da una vita manoscritta di S. Saba composta da Cirillo di lui discepolo, ch'era nella Libreria Vaticana, e poi fu pubblicata dal Cotelerio.

[532] Gio. Malala (Tom. II p. 232) parla della mancanza del pane, e Zonara (_L. XIV pag. 63_) de' tubi di piombo, che Giustiniano, o i suoi Ministri tolsero dagli acquedotti.

[533] Per un Aureo, ch'era la sesta parte d'un oncia di oro, invece di 210 folli, o sia once di rame, ne diede solamente 180. Una sproporzione del valore della moneta sotto il prezzo comune, doveva tosto produrre una scarsità nella moneta bassa. In Inghilterra dodici soldi in moneta di rame non si venderebbero più di sette soldi (Smith _Ricerche sulla ricchezza delle Nazioni Vol. I p. 49_). Quanto alla moneta d'oro di Giustiniano. Vedi Evagrio _L. IV c. 30_.

[534] Il giuramento è concepito ne' termini più formidabili (_Novell. VIII Tit. 3_). I trasgressori usano contro di se medesimi queste imprecazioni; _quidquid habent telorum armamentaria Coeli_, a partecipare l'infamia di Giuda, la lebbra di Giezi, il tremor di Caino ec. oltre tutte le pene temporali.

[535] Luciano (_in Toxare c. 22, 23 Tom. II p. 530_) riferisce un simile o anche più generoso atto d'amicizia d'Eudamida di Corinto; e tal istoria ha prodotto un'ingegnosa, ma debole commedia di Fontanelle.

[536] Gio. Malala Tom. II p. 101, 102, 103.

[537] Anatolio, uno di questi, perì in occasione d'un terremoto... senza dubbio per giusto giudizio di Dio! I lamenti e clamori del Popolo presso Agatia (_L. V p. 146, 147_) fanno quasi eco agli Aneddoti. _L'aliena pecunia reddenda_ di Corippo (_L. II, 381 ec._) non è molt'onorevole per la memoria di Giustiniano.

[538] Vedi l'istoria ed il carattere di Giovanni di Cappadocia in Procopio (_Persic. L. I c. 24, 25. L. II c. 30. Vandal. L. I c. 13. Anecd. c. 2, 17, 22_). La concordanza della Istoria con gli Aneddoti è una mortal ferita per la riputazione del Prefetto.

[539] Ου γαρ αλλα ουδεν ες γραμματιστους φοιτων εμαθεν οτι μη γραμματιστα, και ταυτα κακα κακαως γραψαι... _Niente altro imparò andando alla scuola che a scriver le lettere, e queste assai malamente_; espressione molto forte.

[540] La cronologia di Procopio è incerta ed oscura; ma coll'aiuto del Pagi ho potuto distinguere, che Giovanni fu fatto Prefetto del Pretorio d'Oriente nell'anno 530, che fu deposto nel gennaio del 532, restituito prima del giugno 533, bandito nel 541 e richiamato fra 'l giugno 548 ed il primo d'aprile 549. L'Alemanno (_p. 96, 97_) dà la lista de' dieci suoi successori: serie ben rapida in una porzione d'un solo regno.

[541] Quest'incendio s'accenna da Luciano (_in Hippia c. 2_) e da Galeno (_L. III de Temperamentis Tom. I p. 81 Edit. Basil._) nel secondo secolo. Mille anni dopo viene positivamente affermato da Zonara (_L. IX p. 424_) sull'autorità di Dione Cassio, da Tzetze (_Chiliad. II, 119 ec. _), da Eustazio (_ad Iliad. Ep. 338_) e dallo Scoliaste di Luciano. Vedi Fabricio (_Bibl. Graec. L. III c. 22 Tom. II p. 551, 552_) a cui son più o meno debitore di queste citazioni.

[542] Zonara (_L. XIV p. 55_) afferma il fatto senz'addurne alcuna prova.

[543] Tzetze descrive l'artifizio di questi specchi ustorj, che egli aveva letto, probabilmente con occhi non istruiti, in un Trattato matematico d'Antemio. Questo Trattato, περὶ παραδοξων μηχανηματων (_delle macchine mirabili_) si è ultimamente pubblicato, tradotto, ed illustrato da M. Dupuys, erudito e matematico (Memoires _de l'Academie des Inscriptions Tom._ LXII p. 392, 451).

