Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 03
Part 24
[301] _Ut nulli Patriae tuae administratio sine speciali Principis permissu permittatur_ Cod. Justin. _l. I. Tit. LXI_. Fu pubblicata la prima volta questa legge dall'Imperator Marco dopo la ribellione di Cassio _Dion. l. LXXI_. Il medesimo si osserva nella China con ugual rigore ed effetto.
[302] Pandect. _l. XXXIII. Tit. II. n. 38, 57, 63_.
[303] _In jure continetur, ne quis in administratione constitutus aliquid compararet_ Cod. Theodos. _l. VIII. Tit. XV. l. 1_. Questa massima di Gius comune fu confermata da una serie di editti da Costantino fino a Giustino (vedi il restante del Titolo). Si eccettuano da tale proibizione, che s'estende fino a' più bassi ministri del Governatore, solamente le vesti e le provvisioni per vivere. L'acquisto fatto dentro i cinque anni potea revocarsi; dopo di che, se scuoprivasi, era devoluto al tesoro pubblico.
[304] _Cessent rapaces jam nunc officialium manus; cessent, inquam; nam si moniti non cessaverint, gladiis praecidentur_: Cod. Theodos. _l. I Tit. VII. leg. 1_. Zenone ordinò, che tutti i Governatori per cinquanta giorni dopo spirato il tempo del lor governo, restassero nella Provincia per rispondere a qualunque accusa: Cod. Justin. _lib. II. Tit. XLIX leg. 1_.
[305] _Summa igitur ope et alacri studio has leges nostras accipite, et vosmetipsos sic eruditos ostendite, ut spes vos pulcherrima foveat, toto legitimo opere perfecto, posse etiam nostram Rempublicam in partibus ejus vobis credendis gubernari._ Justinian. _Proem. Instit._
[306] Lo splendore della scuola di Berito, che mantenne nell'Oriente l'idioma e la giurisprudenza de' Romani, si può considerare che durasse dal terzo secolo fino alla metà del sesto. Heinec. _Jur. Rom. Hist. p. 351-356._
[307] Siccome in un tempo anteriore esposi la civile e militare promozione di Pertinace, così inserirò qui gli onori civili di Mallio Teodoro. In primo luogo egli si distinse per la sua eloquenza, mentre perorava come avvocato nel Tribunale del Prefetto del Pretorio; secondariamente governò una Provincia dell'Affrica o come Presidente, o come Consolare, e nella sua amministrazione meritò l'onore di una statua di rame; 3. fu dichiarato Vicario o Viceprefetto di Macedonia; 4. Questore; 5. Conte delle sacre largizioni; 6. Prefetto del Pretorio delle Gallie, mentre poteva anche passare per giovane; 7. dopo una ritirata e forse una disgrazia di molti anni, che Mallio (confuso da alcuni critici col poeta Manilio, vedi Fabric. _Biblio. Latin. Edit. Ernest. Tom. I. c. 18. p. 501_) impiegò nello studio della filosofia Greca, fu eletto Prefetto del Pretorio dell'Italia nell'anno 397. 8. mentre tuttavia esercitava quella gran carica fu creato nell'anno 399 Console per l'Occidente; ed il suo nome per causa dell'infamia del suo collega, l'eunuco Eutropio, spesse volte si trova solo ne' Fasti; 9. nell'anno 408 Mallio fu fatto la seconda volta Prefetto del Pretorio dell'Italia. Anche nel venale panegirico di Claudiano si scuopre il merito di Mallio Teodoro, il quale per una rara avventura era intimo amico di Simmaco e di S. Agostino. Vedi Tillemont _Hist. des Emp. Tom. V. p. 1110-1114_.
[308] Mamertin. _in Panegyr. vol. XI. 20. Aster. ap. Phor. p. 1500._
[309] Il curioso passo d'Ammiano (_l. XXX. c. 4_), con cui dipinge i costumi de' legali suoi contemporanei, somministra uno strano mescuglio di buon senso, di falsa rettorica e di stravagante satira. Gotofredo (_Prolegom. ad. Cod. Theodos. c. 1. p. 185_) conferma ciò che dice l'Istorico con querele somiglianti e con autentici fatti. Nel quarto secolo potevan caricarsi molti cammelli co' libri legali. Eunap. _in vit. Edesii p. 72_.
