Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 07
Part 13
[239] _Licentiam habeatis mihi qualemcumque volueritis disciplinam ponere: vel venumdare, aut quod vobis placuerit de me facere. Marculf., Formul. l. II 28 in Tom. IV p. 497_. La _formula_ del Lindembrogio (_p. 559_) e quella d'Angiò (_p. 565_) portano il medesimo effetto. Gregorio di Tours (_L. VII c. 45 in Tom. II pag. 311_) parla di molte persone, che in una gran carestia si venderono per mangiare.
[240] Quando Cesare la vide, si mise a ridere (_Plutarco, in Caesar. Tom. 1 p. 409_); pure riferisce l'infelice suo assedio di Gergovia con minor franchezza di quella che avremmo potuto aspettare da un grand'uomo, a cui la vittoria era famigliare. Ei confessa però, che in un attacco perdè quarantasei centurioni, e settecento uomini (_de Bello Gallic. l. VI c. 44, 53 in Tom. I p. 270, 272_).
[241] _Audebant se quondam fratres Latio dicere, et sanguine ab Iliaco populos computare_. Sidonio Apollinare _l. VII epist. in Tom. I p. 799_. Io non so i gradi e le circostanze di questa favolosa discendenza.
[242] O la prima, o la seconda divisione, seguìta fra' figli di Clodoveo, aveva portato il Berry a Childeberto (Greg. Turon. _l. III c. 12. in Tom. II p. 192_). _Velim_ (dic'egli) _Arvernam_ Lemanem, _quae tanta jucunditatis gratia, refulgere dicitur, oculis cernere_ (_l. III c. 9 p. 191_). La campagna era coperta da una densa nebbia, quando il Re di Parigi fece il suo ingresso in Clermont.
[243] Per la descrizione dell'Alvergna, vedi Sidonio (_L. IV Epist. 21 in Tom. I p. 793_) con le note del Savaron e del Sirmondo (_p. 279 e 51 delle respettive edizioni_), Boulainvilliers (_Etat de la Franc. Tom. II p. 242, 268_) e l'Abbate De la Longuerue (_Descript. de la France P. 1 p. 132, 139_).
[244] _Furorem gentium, quae de ulteriore Rheni amnis parte venerant, superare non poterat_ (Gregor. Turon. _L. IV c. 50 in Tom. II p. 229_). Tale fu la scusa d'un altro Re d'Austrasia (_an. 475_) per le devastazioni, che le sue truppe commisero nelle vicinanze di Parigi.
[245] Dal nome e dalla situazione, i Benedettini, editori di Gregorio di Tours (_in Tom. II p. 192_) hanno stabilito questa Fortezza in un luogo chiamato _Castel Merliac_, lontano da Mauriac due miglia, nell'Alvergna superiore. In tale descrizione io traduco _infra_ come se dicesse _intra_. Si confondono perpetuamente queste due preposizioni da Gregorio, o da' suoi copisti; e sempre bisogna decidere a senso.
[246] Vedi queste rivoluzioni e guerre dell'Alvergna presso Gregorio di Tours (_L. II c. 37 in Tom. II p. 183 e L. III c. 9, 12, 13 p. 192, 194 de miracul. Juliani c. 13 in T. II p. 446_). Egli frequentemente dimostra lo straordinario suo riguardo per la propria Patria.
[247] La storia d'Attalo si racconta da Gregorio di Tours (_L. III c. 16 in Tom. II p. 193, 195_). Il P. Ruinart, editore del medesimo, confonde quest'Attalo, che nell'anno 532 era un fanciullo (_puer_), con un amico di Sidonio dell'istesso nome, ch'era Conte d'Autun, cinquanta o sessanta anni prima. Tal errore, che non si può attribuire ad ignoranza, viene in certo modo scusato dalla sua stessa grandezza.
[248] Questo Gregorio, Bisavolo di Gregorio di Tours (_in Tom. II p. 197, 490_), visse novanta due anni; avendone passati quaranta come Conte d'Autun, e trentadue come Vescovo di Langres. Secondo il Poeta Fortunato dimostrò un ugual merito in questi diversi posti.
_Nobilis antiqua decurrens prole parentum,_ _Nobilior gestis, nunc super astra manet._ _Arbiter ante ferox, dein pius ipse sacerdos,_ _Quos domuit judex, fovet amore patris._
[249] Poichè il Valois, ed il Ruinart han voluto cangiare la _Mosella_ del testo nella _Mosa_, a me tocca d'approvare tal cangiamento. Pure avendo fatto qualche osservazione sulla topografia, potrei difendere la comune lezione.
