Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 06

Part 43

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[868] Si fa un'imperfetta, ma original pittura della Gallia, specialmente dell'Alvergna, da Sidonio, il quale, come Senatore, e di poi come Vescovo, era sommamente interessato nel destino del suo Paese. (Vedi _l. V. Epist. 1, 5, 9_).

[869] Sidonio _l. III. ep. 3, p. 65, 68_. Gregor. Turon. _l. II. c. 24 in Tom. II. p 174_. Giornandes _c. 45. p. 675_. Ecdicio forse non era che figliastro d'Avito.

[870] _Si nullae a Republica vires, nulla praesidia, si nullae, quantum rumor est, Anthemii Principis opes, statuit te auctore nobilitas seu patriam dimittere, seu capillos_ (Sidonio _l. II. ep. 1. p. 33_). Le ultime parole (Sirmondo _not. p. 25_) possono ugualmente indicare la tonsura clericale, che in fatti fu scelta da Sidonio medesimo.

[871] Può trovarsi l'istoria di questi Brettoni presso Giornandes (_c. 45. p. 678_), Sidonio (_l. III. ep. 9, p. 73, 74_), Gregorio di Tours (_l. II. c. 18, in Tom. II. p. 170_), Sidonio (che appella questi mercenari soldati _argutos, armatos tumultuosos, virtute, numero, contubernio contumaces_) tratta col loro Generale in un tuono d'amicizia, e di famigliarità.

[872] Vedi Sidonio _l. 1. ep. 7. p. 15-20_, con le note del Sirmondo. Questa lettera fa onore al cuore, non meno che all'ingegno di esso. La prosa di Sidonio, per quanto sia viziata da un gusto falso ed affettato, è molto superiore agli insipidi suoi versi.

[873] Quando il Campidoglio cessò d'essere un Tempio, fu destinato per uso de' Magistrati civili; ed è sempre la residenza del Senatore di Roma. Era probabilmente permesso a' Gioiellieri ec. d'esporre, le preziose loro merci ne' portici.

[874] _Haec ad Regem Gothorum charta videbatur emitti pacem cum Greco Imperatore dissuadens, Britannos super Ligerim sitos impugnare oportere demonstrans, cum Burgundionibus Jure Gentium Gallias dividi debere confirmans_.

[875] _Senatus consultum Tiberianum._ Sirmondo _not. p. 17_; ma quella legge concedeva solo dieci giorni fra la sentenza e l'esecuzione: gli altri venti vi furono aggiunti al tempo di Teodosio.

[876] Catilina seculi nostri: Sidonio _l. II. ep. 1. pag. 35. l. V. ep. 13. p. 143. l. VII. ep. 7. p. 185_. Egli abbomina i delitti, ed applaudisce al gastigo di Seronato forse coll'indignazione d'un cittadino virtuoso, e forse collo sdegno di un personal nemico.

[877] Ricimero, sotto il regno d'Antemio, disfece, ed uccise in battaglia Beorgor Re degli Alani (_Giornandes c. 45. p. 678_). La sua sorella era maritata al Re de' Borgognoni, ed ei manteneva un'intima connessione con la colonia Svevica, stabilita nella Pannonia, e nel Norico.

[878] _Galatam concitatum._ Il Sirmondo, nelle sue note ad Ennodio, applica quest'espressione ad Antemio stesso. L'Imperatore probabilmente era nato nella Provincia della Galazia, gli abitanti di cui, vale a dire Gallo-Greci, si supponeva, che riunissero in sè i vizi d'un Popolo selvaggio e corrotto.

[879] Epifanio tenne per trent'anni il Vescovato di Pavia, dall'anno 467 al 497; (Vedi Tillemont _Mem. Eccl. T. XVI. p. 788_). La posterità non avrebbe conosciuto nè il nome nè le azioni di esso, qualora Ennodio, uno de' suoi successori, non ne avesse scritto la vita (Sirmondo _Oper. Tom. 1. p. 1647, 1692_), in cui lo rappresenta come uno degli uomini più grandi di quel tempo.