[310] Se ne veda un esempio assai splendido nella vita d'Agricola, specialmente ne' _cap._ 20 e 21. Al Luogotenente della Gran-Brettagna s'affidava l'istesso potere, che Cicerone, Proconsole della Cilicia, aveva esercitato in nome del Senato e del Popolo.
[311] L'Abbate Dubos, che ha esaminato con accuratezza (vedi _Hist. de la Mon. Franc. Tom. I p. 41-100 edit. 1742_) le instituzioni e di Augusto e di Costantino, avverte, che, se Ottone fosse stato ucciso il giorno avanti ch'eseguisse la sua cospirazione, egli comparirebbe adesso nell'Istoria ugualmente innocente che Corbulone.
[312] Zosimo _l. II. p. 110_. Avanti che finisse il regno di Costanzo i _Magistri militum_ erano già cresciuti fino a quattro. Ved. Vales. _Ad Ammian. l. XVI. c. 7._
[313] Quantunque si faccia spesso menzione de' Conti e dei Duchi militari sì nella storia che ne' codici, tuttavia per avere un'esatta cognizione del numero e delle stazioni di essi, convien ricorrere alla _Notizia_. Quanto all'instituzione, al grado, a' privilegi de' Conti in generale, vedi il Cod. Teodos. _lib. VI. Tit. XII-XX_ col Comentario del Gotofredo.
[314] Zosim. _l. 2. p. 14_. Con molta oscurità s'esprime la distinzione fra le due classi delle truppe Romane tanto appresso gli storici, quanto nelle leggi e nella _Notizia_. Si consulti ciò nonostante il copioso _Paratitlon_ o estratto del Gotofredo al libro VII del Codice Teodosiano _de re militari l. VII. Tit. I. leg. 18. lib. VIII. Tit. I. leg. 10_.
[315] _Ferox erat in suos miles et rapax, ignavus vero in hostes et fractus_, Ammiano _l. XXII. c. 4_. Egli osserva, che amavano i morbidi letti, e le case di marmo, e che più pesavano le loro coppe che le loro spade.
[316] Cod. Theodos. _l. VII, Tit. I. leg. 1. Tit. XII. leg. 1_. Vedi Howell _Istor. del Mond. Vol. II p. 19_. Questo dotto istorico, che non è conosciuto abbastanza, si sforza di giustificare il carattere e la politica di Costantino.
[317] Ammiano _l. XIX. c. 2_. Egli osserva, (c. 5.) che il disperato ardore di due legioni Galliche fu come un pugno d'acqua gettata in un grand'incendio.
[318] Pancirol. _ad Notit. Mem. de l'Acad. des Inscr. T. XXV. p. 491_.
[319] _Romana acies unius prope formae erat et hominum, et armorum genere. Regia acies varia magis multis gentibus dissimilitudine armorum, auxiliorumque erat._ Tit. Liv. _l. XXXVII. c. 39, 40_. Flaminio anche prima dell'evento avea paragonato l'esercito d'Antioco ad una cena, in cui si fosse cucinata la carne d'un vile animale in diverse maniere dall'arte de' cuochi. Vedi _la vita di Flamin._ in Plutarco.
[320] Agat. _l. V. p. 157. Edit. Louvre_.
[321] Valentiniano (Cod. _Theod. l. VII. Tit. XIII. leg. 3_) ne fissa la misura a cinque piedi e sette dita, che sono circa cinque piedi e quattro pollici e mezzo inglesi. Prima era stata di cinque piedi, e dieci dita, e ne' migliori corpi di sei piedi romani. _Sed tunc erat amplior multitudo, et plures sequebantur militiam armatam._ Veget. _de re milit. l. I c. 5_.
[322] Vedi i due Titoli _De Veteranis_, _De Filiis Veteran_. nel settimo libro del Cod. Teodos. L'età, in cui s'esigeva il militar servizio, era varia, da' sedici a' venticinque anni. Se i figli de' veterani venivano con un cavallo, avean diritto di militare nella cavalleria; due cavalli poi davano loro altri stimabili privilegi.
