Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 07

Part 12

Chapter 123,447 wordsPublic domain

[179] Vedasi l'original conferenza (_in Tom. IV. p. 99, 102_). Avito, principale attore, e probabilmente segretario del Congresso, era Vescovo di Vienna. Un breve ragguaglio della persona e delle opere di esso può trovarsi presso il Dupin (_Biblioth. Eccles. Tom. V. p. 5, 10_).

[180] Gregorio di Tours (_L. III. c. 19. in Tom. II. p. 199_) soddisfa il suo genio, o piuttosto trascrive qualche più eloquente scrittore nella descrizion di Digione, Fortezza che già meritava il titolo di Città. Fu dipendente da' Vescovi di Langres fino al duodecimo secolo, ed in seguito divenne la capitale de' Duchi di Borgogna. (Longuerue, _Descript. de la France P. 1. p. 280_).

[181] L'Epitomatore di Gregorio di Tours (_in Tom. II. p. 401_) ci ha conservato questo numero di Franchi; ma suppone arbitrariamente, ch'essi fossero tagliati a pezzi da Gundobaldo. Il prudente Borgognone risparmiò i soldati di Clodoveo, e gli mandò prigionieri al Re de' Visigoti, che gli stabilì nel Territorio di Tolosa.

[182] In questa guerra di Borgogna ho seguitato Gregorio di Tours (_L. II. c. 32, 33. in Tom. II. p. 176, 279_) la narrazione del quale _sembra_ così contraria a quella di Procopio (_De Bell. Goth. L. I. c. 12. in Tom. II. p. 31, 32_), che alcuni critici hanno supposto _due_ guerre diverse. L'Abbate Dubos (_Hist. Crit. ec. Tom. II. p. 126, 162_) ne ha distintamente rappresentate le cause, e gli eventi.

[183] Vedasi la sua vita, o leggenda (_in Tom. III. p. 402_). Martire! come si è stranamente allontanata, questa parola dall'originale suo senso di comun testimone. S. Sigismondo era famoso per la cura delle febbri.

[184] Avanti la fine del quinto secolo, la Chiesa di S. Maurizio, e la sua legione Tebea, aveva reso Agauno un luogo di devoto pellegrinaggio. Una promiscua comunità di ambidue i sessi vi aveva introdotto alcuno opere di tenebre, che furono abolite (l'anno 515) dal regolar monastero di Sigismondo. Dentro i cinquant'anni, i suoi _Angeli di luce_ fecero una sortita notturna, per assassinare il loro Vescovo col suo Clero. Vedi nella Biblioteca Ragionata (_Tom. 36, p. 435, 438_) la curiosa osservazione d'un erudito Bibliotecario di Ginevra.

[185] Mario, Vescovo d'Avenche (_Chron. in Tom. II. p. 15_), ha notato le date autentiche, e Gregorio di Tours (_L. III. c. 5, 6. in Tom. II. p. 188, 189_) ha espresso i fatti principali della vita di Sigismondo, e della conquista di Borgogna. Procopio (_in Tom. II. p. 34_), ed Agatia (_in Tom. II. p. 49_) dimostrano l'imperfetta e remota loro cognizione di tali avvenimenti.

[186] Gregorio di Tours (_L. II. c. 37. in Tom. II. p. 181_) riporta il breve ma persuasivo discorso di Clodoveo. _Valde moleste fero quod hi Ariani partem teneant Galliarum_ (l'Autore delle _Gest. Francor. in Tom. II. p. 553_. aggiunge il prezioso epiteto _d'Optimam_); _eamus cum adiutorio Dei, et superatis eis, redigamus terram in ditionem nostram_.

[187] _Tunc Rex proiecit a se in directum Bipennem suam, quod est Francisca etc. Gest. Francor. in Tom. II. p. 554._ La forma, e l'uso di quest'arme si descrivono chiaramente da Procopio (_in Tom. II. pag. 37_). Posson trovarsi degli esempi del suo nome _nazionale_ in Latino ed in Francese, nel Glossario del Ducange, e nel gran Dizionario di Trevoux.

