Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 02

Part 27

Chapter 273,176 wordsPublic domain

[549] Vedasi l'introduzione all'Apocalisse. I Vescovi sotto il nome di Angeli erano già instituiti in sette Città dell'Asia. Eppure l'Epistola di Clemente (ch'è probabilmente di uguale antichità) non ci conduce a scoprire alcuna traccia d'Episcopato nè a Corinto, nè a Roma.

[550] _Nulla Ecclesia sine Episcopo_, è stato un fatto non meno che una massima, fin dal tempo di Tertulliano e d'Ireneo.

[551] Superate le difficoltà del primo Secolo, troviamo il governo Episcopale universalmente stabilito, finchè restò interrotto dal genio repubblicano de' riformatori Svizzeri e della Germania.

[552] Vedi Mosemio nel primo e secondo secolo. Ignazio (_ad Smyrnaeos_ c. 3. ec.) esalta con trasporto la dignità Episcopale. Le Clerc (_Hist. Eccles_. p. 569) censura molto arditamente la di lui condotta. Mosemio con un giudizio più critico (p. 161) sospetta della genuinità eziandio delle più brevi Epistole.

[553] _Nonne et Laici sacerdotes sumus?_ Tertull. _Exhor. ad castitat_. c. 7. Siccome il cuore umano è sempre il medesimo, così molte osservazioni, che Hume ha fatto sull'entusiasmo (Saggi vol. l. p. 76 dell'Edizione in 4) possono applicarsi anche alla reale inspirazione.

[554] _Acta Concil. Carthag. apud Cyprian. Edit. Fell._ p. 158. Questo Concilio era composto di ottantasette Vescovi delle Province di Mauritania, Numidia ed Affrica; ed alcuni Preti, e Diaconi assisterono all'assemblea,_ praesente plebis maxima parte_.

[555] _Aguntur praeterea per Graecias illas certis in locis concilia ec._ Tertullian. _de Jejun_ c. 13. L'Affricano scrittore ne fa menzione come di un'istituzione recente e straniera. L'alleanza dello Chiese Cristiane spiegasi molto giudiziosamente da Mosemio p. 164-170.

[556] Cipriano nel suo ammirato libro _de unitate Ecclesiae_ p. 75-86.

[557] Noi possiam in tutto e per tutto riferirci al contegno, alla dottrina ed alle lettere di Cipriano. Le Clerc in una breve vita, che ne ha fatto (_Biblioth. Univers._ tom. XII. p 307-378.) l'ha rappresentato con gran libertà, ed esattezza.

[558] _Se Novato, Felicissimo,_ ec. che il Vescovo di Cartagine scacciò dalla sua Chiesa e dall'Affrica, non erano veramente i mostri più detestabili d'empietà, lo zelo di Cipriano in tali occasioni dovrà prevalere alla sua veracità. Bramando un giusto ragguaglio di tali oscure querele vedi Mosemio p. 497-512.

[559] Mosemio pag. 269-274. Dupin _Antiq. Eccles. Discipl._ p. 19-20.

[560] Tertulliano in un Trattato a parte ha difeso contro gli Eretici il diritto della prescrizione come proprio delle Chiese Apostoliche.

[561] Si fa menzione del viaggio di S. Pietro a Roma dalla maggior parte degli antichi scrittori (Vedi Euseb. II. 25.). Il medesimo è sostenuto da tutti i Cattolici, ed accordato da alcuni Protestanti (Vedi Pearson e Dodwell _de succ. Episc. Rom._) ma è stato vigorosamente attaccato dallo Spanemio (_Miscell. Sacra_ III. 3.). Secondo il P. Arduino i Monaci del Secolo XII che composero l'Eneide, rappresentarono S. Pietro sotto l'allegorico carattere dell'Eroe Troiano.

[562] Non è che in Francese che sia esatta quella famosa allusione al nome di S. Pietro: Tu es _Pierre_, et sur cette _pierre_ ec. Essa è imperfetta in Greco, in Latino, in Italiano ec. e totalmente inintelligibile ne' nostri linguaggi Teutonici.

[563] _Irenaeus adv. Haeres._ III. 3. Tertullian. _de praescript._ c. 36 e Ciprian. _ep._ 27, 55, 71, 75. Le Clerc (_Hist. Eccl._ p. 764) e Mosemio (p. 258, 578) difficilmente interpretano questi passi. Ma il libero ed oratorio stile de' Padri spesso par favorevole alle pretensioni di Roma.

