Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 05

Part 8

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[40] _Et dedignatus hominem superare certamine despicabilem, auctoritatis et celsi fiducia corporis, ipsis hostibus jussit suum vincere rectorem: atque ita turmarum antesignanus umbratilis comprehensus suorum manibus._ La robustezza e la beltà d'Arinteo, nuovo Ercole, vien celebrata da S. Basilio, il quale suppone che Dio lo creasse come un modello inimitabile della specie umana. I Pittori e gli Scultori non sapevano esprimere la sua figura; gli Storici nel riferire, che fanno, le imprese di lui, sembrano favolosi (Ammiano XXVI. e Vales. _ib._).

[41] Il medesimo campo di battaglia si pone in Licia da Ammiano, e da Zosimo a Tiatira, che sono alla distanza di 150. miglia fra loro. Ma Tiatira _alluitur Lyco_ (Plin. _Histor. Nat._ V. 31, Cellar _Geogr. Antiq. Tom._ II. p. 79) ed i copisti facilmente poteron cangiare un ignoto fiume in una ben nota provincia.

[42] Le avventure, l'usurpazione e la caduta di Procopio vengono regolarmente riferite da Ammiano (XXVI. 6. 7. 8. 9. 10.) e da Zosimo (l. IV. p. 203-210). Spesse volte s'illustrano, e di rado si contraddicono fra loro. Temistio (_Orat._ VII. p. 91. 92.) vi aggiunge qualche vil panegirico, ed Eunapio (p. 83. 84.) qualche maligna satira.

[43] Liban. _De ulcisc. Julian. nece_ c. IX. p. 158, 159. Il Sofista deplora la pubblica frenesia, ma non accusa (neppur dopo la loro morte) la giustizia degli Imperatori.

[44] I Giureconsulti Francesi ed Inglesi dei nostri tempi accordano la _teoria_, e negan la _pratica_ dell'arte magica: Denisart _Recueil de decis. de Jurispr. Vedi Sorciers T. IV. p._ 553. Blackstone _Commment. Vol. IV._ p. 60. La ragione privata sempre suol prevenire o avanzare il sapere pubblico; ond'è che il Presidente di Montesquieu (_Esprit des Loix l. XII. c._ 5, 6.) rigetta l'esistenza della magia.

[45] Vedi le opere di Bayle _Tom. III._ p. 567-589. Lo Scettico di Rotterdam presenta, secondo il suo costume, uno strano mescuglio di vaghe cognizioni, e di vivace ingegno.

[46] I Pagani distinguevan la magia buona dalla cattiva, la teurgica dalla goetica (_Hist. de l'Acad. ec. T. VII. p._ 25). Ma non avrebber potuto difendere tale oscura distinzione contro l'acuta logica del Bayle. Nel sistema Giudaico e nel Cristiano _tutti_ i demoni sono spiriti infernali; ed _ogni_ commercio con essi è idolatria, apostasia ec. che merita morte e dannazione.

[47] La Canidia d'Orazio (_Carm. l. V. od. 5. con le illustrazioni di Dacier e di Sanadon_) è una strega volgare. L'Erictone di Lucano (Pharsal. VI. 430-830.) è molesta e disgustosa, ma qualche volta sublime. Essa riprende la lentezza delle furie: e minaccia con tremenda oscurità di pronunziare i veri lor nomi, di scuoprire il vero infernale aspetto di Ecate, e d'invocar le segrete potestà che sono _sotto_ l'inferno ec.

[48] _Genus hominum potentibus infidum, sperantibus fallax, quod in civitate nostra et vetabitur semper et retinebitur_: Tacit. _Hist. I._ 22. Vedi Agostin. _de Civ. Dei l. VIII. c._ 19. ed il _Cod. Teodos. l. IX. Tit. XXVI. col Comment._ del Gotofredo.

[49] La persecuzione d'Antiochia fu cagionata da una colpevole consultazione. Si posero le ventiquattro lettere dell'alfabeto intorno ad un tripode magico; ed un mobile agnello, che era stato collocato nel centro, indicò nel nome del futuro Imperatore le quattro prime lettere Φ, Ε, Ο, Δ. Teodoro (forse con molti altri che avevan quelle fatali sillabe nel loro nome) fu condannato a morte. Teodosio successe nel trono. Lardner (_Testim. Pagan. Vol. IV. p._ 353-372.) ha esaminato copiosamente e bene quest'oscuro fatto del regno di Valente.

