Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 03
Part 35
[545] Il paradosso del P. Daniel, che i Franchi ebbero alcuno stabilimento permanente da questa parte del Reno avanti a' tempi di Clodoveo, è confutato con molta erudizione e buon senso dal Biet, che ha dimostrato con una serie di prove il loro possesso non interrotto di Toxandria per cento trent'anni avanti l'avvenimento al trono di Clodoveo. La dissertazione del Biet fu coronata dall'accademia di Soissons l'anno 1736 e pare che giustamente si preferisse al discorso del suo più celebre competitore l'Abate Le Boeuf, antiquario, il cui nome era felicemente espressivo de' suoi talenti.
[546] La vita privata di Giuliano nella Gallia e la severa disciplina, che si propose di seguitare, vengono esposte da Ammiano (XVI. 5) che si protesta di lodare, e da Giuliano medesimo, che affetta di mettere in ridicolo (_Misopog. p. 540_) una condotta, che in un Principe della casa di Costantino doveva eccitar con ragione la sorpresa del mondo.
[547] _Aderat Latine quoque disserenti sufficiens serma_. Ammiano XVI. 5. Ma Giuliano, educato nelle scuole della Grecia, risguardò sempre il linguaggio de' Romani, come un dialetto straniero e popolare, ch'egli usava solo nelle necessarie occasioni.
[548] Non sappiamo qual fosse l'attuale uffizio di questo eccellente ministro, che poi Giuliano creò Prefetto della Gallia. Sallustio fu presto richiamato dalla gelosia dell'Imperatore; e si può tuttavia leggere un sensibile ma pedantesco discorso (_p. 218-352_) in cui Giuliano deplora la perdita di sì pregevole amico, al quale si confessa debitore della sua riputazione. Vedi La Bleterie _Pref. a la vie de Jovien_. _p. 20_.
[549] Ammiano (XVI. 2, 3) sembra molto più soddisfatto dell'esito di questa prima campagna che Giuliano medesimo, il quale molto ingenuamente confessa, ch'egli niente fece di conseguenza, e che fuggì avanti il nemico.
[550] Ammiano XVI. 7. Libanio parla piuttosto con vantaggio de' militari talenti di Marcello (_Orat. p. 273_) e Giuliano fa conoscere, che non si sarebbe così facilmente richiamato, qualora non avesse dato altri motivi di dispiacere alla Corte v. 278.
[551] _Severus, non discors, non arrogans, sed longa militiae frugalitate compertus, et eum recta, praeeuntem secuturus, ut ductorem morigerus miles_. Ammiano XVI. 11. Zosimo _l. III. p. 140_.
[552] Intorno al disegno e alla mancanza di cooperazione fra Giuliano e Barbazio, vedi Ammiano XVI. 11 e Libanio _Orat. X. p. 273_.
[553] Ammiano XVI. 12 descrive colla sua gonfia eloquenza la figura ed il carattere di Cnodomar: _Audax et fidens ingenti robore lacertorum, ubi ardor praelii sperabatur immanis, equo spumante, sublimior erectus in jaculum formidandae vastitatis, armorumque nitore conspicuus; antea strenuus et miles, et utilis praeter ceteros ductor... Decentium Caesarem superavit aequo marte congressus_.
[554] Dopo la battaglia, Giuliano tentò di restituire il vigore dell'antica disciplina con esporre questi fuggitivi, vestiti da donne, alla derisione di tutto il campo. Nella seguente campagna quelle truppe nobilmente rivendicarono il loro onore. Zosimo _l. III. p. 142_.
[555] Giuliano stesso (_ad S. P. Q. Athen. p. 279_) parla della battaglia di Strasburgo colla modestia d'uno che conosce il proprio merito, ἐμαχεσάμην ουκ ἀκλεως ἰσως καὶ εις υμας ἀφίκετο ἠ τοιαυτη μάχη: _pugnammo non senza gloria: forse in voi ridondava il merito di tal pugna_. Zosimo lo paragona colla vittoria d'Alessandro sopra Dario; noi però non sappiamo vedervi alcuno di que' colpi di genio militare, che chiamano l'attenzione de' secoli sulla condotta e sul successo d'una giornata.
