Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 06
Part 25
[520] Μεθυων δε ηδη των πλουτω _ebrio di ricchezze_ è la forte espressione di Zosimo (_l. V. p. 301_); e vien esecrata ugualmente l'avarizia d'Eutropio nel Lessico di Suida, e nella cronica di Marcellino. Grisostomo aveva ammonito più volte il favorito della vanità e del pericolo della smoderata ricchezza _Tom. III. p. 381_.
[521]
_.... certantum saepe duorum_ _Diversum suspendit onus; cum pendere Judex_ _Vergit, ut in geminias nutat provincia lances._
Claudiano (I, 192, 209) distingue sì esattamente le circostanze della vendita, che sembrano tutte allusive ad aneddoti particolari.
[522] Claudiano (l. 154, 120) fa menzione della colpa e dell'esilio d'Abbondanzio, nè poteva mancare di citar l'esempio dell'artefice, che fece la prima esperienza del Toro di bronzo, che presentò a Falaride. Vedi Zosimo L. V. p. 302 Girolam. Tom. I. p. 26. Può facilmente conciliarsi la differenza del luogo; ma l'autorità decisiva d'Asterio d'Amusea (_Orat. 4. p. 76. ap. Tillemont Hist. des Emper, Tom. V. p. 435_) deve far pendere la bilancia in favore di Pitio.
[523] Suida ha fatto una pittura molto svantaggiosa di Timasio, tratta probabilmente dall'istoria d'Eunapio. La descrizione del suo accusatore, de' giudici, del processo perfettamente conviene alla pratica delle Corti antiche e moderne. Vedi Zosimo _L. V. p. 298, 299, 300_. Io son quasi tentato a citare il romanzo d'un gran maestro (Fielding. _oper. vol. IV. p. 49. etc. 80_) che si può considerare come l'istoria della natura umana.
[524] Il grande Oasi era uno de' luoghi nelle arene della Libia irrigato dall'acqua, e capace di produrre grano, orzo, e palme. Conteneva circa tre giornate di cammino dal Nord al Sud, circa mezza giornata in larghezza, ed era distante cinque giornata circa dall'Occidente d'Abido sul Nilo. Vedi Danville _descript. de l'Egypte p. 186, 187, 188_. Lo steril deserto che circonda Oasi (Zosim. _L. V. p. 300_) ha suggerito l'idea d'una comparativa fertilità, ed anche l'epiteto d'_Isola felice_ (Erodot. _III 27_).
[525] Quel verso di Claudiano _in Eutrop., l. 2. 180_.
_Marmaricus claris violatur caedibus Hammon_
evidentemente allude alla sua persuasione della morte di Timasio.
[526] Sozomeno _L. VIII, c 7_. Ei parla secondo le relazioni ως τινος επυδομεν _come udimmo dire_.
[527] Zosimo _L. V. p. 300_. Pure sembra sospettare, che si spargesse questo romore dagli amici d'Eutropio.
[528] Vedi il Codice Teodosiano (_Lib. IX, tit. 14, ad legem Cornel, de sicariis leg. 3_), ed il codice di Giustiniano (_Lib. IX. Tit. 8. ad legem Juliam majestat. leg. 5_). L'alterazione del _titolo_ dall'omicidio al delitto di lesa Maestà, fu un'invenzione del sottil Triboniano. Il Gotofredo in una disertazione apposta, che ha inserito nel suo comentario, illustra questa legge d'Arcadio, e ne spiega tutti i passi difficili, che si erano pervertiti da Giurisconsulti de' secoli più tenebrosi. Cod. _Tom. III. pagina 88, 111._
[529] Bartolo intende una semplice e pura cognizione senz'alcun segno d'approvazione o concorso. Per causa di questa opinione, dice Baldo, egli adesso brucia nell'Inferno. Quanto a me continua il discreto Eineccio (_Elem. Jur. Civ. L. IV p. 411_) bisogna che approvi la teoria del Bartolo; ma in pratica inclinerei al sentimento di Baldo. Pure Bartolo fu gravemente citato da' legali del Card. Richelieu; ed Eutropio indirettamente fu reo della morte del virtuoso de Thou.