[323] _Cod. Theodos. l. VII. Tit. XIII. leg. 7._ Secondo l'Istorico Socrate (vedi Gotofr. ivi), l'istesso Imperator Valente alle volte esigeva ottanta monete d'oro per una recluta. Nella Legge seguente freddamente si esprime, che non siano ammessi gli schiavi _inter optimas lectissimorum militum turmas_.
[324] Per ordine d'Augusto, si venderono al pubblico incanto la persona, ed i beni d'un cavalier Romano, che avea mutilato due suoi figliuoli (Sueton. _in Aug. c. 27_). La moderazione di quell'artificioso usurpatore dimostra, che quest'esempio di severità era giustificato dallo spirito de' tempi. Ammiano fa una distinzione fra gli effeminati Italiani ed i coraggiosi Galli (_l. XV. c. 12_). Pure non più che quindici anni dopo, Valentiniano in una legge diretta al Prefetto della Gallia, è costretto a ordinare, che questi vili disertori siano bruciati vivi (_Cod. Theod. l. VII. Tit. XIII. leg. 5_). Erano tanto moltiplicati nell'Illirico, che la Provincia si lagnava della scarsità di reclute, _Ib. leg. 10_.
[325] Essi erano chiamati _Murci_. Si trova in Plauto ed in Festo la parola _murcidus_ per indicare una persona, pigra e codarda, che secondo Arnobio ed Agostino era sotto l'immediata protezione della Don _Murcia_. Per causa di questa particolare specie di codardia gli scrittori della Latinità di mezzo prendon _murcare_ per sinonimo di _mutilare_. Vedi Lindenborg e Vales. _ed_ Ammian. Marcell. _l. XV. c. 12_.
[326] _Malarichus — adhibitis Francis, quorum ea tempestate in palatio multitudo florebat, erectius jam loquebatur, tumultuabaturque._ Ammian. _l. XV. c. 5._
[327] _Barbaros omnium primus ad usque fasces auxerat et trabeas consulares._ Ammian. _l. XX. c. 10_. Sembra che Eusebio (_in vit. Const. l. IV. c. 7_) ed Aurelio Vittore confermino la verità di tale asserzione; pure ne' trentadue Fasti consolari del regno di Costantino non ho potuto trovare il nome d'un solo Barbaro. Crederei dunque che la liberalità di quel Principe si riferisse agli ornamenti piuttosto che all'uffizio del Consolato.
[328] Cod. Theod. _lib. VI. Tit. VIII_.
[329] Per una metafora ben singolare, presa dal militar carattere de' primi Imperatori, il loro Maestro di Casa era chiamato Conte del loro campo (_Comes castrensis_). Cassiodoro rappresenta con molta serietà al Principe, che la riputazione di lui e dell'Impero dovea dipendere dall'opinione, che gli ambasciatori stranieri avrebber concepito dell'abbondanza e magnificenza della tavola reale (_Var. l. VI. epist. 9_).
[330] Guterio (_De offic. Domus Aug. l. II. c. 20. l. III._) ha con molta esattezza spiegate le funzioni del Maestro degli Uffizj, e la costituzione degli _Scrinia_ al medesimo subordinati. Ma invano egli tenta, sulla più dubbiosa autorità, di condurre al tempo degli Antonini, o anche di Nerone l'origine d'un Magistrato, che non si può trovar nell'Istoria prima del regno di Costantino.
[331] Tacito (_Annal. XI. 22_) dice, che i primi Questori furono eletti dal popolo, sessantaquattro anni dopo la fondazione della Repubblica; ma egli è d'opinione ch'essi lungo tempo avanti si creassero annualmente da' Consoli ed anche da' Re. Ma tale oscuro punto d'antichità è contrastato da altri scrittori.
[332] Sembra, che Tacito (_Annal. XI. 22_) consideri come il numero maggior de' Questori quello di venti; e Dione (_l. XLIII. p. 374_) fa conoscere che se Cesare il Dittatore una volta ne creò quaranta, ciò fu solamente ad oggetto di facilitare il pagamento d'un immenso debito di gratitudine. Pure l'aumentazione, ch'egli fece de' Pretori, si mantenne anche ne' successivi regni.