[544] Nell'assedio di Siracusa dal silenzio di Polibio, di Plutarco e di Livio e nell'assedio di Costantinopoli da quello di Marcellino, e di tutti i contemporanei del VI secolo.

[545] Senz'alcuna previa cognizione di Tzetze o d'Antemio l'immortal Buffon immaginò, ed eseguì una serie di specchi ustorj, co' quali potè infiammar delle tavole alla distanza di 200 piedi (_Supplement a l'Hist. nat. Tom. I p. 330, 483. Edit. 4_). Quali miracoli non avrebbe fatto il suo genio pel pubblico servizio a spese Reali, e col forte Sole di Costantinopoli o di Siracusa?

[546] Gio. Malala (_Tom. II p. 120, 124_) racconta il fatto: ma sembra, che confonda i nomi o le persone di Proclo e di Marino.

[547] Agatia _Lib. V pag. 140, 152_. Il merito di Antemio come Architetto vien sommamente innalzato da Procopio (_de Aedif. Lib. I cap. 1_), e da Paolo Silenziario (_p. 1, 134 ec._).

[548] Vedi Procopio (_De Aedif. L. I c. 1, 2 L. II c. 3_). Ei riferisce una coincidenza di sogni, che suppone qualche frode in Giustiniano, o nel suo Architetto: ambidue videro in una visione l'istesso piano per fermare un'inondazione a Dara: fu rivelata all'Imperatore una cava di pietre vicina a Gerusalemme (_L. V c. 6_); e fu destinato un angelo alla perpetua custodia di S. Sofia (Anonym. _de antiq. C. P. L. IV p. 70_).

[549] Nella folla di Scrittori antichi e moderni, che hanno celebrato l'edifizio di S. Sofia, io distinguerò e seguirò: 1. Quattro Spettatori ed Istorici originali di esso, cioè Procopio (_De Aedif. l. I c. 1_), Agatia (_L. V p. 152_), Paolo Silenziario (_in un Poema di 1026 Esametri ad calcem Annae Comnen. Alexiad._) ed Evagrio (_L. IV c. 31_): 2. Due leggende Greche più recenti, Giorgio Codino (_De Orig. CP. p. 64, 74_), e lo Scrittore anonimo del Banduri (_Imp. Orient. Tom. I l. IV p. 65, 80_): 3. Il grande Antiquario Bizantino Du-Cange (_Comment. ad Paul. Silent. p. 525, 598_ e _CP. Christi L. III pag. 4, 78_): 4. Due Viaggiatori Francesi, cioè Pietro Gillio (_De Topograph. CP. L. II c. 3, 4_) nel secolo XVI, e Grelot (_Voyage de CP. p. 95, 164. Paris 1680 in 4_). Quest'ultimo ha pubblicato anche le piante, i prospetti e le vedute interne di S. Sofia; ed i suoi disegni, quantunque di minor dimensione, sembrano più corretti di quelli del Du-Cange. Io ho adottato e ridotto le misure del Grelot; ma siccome nessun Cristiano può presentemente salir sulla cupola, l'altezza n'è presa da Evagrio paragonato con Gillio, con Greaves, e col Geografo Orientale.

[550] Il tempio di Salomone era circondato da Cortili, Portici ec. ma la pura fabbrica della Casa di Dio (se calcoliamo il cubito Egiziano o Ebreo a ragione di 22 pollici) non era più di 55 piedi alta, 36-2/3 larga, 110 lunga: Piccola Chiesa Parrochiale, dice Prideaux (_Connection Vol. I p. 144 fol._): ma pochi Santuari potrebbero valutarsi quattro o cinque milioni di lire sterline.