[564] Vedasi la pungente lettera scritta da Firmiliano, Vescovo di Cesarea, a Stefano, Vescovo di Roma, appresso Cipriano _Epist._ 75.

[565] Intorno a questa disputa di ribattezzare gli Eretici, vedi le lettere di Cipriano, ed il libro settimo di Eusebio.

[566] Quanto all'origine di quelle parole vedi Mosemio p. 141, e Spanemio _Hist. Eccl._ p. 633. La distinzione fra i _Cherici_, ed i _Laici_ era già stabilita prima del tempo di Tertulliano.

[567] La comunione instituita da Platone è più perfetta di quella, che aveva immaginato per la sua Utopia il cav. Tommaso Moro. La comunione delle donne, e quella de' beni temporali, possono considerarsi come parti inseparabili dell'istesso sistema.

[568] _Joseph Antiquit._ XVIII. 2. _Philo de vit. contemplativ._

[569] Vedi gli Atti degli Apostoli c. 2. 4. 5. co' comentari di Grozio. Mosemio, in una Dissertazione particolare, attacca la comune opinione con molto inconcludenti argomenti.

[570] Giustino Mart. _Apolog. Magg._ c. 89. Tertull. _Apol._ c. 39.

[571] Iren. _adv. haereses_ l. IV. c. 27, 34, Origen. _in Num. hom._ II. Ciprian. _de unitat. Ecles. Constitut. Apostol._ (l. II. c. 34, 35) colle note del Cotelerio. Dalle Costituzioni s'introduce questo precetto divino, dichiarando, che i Preti son tanto superiori ai Re, quanto l'anima è più eccellente del corpo. Fra i generi sottoposti alla decima, esse contano il grano, il vino, l'olio, e la lana. Si consulti su questo interessante soggetto l'Istoria delle Decime di Prideaux, e Fra Paolo delle materie Beneficiarie, scrittori di carattere molto diverso fra loro.

[572] La medesima opinione, la quale prevalse anche verso l'anno mille, produsse i medesimi effetti. Molte donazioni portano espresso questo loro motivo »_appropinquante mundi fine_». Vedi Mosem. Istor. Generale della Chiesa vol. I. p. 457.

[573]

_Tam summa cura est fratribus_ _(Ut sermo testatur loquax)_ _Offerre, fundis venditis_ _Sestertiorum millia._ _Addicta avorum praedia_ _Foedis sub auctionibus,_ _Successor exhaeres gemit_ _Sunctis egens parentibus._ _Haec occulantur abditis_ _Ecclesiarum in angulis,_ _Et summa pietas creditur_ _Nudare dulces liberos._

_Prudent_ πἐρι στεφανων _Hymn. 2._

La susseguente condotta del Diacono Lorenzo prova solo qual uso propriamente si facesse della ricchezza nella Chiesa Romana: questa era senza dubbio molto considerabile; ma Fra Paolo (c. 3.) pare, ch'esageri quando suppone, che i successori di Commodo furono mossi a perseguitare i Cristiani per l'avarizia di loro medesimi, e de' lor Prefetti del Pretorio.

[574] Ciprian. _Epist._, 62.

[575] Tertullian. _de praescript._ c. 30.

[576] Diocleziano fece un rescritto, che non è che una dichiarazione dell'antica legge. »_Collegium, si nullo speciali privilegio subnixum sit, haereditatem capere non posse dubium non est._» Fra Paolo (c. 4.) crede che questi regolamenti dopo il regno di Valeriano fossero molto trascurati.

[577] _Hist. August._ p. 131. Il fondo era stato pubblico, ed allora si disputava fra la società de' Cristiani e quella de' macellai.

[578] _Constit. Apostol._ II 35.

[579] Ciprian. _de Laps._ p. 89. _Epist._ 65. L'accusa vien confermata da' canoni 19 e 20 del Concilio Eliberino.

[580] Vedi le Apologie di Giustino e di Tertulliano.

[581] La dovizia e la liberalità dei Romani verso i lor più distanti fratelli si celebra con gratitudine da Dionisio di Corinto presso Eusebio (l. IV. c. 23.)

[582] Vedi Luciano _in Peregrin._ Giuliano (_Epi._ 49) sembra mortificato, perchè la carità de' Cristiani sostentava non solo i lor propri poveri, ma anche i Pagani.