[250] I maggiori di Gregorio (Gregorio, Florenzio, Giorgio) erano di nobile estrazione (_natalibus... illustres_), e possedevano vasti patrimoni (_latifundia_) sì nell'Alvergna, che nella Borgogna. Egli era nato l'anno 539, fu consacrato Vescovo di Tours nel 573, e morì nel 593 o 595 poco dopo ch'ebbe terminato la sua Storia. Vedasi la sua vita scritta da Odone, Abbate di Clugny (_in Tom. II p. 129, 135_), ed una nuova di lui vita nelle Memorie dell'Accademia ec. (_Tom. XXVI p. 598, 638_).
[251] _Decedente atque immo potius pereunte alt urbibus Gallicanis liberalium cultura literarum etc._ (_in praef. Tom. II p. 137_): questo è il lamento di Gregorio medesimo, che pienamente ei verifica con le proprie sue opere. Il suo stile manca d'eleganza, ugualmente che di semplicità. Trovandosi in un posto cospicuo, rimase contuttocciò straniero rispetto al suo proprio tempo e paese; ed in una prolissa opera (gli ultimi cinque libri contengono dieci anni) ha tralasciato quasi tutto quello, che la posterità desidera di sapere. Io con molto tedio ho acquistato, mediante una penosa lettura, il diritto di pronunziare questa svantaggiosa sentenza.
[252] L'Abbate di Mably (_Tom. I p. 247, 267_) ha diligentemente confermato quest'opinione del Presidente di Montesquieu (_Espr. des Loix L. XXX c. 13_).
[253] Vedi Dubos (_Hist. Crit. de la Monarch. Franc. T. II L. VI c. 9, 10_). Gli Antiquari francesi stabiliscono come un principio, che i Romani, ed i Barbari posson distinguersi da' loro nomi. Questi nomi formano senza dubbio una ragionevole _presunzione_; eppure leggendo Gregorio di Tours, ho notato Gondulfo, di stirpe Senatoria, o Romana (_L. VI c. 11 in Tom. II p. 273_), e Claudio, Barbaro (_L. VII c. 29 p. 303_).
[254] Gregorio di Tours fa più volte menzione d'Ennio Mummolo dal quarto libro (_c. 42 p. 224_) fino al settimo (_c. 40 p. 310_). La computazione per talenti è molto singolare; ma se Gregorio annetteva qualche idea a quest'antiquata parola, i tesori di Mummolo dovettero ascendere a più di 100,000 lire sterline.
[255] Vedi Fleury _Disc. 3. sur l'Hist. Eccles_.
[256] Il Vescovo di Tours medesimo ha rammentato il lamento di Chilperico, nipote di Clodoveo: _Ecce pauper remansit Fiscus noster: ecce divitiae nostrae ad Ecclesias sunt translatae; nulli penitus, nisi soli Episcopi regnant_. (_l. VI c. 46 in Tom. II p. 291_).
[257] Vedi il Codice Ripuario _Tit. XXXVI in Tom. IV p. 241_. La legge Salica non provvede alla sicurezza del Clero; e noi possiamo supporre per onore della tribù più incivilita, ch'essi non avevan preveduto un atto così empio come l'omicidio d'un prete. Pure Pretestato, Arcivescovo di Roano fu assassinato per ordine della Regina Fredegonda avanti all'altare (Greg. Turon. _L. VIII, c. 31 in T. II p. 326_).
[258] Il Bonamy (_Mem. de l'Academ. des Inscript. T. 24 p. 582, 670_) ha provato l'esistenza della _Lingua Romana Rustica_, che per il mezzo del _Romanzo_ si è appoco appoco ridotta nell'attual forma del linguaggio Francese. Sotto la stirpe Carolingica, i Re e Nobili della Francia tuttavia intendevano il dialetto de' Germani loro antenati.
[259] _Ce beau systeme a été trouvé dans les bois, Montesquieu Espr. des Loix XI c. 6_.
[260] Vedi l'Abbate di Mably _Observat. Tom. I p. 34, 50_. Parrebbe, che le assemblee nazionali le quali, quanto alla loro instituzione, sono contemporanee al principio della Nazion francese, non fossero mai state confacenti al suo genio.
