Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 01
Part 33
[755] _Victoriae Carpicae_, sopra varie medaglie di Decio, indicano questi successi.
[756] Claudio (che regnò di poi con tanta gloria) si era posto al passo delle Termopili con 200 Dardani, 100 cavalli gravi e 160 leggieri, 60 arcieri cretensi, e 1000 bene armate reclute. Vedi una lettera dell'Imperatore al suo uffiziale nella Stor. Aug. p. 200.
[757] Giornandes, c. 16-18. Zosimo, l. 1 p. 22. Nella relazione generale di questa guerra è facile scoprire gli opposti pregiudizj dello Scrittore gotico e del greco. Nella trascuratezza solamente sono simili.
[758] Montesquieu: Grandezza e decadenza dei Romani. Egli illustra la natura e l'uso dell'ufficio di Censore col suo solito ingegno e con una precisione non ordinaria.
[759] Vespasiano e Tito furono gli ultimi Censori (Plinio Stor. Nat. VII 49. Censorino _de Die natali_.) La modestia di Traiano ricusò un onore, ch'egli meritava, ed il suo esempio divenne una legge per gli Antonini. Vedi il Panegirico di Plinio, c. 45 e 60.
[760] Pure, a dispetto di questa esenzione, Pompeo comparve dinanzi a quel tribunale, durante il suo consolato. L'occasione fu, per vero dire, e singolare ed onorifica. Plutarco _in Pomp._ p. 630.
[761] Vedi la parlata originale nella Stor. Aug. p. 173, 174.
[762] Ciò potè ingannare Zonara, il quale suppone che Valeriano fosse di presente dichiarato collega di Decio. l. XII p. 625.
[763] Stor. Aug. p. 174. La risposta dell'Imperatore è omessa.
[764] Simile ai tentativi di Augusto per la riforma dei costumi. Tacit. Annal. l. III. 24.
[765] Tillemont Stor. degl'Imperatori, tom. III p. 598. Zosimo ed alcuni dei suoi seguaci confondono il Danubio col Tanai, e mettono il campo di battaglia nelle pianure della Scizia.
[766] Aurelio Vittore riporta due diverse azioni per la morte dei due Decj; ma io ho preferito il racconto di Giornandes.
[767] Ho ardito di copiare da Tacito (Ann. I 64) la descrizione di simile combattimento tra un esercito romano ed una tribù di Germani.
[768] Giornandes c. 18. Zosimo l. I p. 22. Zonara I. XII p. 629 Aurelio Vittore.
[769] I Decj furono uccisi prima dell'anno dugento cinquantuno, poichè i nuovi Principi presero il possesso del Consolato nelle seguenti calende di Gennaio.
[770] La Storia Augusta (p. 223.) assegna ad essi un posto molto onorevole tra il piccolo numero dei buoni Imperatori i quali regnarono tra Augusto e Diocleziano.
[771] _Haec ubi Patres comperere.... decernunt. Victor in Caesarib._
[772] Zonara l. XII, p. 628.
[773] Una _Sella_, una _Toga_, una _Patera_ di oro di cinque libbre di peso, furono accettate con piacere e con gratitudine dal ricco Re dell'Egitto (Liv. XXVII. 4.) _Quina millia aeris_, peso di rame del valore di circa 36 zecchini, era il solito presente fatto agli ambasciatori stranieri. Livio, XXI, 9.
[774] Vedi la fermezza d'un Generale romano fino al tempo di Alessandro Severo nell'_Excerpta legationum_, p. 25. Ediz. del Louvre.
[775] Per la peste Vedi Giornandes, c. 19, e Vittore in _Caesaribus_.
[776] Queste improbabili accuse sono allegate da Zosimo l. I p. 23 24.
[777] Giornandes, c. 19. Il Gotico Scrittore almeno osservò la pace, che i suoi compatriotti aveano giurata a Gallo.
[778] Zosimo l. I. p. 25, 26.
[779] Vittore _in Caesaribus_.
[780] Zonara, l. XII. 628.
[781] Banduri _Numismata_ p. 94.
[782] Eutropio, l. IX c. 6 dice _tertio mense_. Eusebio omette questo Imperatore.
