Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 07

Part 19

Chapter 193,445 wordsPublic domain

[343] Teofane (p. 111) inserisce nella sua storia una copia delle _Sacre_ lettere di lei alle province: ιστε οτι βασιλεον εμετερον εστι.... και οτι προχειρησαμεθα βασιλεα τρασκαλλισαιον ec. (_sapete, che nostro è l'Impero... e che facemmo Trascalisseo Imperatore, ec._). Tali donnesche pretensioni avrebber fatto stupire gli schiavi de' _primi_ Cesari.

[344] _cap. XXXVI Tom. VI p. 136_.

[345] Suidas _Tom. I p. 332, 333 Edit. Kuster._

[346] Le storie contemporanee di Malco, e di Candido si son perdute: ma se ne conservarono alcuni estratti o frammenti presso Fozio (LXXVIII, LXXIX p. 100, 102), presso Costantino Porfirogenito (_Excerpt. Legat. p. 78, 97_), ed in vari articoli del Lessico di Suida. Quanto a' regni di Zenone e d'Anastasio la Cronica di Marcellino (_Imago Historiae_) è originale: e debbo confessare, almeno rispetto agli ultimi tempi, le mie obbligazioni alle vaste ed esatte Collezioni del Tillemont (_Hist. des Emp. Tom. VI pag. 472, 652_).

[347] _In ipsis congressionis tuae foribus cessit invasor, cum profugo per te sceptra redderentur de salute dubitanti._ Ennodio poi giunge fino (p. 1596, 1597 Tom. 1 _Sirmond._) a trasportare il suo Eroe (forse sopra un dragon volante?) nell'Etiopia, oltre il tropico di cancro. Quel che dicono il Frammento Valesiano (pag. 717), Liberato (_Brev. Eutych. c. 25 p. 118_), e Teofane (p. 112), è più sobrio e ragionevole.

[348] Viene specialmente imputato questo crudele uso ai Goti Triarj, meno (_forse più_) barbari, per quanto sembra, de' _Walamiri_; ma si accusa il figlio di Teodemiro della rovina di molte Città Romane (Malco, _Excerpt. Legat. p. 95_).

[349] Giornandes (cap. 56, 57 p. 696) espone i servigi di Teodorico, ne confessa le ricompense, ma dissimula la sua ribellione, di cui ci sono stati conservati questi curiosi ragguagli da Malco (_Excerpt. Legat. p. 78, 97_). Marcellino, famigliare di Giustiniano, sotto il quarto Consolato del quale (an. 534) compose la sua Cronica (Scaligero _Thesaur. tempor. P. II p. 34, 57_) scuopre il suo pregiudizio, e la sua passione; _in Graeciam debacchantem.... Zenonis munificentia pene pacatus..... beneficiis numquam satiatus, etc._

[350] Nel tempo ch'ei cavalcava nel suo campo, un cavallo indomito lo trasse contro la punta d'una lancia, che stava fissa d'avanti a una tenda o sopra un carro (Marcellin. _in Chron.; Evagr. l. III c. 25_).

[351] Vedasi Malco (_pag. 91_) ed Evagrio (_l. III c. 35_).

[352] Malco (_p. 85_). In una sol'azione, che fu decisa dall'abilità e disciplina di Sabiniano, Teodorico perdè cinquemila uomini.

[353] Giornandes (_c. 57 pag. 696, 697_) ha compendiato la grande Istoria di Cassiodoro. Si vedano, si confrontino fra loro, e si concilino insieme Procopio (_Gothic. l. 1 c. 1_), il Frammento Valesiano (_p. 718_), Teofane (_p. 113_) e Marcellino (_in Chron._).

[354] La marcia di Teodorico vien esposta ed illustrata da Ennodio (_p. 1598, 1602_) qualora si riduca la gonfiezza dell'orazione al linguaggio del senso comune.

[355] _Tot Reges_ ec. (Ennod. _p. 1602_). Dobbiamo quindi arguire quanto fosse moltiplicato e avvilito il titolo di Re, e che i mercenari d'Italia erano i frammenti di molte nazioni e tribù.

[356] Vedi Ennod. _pag. 1603_. Poichè l'Oratore alla presenza del Re potè mentovare e lodare sua madre, possiam dedurne, che la magnanimità di Teodorico non si offendeva delle volgari taccie di concubina e di bastardo.