[333] Sueton. in _Aug. c._ 65. e Torrent. _iv._ Dion. Cass. p. 755.
[334] La gioventù ed inesperienza de' Questori, ch'entravano in quell'importante carica nel loro ventesimoquinto anno (_Lips. Excurs. ad Tacit. l._ III. _D._) obbligarono Augusto a rimuoverli dal maneggio del tesoro; e quantunque fosse loro da Claudio restituito, sembra che ne fossero finalmente privati da Nerone (Tacit. _Annal._ XXII. 29. Sueton. _in Aug. c._ 36. _in Claud. c._ 24. Dion. _pag._ 666. 961. _ec._ Plin. _Epist._ X. 20 _et alib._) Nelle Province della divisione Imperiale, in luogo de' Questori con miglior consiglio si ponevano i _Procuratori_ (_Dion. Cass. p._ 707. Tacit. _in vit. Agricol. c._ 15) o come si chiamarono in seguito, i _Razionali_ (_Hist. Aug. p._ 130). Ma nelle province del Senato si trova sempre una serie di Questori fino al Regno di Marco Antonino (Vedi le Iscrizioni di Grutero, l'epistole di Plinio, ed un fatto decisivo nella Storia Augusta p. 64). Si può rilevare da Ulpiano (_Pandect. l._ I. _Tit._ 13.) che fu abolita la loro provinciale amministrazione sotto il governo della casa di Severo; e nelle successive turbolenze dovettero naturalmente cessare le annuali o triennali elezioni de' Questori.
[335] _Cum patris nomine et epistolas ipse dictaret, et edicta conscriberet, orationesque in senatu recitaret, etiam Quaestoris vice._ Sueton. _in Tit. c._ 6. Quest'uffizio dovè acquistare anche maggior dignità per essere accidentalmente stato esercitato dal presuntivo erede dell'Impero. Traiano affidò la medesima cura ad Adriano suo Questore e Cugino. Vedi Dodwell _Praelect. Cambden. X. XI. pag._ 362, 394.
[336]
_... Terris edicta daturus_ _Supplicibus responsa... Oracula regis_ _Eloquio crevere tuo; nec dignius unquam_ _Majestas meminit sese Romana locutam._
Claudian. _in Cons. Mall. Theod._ 33. Vedi ancora Simmaco _Epist._ I 17, e Cassiodoro _Var_, VI. 5.
[337] Cod. Theodos. _l._ VI. Tit. 30. Cod. Justin. _lib._ XII. _Tit._ 24.
[338] Ne' dipartimenti de' due Conti del Tesoro, la parte Orientale della _Notizia_ è molto mancante. Egli è da osservarsi, che si trovava una cassa pubblica in Londra, ed un Gineceo, o manifattura in Winchester. Ma la Britannia non era creduta degna nè d'una zecca, nè d'un arsenale. La sola Gallia ne aveva tre delle prime ed otto de' secondi.
[339] Cod. Theodos. _l._ VI. _Tit._ XXX. _leg._ 2 e Gotofredo _Ib_.
[340] Strab. _Geogr. l._ XII. _p._ 809. L'altro Tempio di Comana in Ponto era una colonia di quello della Cappadocia _l._ XII _p._ 825. Il Presidente di Brosses (Vedi il suo Salust. _Tom._ II. _p._ 21) congettura, che la Divinità adorata nelle due Comane fosse _Beltis_, la Venere d'Oriente o la Dea della generazione; ente ben diverso in vero dalla Dea della guerra.
[341] Cod. Theodos. _l._ X. _Tit._ V. _De Grege Dominico_. Gotofredo ha raccolto tutti gli antichi passi relativi a' cavalli della Cappadocia. La _Palmaziana_, ch'era una delle più belle razze, fu confiscata ad un ribelle, il patrimonio del quale era sedici miglia distante da Tiana, vicino alla strada pubblica tra Costantinopoli ed Antiochia.