[50]

_Limus ut hic durescit, et haec ut cera liquescit_ _Uno eodemque igni..._

Virgil. _Bucol. VIII._ 80.

_Devovit absentes, simulacraque cerea figit:_

Ov. _in Epist. Hipsi. ad Jason._ 91.

Tali vane incantazioni poteron commuovere lo spirito, ed accrescer la malattia di Germanico. Tacit. _Annal. II._ 69.

[51] Vedi Heinecc. Antiq. Jur. Rom. Tom. II. p. 353. _ec. Cod. Teod. l. IX. Tit. VIII_, col _Comment. del Gotofred._

[52] È descritta, ed assai probabilmente esagerata la crudele inquisizione di Roma e di Antiochia da Ammiano (XXVIII, 1. XXIX, 1. 2.), e da Zosimo (l. IV. p. 216. 218). Il filosofo Massimo fu con qualche ragione involto nell'accusa di magia (Eunap. _in vit. Sophist. p._ 88. 89.), ed il giovane Grisostomo, che accidentalmente aveva trovato uno dei libri proscritti, si credè perduto. Tillemont _Histoir. des Emper. Tom. V. p._ 340.

[53] Si consultino gli ultimi sei libri d'Ammiano, e specialmente i ritratti dei due fratelli reali (XXX. 8. 9. XXXI. 14). Il Tillemont (Tom. V. pag. 12-18. p. 127-133.) ha raccolto da tutta l'antichità le virtù ed i vizi loro.

[54] Vittore il giovane asserisce, che egli era _valde timidus_: pure alla testa d'un esercito si portava con decente fermezza, come avrebbe fatto quasi qualunque altro. Il medesimo Istorico si propone di provare che la sua collera non era dannosa. Ammiano però osserva con maggior candore e giudizio, che _incidentia crimina ad contemptam vel laesam Principis amplitudinem trahens in sanguinem saeviebat_.

[55] _Cum esset ad acerbitatem naturae calore propensior... poenas per ignes augebat et gladios._ Ammiano XXX. 8. ved. XXVII. 7.

[56] Ho trasferito la taccia d'avarizia da Valente a' suoi servi. Questa passione appartiene più propriamente ai Ministri che ai Re, nei quali per ordinario viene estinta dal dominio assoluto.

[57] Egli esprimeva alle volte una sentenza di morte in aria di scherzo. _Abi, comes, et muta ei caput, qui sibi mutari Provinciam cupit._ Un ragazzo, che avea sciolto troppo presto un can da caccia Spartano, un artefice che avea fatto una bella corazza, in cui mancavano pochi grani del giusto peso, ec., furon vittime del suo furore.

[58] Erano innocenti tre apparitori ed un agente di Milano, che Valentiniano condannò per aver significato una legal citazione. Ammiano (XXVII. 7.) stranamente suppone che tutti coloro, i quali erano stati ingiustamente condannati, si venerassero come martiri dai Cristiani. L'imparziale silenzio di lui non ci permette di credere, che Rodano, gran Ciamberlano, fosse arso vivo per un atto d'oppressione: _Cron. Pasq. p._ 302.

[59] _Ut bene meritam in sylvas jussit abire_ Innoxiam. Ammian. XXIX. 5. e Vales. _ib._

[60] Vedi _Cod. Justin. lib. VIII. Tit. III. leg. 2. Unus quisque sobolem suamn nutriat. Quod si exponendam putaverit, animadversioni, quae constituta est, subiacebit._ Io non mi starò a mescolare presentemente nella disputa insorta fra Noodt e Bynkershoek, con quali pene e per quanto tempo tal pratica opposta alla natura si fosse condannata o abolita dalle leggi, dalla filosofia e dalla maggior cultura della società.

