Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 04

Part 30

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[565] Vi sono tre passaggi, distanti poche miglia l'uno dall'altro: 1. Zeugma, celebre presso gli antichi: 2. Bir, frequentato da' moderni: e 3. il ponte di Menbigz, o sia Gerapoli alla distanza di quattro parasanghe dalla città.

[566] _Haran_, o _Carre_ fu l'antica residenza de' Sabei e di Abramo. Vedasi l'Indice Geografico di Schultens, (_ad calc. vit. Saladini_), opera da cui ho ricavato molte notizie Orientali intorno all'antica e moderna Geografia della Siria e degli adiacenti paesi.

[567] Vedi Senofonte _Ciroped. l. III. p. 189. Edit. Hutchinson_. Artavasde avrebbe potuto soccorrere Marco Antonio con 16000 cavalli armati e disciplinati secondo la maniera dei Parti. Plutarco _in M. Antonio Tom. V. p. 117_.

[568] Mosè di Corene (_Hist. Armen. l. III c. 11. p. 242_) pone il suo innalzamento al trono nell'anno 354 decimo settimo di Costanzo.

[569] Ammiano XX. 11. Atanasio (Tom. I. _p. 856_.) dice in termini generali, che Costanzo diede la vedova del suo fratello τοις βαρβαροις _a' Barbari_, espressione più conveniente a un Romano che ad un Cristiano.

[570] Ammiano (XXIII. 2.) si serve d'un termine troppo mite in quest'occasione, _monuerat_. Il Muratori (_Fabr. Biblioth. Graec. Tom. VII. p. 86_) ha pubblicato una lettera scritta da Giuliano al Satrapo Arsace, impetuosa, bassa, e (sebbene abbia potuto ingannare Sozomeno l. VI. c. 5.) molto probabilmente spuria. La Bleterie (_Hist. de Jovien Tom. II p. 339_) la traduce e la rigetta.

[571] _Latissimum flumen Eufratem artabat_. Ammiano XXIII. 3. Un poco di sopra, al guado di Tapsaco, il fiume è largo quattro stadi, ovvero 800 braccia, quasi mezzo miglio Inglese (_Xenof. Anabas_. lib. I. _p. 41. Edit. Hutch. colle osserv. di Foster. p. 28. ec. nel secondo volume della Traduzione di Spelman_). Se la larghezza dell'Eufrate a Bir ed a Zeugma non è maggiore di 130 braccia (_Viag. di Niebuhr Tom. II. p. 335_.), tal enorme differenza deve specialmente nascere dalla profondità del canale.

[572] _Monumentum tutissimum, et fabre politum, cujus moenia Abora_ (gli Orientali l'aspirano dicendo _Cabora_ o _Cabor_) _et Euphrates ambiunt flumina velut spatium insulare fingentes_. Ammiano XXIII. 5.

[573] Si descrivono l'impresa e l'armamento di Giuliano da lui stesso (_Epist. XXVII_.), da Ammiano Marcellino (XXIII. 3, 4, 5.), da Libanio (_Orat. parent. c. 108. 109. p. 332. 333_.), da Zosimo (lib. III. p. 160, 161, 162.), da Sozomeno (lib. VI. c. 1.) e da Gio. Malala (Tom. II. p. 17.).

[574] Prima d'entrar nella Persia, Ammiano descrive ampiamente (XXIII. 6. p. 369-419. _Edit. Gronov. in 4_.) le otto gran Satrapie o Province (fino alle frontiere Seriche, o Chinesi) che erano sottoposte ai Sassanidi.

[575] Ammiano (XXIV. 1.) e Zosimo (_lib. III. pag. 162. 163._) hanno accuratamente esposto tal ordine.

[576] Si raccontano le avventure d'Ormisda con qualche miscuglio di favola da Zosimo (_l. II. p. 100-102._) e dal Tillemont (_Hist. des Emper. T. IV. p. 188._). Egli è impossibile, che ei fosse il fratello (_frater germanus_) di un primogenito postumo; nè io mi ricordo che Ammiano gli abbia mai dato quel titolo.