[583] Tale almeno fu la lodevole condotta di molti missionari moderni, posti nelle medesime circostanze. Si espongono annualmente più di tremila bambini di fresco nati nelle strade di Pechino. Vedi _Le Comte Memoir. sur la Chine_, e le _Recherches sur les Chinois et les Egyptiens_ (Tom. I. p. 61.)

[584] I Montanisti ed i Novaziani, che ostinatamente, e col massimo rigore sostenevano quest'opinione, si trovarono alfine essi medesimi posti nel numero degli Eretici scomunicati. Vedi il dotto, ed abbondante Mosemio _sect._ II e III.

[585] Dionisio appresso Eusebio IV. 23. Ciprian. _de Lapsis_

[586] Cristianesimo primitivo di Cavo Part. III. c. 5. Gli ammiratori dell'Antichità compiangono il disuso delle pubbliche penitenze.

[587] Vedasi, appresso Dupin (_Biblioth. Ecclesiast._, Tom. II. p. 304-313), una breve ma ragionata esposizione de' canoni di que' Concilj, che furon convocati ne' primi momenti di tranquillità dopo la persecuzione di Diocleziano. Questa si era sentita con severità molto minore in Ispagna, che in Galazia: differenza, per cui si può in qualche modo render ragione del contrasto fra i regolamenti di quelle Province.

[588] Ciprian. _Epist._ 69.

[589] Le arti, i costumi, ed i vizi de' Sacerdoti della Dea Siria sono molto capricciosamente descritti da Apuleio nell'ottavo libro delle sue Metamorfosi.

[590] L'uffizio di Asiarca era di questa specie, e se ne trova frequente menzione in Aristide, nelle inscrizioni ec. Era esso annuale ed elettivo. Non potevan desiderar tale onore, che i più vani fra' Cittadini, nè sopportarne la spesa, che i più doviziosi. Vedi ap. _Patres Apostol._ Tom. II. p. 200, con quanta indifferenza l'Asiarca Filippo si condusse nel martirio di Policarpo. V'erano in simil guisa i Bitiniarchi, i Liciarchi ec.

[591] I moderni critici non sono disposti a credere quel che i Padri quasi concordemente asseriscono, che S. Matteo componesse un Evangelio Ebraico, di cui ci sia restata solamente la traduzione Greca. Ma sembra pericoloso rigettare la loro testimonianza.

[592] Sotto il regno di Nerone, e di Domiziano, e nelle Città d'Alessandria, d'Antiochia, di Roma e d'Efeso. Vedi Mill. _Prolegom. ad nov. Testam._ e la bella, ed estesa collezione del Dottor Lardner vol. XV.

[593] Gli Alogi (_Epifan. de Haeres._ 51.) contrastavano l'autenticità dell'Apocalisse, perchè la Chiesa di Tiatira non era per anche fondata. Epifanio, che accorda il fatto, si libera dalla difficoltà col supporre ingegnosamente, che S. Giovanni scrivesse con spirito di profezia. Vedi Abauzit _Discours sur l'Apocalypse_.

[594] L'epistole d'Ignazio e di Dionisio (_ap. Euseb._ IV. 23), indicano molte Chiese in Asia ed in Grecia. Quella d'Atene par che fosse una delle meno floride.

[595] Luciano in _Alexan._ c. 25. Bisogna però, che il Cristianesimo fosse molto inegualmente sparso pel Ponto; mentre alla metà del terzo secolo non si trovavan più che 17 credenti nell'estesa diocesi di Neocesarea. Vedi Tillemont (_Memoir. Ecclesiast._ Tom. IV. p. 675) che cita Basilio, e Gregorio Nisseno, i quali erano pure nativi di Cappadocia.

[596] Secondo gli Antichi, Gesù Cristo patì sotto il Consolato de' due Gemini l'anno 29 dell'Era nostra presente. Plinio fu mandato in Bitinia (secondo il Pagi) nell'anno 110.

[597] Plin. _Epist._ X. 97.

[598] Chrysostom. _Oper._ Tom. VII. p. 658-810. _Edit. Savil_

[599] Gio. Malela, Tom. II. p. 144. Egli tira la medesima conseguenza rispetto alla popolazione d'Antiochia.

[600] Chrysostom. (Tom. I. p. 144.) Io son debitore di questi passi, ma non della mia illazione, all'erudito Dott. Lardner. Credibilità dell'istoria Evangelica vol. XII. p. 370.

