Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 05

Part 20

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[327] Si è fissata in diverse guise l'Era della Monarchia Chinese dell'anno 2952 fino al 2132 avanti Cristo; e si è scelto per legittima epoca l'anno 2637 per ordine dell'Imperatore presente. Tal differenza nasce dall'incerta durata delle prime due Dinastie, e dallo spazio vacante fra loro sino a veri o favolosi tempi di Fohi o Hoangti. Sematsien principia la autentica sua cronologia dall'anno 841. Le trentasei ecclissi di Confucio (trentuna delle quali si sono verificate) s'osservarono fra gli anni 722 e 480 avanti Cristo. Il _periodo Istorico_ della China non ascende più alto delle Olimpiadi Greche.

[328] Dopo vari secoli d'anarchia e di despotismo la Dinastia di Han (206 anni avanti Cristo) fu l'epoca del risorgimento delle lettere. Furon ristaurati i frammenti dell'antica letteratura; migliorato e fissato il carattere; ed assicurata in futuro la conservazione de' libri mercè delle utili invenzioni dell'inchiostro, della carta e della stampa. Novantasette anni prima di Cristo, Sematsien pubblicò la prima storia della China. Lo sue fatiche furono illustrate e continuate da una serie di cent'ottanta Storici. Tuttavia sussiste la sostanza delle opere, e si trovano attualmente depositate le più considerabili di esse nella libreria del Re di Francia.

[329] La China è stata illustrata dalle fatiche de' Francesi, vale a dire de' Missionari a Pekino e de' Sigg. Freret e de Guignes a Parigi. Le precedenti tre note son tratte dal _Chouking_ con la prefazione e le note di Guignes, Parigi 1770, dal _Tong-kien-kang-mou_ tradotto dal P. de Mailla col titolo d'_Hist. générale de la Chine Tom._ I. _p._ XLIX. _CC._, dalle _memorie sulla China Parigi_ 1776. _ec. Tom._ I. _p._ 1-323. _Tom._ II _p._ 5-56, dall'_Istoria degli Unni Tom._ I. _p._ 6-131. _Tom._ V. _p._ 345-362 e dalle _Memorie dell'Accad. delle Iscriz. Tom._ X. _p._ 377-402. _Tom._ XV _p._ 495-564. _Tom._ XVIII. _p._ 178-295. _Tom._ XXXVI. _p._ 164-238.

[330] Vedi l'_Istor. gener. de' Viaggi Tom._ XVIII. e l'_Istoria Genealogica vol._ II. _p._ 620-664.

[331] Il Guignes (_Tom._ II. _p._ 1-124) ha fatto l'istoria originale degli antichi Hiong-nou o Unni. La geografia Chinese del lor territorio, (_Tom. I. Part._ II. _p._ LV. LXIII) par che contenga una parte delle loro conquiste.

[332] Vedasi appresso Duhalde (_Tom._ IV. _p._ 28-65) una circostanziata descrizione con una corretta carta del paese de' Mongussi.

[333] Gl'Iguri o Viguri eran divisi in tre classi; in cacciatori, pastori ed agricoltori, e quest'ultima era sprezzata dalle altre due. Vedi Abulgazi _Par._ II. _c._ 7.

[334] _Memoir. de l'Acad. des Inscript. Tom._ XXV. _p._ 17-33. L'estesa veduta del Guignes ha confrontato questi lontani avvenimenti fra loro.

[335] Sono tuttavia celebri nella China la fama di Sovou o So-ou, il suo merito e le singolari di lui avventure. Vedi l'_elogio di Moukden p._ 20. _net. p._ 241-247. e le _Memoir. sur la Chine Tom._ III. _p._ 317-360.

[336] Vedi Isbrand Jves nella collezione d'Harris _vol._ II. _p._ 931, i viaggi di Bell _vol._ I. _p._ 247-254 e Gmelin nell'_Ist. gen. de' viaggi Tom._ XVII. _p._ 283 329. Notano tutti la volgare opinione, che il _mar Santo_ diviene torbido e tempestoso, se alcuno ardisce di chiamarlo _Lago_. Questa minuzia grammaticale eccita spesse dispute fra l'assurda superstizione dei marinari e l'assurda ostinazione de' viaggiatori.