[577] Vedi il primo libro dell'Anabasi p. 45. 46. Questa piacevole opera è originale ed autentica; pure la memoria di Senofonte, forse molti anni dopo la spedizione, qualche volta l'ha tradito; e le distanze, ch'ei nota, sono spesso maggiori di quel che possa accordare un soldato o un geografo.

[578] M. Spelman, traduttore inglese dell'_Anabasi_ (_Vol. I. p. 151._), confonde la gazzella col capriolo, e l'asino selvaggio collo zebra.

[579] Vedi _Viag. di Tavernier P. I. l. III. p. 316_. e più specialmente i _Viaggi di Pietro della Valle T. I. let. XVII. p. 671_. Egli non sapeva l'antico nome e la condizione di Annah. I ciechi nostri viaggiatori hanno rare volte alcuna previa notizia dei paesi che visitano. Meritano però un'onorevol eccezione Shaw e Tournefort.

[580] _Famosi nominis latro_, dice Ammiano, ch'è un grande encomio per un Arabo. La tribù di Gassan era stabilita sul confine della Siria, e regnò qualche tempo in Damasco sotto una Dinastia di trentun Re, o Emiri, dal tempo di Pompeo fino a quello del Califfo Omar. D'Herbelot Bibl_. Orient. p. 360_. Pocock _Specim. Histor. Arab. p. 76. 78_. Nella lista però di essi non si trova il nome di Rodosace.

[581] Ved. Ammiano (XXIV. I. 2). Libanio (_Orat. parent. c. 110. 111. p. 334_.), Zosimo (_l. III p. 164-168_).

[582] Ci vien somministrata la descrizione dell'Assiria da Erodoto (lib. I. c. 192.), che ora scrive pe' fanciulli, ed ora pe' filosofi; da Strabone (lib. XVI. p. 1070, 1082.) e da Ammiano (lib. XXIII. c. 6). Fra' moderni viaggiatori i migliori sono Tavernier (_Part. I. l. II. p. 226-258._), Otter. (_T. II. p. 35-69._ e _189-224_.) e Niebuhr (_Tom. II. p. 172-288_.). Nondimeno mi rincresce assai che non sia stato tradotto l'_Irak Arabi_ di Albufeda.

[583] Ammiano osserva, che l'Assiria primitiva, la quale comprendeva Nino (Ninive) ed Arbella, aveva preso la più moderna e special denominazione d'Adiabene, e sembra che ponga Teredone, Vologesia, ed Apollonia come le _ultime_ città dell'attual Provincia dell'Assiria.

[584] I due fiumi si uniscono ad Apamea, o Corna (cento miglia distante dal golfo Persico) nel largo canale del _Pasitigris_, o _Shat-ul-Arab_. L'Eufrate anticamente arrivava al mare per una bocca separata, che fu chiusa, e deviatone il corso da' cittadini di Orcoe, circa venti miglia al Sud-est della moderna Basra. Danville _nelle memor. dell'Accad. delle inscriz. Tom. XXX. p. 170-191_.

[585] Il dotto Kaempfer ha esaurito come botanico, come antiquario, e come viaggiatore il soggetto delle palme. _Amoenit. exoticae Fascicul. IV. p. 660-674_.

[586] L'Assiria pagava ogni giorno al Satrapo della Persia un artaba d'argento. La nota proporzione de' pesi e delle misure (Vedi l'elaborata ricerca del Vescovo Hooper) la gravità specifica dell'acque e dell'argento, ed il valore di questo metallo dopo un breve conteggio daranno l'annua rendita da me fissata. Pure il gran Re non riceveva dall'Assiria più di mille talenti Euboici o Tiri (252,000. lire sterl.). Il paragone di due passi d'Erodoto (lib. I. c. 192. lib. III. c. 89-96) dimostra un'importante differenza fra l'entrata _lorda_ e _netta_ della Persia; fra le somme pagate dalle Province, e l'oro e l'argento che entrava nel Regio Erario. Dei diciassette o diciotto milioni, che si esigevan dal popolo il Monarca avrà realizzati annualmente solo tre milioni seicento mila lire.

[587] Sono circostanziatamente riferite le operazioni della guerra d'Assiria da Ammiano (XXIV. 2. 3, 4. 5.), da Libanio (_Orat. parent. c. 112-123. p. 335-347._), da Zosimo (l. III. p. 168-180.), e da Gregorio Nazianzeno (_Orat. IV. p. 113. 144_). La critica _militare_ del Santo è devotamente copiata dal Tillemont, fedele suo seguace.

