Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 04

Part 13

Chapter 133,405 wordsPublic domain

[184] Se i Sabelliani rigettavano tal conclusione, venivano tratti in un altro precipizio, cioè a confessare, che il Padre era nato da una Vergine, e che aveva sofferto sulla Croce; e così meritavan l'odioso titolo di _Patropassiani_, con cui furono infamati da' loro nemici. Vedi le invettive di Tertulliano contro Prassea, e le moderate riflessioni di Mosemio _p. 423, 681, 3_ e Beausobre _Tom. I. lib. III. c. 6. p. 533_.

[185] I fatti del Concilio Niceno son riferiti dagl'antichi non solo in un modo parziale, ma anche molto imperfetto. Una pittura, quale ne avrebbe fatto Fra Paolo, non è da sperarsi; ma quelle rozze ombreggiature, che si delinearono dal pennello della bacchettoneria e da quello della ragione, possono vedersi appresso il Tillemont _Mem. Eccl. Tom. VI. p. 669-759_ ed il Le Clerc _Biblioth. univ. Tom. X. p. 435-454_.

[186] Siam debitori ad Ambrogio (_de Fid. lib. III. c. alt._) della cognizione di questo curioso aneddoto. _Hoc verbum posuerunt Patres, quod viderunt adversariis esse formidini: ut tamquam evaginato ab ipsis gladio ipsum nefandae caput haereseos amputarent._

[187] Vedi Bull, _Defens. Fid. Nic. Sect. II. c. 1. p. 25-36_. Egli si crede in dovere di conciliare fra loro i due Sinodi ortodossi.

[188] Secondo Aristotile le stelle sono _homoousie_ l'una coll'altra. Che _homoousios_ significhi d'una sostanza _in specie_, si è dimostrato dal Petavio, dal Curcelleo, dal Cudworth, dal Le Clerc ec. ed il provarlo sarebbe un _actum agere_. Questa è la giusta osservazione del Dott. Jortin _V. II. p. 212_. ch'esamina la controversia Arriana con dottrina, ingenuità e candore.

[189] Vedi Petav. _Dogm. Theol. Tom. II. lib. IV. c. 16. p. 353_, ec. Cudworth _p. 559._ Bull _Sect. IV. p. 275, 290. Edit. Grab._ La περίχωρησιϛ o _circumincessio_ è forse il più profondo e più oscuro baratro di tutto l'abisso teologico.

[190] La terza sezione _Della difesa della Fede Nicena di Bull_, che alcuni de' suoi antagonisti han chiamato scempiaggine, ed altri eresia, è destinata alla supereminenza del Padre.

[191] Il nome, che Atanasio ed i suoi seguaci ordinariamente solevan dare agli Arriani, era quello d'_Arriomaniti_.

[192] Epiphan. _Tom. I. haeres. 72. 4. p. 837_. Vedi le avventure di Marcello appresso Tillemont (_Mem. Eccl. Tom. VII. p. 880-899_). Alla sua opera dell'unità di Dio in _un_ libro fu risposto da Eusebio in _tre_ libri, che tuttavia esistono. Il Petavio (_Tom. II. lib. I. c. 14. p. 78_) dopo un lungo ed accurato esame ha pronunziato con ripugnanza la condanna di Marcello.

[193] Atanasio nella sua Epistola intorno a' Sinodi di Seleucia e di Rimini (_Tom. I. p. 886-905_) ha dato un'ampia lista di simboli Arriani, ch'è stata accresciuta e migliorata dalle fatiche dell'instancabile Tillemont. _Memoir. Eccl. T. VI. p. 471_.

[194] Erasmo ha descritto con ammirabil buon senso e libertà il giusto carattere d'Ilario. Gli editori Benedettini si son limitati a rivederne il testo, a comporre gli annali della sua vita, ed a giustificarne i sentimenti e la condotta.

[195] _Absque Episcopo Eleusio, et paucis cum eo; ex majore parte Asianae decem provinciae, inter quas consisto, vere Deum nesciunt. Atque utinam penitus nescirent! Cum procliviore enim venia ignorarent, quam obtrectarent._ Hilar. _de Sinod, sive de Fide Orient. c. 63. p. 1186 edit. Bened._ Nel celebre Paralello fra l'ateismo e la superstizione, il Vescovo di Poitiers sarebbe restato sorpreso di trovarsi nella filosofica società di Bayle e di Plutarco.