[530] Gotofredo _Tom. III. p. 89_. Si è però supposto che questa legge, così ripugnante alle massime della libertà Germanica, sia stata aggiunta per frode alla Bolla d'Oro.
[531] Zosimo (l. V. p. 304, 312) ci dà una copiosa e circostanziata narrazione delle rivolte di Tribigildo e di Gaina, ch'egli avrebbe potuto riservare ad avvenimenti di maggiore importanza. Vedasi anche Socrate _L. VI. c. 6_, e Sozomeno _L. VIII c. 4_. Il secondo libro di Claudiano contro Eutropio è un bel pezzo d'Istoria, quantunque imperfetto.
[532] Claudiano (_in Eutrop. l. 11. 237, 250_) con molta accuratezza osserva, che l'antico nome e la nazione de' Frigj estendevasi molto da ogni parte, finattantochè ne furon ristretti i confini dalle colonie de' Bitinj di Tracia, de' Greci, e finalmente de' Galli. La sua descrizione (_II. 57, 272_) della fertilità della Frigia o de' quattro fiumi, che portan oro è giusta e pittoresca.
[533] Zenofonte, _Anabas. L. 1. p. 11, 12, Ediz. d'Hutch_; Strabone L. XII. p. 865, ediz. d'Amsterd., Q. Curzio l. III. c. 1. Claudiano compara l'unione del Marsia e del Meandro a quella della Saona e del Rodano; con quella differenza però che il più piccolo de' fiumi Frigj non è accelerato, ma ritardato dal più grande.
[534] Selgae, colonia de' Lacedemoni, aveva anticamente numerato ventimila cittadini; ma al tempo di Zosimo era ridotta ad una πολιχνη, o _piccola città_. Vedi Cellar., _Geogr. antiq. Tom. II. p. 117_.
[535] Il consiglio d'Eutropio, appresso Claudiano, si può paragonare a quello di Domiziano nella quarta satira di Giovenale. I principali membri del primo erano _Juvenes protervi, lascivique senes_; uno di essi era stato cuoco, un altro cardator di lana. Il linguaggio dell'originaria lor professione avvilisce la dignità da essi assunta; e la frivola conversazione loro intorno a tragedie, danzatori ec. si rende sempre più ridicola dall'importanza della discussione.
[536] Claudiano (l. 11. 376, 461) l'ha notato d'infamia; e Zosimo in tuono più moderato conferma le sue accuse _l. V. p. 305._
[537] La _cospirazione_ di Gaina e di Tribigildo, che si attesta dall'Istorico Greco, non era giunta agli orecchi di Claudiano, che attribuisce la rivolta dell'Ostrogoto al _marziale_ suo spirito, ed all'avviso della sua moglie.
[538] Quest'aneddoto, che il solo Filostorgio ci ha conservato (_L. XI. c. 6. Gotofred, dissert. p. 451, 456_) è curioso ed importante; mentre collega la rivolta de' Goti con gl'intrighi segreti del Palazzo.
[539] Vedi l'Omilia di Grisostomo (_Tom. III p. 381, 386_.) di cui l'esordio è sommamente bello. Socrate _Lib. VI c. 5_, Sozomeno _L. VIII. c. 7_. Il Montfaucon (_nella sua vita del Grisostomo Tom. XIII. p. 135_) troppo leggiermente suppone, che Tribigildo fosse _attualmente_ in Costantinopoli; e ch'egli comandasse i soldati, a' quali fu ordinato di prender Eutropio. Anche Claudiano, Poeta Gentile (_Praefat. ad. Lib. II. in Eutr. 27_) ha fatto menzione della fuga dell'Eunuco al Santuario.
_Suppliciterque pias humilis prostratus ad aras_ _Mitigat iratas voce tremente nurus._
[540] Il Grisostomo in un'altra Omilia (Tom. III. p. 396) dichiara, che se Eutropio non avesse abbandonato la Chiesa non sarebbe stato preso. Zosimo al contrario pretende (L. V. p. 313) che i suoi nemici l'estraessero a forza εξαρπασωνινου αυτον dal santuario. La promessa però è una prova di qualche trattato; e la forte asserzione di Claudiano (_Praefat. ed. L. II. 46_).