[556] Ammiano XVI. 12. Libanio ne aggiunge duemila al numero degli uccisi (_Orat. X. p. 274_). Ma queste piccole differenze spariscono a fronte de' 60000 Barbari, che Zosimo ha sagrificato alla gloria del suo Eroe (_l. III. p. 131_). Si potrebbe attribuir questo numero stravagante alla negligenza de' copisti, se il credulo o parziale istorico non avesse fatto crescere l'esercito di 35000 Alemanni in una innumerabil moltitudine di Barbari, πληθος αππρον βαρβαρώ. Non è nostra colpa se tale scoperta c'inspira in simili casi un'opportuna diffidenza.
[557] Ammiano XVI. 12. Libanio _Orat. X. p. 276_.
[558] Libanio (_Orat. III. p. 137_) fa una pittura molto vivace de' costumi de' Franchi.
[559] Ammiano XVII. 2. Libanio _Orat. X. p. 278_. L'oratore Greco, per aver mal inteso un passo di Giuliano, s'è indotto a rappresentare i Franchi in numero di mille, e poichè il suo capo era sempre pieno della guerra del Peloponeso, li paragona a' Lacedemoni, che furono assediati e presi nell'Isola di Sfacteria.
[560] Giuliano _ad S. P. Q. Athen. p. 280_. Libanio _Orat. X. p. 274_. Secondo l'espressione di Libanio, l'Imperatore δωρα ωνομαζε, (_li chiamò doni_) che La Bleterie (_Vie de Julien. p. 118_) interpreta come un'onesta confessione, e Valesio (_ad Ammiano XVII. 2_) come una bassa evasione della verità. Dom. Bouquet (_Hist. de France Tom. I. p. 733_) sostituendovi l'altra parola ενομισε (_stabilì_) vorrebbe togliere tutte due le difficoltà e lo spirito di questo passo.
[561] Ammiano _XVII. 8_. Zosimo _l. III. p. 146-150_ la sua narrazione viene oscurata da un miscuglio di favole; e Giuliano (_ad S. P. Q. Athen. p. 280_) così s'esprime, ἐμαχεσάμην ουκ ἀκλεῶς. ἰσως καὶ εις υμας ἀφίκετο ἠ τοιαυτη μάχη _Ricevemmo una parte della nazione de' Salj, e scacciammo i Camavj._ Questa differenza di trattamento conferma l'opinione che a' Salj Franchi fosse permesso di ritenere i loro stabilimenti in Toxandria.
[562] Quest'interessante storia, ch'è stata compendiata da Zosimo, si riferisce da Eunapio (_in Excerpt. Legat. p. 15, 16, 17_) con tutte le amplificazioni della Rettorica Greca; ma il silenzio di Libanio, di Ammiano e di Giuliano medesimo ne rende molto sospetta la verità.
[563] Libanio, amico di Giuliano, chiaramente ci fa sapere (_Orat. IV. p. 178_) che il suo Eroe avea composta l'istoria delle sue campagne Galliche. Ma Zosimo (_l. III. p. 140_) sembra, che derivasse la sua notizia solo dalle orazioni (logoi) e dalle Epistole di Giuliano. Il discorso, indirizzato agli Ateniesi, contiene un esatto, quantunque generale racconto della guerra contro i Germani.
[564] Vedi Ammiano _XVII. 1, 10. XVIII, 2_ e Zosimo _l. III. p. 144_. Giuliano _ad S. P. Q. Athen. p. 280_.