[342] Giustiniano _Novell._ 30 sottopose il dipartimento del Conte della Cappadocia all'autorità immediata dell'Eunuco favorito, che presedeva al _Sacro cubicolo_.
[343] Cod. Theod. _l._ VI. _Tit._ XXX. _leg._ 4. _ec._
[344] Pancirolo _p._ 102, 136. Si descrive l'apparato di questi Domestici militari nel poema latino di Corippo: De Laudibus Justin. _l._ III. _p._ 157-179, 420 _dell'_Append. dell'Istor. Bizant. _Rom._ 1777.
[345] Ammiano Marcellino, che servì tanti anni, non potè ottenere, che il rango di Protettore. I primi dieci fra questi onorevoli soldati eran _Clarissimi_.
[346] Senofont, _Cyrop. l._ VIII. Briston _De regn. Persic. l._ I. _n._ 190. _p._ 264. Gl'Imperatori adottarono con piacere questa metafora Persiana.
[347] Quanto agli _agentes in rebus_ vedi Ammiano _l._ XV. _c._ 3. _l._ XVI. _c._ 5. _l._ XXII. _c._ 7. colle curiose annotazioni del Valesio. Cod. Theod. _l._ VI. _Tit._ XXVII. XXVIII. XXIII. Fra i passi raccolti nel Comentario del Gotofredo, il più osservabile è quello preso da Libanio nel suo discorso intorno alla morte di Giuliano.
[348] Le Pandette (_l._ XLVIII. _Tit._ XVIII.) contengono i sentimenti de' più celebri Giureconsulti a proposito della tortura. Essi la restringono solo agli schiavi; Ulpiano stesso è pronto a confessare, che _res est fragilis, et periculosa, et quae veritatem fallat_.
[349] Nella cospirazione di Pisone contro Nerone, Epicaride (_libertina mulier_) fu l'unica persona torturata; tutti gli altri furono _intacti tormentis_. Sarebbe superfluo l'aggiungere esempi di questo più deboli, e difficile il trovarne de' più forti. Tacito. _Annal._ XV. 57.
[350] _Dicendum,.. de institutis Atheniensium, Rhodiorum_ _doctissimorum hominum, apud quos etiam (id quod acerbissimum est) liberi civesque torquentur etc._ Cicer. _Partit. Orat._ 6. 34. Può rilevarsi dal processo di Filota la pratica de' Macedoni. Diodor. Sicul. _l._ XVII. _p._ 604. Q. Curt. _l._ VI. _c._ 11.
[351] L'Eineccio (_Elem. Jur. Civ. P._ VII. _p._ 81) ha riunite insieme tutte queste esenzioni.
[352] Sembra che questa definizione del prudente Ulpiano (_Pandect. l._ XLVIII. _Tit._ IV.) fosse adattata alla Corte di Caracalla, piuttosto che a quella di Alessandro Severo. Vedi i Codici di Teodosio e di Giustiniano _ad leg. Juliam majestat_.
[353] Arcadio Carisio è il Giurisconsulto più vecchio citate dalle Pandette per giustificare l'universal uso della tortura in tutti i casi di ribellione; ma questa massima di tirannia, ch'è ammessa da Ammiano (_l._ XIX. _c._ 12) col più rispettoso terrore, vien confermata da varie leggi de' successori di Costantino. Vedi Cod. Theod. _l._ IX. _Tit._ XXXV. _In majestatis crimine omnibus aequa est conditio_.
[354] Montesquieu _Espr. des Loix l._ XII. _c._ 13.
[355] David Hume (_Sagg. vol. I. p._ 389) ha veduto quest'importante verità con qualche specie di dubbiezza.
[356] Si usa tuttavia nella Corte del Papa il ciclo delle Indizioni, che può farsi rimontare sino al regno di Costanzo, e forse di Costantino suo padre; ma è stato molto ragionevolmente alterato il principio del loro anno, riducendolo ai primo di Gennaio. Vedi L'art de verif. les dat. _p._ XI, il diction. Raison de la Diplomat. _Tom._ II _p._ 25, e due diligenti trattati che abbiamo per opera de' Benedettini.