[261] Gregorio di Tours (_l. VIII c. 50 in Tom. II p. 225, 226_) riferisce con molta indifferenza i delitti, il rimprovero, e l'apologia. _Nullus Regem metuit, nullus Ducem, nullus comitem reveretur: et si fortassis alicui ista displicent, et ea, pro longaevitate vitas vestras, emendare conatur, statim seditio in populo, statim tumultus exoritur, et in tantum unusquisque contra seniorem saeva intentione grassatur, ut vix se credat evadere, si tandem silere nequiverit_.
[262] La Spagna, in quegli oscuri tempi, è stata specialmente sfortunata. I Franchi ebbero un Gregorio di Tours; i Sassoni, o Angli un Beda; i Longobardi un Paolo Warnefrido ec. Ma l'istoria de' Visigoti si contiene nelle brevi ed imperfette croniche d'Isidoro di Siviglia, e di Giovanni di Bielar.
[263] Tali sono le querele di S. Bonifacio, Apostolo della Germania, e riformator della Gallia (_in Tom. IV p. 94_). Gli ottant'anni ch'esso deplora, di licenza e di corruzione, sembra che indichino, che i Barbari fossero ammessi nel Clero verso l'anno 660.
[264] Gli atti de' Concili di Toledo son sempre i più autentici monumenti della Chiesa e della Costituzione di Spagna. I seguenti passi particolarmente sono importanti _L. III 17, 18. IV 75. V 2, 3, 4, 5, 8. VI 11, 12, 13, 14, 17, 18. VII l. XIII 2, 3, 6_. Ho trovato Mascou (_Istor. degli ant. Germani XV 20 ed Annotazioni XXVI, XXXIII_) e Ferreras (_Hist. Gener. de l'Espagn. Tom. 2_) guide molto utili ed accurate.
[265] Il Codice de' Visigoti regolarmente diviso in dodici libri, è stato correttamente pubblicato da Domenico Bouquet (_in Tom. IV p. 273, 460_). Esso fu trattato dal presidente di Montesquieu (_Espr. des Loix l. XXVIII c. 1_) con eccessivo rigore. Mi dispiace lo stile di esso; ne detesto la superstizione; ma ardisco di credere, che la Giurisprudenza civile dimostra uno stato di società più incivilito ed illuminato, che quello de' Borgognoni e anche de' Lombardi.
[266] Vedi Gilda, _de Excidio Britanniae c. II 25 p. 4, 9 Edit. Gale_, Nennio, _Hist. Britan c. 28, 35, 65 p. 105, 115 Edit. Gale_, Beda, Hist. _Eccles. Gentis Anglor. L. I c. 12, 16 p. 49, 53 c. 22 p. 58 Edit. Smith_, la Cronica Sassone _p. 22, 23 ec. Edit. Gibson_. Le leggi Anglo-Sassone furono pubblicate da Wilkins _Lond. 1731 in fol._ e le leggi Walliche da Wotton e Clarke _Lond. 1730 fol._
[267] Il laborioso Carte, e l'ingegnoso Whitaker sono i due moderni scrittori, a' quali principalmente io son debitore. La istoria particolare di Manchester abbraccia, sotto quell'oscuro titolo, un soggetto quasi tanto esteso, quanto è l'istoria generale d'Inghilterra.
[268] Quest'invito, che può in qualche modo fondarsi sulle incerte espressioni di Gilda e di Beda, è ridotto ad una regolare storia da Witikindo, Monaco Sassone del decimo secolo (Ged. Consin, _Hist. de l'Empire d'Occident Tom. II p. 366_). Rapin, ed anche Hume si sono troppo francamente serviti di questa sospetta testimonianza senz'aver riguardo alla precisa e probabile autorità di Nennio: «_Interea venerunt tres Chiulae a Germania_ in exilio pulsae, _in quibus erant Hors, et Hengist_.»
[269] Nennio attribuisce a' Sassoni l'uccisione di trecento Capi Brettoni: delitto non incoerente a' selvaggi loro costumi. Ma non siam obbligati a credere (Vedi Jeffrey di Monmouth _L. VIII c. 9, 12_), che _Stonehenge_ sia un monumento di essi, che i giganti avevano anticamente trasportato dall'Affrica nell'Irlanda, e che fu quindi recato nella Brettagna per ordine d'Ambrogio, e per l'arte di Merlino.