[357] Si riporta quest'aneddoto sulla moderna, ma rispettabil autorità del Sigonio (_Oper. Tom. I. p. 580. De Occident. Imp. l. XV_). Son curiose le sue parole = Volete voi ritornare? = nell'atto di presentare ad essi, e quasi scuoprire l'originale ricetto.

[358] _Hist. miscell. l._ XV. Storia Rom. da Giano fino al IX secolo, Epitome d'Eutropio, di Paolo Diacono, e di Teofane, che ha pubblicato il Muratori da un MSS. della Libreria Ambrogiana (_Script. Rerum Italic. Tom. I. p. 110_).

[359] Procop. (_Gothic. L. I. c. I_). Si dimostra imparziale Scettico: φασι.... δολερω τροπω εκτεινε (_dicono.... morì per inganno_), Cassiodoro (_in Chronic_.) ed Ennodio (_p. 1604_) sono leali e creduli, e la testimonianza del frammento Valesiano (_p. 718_) può giustificare la loro credenza. Marcellino sputa il veleno d'un suddito greco, _periuriis illectus interfectusque est (in Chron)_.

[360] La sonora e servile orazione d'Ennodio fu pronunziata a Milano o a Ravenna l'anno 507 o 508. (Sirmondo, _Tom. I. p. 1615_). Due o tre anni dopo l'Oratore fu premiato col Vescovato di Pavia, ch'ei tenne fino alla sua morte seguita nel 521 (Dupin, _Bibliot. Eccl. Tom. V. p. 11-14_ Vedi Saxii, _Onomasticon Tom. II, p. 12_.).

[361] I nostri migliori materiali sono alcuni cenni accidentali presso Procopio, ed il Frammento Valesiano, che fu scoperto dal Sirmondo, e pubblicato al fine d'Ammiano Marcellino. È ignoto il nome dell'Autore, e lo stile n'è barbaro: ma ne' varj fatti che adduce, dimostra la cognizione d'un contemporaneo senz'averne le passioni. Il Presidente di Montesquieu aveva formato il piano d'un'Istoria di Teodorico, che veduto in distanza può sembrare un soggetto ricco ed interessante.

[362] La miglior edizione de' XII. _libri Variar._ è quella di Gio. Garrezio (_Rotomag. 1679 in Opp. Cassiodor. 2. Vol. in fol._) ma essi meritavano, ed esigevano un editore come il Marchese Scipione Maffei, che pensò di pubblicarli in Verona. La _barbara eleganza_ (come ingegnosamente la chiama il Tiraboschi) non è mai semplice, o raramente chiara.

[363] _Procop., Gothic. l. 1. c. 1. Variar. II._ Il Maffei (_Verona Illustr. P. I. p. 228_) esagera l'ingiustizia de' Goti, che egli odiava come un nobile Italiano: ed il plebeo Muratori s'umilia sotto la lor oppressione.

[364] Procop., _Goth. l._ III. c. 4. 21. Ennodio (p. 1612, 1613) descrive l'arte militare, e l'aumento de' Goti.

[365] Quando Teodorico diede la sua sorella per moglie al Re de' Vandali, ella partì per l'Affrica con una guardia di mille nobili Goti, ciascheduno de' quali era seguitato da cinque uomini armati (Procop., _Vandalic. l._ 1. c. 8). La nobiltà Gotica quanto era brava, doveva essere altrettanto numerosa.

[366] Vedi la ricognizione della libertà Gotica (_Var._ V. 30).

[367] Procop., _Goth. l._ 1. c. 2. I fanciulli Romani imparavano il linguaggio de' Goti (_Var. VIII. 21_). Non distruggono la lor generale ignoranza l'eccezioni d'Amalasunta, che come donna poteva studiare senza vergogna, o di Teodato, la dottrina del quale provocò lo sdegno e il disprezzo de' suoi Nazionali.

[368] Era fondato sull'esperienza questo detto di Teodorico: _Romanus miser imitatur Gothum; et utilis_ (dives) _Gothus imitatur Romanum_. (Vedi il _Frammento, e le Note del Valesio, p. 719_).

[369] Dalle Lettere di Cassiodoro si rileva il prospetto dello stabilimento militare de' Goti in Italia. (_Var. I. 24, 40 III. 3, 24, 48, IV. 13, 14, V. 26, 27, VIII. 3, 4, 25_). E queste Lettere sono illustrate dall'erudito Mascou (_Istor. dei Germani l. XI. 40-44. Annotaz. XIV_).