[357] I primi 28 Titoli dell'undecimo libro del Codice Teodosiano sono pieni di circostanziati regolamenti sull'importante materia de' tributi; ma suppongono una cognizione dei principj fondamentali più chiara di quella che siamo presentemente in grado d'avere.
[358] Il Titolo, che risguarda i Decurioni (_l._ XII. _Tit._ I.) è il più ampio in tutto il Codice Teodosiano; mentre non contiene meno di cento novantadue leggi per determinare i doveri, ed i privilegi di quell'utile ceto di Cittadini.
[359] _Habemus enim et hominum numerum qui delati sunt et agrum modum._ Eumen. _in Paneg. vet._ VIII. 6. Vedi Cod. Theod. _l._ XIII. _Tit._ X. XI. col Coment. di Gotofredo.
[360] _Si quis sacrilega vitem falce succiderit, aut feracium ramorum foetus hebetaverit, quo declinet fidem censuum, et mentiatur callide paupertatis ingenium, mox detectus capitale subibit exitium, et bona ejus in Fisci jura migrabunt._ Cod. Theod. _l._ XIII. _Tit._ XI. _leg._ 1. Sebbene questa legge non sia esente da una studiata oscurità, essa è però sufficientemente chiara per provare quanto fosse minuta l'inquisizione, e sproporzionata la pena.
[361] Sarebbe cessata la maraviglia di Plinio. _Equidem miror P. R. victis gentibus argentum semper imperitasse non aurum._ Hist. Nat. XXIII. 15.
[362] Furono prese precauzioni (Vedi Cod. Theod. _l._ XI. _Tit._ II. _e_ Cod. Justin. _l._ X. _Tit._ XXVII. _leg._ 1, 2, 3,) per restringer ne' Magistrati l'abuso dell'autorità sì nell'esazione che nella compra del grano; ma quelli che avevano tant'abilità da leggere le Orazioni di Cicerone contro Verre (III _de frument._) potevano istruirsi di tutte le diverse arti d'oppressione, rispetto al peso, al prezzo, alla qualità ed al trasporto delle specie. L'avarizia d'un Governatore senza lettere poteva supplire alla sua ignoranza.
[363] Cod. Theod. _lib._ XI. _Tit._ XXVIII. _leg._ 1 pubblicata il dì 24. Marzo dell'anno 395 dall'Imperatore Onorio, solo due mesi dopo la morte di Teodosio suo padre. Egli parla di 528,042 jugeri Romani, che ho ridotto alla misura Inglese. Il jugero conteneva 28800. piedi quadrati Romani.
[364] Gotofredo (_Cod. Theod. Tom._ VI. _p._ 116) tratta con gravità e dottrina il soggetto della capitazione; ma volendo egli interpretar la parola _caput_ per una parte o misura di beni, esclude troppo assolutamente l'idea d'una tassa personale.
[365] _Quid profuerit (Julianus) anhelantibus extrema penuria Gallis, hinc maxime claret, quod primitus partes eas ingressus pro capitibus singulis tributi nomina vicenos quinos aureos reperit flagitari; discedens vero septenos tantum munera universa complentes._ Ammiano _l._ XVI. _c._ 5.
[366] Nel computo della moneta sotto Costantino ed i suoi successori, noi non abbiamo che a riferirci all'eccellente discorso di Greaves sopra il _Denarius_ per esser convinti delle seguenti proposizioni: 1. Che l'antica e moderna libbra Romana, che contiene 5256 grani di peso di dodici once la libbra, è più leggiera circa la duodecima parte della libbra Inglese, ch'è composta di 5760 di que' grani medesimi; 2. Che la libbra d'oro, la quale una volta era stata divisa in quarantotto _aurei_, era in quel tempo ridotta a settantadue monete più piccole che avevan l'istesso nome; 3. Che si davano legittimamente cinque di questi _aurei_ per una libbra d'argento, e che per conseguenza la libbra d'oro si cambiava per quattordici libbre e ott'once d'argento secondo il peso Romano, o per circa tredici libbre secondo l'Inglese; 4. Che la libbra Inglese d'argento si conia in sessantadue scellini. Posti questi principj, si può computare la libbra Romana d'oro, ch'è la comune misura di grosse somme, per quaranta lire sterline, ed il corso dell'_aureo_ per qualche cosa più d'undici scellini.