[196] Hilar. _ad Constantium lib. II. c. 4. 5. p. 1227. 1228_. Questo notabile passo meritò l'attenzione di Locke che lo trascrisse, _Vol. III. p. 470_, nel modello del suo nuovo Repertorio.

[197] Appresso Filostorgio, _lib. III. c. 15_, il carattere e le avventure di Aezio sembrano assai singolari, quantunque siano con tutta la cura addolcite dalla mano d'un amico. Il Gottofredo editore di Filostorgio, _p. 153_, che era più attaccato a' propri principj che all'autore, ha raccolte le odiose circostanze, che i diversi avversari di lui hanno conservato o inventato.

[198] Secondo il giudizio d'uno che rispettava ambidue quei Settari, Aezio era dotato d'un ingegno più forte, ed Eunomio aveva acquistato più arte ed erudizione. _Philostorg. lib. VIII. c. 18._ La confessione e l'apologia d'Eunomio _Fabric. Bibl. Graec. Tom. VIII. p. 258-305_ è una delle poche opere ereticali che ci sian rimaste.

[199] Pure secondo l'opinione d'Estio e di Bull (_p. 297_) v'è una facoltà, cioè quella della creazione, che Dio _non può_ comunicare ad una creatura. Estio, che sì esattamente determina i confini dell'onnipotenza, era Olandese di nascita, e di professione Teologo Scolastico. Dupin _Bibl. Eccles. Tom. XVII. p. 45_.

[200] Sabino (_ap. Socrat. lib. II. c. 39._) ne ha copiati gli atti; Atanasio ed Ilario hanno spiegato le divisioni di questo Sinodo Arriano: le altre circostanze relative al medesimo si sono esattamente raccolte dal Baronio e dal Tillemont.

[201] _Fideli et pia intelligentia, de Synod. c. 77. p. 5193_. Nelle sue brevi note apologetiche (pubblicate per la prima volta da' Benedettini da un MS. di Chartres) osserva che usò questa cauta espressione, _qui intelligerem et impiam, p. 1206_. Vedi _p. 1146_. Filostorgio, che vedeva questi oggetti per un diverso mezzo, è disposto a dimenticare la differenza dell'importante dittongo. Vedi in particolare VIII. 17. e Gottofred. _p. 352_.

[202] _Testor Deum coeli atque terrae me cum neutrum audissem, semper tamen utrumque sensisse... Regeneratus pridem et in Episcopatu aliquantisper manens, fidem Nicaenam nunquam nisi exulaturus audivi._ Hilar. _de Sinod. c. 91. p. 1205_. I Benedettini son persuasi, ch'egli governasse la Diocesi di Poitiers varj anni avanti il suo esilio.

[203] Seneca _Epist. 58_, si duole, che neppure το ον de' Platonici, l'_ens_ de' più arditi Scolastici, poteva esprimersi con un nome Latino.

[204] La preferenza, che il quarto Concilio Lateranense finalmente diede ad una _numerica_ piuttosto che _generica_ unità (vedi Petav. _Tom. II. lib. IV. c. 13 p. 424_) veniva favorita dall'idioma Latino. Sembra che τριαϛ ecciti l'idea di sostanza: _Trinitas_ quella di qualità.

[205] _Ingemuit totus orbis, et Arrianum se esse miratus est_. Hieronym. _adv. Lucifer. Tom. I. p. 145_.

[206] L'istoria del Concilio di Rimini vien narrata molto elegantemente da Sulpicio Severo (_Hist. Sacr. l. II. p. 419-430 ed. Lugd. Batav. 1647_) e da Girolamo nel suo dialogo contro i Luciferiani. Quest'ultimo ha in mira di difendere la condotta de' Vescovi Latini, che furono ingannati e che si pentirono.

