Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 05
Part 27
[469] Il Poema di Gregorio sulla propria vita contiene alcuni bei versi (Tom. II. p. 9), che nascono dal cuore, ed esprimono i torti d'una ingiuriata e perduta amicizia.
.... πονοι κονοι λογων, Ομοςεγος τε και σινεςιος βιος Νους εις εν αμφοιν Διεσκεδασαι παντα ερριπται χαμαι Αυραι φερουσι τας παλαιας ελπιδας
... _Eran comuni le fatiche dai ragionamenti, famigliare e congiunta la vita, un animo in ambidue ... Tutto si è dissipato, è caduto a terra, i venti portano via le antiche speranze._
Nel Sogno della Notte di Mezza State, Elenia fa l'istesso patetico lamento all'amico Ermia.
_Is all the counsel that we two have shared,_ _The sister's vows, ecc._
«Fra noi due comune abbiamo ogni consiglio, i voti della sorella ec.»
Shakespeare non aveva mai letto i poemi di Gregorio Nazianzeno, egli non sapeva la lingua Greca: ma la sua madre lingua, cioè quella della natura, è l'istessa nella Cappadocia e nell'Inghilterra.
[470] Questo svantaggioso ritratto di Sasima è preso da Gregorio Nazianzeno (_Tom._ II. _de vita sua p._ 7. 8). Nell'Itinerario d'Antonino se ne fissa la situazione precisa in distanza di quarantanove miglia da Archelaide, e di trentadue da Tiana. (_p._ 144. _Edit. Wesseling._).
[471] Si è reso immortale da Gregorio il nome di Nazianzo, ma si fa menzione della sua patria sotto il nome Greco o Romano di Diocesarea da Tillemont (_Memoir. Eccles. T._ IX. _p._ 692), da Plinio (VI. 3), da Tolomeo e da Ierocle (_Itin. Wesseling p._ 709 ). Sembra che fosse situata sul confine dell'Isauria.
[472] Vedi Du Cange _Const. Christ._ l. IV. p. 141. 142. La Θεια δυναμις _Divina forza_ di Sozomeno (l. VII. c. 5) viene interpretata per Maria Vergine.
[473] Tillemont (_Mem. Eccl. Tom._ IX. _p._ 432. ec. ) diligentemente raccoglie, estende e spiega gli oratorj e poetici tratti di Gregorio medesimo.
[474] Ei recitò un'orazione (_Tom._ I. _Orat._ XXIII. _p._ 409) in sua lode; ma dopo la lor contesa fu mutato il nome di Massimo in quello di Erone (Vedi Girolamo _T._ I. _in Catal. Script. Eccles._ p. 301). Io tocco di volo tali personali ed oscure discordie.
[475] Sotto il modesto velo d'un sogno, Gregorio (T. II. _Carm._ IX. _p._ 78) descrive il proprio buon successo con qualche umana compiacenza. Pure dalla famigliare conversazione di lui con S. Girolamo, suo discepolo (_Tom. I. Epist. ad Nepotian. p._ 14), parrebbe, che il predicatore sapesse il vero valore dell'applauso popolare.
[476] _Lacrymae auditorum laudes tuae sint_: questo è il vivace e giudizioso parere di S. Girolamo.
[477] Socrate (l. V. c. 7) e Sozomeno (l. VII. c. 5) riferiscono l'evangeliche parole ed azioni di Damofilo, senza neppure una parola d'approvazione. Egli riflettè, dice Socrate, ch'è difficile _resistere_ ai potenti: ma era facile, e sarebbe stato vantaggioso il _sottomettersi_.
[478] Vedi Gregor. Naz. _Tom._ II. _de vita sua p._ 21. 22. Il Vescovo di Costantinopoli, per istruzione della posterità, fa menzione di uno stupendo prodigio. Nel mese di Novembre era una mattinata nuvolosa; ma quando la processione entrò in Chiesa, comparve il Sole.
[479] Frai tre storici Ecclesiastici, il solo Teodoreto (l. V. c. 2) ha rammentato quest'importante commissione di Sapore, che il Tillemont (_Hist. des Emper. Tom._ V. p. 728) ha giudiziosamente trasferito dal regno di Graziano a quello di Teodosio.