[61] Questi salutari stabilimenti sono indicati nel codice Teodosiano _lib._ XIII. _Tit. III. De Professoribus et Medicis, e lib._ XIV. _Tit._ IX. _De studiis liberalibus urbis Romae_. Oltre il Gotofredo, solita nostra guida, si può consultare il Giannone (_Stor. di Napoli Tom._ I. p. 105. 111) che ha trattato di quest'importante soggetto con lo zelo e con la curiosità d'un letterato che studia l'istoria del suo paese.

[62] _Cod. Teodos. lib. I. Tit. XI._ col _Paratitlo_ del Gotofredo, che diligentemente riunisce tutto ciò che si trova nel resto del Codice.

[63] Tre versi d'Ammiano (XXXI. 14) equivalgono a tutta una orazione di Temistio (VIII. p. 101-120.) piena di adulazione e pedanteria e di luoghi comuni di Morale. L'eloquente Thomas (Tom. I, p. 336-396) si è dilettato nel celebrar le virtù ed il genio di Temistio che non fu indegno del secolo, nel quale visse.

[64] Zosimo _l._ IV. p. 102, Ammiano XXX. 9. La riforma, che ei fece, di dispendiosi abusi, potè dargli diritto alla lode, _in provinciales admodum parcus, tributorum ubique molliens sarcinas_. Alcuni chiamavano avarizia la sua frugalità: Girolam. _Cronic._ p. 186.

[65] _Testes sunt leges a me in exordio imperii mei datae: quibus unicuique quod animo imbibisset colendi libera facultas tributa est. Cod. Teodos. lib. IX. Tit. XVI. leg._ 9. A questa dichiarazione di Valentiniano possiamo aggiungere le varie testimonianze di Ammiano (XXX. 9), di Zosimo (lib. IV. p. 204.) e de Sozomeno (l. VI. c. 7. 27). Il Baronio sarebbe naturalmente indotto a biasimare questa ragionevole tolleranza: _Annal. Eccl. an._ 370. num. 129. 132. an. 375. n. 3. 4.

[66] Eudosso era d'un naturale timido e dolce. Quando battezzò Valente nell'anno 367. doveva essere molto vecchio, poichè aveva studiato la teologia cinquantacinque anni avanti sotto il dotto e pio martire Luciano. Filostorg. l. II c. 14-16, l. IV. c. 4. col Gotofred. p. 82-206. e Tillemont _Mem. Eccles. Tom. V. p._ 474. 480. ec.

[67] Gregorio Nazianzeno (_Orat. XXV. p._ 432.) insulta lo spirito persecutore degli Arriani, come un infallibil sintomo d'errore e d'eresia.

[68] Questo schizzo del governo Ecclesiastico di Valente è tratto da Socrate (l. IV.), da Sozomeno (l. VI.), da Teodoreto (l. IV.), e dalle immense compilazioni del Tillemont (specialmente dal Tom. VI. VIII. e IX.).

[69] Il D. Jortin. (_Osservaz. sull'Istor. Eccles._ Vol. IV. p. 78.) ha già concepito ed insinuato l'istesso sospetto.

[70] Questa riflessione è così ovvia e forte, che Orosio (l. VII. c. 32. 33.) differisce la persecuzione fino ad un tempo posteriore alla morte di Valentiniano. Socrate dall'altra parte, suppone (l. III. c. 21.) che fosse quietata da una filosofica orazione, che pronunziò Temistio l'anno 374. (_Orat. XXII._ p. 154. solamente in Latino). Tali contraddizioni diminuiscono l'evidenza ed abbreviano il termine della persecuzione di Valente.

[71] Il Tillemont, da me seguitato e compendiato, ha tratto (_Mem. Eccles. Tom. VIII._ p. 153-167.) le più autentiche circostanze dai Panegirici dei due Gregori, l'uno fratello e l'altro amico di Basilio. Le lettere di Basilio medesimo (Dupin _Bibl. Eccles. Tom. II._ p. 155-180.) non presentano l'immagine d'una persecuzione molto viva.

[72] _Basilius Caesarensis Episcopus Cappadociae clarus habetur... qui multa continentiae et ingenii bona uno superbiae malo perdidit._ Questo irriverente passo perfettamente combina con lo stile e col carattere di S. Girolamo. Non si trova nell'Edizione Scaligeriana della sua Cronica; ma Isacco Vossio l'ha trovato in alcuni antichi manoscritti, che non erano stati corretti dai Monaci.