[370] Vedasi la chiarezza ed il vigore delle sue negoziazioni presso Ennodio (p. 1607); e Cassiodoro (_Var. III. 1, 2, 3, 4, IV. 13, V. 43, 44_) espone il vario suo stile di amicizia, di consiglio, di domanda ec.

[371] Fino della tavola (_Var. VI. 9_) e del Palazzo (_VII, 5_). L'ammirazione degli stranieri si rappresenta come il motivo più ragionevole di giustificare queste vane spese, e di stimolar la diligenza de' Ministri, a' quali eran affidate quelle incombenze.

[372] Vedi le pubbliche e private alleanze del Re Goto coi Borgognoni (_Var. I 45, 46_), co' Franchi (_II 40_), co' Turingi (_IV 1_), e co' Vandali (_V 1_). Ciascheduna di queste Lettere somministra curiose notizie intorno alla politica, ed a' costumi de' Barbari.

[373] Si può vedere il suo sistema politico presso Cassiodoro (_Var. IV 1, IX 1_), Giornandes (_c. 58 p. 698, 699_), ed il Frammento Valesiano (_p. 720, 721_). La pace, l'onorevole pace, era lo scopo costante di Teodorico.

[374] Un Lettore curioso può contemplar gli Eruli di Procopio (_Goth. l. II c. 14_) ed un lettore paziente si può immergere nell'oscure e minute ricerche del Sig. di Buat (_Hist. des Peuples anciens Tom. IX p. 348, 396_).

[375] _Var. IV 2._ Cassiodoro espone lo spirito, e le formalità di questa marziale istituzione; ma sembra, che abbia trasportato solo i sentimenti del Re Goto nel linguaggio della eloquenza Romana.

[376] Cassiodoro, che cita Tacito agli Estoni, ignoranti selvaggi del Baltico (_Var. V. 2_), descrive l'ambra, per causa della quale i loro lidi sono stati sempre famosi, come la gomma d'un albero indurita dal sole, e purificata e trasportata dall'onde. Analizzata questa singolar sostanza da' Chimici, somministra un olio vegetabile, ed un acido minerale.

[377] Scanzia, o Thule vien descritta da Giornandes (_c. 3 p. 610, 613_), e da Procopio (_Goth. lib. 2 c. 15_). Nè il Goto, nè il Greco Scrittore avevan veduto quel paese: ma avevano ambidue conversato co' nativi di esso nel loro esilio a Ravenna, o a Costantinopoli.

[378] _Sapherinas Pelles._ Al tempo di Giornandes questa bella razza di animali abitava la regione di _Suethans_, la Svezia propriamente detta; ma appoco appoco è stata scacciata nelle parti Orientali della Siberia. Vedi Buffon (_Hist. Nat. T. XIII p. 309, 313. Ediz. in quarto_); Pennant (_Sistema de' quadrupedi Tom. I p. 322, 328_); Gmelin (_Hist. gener. des Voyages Tom. XVIII p. 257, 258_) e Levesque (_Hist. de Russie Tom. V p. 135, 166, 514, 515_).

[379] Nel sistema o Romanzo del Bailly (_Lettres sur les Sciences et sur l'Atlantide Tom. I p. 249, 256. Tom. II p. 114, 139_) la fenice dell'Edda, e l'annua morte e risorgimento d'Adone e d'Osiride sono i simboli allegorici della assenza e del ritorno del Sole nelle regioni Artiche. Questo ingegnoso Scrittore è un degno scolare del gran Buffon: nè riesce facile alla più fredda ragione l'opporsi all'incanto della loro filosofia.

[380] ̉Αυτη τε ̉Θυλιταιςη μεγηνη των ε̉σρτων ὲστι (_E questa è la massima festa per i Tuliti_) dice Procopio. Presentemente un rozzo manicheismo (bastevolmente generoso) domina fra' Samoiedi in Groenlandia, e in Lapponia (_Hist. des Voyag. Tom. XVIII p. 508, 509 Tom. XIX p. 105, 106, 527, 528_); pure secondo Grozio _Samojutae coelum atque astra adorant, numina haud aliis iniquiora_ (_de rebus Belgicis L. IV p. 338 Ediz. in fol._) sentenza, che non isdegnerebbe di riconoscer per sua lo stesso Tacito.