[207] Eusebio in _vit. Const. l. II. c. 64-72_. I principi di tolleranza e di filosofica indifferenza, contenuti in questa lettera, son molto dispiaciuti al Baronio, al Tillemont ec. i quali suppongono, che l'Imperatore avesse qualche cattivo consigliere, cioè o Satana, o Eusebio a' suoi fianchi. Vedi Jortin _Osserv. Tom. II. p. 183_.

[208] Eusebio _in vit. Const. l. III. c. 13_.

[209] Teodoreto ci ha conservato (l. I. c. 20) una lettera scritta da Costantino al popolo di Nicomedia, nella quale il Monarca medesimo si dichiara pubblico accusatore d'uno de' suoi sudditi: egli nomina Eusebio ο τηϛ τυραννικηϛ ωμοτητοϛ συμμυσηϛ (_complice della tirannica crudeltà_), e si duole dell'ostile condotta di lui nel tempo della guerra civile.

[210] Vedi appresso Socrate (l. I. c. 8), o piuttosto ap. Teodoreto (l. I. cap. 12) una lettera originale d'Eusebio di Cesarea, nella quale tenta di giustificare la sua soscrizione all'Homoousion. Il carattere d'Eusebio è stato sempre un problema; ma quelli, che han letto la seconda Epistola critica del Clerc (_Ars. crit. Tom. III. p. 30-69_) debbono avere una opinione assai svantaggiosa della sincerità ed ortodossia del Vescovo di Cesarea.

[211] Atanas. _Tom. I. p. 707_. Filostorg. _l. 1 c. 10_ col Coment. del Gottofredo p. 41.

[212] Socrate. l. I. c. 9. In queste lettere circolari, che furono indirizzate a varie città, Costantino si servì contro gli Eretici delle armi del ridicolo e della facezia _comica_.

[213] Noi prendiamo la storia originale da Atanasio (_T_. I. _p_. 670) che dimostra qualche ripugnanza ad infamar la memoria del morto. Egli poteva esagerare in quest'occasione, ma il continuo commercio fra Costantinopoli ed Alessandria avrebbe resa pericolosa ogni invenzione. Quelli che insistono sulla narrazione letterale della morte d'Arrio (evacuò ad un tratto gl'intestini in un cesso) debbono assolutamente scegliere o il _veleno_ o un _miracolo_.

[214] Può rintracciarsi la mutazione de' sentimenti, o almeno della condotta di Costantino in Eusebio, _vit. Const. l_. III. _c_. 23 _l_. IV _c_. 41, in Socrate _l_. I. _c_. 23-39, in Sozomeno _l_. II. _c_. 16-34, in Teodoreto _l_. I. _c_. 14-34, ed in Filostorgio _l_. II. _c_. 1-17. Ma il primo di questi Autori era troppo vicino alla scena dell'azione, e gli altri troppo lontani. Egli è molto singolare, che si abbandonasse l'importante uffizio di continuare l'istoria Ecclesiastica a due laici e ad un eretico.

[215] _Quia etiam tum Catechumenus Sacramentum fidei merito videretur potuisse nescire_. Sulp. Sev. _Hist. Sac. l._ II. _p_. 410.

[216] Socrate _l_. II. _c_. 2. Sozomeno _lib_. III. _c_. 18. Atanasio _Tom_. I. _p_. 813-834. Egli osserva, che gli eunuchi sono i nemici naturali del _Figlio_. Si confrontino le osservazioni sulla Istoria Ecclesiastica del Dottor Jortin, _Vol_. IV. _p_. 3, con una certa genealogia nel _Candido_ cap. IV. che termina in uno de' primi compagni di Cristoforo Colombo.

[217] Sulpic. Sev. in _Hist. Sac_. l. II. p. 405, 406.

[218] Cirillo (_ap. Baron. An_. 353. _n_. 26) osserva espressamente, che nel Regno di Costantino s'era trovata la Croce nelle viscere della terra; ma che nel Regno di Costanzo essa era comparsa nel mezzo del Cielo. Quest'opposizione prova evidentemente, che Cirillo ignorava lo stupendo miracolo, a cui s'attribuisce la conversione di Costantino; e tal ignoranza è tanto più sorprendente, che non più di dodici anni dopo la morte di lui, Cirillo fu consacrato Vescovo di Gerusalemme dall'immediato successore d'Eusebio di Cesarea. Vedi Tillemont _Mem. Eccl. Tom. VIII p. 715_.