[188] È singolare, che si trovino alcuni importanti, ed autentici fatti in una vita di Quinziano, composta in rima, nell'antico dialetto (_Patois_) di Rovergue. Dubos, _Hist. Crit. ec. Tom. II. p. 179._

[189] _Quamvis fortitudini vestrae confidentiam tribuat parentum vestrorum innumerabilis multitudo; quamvis Attilam potentem reminiscamini Visigothorum viribus inclinatum; tamen quia populorum ferocia corda longa pace mollescunt, cavete subito in aleam mittere, quos constat tantis temporibus exercitia, non habere_. Tal era il salutevole ma infruttuoso consiglio pacifico della ragione, e di Teodorico. (Cassiodoro _L. III. ep. 2_).

[190] Montesquieu (_Espr. des Loix. L. XV. c. 14_) riferisce ed approva la legge de' Visigoti (_L. IX. Tit. 2. in Tom. IV. p. 425_) che obbligava tutti i Padroni ad armare e mandare o condurre nel campo la decima parte de' loro schiavi.

[191] Questa specie di divinazione, cioè di prendere come un augurio le prime parole sacre, che in certe particolari circostanze si presentassero all'occhio, o all'orecchio, fu tratta da' Pagani; e si sostituì la Bibbia, o il Salterio a' Poemi di Omero e di Virgilio. Dal quarto secolo fino al decimoquarto, queste _sortes Sanctorum_, come si dicono, furono più volte condannate da' decreti de' Concili, e più volte praticate da' Re, dai Vescovi, e da' Santi. Vedasi una curiosa Dissertazione dell'Abbate du Resnel nelle memorie dell'Accademia _Tom. XIX. p. 287, 320_.

[192] Dopo aver corretto il testo, o scusato l'error di Procopio, che pone la disfatta d'Alarico vicino a Carcassona, possiam concludere dalla testimonianza di Gregorio, di Fortunato, o dell'Autore delle _Gesta Francorum_, che la battaglia seguì _in campo Vocludensi_ sulle rive del Clain, circa dieci miglia al mezzodì di Poitiers. Clodoveo sorprese ed attaccò i Visigoti vicino a Vivonna, e fu decisa la vittoria in vicinanza d'un villaggio tuttavia chiamato _Champagne S. Hilaire_. (Vedi le dissertazioni dell'Abbate le Boeuf _Tom. 1. p. 304, 311_).

[193] Angolemme è nella strada, che da Poitiers conduce a Bordò; e quantunque Gregorio differisca l'assedio, si può creder più facilmente, ch'esso abbia confuso l'ordine della istoria, di quel che Clodoveo trascurasse le regole della guerra.

[194] _Pyrenaeos montes usque Perpinianum subiecit_: Tal è, l'espressione di Rorico, che dimostra la recente sua data, poichè Perpignano non esistè prima del decimo secolo (_Marca Hispanica p. 458_). Questo florido e favoloso scrittore (ch'era forse un Monaco d'Amiens, vedi l'Abbate le Boeuf, _Mem. de l'Academ. Tom. XVII. p. 228, 245_) riferisce, sotto l'allegorico carattere di Pastore, l'istoria generale dei Franchi, suoi nazionali; ma il suo racconto finisce con la morte di Clodoveo.

[195] L'autore delle _Gesta Francorum_ positivamente afferma che Clodoveo stabilì un corpo di Franchi nella Santongia, e nel Bordelese: ed è seguitato non senza ragione da Rorico: _Electos milites atque fortissimos, cum parvulis atque mulieribus._ Pure sembra, ch'essi tosto si mescolassero co' Romani dell'Aquitania, finattantochè Carlo Magno vi condusse una più numerosa, e potente Colonia (Dubos, _Hist. Crit. Tom. II. p. 215_).