[73] Quella nobile e caritatevole fabbrica (quasi un'altra città) sorpassava in merito se non in grandezza, le piramidi o le mura di Babilonia. Essa era destinata principalmente a ricevere i lebbrosi: Gregor. Nazianzeno _Orat. XX._ pag. 439.

[74] _Cod. Teodos. l. XII. Tit. I. leg. 63._ Il Gotofredo (Tom. IV. p. 409-413) fa l'uffizio di Commentatore e d'Avvocato. Il Tillemont (_Mem. Ecoles. Tom. VIII. p. 808._) suppone una seconda legge per iscusare gli Ortodossi suoi amici, che avevano male rappresentato l'editto di Valente e soppresso la libertà della scelta.

[75] Vedi Danville _Descript. de l'Egypt. p. 74._ In seguito esamineremo gl'Instituti Monastici.

[76] Socrate l. IV. c. 24. 25., Orosio l. VII. c. 33. Girol. _Cron._ p. 189. e Tom. II. p. 212. I Monaci dell'Egitto facevano molti miracoli, che provan la verità della loro fede. Benissimo, (dice Jortin _Osservaz. Vol. IV._ p. 79.) ma chi prova la verità di questi miracoli?

[77] _Cod. Teodos. lib. XVI. Tit. II. leg. 20._ Il Gotofredo (Tom. IV. pag. 49.), seguitando l'esempio del Baronio, raccoglie senza parzialità tutto quello che i Padri hanno detto relativamente a questa importante legge, lo spirito della quale molto tempo dopo fu fatto risorgere dall'Imperator Federigo II. da Eduardo I. Re d'Inghilterra, e da altri Principi Cristiani, che regnarono dopo il duodecimo secolo.

[78] L'espressioni, che ho adoperate, son deboli e moderate, se si paragonino con le veementi invettive di Girolamo (Tom. I. p. 13. 45. 144). Fu anche ad esso rinfacciata la colpa, che egli imputava ai Monaci fratelli di lui; e lo _scellerato, il versipelle_ fu pubblicamente accusato come amante della vedova Paola. (Tom. II. p. 363). Ei godeva senza dubbio l'affezione sì della madre che della figlia; ma dichiara che non abusò mai della sua autorità in favore di alcun sensuale o a sè vantaggioso disegno.

[79] _Pudet dicere Sacerdotes Idolorum, mimi, et aurigae, et scorta haereditates capiunt: solis Clericis ac Monacis hac lege prohibetur. Et non prohibetur a persecutoribus, sed a Principibus Christianis. Nec de lege quaeror, sed doleo, cur meruerimus hanc legem._ Girolamo (Tom. I. p. 13) prudentemente indica la segreta politica di Damaso, suo protettore.

[80] Tre parole di Girolamo, _Sanctae memoriae Damasus_ (Tom. II. p. 109.), lavano tutte le sue macchie; ed abbagliano i devoti occhj del Tillemont: _Mem. Eccles. T. VIII p. 386. 424._

[81] La Basilica di Sicinino o di Liberio è probabilmente la Chiesa di S. Maria Maggiore sul colle Esquilino. Baronio an. 367. num. 3. e Donat. _Rom. Antiq. et nov. lib. IV. c. 3. p. 462._

[82] Girolamo stesso è costretto a confessare _crudelissimae interfectiones diversi sexus perpatratae. Cron._ p. 186. Ma per strana combinazione ci è restato un _libello_, o domanda originale di due Preti del partito contrario. Essi affermano, che furon bruciate le porte della Basilica, e scoperchiatone il tetto; che Damaso marciò alla testa del suo Clero, di scavatori di sepolcri, di cocchieri e di gladiatori stipendiati; che non fu ucciso veruno del suo partito, ma che vi furon trovati centosessanta corpi morti. Tal libello fu pubblicato dal P. Sirmondo nel primo Tomo delle sue opere.

[83] I nemici di Damaso lo chiamavano _Auriscalpius Matronarum_, sollecitatore degli orecchj delle matrone.