[219] Non è facile il determinare fino a qual segno si possa difendere l'ingenuità di Cirillo, mediante qualche naturale apparenza d'un alone solare.

[220] Filostorg. _l. III. c. 26_. Egli è seguitato dall'Autore della Cronica Alessandrina, da Cedreno e da Niceforo. Vedi Gottofredo. _Dissert. p. 188_. Essi non potrebbero ricusare un miracolo neppure dalle mani d'un avversario.

[221] Un passo così curioso merita bene d'essere trascritto. _Christianam Religionem absolutam et simplicem anili superstitione confundens; in qua scrutanda perplexius, quam componenda gravius excitaret dissidia plurima, quae progressa fusius aluit concertatione verborum, ut catervis Antistitum jumentis publicis ultro citroque discurrentibus, per sinodos_ (_quas appellant_)_ dum ritum omnem ad suum trahere conantur_ (_Valesio legge_ conatur) _rei vehiculariae concideret nervos_. Ammiano XXI. 16.

[222] Atanas. _Tom. I. p. 870_.

[223] Socrat. _l._ II. _c._ 35-47. Sozomeno _l._ IV. _c._ 12-30. Teodoreto _l._ II. _c._ 18-32. Filostorg. _l._ IV. _c._ 6-12. _l._ V. _c._ 1-4 _l._ VI. _c._ 1-5.

[224] Sozom. _l._ IV. c. 23. Atanas. _Tom._ I. _p._ 831. Il Tillemont (_Mem. Eccl_, VII. _p._ 947) ha raccolto varj esempi dell'orgoglioso fanatismo di Costanzo da diversi Trattati di Lucifero di Cagliari. I soli titoli di que' Trattati inspirano zelo e terrore. «_Moriendum pro Dei Filio_» «_De regibus apostaticis» «De non conveniendo cum haeretico_» «_De non parcendo in Deum delinquentibus_».

[225] Sulpic. Sev. _Hist. Sacr. l. II. p. 418, 430_. Gl'Istorici Greci eran molto ignoranti degli affari dell'Occidente.

[226] È un danno, che Gregorio Nazianzeno componesse un panegirico piuttosto che una vita d'Atanasio; ma possiamo godere, e profittar del vantaggio di trarre i più autentici materiali dal ricco fondo delle proprie di lui epistole ed apologie: _Tom_. I. _p. 670-951_. Io non imiterò l'esempio di Socrate (_l. 2. c. 1_), che pubblicò la prima edizione della sua Storia senza prendersi la pena di consultare gli scritti d'Atanasio. Pure anche Socrate, e Sozomeno, di lui più curioso, ed il dotto Teodoreto servono a connettere la vita d'Atanasio con la serie dell'istoria Ecclesiastica. La diligenza del Tillemont, _Tom_. VIII, e degli Editori Benedettini ha raccolto tutti i fatti, ed esaminata ogni difficoltà.

[227] Sulpicio Severo (_Hist. Sacr. l. II. p. 396_) lo chiama legale, e giurisconsulto. Presentemente non può ravvisarsi questo carattere, o si consulti la vita, o le opere d'Atanasio.

[228] _Dicebatur enim fatidicarum sortium fidem, quaeve augurales portenderent alites scientissime callens aliquoties praedixisse futura_. Ammian. XV. 7. Sozomeno (_l. IV. c. 10_) riferisce una profezia o piuttosto uno scherzo, da cui si prova evidentemente che Atanasio, se le cornacchie parlan Latino, intendeva il linguaggio delle cornacchie.

[229] Si fece leggiermente menzione dell'irregolare ordinazion d'Atanasio ne' Concilj, che si tenner contro di lui. Vedi Filost. _lib. II. c. 11_ e Gottofredo _p. 71._ Ma può appena supporsi, che l'assemblea de' Vescovi dell'Egitto solennemente attestasse una pubblica falsità. Atanas. _Tom. I. p. 726_.