[880] Ennodio (_p. 1659, 1664_) ha riferito quest'ambasceria d'Epifanio; e la sua narrazione verbosa o turgida, per quanto sembra, illustra diversi passi curiosi nella caduta dell'Impero Occidentale.

[881] Prisco (_Excerpt. legat. pag. 74_) Procopio (_de bell. Vandal. l. 1. c. 6. p. 191_). Eudossia e la sua figlia furono restituite dopo la morte di Maioriano. Forse fu dato il consolato ad Olibrio (an. 464) come un presente nuziale.

[882] Si determina l'ostile comparsa d'Olibrio (nonostante l'opinione del Pagi) dalla durata del suo regno. La segreta connivenza di Leone vien confessata da Teofane, e dalla Cronica Pasquale. Noi non sappiamo i suoi motivi; ma in quest'oscuro periodo la nostra ignoranza si estende alla maggior parte de' fatti pubblici più importanti.

[883] Delle quattordici regioni o quartieri, ne' quali Roma era stata divisa da Augusto, il _solo_ Gianicolo è dalla parte del Tevere, che guarda la Toscana. Ma nel quinto secolo il sobborgo Vaticano formava una considerabil città; o nella distribuzione Ecclesiastica, ch'era stata fatta recentemente da Simplicio Papa regnante in quel tempo, _due_ delle _sette_ regioni o parrocchie di Roma dipendevano dalla chiesa di S. Pietro. Vedi Nardini _Roma antica pag. 67_. Richiederebbe una tediosa dissertazione il notare le circostanze, nelle quali sono inclinato a partirmi dalla topografia di quell'erudito Romano.

[884] _Nuper Antemii et Ricimeris civili furore subversa est_: Gelasio _in Epist. ad Andromach. ap. Baron. an. 496. n. 12_. Il Sigonio (_Tom. 1. l. XIV. de Occident. Imper. p. 542, 543_) ed il Muratori (_Annal. d. Ital. Tom. IV. p. 308, 309_) coll'aiuto d'un Manoscritto meno imperfetto dell'Istoria Miscellanea hanno illustrato quest'oscuro e sanguinoso avvenimento.

[885] Tal era stata la _saeva ac deformis urbe tota facies_, quando Roma fu assalita e presa dalle truppe di Vespasiano (Vedi Tacito, _Hist. III. 82, 83_); ed ogni specie di male aveva dopo quel tempo acquistato una gran forza di più. La rivoluzione de' secoli può riprodurre le stesse calamità; ma posson tornare i medesimi tempi, senza produrre un Tacito, che li descriva.

[886] Vedi Ducange, _Famil. Byzant. p. 74, 75_. Arcobindo, che sembra sposasse la nipote dell'Imperator Giustiniano, fu l'ottavo discendente di Teodosio il Vecchio.

[887] Le ultime rivoluzioni dell'Impero occidentale si trovano leggiermente indicate presso Teofane (_p. 102_), Giornandes (_c. 45. p. 679_), la Cronica di Marcellino, ed i Frammenti d'uno scrittore anonimo pubblicato dal Valesio al fine d'Ammiano (_p. 716, 717_). Se Fozio non fosse stato sì miserabilmente conciso, potremmo trarne molte notizie dalle storie contemporanee di Malco, e di Candido. (Vedi _i suoi Estratti p. 172, 179_).

[888] Vedi Gregor. Turon. _l. II. c. 28. in Tom. II. p. 175_. Dubos, _Hist. Crit. Tom. I. p. 613_. Mediante l'uccisione o la morte naturale de' due suoi fratelli, Gundobaldo acquistò il solo possesso del regno di Borgogna, di cui si accelerò la rovina dalla loro discordia.

[889] _Julius Nepos armis pariter summus Augustus ac moribus_: Sidonio _l. V. ep. 76. pag. 146_. Nipote diede ad Ecdicio il titolo di Patrizio, che Antemio gli aveva promesso, _decessoris Anthemii fidem absolvit_. (Vedi _lib. VIII. ep. 7. p. 224_).