[588] Liban. _de ulciscenda Juliani nece c. 13. p. 162_.

[589] I famosi esempi di Ciro, di Alessandro, e di Scipione furono atti di giustizia; ma la castità di Giuliano era volontaria, e secondo la sua opinione, meritoria.

[590] Sallustio (_ap. vet. Scholiast. Juvenal. Sat. 1. 104_) osserva, che _nihil corruptius moribus_. Le matrone e le vergini di Babilonia si mescolavan liberamente con gli uomini in licenziosi banchetti, e quando si sentivan toccate dalla forza del vino e dell'amore, appoco appoco si spogliavano quasi interamente dell'incomodo delle vesti: _ad ultimum ima corporum velamenta projiciunt_ Q. Curt. V. I.

[591] _Ex virginibus autem, quae speciosae sunt capta, et in Perside, ubi foeminarum pulchritudo excellit, nec contrectare aliquam voluit, nec videre:_ Ammian. XXIV. 4. La razza naturale de' Persiani è piccola e brutta; ma si è migliorata per la perpetua mescolanza del sangue Circasso: _Herod. l. III. c. 97, Buffon Histoir. natur. Tom. III. p. 420_.

[592] _Obsidionalibus coronis donati._ Ammiano XXIV. 4. O Giuliano, o l'Istorico era un imperito antiquario. Avrebbe dovuto dar corone _murali_. _L'obsidionale_ era il premio d'un Generale, che liberato avesse una città assediata. _Aul. Gell. Noct. Attic. V. 6_.

[593] Io reputo questo discorso originale e genuino. Ammiano potè averlo udito e trascritto, ed era incapace d'inventarlo. Mi son preso alcune piccole libertà, e lo concludo con la più vigorosa sentenza.

[594] Ammiano XXIV. 3. Liban. _Orat. parent. c. 122. p. 346_.

[595] Danville (_Mem. de l'Acad. des Inscr. Tom. XXVIII. p. 246-259._) ha determinato la vera posizione e distanza fra loro di Babilonia, di Seleucia, di Ctesifonte, di Bagdad ec. Il viaggiatore Romano, Pietro della Valle (_Tom. I. lett. 17. p. 650-780._) sembra l'osservatore più diligente di quella famosa Provincia. Egli è un gentiluomo erudito, ma intollerabilmente vano e prolisso.

[596] Il real canale _Nahar-Malcha_ potè in diversi tempi esser restaurato, alterato, diviso ec. (Cellario _Geogr. ant. T. II. p. 453_); e questi cangiamenti servir possono a spiegare le apparenti contraddizioni dell'antichità. Al tempo di Giuliano dovea cader nell'Eufrate sotto Ctesifonte.

[597] Καὶ μελεθεσιν ελεφαντων, οισ ισον εργόν διὰ σαχυῶν ἐλθειν, και Φαλανγος: _e di grandi elefanti, pe' quali è l'istesso camminare sopra le spighe, o sopra una falange._ «Rien n'est beau que le vrai»: massima che dovrebb'essere scritta sulla cattedra d'ogni retore.

[598] Libanio indica il più potente fra' Generali. Io mi sono arrischiato a nominar Sallustio. Ammiano asserisce di tutti i condottieri, _quod acri metu territi duces concordi precatu fieri prohibere tentarent_.

[599] _Hinc Imperator...._ (dice Ammiano) _ipse cum levis armaturae auxiliis per prima postremaque discurrens_. Contuttociò Zosimo, suo amico, dice, che non passò il fiume se non due giorni dopo la battaglia.

[600] _Secundum Homericam dispositionem._ Si attribuisce tal distribuzione al savio Nestore nel quarto libro dell'Iliade; ed Omero non era mai lontano dalla mente di Giuliano.

[601] _Persas terrore subito miscuerunt, versisque agminibus totius gentis, apertas Ctesiphontis portas victor miles intrasset, ni major praedarum occasio fuisset, quam cura victoriae_ (Sest. Ruf. _de Provinc. c._ 28). La loro avarizia potè disporli a dare orecchio al consiglio di Vittore.