[270] Tutte queste Tribù vengono espressamente enumerate da Beda (_L. I c. 15 p. 52 L. V c. 9 p. 190_), e quantunque io abbia esaminato le osservazioni del Whitaker (_Ist. di Manchest. vol. II p. 538, 443_) pure non vedo quale assurdità venga da supporre, che i Frisi ec. si fossero mescolati con gli Anglo-Sassoni.
[271] Beda ha enumerato sette Re, due Sassoni, uno Juta, e quattro Angli, che l'uno dopo l'altro acquistarono una indefinita superiorità di potenza e di fama nell'Eptarchia. Ma il regno loro fu l'effetto non della legge, ma della conquista; ed egli osserva in simili termini, che uno di essi soggiogò le isole di Man e d'Anglesey, ed un altro impose tributo agli Scoti, ed a' Pitti (_Hist. Eccl. Lib. II cap. 5 p. 83_).
[272] Vedi Gilda, _de excid. Britann. cap. I pag. 1 Edit. Gale_.
[273] Il Whitaker (_Istor. di Manchester Vol. II p. 503, 516_) ha sottilmente esposta questa patente assurdità, che si era passata senz'avvertirla dagl'Istorici generali, occupati ad esaminare avvenimenti più interessanti.
[274] A Beran-birig, o castel Barbury, vicino a Marlborough. La Cronica Sassone determina il nome e la data; Cambden (_Britannia Vol. I p. 128_) fissa il luogo; ed Enrico d'Huntingdon (_Scriptor. post. Bedam p. 314_) riferisce le circostanze di questa battaglia. Esse son probabili e caratteristiche; e gli Storici del secolo XII potevan consultare dei materiali, che non esistono più.
[275] Cornovaglia fu soggiogata finalmente da Atelstano (_an. 927, 941_), che fissò una Colonia Inglese a Exeter, e confinò i Brettoni di là dal fiume Tamar. Vedi Guglielmo di Malmsbury _L. II_ fra gli Scrittori _post Bedam p. 50_. Lo spirito de' Cavalieri di Cornovaglia restò avvilito dalla servitù, e sembra, secondo il romanzo di Tristram, che la loro infingardaggine si fosse quasi ridotta in proverbio.
[276] Si prova lo stabilimento de' Brettoni nella Gallia, seguito nel sesto secolo, per mezzo di Procopio, di Gregorio di Tours, del secondo Concilio Turonense (_an._ 567), e delle loro croniche, e vite di Santi meno sospette. La sottoscrizione d'un Vescovo de' Brettoni al primo Concilio Turonense (_an._ 461 o piuttosto 481), l'armata di Riotamo, e le incerte declamazioni di Gilda (_alii transmarinas petebant regiones c. 25 p. 8_) posson dar motivo a fissare un'emigrazione verso la metà del quinto secolo. Prima di quella epoca i Brettoni dell'Armorica non si trovano, che ne' romanzi; e mi fa maraviglia, che il Whitaker (_Genuina Istor. de' Brettoni p. 214, 221_) abbia si fedelmente copiato la grossolana ignoranza di Carte, di cui ha sì rigorosamente gastigato gli errori più leggieri.
[277] Le antichità di _Brettagna_, che sono state soggetto anche di controversie politiche, si sono illustrate da Adriano Valesio (_Notitia Galliar. sub voce Britannia Cismarina p. 98, 100_), dal Da Anville (_Notice de l'ancienne Gaule, Corisopiti, Curiosolites, Osismii, Vergavium p. 248, 258, 308, 720_ ed _Etats de l'Europ. p. 76, 80_), da Longuerue (_Descript. de la France Tom._ I p. 84, 94), e dall'Abbate Vertot (_Hist. crit. de l'Etablissem. des Bretons dans les Gaules 2 Vol. in 12 Paris 1720_). Io non posso avere che il merito d'esaminare le prove originali, ch'essi hanno prodotte.
[278] Beda, che nella sua cronica (p. 28) pone Ambrogio sotto il regno di Zenone (_an. 474, 491_) osserva, che i suoi maggiori erano stati _purpura induti_, lo che egli spiega nella sua storia Ecclesiastica colle parole _regium nomen et insigne ferentibus_ (_L. I c. 16 p. 53_). L'espressione di Nennio (_c. 44 p. 110 Edit. Gale_) è vieppiù singolare: _Unus de_ consulibus _Gentis Romanicae est pater meus_.
[279] Per unanime, quantunque dubbiosa, congettura dei nostri Antiquari, Ambrogio si confonde con Natanleod, che perdè la vita l'anno 508 insieme con cinquemila de' suoi sudditi in una battaglia contro Cerdic, Sassone occidentale (_Chron. Saxon. p. 17, 18_).