[601] Basnage (_Hist. des Juifs_ l. II. c. 20, 21, 22, 23) ha esaminato con la più critica esattezza il curioso trattato di Filone, che descrive i Terapeuti. Provando ch'esso fu composto fin dal tempo d'Augusto, Basnage ha dimostrato a dispetto d'Eusebio (1. II. c. 17) e di una folla di moderni Cattolici, che i Terapeuti non erano, nè Cristiani nè monaci. Riman sempre verisimile, che essi cangiassero il nome, conservassero le loro usanze adottando alcuni nuovi articoli di fede, ed appoco appoco divenissero i padri degli Ascetici Egizj.

[602] Vedi una lettera d'Adriano nell'Istoria Augusta p. 245.

[603] Quanto alla successione de' Vescovi d'Alessandria si consulti l'Istoria di Renaudot, p. 24 ec. Questo curioso fatto ci è stato conservato dal Patriarca Eutichio (_Annal._ Tom. I. p. 334 _vers. Pocock_) e la sua sola testimonianza risguardante la propria Chiesa sarebbe una risposta sufficiente a tutte le obbiezioni, che il Vescovo Pearson ha fatte nelle Vindicie Ignaziane.

[604] Ammian. Marcellin. XXII. 16.

[605] Origen. contr. Celsum l. I. p. 40.

[606] _Ingens multitudo_ è l'espressione di Tacito XV. 44.

[607] T. Liv. XXXIX. 13, 15, 16, 17. Fu eccessivo l'orrore e la costernazion del Senato alla scoperta de Baccanalisti, la depravazione de' quali è descritta, e forse anche esagerata da Livio.

[608] Euseb. l. VI. c. 43. Il Traduttore Latino (di Valois) ha stimato proprio di ridurre il numero de' Preti a quarantaquattro.

[609] Questa proporzione de' Preti e de' poveri col resto del popolo, fu per la prima volta fissata dal Burnet (Viaggi in Ital. p. 168) e confermata da Moyle (vol. II. p. 151). Nessuno de' due avea cognizione del passo di Grisostomo, che riduce la lor congettura quasi ad un fatto.

[610] _Serius trans alpes, religione Dei suscepta._ Sulpic. Sever. l. II. Questi furono i celebri martiri di Lione. Vedi Euseb. V. I. Tillemont _Mem. Eccles._ Tom. II. p. 316. Secondo i Donatisti, l'asserzione de' quali vien confermata dalla tacita confessione d'Agostino, l'Affrica fu l'ultima fra le Province, che ricevè l'Evangelio (Tillemont _Mem. Eccles._ Tom. I. p. 754.)

[611] _Tum primum intra Gallias Martyria visa._ Sulp. Sever. l. II. Rispetto all'Affrica vedi Tertulliano. _ad Scapulam._ c. 3. Si suppone, che i primi fossero i martiri Scillitani (_Acta sincera_ Ruinart. p. 34.) Pare che uno degli avversari d'Apuleio fosse Cristiano. _Apolog._ p. 496, 497, _Edit. Delphin._

[612] _Rarae in aliquibus civitatibus Ecclesiae paucorum Christianorum devotione resurgerent._ Acta sincera p. 130. Gregor. di Tours l. I. c. 28. Mosem. p. 207. 449. V'è qualche ragione di credere, che al principio del quarto secolo le vaste Diocesi di Liegi, di Treveri, e di Colonia formassero un sol Vescovato, ch'era stato eretto molto recentemente. Vedi le Memorie di Tillemont Tom. VI. part. I. p. 43, 411.

[613] In una dissertazione di Mosemio si fissa la data dell'apologia di Tertulliano all'anno 198.

[614] Nel decimoquinto secolo si trovavan poche persone che avessero la disposizione o il coraggio di porre in dubbio, se Giuseppe d'Arimatea fondato avesse il monastero di Glastonbury, e se Dionisio Areopagita preferito avesse la residenza di Parigi a quella d'Atene.

[615] Tale stupenda metamorfosi fu fatta nel nono secolo. Vedi Mariana (_Hist. Hispan._ V. 10. 13) che in ogni senso imita Livio, e l'ingenuo scuoprimento fatto della leggenda di S. Giacomo dal Dott. Geddes (_Miscell._ Vol. 4. p. 221.)

[616] Giustin. mart. _Dial. cum Tryphone_ p. 341. Iren. _adv. haeres._ l. I. c. 10. Tertullian. _adv. Jud._ c. 7. Vedi Mosemio p. 203.