[783] Zosimo (l. I. 28) Eutropio e Vittore, pongono l'esercito di Valeriano nella Rezia.
[784] Avea quasi sessant'anni quando salì sul trono, o, come è più probabile, quando morì. Stor. Aug. p. 173. Tillemont Stor. degl'Imperat. tom. III p. 893, not. 1.
[785] _Inimicus tyrannorum._ Stor. Aug. p. 173. Nella gloriosa guerra del Senato contro Massimino Valeriano, si condusse con molto valore. Stor. Aug. p. 156.
[786] Secondo la distinzione di Vittore, sembra ch'egli avesse ricevuto il titolo d'_Imperator_ dall'armata e quello di _Augustus_ dal Senato.
[787] Da Vittore e dalle medaglie, Tillemont (tom. III p. 710) molto giustamente inferisce, che fosse Gallieno associato all'Impero verso il mese di Agosto dell'anno 253.
[788] Diversi sistemi sono stati immaginati por ispiegare un passo difficile di Gregorio di Tours l. II, c. 9.
[789] Il Geografo di Ravenna, L. II, facendo menzione della _Mauringania_ su i confini della Danimarca, come dell'antica sede de' Franchi, dette origine ad un ingegnoso sistema di Leibnitz.
[790] Vedi Cluver. _Germania Antiqua_ l. III, c. 20 e Freret nelle Memorie dell'Accademia delle iscrizioni, Tom. XVIII.
[791] Molto probabilmente sotto il regno di Gordiano, per una accidentale circostanza pienamente discussa da Tillemont, tom. III, p. 710, 1181.
[792] Plinio Stor. Nat. XVII. I panegiristi frequentemente alludono alle paludi dei Franchi.
[793] Tacit. German. c. 30, 7.
[794] Nei tempi susseguenti vengono all'occasione ricordati molti di questi vecchi nomi. Vedine alcuni vestigj in Cluver. _Germ. Antiq._ L. III.
[795] Simler _de Republ. Helvet. cum notis Fuselin_.
[796] Zosimo l. I, p. 27.
[797] M. de Brequigny (nelle memorie dell'Accademia, tom. XXX) ci ha dato una molto curiosa vita di Postumo. Una serie della Storia Augusta, per mezzo di medaglie ed iscrizioni, è stata più di una volta progettata, e ve n'è tuttavia gran bisogno.
[798] Aurel. Vittore, c. 33. Invece di _pene direpto_ il senso e l'espressione esigono _deleto_, benchè veramente, per diverse ragioni è ugualmente difficile correggere il testo dei migliori scrittori, che quel dei peggiori.
[799] Al tempo di Ausonio, sul fine del quarto secolo, Ilerda o Lerida era in uno stato molto rovinoso, (Ausonio, _Epist._ XXV, 58) che probabilmente era la conseguenza di questa invasione.
[800] Si è perciò Valesio ingannato supponendo che i Franchi invadessero la Spagna per mare.
[801] Aurel. Vittore, Eutrop. XX, 6.
[802] Tacit. German. 38.
[803] Cluver. _German. Antiq._ III 15.
[804] _Sic Suevi a caeteris Germanis, sic Suevorum ingenui a servis separantur._ Orgogliosa separazione.
[805] _Caesar in Bello Gallico._ IV, 7.
[806] Vittore in Caracal. Dione Cassio. LXVII p. 1350.
[807] Questa etimologia, molto diversa da quelle che divertono l'immaginazione dei dotti, è conservata da Asinio Quadrato, Storico originale, citato da Agatia, I c. 5.
[808] Gli Svevi impegnarono Cesare in questa maniera, e le loro operazioni meritarono l'approvazione del vincitore.
[809] Stor. Aug. p. 215, 216. Dexippo nell'_Excerpta Legationum_, p. 8. Hieronym. Cron. Orosio VII 22.
[810] Zosimo l. I, p. 34.
[811] Aurel. Vittore in Gallieno e Probo. I suoi lamenti sperano un insolito ardore di libertà.
[812] Zonara, l. XII p. 631.