[337] La costruzione della muraglia della China vien mentovata dal Duhalde (Tom. II. p. 45), e dal Guignes (T. II. p. 59).

[338] Vedi la vita di Lieoupang o Kaoti nell'_Istoria della, China_ pubblicata a Parigi 1777 cc. T. I. p. 441, 522. Quest'opera voluminosa è la traduzione fatta dal P. Mailla del _Tong-kien-kang-Mou_, che è il celebre compendio della grande storia di Sema Kouang (an. 1084) e dei suoi continuatori.

[339] Vedasi un libero ed ampio memoriale presentato da un Mandarino all'Imperator Vouti (an. avanti Cristo 180, 157) appresso Duhalde (Tom. II. p. 412-426) tratto da una raccolta di fogli pubblici notati col pennello rosso da Kamhi medesimo (p. 384-612). Un altro memoriale fatto dal ministro di guerra Kan-Mou (Tom. II. p. 555) somministra varie curiose circostanze de' costumi degli Unni.

[340] Si fa menzione di una quantità di donne come d'un articolo consueto di trattato o di tributo: _Storia della conquista della China fatta dai Tartari Mantsciù, Tom._ I. _p._ 186. 187 _con la nota dell'Editore_.

[341] De Guignes _Hist. des Huns_ Tom. II. p. 62.

[342] Vedi il regno dell'Imperator Vouti nel _Kang-Mou_ Tom. III, p. 1-98. Sembra, che il vario ed incoerente carattere di lui sia imparzialmente delineato.

[343] Si usa tale espressione nel memoriale all'Imperator Vouti: _Duhalde Tom._ IV. _p._ 417. Senza adottare l'esagerazioni di Marco Polo e d'Isacco Vossio, noi possiamo ragionevolmente accordare a Pekino due milioni d'abitatori. Le città Meridionali, che contengono le manifatture della China, sono anche più popolate.

[344] Vedi il Kang-Mou Tom. III. p. 150 ed i fatti successivi, sotto i respettivi lor anni. Questa memorabile festa è celebrata nell'elogio di Moukden, e spiegata in una nota dal P. Gaubil p. 89, 90.

[345] Quest'inscrizione fu composta sul luogo medesimo da Pankou, Presidente del Tribunale d'Istoria (Kang-Mou T. III. p. 392). Si sono scoperti altri simili monumenti in molte parti della Tartaria (_Hist. des Huns_ Tom. II. p. 122).

[346] Il Guignes ha inserito nel T. I. p. 189 una breve notizia de' Sienpi.

[347] L'Era degli Unni si fissa dai Chinesi all'anno 1210 prima di Cristo. Ma la serie dei loro Re non comincia che all'anno 230 (_Hist. des Huns_ Tom. II. p. 21. 123).

[348] Si riferiscono i vari accidenti della caduta e della fuga degli Unni nel Kang-Mou Tom. III. p. 88, 91, 95, 139: il piccolo numero di ciascheduna Orda si può attribuire alle loro perdite e divisioni.

[349] Il Guignes ha dottamente investigato le tracce degli Unni per i vasti deserti della Tartaria. Tom. II. p. 123, 277, 225, ec.

[350] Regnava nella Sogdiana Maometto, Sultano di Carizme, quando essa fu invasa (l'anno 1218) da Gengis e dai suoi Mogolli. Gl'istorici Orientali (Vedi d'Herbelot, Petit della Croix ec.) celebrano le popolate città, che ei rovinò, e le fertili campagne da lui devastate. Nel seguente secolo furon descritte le medesime province di Corasmia e di Maccaralnahr da Abulfeda (Hudson _Geog. minor. Tom._ III). Se ne può veder la presente miseria nell'_Istoria genealogica dei Tartari, pag._ 423-469.

[351] Giustino (XLI. 6.) ha fatto un breve compendio dei Re Greci della Battriana. Io attribuirei all'industria loro il nuovo e straordinario commercio, che trasportava le mercanzie dell'India nell'Europa per mezzo dell'Osso, del mar Caspio, del Ciro, dal Fasi e del ponto Eussino. Le altre strade sì terrestri che marittime erano in possesso dei Seleucidi e dei Tolomei. Vedi _l'Esprit des Loix l._ 21.