[565] Ammiano _XVIII. 2_. Libanio _Orat. X. p. 279, 280_. Di questi sette posti, quattro sono presentemente città di qualche conseguenza, cioè Bingen, Andernac, Bonn, e Nuyss: gli altri tre, vale a dire _Tricesinae, Quadriburgium_, e _Castra Herculis_, o Eraclea non sussistono più; ma v'è motivo di credere, che nel luogo, dov'era _Quadriburgum_, gli Olandesi abbian costruito il Forte di Schenk; nome che tanto offendeva la fastidiosa delicatezza di Boileau. Vedi D'Anville _Not. de l'anc. Gaule p. 183_. Boileau _Ep. p. IV_. e _le Note_.
[566] Noi possiam credere a Giuliano medesimo (_Orat. ad S. P. Q. Athen. p. 280_) che dà una particolar notizia del fatto. Zosimo v'aggiugne 200 vascelli di più, _l. III. p. 145_. Se vogliam computare le seicento navi di grano di Giuliano a sette sole tonnellate l'una, eran capaci di estrarne 120000 sacca (Vedi Arbuthnot _Pes. e Misur. p. 237_). Il paese, che poteva soffrire sì grand'estrazione, doveva esser già pervenuto ad un ottimo stato d'agricoltura.
[567] Le truppe una volta proruppero in un ammutinamento, avanti al secondo passaggio del Reno. Ammiano _XXII. 9_.
[568] Ammiano _XVI. 5. XVIII. 1_. Mammertino in _Paneg. Vet. XI. 4_.
[569] Ammiano _XVII. 3_. Giulian. _Epist. XV. edit. Spanhem._ Tal condotta giustifica almeno l'encomio di Mammertino: _Ita illi anni spatia divisa sunt, ut aut Barbaros domitet, aut civibus jura restituat; perpetuum professus aut contra hostem, aut contra vitia certamen._
[570] Libanio _Orat. Parent. in Imp. Julian. I. c. 38; in Fabr. Bibl. Graec. Tom. VII. p. 263, 264_.
[571] Vedi Giuliano _in Misopogon. p. 340, 341_. Lo stato antico di Parigi è illustrato da Enrico Valesio (_ad Ammiano XX. 40_), dal suo fratello Adriano Valesio e dal Danville (nelle _respettive loro Notizie dell'antica Gallia_), dall'Abbate di Longuerue (_Descript. de la Franc. T. I. p. 12, 13_) e dal Bonamy (_Mem. dell'Accad. delle Inscriz. Tom. XV. p. 656, 691_).
[572] Την Φιλην Λευκετιαν (Giuliano _in Misopog. p. 340_). _Leucetia_, o _Lutetia_ era l'antico nome della città, che secondo il costume del quarto secolo prese il nome territoriale di Parigi.
[573] Giuliano _in Misopogon. p. 359, 360_.
FINE DEL VOLUME TERZO.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL TERZO VOLUME
CAPITOLO XVI. _Condotta del Governo Romano verso i Cristiani, dal Regno di Nerone fino a quello di Costantino._
A. D. Il Cristianesimo perseguitato da gl'Imperatori di Roma _pag._ 6 Cagioni da cui questi potevano essere mossi 7 Indole ribelle de' Giudei 8 Religione de' Giudei tollerata 9 Gli Ebrei riguardati come _nazione_, i Cristiani come _setta_ 11 Il Cristianesimo accusato d'Ateismo e mal conosciuto dal popolo e dai filosofi 12 Le assemblee che si tenean dai Cristiani riguardate come adunanze di cospiratori 16 I costumi de' Cristiani calunniati 18 Imprudenza loro nel modo di difendersi 19 I Cristiani confusi dai Gentili coi Gnostici, e conseguenze che da ciò derivarono 20 Incendio di Roma sotto il regno di Nerone 25 I Cristiani accusati di esso e terribilmente puniti 27 Passo di Tacito a tale proposito 27 Osservazioni sovra questo passo 29 I Cristiani ed i Giudei egualmente oppressi sotto il regno di