[890] Epifanio fu mandato ambasciatore da Nipote a' Visigoti ad oggetto di fissare _fines Imperii Italici_ (Ennod., _ap. Sirmond. Tom. I. pag. 1665, 1669_). Il patetico suo discorso nascondeva il vergognoso segreto, che tosto eccitò le giuste ed amare querele del Vescovo di Clermont.

[891] Malco _ap. Phot. p. 172_. Ennod. _Epigramm. 82 in Sirmond. oper. Tom. I. p. 1879_. Potrebbe però muoversi qualche dubbio sull'identità dell'Imperatore e dell'Arcivescovo.

[892] La notizia, che abbiamo di questi mercenari, che rovesciaron l'Impero Occidentale, si trae da Procopio (_de Bell. Goth. l. 1. c. 1. pag. 308_). L'opinion popolare, ed i moderni Istorici rappresentano Odoacre nel falso aspetto di uno _straniero_, e d'un _Re_, che invase l'Italia con un esercito di stranieri, suoi nativi sudditi.

[893] _Orestes, qui eo tempore, quando Attila ad Italiam venit, se illi iunxit, et ejus notarius factus fuerat. Anonim. Vales. pag. 716_. Egli sbaglia nella data; ma noi possiam prestar fede alla sua asserzione, che il Segretario di Attila fu padre d'Augustolo.

[894] Vedi Ennodio (_in vit. Epiphan. Sirmond. Tom. 1. p. 1669, 1670_). Egli dà peso alla narrazione di Procopio, quantunque si possa dubitare, se realmente il diavolo immaginò l'assedio di Pavia per angustiare il Vescovo, ed il suo gregge.

[895] Giornandes _c. 53, 54. p. 692, 695_. Il Buat (_Hist. des Peupl. de l'Europ. Tom. VIII. pag. 221, 228_) ha chiaramente spiegato l'origine e le avventure d'Odoacre. Io son quasi disposto a credere, ch'ei fosse quel medesimo, che saccheggiò Angers, e comandò una flotta di pirati Sassoni sull'Oceano. Gregor. Turon. _lib. II. c. 18. in Tom. II. p. 170_.

[896] _Vade ad Italiam, vade vilissimis nunc pellibus coopertus; sed multis cito plurima largiturus =. Anonym. Vales. p. 717._ Ei cita la vita di S. Severino, che tuttavia sussiste, e contiene una gran parte d'ignota e valutabile storia: essa fu composta da Eugipio, suo discepolo (l'anno 511), trent'anni dopo la sua morte. (Vedi Tillemont, _Mem. Eccl. Tom. XVI. p. 168, 181_).

[897] Teofane, che lo chiama Goto, asserisce, ch'egli fu educato e nutrito (τραφεντος) in Italia (_p. 102_); e poichè questa forte espressione non soffre un'interpretazione letterale, bisogna spiegarla coll'aver lungamente militato fra le guardie Imperiali.

[898] _Nomen regis Odoacer assumpsit, cum tamen neque purpura nec regalibus uteretur insignibus: Cassiodoro, in Chron. An. 476_. Sembra, ch'egli prendesse il titolo astratto di Re, senz'applicarlo ad alcuna nazione o paese particolare.

[899] Malco, di cui la perdita eccita il nostro rincrescimento, ci ha conservato (in Excerpt. Legation. p. 93) tale straordinaria Ambasciata del Senato a Zenone. Un frammento anonimo (p. 717), e l'estratto di Candido (ap. Phot. p. 176) son parimente di qualche uso.

[900] Non è positivamente determinato l'anno preciso, in cui si estinse l'Impero Occidentale. L'anno dell'era volgare 476 _sembra_, che abbia in suo favore la testimonianza delle Croniche autentiche. Ma le due date assegnate da Giornandes (c. 46. pag. 680) differirebbero quel grande avvenimento all'anno 479; e quantunque il Buat non abbia fatto uso della sua autorità, egli adduce (_Tom. 8. p. 261, 288_) molte circostanze, che si combinano a sostener la stessa opinione.