[352] Procopio: _de Bello Persic. l._ I. c. 3. p. 5.

[353] Nel secolo decimoterzo il Monaco Rubruguis (che attraversò l'immensa pianura di Kipzak nel suo viaggio alla Corte del gran Kan) osservò il nome speciale di _Ungheria_ coi vestigi d'una lingua ed origine comune. _Hist. des Voyag. Tom. VII. p. 269._

[354] Bell (Vol. I. p. 29-34), e gli Editori dell'Istoria Genealogica (p. 539) hanno descritto i Calmucchi del Volga nel principio del presente secolo.

[355] Questa gran transmigrazione di 300000 Calmucchi o Torguti seguì l'anno 1771. L'original narrazione di Kien-Long, Imperatore della China regnante, che fu fatta per servir d'inscrizione ad una colonna, è stata tradotta dai Missionari di Pekino: _Memoir. sur la Chine Tom._ I. p. 401-418. L'Imperatore affetta in essa il dolce e specioso linguaggio di figlio del Cielo, e di padre del suo popolo.

[356] Kang-Mou (Tom III. p. 447) attribuisce alle lor conquiste uno spazio di 14000 lì. Secondo la misura presente, 200 (o più esattamente 193) lì son uguali ad un grado di latitudine; e per conseguenza un miglio Inglese è maggiore di tre miglia della China. Ma vi sono forti ragioni di credere, che l'antico lì appena fosse la metà del moderno. Vedi l'elaborate ricerche del Danville, Geografo informato di qualunque tempo o clima del globo; _Mem. de l'Academ. T. II. p. 125-502: Mesur. Itiner. p. 154-167._

[357] Vedi _l'Istoria degli Unni Tom. II. p. 125-144._ La successiva storia (p. 145-277) di tre o quattro Dinastie di Unni, prova evidentemente, che una lunga dimora nella China non servì a diminuire il loro spirito marziale.

[358] _Utque hominibus quietis et placidis otium est voluptabile, ita illos pericula juvant et bella. Judicatur ibi beatus, qui in praelio profuderit animam: senescentes etiam et fortuitis mortibus mundo digressos ut degeneres et ignavos conviciis atrocibus insectantur._ Bisogna concepire una ben alta idea dei conquistatori di _tali_ uomini.

[359] Intorno agli Alani, vedi Ammiano (XXXI. 2), Giornandes (_De reb. Getic. c. 24_), Guignes _(Hist. des Huns Tom. II. p. 279_), e l'Istor. Genealog. dei Tartari (Tom. II. p. 617).

[360] Siccome abbiamo l'autentica storia degli Unni, non sarebbe a proposito il ripetere o confutare le favole che male rappresentan l'origine ed i progressi loro, il passaggio, che fecero, della palude o dell'acqua Meotide nella caccia di un bove o d'un cervo, le Indie che avevano scoperte ec. (Zosimo l. IV. p. 224. Sozomeno l. VI. c. 37. Procop. _Hist. Miscell. c. 5._ Giornandes c. 24 _Grandeur et decad. des Rom. c. 17_).

[361] _Prodigiosae formae et pandi, ut bipedes existimes bestias; vel quales in commarginandis pontibus effigiati stipites dolantur incompti._ (Ammiano XXXI. 1). Giornandes (c. 24) dipinge con forte caricatura la faccia d'un Calmucco. _Species pavenda nigredine... quaedam deformis offa, non facies habensque magis puncta, quam lumina:_ Vedi Buffon _Hist. nat. Tom. III. p. 380._

[362] Tale esecranda origine, che Giornandes (c. 24) descrive col rancore d'un Goto, può esser derivata in principio da qualche più piacevole favola dei Greci (Erodoto l. IV. c. 9).

[363] I Rossolani possono essere i padri de' Ρως _Russis_ (Danville _Empire de Russie p. 1-10_) la residenza de' quali (nell'anno 862) verso Novogrod Veliki non può esser molto lontana da quella che ai Rossolani assegna (nell'an. 886) il Geografo di Ravenna (I. 11 IV. 4. 46, V. 28. 30).