[602] Il lavoro del canale, il passaggio del Tigri e la vittoria si descrivon da Ammiano (XXIV. 5. 6.), da Libanio (_Orat. parent. c._ 124-128. _p._ 347, 353), da Gregorio Nazianzeno (_Orat. IV. p._ 115.), da Zosimo (_l._ III. _p._ 181-183.) e da Sesto Rufo (_de Prov. c._ 28).

[603] La flotta e l'esercito erano disposti in tre divisioni una sola delle quali era passata nella notte (Ammiano XXIV. 6.); παση δορυφορια (_tutto il seguito_), che Zosimo fa passare il terzo giorno (_l. III p._ 183.), poteva esser composto dai protettori, fra' quali in quell'era militavan l'Istorico Ammiano e Gioviano futuro Imperatore, di alcune truppe di domestici, e, forse de' Gioviani e degli Erculei, che spesso facevan l'uffizio di guardie.

[604] Mosè di Corene (_Hist. Armen. l. III c. 15 p. 246._) ci somministra una tradizione del paese, ed una lettera spuria. Io non ho ammesso che la principal circostanza, la quale è coerente alla verità, alla verisimiglianza ed a Libanio (_Orat. parent. c. 131 p. 355_).

[605] _Civitas inexpugnabilis, facinus audax et importunum._ Ammian. XXIV. 7. Eutropio, collega di lui nella milizia, evita la difficoltà: _Assiriamque populatus castra apud Ctesiphontem stativa aliquandiu habuit; remeansque victor etc._ X. 16. Zosimo è artificioso o ignorante, e Socrate inesatto.

[606] Liban. _Orat. parent. c. 130. p. 354. c. 139. p. 361_. Socrate _l. III. c. 21_. L'Istorico Ecclesiastico attribuisce al consiglio di Massimo il rifiuto della pace. Tal consiglio era indegno d'un filosofo; ma il filosofo era anche un incantatore, che lusingava le speranze e le passioni del suo Signore.

[607] Le arti di questo nuovo Zopiro (Greg. Nazianzeno _Orat. IV p. 115. 156_) possono meritare qualche credenza per la testimonianza de' due abbreviatori (Sesto Rufo e Vittore) e pei cenni che accidentalmente ne danno Libanio _(Orat. parent. c. 134. p. 157._) ed Ammiano XXIV. 7. Viene interrotto il corso dell'istoria genuina da una molto inopportuna mancanza nel testo d'Ammiano medesimo.

[608] Vedi Ammiano (XXIV. 7), Libanio (_Orat. parent. c. 132. 133, p. 356. 357_), Zosimo (l. III. p. 185.), Zonara (Tom. II. l. XIII. p. 26), Gregorio (_Orat._ IV. p. 116), Agostino (_de Civ. Dei._ l. IV. c. 29. l. V. c. 21). Fra questi Libanio solo tenta di fare una debole apologia pel suo Eroe, che secondo Ammiano pronunziò la propria condanna, con un tardo ed efficace tentativo d'estinguer le fiamme.

[609] Vedi Erodoto (l. I. c. 194.), Strabone (l. XIV. p. 1074.) e Tavernier (p. I. l. II. p. 152.).

[610] _A celeritate Tigris incipit vocari, ita appellant Medi sagittam: Plin. Histor. nat. VI. 31._

[611] Una di quelle dighe, che produce una cascata o cateratta artificiale, vien descritta dal Tavernier (P. I. l. II. p. 226.) e dal Thevenot (P. II. l. I. p. 193). I Persiani o gli Assirj procurarono d'interrompere la navigazione del fiume: Strabone l. XV. pag. 1975. Danville _L'Euphrate et le Tigre_ p. 98, 99.

[612] Rammentiamoci la felice ed applaudita temerità d'Agatocle e di Cortes, che abbruciarono le loro navi sulla costa dell'Affrica e del Messico.

[613] Vedi le giudiziose riflessioni dell'Autore del saggio sulla Tattica (Tom. II. pag. 287-354.) e le dotte osservazioni del Guichardt (_Nouveaux memoires militaires._ Tom. I. pag. 351-382.) sul bagaglio e la sussistenza degli eserciti Romani.