[230] Vedi l'Istoria de' Padri del deserto pubblicata da Rosweide, e Tillemont (_Mem. Eccl. Tom. VII._) nelle vite d'Antonio, e di Pacomio. Atanasio medesimo, che non isdegnò di comporre la vita del suo amico Antonio, ha diligentemente osservato, quanto spesso il santo Monaco deplorasse e profetizzasse i danni dell'eresia Arriana. Atanas. Tom. _II. p. 492-498._

[231] A principio Costantino minacciava _parlando_, e domandava _scrivendo_, και αγραφωϛ μεν ηπειλει, γραφων δε ηξιον. Le sue lettere di poi presero un minaccevole accento, ma mentre chiedeva, che a _tutti_ fosse aperto l'ingresso della Chiesa, evitava l'odioso nome d'Arrio. Atanasio da sagace politico, ha diligentemente notato queste distinzioni, (_Tom. I. p. 788_) che gli somministravano qualche motivo di scusa o di dilazione.

[232] I Meleziani ebbero origine in Egitto, come in Affrica i Donatisti, da una disputa Episcopale nata dalla persecuzione. Io non ho tempo di esporre tal oscura controversia, la quale sembra essersi male rappresentata dalla parzialità d'Atanasio, e dall'ignoranza d'Epifanio. Vedi Mosemio _Istor. gener. della Chiesa Vol. I. p. 201_.

[233] Viene specificato il trattamento de' sei Vescovi da Sozomeno _lib. II. c. 25_; ma Atanasio medesimo, sì abbondante per rispetto ad Arsenio ed al calice, lascia questa grave accusa senza risposta.

[234] Atanas. _Tom. I. p. 788_. Socrat. _lib. I. c. 28_. Sozomeno _lib. II. c. 25_. L'Imperatore nella sua Lettera di convocazione ap. Euseb. (_in vit. Constant. lib. IV. c. 42_) par che giudichi anticipatamente alcuni membri del Clero, ed era più che probabile, che il Sinodo applicasse tali rimproveri ad Atanasio.

[235] Vedi in particolare la seconda Apologia d'Atanasio (_Tom. I. p. 763-808_) e le sue lettere a' Monaci (_p. 808-866_). Queste son giustificate con originali ed autentici documenti; ma inspirerebbero maggior credibilità, se egli meno innocente, e meno assurdi vi comparissero i suoi nemici.

[236] Euseb. _in vit. Const. lib. IV. c. 41-47_.

[237] Atanas. _Tom. I. p. 804_. In una Chiesa dedicata a S. Atanasio, tal situazione somministrerebbe per una pittura un argomento più bello, che molte Storie di miracoli e di martirj.

[238] Atanas. _Tom. I. p_. 729. Eunapio racconta (_in vit. Sophist. p. 36. 37 edit. Comelin_.) uno strano esempio della credulità e barbarie di Costantino in una simile occasione. L'eloquente Sopatro, Filosofo della Siria, godeva la sua amicizia, e aveva provocato l'ira d'Ablavio, Prefetto del Pretorio. Il popolo di Costantinopoli era mal contento, perchè s'era trattenuto l'arrivo delle navi che portavano il grano per mancanza di vento meridionale; e Sopatro fu decapitato sull'accusa, che egli aveva _legato_ i venti per arte magica. Svida aggiunse, che Costantino con tal esecuzione pretese di provare che aveva assolutamente rinunziato alla superstizione de' Gentili.

[239] Nel suo ritorno egli vide Costanzo due volte a Viminiaco ed a Cesarea nella Cappadocia. _Atanas. Tom. I. p. 676_. Il Tillemont suppone, che Costantino lo conducesse nella Pannonia al congresso dei tre reali fratelli. _Mem. Eccl. Tom. VIII. p. 69._

[240] Vedi Beveridge _Pand. Tom. I. p. 429-452_ e _Tom. II. Annot. p. 182_. Tillemont _Mem. Eccl. Tom. VI. p. 310-324_. S. Ilario di Poitiers ha fatto menzione di questo Sinodo d'Antiochia con troppo favore e rispetto. Ei vi conta novanta sette Vescovi.