[617] Vedi il quarto secolo dell'Istoria Eccles. di Mosemio. Posson trovarsi molte, quantunque assai confuse circostanze relative alla conversion dell'Iberia e dell'Armenia appresso Mosè di Corene l. II. c. 78, 79.

[618] Secondo Tertulliano, Cristo e la Fede avevano penetrato nelle parti della Gran-Brettagna, inaccessibili alle armi Romane. Circa un secolo dopo _si dice_, che Ossian figlio di Fingal, nella sua estrema vecchiezza disputasse con un Missionario straniero, e la disputa sussiste ancora in versi, ed in lingua Ersa. Vedasi la Dissertazione sull'antichità de' Poemi d'Ossian di Macpherson p. 10.

[619] I Goti, che devastarono l'Asia nel regno di Gallieno, portaron via gran numero di schiavi, alcuni de' quali eran Cristiani, e divennero Missionari. Vedi Tillemont _Memoir. Eccles._ Tom. IV. p. 44.

[620] La leggenda d'Abgaro, favolosa com'è, somministra una decisiva prova, che molti anni prima ch'Eusebio scrivesse la sua storia, la massima parte degli abitanti d'Edessa aveva abbracciato il Cristianesimo. I cittadini di Carre, al contrario, loro rivali, restarono attaccati alla causa del Paganesimo fino al sesto secolo.

[621] Secondo Bardesane appresso Eusebio (_Praepar. Evang._) nella Persia trovavansi alcuni Cristiani avanti la fine del secondo secolo. Al tempo di Costantino (Vedi la di lui Epistola a Sapore Vit. l. IV c. 13) formavano essi una florida Chiesa. Si consulti Beausobre _Hist. critique du Manicheisme_. Tom. I. p. 180. e la Biblioteca Orientale dell'Assemani.

[622] _Origen. contra Cels. l. VIII. p. 424._

[623] _Minuc. Felix_ c. 8 con le note di Wovvero. _Cels. ap. Origen._ l. III. p. 138, 142. _Julian. ap. Cyril._, l. VI. p. 206. _Edit. Spanheim_.

[624] _Euseb. Hist. Eccl._ IV. 3. _Hieron. Epist._ 83.

[625] Così prettamente si racconta l'istoria ne' Dialoghi di Giustino. Tillemont (_Mem. Eccles._ Tom. II. p. 334) che la riferisce, assicura, che il vecchio era un Angelo sotto quella figura.

[626] Euseb. V. 28. Si può sperare, che nessuno, eccettuati gli Eretici, desse giusto motivo alla querela di Celso (_ap. Origen._ l. II. p. 77) che i Cristiani continuamente correggevano ed alteravano i loro Evangeli.

[627] Plin. _Epist._ X. 97. _Fuerunt alii similis amentiae cives Romani.... Multi enim omnis aetatis, omnis ordinis, utriusque sexus etiam vocantur in periculum et vocabuntur._

[628] Tertullian. _ad Scapulam_. Eppure tutta la sua rettorica non s'estende a pretendere più che la _decima_ parte di Cartagine.

[629] Ciprian. _Epist._ 79.

[630] Il Dottor Lardner, nel suo primo e secondo volume delle testimonianze Giudaiche e Cristiane, raccoglie ed illustra quelle di Plinio il Giovane, di Tacito, di Galeno, di Marco Antonio e forse d'Epiteto (essendo dubbioso se quel filosofo intende parlar de' Cristiani). Della nuova setta non si fa menzione veruna da Seneca, da Plinio il Vecchio, nè da Plutarco.

[631] Se allegata si fosse la famosa Profezia delle settanta settimane ad un filosofo di Roma, non avrebb'egli risposto con le parole di Cicerone «_Quae tandem ista auguratio est, annorum potius quam aut mensium aut dierum?_» _de Divinit._ II 30. Si osservi con qual irreverenza Luciano (_in Alexandro_ c. 13,) ed il suo amico Gelso (_ap. Origen. l. VII. p. 327._) si esprimono rispetto a' Profeti Ebrei.

[632] I filosofi, che deridevano le più antiche predizioni delle Sibille, avrebbero facilmente scoperto le falsità degli Ebrei e de' Cristiani, che i Padri hanno citato con tanta pompa, da Giustino Martire fino a Lattanzio. Quando i versi Sibillini ebbero eseguilo l'uffizio loro assegnato, essi, come il sistema dei millenarj, furono quietamente posti in obblio. La Sibilla Cristiana disgraziatamente aveva fissata la rovina di Roma nell'anno 195. II. C. 948.