[614] Il Tigri sorge al mezzodì, l'Eufrate al settentrione delle montagne d'Armenia. Il primo dà fuori nel Marzo, ed il secondo nel mese di Luglio. Tali circostanze vengon bene spiegate nella dissertazione Geografica di Foster inserita nella _Spedizione di Ciro_ di Spelman (Vol. II p. 26.)

[615] Ammiano (XXIV. 8.) descrive, come sentì egli stesso, l'incomodo dell'acqua, del caldo e degli insetti. I terreni dell'Assiria, sotto l'oppressione de' Turchi, e la devastazione de' Curdi o Arabi, moltiplican dieci, quindici e venti volte il seme, che un miserabile ed imperito agricoltore vi getta. Viag. di Niebuhr _Tom._ II. _p._ 27. 285.

[616] Isidoro di Carax (_Mansion. Parthic. pag. 5. 6. ap. Hudson. Geogr. min. Tom. II._) computa 129. scheni da Seleucia, e Thevenot (_Par. I. lib. II. p. 209-245._) un cammino di ore 128 da Bagdad ad Ecbatana, o Hamadam. Quelle misure non possono eccedere una parasanga ordinaria, o tre miglia Romane.

[617] Descrivono circostanziatamente, non però con chiarezza, il cammino che fece Giuliano da Ctesifonte, Ammiano (XXIV. 7, 8), Libanio (_Orat. parent. c. 134. p. 357._) e Zosimo (lib. III. p. 183.). Gli ultimi due par che ignorassero, che il loro conquistatore si ritirasse; e Libanio assurdamente lo limita alle sponde del Tigri.

[618] Chardin, ch'è il più giudizioso tra' viaggiatori moderni, descrive (_Tom._ III _p._ 57-58. ec. _edit._ in 4.) l'educazione e la destrezza de' cavalieri Persiani. Brissonio (_de Regn. Pers. p._ 650-661 ec.) ha raccolto le testimonianze dell'antichità.

[619] Nella ritirata di Marc'Antonio una misura Attica si vendeva cinquanta dramme, o in altri termini una libbra di farina dodici o quattordici scellini; il pane d'orzo era venduto per tanto argento quanto erane il peso. Non si può leggere l'interessante narrazione di Plutarco (_Tom._ V. _pag._ 102-116.) senz'accorgersi, che Marc'Antonio e Giuliano erano perseguitati dall'istesso nemico, ed involti nelle medesime angustie.

[620] Ammiano XXIV. 8. XXV. 1. Zosimo lib. III. _p._ 184, 185, 186. Libanio _Orat, parent._ c. 134. 135. _p._ 357, 358, 359. Sembra che il Sofista d'Antiochia ignorasse la fame delle truppe.

[621] Ammiano XXV 2. Giuliano aveva giurato in un punto di passione; _numquam se Marti sacra facturum_ XXIV. 6. Non erano infrequenti queste capricciose contese fra gli Dei e gl'insolenti loro devoti: e fino il prudente Augusto, dopo che la sua flotta ebbe fatto due volte naufragio, escluse Nettuno dagli onori delle pubbliche feste. Vedi le filosofiche Riflessioni di Hume _Sagg. Vol._ II. _p._ 418.

[622] Essi tuttavia conservavano il monopolio della vana ma lucrosa scienza della divinazione, ch'era stata inventata in Etruria, e si protestavan di trarre le cognizioni, che avevan de' segni e degli augurj, dagli antichi libri di Tarquazio, savio Etrusco.

[623] _Clamabant hinc inde Candidati_ (Vedi la nota di Valesio) _quos disjecerat terror, ut fugientium molem tanquam ruinam male compositi culminis declinarent_. Ammiano XXV. 3.

[624] Sapore stesso dichiarò a' Romani, ch'era suo costume di confortar le famiglie de' Satrapi defunti, mandando loro come in dono le teste delle guardie e degli uffiziali, che non eran caduti al lato del suo Signore. Liban. _De nece Juliani ulcisc._ c. XIII. _p._ 163.

[625] Il carattere e la situazione di Giuliano potrebbero confermare il sospetto, che egli avesse precedentemente composta quell'elaborata orazione, che si udì, e si trascrisse da Ammiano. La traduzione dell'Abate della Bleterie è fedele ed elegante. Io l'ho seguitato nell'esporre l'idea Platonica dell'emanazione, che viene oscuramente indicata nell'originale.