[241] Questo Magistrato, sì odioso per Atanasio, è lodato da Gregorio Nazianzeno, _Tom. I. Orat. 21. p. 391_.

_Saepe premente Deo fert Deus alter opem._

Per onore della natura umana ho sempre piacere di scoprire qualche buona qualità in quegli uomini, che dallo spirito di parte si sono dipinti come mostri e tiranni.

[242] Le difficoltà cronologiche, le quali rendon dubbiosa la residenza d'Atanasio a Roma, sono vigorosamente trattate dal Valesio _Observ. ad Calc. Tom. II. Hist. Eccles. lib. I c. 1-5_, e dal Tillemont _Mem. Eccles. Tom. VIII. p. 674_ ec. Io ho seguitato la semplice ipotesi del Valesio, che non ammette che un sol viaggio dopo l'intrusione di Gregorio.

[243] Non posso fare a meno di trascrivere una giudiziosa osservazione di Wetstein _Proleg. n. T. p. 19. Si tamen Historiam Ecclesiasticam velimus consulere, patebit jam inde a saeculo quarto, cum, ortis controversiis, Ecclesiae Graecae doctores in duas partes scinderentur, ingenio, eloquentia, numero tantum non aequales, eam partem quae vincere cupiebat Romam confugisse, majestatemque Pontificis comiter coluisse, eoque pacto oppressis per Pontificem et Episcopos Latinos adversariis praevaluisse, atque orthodoxiam in Conciliis stabilivisse. Eam ob caussam Athanasius non sine comitatu Romam petiit, pluresque annos ibi haesit._

[244] Filostorg. _l. III. c. 22_. Se nel promuovere gl'interessi della religione s'usò qualche corruzione, un avvocato d'Atanasio potrebbe giustificare o scusare tal equivoca condotta coll'esempio di Catone, e di Sidney; il primo de' quali si dice, che desse, ed il secondo che ricevesse doni in una causa di libertà.

[245] Il Canone, che permette gli appelli a' Pontefici Romani, ha innalzato il Concilio di Sardica quasi alla dignità d'un Concilio generala; ed i suoi atti si sono, o per ignoranza o per arte confusi con quelli del Sinodo Niceno. Vedi Tillemont _Tom. VIII. p. 689_ e Geddes _Tract. Vol. II. p. 419-460_.

[246] Siccome Atanasio spargeva segrete invettive contro Costanzo (Vedi _l'epistola a' Monaci_) nel tempo stesso che l'assicurava del suo profondo rispetto, noi possiamo diffidare delle proteste dell'Arcivescovo. _Tom. I. p. 677_.

[247] Nonostante il discreto silenzio d'Atanasio, e la manifesta finzione di una lettera riportata da Socrate, queste minacce son provate dalla certa testimonianza di Lucifero di Cagliari, ed anche di Costanzo medesimo. Vedi Tillemont _Tom. VIII. p. 693_.

[248] Ho sempre avuto qualche dubbio intorno alla ritrattazione d'Ursacio e di Valente. Atanas. T. I. p. 776. Le loro lettere a Giulio, Vescovo di Roma, e ad Atanasio medesimo son di tempra sì differente l'una dall'altra, che non possono essere ambedue genuine. L'una tiene il linguaggio de' rei che confessano la loro colpa ed infamia, l'altra quello di nemici, che a termini uguali chiedono un'onorevole riconciliazione.

[249] Le circostanze del suo secondo ritorno possono rilevarsi dal medesimo Atanasio Tom. I. p. 769. e 822, 843, da Socrate l. II. c. 18, da Sozomeno l. III. c. 19, da Teodoreto l. II. c. 11. 12, da Filostorgio l. III. c. 12.

[250] Atanasio (Tom. I. pag. 677-678.) difende la sua innocenza con patetiche querele, con solenni asserzioni, e con ispeciosi argomenti. Egli conviene che erano state finte delle lettere in suo nome, ma domanda che siano esaminati i suoi segretarj e quelli del Tiranno, per conoscer se quelle lettere fossero state scritte dai primi, o dagli altri ricevute.

[251] Atanasio Tom. I. p. 825-844.