[364] Il testo d'Ammiano pare imperfetto o corrotto; ma la natura del terreno spiega, e quasi determina la difesa Gotica. _Mem. de l'Acad. Tom._ XXVIII. p. 444, 462.

[365] Il Buat (_Hist. des Peuples de l'Europ. T._ VI. _p. 407_) ha concepito una strana idea, che Alavivo fosse l'istesso che Ulfila Vescovo Gotico, e che Ulfila, nipote d'un prigioniero della Cappadocia, divenisse per un dato tempo Principe dei Goti.

[366] Ammiano (XXXI. 3.) e Giornandes (_de reb. Getic. c. 24_) descrivono la sovversione dell'Impero Gotico fatta dagli Unni.

[367] La cronologia d'Ammiano è oscura ed imperfetta. Il Tillemont si è affaticato per ischiarire e fissare gli annali di Valente.

[368] Zosim. l. IV. p. 223. Sozom. l. VI. c. 38. Gl'Isauri solevano infestar nell'inverno le strade dell'Asia minore fino alle vicinanze di Costantinopoli. Basilio _Ep._ 250. _ap. Tillemont. Hist. des Emper. Tom._ V. _p._ 106.

[369] Si descrive il passaggio del Danubio da Ammiano (XXXI. 1. 4), da Zosimo (l. IV. p. 223. 224), da Eunapio (_in Except. legat. p._ 19. 20) e da Giornandes (c. 25. 26). Ammiano dichiara (c. 5) che intende solo _ipsas rerum digerere summitates_; ma spesso fa un giudizio falso dell'importanza delle cose; e l'eccessiva prolissità di lui vien malamente bilanciata da una brevità fuor di tempo.

[370] Chishull, curioso viaggiatore, ha notato la larghezza del Danubio, ch'ei passò al Mezzodì di Bucarest vicino alla congiunzione dell'Argish (p. 77). Egli ammira la bellezza e la spontanea fertilità della Mesia o Bulgaria.

[371]

Quem qui scire velit, Libyci velit aequoris idem Discere, quam multae Zephyro turbentur arenae.

Ammiano ha inserito nella sua prosa questi versi di Virgilio (_Georg. l._ II) usati dal poeta per esprimere l'impossibilità di numerare le varie specie di viti. Vedi Plinio _Hist. Nat. l._ XIV.

[372] Eunapio e Zosimo enumerano esattamente questi articoli di ricchezza e di lusso Gotico. Conviene però supporre, che fossero manifatture delle province, che i Barbari avevano acquistate come spoglie di guerre, o come doni o prezzo di pace.

[373] _Decem libras_: bisogna sottintendervi la parola _d'argento_. Giornandes manifesta le passioni ed i pregiudizi di un Goto. I servili Greci Eunapio e Zosimo mascherano l'oppressione Romana, ed abominano la perfidia dei Barbari. Ammiano, Istorico patriotico, tocca leggermente e contro voglia quest'odioso soggetto. Girolamo, che scrisse quasi sul luogo, è sincero, quantunque breve: _Per avaritiam Maximi Ducis ad rebellionem fame coacti sunt: in Chron._

[374] Ammiano XXXI. 4, 5.

[375] _Vexillis de more sublatis, auditisque_ triste sonantibus classicis: Ammian. XXXI 5. Questi sono i _rauca cornua_ di Claudiano (_in Rufin. II._ 57) i grossi corni dell'_Uri_, o del toro selvatico, quali si sono recentemente usati dai Cantoni Svizzeri d'Uri e d'Untervald (Simler _de Republ. Hel. lib._ II. _p._ 201 _edit. Fuselin. Tigur._ 1734). S'introduce delicatamente, sebben forse a caso, il loro corno militare in una original narrazione della battaglia di Nancy (dell'anno 1477): _Attendant le combat le dit cor fut corné par trois fois, tant que le vent du corneur pouvoit durer, ce qui estbahit fort Monsieur de Bourgoigne_; car dejà à Morat l'avoit ouy. (Vedi _les Pieces justificat. nell'ediz. in_ 4. _di Filippo di Comines Tom._ III. _p._ 493).

[376] Giornandes _de reb. Getic. c._ 26. _p._ 648. _Edit. Grot._ Questi _splendidi panni_ (tali considerar si debbono relativamente) senza dubbio son tratti dall'Istorie più estese di Prisco, d'Ablavio o di Cassiodoro.