[633] I Padri, che son disposti come in linea di battaglia dal Calmet (Dissertazione sulla Bibbia Tom. III. p. 295-308.) par che voglian cuoprire tutta la terra di oscurità, nel che vengon seguitati dai più fra' moderni.

[634] Origen. _ad Matth._ c. 27. e pochi moderni critici, Beza, Le Clerc, Lardner ecc. desiderano di restringerla alla sola Terra della Giudea.

[635] Il celebre passo di Flegone ora si è saviamente abbandonato. Quando Tertulliano assicura i Pagani, che si trova fatta menzione di tal prodigio, _in Arcanis_, non già _in archivio vestris_ (vedi la sua apolog. c. 21), egli probabilmente intende di parlare de' versi Sibillini, che lo riferiscono esattamente con le stesse parole dell'Evangelio.

[636] Seneca _Quaest. nat._ l. I. 15. VI. I. VII. 17. Plinio _Hist. nat._ l. II.

[637] _Plin. Hist. nat._ II. 30.

[638] _Virgil. Georg._ l. 1. 466. _Tibull._ l. II. _Eleg. V._ v. 75. _Ovid. Metam._ XV. 782. _Lucan._ I. 540. L'ultimo pone questo prodigio avanti la guerra civile.

[639] Vedi una pubblica epistola di Marc'Anton. _ap. Josepho Antiq._ XII. 12. _Plutarc. in. Caesar._ p. 471. _Appian. Bell. civ._ l. IV. _Dion. Cass._ l. XLV. p. 431. _Jul. Obseq._ c. 128. Questo piccol trattato è un estratto de' prodigi di Livio.

FINE DEL VOLUME SECONDO.

INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL SECONDO VOLUME

CAPITOLO XI. _Regno di Claudio. Disfatta dei Goti. Vittorie, trionfo e morte di Aureliano._

A.D. Aureolo invade l'Italia; è disfatto ed assediato in Milano _pag._6 268 Morte di Gallieno 7 Carattere, elevazione dell'imperatore Claudio 8 Morte di Aureolo 10 Clemenza e giustizia di Claudio 11 Esso intraprende la riforma dell'esercito 12 269 I Goti invadono l'impero 13 Angustie e costanza di Claudio 14 Vittoria riportata dal medesimo contro i Goti 14 270 Morte dell'imperatore Claudio, che raccomanda Aureliano per suo successore 16 Tentativo e caduta di Quintilio 17 Origine di Aureliano. Servigi da lui prestati 18 Regno fortunato di Aureliano 19 Severità di disciplina da esso mantenuta 19 Trattato conchiuso coi Goti 21 La Dacia abbandonata ai medesimi 22 Guerra Alemannica 23 Gli Alemanni invadono l'Italia 24 Vinti finalmente da Aureliano 24 271 Cerimonie superstiziose 27 Fortificazioni di Roma 28 Aureliano acquista all'Impero la Gallia, la Spagna, la Britannia, l'Egitto, la Siria e l'Asia Minore 30 Successione degli usurpatori nella Gallia 30 Regno e sconfitta di Tetrico 32 272 Carattere di Zenobia 33 Sua beltà e dottrina 34 Vendetta ch'ella fa del marito ucciso da Meonio 35 Aggiunge ai suoi regni l'Oriente e l'Egitto 36 Spedizione di Aureliano 37 Rotta data ai Palmireni nelle giornate di Antiochia e d'Emesa 38 Stato di Palmira 39 Assedio di questa città, operato da Aureliano 41 Resa della medesima e cattività di Zenobia 42 Condotta tenuta dipoi da questa regina 43 Ribellione mossa in Egitto da Fermo, e compressa da Aureliano 44 274 Trionfo di Aureliano 45 Clemenza di esso imperatore per riguardo a Tetrico ed a Zenobia 47 Fastosa pietà dello stesso principe 49 Ribellione sedata in Roma 50 Corretta l'alterazione delle monete e osservazioni a tale proposito 51 Atti crudeli esercitati dallo stesso Aureliano 53 Spedizione da esso impresa nell'Oriente 54 275 Sua morte dovuta ad un tradimento 54

CAPITOLO XII. _Condotta dell'esercito e del senato dopo la morte di Aureliano. Regni di Tacito, di Probo, di Caro e dei suoi figli._