[480] Io non fo conto di Filostorgio, quantunque faccia egli menzione dell'espulsion di Damofilo (I. c. 19). L'Istorico Eunomiano si è diligentemente fatto passare per un crivello cattolico.
[481] Le Clerc ha dato un curioso estratto (_Bibl. Univ. Tom._ XVIII. p. 91-105) dei discorsi Teologici che Gregorio Nazianzeno recitò a Costantinopoli contro gli Arriani, gli Eunomiani, i Macedoniani ec. Ei dice ai Macedoniani, che divinizzavano il Padre ed il Figlio senza lo Spirito Santo, che essi potevano chiamarsi _Triteisti_ così bene che _Diteisti_. Gregorio medesimo era quasi un triteista; e la sua monarchia del Cielo somiglia una ben regolata aristocrazia.
[482] Il primo Concilio Generale di Costantinopoli adesso trionfa nel Vaticano; ma i Papi lungamente avevano esitato sopra di esso, e la lor dubbiezza rende perplesso, e fa quasi vacillare l'umile Tillemont _Mem. Eccl. Tom._ IX. p. 499-500.
[483] Avanti la morte di Melezio, sei o otto de' suoi Preti più popolari, fra' quali era Flaviano, avean rinunziato con giuramento, per amor della pace, al Vescovato d'Antiochia. (_Sozomeno_ l. VII. c. 3. 11. _Socrate_ l. V. c. 5). Il Tillemont si crede in dovere di non prestar fede all'istoria; ma confessa che nella vita di Flaviano si trovano molte circostanze, che non sembrano coerenti alle lodi del Grisostomo ed al carattere d'un santo. (_Mem. Eccl._ T. X. p. 541).
[484] Si consulti Gregorio Nazianzeno (_de vita sua T._ II. p. 25-28). Può vedersi la sua generale e particolare opinione del Clero e delle adunanze di esso, tanto in verso quanto in prosa (_Tom. I. Orat. I. p._ 33. _epist. LV._ p. 814. _T. II. carm. X_. p. 81). Tali passi vengono leggermente indicati dal Tillemont, ed ingenuamente prodotti dal le Clerc.
[485] Vedi Gregorio _Tom._ II. _de vita sua p._ 28-31. Le orazioni 17. 28. 32. furono pronunziate nelle varie scene di quest'azione. La perorazione dell'ultima (Tom. I. p. 528) in cui dà un solenne addio agli uomini ed agli Angeli, alla Città ed all'Imperatore, all'Oriente ed all'Occidente ec., è patetica e quasi sublime.
[486] Sozomeno attesta la capricciosa ordinazion di Nettario (l. VII. c. 8), ma il Tillemont osserva (_Memoir. Eccles. Tom._ IX. _p._ 719) che «après tout, ce narré de Sozomene est si honteux pour tous ceux qu'il y mèle, et sur-tout pour Théodose, qu'il vaut mieux travailler à le détruire, qu'à le soutenir»: ammirabile regola di critica!
[487] Io intendo solamente di dire, che tale era la naturale sua indole, quando non era infiammata o indurita dallo zelo religioso. Dal suo ritiro, egli esorta Nettario a perseguitar gli Eretici di Costantinopoli.
[488] Vedi _Cod. Teodos, lib. XVI. Tit. V. leg. 6. 23_ col commento del Gotofredo a ciascheduna legge, ed il suo sommario generale o _Paratitlo: Tom. VI. pag. 104-110._
[489] Essi facevan sempre la Pasqua, come gli Ebrei, nel decimoquarto giorno del primo mese dopo l'equinozio di primavera, e così pertinacemente opponevansi alla Chiesa Romana ed al Concilio Niceno, che avea fissato la Pasqua in Domenica. Bingham. _Ant._ l. XX. c. 5. Vol. II. p. 309. fol.
[490] Sozomeno l. VII. c. 12.
[491] Vedi l'Istoria Sacra di Sulpizio Severo (l. II. p. 447-455 _ed. Lugd. Batav._ 1647) scrittore corretto ed originale. Il Dottor Lardner (_Credibil ec. Part. II. Vol. IX. p. 256, 340_) ha lavorato quest'articolo con pura erudizione, con moderazione e buon senso. Il Tillemont (_Mem. Eccles. T. VIII. p. 491-527_) ha ammucchiato tutta la spazzatura dei Padri: l'utile spazzino!