Domiziano 34 Condanna e morte di Flavio Clemente 37 Ignoranza di Plinio su di quanto si aspettò ai Cristiani 39 Legali procedure contr'essi instituite sotto il regno di Traiano e de' suoi successori 40 Clamori popolari contro i Cristiani 41 Ordine di giudicatura che si teneva rispetto i Cristiani 43 Equità de' Magistrati Romani 46 Numero de' Martiri meno considerabile di quanto è stato esagerato 48 Osservazioni intorno al martirio di Cipriano vescovo di Cartagine 49 Primi rischi corsi dal medesimo e sua fuga 50 257 Esilio 51 Condanna 53 Morte 54 Motivi della condotta tenuta da Cipriano 55 Ardore con cui i primitivi Cristiani agognavano il martirio 57 A mano a mano illanguidito 60 Tre vie per evitarlo 61 Avvicendarsi di severità e tolleranza 63 Le dieci persecuzioni 63 Editti in favor de' Cristiani che si attribuiscono a Tiberio ed a Marco Antonino 64 180 Stato de' Cristiani nel durare de' regni di Commodo e di Severo 66 211-249 Deteriorato sotto i successori del secondo di questi due imperatori 68 244-249 Regni di Massimino, Filippo e Decio 70 253-260 Di Valeriano, Gallieno e loro successori 72 260 Paolo Samosateno e suoi costumi 73 270 Rimosso dalla sede d'Antiochia 75 274 Come Aureliano si prendesse cura di far eseguire tale sentenza 76 280-303 Pace e prosperità della Chiesa sotto Diocleziano 77 Progresso dello zelo fra i Cristiani e della superstizione fra i Pagani 79 Alcuni soldati cristiani puniti da Massimiano e Galerio 82 Diocleziano indotto da Galerio ad incominciare una persecuzione generale contro i Cristiani 84 303 Distruzione della chiesa di Nicomedia 86 303 Primo bando contro i Cristiani 86 Zelo manifestato a tale proposito da un Cristiano e punizione ch'ei n'ebbe 88 Esecuzione che sortì il primo bando 91 Distruzione delle chiese 92 Successivi bandi 94 Idea generale della persecuzione 95 Stato dei Cristiani nelle Province occidentali, sotto Costanzo e nel primo periodo del regno di Costantino 96 Nell'Italia e nell'Affrica, sotto Massimiano e Severo 97 Sotto Massenzio 98 Nell'Illirico e nell'Oriente sotto Galerio e Massimino 100 Editto di tolleranza pubblicato da Galerio 102 Pace della Chiesa 103 Massimino si prepara a rinnovare la persecuzione 104 Fine delle persecuzioni 106 Su quanto possa credersi intorno ai patimenti de' Martiri e de' Confessori 106 Numero de' Martiri 109 Conclusione 111
SAGGIO DI CONFUTAZIONE De' due Capi XV e XVI dell'Istoria di Odoardo Gibbon spettanti all'esame del Cristianesimo; Compendio di un'opera di Nicola Spedalieri 115
CAPITOLO XVII. _Fondazione di Costantinopoli. Sistema politico di Costantino e de' suoi successori. Disciplina militare, Corte e finanze._
324 Disegno d'una nuova Capitale 234 Situazione di Bisanzio 236 Descrizione di Costantinopoli 236 Bosforo 237 Porto 239 Propontide 240 Ellesponto 241 Fondazione della città 243 Estensione 248 Progressi di questa grand'opera 250 Edifizi 250 Popolazione 256 Privilegi 259 330-334 Dedicazione di Costantinopoli 262 Forma di governo 264 Gerarchie dello Stato 266 Tre gradi d'onore 266 Consoli 267 Patrizi 271 Prefetti del Pretorio 274 Prefetti di Roma e di Costantinopoli 277 Proconsoli e viceprefetti 280 Governatori delle province 281 