[377] _Cum populis suis longe ante suscepti._ Noi non sappiamo precisamente la data e le circostanze della loro trasmigrazione.

[378] Era stabilita in Adrianopoli una fabbrica Imperiale di scudi ec. ed alla testa del popolo si trovavano i _Fabricensi_ o artefici (_Vales. da Ammian._ XXXI. 6).

[379] _Pacem sibi esse cum parietibus memorans_: Ammiano XXXI. 7.

[380] Queste miniere erano nel paese dei Bessi sulla cima della montagna di Rodope fra Filippi e Filippopoli, due città della Macedonia, che traevano il nome e l'origine dal Padre d'Alessandro. Dalle mine della Tracia ricavava egli annualmente il valore, non già il peso di mille talenti (200000 lire sterl.); rendita che serviva a pagar la Falange ed a corromper gli oratori della Grecia. Vedi Diodor. Sicul. Tom. II. l. XVI. p. 88. _Edit. Wesseling_, Gotofred. _Comment. al Cod. Teodos._ T. III. _p._ 496, Celar. _Geogr. ant. Tom._ I. _p._ 676. 857, Danville _Geogr. anc. Tom._ I. _p._ 336.

[381] Poichè quegli infelici lavoratori spesso fuggivano, Valente avea promulgato rigorose leggi per trarli dai lor nascondigli. _Cod. Teodos. l._ X. _Tit._ XIX. _leg._ 5. 7.

[382] Vedi Ammiano XXXI. 5. 6. L'Istorico della guerra Gotica perde il tempo e la carta con una intempestiva ricapitolazione delle antiche incursioni dei Barbari.

[383] L'Itinerario d'Antonino (p. 226. 527. _Edit. Wesseling._) pone questo luogo circa sessanta miglia al Nord di Tomi, esilio d'Ovidio; ed il nome di _Salices_ (Salci) esprime la natura del suolo.

[384] Questo recinto di carri (_il Carrago_) era la consueta fortificazione dei Barbari (Veget. _de re milit. l._ III. _c._ 10. Vales. _ad Ammiano_ XXXI. 7). Se n'è conservato l'uso ed il nome da' lor discendenti fino al secolo XV. Il _Carriaggio_, che circonda l'esercito, è un termine famigliare ai lettori di Froissard o Comines.

[385] _Statim ut accensi malleoli._ Ho usato il senso litterale di torce o fuochi reali, mo ho qualche sospetto che tal espressione non sia che una di quelle turgide metafore, di quei falsi ornamenti, che continuamente deturpano lo stile di Ammiano.

[386] _Indicant nunc usque albentes ossibus campi_: Ammiano XXXI. 7. Potè l'Istorico aver veduto quelle terre in qualità o di soldato o di viaggiatore. Ma la sua modestia ha soppresso le avventure della propria vita posteriori alle guerre Persiane di Costanzo e di Giuliano. Non sappiamo in qual tempo egli abbandonasse la milizia e si ritirasse a Roma, dove pare che abbia composto l'Istoria de' suoi Tempi.

[387] Ammiano XXXI. 8.

[388] _Hanc Taifalorum gentem turpem et obscoena vita flagitiis ita accipimus mersam, ut apud eos nefandi concubitus foedere copulentur mares puberes aetatis viriditatem in eorum pollutis usibus consumpturi. Porro si qui jam adultus aprum exceperit solus: vel interemit ursum immanem, colluvione liberatur incesti_: Ammiano XXXI 9. In simil guisa fra' Greci, e più specialmente fra i Cretesi i santi vincoli dell'amicizia eran confermati e macchiati da un amore contro natura.

[389] Ammiano XXXI. 8. 9. Girolamo (Tom. I. p. 26) enumera le nazioni e indica un calamitoso periodo di venti anni. La sua lettera ad Eliodoro fu scritta nel 397. Tillemont _Mem. Eccles. Tom._ XII. _p._ 645.