[492] Severo Sulpizio parla con istima e pietà dell'arcieretico: _Felix profecto, si non pravo studio corrupisset optimum ingenium: prorsus multa in eo animi et corporis bona cerneres_ (_Hist. Sacr. l. II. p. 439_). Anche Girolamo (_Tom. I. in Script. Eccl. p. 202_) parla con moderazione di Priscilliano e di Latroniano.
[493] Questo Vescovato (nella vecchia Castiglia) rende presentemente 20000 ducati l'anno (Busching _Geog. Vol. II. p. 308_), ed è perciò assai meno atto a produrre l'autore d'una nuova eresia.
[494] _Exprobabatur mulieri viduae nimia religio et diligentius culta divinitas_ (Pacat. _in paneg. vet. XII. 29_). Tal era l'idea d'un umano, quantunque ignorante politeista.
[495] Uno di essi fu mandato _in Syllinam insulam, quae ultra Britanniam est._ Qual esser doveva l'antico stato degli scogli di Scilly (Cambden _Britann. Vol. II. p. 1519_)?
[496] Le scandalose calunnie di Agostino, di Leone Papa ec. che il Tillemont ingoia come un fanciullo, e Lardner confuta da uomo, possono suggerire qualche ingenuo sospetto in favore degli antichi Gnostici.
[497] Ambrog. Tom. II. _epist._ 24. P. 891.
[498] Sulpizio Severo nell'Istoria Sacra, e nella vita di S. Martino usa qualche cautela; ma si dichiara più liberamente nei dialoghi (III. 15). Martino però fu ripreso dalla propria coscienza e da un Angelo; nè potè in seguito far de' miracoli sì facilmente.
[499] Tanto il Prete Cattolico (_Sulpic. Sev. l._ II. _p._ 448) quanto l'Oratore Pagano (_Pacat. in Paneg. vet._ XII. 29) disapprovano con uguale indignazione il carattere e la condotta d'Itacio.
[500] La vita di S. Martino, ed i dialoghi intorno a' suoi miracoli, contengono fatti adattati alla più grossolana ignoranza, in uno stile non indegno del secolo d'Augusto. È così naturale la connessione fra il buon gusto ed il buon senso, che mi fa sempre stupore questo contrasto.
[501] La breve e superficial vita di S. Ambrogio, scritta da Paolino suo Diacono (_Append. ad edit. Bened. p. I. XV_) ha il pregio d'una testimonianza originale. Il Tillemont (_Mem. Eccles. Tom. X._ p. 78-306) e gli Editori Benedettini (p XXXI-LXIII) vi hanno lavorato con la solita lor diligenza.
[502] Ambrogio medesimo (_Tom. II. ep. XXIV._ p. 888. 891) dà all'Imperatore un assai spiritoso ragguaglio della sua ambasceria.
[503] La rappresentazione, ch'egli stesso fa dei suoi principj e della sua condotta (_Tom. II. ep. XX. XXI. XXII. p. 851-880_), è uno dei più curiosi monumenti d'antichità ecclesiastica. Essa contiene due lettere a Marcellina sua sorella con una supplica a Valentiniano, ed il discorso _de Basilicis non tradendis._
[504] Il Cardinale di Retz ebbe una simile ambasciata della Regina, affinchè quietasse il tumulto di Parigi. Ciò non era più in suo potere: _à quoi j'ajoutai tout ce que vous pouvez vous imaginer de respect, de douleur, de regret et de soumission etc._ (Mém. T. I. p. 140). Io non paragono certamente fra loro nè le cause nè le persone; ma il Coadiutore medesimo aveva qualche idea (p. 84) d'imitar S. Ambrogio.
[505] Il solo Sozomeno (l. VII. c. 13), involge questo luminoso fatto in una oscura e dubbiosa narrazione.
[506] _Excubabat pia plebs in Ecclesia mori parata cum Episcopo suo.... Nos adhuc frigidi excitabamur tamen civitate attonita atque turbata._ August. _Conf. l. IX. c. 7._
[507] Tillemont _Mem. Eccl. Tom._ II. p. 78, 498. Furono consacrate molte Chiese in Italia, nella Gallia ec. a quest'incogniti Martiri, fra' quali sembra che S. Gervasio sia stato più fortunato del suo compagno.