[196] Nella descrizione della guerra Gotica mi son servito de' seguenti materiali, col dovuto riguardo al disugual valore di essi; cioè, di quattro lettere di Teodorico Re d'Italia (Cassiod. _L. III. epist. 1 in Tom. IV. p. 3, 5_), di Procopio (_de Bell. Goth. L. I. c. 12. in Tom. II. p. 32, 33_), di Gregorio di Tours (_L. II. c. 35, 36, 37. in Tom. II. p. 181, 183_), di Giornandes (_de reb. Getic. c. 38. in Tom. II. p. 28_), di Fortunato (_in Vit. S. Hilar. in Tom. III. p. 380_), d'Isidoro (_in Cron. Goth. in Tom. II. p. 702_), dell'Epitome di Gregorio Turonense (_in Tom. II. p. 401_), dell'Autore delle _Gesta Francor._ (_in Tom. II. p. 453, 555_), de' Frammenti di Fredegario (_in Tom. II. p. 473_), d'Aimoino (_L. I. c. 20 in Tom. III. p. 41, 42_) e di Rorico (_L. IV. Tom. III. p. 14, 19_).

[197] I _Fasti_ d'Italia dovevan naturalmente rigettare un Console, nemico del loro Sovrano; ma qualunque ingegnosa ipotesi, che spiegasse il silenzio di Costantinopoli, e dell'Egitto (cioè della cronica di Marcellino, e della Pasquale) vien distrutta da un simil silenzio di Mario, Vescovo di Avenche, che compose i suoi Fasti nel regno di Borgogna. Se la testimonianza di Gregorio di Tours fosse meno grave e positiva (_L. II. c. 38. in Tom. II. p. 183_), io crederei che Clodoveo ricevesse, come Odoacre, il titolo e gli onori durevoli di _Patrizio._ (_Pagi, Crit. Tom. II. p. 474, 492_).

[198] Sotto i Re Merovingici, Marsilia ricevea sempre dall'Oriente Carta, Vino, Olio, Lino, Seta, Pietre preziose, Spezierie ec. I Galli, e i Franchi negoziavano nella Siria, ed i Sirj si stabilivano nella Gallia. (Vedi il de Guignes, _Memor. de l'Academ. Tom. XXXVII. p. 441, 475_).

[199] (_Poichè non si reputava, che i Franchi possedessero la Gallia con sicurezza, se l'Imperatore non confermava tal fatto_) Оυ γαρ πστε ωοντο Γαλλιας ξυντω ασφαλει κεκτησθαι φρανγοι, μη του αυτοκρατορος το εργον επισφραγισαντος τουτο γε. Questa forte dichiarazione di Procopio (_de Bell. Goth. L. III. c. 33. in Tom. II. p. 41_) servirebbe quasi a giustificare l'Abbate Dubos.

[200] I Franchi, che probabilmente si servirono delle Zecche di Treveri, di Lione e d'Arles, imitarono il conio degli Imperatori Romani di sessantadue _soldi_, o pezzi di moneta per libbra d'oro. Ma siccome i Franchi ammettevano una proporzione decupla fra l'oro e l'argento, dieci scellini corrisponderanno al valore del loro soldo d'oro. Questo era la comune misura delle multe de' Barbari, e conteneva quaranta _denarii_, o piccole monete d'argento del valore di tre soldi. Dodici di questi denarii formavano un solido, o uno scellino, cioè la ventesima parte d'una _libbra_ d'argento di peso e di numero, che si è tanto stranamente diminuita nella Francia moderna. (Vedi le Blanc, _Traitè Histor. des Monnoyes de France p. 37, 43. ec._)

[201] Agatia _in Tom. II. p. 47_. Gregorio di Tours ne fa una pittura molto differente. Non sarebbe forse così facile il trovare, dentro il medesimo istorico periodo, più vizi e meno virtù. Continuamente ci si presenta con disgusto l'unione di selvaggi e di corrotti costumi.

[202] Il de Foncemagne ha delineato in una corretta ed elegante dissertazione (_Mem. de l'Acad. Tom. VIII, p. 505, 518_) l'estensione, ed i limiti della Monarchia francese.

[203] L'Abbate Dubos (_Hist. Crit. Tom. I. p. 29, 36_) ha esposto con verità, e piacevolmente, il tardo progresso di tali studj; ed osserva, che Gregorio di Tours era stato solo stampato una volta prima dell'anno 1560. Secondo la querela dell'Heineccio (_Oper. Tom. II. Syllog. III. p. 248_ ec.) la Germania ricevè con indifferenza e disprezzo i Codici delle Leggi barbare, che furono pubblicate dall'Heroldo, dal Lindebrogio ec. Presentemente quelle Leggi (per quanto si riferiscono alla Gallia), l'istoria di Gregorio Turonense, e tutti i monumenti della stirpe Merovingica, son posti in un puro, e perfetto stato ne' primi quattro volumi degl'Istorici di Francia.