[626] Erodoto ha spiegato (lib. I. c. 31.) tal dottrina in una piacevol novella. Giove però, che (_nel lib._ 16. _dell'Iliad._) piange a lagrime di sangue la morte di Sarpedone suo figlio, avea un'idea molto imperfetta della felicità o della gloria dopo il sepolcro.

[627] I soldati, che facevano il loro verbale, o nuncupatorio testamento nel tempo dell'attual servizio (_in procinctu_), erano esenti dalle formalità del Gius Romano. Ved. Heinecc. _Antiq. Jur. Rom. Tom._ I. _p._ 504. _Montesquieu Espr. des Loix l. 27. _

[628] Quest'unione dell'anima umana con la divina eterna sostanza dell'universo è l'antica dottrina di Pitagora e di Platone; ma sembra ch'escluda ogni personale, o particolare immortalità. Vedi le dotte e ragionevoli osservazioni di Warburton _Divin. legat. Vol._ II. _p._ 199-216.

[629] Si fa tutto il racconto della morte di Giuliano da Ammiano (XXV. 3.) che era stato diligente spettatore. Libanio, ch'evita con orrore tale scena, ce ne somministra qualche circostanza (_Orat. parent._ c. 136. 140. _p._ 350-562.). Le calunnie di Gregorio, e le leggende di più antichi Santi si possono presentemente disprezzare in silenzio.

[630] _Honoratior aliquis miles_, forse Ammiano medesimo. Il modesto e giudizioso Istorico descrive la scena dell'elezione, alla quale si trovò senza dubbio presente (XXV. 5.).

[631] Il _Primo o Primicerio_ godeva la dignità di Senatore, e quantunque non fosse che tribuno, aveva posto fra i Duci militari. _Cod. Teodos._ lib. VI. _Tit._ XXIV. Questi privilegi son forse di data più recente del tempo di Gioviano.

[632] Gli storici Ecclesiastici, Socrate (l. III. c. 22), e Sozomeno (l. VI. c. 3) e Teodoreto (l. IV. c. 1) attribuiscono a Gioviano il merito di Confessore nel precedente regno; e piamente suppongono, ch'egli ricusasse la porpora finattanto che tutto l'esercito non ebbe concordemente esclamato d'esser Cristiano. Ammiano, tranquillamente proseguendo la sua narrazione, distrugge la leggenda con questa sentenza: _hostiis pro Joviano, extisque inspectis pronuntiatum est_. XXV. 6.

[633] Ammiano (XXV. 10) ha delineato un imparzial ritratto di Gioviano, al quale Vittore il Giovane aggiunse alcuni notabili tratti. L'Ab. della Bleterie (_Hist. de Jovien_ T. I. p. 1-238) ha composto un'istoria elaborata pel breve regno di lui; opera considerabilmente distinta per l'eleganza dello stile, per le critiche osservazioni e pei pregiudizi di religione.

[634] _Regius equitatus._ Si rileva da Procopio, che gl'_Immortali_, tanto celebri sotto Ciro ed i suoi successori, risorsero, se ci è permesso d'usare impropriamente tal termine, sotto i Sassanidi: Brisson _de regn. Pers. p._ 268.

[635] I nomi degli oscuri villaggi del paese interiore si sono irreparabilmente perduti, nè possiam dire in qual luogo perisse Giuliano: ma Danville ha dimostrato la precisa situazione di Sumere, di Carche e di Dura lungo le sponde del Tigri (_Geogr. anc. Tom._ II. _p._ 248. _L'Euphrate et le Tigre p._ 95, 97). Nel nono secolo Sumere o Samara divenne, con un piccol cangiamento di nome, la regia residenza de' Califfi della casa di Abbas.

[636] Dura era una piazza forte nelle guerre d'Antioco contro i ribelli della Media e della Persia: Polib. l. V. c. 48,52. p. 548, 552. _Edit. Casaub. in_ 8.

[637] Fu proposto a' condottieri de' diecimila un espediente simile e saviamente rigettato. Senof. _Anab. T._ III. p. 255, 256, 257. Si rileva dai nostri moderni viaggiatori che il commercio e la navigazione del Tigri si fa su tavolini nuotanti sopra vesciche.