[508] _Invenimus mirae magnitudinis viros duos, ut prisca aetas ferebat. Tom. II. epist. XXII. p. 875._ La grandezza di questi scheletri era fortunatamente o artificiosamente adattata al popolar pregiudizio della successiva decadenza della statura umana, ch'è prevalso in ogni secolo fin dal tempo d'Omero.
_Grandiaque effossis mirabitur ossa sepulchris._
[509] Ambros. _T. II. ep._ XXII. p. 875. August. _Confess._ l. IX. c. 7 _de Civ. Dei_ l. XXII. c. 8. Paulin. _in vit. S. Ambros._ c. 14 _in append. Bened. p. 4._ Il cieco aveva nome Severo, ei toccò la sacra veste, ricuperò la vista, e consacrò il resto della sua vita (almeno per venticinque anni) al servizio della Chiesa. Io raccomanderei questo miracolo a' nostri Teologi, se non provasse il culto delle reliquie, ugualmente che la fede Nicena.
[510] Paulin. _in vit. S. Ambros. c. 5. in app. Bened. p. 5._
[511] Tillemont. _Mem. Eccl. Tom. X._ p. 190, 750. Egli accorda parzialmente la mediazione di Teodosio, e capricciosamente rigetta quella di Massimo, quantunque si attesti da Prospero, da Sozomeno e da Teodoreto.
[512] La modesta censura di Sulpicio (_Dial._ III. 15) gli porta una ferita molto più profonda, che la debole declamazione di Pacato (XII. 25, 26).
[513] _Esto tutior adversus hominem pacis involucro tegentem._ Tale fu il prudente avviso d'Ambrogio (_Tom. II. p. 891_) dopo che fu tornato dalla sua seconda ambasceria.
[514] Il Baronio (an. 387. n. 63) applica a questo tempo di pubblica calamità alcuni de' sermoni penitenziali dell'Arcivescovo.
[515] Zosimo riferisce la fuga di Valentiniano, e l'amor di Teodosio per la sorella di esso (l. IV. p. 263. 264). Il Tillemont produce alcune deboli ed ambigue testimonianze per anticipare il secondo matrimonio di Teodosio (_Hist. des Emper. Tom. V._ p. 740), e conseguentemente per confutare _ces contes de Zosime, qui seroient trop contraires à la piété de Théodose._
[516] Vedi Gotofred. _Cronol. delle leggi Cod. Theod. T. I. p. XCIX._
[517] Oltre i cenni che possono raccogliersi dalle croniche e dall'Istoria Ecclesiastica, Zosimo (l. IV. p. 259. 267), Orosio (l. VII. c. 35.) e Pacato (_Paneg. vet_. XII. 30. 48) somministrano gli sconnessi e scarsi materiali di questa guerra civile. Ambrogio (Tom. II. _Epist_. 40. p. 952-953.) allude oscuramente ai ben noti fatti della sorpresa d'un magazzino, d'un'azione a Petavio, d'una vittoria, forse navale, nella Sicilia ec. Ausonio applaudisce al merito singolare ed alla buona fortuna d'Aquileia.
[518] _Quam promptum laudare Principem, tam tutum siluisse de Principe_ (Pacat. _in Paneg. vet. XII. 2_). Latino Pacato Drepanio, nativo della Gallia, recitò quest'orazione a Roma (l'anno 388). Egli di poi fu Proconsole dell'Affrica: ed Ausonio, suo amico, lo loda come un Poeta, inferiore solo a Virgilio, (Vedi Tillemont _Hist. des Emper. Tom. V. p. 303_).
[519] Vedasi un bel ritratto di Teodosio fatto da Vittore il Giovane; i delineamenti sono distinti, ed i colori ben fusi. La lode di Pacato è troppo generale, e Claudiano pare che sempre tema d'esaltare il padre sopra il figlio.
[520] Ambrog. Tom. II. _epist_. 40. p. 955. Pacato, per mancanza di cognizione o di coraggio, tralascia questa gloriosa circostanza.
[521] Pacat. _in Paneg. vet. XII. 20_.