[280] Siccome non mi son noti i Bardi di Galles Myrdhiu, Llomarch, e Taliessin, la mia fede intorno all'esistenza, ed imprese d'Arturo posa principalmente sulla testimonianza semplice e circostanziata di Nennio (_Hist. Brit. c. 62, 63 p. 114_). Il Whitaker (_Istor. di Manchester Vol. 2 p. 31, 71_) ha fatto una interessante, ed anche probabile descrizione delle guerre d'Arturo; quantunque sia impossibile d'accordare la verità della Tavola rotonda.
[281] Il progresso de' Romanzi, e lo stato della letteratura, nel medio Evo, sono illustrati da Tommaso Wharton col gusto di un Poeta, e con la minuta diligenza d'un Antiquario Io ho tratto grande istruzione dalle due dotte dissertazioni, premesse al primo volume della sua Storia della Poesia Inglese.
[282] _Hoc anno_ (490) _Aella et Cissa obsederunt Andredes Ceaster et interfecerunt omnes, qui id incoluerunt; adeo ut ne unus Brito ibi superstes fuerit_ (_Chron. Saxon. pag. 15_): espressione più terribile nella sua semplicità, che tutte le vaghe e tediose lamentazioni del Geremia Britannico.
[283] Andredes-Ceaster, o Andrida si pone da Cambden (_Britannia Vol. I p. 258_) a Newenden, ne' paludosi terreni di Kent, che forse anticamente eran coperti dal mare, e sull'orlo della gran foresta (Anderida), che occupava una porzione sì grande delle Province, di Hampshire, e di Sussex.
[284] Il Dottor Iohnson afferma, che _poche_ parole Inglesi sono d'origine Britannica. Il Whitaker, che intende il linguaggio Britanno, ne ha scoperte più di _tremila_, ed attualmente ne pubblica un lungo, e vario catalogo (_V._ II p. 235 329.) Può essere in vero, che molte di queste parole siano passate dal Latino, o dal Sassone nell'idioma nativo della Brettagna.
[285] Al principio del settimo secolo i Franchi e gli Anglo-Sassoni reciprocamente intendevano il linguaggio gli uni degli altri, ch'era derivato dalla medesima radice Teutonica (Beda _L. I c. 25 p. 60_).
[286] Dopo la prima generazione de' Missionari Italiani o Scoti, le dignità della Chiesa furon occupate da' proseliti Sassoni.
[287] Carte _Istor. d'Inghil. Vol. I, 195_. Ei cita gl'Istorici Brettoni; ma temo assai, che l'unico suo autore sia Jeffrey di Monmouth (_L. VI c. 15_).
[288] Beda _Hist. Eccl. L. I c. 15 p. 52_. Il fatto è probabile, e ben attestato: pure la mescolanza delle Tribù germaniche era talmente libera, che noi troviamo, in un tempo successivo, la legge degli Angli e de' Warini di Germania (Lindebrog. _Cod. p. 479, 486_).
[289] Vedasi l'utile e laboriosa Storia della Gran Brettagna del Dottore Henry (_Vol. II p. 388_).
[290] _Quidquid_ (dice Gio. di Tinemouth) _inter Tynam et Tesam fluvios extitit sola eremi vastitudo tunc temporis fuit, et idcirco nullius ditioni servivit eo quod sola indomitorum, et sylvestrium animalium spelunca, et abitatio fuit_ (ap. Carte _Vol. I p. 195_). Si sa dal Vescovo Nicholson (_Biblioteca Istorica Inglese, p. 65, 98_) che si conservano nelle librerie d'Oxford, di Lambeth ec. alcune belle copie delle ampie collezioni di Gio. di Tinemouth.
[291] Vedi la missione di Wilfrido ec. appresso Beda (_Hist. Eccl L. IV c. 13, 16 p. 155, 156-159_).
[292] Dalla concorde testimonianza di Beda (_Lib. II c. I p. 78_), e di Guglielmo di Malmsbury (_L._ III p. 102) si rileva, che gli Anglo-Sassoni persisterono in questa pratica, contraria alla natura da' primi fino agli ultimi loro tempi. I loro giovani venivano pubblicamente venduti sul mercato di Roma.
[293] Secondo le Leggi d'Ina, essi non potevano esser legittimamente venduti di là dal mare.