_Sed tamen exemplo non feriere tuo,_
può riguardarsi come una prova di qualche promessa.
[541] Cod. Teodos. Lib. IX. Tit. XL. leg. 14. La data di questa legge (de' 17 Gennaio dell'anno 399) è corrotta ed erronea, mentre la caduta d'Eutropio non potè avvenire fino all'autunno del medesimo anno. Vedi Tillemont _Hist. des Emper. Tom. V p. 780._
[542] Zosimo L. V. p. 313. Filostorg. l. XI. c. 6.
[543] Zosimo (L. V. p. 313, 323), Socrate (L, VI c. 4), Sozomeno (L. VIII. c. 4), e Teodoreto (L. V. c. 32, 33) raccontano, sebbene con qualche varietà di circostanze, la cospirazione, la disfatta e la morte di Gaina.
[544] Οσιας Ευφημιας μαρτυριον, _la Chiesa della martire S. Eufemia_, è l'espressione di Zosimo stesso (L. V. p. 314) che senz'accorgersene usa il solito linguaggio de' Cristiani. Evagrio descrive (l. 11. c. 3) la situazione, l'architettura, le reliquie ed i miracoli di quella celebre Chiesa, nella quale di poi fu tenuto il Concilio generale di Calcedonia.
[545] Le pie rimostranze del Grisostomo, che non si trovano ne' suoi propri scritti, vengon rappresentate con forza da Teodoreto; ma ciò ch'egli accenna, che avessero un buon successo, è contraddetto da' fatti. Il Tillemont (_Hist. des Emper. Tom. V. p. 389_) ha scoperto che l'Imperatore, per soddisfare le rapaci domande di Gaina, fu obbligato a fondere l'argenteria della Chiesa degli Apostoli.
[546] Gl'Istorici Ecclesiastici che ora guidano, ora seguono, in pubblica opinione, confidentemente asseriscono, che il Palazzo di Costantinopoli era guardato da legioni di Angeli.
[547] Zosimo (l. V. p. 319) fa menzione di queste galere dando loro il nome di _Liburnie_, ed osserva, ch'esse eran tanto veloci quanto i vascelli con cinquanta remi, senza spiegare la differenza ch'era fra loro; ma che in celerità eran molto inferiori alle _Triremi_, che da gran tempo erano andate in disuso. A ragione però conclude, coll'autorità di Polibio, che al tempo delle guerre Puniche si eran costrutte galere di assai maggior grandezza. Dopo lo stabilimento del Romano Impero sul Mediterraneo, probabilmente s'era trascurata, ed alla fine dimenticata l'inutile arte di costruire grosse navi da guerra.
[548] Chishull (_viaggi p. 61, 72, 73, 76_) passò da Gallipoli per Adrianopoli al Danubio in circa quindici giorni. Egli era nel seguito d'un ambasciatore Inglese, il bagaglio del quale occupava settantuno carri. Quest'erudito viaggiatore ha il merito d'aver descritto una curiosa e non frequentata strada.
[549] Il racconto di Zosimo, che conduce effettivamente Gaina di là dal Danubio, si dee correggere coll'autorità di Socrate e di Sozomeno, che dicono esser egli stato ucciso nella _Tracia_: e dalle precise ed autentiche date della Cronica Alessandrina o Pasquale p. 307. La vittoria navale dell'Ellesponto ivi è fissata nel mese _Apellaeus_, il decimo delle calende di Gennaio (23 Decembre): il capo di Gaina fu portato a Costantinopoli il terzo delle none di Gennaio, (3 Gennaio) nel mese _Audinaeus_.
[550] Eusebio Scolastico s'acquistò molta fama col suo Poema sulla guerra Gotica, nella quale avea militato. Quasi quarant'anni dopo, Ammonio recitò un altro poema sul medesimo soggetto alla presenza dell'Imperator Teodosio. Vedi Socrate l. VI. c. 6.