[390] Viene esattamente determinato il campo di battaglia, _Argentaria_ o _Argentovaria_, dal Danville (_Not. de l'anc. Gaul._ p. 96. 99) a ventitre leghe Galliche o a miglia trentaquattro e mezzo Romane al Sud di Strasburgo. Dalle sue rovine è sorta la vicina città di _Colmar_.

[391] La piena ed imparzial narrazione d'Ammiano (XXXI. 10.) può trarre qualche luce di più dall'Epitome di Vittore, dalla Cronica di Girolamo, e dall'Istoria d'Orosio (l. VII c. 33. p. 552. _edit. Havercamp._).

[392] _Moratus paucissimos dies seditione popularium levium pulsus:_ Ammiano XXXI. 11. Socrate (l. IV. c. 38.) supplisce alle date e ad alcune circostanze.

[393] _Vivosque omnes circa Mutinam, Regiumque: et Parmam Italica oppida, rura culturos exterminavit:_ Ammiano XXXI. 9. Quelle città e distretti, circa dieci anni dopo la Colonia dei Taifali, compariscono in uno stato molto desolato. Vedi Muratori _Diss. sopra le antich. Ital. Tom. I. Diss. XXI. p. 354._

[394] Ammiano XXXI. 11. Zosimo l. IV. p. 228-230. Quest'ultimo si diffonde nelle passate azioni di Sebastiano, e sbriga in pochi versi l'importante battaglia d'Adrianopoli. Secondo i Critici Ecclesiastici, che detestano Sebastiano, la lode, che gli dà Zosimo, gli fa disonore (Tillemont _Hist. des Emper. Tom. V. p. 121_). Il pregiudizio e l'ignoranza di esso lo rendono certamente un molto equivoco giudice del merito.

[395] Ammiano (XXXI. 11, 13) è quasi solo a descrivere i consigli e le azioni che andarono a finire nella fatal battaglia d'Adrianopoli. Noi possiam censurare in vero i difetti del suo stile, il disordine e l'ambiguità delle sue narrazioni; ma dovendo adesso restare privi di questo imparziale Istorico, il dispiacere che abbiamo per tale irreparabile perdita, impone silenzio ai rimproveri.

[396] La differenza fra le otto miglia d'Ammiano e le dodici d'Idazio non può imbarazzare che quei Critici (Vales. _ibid_.), i quali suppongono, che un grande esercito sia un punto matematico senza spazio o dimensione.

[397] _Nec ulla annalibus praeter Cannensem pugnam ita ad internecionem res legitur gesta._ Ammiano XXXI. 13. Secondo il grave Polibio non si salvarono dal campo di Canne più di 670 cavalli e di 3000 fanti; 10000 ne furono fatti schiavi; ed il numero degli uccisi ascese a 5630 cavalli e 70000 fanti: Polib. T. III. p. 371. _Edit. Casaub._ 8. Tito Livio (XXII. 49.) è un poco men sanguinoso: ei riduce la strage a 2700 cavalli ed a 40000 fanti. Fu supposto, che l'esercito Romano fosse composto di 87200 uomini effettivi (XXII. 36).

[398] Abbiam preso qualche tenue lume da Girolamo (_T. I. p. 26, e in Cron. p. 188_), da Vittore (in _Epitom._), da Orosio (_l. VII. c. 33. p. 554_), da Giornandes (_c. 27_), da Zosimo (_l. IV. p. 230_), da Socrate (_l. IV. c. 38_), da Sozomeno (_l. IV. c. 40_), da Idazio (_in Cron._). Ma la testimonianza di essi tutti uniti insieme, paragonata col solo Ammiano, è debole ed insufficiente.

[399] Libanio _de ulc. Jul. nece_ ap. Fabric. _Bibl. Gr. T. VII p. 146-148._

[400] Valente avea guadagnato o piuttosto comprato l'amicizia dei Saracini, dei quali si erano già provate le moleste incursioni sulle frontiere della Fenicia, della Palestina e dell'Egitto. S'era introdotta di fresco la fede Cristiana in un popolo ch'era destinato a propagare in seguito un'altra religione: Tillemont (_Hist. des Emper. Tom. V. p. 104. 106. 141. Mem. Ec. Tom. VII. p. 593_).