[84] Gregorio Nazianzeno (_Orat._ XXXII. p. 526.) descrive la vanità ed il lusso dei Prelati che presedevano alle città Imperiali; gli aurei loro cocchi, i focosi destrieri, ed il numeroso seguito ec. La turba dava luogo come ad una bestia selvaggia.

[85] Ammiano XXVII. 3. _Perpetuo Numini verisque ejus cultoribus._ Che incomparabil condiscendenza d'un Politeista!

[86] Ammiano, che fa una bella narrazione della sua Prefettura (XXVII. 9.), lo chiama _praeclarae indolis gravitatisque Senator_ (XXII. 7. e _Vales. ib_.). Una curiosa Inscrizione (ap. Gruter. MCII, n. 2.) contiene in due colonne gli onori civili e religiosi di esso. In una vien dichiarato Pontefice del Sole e di Vesta, Augure, Quindecemviro, Jerofante ec. ec. Nell'altra 1. Questore candidato, più probabilmente titolare, 2. Pretore, 3. Correttore della Toscana e dell'Umbria, 4. Consolare della Lusitania, 5. Proconsole dell'Acaja, 6. Prefetto di Roma, 7. Prefetto del Pretorio d'Italia, 8. dell'Illirico, 9. Console eletto; ma egli morì prima che cominciasse l'anno 385. Vedi Tillemont _Hist. des Emper. Tom. V. p. 241, 736_.

[87] _Facite me Romanae urbis Episcopum, et ero protinus Christianus:_ Girolam. Tom. II. p. 165. Egli è più che probabile, che Damaso non avrebbe comprato a tal prezzo la conversione di esso.

[88] Ammiano XXVI. 5. Valesio aggiunge una lunga e stimabile nota sopra il Maestro degli Uffizj.

[89] Ammiano XXVII. 1. Zosimo l. IV. p. 208. Vien soppressa la vergogna dei Batavi da un soldato contemporaneo per un riguardo all'onor militare, che non poteva interessare un Retore Greco del seguente secolo.

[90] Vedi Danville _Not. dell'ant. Gallia p. 587_. Il nome della Mosella, che non è specificato da Ammiano, viene indicato chiaramente da Mascov _Istor. degli ant. Germani_ VII. 2.

[91] Son descritte queste battaglie da Ammiano (XXVII. 2) e da Zosimo (l. IV. p. 209.) il quale suppone che Valentiniano vi si trovasse presente.

[92] _Studio sollicitante nostrorum occubuit_: Ammiano XXVII. 10.

[93] Questa spedizione vien riferita da Ammiano (XXVII. 10) e celebrata da Ausonio (_Mosell. 421_.) il quale stoltamente suppone, che i Romani ignorassero le sorgenti del Danubio.

[94] _Immanis enim natio jam inde ab incunabulis primis varietate casuum imminuta, ita saepius adolescit, ut fuisse longis soeculis aestimetur intacta_: Ammiano XXVII. 5. Il Conte di Buat (_Histor. des Peuples de l'Europ. Tom. VII. p. 370_.) attribuisce la fecondità degli Alemanni alla facilità con cui adottavano gli stranieri.

[95] Ammiano XXVIII. 2. Zosimo l. IV. p. 214. Vittore il Giovane fa menzione del genio meccanico di Valentiniano: _nova arma meditari; fingere terra seu limo simulacra._

[96] _Bellicosos et pubis immensae viribus affluentes, et ideo metuendos finitimis universis._ Ammiano XXVIII. 5.

[97] Io son sempre inclinato a sospettare, che gl'Istorici e i viaggiatori facilmente riducano a leggi generali alcuni fatti straordinarj. Ammiano attribuisce un costume simile all'Egitto; ed i Chinesi l'hanno attribuito al Tapsin o all'Impero Romano (De Guignes _Histor. des Huns_ Tom. II. p. I. p. 79.)