[367]
_Geryones nos esse puta, monstrumque tributum,_ _Hinc capita ut vivam tu mihi tolle tria._
Sidon. Apoll. _Carm._ XIII. La riputazione del P. Sirmondo mi faceva sperare maggior soddisfazione nella sua nota a questo notevol passo (p. 144) di quella che vi ho trovata. Le parole _suo vel suorum nomine_ dimostrano l'ambiguità del Comentatore.
[368] Per quanto possa quest'asserzione sembrar molto estesa, essa è fondata sugli originali registri delle nascite, delle morti, e de' matrimonj, tenuti con pubblica autorità e presentemente depositati nella _Controlleria_ Generale di Parigi. Il prodotto annuale delle nascite per tutto il regno preso in cinque anni (dal 1770 al 1774 l'uno e l'altro inclusive) è di 479649 maschi e di 449269 femmine, in tutto di 928918 fanciulli. La sola Provincia dell'Hainault Francese dà 9906 nascite, e siamo assicurati da un'effettiva enumerazione del popolo, che si è ripetuta ogni anno dal 1773 al 1776, che fatto il calcolo, l'Hainault contiene 257097 abitanti. Secondo la regola d'una giusta analogia possiam dedurre, che la proporzione ordinaria delle nascite annuali a tutta la popolazione è di circa 1 a 26, e che il regno di Francia contiene 24,151,868 persone d'ambedue i sessi e d'ogni età. Se ci contentiamo poi della più moderata proporzione di 1 a 25, tutta la popolazione ascenderà a 23,222,950. Dalle diligenti ricerche del Governo Francese (le quali non sono indegne della nostra imitazione) possiamo aspettare un grado di certezza sempre maggiore su quest'importante soggetto.
[369] Cod. Theod. _l. V. Tit. IX. X. XI_. Cod. Justin. _l. XI. Tit. LXIII. Coloni appellantur, qui conditionem debent genitali solo, propter agriculturam sub dominio possessorum_ August. _De Civ. Dei l. X. c. 1_.
[370] L'antica giurisdizione di (_Augustodunum_) Autun in Borgogna, capitale degli Edui, comprendeva l'adiacente territorio di (_Noviodunum_) Nevers. Vedi Danville, _Not. de l'anc. Gaul. p. 491_. Le due Diocesi d'Autun e di Nevers adesso sono composte la prima di 110 e l'altra di 160 Parrocchie. I registri delle nascite, tenuti per undici anni in 476 Parrocchie della medesima Provincia di Borgogna, e moltiplicati secondo la moderata proporzione per 25. (Vedi Messance, _Ricerche sulla popolaz. p. 142_) ci autorizzano ad assegnare il numero netto di 656 persone ad ogni parrocchia, il qual numero venendo moltiplicato per le 770 parrocchie della Diocesi di Nevers, e d'Autun, produrrà la somma di 505,120 persone per l'estensione del paese una volta occupato dagli Edui.
[371] Si può fare un'aggiunta di 301,750 abitanti per le Diocesi di Scialon (_Cabillonum_) e di Macon (_Matisco_); poichè l'una contiene 200 Parrocchie e l'altra 260. Potrebbe giustificarsi quest'aumento di territorio con molte speciose ragioni. 1. Scialon e Macon erano senza dubbio comprese nella primitiva giurisdizione degli Edui (vedi Danville _Not. p. 187, 443_). 2. Nella Notizia di Gallia si trovan notate non come _Civitates_, ma solo come _Castra_. 3. Non sembra che sieno state sedi Episcopali prima del quinto e del sesto secolo. Contuttocciò v'è un passo d'Eumenio (_Paneg. vet. VIII. 7_) che con gran forza m'impedisce d'estendere il territorio degli Edui, nel regno di Costantino, lungo le belle rive della navigabile Saona.
[372] Eumen. _in Paneg. Vet. VIII. 11_.