Professione della legge 285 Ufficiali militari 288 Distinzione delle truppe 291 Riduzione delle legioni 293 Difficoltà delle leve 295 Aumento de' Barbari ausiliari 297 Sette ministri del Palazzo 299 Ciamberlano 299 Maestro degli uffizi 301 Questore 304 Tesoriere pubblico 305 Tesoriere privato 306 Conti de' domestici 308 Agenti o ministri delatori 308 Uso della tortura 310 Finanze 312 Tributo generale o Indizione 313 Tasse in forma di capitazione 317 Capitazione sul commercio e l'industria 323 Liberi donativi 325 Conclusione 327
CAPITOLO XVIII. _Carattere di Costantino. Guerra Gotica. Morte di Costantino. Divisione dell'Impero fra tre suoi figli. Guerra di Persia. Tragiche morti di Costantino il Giovane e di Costante. Usurpazione di Magnenzio. Guerra civile. Vittoria di Costanzo._
Carattere di Costantino 328 Sue virtù 329 Suoi vizi 331 Sua famiglia 333 Virtù di Crispo 335 324-325 Gelosia di Costantino 337 326 Disgrazia e morte di Crispo 340 Figli e nipoti di Costantino 344 Loro educazione 345 Costumi de' Sarmati 347 Loro stabilimento vicino al Danubio 349 331 Guerra Gotica 351 332 Sconfitta sofferta dai Goti 352 334 Espulsione de' Sarmati 354 335 Ambascerie venute a Costantino dall'Etiopia, dalla Persia e dall'India 356 337 Morte e funerali di Costantino 356 Fazioni della Corte 357 Uccisione de' principi 359 Divisione dell'Impero 361 310 Sapore re di Persia 362 Stato della Mesopotamia e dell'Armenia 364 342 Cristianesimo propagatosi nell'Armenia 365 337-360 Guerra Persiana 366 338-350 Assedio di Nisibi 369 Guerra tra i figli di Costantino 372 Morte di Costante 374 Magnenzio e Vetranione assumono la porpora 376 Costanzo nega d'entrare in negoziati con Magnenzio e Vetranione 378 Vetranione spogliato della porpora si ritira in Prusa 379 Guerra di Costanze contro Magnenzio 382 341 Battaglia di Mursa 385 351 Conquista dell'Italia 388
CAPITOLO XIX. _Costanzo solo Imperatore. Elevazione e morte di Gallo. Pericolo ed innalzamento di Giuliano. Guerre coi Sarmati e co' Persi. Vittorie di Giuliano nella Gallia._
Potenza degli eunuchi 394 Educazione di Gallo e di Giuliano 397 351 Gallo dichiarato Cesare 398 Credulità ed imprudenza di Gallo 399 354 Uccisione de' ministri imperiali 402 Pericolosa situazione di Gallo 404 Sua disgrazia e morte 405 Pericolo e liberazione di Giuliano 407 Suo esilio in Atene 409 Viene richiamato a Milano 412 355 Dichiarato Cesare 413 Fine infelice di Silvano 416 Nuovo obelisco 419 357-359 Guerra contro i Quadi ed i Sarmati 421 358 Negoziazione di Persia 425 359 Sapore invade la Mesopotamia 428 Assedio d'Amida 430 360 Di Singara 433 Condotta de' Romani 435 Invasione della Gallia fatta dai Germani 437 Condotta di Giuliano 439 356 Prima campagna da lui fatta nella Gallia 441 357 Seconda 443 Battaglia di Strasburgo 445 358 Vittoria di Giuliano 447 357-359 Tre spedizioni di Giuliano al di là del Reno 452 Città della Gallia restaurate 454 Amministrazione civile di Giuliano 456 Descrizione di Parigi 458
FINE DELL'INDICE.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le citazioni in greco sono state trascritte integralmente, senza apportare alcuna correzione per eventuali inesattezze ortografiche o grammaticali.