[204] Nello spazio di trent'anni (_dal 1728 al 1765_) quest'importante soggetto si è trattato dal libero spirito del Conte di Boulainvilliers (_Memoir. Histor. sur l'état de la France_, specialmente _nel Tom. I. p. 15, 49_), dall'erudito ingegno dell'Abbate Dubos (_Hist. Crit. de l'Etabliss. da la Monarch. Franc. dans les Gaules 2. vol. 4_), dall'esteso genio del Presidente di Montesquieu (_Espr. des Loix_ particolarmente _L. XXVIII, XXX, XXXI_), e dal buon senso, e dalla diligenza dell'Abbate di Mably (_Observations sur l'Histoir. de France 2 vol. 12_).

[205] Io ho tratto gran lume dalle due dotte opere dell'Heineccio, cioè dall'_Istoria_, e dagli _Elementi_ del Diritto Germanico. In una giudiziosa prefazione agli Elementi, egli esamina e procura di scusare i difetti di quella barbara Giurisprudenza.

[206] Sembra, che la lingua originale del Gius Salico fosse latina. Esso fu probabilmente composto al principio del quinto secolo, avanti l'era (_an. 421_) del vero, o falso Faramondo. La prefazione di quel Gius fa menzione de' quattro Cantoni, da' quali si presero i quattro legislatori: e molte Province, come la Franconia, la Sassonia, l'Annover, il Brabante ec., hanno preteso, che loro appartenessero. (Vedasi un'eccellente dissertazione dell'Heineccio, _de lege Salica Tom. III Syllog. p. 147, 267_).

[207] Eginard _in vita Caroli M. c. 29 in Tom. V p. 100_. Per questi due corpi di Leggi, i Critici per la maggior parte intendono le Saliche, e le Ripuarie. Le prime s'estendevano dalla selva Carbonaria sino alla Loira (Tom. VI p. 151); e le altre potevano aver vigore dalla medesima selva fino al Reno (Tom. IV p. 222).

[208] Si consultino le antiche e moderna prefazioni de' vari Codici, nel quarto volume degl'Istorici di Francia. Il prologo originale alle Leggi Saliche esprime (quantunque in un dialetto straniero) il vero spirito de' Franchi, con maggior forza che i dieci libri di Gregorio di Tours.

[209] La Legge Ripuaria dichiara e stabilisce quest'indulgenza in favore dell'attore (_Tit. XXXI in Tom. IV p. 240_); e si suppone, o s'esprime la stessa tolleranza in tutti i codici, eccettuato quello de' Visigoti di Spagna: _Tanta diversitas legum_ (dice Agobardo nel nono secolo) _quanta non solum in regionibus aut civitatibus, sed etiam in multis domibus habetur. Nam plerumque contingit ut simul eant, aut sedeant quinque homines; et nullus eorum communem legem cum altero habeat_ (_in Tom. VI p. 350_). Egli stoltamente propone d'introdurre una conformità di leggi, ugualmente che di fede.

[210] _Inter Romanos negotia caussarum Romanis legibus praecipimus terminari_. Tali sono le parole d'una costituzion generale, promulgata da Clotario, figlio di Clodoveo, restato solo Monarca de' Franchi (_in Tom. IV p. 116_) verso l'anno 560.