[551] Il sesto libro di Socrate, l'ottavo di Sozomeno, ed il quinto di Teodoreto somministrano curiosi ed autentici materiali per la vita di Gio. Grisostomo. Oltre quegli Istorici generali, ho preso per mie guide i quattro principali Biografi del Santo: 1. L'autore d'un'appassionata e parziale apologia dell'Arcivescovo di Costantinopoli, composta in forma di dialogo, e sotto nome di Palladio, Vescovo d'Elenopoli, zelante suo partigiano; Tillemont (_Mem. Eccl. T. XI. p. 500-533_). Questa è inserita fra le opere del Grisostomo Tom. XII. p. 1-90 _dell'ediz. del Montfaucon_: 2. Il moderato Erasmo (Tom. III. epist. MCL. p. 1331-1347 _edit. Lugd. Batav._). La vivacità e il buon senso eran propri di lui; i suoi errori nell'inculto stato di antichità Ecclesiastica, in cui si trovava, erano quasi inevitabili: 3. L'erudito Tillemont. (_Mem. Eccles. T. XI. p. 1-405, 547-626 ec._) che compila con incredibil pazienza, e religiosa esattezza le vite de' Santi; 4. Il P. Montfaucon, che ha letto quelle opere con la curiosa diligenza d'un editore, ha scoperto varie nuove Omilie, e di nuovo ha rivista e composta la vita del Grisostomo _Oper. Chrisostom. Tom. XIII. pag. 91-177_.
[552] Poichè io sono _quasi_ al buio dei voluminosi discorsi del Grisostomo, mi sono affidato a' due più giudiziosi e moderati critici Ecclesiastici, Erasmo (Tom. III. p. 1344), e Dupin (_Bibl. Eccl. Tom. III. p. 38_): pure il buon gusto del primo è qualche volta viziato da un eccessivo amore dell'antichità; ed il buon senso dell'altro è sempre frenato da prudenziali riflessi.
[553] Le donne di Costantinopoli si distinsero per la nemicizia o per l'attacco loro al Grisostomo. Tre nobili e ricche vedove, Marsa, Castricia ed Eugrafia, erano le condottiere della persecuzione: Pallad. _Dialog. Tom. XIII. p. 14_. Era impossibile, che esse perdonassero ad un Predicatore, che rimproverava loro l'affettazione di nascondere con gli ornamenti delle vesti l'età e la bruttezza loro; Pallad. p. 27. Olimpia, con un uguale zelo, impiegato in una causa più pia, ha ottenuto il titolo di Santa. Vedi Tillemont _Mem. Eccles. T. XI. pag. 416-440_.
[554] Sozomeno e Socrate più specialmente hanno definito il vero carattere del Grisostomo con una moderata ed imparziale libertà, molto offensiva per i ciechi suoi ammiratori. Quest'Istorici vissero nella successiva generazione, quando la forza del partito era abbattuta, e conversarono con molte persone pienamente informate delle virtù e delle imperfezioni del Santo.
[555] Palladio (Tom. XIII. p. 40 ec.) difende molto seriamente l'Arcivescovo. 1. Ei non gustava mai vino; 2. La debolezza del suo stomaco richiedeva una maniera particolare di cibarsi; 3. Gli affari, lo studio, e la devozione spesso lo tenevan digiuno fino al tramontar del sole; 4. Detestava lo strepito, e la leggierezza dei gran pranzi; 5. risparmiava la spesa pei poveri; 6. Temeva, in una Capitale come Costantinopoli, l'invidia e l'accusa di parziali inviti.
[556] Grisostomo dichiara liberamente la sua opinione (_T. IX. Homil. III. in Act. Apostol. p. 29_), che il numero dei Vescovi, che si potevan salvare, era ben piccolo in paragone di quelli, che si sarebber dannati.
[557] Vedi Tillemont, _Mem. Eccles. Tom. XI. p. 441-500_.
[558] Ho tralasciato a bella posta la controversia, che nacque tra i monaci dell'Egitto intorno all'Origenianismo, ed all'Antropomorfismo; la violenza e la dissimulazione di Teofilo; l'artificioso maneggio che fece della semplicità d'Epifanio; la persecuzione e la fuga de' _lunghi_, od _alti_ fratelli; l'ambiguo sussidio, che essi ricevettero a Costantinopoli dal Grisostomo ec. ec.