[638] Le prime azioni militari del regno di Gioviano sono riferite da Ammiano (XXV. 6), da Libanio (_Orat. parent. c._ 146. _p._ 364) e da Zosimo (l. III. p. 89, 190, 191). Quantunque possiam diffidarci dall'ingenuità di Libanio, pure l'ocular testimonianza d'Eutropio (_uno a Persis atque altero praelip victus_ X. 17) ci fa inclinar a sospettare, che Ammiano sia stato troppo geloso dell'onor delle armi Romane.

[639] Sesto Rufo (_de Provinc. c._ 29) abbraccia un debole sotterfugio di vanità nazionale. _Tanta reverentia nominis Romani fuit, ut a Persis primus de pace sermo haberetur._

[640] È una vanità il controvertere l'opinione d'Ammiano, soldato ed attuale spettatore. Egli è però difficile a intendersi, come si potessero estendere le montagne di Corduena sul piano dell'Assiria fino all'unione del Tigri e del gran Zab; o come un esercito di sessantamila uomini potesse far cento miglia in quattro giorni.

[641] Fanno menzione del trattato di Dura con dispiacere e con isdegno Ammiano (XXV. 7), Libanio (_Orat. parent. c._ 142. p. 264), Zosimo (l. III. p. 190, 191) Gregorio Nazianzeno (_Orat._ IV. p. 117, 118) che attribuisce a Giuliano la calamità, e la liberazione a Gioviano, ed Eutropio (X. 17). L'ultimo di questi Scrittori, che si trovava presente in un posto militare, chiama tal pace _necessariam quidem, sed ignobilem_.

[642] Liban. _Orat. parent._ c. 143. p. 364, 365.

[643] _Conditionibus... dispendiosis Romanae Reipublicae impositis... quibus cupidior regni quam gloriae Jovianus imperio rudis adquievit._ Sest. Rufo _de Prov._ c. 29. La Bleterie ha esposto in una lunga orazione, fatta su tal proposito, questi speciosi riflessi di pubblico e di privato vantaggio: _Hist. de Jovien Tom._ I. _p._ 39 ec.

[644] I Generali furono uccisi alle rive dello Zabato (_Anabasis_ l. III. p. 226) o del gran Zab, fiume d'Assiria largo 400 piedi, che si getta nel Tigri, quattordici ore di cammino sotto Mosul. L'errore de' Greci attribuì al maggior ed al minor Zab i nomi del lupo (_Lycus_) e del capro (_Capros_). Essi adoperaron questi animali per corteggiare il Tigri dell'Oriente.

[645] La _Ciropedia_ è languida ed incerta; l'_Anabasi_ circostanziata e vivace. Tal è sempre la differenza tra la finzione e la verità.

[646] Secondo Ruffino, fu stipulato nell'accordo un immediato soccorso di provvisioni; e Teodoreto afferma, che i Persiani fedelmente mantennero la promessa. Tal fatto è probabile, ma indubitabilmente falso. Vedi Tillemont _Hist. des Emper. Tom._ IV. _p._ 702.

[647] Possiam far uso in questo luogo di alcuni versi di Lucano (_Pharsal._ IV. 95) che descrive un'angustia simile dell'esercito di Cesare nella Spagna.

_Saeva fames aderat. . . ._ _Miles eget: tota censu non prodigus emit_ _Exiguam cererem. Proh lucri pallida labes!_ _Non deest prolato jejunus venditor auro._

Vedi Guichardt. _Nouv. memoir. milit. Tom._ I. _p._ 379, 382. L'analisi, ch'ei fa delle due campagne in Ispagna e nell'Affrica, è il più nobile monumento, che sia mai stato innalzato alla fama di Cesare.

[648] Il Danville (vedi le sue carte e l'_Euphr. et le Tigr. p._ 92, 93) descrive la loro marcia, e fissa la vera situazione di Hatra, di Ur, e di Tilsafata, delle quali ha fatta menzione Ammiano. Ei non si duole del Samiel, cioè di quel mortal vento caldo sì temuto da Thevenot. _Viag. Pars._ II. l. I. p. 192.