[211] Questa libertà d'elezione si è opportunamente dedotta (_Espr. des Loix L. XXVIII. 2_) da una Costituzione di Lotario I. (_Leg. Longob. l. II. Tit. 57 in Cod. Lindembrog. p. 664_) quantunque l'esempio sia troppo recente e parziale. Da una diversa lezione nella Legge Salica (_Tit. LXIV not. 45_) l'Abbate di Mably (_Tom. 1 p. 290, 293_) ha congetturato, che a principio i _soli Barbari_, ed in seguito _chiunque_ (e conseguentemente anche i Romani) potessero vivere secondo la legge de' Franchi. Mi dispiace d'oppormi a questa ingegnosa congettura, osservando, che il senso più stretto (_Barbarum_) si esprime nella copia riformata di Carlo Magno, che si conferma da' Manoscritti, Reali e di Wolfenbuttel. L'interpretazione più larga (_hominem_) non è autorizzata, che dal manoscritto di Fulda, da cui Heroldo pubblicò la sua edizione. Vedi i quattro Testi originali della Legge Salica nel _Tom. IV p. 147, 173, 196, 220_.

[212] Ne' tempi eroici della Grecia il delitto d'omicidio si espiava mediante una pecuniaria soddisfazione alla famiglia del morto (Feichius, _Antiquit_. Homer. _L. II c. 8_). L'Heineccio, nella sua Prefazione agli elementi del Gius Germanico, favorevolmente suggerisce, che in Roma, ed in Atene l'omicidio era punito solo coll'esilio. Questo è vero, ma l'esilio era una pena _capitale_ per un cittadino Romano, o Ateniese.

[213] Questa proporzione è fissata dalle Leggi Salica (_Tit. 44 in Tom. IV p. 147_), e Ripuaria (_Tit. 7, 11, 36 in Tom. IV p. 237, 241_); ma l'ultima non fa alcuna distinzione de' Romani. L'ordine però del Clero è posto sopra i Franchi medesimi, ed i Borgognoni e gli Alemanni fra i Franchi ed i Romani.

[214] Gli Antrustiones, _qui in truste dominica sunt, leudi, fideles_, sicuramente rappresentano il prim'ordine de' Franchi; ma è dubbioso, se il loro grado era personale o ereditario. All'Abbate di Mably (_Tom. 1 p. 334, 347_) non è dispiaciuto di mortificare l'orgoglio della nascita (_Espr. LXXX c. 25_) con fissare il principio della nobiltà Francese dal regno di Clotario II (_an. 615_).

[215] Vedi le Leggi di Borgogna (_Tit. II in Tom. IV p. 157_), il Codice de' Visigoti (_L. VI Tit. V in Tom. IV p. 384_) e la costituzione di Childeberto, non di Parigi, ma certamente d'Austria (_in Tom. IV p. 112_). L'immatura loro severità fu alle volte temeraria ed eccessiva. Childeberto condannò alla morte non solamente gli omicidi, ma anche i ladri: _quamodo sine lege involavit, sine lege moriatur_; e fino il Giudice negligente era involto nella medesima sentenza. I Visigoti abbandonavano un chirurgo, che male fosse riuscito nelle sue operazioni, alla famiglia del morto, _ut quod de eo facere voluerint habeant potestatem. L. XI Tit. 1 in Tom. IV p. 435_.

[216] Vedi nel sesto Tomo delle opere dell'Heineccio (_Elementa Juris Germanici L. II p. II n. 251, 262, 280, 283_). Pure si può trovare in Germania qualche vestigio di queste pecuniarie composizioni fino al secolo decimo sesto.

[217] Tutta la materia de' Giudici Germanici, e della loro giurisdizione, è trattata copiosamente dall'Heineccio (_Elem. Jur. Germ. l. III n. 1, 72_). Io non posso trovare alcuna prova, che sotto la stirpe Merovingica gli _Scabini_, o assessori fossero eletti dal Popolo.

[218] Gregor. Turon. _l. VIII c. 9 in Tom. II p. 316_. Montesquieu osserva (_Espr. des Loix L. XXVIII c. 13_), che la Legge Salica non ammetteva queste _prove negative_, tanto generalmente stabilite ne' Codici Barbari. Pure quell'oscura concubina (Fredegunda), che divenne moglie del nipote di Clodoveo, doveva seguire la Legge Salica.

[219] Il Muratori nelle Antichità d'Italia ha fatto due Dissertazioni (XXXVIII e XXXIX) sopra i _giudizj di Dio_. Si pretendeva, che il _fuoco_ non bruciasse l'innocente, e che il puro elemento dell'_acqua_ non permettesse, che il colpevole s'immergesse nel suo seno.