[381] _Vedi l'Hist. des Peuples anciens ec. Tom. IX. p. 255, 273, 396, 501._ Il Conte di Buat era ministro di Francia alla Corte di Baviera, allorchè una ingenua curiosità eccitò le sue ricerche sopra le antichità di quel Paese, e tal curiosità fu il _germe_ di dodici rispettabili volumi.

[382] Vedi i Fatti de' Goti sul Danubio, e nell'Illirico presso Giornandes (_c. 58 p. 699_), Ennodio (_p. 1607, 1610_), Marcellino (_in Chron. p. 44, 47, 48_) e Cassiodoro (_in Chron. e Var. III 23, 50. IV 13. VII 4, 24. VIII 9, 10, 11, 21. IX 8, 9_).

[383] Non posso fare a meno di trascrivere il generoso e classico stile del Conte Marcellino: _Romanus Comes Domesticorum, et Rusticus Comes Scholariorum cum centum armatis navibus, totidemque dromonibus, octo millia militum armatorum secum ferentibus ad devastanda Italiae littora processerunt, et usque ad Tarentum antiquissimam Civitatem aggressi sunt; remensoque mari inhonestam victoriam, quam piratico ausu Romanis rapuerunt, Anastasio Caesari reportarant._ (_in Chron. p. 48_). Vedi _Var. I 16. II 38_.

[384] Vedi gli ordini, e le istruzioni reali (_Var. IV 15. V 16, 20_). Questi navigli armati dovevano essere anche più piccoli de' mille vascelli d'Agamennone nell'assedio di Troia.

[385] Vedi _Cap. XXXVIII_.

[386] Ennodio (_p. 1610_), e Cassiodoro in nome del Re (_Var. II 41_) fanno menzione della sua salutar protezione degli Alemanni.

[387] Si espongono i fatti de' Goti nella Gallia e nella Spagna con qualche oscurità da Cassiodoro (_Var. III 32, 38, 41, 43, 44. V 39_), da Giornandes (_cap. 58 pag. 698, 699_) e da Procopio (_Goth. l. 1 c. 12_). Io non voglio nè discutere, nè conciliare fra loro i lunghi e contraddittori argomenti dell'Abbate Dubos, e del Conte di Buat sopra le guerre della Borgogna.

[388] Teofane _p. 113_.

[389] Procopio asserisce, che Teodorico ed i successivi Re d'Italia non promulgarono leggi alcune (_Goth. l. II c. 6_). Ei deve intender però in lingua gotica: perchè tuttavia esiste un editto latino di Teodorico in cento cinquantaquattro articoli.

[390] Si trova incisa l'immagine di Teodorico nelle sue monete; ma i modesti suoi successori si contentarono d'aggiungere il lor proprio nome alla testa dell'Imperatore regnante (Muratori, _Antiq. Ital. medii aevi Tom. II Diss. 27 p. 577, 579_. Giannone, _Istor. Civ. di Napoli Tom. I p. 166_).

[391] Si rappresenta, l'alleanza dell'Imperatore e del Re d'Italia da Cassiodoro (_Var. I 1. II 12, 3. VI 1_), e da Procopio (_Goth. l. II c. 6 l. III c. 21_), che celebrano la amicizia d'Anastasio con Teodorico; ma il figurato stile di complimento veniva interpretato in un senso molto differente a Costantinopoli ed a Ravenna.

[392] Alle diciassette Province della _Notizia_ Paolo Warnefrido Diacono (_De reb. Longobard. l. II c. 14, 22_) aggiunse la XVIII dell'Appennino (Muratori, _Scriptor. Rer. Italicar. Tom. I p. 431, 433_). Ma di queste la Sardegna e la Corsica si possedevano da' Vandali, e le due Rezie, ugualmente che le Alpi Cozie, pare che fossero abbandonate ad un Governo militare. Giannone ha lavorato (_Tom. I p. 172, 178_) con patriottica diligenza sopra lo stato delle quattro Province, che ora formano il regno di Napoli.