[522] Zosimo l. IV. p. 271. 272. La sua parziale testimonianza porta seco l'aria di verità e di candore. Ei nota queste vicende di pigrizia e di attività non già come un vizio, ma come una singolarità nel carattere di Teodosio.
[523] Tal collerico temperamento si confessa e si scusa da Vittore. _Sed habes_ (dice S. Ambrogio con decente e viril contegno al suo Sovrano) _naturae impetum, quem si quis lenire velit, cito vertes ad misericordiam: si quis stimulet, in magis exsuscitas, ut eum revocare vix possis: (Tom. II. Epist. 51. p. 998_), Teodosio (ap. Claudian. _in IV. Cons. Hon. 866. etc_.) esorta il figlio a moderar la sua collera.
[524] Tanto i Cristiani che i Pagani erano d'accordo nel credere che i demonj suscitato avessero la sedizione d'Antiochia. Si facea veder per le strade, dice Sozomeno (l. VII. c. 23), una donna gigantesca con una sferza in mano. Un vecchio, dice Libanio (_Orat_. XII. p. 396) si trasformò in giovane, e quindi in fanciullo.
[525] Zosimo nel suo breve e non ingenuo racconto (l. IV. p. 258. 259), erra sicuramente in mandare Libanio stesso a Costantinopoli. Le proprie orazioni di lui indicano, che restò in Antiochia.
[526] Libanio (_Orat. I. p. 6. Edit. Venet_.) dichiara, che sotto un regno di quella sorte, il timor del macello era senza fondamento ed assurdo, specialmente, nell'assenza dell'Imperatore, poichè la sua presenza, secondo l'eloquente schiavo, avrebbe potuto legittimare gli atti più sanguinosi.
[527] Laodicea sulla costa marittima, settantacinque miglia distante da Antiochia (vedi Noris _Epoch. Syro-Maced. Diss. 3. p. 230_). Gli Antiocheni si stimarono offesi, che la città di Seleucia, lor dipendente, ardisse d'interceder per loro.
[528] Siccome i giorni del tumulto dipendono dalla festa mobile di Pasqua, essi non si posson determinare, se non ne venga prima fissato l'anno. Dopo ricerche assai laboriose si è preferito l'anno 387 dal Tillemont (_Hist. des Emper. Tom. V. p. 741. 744_), e dal Montfaucon (_Chrys. T. XIII. p. 105-110_).
[529] Grisostomo contrappone il loro coraggio, che non portava seco gran rischio, alla codarda fuga dei Cinici.
[530] Si rappresenta la sedizione d'Antiochia in una maniera vivace, e quasi drammatica da due Oratori, ciascheduno dei quali ha la sua dose d'interesse e di merito. Vedasi Libanio (_Orat. XIV. XV. p. 389. 420. Edit. Morel, Orat. I. p. 1-14. Venet. 1754_), e le venti orazioni di S. Gio. Grisostomo _de statuis_ (T. II. p. 1-225. _edit. Montfaucon_). Io non pretendo ad una gran famigliarità personale con Grisostomo: ma il Tillemont (_Hist. des Emper. Tom. V. p. 263. 283_), e l'Hermant (_Vie de S. Chrysost. Tom. I. p. 137-224_) l'avevan letto con più curiosità e diligenza.
[531] La testimonianza originale d'Ambrogio (T. II. ep. 51, p. 998), d'Agostino (de Civ. Dei v. 26) e di Paolino (in vit. Ambros. c. 24), si manifesta in generali espressioni di orrore e di compassione. Essa poi viene illustrata dalle successive e disuguali autorità di Sozomeno (l. VII. c. 25), di Teodoreto (l. V. c. 17), di Teofane, (Chronogr. p. 62), di Cedreno (p. 317), e di Zonara (Tom. II. l. 13. p. 34). Il solo Zosimo, parzial nemico di Teodosio, non si sa per qual causa passa sotto silenzio la peggiore delle sue azioni.
[532] Vedasi tutto questo fatto appresso Ambrogio (_Tom. II. epist. 60. 61. p. 946-956_), e Paolino di lui biografo (c. 23). Bayle e Barbeirac (_Moral des Peres c. 17. p. 325_. ec.) hanno giustamente condannato l'Arcivescovo.