[559] Fozio (p. 53-60) ci ha conservato gli atti originali del Sinodo _della Quercia_, i quali distruggono la falsa asserzione, che il Grisostomo fosse condannato da non più di trentasei Vescovi; dei quali ventinove erano Egiziani. Quarantacinque furono i Vescovi che sottoscrissero la sua sentenza. Vedi Tillemont. _Mem. Eccles. Tom. XI. p. 595_.
[560] Palladio confessa (p. 30) che se il popolo di Costantinopoli avesse trovato Teofilo, sicuramente l'avrebbe gettato nel mare. Socrate fa menzione (l. VI. c. 17) d'una pugna seguita fra la plebe ed i marinari d'Alessandria, in cui molti restaron feriti, ed alcuni perderon la vita. Il macello de' Monaci si riporta solamente dal Pagano Zosimo (l. V. p. 324), il quale osserva, che il Grisostomo aveva un singolar talento per condurre l'ignorante moltitudine, ην γαρ ο αντροπος αλογον οχλον υπαγαγεθαι θεινοε. _Era egli un uomo valente per trarre l'irragionevole turba._
[561] Vedi Socrate (l. VI. c. 18), Sozomeno (l. VIII. c. 10). Zosimo (L. V. p. 324, 327) fa menzione in termini generali delle sue invettive contro Eudossia. Vien rigettata come spuria l'Omilia, che principia con quelle parole; Montfaucon Tom. XII. p. 251. Tillemont _Mem. Eccl. Tom. XI. p. 603_.
[562] Poteva naturalmente aspettarsi tale accusa da Zosimo (l. V. p. 327), ma è molto notabile, che questa fosse anche confermata da Socrate (l. VI. c. 18) e dalla Cronica Pasquale p. 307.
[563] Egli espone quegli speciosi motivi (_post reditum c. 13, 14_) col linguaggio d'oratore e di politico.
[564] Tuttavia ci restano dugentoquarantadue lettere del Grisostomo (_oper. Tom. III. p. 528-736_). Sono esse indirizzate ad una gran varietà di persone, e dimostrano una fermezza d'animo ben superiore a quella di Cicerone nel suo esilio. La decimaquarta contiene una curiosa narrazione dei pericoli del suo viaggio.
[565] Dopo l'esilio del Grisostomo, Teofilo pubblicò un enorme ed orribil volume contro di lui, nel quale continuamente ripete le civili espressioni di _hostem humanitatis, sacrilegorum principem, immundum daemonem_. Egli afferma che il Grisostomo ha dato la sua anima in adulterio al diavolo e brama che gli sia applicato qualche ulteriore castigo, eguale, se è possibile, alla grandezza de' suoi delitti. S. Girolamo, ad istanza del suo amico Teofilo, tradusse quest'edificante opera dal Greco in Latino. Vedi _Facund. Hermian. defens. pro 3 capitul. lib. VI. c. 5 pubblicata dal Sirmondo oper. T. II. p. 595, 596, 597_.
[566] Attico, suo successore, ne inserì il nome ne' dittici della Chiesa di Costantinopoli l'anno 418. Dieci anni dopo fu venerato come Santo: Cirillo, che aveva ereditato il posto e le passioni di Teofilo suo zio, cedè con molta ripugnanza. Vedi _Facond. Hermian. L. IV c. I. Tillemont Mem. Eccl. Tom. XIV. p. 277, 283_.
[567] Socrate _L. VII. c. 45. Teodoreto L. V. c. 36_. Questo avvenimento riconciliò i Giovanniti, che fin'allora avevano ricusato d'obbedire a' suoi successori. Nel tempo della sua vita, i Giovanniti erano rispettati da' Cattolici, come la vera ed ortodossa comunione di Costantinopoli. La lor ostinazione però a grado a grado li trasse sull'orlo dello scisma.
[568] Secondo alcuni racconti (Baron. _Annal. Eccles. an. 438. n. 9, 10_) l'Imperatore fu costretto a mandare una lettera d'invito e di scuse, prima che il corpo del ceremonioso Santo potesse muoversi da Comana.