[252] Atanas. Tom, I. p. 861. Teodoreto l. II. c. 16. L'Imperatore si protestò, che egli desiderava più di sottomettere Atanasio, di quel che avesse bramato di vincer Magnenzio o Silvano.

[253] Gli affari del Concilio di Milano son tanto imperfettamente ed erroneamente riferiti dai Greci Autori, che ci deve riuscir grato il supplemento di alcune lettere d'Eusebio, che il Baronio ha estratte dagli archivi della Chiesa di Vercelli, e di un'antica vita di Dionisio di Milano, pubblicata dal Bollando. Ved. Baron. An. 355. e Tillemont T. VII. p. 1415.

[254] Gli onori, i presenti, i conviti, che sedussero tanti Vescovi, vengono con indegnazione mentovati da quelli che troppo eran puri o troppo superbi per non accettarli. «Noi combattiamo (dice Ilario di Poitiers) contro l'anticristo Costanzo, che invece di battere il dorso, solletica il ventre» _qui non dorsa coedit, sed ventrem palpat._ Hilar. _contr. Constant. c. 5._ p. 1240.

[255] Si dice qualche cosa di tale opposizione da Ammiano (XV. 7.) che aveva una cognizione molto oscura o superficiale dell'Istoria Ecclesiastica: _Liberius... perseveranter renitebatur, nec visum hominem nec auditum damnare nefas ultimum saepe exclamans, aperte scilicet recalcitrans Imperatoris arbitrio. Id enim ille Athanasio semper infestus etc._

[256] Più propriamente però dalla parte ortodossa del Concilio Sardicense. Se i Vescovi di ambe le parti avessero secondo le regole reso i voti, la differenza sarebbe stata da 94 a 76. Il Tillemont (vedi Tom. VIII. pag. 1147. 1158.) giustamente si maraviglia che sì piccola superiorità procedesse con tanto vigore contro gli avversarj, il Capo dei quali immediatamente fu deposto.

[257] Sulpic. Sever. _in Hist. Sacr._ l. II p. 412.

[258] Ammiano XV. 5. fa menzione dell'esilio di Liberio. Vedi Teodoreto l. II. c. 16. Atanas. T. I. p. 834. 837. Ilar. _Fragm. I._

[259] Si è compilata la vita d'Osio dal Tillemont (T. VII. p. 524-561), che ne' termini più stravaganti a principio ammira, e quindi condanna il Vescovo di Cordova. Fra le querele d'Atanasio e d'Ilario intorno alla sua caduta, può distinguersi la prudenza del primo dal cieco e sfrenato zelo del secondo.

[260] I Confessori dell'Occidente furono rilegati ne' deserti dell'Arabia o della Tebaide, e successivamente nelle solitudini del Monte Tauro, nelle parti più deserte della Frigia, che erano occupate dagli empi Montanisti ec. Quando l'eretico Aezio era troppo favorevolmente trattato a Mopsuestia nella Cilicia, gli fu cangiato, per consiglio d'Acacio, l'esilio, trasferendolo ad Amblada, luogo abitato da' Selvaggi, ed infestato dalla guerra e dalla peste. Filostor. l. V. c. 2.

[261] Vedasi il crudel trattamento e la strana ostinazione d'Eusebio, nelle sue proprie lettere pubblicate dal Baronio an. 356. n. 92-102.

[262] _Ceterum exules satis constat totius orbis studiis celebratos, pecuniasque eis in sumptum affatim congestas, legationibus quoque eos plebis catholica ex omnibus fere Provinciis frequentatos._ Sulp. Sev. _Hist. Sacr._ p. 414. Atanas. T. I. p. 836. 840.

[263] Posson trovarsi ampi materiali per l'istoria di questa terza persecuzione d'Atanasio nelle proprie sue opere. Vedasi particolarmente la sua molto bella Apologia a Costanzo T. I. p. 673, la prima Apologia per la sua fuga p. 701, la sua lunga lettera a' Solitarj p. 808, e la protesta originale del popolo d'Alessandria contro le violenze commesse da Siriano p. 866. Sozomeno (l. IV. c. 9.) ha inserito nella sua narrazione due o tre luminose ed importanti circostanze.