[401] _Crinitus quidam nudus omnia praeter pubem subraucum et lugubre strepens._ Ammiano XXXI. 16. e Vales. _Ib._ Gli Arabi spesso combattevano nudi, uso che si può attribuire al caldo lor clima e ad un'ostentata bravura. La descrizione di quest'incognito selvaggio è il vivo ritratto di Dorar, nome così terribile pei Cristiani della Siria. Vedi Ockley _Stor. dei Sarac. vol. I. p. 72. 84. 87._

[402] Può tuttavia investigarsi la serie degli eventi nelle ultime pagine d'Ammiano (XXXI. 15. 16). Zosimo (l. IV. p. 227. 231.), del quale siamo adesso costretti a tener conto, sbaglia nel porre la sortita degli Arabi avanti la morte di Valente. Eunapio (_in Excerpt. Leg. p. 20_) loda la fertilità della Tracia, della Macedonia ec.

[403] S'osservi con quanta indifferenza racconta Cesare nei commentari della guerra Gallica, ch'ei pose a morte tutto il Senato de' Veneti, che gli si era reso a discrezione (l. III. 16), che si sforzò d'esterminare tutta la nazione degli Eburoni (VI. 31), che a Bourges furono trucidate quarantamila persone per la giusta vendetta de' suoi soldati, i quali non risparmiaron nè sesso, nè età (VII. 27).

[404] Tali sono i racconti del sacco di Magdeburgo fatti dall'Ecclesiastico e dal Pescatore, che Harte ha tradotto (_Ist. di Gustavo Adolfo vol. I. p. 313-320_), con qualche timore di violare la _dignità_ dell'Istoria.

[405] _Et vastatis urbibus, hominibusque interfectis, solitudinem et_ raritatem bestiarum _quoque fieri, et_ volatilium pisciumque: _testis Illiricum est, testis Thracia, testis, in quo ortus sum solum_ (Pannoniae?) _ubi praeter caelum et terram et crescentes vepres et condensa sylvarum cuncta_ perierunt. Tom. VII. _p. 250. ad. I. cap. Sophon. e Tom. I. p. 20._

[406] Eunapio (_in Excerpt. Leg. p. 20_), pazzamente suppone un accrescimento soprannaturale nei giovani Goti, a fine di poter introdurre gli uomini armati di Cadmo, che nacquero dai denti del dragone ec. Tale era la Greca eloquenza di quel tempo.

[407] Ammiano evidentemente approva quest'esecuzione, _efficacia, velox et salutaris_, con che termina la sua opera (XXXI-16). Zosimo, che è curioso ed abbondante (l. IV. p. 233-253), sbaglia la data, e si studia di trovare la ragione, per cui Giulio non consultò l'Imperator Teodosio, che non era per anche salito sul trono d'Oriente.

[408] Fu composta nel secolo passato una vita di Teodosio il Grande (_Parig. 1679 in 4, 1680 in 12_), per infiammare di zelo cattolico lo spirito del giovin Delfino. Flechier, autore di essa, poi Vescovo di Nimes, era un celebre predicatore e la sua storia è adornata o guastata dall'eloquenza del pulpito; ma egli prende le notizie dal Baronio ed i principj da S. Ambrogio e da S. Agostino.

[409] Si descrive la nascita, il carattere e l'innalzamento di Teodosio da Pacato (_in Paneg. vet. XII. 10. 11. 12_), da Temisio (_Orat. XIV. p. 182_), da Zosimo (l. IV. p. 231), da Agostino (_de Civ. Dei V. 15_), da Orosio (l. VII. c. 33), da Sozomeno (l. V. c. 2), da Teodoreto (lib. V. c. 5), da Filostorgio (l. IV. c. 17 _col Gotofredo_ p. 393), nell'Epitome di Vittore e nelle Croniche di Prospero, d'Idazio, di Marcellino, nel _Thesaur. tempor._ di Scaligero, ec.

[410] Tillemont _Hist. des Emper. Tom. V. p. 716._ ec.

[411] _Italica_, fondata da Scipione Affricano pei feriti suoi veterani d'Italia. Se ne vedono tuttavia le rovine circa una lega sopra Siviglia, ma dall'opposta parte del fiume. Vedasi l'_Ispania illustrata_ di Nonio; breve ma stimabil trattato: c. XVII. p. 64-67.