[569] Zosimo _L. V. p. 315_. Non dovrebbe accusarsi la castità d'un'Imperatrice, senza produrne un testimone; ma è sorprendente, che tal testimone scrivesse e vivesse sotto un Principe, di cui osava d'attaccare la legittimità. Noi dobbiamo supporre, che tal'Istoria fosse un libello di partito, che si leggesse in segreto, e circolasse fra' Pagani. Il Tillemont (_Hist. des Emper. Tom. V. p. 782_) non è alieno dall'infamar la riputazione d'Eudossia.
[570] Porfirio di Gaza. Il suo zelo fu esaltato dall'ordine che avea ottenuto di distruggere otto templi pagani di quella città. Vedi le curiose particolarità della sua vita (Baronio A. D. 401, num. 17-51) originalmente scritte in Greco, o forse in Siriaco da un monaco, suo diacono favorito.
[571] Filostorg. _l. XI. c. 8_ e Gotofredo _Dissert. p. 457_.
[572] Girolamo descrive (_Tom. VI. p. 73, 76_) con vivaci colori la regolare e distruttiva marcia delle locuste, che formavano sulla Palestina un'oscura nuvola fra il cielo e la terra. Furono poi disperse da opportuni venti parte nel Mar Morto, e parte nel Mediterraneo.
[573] Procop. _de Bello Persic. l. I. c. 2. p. 8 edit. Louvre_.
[574] Agatia (_l. IV. p. 136, 137_) quantunque confessi l'esistenza di tal tradizione, asserisce, che Procopio fu il primo, che la scrivesse. Il Tillemont (_Hist. des Emper. T. VI. p. 597_) ragiona molto sensatamente sul merito di questa favola. La sua critica non era ristretta da alcuna Ecclesiastica autorità: sì Procopio che Agatia erano mezzo pagani.
[575] Socrate _l. VIII. c. 1_. Antemio era nipote di Filippo, uno de' Ministri di Costanzo, ed avo dell'Imperatore Antemio. Dopo il suo ritorno dall'ambasceria di Persia fu creato Console, e Prefetto del Pretorio dell'Oriente nell'anno 405: e tenne la Prefettura circa dieci anni. Vedansi gli onori e le lodi di esso appresso il Gotofredo (_Cod. Th. T. VI p. 350_), ed il Tillemont (_Hist. des Emper. Tom. VI. p. 1_).
[576] Sozomeno _l._ IX. _c._ 5. Ei vide alcuni Scirri occupati nel lavoro vicino al monte Olimpo nella Bitinia, e si lusingava con la vana speranza, che quegli schiavi fossero gli ultimi della nazione.
[577] _Cod. Theod. l. VII. Tit. XVII. L. XV. Tit. 2. leg. 49_.
[578] Sozomeno ha riempito tre capitoli con un magnifico panegirico di Pulcheria (_l. IX. c. 1, 2, 3_); ed il Tillemont (_Mem. Eccl. Tom. XV. p. 171, 184_) ha destinato un articolo a parte in onore di S. Pulcheria, vergine ed Imperatrice.
[579] Suida (_Excerpt. p. 68 in script. Byzant._) pretende sulla fede dei Nestoriani che Pulcheria fosse sdegnata col lor fondatore, perchè questi avea censurato i legami di Pulcheria coll'avvenente Paolino e l'incesto di essa col fratello Teodosio.
[580] Vedi Du Cange _Famil. Byzant. p._ 70. Flaccilla sua figlia maggiore o morì prima d'Arcadio, o se visse fino all'anno 431 (Marcellin. _Chron._), bisogna, che qualche difetto di mente o di corpo l'escludesse dagli onori del suo grado.
[581] Ella fu avvertita, con replicati sogni, del luogo in cui le reliquie de' 40 Martiri eran sepolte. Il terreno era successivamente appartenuto alla casa ed al giardino di una donna di Costantinopoli, ad un convento di monaci Macedoni, e ad una Chiesa di S. Tirso, fondata da Cesario ch'era console l'anno 397; e la memoria di quelle reliquie era quasi spenta del tutto. Ad onta delle caritatevoli brame del D. Jortin (_Osservazioni, tomo IV. p. 234_) non è facile credere che Pulcheria non abbia avuto parte nella pia frode, avvenuta, a quanto pare, quand'ella aveva più di trentacinque anni.