[98] _Salinarum finiumque causa Alemannis saepe jurgabant:_ Ammiano XXVIII. 5. Può esser che si disputassero il possesso della _Sala_, fiume che produceva del sale, e che era stato l'oggetto di antiche pugne. Tacit. _Annal._ XIII. 57. e Lipsio _ib._

[99] _Jam inde temporibus priscis sobolem se esse Romanam Burgundii sciunt_; e tale incerta tradizione appoco appoco prese un aspetto regolare: Oros. l. VII. c. 32. Essa è distrutta dalla decisiva testimonianza di Plinio, che fece l'istoria di Druso, e militò in Germania (Plin. Sec. _Epist._ III. 5.) dentro i sessant'anni dalla morte di quell'eroe: Germanorum _generae quinque Vindili, quorum pars Burgundiones ec. Hist. nat. IV. 28._

[100] Le guerre e le negoziazioni relative a' Borgognoni ed agli Alemanni son distintamente riferite da Ammiano Marcellino (XXVII. 5. XXIX. 4. XXX. 1.) Orosio (l. VII. c. 33) e le Croniche di Girolamo e di Cassiodoro determinano alcune date, ed aggiungono varie circostanze.

[101] Επι τον αυχενα της Κιμβρικη χερσονεσου Σαξονες _nel più stretto del Chersoneso Cimbrico i Sassoni_. All'estremità Settentrionale della penisola (ch'è il promontorio Cimbrico di Plinio IV. 27) Tolomeo pone il restante dei _Cimbri_, e riempie l'intervallo fra i _Sassoni_ ed i Cimbri con sei oscure tribù, che erano unite insieme fino dal sesto secolo sotto la nazional denominazione di _Dani_. Vedi Cluver. _German. Antiq._ l. III. c. 21. 22. 23.

[102] Danville (_Etablissem. des etats de l'Europe p._ 19. 26) ha determinato gli estesi limiti della Sassonia al tempo di Carlo Magno.

[103] La flotta di Druso invano tentò di passare o anche d'avvicinarsi al _Sund_ (chiamato per una facile somiglianza _le colonne d'Ercole_) e non fu mai più intrapresa tale spedizione navale: Tacit. _de morib. Germ. c._ 34. La cognizione che i Romani acquistarono delle forze marittime del Baltico (c. 44. 45) l'ottennero col mezzo dei viaggi che facevano per terra in cerca dell'ambra.

[104]

_Quin et Aremoricus piratam Saxona tractus....._ _Sperabat; cui pelle salum sulcare Britannum_ _Ludus; et assuto glaucum mare findere lembo._

Sidon. _in Panegyr. Avit._ 369.

Il genio di Cesare imitò in una particolare occasione quei rozzi ma leggieri vascelli, che s'usavano ancora dagli abitanti della Britannia (_Comment. de Bello Civ._ I. 51) e Guichardt (_Nouv. Memoir. milit. Tom._ II. _p._ 41. 42). Le navi Britanniche farebbero al presente stupire il genio di Cesare.

[105] Posson trovarsi le migliori notizie originali, rispetto ai pirati Sassoni, appresso Sidonio Apollinare (l. VIII. _Epist._ VI. p. 223, _edit. Sirmond._), ed il miglior Commentario appresso l'Abb. du Bos (_Hist. crit. de la Monar. Fran. Tom._ I. _l._ I _c._ 16. _p._ 148-155. _Vedi_ anche p. 78. 79).

[106] Ammiano (XXVIII. 5.) giustifica tale mancanza di fede ai pirati e ladroni; ed Orosio (l. VII. c. 32.) esprime più chiaramente la vera lor colpa, _virtute atque agilitate terribiles_.

[107] Simmaco (l. II. ep. 16.) pretende di far tuttavia menzione dei sacri nomi di Socrate e della filosofia. Sidonio, Vescovo di Clermont, potea condannare (l. VIII. _epist._ 6.) con _minor_ incoerenza i sacrifizi umani dei Sassoni.

[108] Nel principio del secolo passato il dotto Cambden fu costretto a distruggere con rispettoso scetticismo il Romanzo di _Bruto_ Troiano, che ora è sepolto in una tacita obblivione con _Scota_ figlia di Faroah, e la numerosa lor discendenza. Pure io so, che si trovano ancora fra gli originali nativi di Irlanda molti campioni della colonia Milesia. Un popolo, malcontento della propria condizione presente, s'attacca ad ogni visione di passata o futura sua gloria.