[533] Il suo discorso è una strana allegoria della verga di Geremia, di un albero di mandorle, della donna che bagnò ed unse i piedi di Cristo: ma la perorazione è diretta e personale.
[534] _Hodie, Episcope, de me proposuisti_. Ambrogio lo confessò modestamente; ma con forza riprese Timesto, Generale di Cavalleria e d'infanteria, che aveva ardito di dire, che i Monaci di Callinico meritavan d'esser puniti.
[535] Ma cinque anni dopo, essendo lontano Teodosio dalla spirituale sua guida, tollerò gli Ebrei, e condannò la distruzione delle loro sinagoghe. (_Cod. Teod. l. XVI. Tit. VIII. leg. 9 col comment. del Gotofredo Tom. VI. p. 225_).
[536] Ambros. _Tom. II. Ep. 51 p. 997-1001_. La sua lettera è una miserabile cantilena sopra un nobil soggetto. Ambrogio sapeva meglio operare, che scrivere. Le sue composizioni sono prive di gusto o di genio, senza lo spirito di Tertulliano, la copiosa eleganza di Lattanzio, il vivace sapere di Girolamo o la grave energia di Agostino.
[537] Secondo la disciplina di S. Basilio (_can. 56_), l'omicida volontario per _quattro_ anni era piangente: _cinque_ audiente, _sette_ prostrato; e _quattro_ consistente. Io ho l'originale (Beveridge _Pand. Tom. 2. p. 47, 151)_ ed una traduzione (Chardon _Hist. des Sacrem. T. 4, p. 219-277_) delle Epistole Canoniche di S. Basilio.
[538] La penitenza di Teodosio viene autenticamente descritta da Ambrogio (_Tom. VI. de obit. Theod. c. 34. p. 1207_), da Agostino (_de civ. Dei v. 26_), e da Paolino (_in vit. Ambros. c. 24_). Socrate è ignorante, e Sozomeno (_l. VII. c. 25_) succinto; e bisogna servirsi con cautela della copiosa narrazione di Teodoreto.
[539] _Cod. Theod. l. IX. tit. 40. leg. 13._ La data e le circostanze di questa legge portano seco delle difficoltà; ma io mi sento inclinato a favorire gli onesti sforzi del Tillemont (_Hist. des Emp. Tom. V. p. 721_), e del Pagi, (_Crit. Tom. I. p. 158_).
[540] _Un prince, qui aime la religion, et qui la craint, est un lion qui cède à la main qui le flatte, ou à la voix qui l'appaise._ Esprit des loix l. XXIV. c. 2.
[541] Τουτο περι τους ευερλνειας καθηκον εδοξεν ειναι, _ciò parve che fosse decente verso i benefattori_. Tal'è l'avara lode di Zosimo stesso (l. IV. p. 267). Agostino dice con qualche felicità d'espressione: _Valentinianum... misericordissima veneratione restituit_.
[542] Sozomeno l. VII. c. 14. La sua cronologia è molto irregolare.
[543] Vedi Ambrogio, _Tom. II. de obit. Valentin. c. 15. ec. p. 1178. c. 36. ec. p. 1184_. Allorchè il giovane Imperatore faceva un trattamento, digiunava egli stesso; ricusò di vedere una bella attrice ec. Poichè ordinò che le sue fiere fossero uccise, il rimprovero d'aver amato quel divertimento appresso Filostorgio (l. XI. c. 1.) non è generoso.
[544] Zosimo (l. IV. p. 275) loda il nemico di Teodosio. Ma egli è detestato da Socrate (l. V. c. 25) e da Orosio (l. VII. c. 35).
[545] Gregorio di Tours (_l. 2. c. 9. p. 165. nel secondo volume degli Istorici di Francia_) ci ha conservato un curioso frammento di Sulpicio Alessandro, istorico molto più valutabile di lui medesimo.
[546] Il Gotofredo (_dissert. ad Philostorg. p. 428-434_) ha diligentemente raccolto tutte le circostanze della morte di Valentiniano II. Le variazioni e l'ignoranza degli scrittori contemporanei provano che essa fu segreta.