[901] Vedansi le sue medaglie presso il Ducange (_Famil. Byzant. pag. 81_), Prisco (_Excerpt. Legation. pag. 56_), Maffei (_Osservaz. letter. Tom. 2, pag. 314_). Noi possiamo addurre un famoso e simile caso. I minimi sudditi del Romano Impero presero l'_illustre_ nome di _Patrizio_, che per la conversione dell'Irlanda si è comunicato ad una intiera nazione.

[902] _Ingrediens autem Ravennam deposuit Augustulum de regno, cujus infantiam misertus consessit ei sanguinem; et quia pulcher erat, tamen donavit ei reditum sex millia solidos, et misit eum intra Campaniam cum parentibus suis libere vivere_. Anonym. Vales. p. 716. Giornandes dice (_c. 46. p. 680_) in Lucullano _Campaniae castello exilii poena damnavit_.

[903] Vedi l'eloquente declamazione di Seneca (_Epist. 86_). Il Filosofo avrebbe potuto dedurne, che ogni lusso è relativo; e che l'antico Scipione stesso, i costumi del quale si erano ingentiliti per mezzo dello studio e della conversazione, fu accusato di questo vizio da' suoi rozzi contemporanei (Livio XXIX. 19).

[904] Silla, nel linguaggio militare, lodò la sua _peritia castrametandi_ (Plin. _Hist. natur. XVIII_). Fedro, che si Serve de' suoi ombrosi viali (_laeta viridia_) per scena d'una insipida favola (II. 5), ne ha descritta la situazione in tale modo:

_Caesar Tiberius quam petens Neapolim,_ _In Misenensem villam venisset suam,_ _Quae monte summo posita Luculli manu,_ _Prospectat Siculum, et prospicit Tuscum mare._

[905] Da sette miriadi e mezza (75,000) a dugento cinquanta miriadi (2,500,000) di dramme. Pure anche quando era in possesso di Mario, era un ritiro lussurioso. I Romani derisero la sua indolenza, ma presto piansero la sua attività. Vedi Plutarco _in Mario. Tom. 2. p 524_.

[906] Lucullo aveva altre ville d'uguale, quantunque diversa, magnificenza, a Baia, Napoli, Tusculo ec. Ei si vantava di mutare i climi come le cicogne, e le grù. Plut, _in Lucullo Tom. 3. p. 193_.

[907] Severino morì nel Norico l'anno 482. Sei anni dopo, il suo corpo, che spargeva miracoli, dove passava, fu dai suoi discepoli trasportato in Italia. La devozione d'una dama Napoletana invitò il Santo alla villa Lucullana in luogo di Augustolo, che probabilmente non v'era più. Vedi Baronio (_Annal. Eccl. an. 496, n. 50, 51_), e Tillemont (_Mem. Eccl. Tom. XVI. p. 178, 181_), che hanno tratto le loro notizie dalla vita originale scritta da Eugipio. Anche la narrazione dell'ultima emigrazione di Severino a Napoli, è uno scritto autentico.

[908] Posson vedersi i Fasti consolari presso il Pagi o il Muratori. I Consoli, nominati da Odoacre, o forse dal Senato Romano, sembra che fosser riconosciuti per tali anche nell'Impero Orientale.

[909] Sidonio Apollinare (_lib. 1. epist. 9. pag. 22. Edit. Sirmond._) ha paragonato fra loro i due principali Senatori del suo tempo (_an. 468_), Gennadio Avieno, e Cecina Basilio. Al primo assegna le più speciose, ed al secondo le più sode virtù della vita pubblica e privata. Un Basilio, più giovane, forse suo figlio, fu Console nell'anno 480.

[910] Epifanio intercesse pel Popolo di Pavia; ed il Re prima accordò una remissione per cinque anni, ed in seguito lo sollevò dall'oppressione di Pelagio Prefetto del Pretorio (Ennodio _in vit. S. Epiphan. in Sirmond. oper, Tom. 1. p. 1670, 1672_).

[911] Vedi Baronio (_Annal. Eccl. an. 483, n. 10, 15_). Sedici anni dopo fu condannato da Simmaco Papa in un Concilio Romano l'irregolar procedere di Basilio.