[551] Paolo Silenziario in oscuro e poetico stile descrive la varie pietre e marmi, che s'impiegarono nell'edifizio di S. Sofia (_P. II p. 129, 133 ec._), vale a dire, 1. Il _Caristio_ pallido con vene di ferro: 2. il _Frigio_ di due sorti ambedue color di rosa, uno con ombreggiature bianche, l'altro purpuree con fiori d'argento: 3. il _Porfido d'Egitto_ con piccole stelle: 4. _Il marmo verde di Laconia_: 5. il _Cario_ del monte Jassi con vene obblique bianche e rosse: 6. il _Lidio_ pallido con un fiore rosso: 7. L'_Affricano o Mauritano_ d'un color d'oro, o di zafferano: 8. il _Celtico_ nero con vene bianche: 9. il _Bosforico_ bianco con punte nere. Oltre il _Proconnesio_, che formava il pavimento, il _Tessalo_, il _Molossio ec._ che son coloriti meno distintamente.

[552] I sei libri degli Edifizi di Procopio son distribuiti in tal modo: il primo si limita a Costantinopoli: il secondo include la Mesopotamia, e la Siria: il terzo l'Armenia, ed il Ponto Eussino: il quarto l'Europa: il quinto l'Asia minore, e la Palestina: il sesto l'Egitto e l'Affrica. L'Italia è omessa dall'Imperatore, o dall'Istorico, che pubblicò questa opera d'adulazione avanti l'epoca dell'intera conquista di essa (an. 555).

[553] Giustiniano diede una volta quarantacinque centinaia d'oro (180,000 lire _Sterline_) per la riparazione d'Antiochia dopo il terremoto (Gio. Malala _Tom. II pag. 146, 149_).

[554] Quanto all'_Ereo_, Palazzo di Teodora. Vedi Gillio (_De Bosphoro Thrac. l. III c. 11._), l'Alemanno (_Not. ad Anecd. p. 80, 81_ che cita vari Epigrammi dell'Antologia), ed il Du-Cange (_CP. Christ. L. IV c. 13 p. 175, 176_).

[555] Si paragonino fra loro i diversi linguaggi dell'adulazione e della malevolenza negli Edifizi (_L. I c. 11_), e negli Aneddoti (_c. 8, 15_). Gli oggetti spogliati del belletto, o nettati dal fango compariscono i medesimi.

[556] Procopio _L. VIII, 29_. Era questa Balena probabilmente forestiera o vagante, mentre il Mediterraneo non suole nutrirne. _Balenae quoque in nostra maria penetrant_ (_Plin. Hist. Nat. IX, 2_). Fra il cerchio polare, ed il tropico, gli animali cetacei dell'Oceano crescono fino alla lunghezza di 50, di 80 e di 100 piedi (_Hist. des Voyages Tom. XV p. 289; Zoologia Britannica di Pennant Vol. III p. 35_).

[557] Montesquieu (_Observat. sur la Grand. et la Decad. des Romains c. 20 Tom. III p. 503_) osserva, che l'Impero di Giustiniano, come la Francia nel tempo delle incursioni de' Normanni, non fu mai tanto debole, come quando si fortificò ogni villaggio.

[558] Procopio afferma (_l. IV c. 6_), che il Danubio fu arrestato dalle rovine del Ponte. Se l'Architetto Apollodoro ci avesse lasciato una descrizione della sua opera, si sarebbero dalla genuina di lui pittura corrette le favolose maraviglie di Dione Cassio (_L. XVIII pag. 129_). Il Ponte di Traiano era composto di venti o ventidue pilastri di pietra con archi di legno: il fiume è poco profondo, la corrente non rapida, e l'intero spazio fra le due rive non è maggiore di 443 tese (Reimar _ad Dion._ coll'autorità del Marsigli) o di 515 (Danville _Geogr. anc. Tom. I p. 305_).

[559] Vale a dire sopra le due Dacie _Mediterranea e Ripense_, sopra la Dardania, la Prevalitana, la Mesia seconda, e la Macedonia seconda. Vedi Giustiniano, che parla (_Novell. XI_) delle sue Fortezze di là del Danubio, e degli _homines semper bellicis sudoribus inhaerentes_.

[560] Vedi Danville (_Memoires de l'Acad. ec. Tom. XXXI p. 289, 290_), Rycaut (_Stato presente dell'Impero Turco pag. 97, 316_), Marsigli (_Stato milit. dell'Imp. Ottomano p. 150_). Il Sangiacco di Giustendil è uno de' venti sottoposti al Beglerbeg di Romelia; ed il suo distretto mantiene 48 _Zaim_ e 588 _Timariotti_.