[393] Vedi l'Istoria Gotica di Procopio (_lib. I c. I lib. II c. 6_), l'Epistole di Cassiodoro (_passim_, ma specialmente i libri V e VI che contengono le _formole_ o Patenti degli Ufizi), e la Storia Civile del Giannone (_Tom. I lib. II, III_). I Conti Gotici per altro, ch'ei pone in ogni città d'Italia, si distruggono dal Maffei (_Verona illustrata P. I lib. 8 p. 227_), giacchè quelli di Siracusa e di Napoli (_Var. VI 22, 23_) appartengono a commissioni speciali e temporanee.

[394] Furono l'uno dopo l'altro impiegati al servizio di Teodorico due Italiani, che avevano il nome di Cassiodoro, il padre (_Var. I 24, 40_) ed il figlio (IX 24, 25). Il figlio era nato l'anno 479. Le varie Lettere, ch'egli scrisse come Questore, come Maestro degli Ufizi, e come Prefetto del Pretorio, s'estendono dall'anno 509 al 539 e visse da monaco circa trent'anni (Tiraboschi, _Stor. della Lett. Ital. T. III p. 7, 24. Fabricio, Bibliot. Lat. med. aev. Tom. I p. 357, 358. Edit. Mansi_).

[395] Vedi il suo riguardo pel Senato presso Cochleo (_Vit. Theod. VIII p. 72, 80_).

[396] Non maggiore di 120,000 modj, o quattromila sacca (Anon. Valesian. _p. 721 e Var. I 35. VI 18. XI 5, 39_).

[397] Si veda il riguardo e l'indulgenza ch'ebbe per gli spettacoli del Circo, del Teatro e dell'Anfiteatro, nella Cronica e nell'Epistole di Cassiodoro (_Var. I 20, 27, 30, 31, 32. III 51. IV 51_ illustrate dall'annotaz. 14 dell'Istoria di Mascou), che ha tentato di spargere su questa materia una ostentata, quantunque piacevol erudizione.

[398] Anon. Vales. _p. 721_. Mario Aventicense _in Chron._ Nella bilancia del merito pubblico e personale, il Conquistatore Gotico è per lo meno tanto superiore a Valentiniano, quanto può sembrare inferior di Traiano.

[399] _Vit. Fulgentii in Baron., Annal. Eccl. A. D. 500 n. 10._

[400] Cassiodoro descrive col pomposo suo stile il Foro di Traiano (_Var. VII 6_), il Teatro il Marcello (_IV 51_) e l'Anfiteatro di Tito (_V 42_), e le sue descrizioni non sono indegne dell'attenzion del Lettore. L'Ab. Barthelemy computa, che, secondo i prezzi moderni, l'opera in mattoni e la struttura del Colosseo costerebbe ora venti milioni di lire di Francia (_Mem. de l'Academie des inscript. Tom. 28 p. 585, 586_). Che piccola parte di quella stupenda fabbrica!

[401] Intorno agli Acquedotti, ed alle Cloache vedi Strabone (_l. V p. 360_), Plinio (_Hist. Nat. XXXVI 24_), Cassiodoro (_Var. III 30, 31 VI 6_), Procopio (_Got. l. I c. 9_), e Nardini (_Roma antica p. 514, 522_). È tuttora un problema, come tali opere si potessero eseguire da un Re di Roma.

[402] Quanto alla cura, che si presero i Goti delle fabbriche e delle statue, vedi Cassiodoro (_Var. I 21, 25. II 34. IV 30. VII 6, 13, 15_) ed il Frammento Valesiano (_pag. 721_).

[403] _Var. VII 15._ Questi cavalli di _Montecavallo_ da Alessandria erano stati trasportati a' Bagni di Costantino (Nardini _pag. 188_). Se ne disprezza la scultura dall'Abbate Dubos (_Reflex. sur la Poesie et sur la Peinture Tom. I sect. 39_) e s'ammira dal Winckelmann (_Hist. de l'Art Tom. II pag. 159_).

[404] _Var. X 10._ Essi erano probabilmente un frammento di qualche carro trionfale (Cuper, _de Elephant. II. 10_).

[405] Procopio (_Goth. l. IV c. 21_) riporta una sciocca storia della Vacca di Mirone, che vien celebrata dal falso spirito di trentasei epigrammi greci (_Antholog. l. IV p. 302, 306. Edit. Hen. Steph. Auson., Epigramm. 58, 68_).

[406] Vedi un Epigramma d'Ennodio (_II 3 p. 1893, 1894_) sopra questo giardino ed il real giardiniere.