[547] _De obitu Valentin. Tom. II: p. 1173. 1196_. Egli è costretto ad usare un linguaggio discreto ed oscuro: pure è molto più ardito di quello che alcun laico, o forse qualunque altro Ecclesiastico si sarebbe arrischiato di essere.
[548] Vedi c. 51. _p. 1188. c. 75. p. 1193_. Dom Chardon (_Hist. des Sacrem. Tom. I. p. 86_), che confessa che S. Ambrogio sostiene col maggior vigore l'_indispensabile_ necessità del Battesimo, stenta a conciliare la contraddizione.
[549] _Quem sibi Germanus famulum delegerat exul_. Tal'è la disprezzante espressione di Claudiano (_IV Cons. Hon. 74_). Eugenio professava il Cristianesimo; ma è probabile in un grammatico, che fosse in segreto attaccato al Paganesimo (Sozomen. l. VII. c. 22 Filostorg. l. XI. c. 2), e quasi l'assicurerebbe l'amicizia di Zosimo (l. IV. p. 276, 277).
[550] Zosimo (l. IV. p. 278) fa menzione di quest'ambasceria; ma un'altra storia lo distrae dal riferirne l'evento.
[551] Συνεταραξεν η τουτου γαμετη Γαλλα βασιληια τον αδελφον ολοφυρομενη: _l'eccitò l'Imperatrice Galla, sua moglie, che piangeva il fratello_. Zosimo l. IV. p. 278. In seguito dice (p. 280), che Galla morì di parto, e riferisce che fu estrema l'afflizione del marito, ma breve.
[552] Licopoli è la moderna _Siut_, ossia _Osiot_, città di Said, della grandezza incirca di S. Denis, che fa un vantaggioso commercio col regno di Sennaar; ed ha una molto conveniente fontana, _cujus potu signa virginitatis eripiuntur_. Vedi Danville (_Descr. de l'Egypt. p. 171_), Abulfeda (_Desc. Aegipt. p. 74_) e le curiose annotazioni (p. 25. 92) del suo editore Michaelis.
[553] Fu descritta la vita di Giovanni di Licopoli da due dei suoi amici, da Ruffino (l. II. c. 1. p. 449) e da Palladio (Hist. Laus. c. 43 p. 738) nella gran Collezione delle Vitae Patrum di Rosvveide. Il Tillemont (_Mem. Eccles. T. X. p. 718. 720_) ne ha determinata la cronologia.
[554] Sozomeno l. VII. c. 22. Claudiano (_in Eutrop. l. I. 311_) fa menzione del viaggio dell'Eunuco: ma deride col maggior disprezzo i sogni Egiziani, e gli oracoli del Nilo.
[555] Zosimo l. IV. p. 280. Socrat. l. VII. 10,. Alarico medesimo (de bello Get. 524) si ferma con più compiacenza sulle sue prime imprese contro i Romani.
.... _Tot Augustos Hebro qui teste fugavi_:
Pure la sua vanità difficilmente avrebbe potuto provare questa _pluralità_ d'Imperatori fuggitivi.
[556] Claudiano _in IV. Cons. Honor_. 77. ec. pone a confronto i disegni militari dei due usurpatori.
_.... Novitas audere priorem_ _Suadebat, cautumque dabant exemplo sequentem._ _Hic nova moliri praeceps: hic quaerere tuta_ _Providus. Hic fusis; collectis viribus ille._ _Hic vagus excurrens; hic intra claustra reductus._ _Dissimiles; sed morte pares..._
[557] Il Frigido, piccolo, quantunque memorabile fiume nella Gorizia, ora chiamato Vipao, si getta nel Sonzio, o Lisonzo sopra Aquileia in distanza di qualche miglio dal mare Adriatico. Vedi Danville _Cart. Antich. Mod. e l'Italia Antiqua_ del Cluverio Vol. I. p. 188.
[558] Lo spirito di Claudiano è intollerabile: la neve era tinta di rosso; il freddo fiume fumava; ed il canale avrebbe dovuto riempirsi di cadaveri, se non si fosse accresciuta la corrente dal sangue.
[559] Teodoreto asserisce, che comparvero al vigilante o addormentato Imperatore S. Giovanni e S. Filippo a cavallo. Questo è il primo esempio della cavalleria apostolica, che divenne poscia sì popolare in Ispagna ed al tempo delle Crociate.
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