[912] Le guerre d'Odoacre sono brevemente narrate da Paolo Diacono (_De gest. Longobard. lib. 1. c. 19. p. 757. Edit. Grot._), e nelle due Croniche di Cassiodoro, e di Cuspiniano. La vita di S. Severino, fatta da Eugipio, che il Conte di Buat (_Hist. des Peupl. Tom. 8. c. 1, 4, 8, 9_) ha diligentemente studiata, illustra la rovina del Norico, e le antichità della Baviera.

[913] Tacit. _Annal. III, 53_. Le ricerche sull'amministrazione delle terre presso i Romani (_p. 351, 361_) fissano chiaramente il progresso dell'interna decadenza.

[914] È descritta eloquentemente in prosa ed in versi da un Poeta Francese (_Les mois Tom. 2. p, 174-206. Edit. in 12_) una carestia, che afflisse l'Italia nel tempo dell'irruzione d'Odoacre Re degli Eruli. Io non so donde abbia egli tratto le sue notizie; ma son certo, che racconta de' fatti incompatibili con la verità dell'Istoria.

[915] Vedasi la lettera 39 di S. Ambrogio, qual è citata dal Muratori _nelle Antichità Italiane Tom. I. Diss. XXI. p. 354_.

[916] _Aemilia, Tuscia, ceteraeque provinciae, in quibus hominum prope nullus existit._ Gelas. _Epist. ad Andromachum ap. Baron. Annal. Eccl. An. 496, n. 36_.

[917] _Verumque confitentibus lati fundia perdidere Italiam._ Plin. _Hist. natur. XVIII. 7_.

[918] Tali sono le formule di consolazione, o piuttosto di pazienza, che Cicerone (_ad Familiar. lib. IX. epist. 17_) suggerisce a Papirio Peto suo amico sotto il militar dispotismo di Cesare. L'argomento però del _vivere pulcherrimum duxi_ è con maggior forza diretto ad un Filosofo Romano, che godeva la libera alternativa della vita o della morte.

FINE DEL VOLUME SESTO.

INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL SESTO VOLUME

CAPITOLO XXIX. _Ultima divisione dell'Impero Romano tra' figli di Teodosio. Regno d'Arcadio e d'Onorio. Amministrazione di Ruffino e di Stilicone. Ribellione e disfatta di Gildone in Affrica._

A. D.

395 Divisione dell'Impero fra Arcadio ed Onorio _Pag._ 5 386-395 Carattere ed Amministrazione di Ruffino 7 395 Opprime l'Oriente 12 È deluso dal matrimonio d'Arcadio 15 Carattere di Stilicone, Ministro e Generale dell'Impero occidentale 18 385-408 Suo comando militare 20 395 Caduta e morte di Ruffino 23 396 Discordia fra' due Imperi 26 386-398 Rivolta di Gildone in Affrica 29 397 Vien condannato dal Senato Romano 32 398 Guerra affricana 33 Disfatta e morte di Gildone 36 Matrimonio e carattere d'Onorio 39

CAPITOLO XXX. _Ribellione dei Goti. Saccheggian la Grecia. Due grandi invasioni nell'Italia, fatte da Alarico e da Radagaiso. Sono essi rispinti da Stilicone. I Germani invadon la Gallia. Usurpazione di Costantino in Occidente. Disgrazia e morte di Stilicone._

395 Ribellione de' Goti 43 396 Alarico marcia nella Grecia 45 397 Egli è attaccato da Stilicone 50 398 Alarico è dichiarato Generale dell'Illirico Orientale 55 E re dei Visigoti 56 400-403 Esso invade l'Italia 56 Onorio fugge da Milano 59 Egli è perseguitato ed assediato da' Goti 61 403 Battaglia di Pollenzia 64 Ardire e ritirata d'Alarico 67 404 Trionfo d'Onorio a Roma 70 I Gladiatori aboliti 71 Onorio fissa la sua residenza a Ravenna 73 400 Rivoluzioni della Scizia 75 405 Emigrazione dei Germani settentrionali 77 406 Radagaiso invade l'Italia 79 Assedia Firenze 81 E minaccia Roma 82 Stilicone disfa e distrugge il suo esercito 82 Il resto de' Germani invade la Gallia 86 407 Desolazione della Gallia 89 Rivolta dell'armata Britannica 92 Costantino è riconosciuto nella Britannia e nella Gallia 94 408 Egli riduce in suo potere la Spagna 96 404-408 Negoziazione d'Alarico e di Stilicone 98 408 Contese del Senato Romano 100 Intrighi del Palazzo 102 Disgrazia e morte di Stilicone 104 Sua memoria perseguitata 107 Il Poeta Claudiano 109