[407] Si prova la sua affezione per quella città dall'epiteto di _Verona tua_, e dalla leggenda dell'Eroe. Sotto il nome barbaro di Dietrich di Berna (Peringsciold, _ad Cochloeum p. 840_) il Maffei lo segue con intelligenza e piacere nel suo paese nativo (_l. IX p. 230, 236_).

[408] Vedi Maffei (_Verona illustr. P. I p. 231, 232, 308 ec._). Egli attribuisce l'architettura gotica, come la corruzione della lingua, della scrittura ec. non a' Barbari, ma agli Italiani medesimi: si confrontino i suoi sentimenti con quelli del Tiraboschi (_Tom. III p. 61_).

[409] Nell'Epistole di Cassiodoro vagamente si dipingono le ville, il clima, e le vedute di Baia (_Var. IX 6._ Vedi Cluver., _Ital. antiqu. l. IV c. 2 p. 1119 ec._) d'Istria (_Var. XII 22, 26_), e di Como (_Var. XI 14_ paragonata con le due Ville di Plinio _IX 7_).

[410] _In Liguria numerosa Agricolarum progenies_ (Ennod. 1678, 1679, 1680). S. Epifanio di Pavia redimè, per mezzo di preghiere o di riscatto, 6,000 schiavi da' Borgognoni di Lione o di Savoia. Tali azioni sono memorabili più dei miracoli.

[411] L'economia politica di Teodorico (Vedi l'Anon. Vales. _p. 721_ e Cassiodoro _in Chron._) può distintamente ridursi a' seguenti capi: miniere di ferro (_Var. III 23_) e d'oro (_IX 3_): paludi Pontine (_II 32, 33_): di Spoleto (_II 21_): grano (_I 34. X 27, 28. XI 11, 12_): commercio (_VI 7. VII 9, 23_): fiera di Leucotoe o di S. Cipriano in Lucania (_VIII 33_) abbondanza (_XII 4_) cursus, o la pubblica posta (_I 29. II 31. IV 47. V 5. VI 6. VII 33_): la strada Flaminia (_XII 18_).

[412] _LX. Modii tritici in solidum ipsius tempore fuerunt, et vinum XXX amphoras in solidum_ (Fragm. Vales.). Dai granai si distribuiva il grano a XV o XXV modj per soldo d'oro, ed il prezzo era sempre moderato.

[413] Vedi la vita di S. Cesario presso il Baronio (_A. D. 508. n. 12, 13, 14_). Il Re gli regalò 300 soldi d'oro, ed un piatto d'argento, che pesava 60 libbre.

[414] Ennodio _in vit. S. Epiphan._ nelle opere del Sirmondo _Tom. I p. 1672, 1690_. Teodorico sparse importanti favori sopra di questo Vescovo, ch'egli adoperava come Consigliere in tempo di pace e di guerra.

[415] _Devotissimus ac si Catholicus_ (_Anon. Vales. p. 720_); la sua offerta però non fu maggiore di due candelieri (_cerostrata_) d'argento, del peso di settante libbre, molto inferiore all'oro e alle gemme di Costantinopoli o di Francia (Anastas. _in vit. Pontif. in Houmisda p. 34 Edit. Paris_).

[416] Il tollerante sistema del suo regno (Ennod. _p. 1612_; Anon. Vales. _p. 719_. Procop., Goth. _l. I. c. 1, l. II c. 6_) può studiarsi nell'Epistole di Cassiodoro sotto i seguenti articoli; _Vescovi_ (_Var. I 9. VIII 15, 24. XI 23_); _Immunità_ (_I 26. II 29, 30_); _Terre della Chiesa_ (_IV 17, 20_); _Santuari_ (_II 11. III 47_); _Argenteria della Chiesa_ (_XII 20_), _Disciplina_ (_IV 44_): che provano, ch'esso era nel tempo stesso Capo della Chiesa e dello Stato.

[417] Possiam rigettare una sciocca novella d'aver egli decapitato un Diacono cattolico, che s'era fatto Arriano (Theodor. Lector. n. 17). Perchè Teodorico è soprannominato _Afer_? da _Vafer_? (Vales. _ad loc._) debole congettura!

[418] Ennodio _p. 1621, 1622, 1636, 1638_. Il suo _libello_ fu (_synodaliter_) approvato, e registrato da un Concilio Romano (Baron. an. 503 n. 6. Franc. Pagi _in Breviar. Pontif. Rom. Tom. I p. 242_).