[582] V'è una differenza notabile fra i due Storici ecclesiastici, che in generale hanno tanta somiglianza fra loro. Sozomeno (_L. XI. c. 1_) attribuisce a Pulcheria il governo dell'Impero, e l'educazione del fratello, ch'egli appena s'induce a lodare. Socrate, quantunque affettatamente rigetti ogni speranza di favore o di fama, compone un elaborato panegirico dell'Imperatore, e cautamente sopprime i meriti della sorella (l. VII. c. 22, 42). Filostorgio (l. XII. c. 7) esprime l'influenza di Pulcheria in un tuono gentile e da cortigiano τας βασιλικας σημειωτεις υπηρετουμενη και διενθυνουσει (_osservando e dirigendo le Imperiali sottoscrizioni_). Suida (_Excerpt. p._ 53) fa il vero carattere di Teodosio, ed io ho seguitato l'esempio del Tillemont (_Tom. VI. p. 25_) nel prendere alcuni tratti da' Greci moderni.
[583] Teodoreto (L. V. c. 37). Il Vescovo di Cirro uno dei primi uomini del suo secolo per la dottrina e per la pietà, applaudisce all'ubbidienza di Teodosio verso le divine leggi.
[584] Socrate (_L. VIII. c. 21_) fa menzione del suo nome, (ch'era Atenaide figlia di Leonzio, Sofista d'Atene) del suo battesimo, matrimonio, e genio poetico. Il più antico ragguaglio della sua storia è presso Gio. Malala (_Part. II. p. 20, 21, edit. Venet. 1753_) e nella Cronica Pasquale (p. 311, 312). Questi autori avevano probabilmente veduto le pitture originali dell'Imperatrice Eudossia. I Greci moderni (Zonara, Cedreno) hanno dimostrato la voglia piuttosto che il talento di fingere. Mi sono arrischiato però a prendere da Niceforo l'età di lei. Lo scrittor d'un romanzo non avrebbe mai _immaginato_, che Atenaide avesse quasi ventotto anni, quando accese il cuore d'un giovane Imperatore.
[585] Socrate _L. VIII. c. 21. Fozio p. 413, 420_. Tuttavia sussiste il centone Omerico, ed è stato più volte stampato; ma si pone in dubbio da' critici il diritto d'Eudossia a quella insipida composizione. Vedi Fabric. _Bibl. Graec. Tom. I. p. 357_. La _Jonia_, dizionario miscellaneo d'istoria e di favola, fu compilato da un'altra Imperatrice nominata Eudossia, che visse nell'undecimo secolo; e l'opera tuttora è manoscritta.
[586] Il Baronio (_Annal. Eccl. an. 438, 439_) è copioso, e florido; ma viene accusato di porre le favole di varj tempi al medesimo livello d'autenticità.
[587] In questa breve occhiata sopra la disgrazia d'Eudossia, ho imitato la cautela d'Evagrio (l. I. c. 21 ), e del Conte Marcellino (_in Cron. an. 440 e 444_). Le due autentiche date, che si assegnano da quest'ultimo, rovesciano una gran parte delle finzioni Greche; la celebre storia del _pomo_ ecc. è buona solo per le Notti Arabe, dove può trovarsi qualche cosa non molto dissimile.
[588] Prisco (_in Excerpt. Legat. p. 69_) contemporaneo e cortigiano, fa seccamente menzione del nome Cristiano e Pagano di essa, senz'aggiungere alcun titolo d'onore o di rispetto.
[589] Quanto a' due pellegrinaggi d'Eudossia, ed alla sua lunga residenza in Gerusalemme, alle sue devozioni, elemosine ec. Vedi Socrate (l. VII. c. 47) ed Evagrio (l. I. c. 20, 21, 22). La Cronica Pasquale può meritare alle volte del riguardo, e nell'istoria domestica d'Antiochia Gio. Malala diventa uno scrittore di buon'autorità. L'Abate Guenée in una memoria sulla fertilità della Palestina, di cui non ho veduto che un estratto, calcola i doni d'Eudossia a 20,488 libbre d'oro, che sono più d'ottocentomila lire sterline.