[220] Montesquieu (_Espr. des Loix 1. XXVIII c. 17_) ha condisceso a spiegare, e scusare _la maniere de penser de nos peres_ intorno a' combattimenti giudiciali. Ei seguita questo stravagante istituto dal tempo di Gundobaldo fino a quello di S. Luigi; ed il filosofo alle volte si perde nel Legale antiquario.

[221] In un memorabil duello, fatto ad Aquisgrana (l'_an. 820_) in presenza dell'Imperator Lodovico Pio, osserva il suo Biografo che _secundum legem propriam, nipote quia uterque Gothus erat, equestri pugna congressus est_ (_Vit. Ludovic. Pii c. 33 in Tom. VI p. 103_). Ermoldo Nigello (_l. III 543, 628 in Tom. VI p. 48, 50_) che descrive quel duello, ammira l'_arte nuova_ di combattere a cavallo, che era incognita a' Franchi.

[222] Gundobaldo, nell'originale suo editto, pubblicato a Lione (l'_anno 501_) stabilisce, e giustifica l'uso del combattimento giudiciale (_Leg. Burgund, Tit. XIV in Tom. II p. 267, 268_). Trecento anni dopo, Agobardo, Vescovo di Lione, sollecitò Lodovico Pio ad abolire la legge d'un Arriano tiranno (_in Tom. VI p. 356, 358_). Ei riferisce il Dialogo di Gundobaldo, e d'Avito.

[223] _Accidit_, dice Agobardo, _ut non solum valentes viribus, sed etiam infirmi et senes lacessantur ad pugnam etiam pro vilissimis rebus. Quibus foralibus certaminibus contingunt homicidia iniusta, et crudeles ac perversi eventus iudiciorum_. Come prudente rettorico; sopprime il legale privilegio di far uso de' campioni.

[224] Montesquieu (_Espr. des Loix XXVIII c. 14_) che intende _perchè_ fu ammesso il combattimento giudiciale da' Borgognoni, da' Ripuari, dagli Alemanni, da' Bavari, da' Lombardi, da' Turingi, da' Frisoni, e da' Sassoni, è persuaso (ed Agobardo sembra, che sostenga tal asserzione), che il medesimo non era permesso dalla Legge Salica. Pure si fa menzione dell'istesso uso, almeno ne' casi di delitti di Stato, da Ermoldo Nigello (_l. III 543 in Tom. VI p. 48_), e dall'anonimo Biografo di Ludovico Pio (c. 46 _in Tom. VI p. 112_); come _mos antiquus Francorum, more Francis solito ec._: espressioni troppo generali per escludere la più nobile delle loro Tribù.

[225] Cesare _de Bell. Gallic. lib. 1 cap. 31 in Tom. 2 pag. 213._

[226] Gli oscuri segni d'una divisione di terre, accidentalmente sparsi nelle Leggi de' Borgognoni (_Tit. 54 n. 1, 2 in Tom. IV p. 271, 272_) e de' Visigoti (_l. X Tit. 1 n. 8, 9, 16 in Tom. IV p. 428, 429, 430_) sono abilmente spiegati dal Presidente di Montesquieu (_Espr. des Loix l. XXX c. 7, 8, 9_). Aggiungerò solamente, che fra' Goti sembra, che la divisione si fissasse a giudizio de' vicini; che i Barbari spesso usurpavano l'altro _terzo_; e che i Romani potevano ricuperare i loro diritti, purchè non ne fossero restati privi per una prescrizione di cinquant'anni.

[227] Egli è molto singolare, che il Presidente di Montesquieu (_Espr. des Loix l. XXX c. 7_), e l'Abbate di Mably (_Observat. Tom. 1 p. 21, 22_) convengano in questa strana supposizione d'un arbitraria e privata rapina. Il Conte di Boulainvilliers (_Etat de la France Tom. 1 p. 22, 23_) dimostra un forte ingegno a traverso un nuvolo d'ignoranza, e di pregiudizio.