[419] Vedi Cassiodoro (_Var. VIII 15. IX 15, 16_), Anastasio (_in Symmacho p. 31_) e l'annotazione XVII di Mascovio. Il Baronio, il Pagi, e la maggior parte de' Dottori Cattolici confessano con meste querele questa Gotica usurpazione.

[420] Ei li privò = licentia testandi =, e si attristò tutta l'Italia = lamentabili Justitio =. Io vorrei persuadermi, che queste pene si fossero stabilite contro i ribelli, che avevano violato il loro giuramento di fedeltà, ma la testimonianza d'Ennodio (_p. 1675, 1678_) è sommamente grave per la circostanza ch'ei visse e morì sotto il regno di Teodorico.

[421] Ennodio _in vit. Epiphan. p. 1689, 1690_. Boet., _De Consolat. Philos. l. 1 pros. IV p. 45, 46, 47_. Si rispettino, ma si pesino le passioni del Santo e del Senatore: e si confermino o si diminuiscano le loro querele, facendo uso de' vari cenni di Cassiodoro (_Var. II 8. IV 36. VIII 5_).

[422] _Immanium expensarum pondus.... pro ipsorum salute etc._ Queste però non sono che pure parole.

[423] Si trovavano degli Ebrei a Napoli (Procopio, _Goth. l. 1 c. 8_), a Geneva (_Var. II 28. IV 33_), a Milano (_V 57_), a Roma (_IV 43_): vedi anche Basnagio, _Hist. des Juifs, Tom. VIII c. 7 p. 254_.

[424] _Rex avidus communis exitii etc._ Boeth. _l. 1 p. 59. Rex dolum Romanis tendebat_ (Anon. Vales. _p. 723_) queste son parole assai dure, ch'esprimono le passioni degl'Italiani, e temo anche quelle di Teodorico medesimo.

[425] Ho procurato di trarre una ragionevole narrazione dagli oscuri, brevi ed incerti cenni dal frammento Valesiano (_p. 722, 723, 724_), di Teofane (_p. 245_), d'Anastasio (_in Joanne p. 35_) e dell'Istoria miscella (_p. 103 Edit. Muratori_). Una tenue compressione e parafrasi delle loro parole non è una violenza. Vedasi anche il Muratori (_Annali di Italia. Tom. IV p, 471, 478_) con gli Annali, ed il Compendio (_Tom. I 259, 263_) de' due Pagi, Zio e Nipote.

[426] Le Clerc ha fatto una vita critica e filosofica di Anicio Manlio Severino Boezio (_Bibl. Chois. Tom. XVI p. 168, 275_) e posson consultarsi con vantaggio tanto il Tiraboschi (_Tom. III_), quanto il Fabricio (_Bibliot. Latin._). Si può fissare la data della sua nascita verso l'anno 470, e la sua morte nel 524 in una età non molto avanzata (_Consol. Phil. Metrica I p. 5_).

[427] Intorno all'età ed al valore di questo manoscritto, che ora è nella Libreria Medicea di Firenze, vedi _Cenotaphia Pisana_ (_p. 430, 447_) del Card. Noris.

[428] Gli studj di Boezio in Atene son dubbiosi (Baronio an. 510 n. 3 che cita un Trattato spurio _De Disciplina scholarum_), e senza dubbio il termine di diciotto anni è troppo lungo: ma il puro fatto d'una visita, ch'ei fece ad Atene, si giustifica da più prove, tratte da lui medesimo (Bruker _Hist. Crit. Philos. Tom. III p. 524, 527_) e da un'espressione, quantunque vaga ed ambigua, di Cassiodoro suo amico (_Var. I 45_) _Longe positas Athenas introisti_.

[429] _Bibliothecae comptos ebore ac vitro parietes etc._ (_Consol. Phil. l. 1 Pros. V p. 74_). L'Epistole d'Ennodio (_VI 6. VII 13. VIII 1, 31, 37, 40_) e Cassiodoro (_Var. I 39. IV 6. IX 21_) somministrano molte prove dell'alta riputazione, ch'ei godeva a' suoi tempi. È vero, che il Vescovo di Pavia ebbe bisogno di comprare da lui una vecchia casa in Milano, e poterono presentarsi ed accettarsi delle lodi per parte del pagamento di essa.