[294] La vita d'un uomo _Walus_ o _Cambricus_, che possedeva una certa misura di terra (_hyde_), è computata 120 scillini, dalle medesime leggi (d'Ina _Tit. 32 in Leg. Anglo-Saxon. p. 10_), che accordavano 200 scillini per un Sassone libero, e 1200 per un Thane (Vedi _Leg. Anglo-Saxon. p. 71_). Noi possiam osservare, che questi Legislatori, cioè i Sassoni occidentali ed i Mercj, continuarono le Britanniche loro conquiste, anche dopo d'esser divenuti Cristiani. Le Leggi de' quattro Re di Kent, non si degnano di prender cognizione dell'esistenza d'alcun suddito Britannico.
[295] Vedi Carte _Istor. d'Inghilt. vol. 1. p. 278_.
[296] Beda al fine della sua storia (an. 731) descrive lo stato Ecclesiastico dell'Isola, e censura l'implacabile, quantunque impotente, odio de' Brettoni contro la nazione Inglese, e la Chiesa Cattolica (_L. V. c. 23 p. 219_).
[297] Il giro di Pennant in Galles (p. 426, 449) mi ha somministrato un curioso ed interessante ragguaglio de' Bardi di Galles. Nell'anno 1568 fu tenuta una sessione a Caerwys per ispecial comando della Regina Elisabetta, e furono conferiti regolarmente i gradi nella musica vocale ed istrumentale a cinquantacinque suonatori. Il premio (ch'era un'arpa d'argento) fu aggiudicato dalla famiglia Mostyn.
[298] _Regio longe lateque diffusa, milite, magis quam credibile sit, referta. Partibus equidem in illis miles unus quinquaginta generat, sortitus more barbaro denas, aut amplius uxores._ Questo rimprovero di Guglielmo di Poitiers (_negli Storici di Francia Tom. XI. p. 88_) vien contraddetto dagli Editori Benedettini.
[299] Giraldo Cambrense ristringe questo dono d'ardita e facile eloquenza a' Romani, a' Francesi, ed a' Britanni. Il malizioso Gallese vuol far credere, che la taciturnità Inglese potrebb'esser forse l'effetto della lor servitù sotto i Normanni.
[300] La pittura de' costumi di Galles e dell'Armorica è tratta da Giraldo (_Descript. Cambriae c. 6, 15 inter Scriptor. Cambden p. 886, 891_), e dagli autori, che cita l'Abbate di Vertot (_Hist. crit. Tom. II. p. 259, 266_).
[301] Vedi Procopio _De bell. Gothic. L._ IV. c. 20, p. 620, 625. L'Istorico Greco stesso è così confuso dalle maraviglie ch'ei riferisce, che appena tenta di distinguer le isole di _Brittia_, e di _Brettagna_, ch'egli ha identificato per mezzo di tante inseparabili circostanze.
[302] Teodeberto, nipote di Clodoveo, e Re d'Austrasia, era il più potente e guerriero Principe del suo tempo; e questa notabile avventura si può collocare fra gli anni 534 e 547 che furono gli estremi termini del suo regno. Teudechilde, sua sorella si ritirò a Sens, dove fondò Monasteri, e distribuì elemosine (Vedi le note degli Editori Benedettini _in Tom. II. p. 216_). Se prestiamo fede alle lodi di Fortunato (_L. VI. Carm. 5. in Tom. II. p. 507_) Radigero restò privo di una moglie molto stimabile.
[303] Era forse sorella d'uno de' Principi, o Capi degli Angli, che nel 527 e ne' seguenti anni sbarcarono fra l'Umber ed il Tamigi, ed appoco appoco fondarono i regni dell'Inghilterra Orientale e della Mercia. Agli scrittori Inglesi è ignoto il nome e l'esistenza di essa: ma Procopio può avere somministrato a Rowe il carattere e la situazione di Rodoguna nella tragedia del Convertito reale.
[304] Nella copiosa storia di Gregorio di Tours non possiamo trovare alcuna traccia d'ostile o amichevol commercio fra la Francia e l'Inghilterra, eccettuato il matrimonio della figlia di Cariberto Re di Parigi, _quam Regis_ cujusdam _in Cantia filius matrimonio copulavit_ (_l. IX. c. 26 in Tom. II. p. 348_). Il Vescovo di Tours finì la sua storia, e la vita quasi immediatamente prima della conversione di Kent.
OSSERVAZIONI GENERALI
_Sulla caduta del Romano Impero dell'Occidente._