CAPITOLO XXXI. _Alarico invade l'Italia. Costumi del Senato e del Popolo Romano. Roma è assediata tre volte, e finalmente saccheggiata dai Goti. Morte d'Alarico. I Goti si ritirano dall'Italia. Caduta di Costantino. La Gallia e la Spagna sono occupate da' Barbari. Indipendenza della Gran Brettagna._

408 Debolezza della Corte di Ravenna 114 Alarico marcia verso Roma 116 Annibale alle porte di Roma 119 Genealogia de' Senatori 121 Famiglia Anicia 122 Ricchezza de' Nobili Romani 125 Loro costumi 128 Carattere de' Nobili Romani preso da Ammiano Marcellino 130 Stato e carattere del Popolo di Roma 141 Pubblica distribuzione del pane, lardo, olio, vino, ec. 143 Uso de' bagni pubblici 146 Giuochi e spettacoli 147 Popolazione di Roma 149 408 Primo assedio di Roma fatto da' Goti 153 Fame 154 Superstizione 155 409 Alarico accetta un riscatto e leva l'assedio della città 157 Inutili pratiche di pace 160 Cambiamento e successione di Ministri 162 Secondo assedio di Roma da' Goti 165 Attalo è creato Imperatore dai Goti e dai Romani 168 410 Vien deposto da Alarico 171 Terzo assedio e sacco di Roma fatto da' Goti il dì 24 agosto 172 Rispetto de' Goti per la religione cristiana 174 Saccheggio ed incendio di Roma 176 Schiavi e fuggitivi 181 Sacco di Roma fatto dalle truppe di Carlo V 185 410 Alarico abbandona Roma e devasta l'Italia 187 408-412 L'Italia in mano de' Goti 190 410 Morte d'Alarico 191 Adolfo Re de' Goti conclude la pace coll'Impero, e marcia nella Gallia 192 414 Suo matrimonio con Placidia 195 Ricchezze dei Goti 197 410-417 Leggi per sollievo dell'Italia e di Roma 199 413 Ribellione e disfatta di Eracliano Conte dell'Affrica 201 409-413 Rivoluzioni della Gallia e della Spagna 204 Carattere e vittoria del Generale Costanzo 206 411 Morte dell'usurpatore Costantino 208 411-416 Caduta degli usurpatori Giovino, Sebastiano ed Attalo 208 409 Invasione della Spagna fatta dagli Svevi, dai Vandali e dagli Alani 211 414 Adolfo, Re dei Goti, marcia nella Spagna 214 415 Sua morte 215 415-418 I Goti conquistano la Spagna, e la restituiscono all'Impero 216 419 Loro stabilimento in Aquitania 219 Borgognoni 220 420 Stato de' Barbari nella Gallia 221 419 Rivolta della Britannia e dell'Armorica 223 409-449 Stato della Britannia 225 418 Assemblea delle sette Province della Gallia 229

RIFLESSIONI D'ignoto autore sopra i Capitoli XXIX, XXX e XXXI della Storia della Decadenza e Rovina dell'Impero Romano di Edoardo Gibbon; lettera diretta ai Sigg. Foothead e Kirk inglesi cattolici 232

CAPITOLO XXXII. _Arcadio Imperatore dell'Oriente. Amministrazione e disgrazia d'Eutropio. Rivolta di Gaina. Persecuzione di S. Gio. Grisostomo. Teodosio II Imperatore dell'Oriente. Sua sorella Pulcheria. Eudossia sua moglie. Guerra persiana e division dell'Armenia._