[561] Queste fortificazioni possono assomigliarsi ai castelli della Mingrelia (Chardin _Voyag. en Perse Tom. I p. 60, 131_), pittura ben naturale.

[562] La Valle di Tempe è situata lungo il fiume Penco, fra i colli d'Ossa e d'Olimpo; essa è lunga soltanto cinque miglia, ed in alcuni luoghi non e più larga di 120 piedi. Le sue verdeggianti bellezze sono elegantemente descritte da Plinio (_Hist. Nat. l. IV, 15_), e più diffusamente da Eliano (_Hist. var. L. III c. 1_).

[563] Zenofonte _Hellenic. lib. III c. 2_. Dopo una lunga e tediosa conversazione co' declamatori Bizantini, quanto è piacevole la verità, la semplicità e l'eleganza d'un Attico Scrittore!

[564] Della lunga muraglia vedasi Evagrio (_L. IV c. 38_). Tutto quest'articolo è tratto dal quarto libro degli Edifizi, eccettuato Anchialo (_L. III c. 7_).

[565] Vedi sopra _Vol. I_. Nel corso di quest'Istoria ho qualche volta rammentato, e molto più spesso trascurato le precipitose incursioni degl'Isauri, che non ebbero alcuna conseguenza.

[566] Trebellio Pollione (_in Hist. Aug. p. 107_) che visse al tempo di Diocleziano o di Costantino. Vedi anche Pancirolo _ad Notit. Imper. Orient. c. 115, 141; Cod. Theodos. Lib. IX Tit. 35 Leg. 37_; con una copiosa e ben corredata annotazione del Gotofredo (_Tom. III p. 250, 257_).

[567] Vedi la piena ed ampia descrizione delle loro scorrerie presso Filostorgio (_Hist. Eccl. L. XI c. 8_) con l'erudite dissertazioni del Gotofredo.

[568] _Cod. Giustin. L. IX Tit. 12 Leg. 10._ Son rigorose le pene stabilite contro di essi, cioè una multa di cento libbre d'oro, la degradazione, e fino la morte. La pubblica sicurezza potè somministrare un pretesto per dissiparli: ma Zenone in seguito volle piuttosto trar profitto dal valore e dal servizio degl'Isauri.

[569] La guerra Isaurica, ed il trionfo d'Anastasio si narrano brevemente ed oscuramente da Giovanni Malala (_T. II p. 106, 107_), da Evagrio (_L. III c. 35_), da Teofane (_p. 118, 120_) e dalla Cronica di Marcellino.

[570] _Fortes ea regios_ (dice Giustiniano) _viros habet, nec in ullo differt ab Isauria_, quantunque Procopio (_Persic. l. 1 c. 18_) noti un'essenzial differenza nel militare loro carattere: ne' più antichi tempi però i Licaonj ed i Pisidj avevan difeso la lor libertà contro il gran Re (Senofonte _Anabas. l. III c. 2_). Giustiniano si serve d'una falsa e ridicola erudizione dell'antico Impero de' Pisidj e di Licaone, il quale dopo aver visitato Roma (lungo tempo avanti Enea) diede il nome e la popolazione alla Licaonia (_Nov. 24, 25, 27, 30_).

[571] Vedi Procopio _Persic. l. 1 c. 19_. L'Altare della concordia nazionale, dove si facevano gli annui sacrifizi e giuramenti, che Diocleziano aveva eretto nell'Isola d'Elefantina, fu demolito da Giustiniano con minor politica che zelo.

[572] Procopio _de Aedif. l. III c. 7 Hist. l. VIII c. 3, 4._ Questi Goti senz'ambizione avevan ricusato di seguitar le bandiere di Teodorico. Fino al secolo XV e XVI se ne può rintracciare il nome e la nazione fra Caffa, e lo Stretto di Azof (Danville _Memoir. de l'Acad. Tom. XXX p. 240_). Essi meritarono bene la curiosità del Busbechio (_pag. 321, 326_): ma sembra, che siano svaniti nelle relazioni più recenti delle missioni del Levante (_Tom. I_), e presso Tott, Peyssonel ec.

[573] Per la geografia e la struttura di questa frontiera dell'Armenia, vedi le Guerre Persiane, e gli Edifizi di Procopio (_l. II c. 4, 7. l. III c. 2, 7_).