[109] Tacito, o piuttosto Agricola suocero di lui, potè osservare la carnagione Germanica o Spagnuola di alcune tribù Britanniche; ma la più moderata e dichiarata loro opinione era questa: _In universum tamen aestimanti, Gallos vicinum solum occupasse, credibile est. Eorum sacra deprehendas.... Sermo haud multum diversus_. (_In vitae Agric. c._ XI.) Cesare ha osservato la somiglianza della lor religione (_Comm. de Bell. Gallic._ VI. 13.); ed al suo tempo l'emigrazione dalla Gallia Belgica era un fatto recente o almeno istorico (V. 10). Cambden, lo Strabone Britannico, ha modestamente determinato le nostre genuine antichità. (_Britan. Vol._ I. _Inter. p._ II. XXXI.)

[110] Negli oscuri e dubbi sentieri dell'antichità Caledonia ho preso per miei condottieri due dotti ed ingegnosi abitatori di montagne, che per la nascita e l'educazione loro erario specialmente adattati a tale uffizio. Vedi le Dissertazioni critiche sull'origine, antichità ec. dei Caledoni del Dott. Gio. Macpherson, Londr. 1768, _in_ 4. e _l'Introduzione all'Istoria della Gran Brettagna e dell'Irlanda di Giacomo Macpherson, Scud. Londr._ 1773, 4, _terza ediz._ Il Dott. Macpherson era un ministro dell'isola di Sky; ed è una circostanza che fa onore al nostro secolo, che nella più remota fra l'Ebridi sia stata composta un'opera piena d'erudizione e di critica.

[111] Si è fatta risorgere negli ultimi momenti di sua rovina, e vigorosamente si è sostenuta la discendenza Irlandese degli Scoti dal Rev. Whitaker (_Istor. di Manchester vol. I. p._ 430. 431 _ed Istoria genuina dei Brettoni provata ec. p._ 154. 293). Pure confessa egli, 1. che gli Scoti d'Ammiano Marcellino (an. 340) erano già stabiliti nella Caledonia, e che gli Scrittori Romani non danno alcun indizio della loro emigrazione da un altro paese; 2. che tutti i racconti di tali emigrazioni, che si son fatti o ammessi dai Bardi Irlandesi, dagli Istorici di Scozia o dagli antiquari Inglesi (Bucanano, Cambden, Usher, Stillingfleet ec.) sono interamente favolosi; 3. che tre delle tribù Irlandesi mentovate da Tolomeo (anno 150) eran d'origine Caledonia; 4. che il ramo cadetto dei Principi Caledoni della casa di Fingal acquistò e possedè il regno dell'Irlanda. Dopo queste concessioni la differenza che resta fra il Whitaker ed i suoi avversari, è piccola ed oscura. L'istoria _genuina_, che egli produce, d'un Fergus cugino d'Ossian, che si trasferì (nell'anno 320.) dall'Irlanda nella Caledonia, è fondata sopra un supplimento congetturale alla poesia Ersa, e sopra la debole testimonianza di Riccardo di Cirencester, Monaco del secolo XIV. Il vivace spirito dell'erudito ed ingegnoso Antiquario l'ha indotto a dimenticare la natura d'una questione, che con tanta veemenza egli discute, e tanto assolutamente decide.

[112] _Hyeme tumentes ac saevientes undas calcastis oceani sub remis vestris... insperatam Imperatoris faciem Britannus expavit_: Jul. Firmic. Matern. _de error. prop. Religion. p._ 464. _edit. Gronov. ad calc. Minuc. Felic._ Vedi Tillemont _Hist. des Emper. Tom._ IV. _p._ 336.

[113] Liban. _Orat. parent. c._ XXXIX. p. 264. Questo curioso passo è sfuggito alla diligenza degli Inglesi nostri antiquari.

[114] I Caledoni lodavano e desideravano l'oro, i destrieri, i lumi ec. dello _straniero_. Vedi _la Dissert. del D. Blair sopra Ossian Vol. II. p._ 343. e _l'Introduzione di Macpherson p._ 241-286.