[228] Vedi l'Editto, o piuttosto il Codice rurale di Carlo Magno, che contiene settanta distinti e minuti regolamenti di quel gran Monarca (_in Tom. V p. 652, 657_). Ei chiede conto delle corna, e delle pelli delle capre, permette che sia venduto il suo pesce, ed accuratamente ordina, che le ville più grosse (_Capitaneae_) mantengano cento polli, e trenta oche; e le più piccole (_mansionales_) cinquanta polli, e dodici oche. Il Mabillon (_de re diplomatica_) ha investigato i nomi, il numero, e la situazione delle ville Merovingiche.

[229] Da un passo delle Leggi Borgognone (_Tit. 1 n. 4 in Tom. IV p. 257_) è chiaro, che un figlio meritevole poteva sperare di ritenere le terre che suo padre avea ricevuto dalla real bontà di Gundobaldo. I Borgognoni avranno mantenuto con fermezza il lor privilegio, ed il lor esempio potè incoraggire i beneficiari di Francia.

[230] Le rivoluzioni de' Benefizi, e de' Feudi sono chiaramente determinate dall'Abbate di Mably. L'accurata sua distinzione de' tempi gli conferisce un merito, che non ha neppur Montesquieu.

[231] Vedi la legge Salica (_Tit. 62 in Tom. IV p. 156_). L'origine, e la natura di queste terre saliche, che ne' tempi d'ignoranza si conoscevan perfettamente, adesso rendon perplessi i nostri più eruditi e sagaci critici.

[232] Molti fra' dugentosei miracoli di S. Martino (Gregorio Turonense _in Max. Biblioth. Patrum Tom. XI pag. 895, 932_) furono più volte fatti per punire il sacrilegio: _Audite haec, omnes_ (esclama il Vescovo di Tours) _potestatem habentes_, dopo aver riferito, come alcuni cavalli che erano stati condotti in un prato sacro, erano divenuti furiosi.

[233] Heinecci, _Elem. Jur. German. l. II p. 1 n. 88_.

[234] Giona, Vescovo d'Orleans, (an. 821, 826. Cavo, _Hist. Litter_. p. 443) censura la _legal_ tirannia de' nobili: _Pro feris, quas cura hominum non aluit, sed Deus in commune mortalibus ad utendum concessit, pauperes a potentioribus spoliantur, flagellantur, ergastulis detruduntur, et multa alia patiuntur. Hoc enim qui faciunt lege mundi se facere juste posse contendunt. De institutione laicor. l. II c. 23 ap. Thomassin Discipl. de l'Eglise Tom. III p. 1348_.

[235] Sopra un puro sospetto, Cundo, Ciamberlano di Gontranno, Re di Borgogna, fu lapidato (Gregor. Turon. _l. X c. 10 in Tom. II p. 369_). Giovanni Salisburiense (_Policrat. l. 1 c. 4_) sostiene i diritti di natura, ed espone la crudele pratica del duodecimo secolo. (Vedi Heinecci, _Elem. Jur. German. l. II p. 1 n. 51, 57_).

[236] L'uso di fare schiavi i prigionieri di guerra fu totalmente estinto nel secolo decimoterzo, per l'autorità del Cristianesimo che prevalse; ma potrebbe provarsi con più passi di Gregorio di Tours, che si praticava senza censura veruna sotto la razza Merovingica; e fino lo stesso Grozio (_de Jur. Bell. et Pac. l. III c. 7_), ugualmente che Barbeyrac, suo comentatore, hanno procurato di combinarlo con le leggi della natura, e della ragione.

[237] Si spiegano dall'Heineccio (_Elem. Jur. German. l. 1 n. 28, 47_), dal Muratori (_Dissert. XIV, XV_), dal Ducange (_Gloss. sub. voc. servis_) e dall'Abbate di Mably (_Observ. Tom. II p. 3 etc. p. 237 etc_.) lo stato, le professioni, ecc. degli schiavi Germani, Italiani, e Galli del medio Evo.

[238] Gregorio di Tours (_l. VI c. 45 in Tom. II p. 289_) riporta un memorabil esempio, in cui Childerico abusò una volta de' privati diritti di padrone. Molte famiglie, che appartenevano alle sue _domus fiscales_ nelle vicinanze di Parigi, furon per forza mandate via nella Spagna.