[813] Uno dei Vittori lo chiama Re dei Marcomanni, l'altro dei Germani.
[814] Vedi Tillemont Stor. degl'Imperat. tom. 3 pag. 398, ec.
[815] Vedi le vite di Claudio, Aureliano e Probo nella Storia Augusta.
[816] È quasi una mezza lega in larghezza. Storia genealogica dei Tartari, p. 598.
[817] Vedi M. de Peyssonel, ch'era stato Console francese a Caffa, nelle sue Osservazioni sui Popoli barbari, che hanno abitato sulle rive del Danubio.
[818] Euripide nell'Ifigenia in Tauride.
[819] Strabone l. VII p. 309. I primi Re del Bosforo furono alleati di Atene.
[820] Appiano in Mitridate.
[821] Fu soggiogato dalle armi di Agrippa. Orosio VI, 21. Eutropio VII, 9. I Romani una volta s'innoltrarono dentro, a tre giornate di marcia dal Tanai. Tacit. Annal. XII 17.
[822] Vedi il _Toxaris_ di Luciano, se diamo fede alla sincerità, ed alla virtù dello Scita, che riferisce una gran guerra della sua nazione contro i Re del Bosforo.
[823] Zosimo, l. I. p. 28.
[824] Strabone, l. XI. Tacito, Stor. III. 47. Si nominavano _Camarae_.
[825] Vedi una descrizione molto naturale della navigazione dell'Eusino nella XVI lettera di Tournefort.
[826] Arriano pone la guarnigione di frontiera a Dioscurias, o Sebastopoli, quarantaquattro miglia all'oriente di Pizio. La guarnigione di Fasi era al suo tempo composta di soli quattrocento pedoni. Vedi il Periplo dell'Eusino.
[827] Zosimo, l. I p. 30.
[828] Arriano (_in Periplo Maris Euxini_ p. 130) assegna la distanza di 2610 stadj.
[829] Senofonte, Anabasis l. IV, p. 348. Ediz. Hutchinson.
[830] Arriano, p. 129. L'osservazione generale è di Tournefort.
[831] Vedi un'epistola di Gregorio Taumaturgo Vescovo di Neocesarea, citato da Mascovio. V, 37.
[832] Zosimo l. I, p. 32 33.
[833] Itiner. Hierosolym. 572. Vesseling.
[834] Zosim. lib. I, p. 32, 33.
[835] Egli assediò la città con 400 galere, 150000 pedoni, e con numerosa cavalleria. Vedi Plutarco in Lucul. Appian. in Mitrid. Cicerone _pro lege Manilia_ c. 8.
[836] Strabone l. XII p. 573.
[837] Pocock, descrizione dell'Oriente, l. II c. 23 24.
[838] Zosimo, l. I, p. 33.
[839] Sincello riferisce una storia non intelligibile del principe _Odenato_ il quale disfece i Goti, e fu ucciso dal principe _Odenato_.
[840] Viaggi di Chardin, Tom. I p. 45. Egli fece vela coi Turchi da Costantinopoli a Caffa.
[841] Sincello, p. 382, parla di questa spedizione, come intrapresa dagli Eruli.
[842] Strabone, L. XV, p. 495.
[843] Plinio, Stor. Nat. III.
[844] Stor. Aug. p. 181. Vittore, cap. 33. Orosio, VII. 42. Zosimo, L. I, p. 35. Zonara, l. XII, 635. Sincello, p. 382. Non si possono senza qualche attenzione spiegare o conciliare i loro imperfetti racconti. Possiamo tuttavia rinvenire alcune tracce della parzialità di Dexippo nella relazione delle sue proprie imprese, e di quelle dei suoi concittadini.
[845] Sincello p. 382. Questo funesto corpo di Eruli fu per gran tempo fedele e rinomato.
[846] Claudio, che comandava sul Danubio, pensò giustamente ed operò con coraggio. Il suo collega fu geloso della di lui fama. Stor. Aug. p. 181.
[847] Giornandes c. 20.
[848] Zosimo ed i Greci, (come l'autore del _Tilopatride_) danno il nome di Sciti a quelli che Giornandes e gli Scrittori latini costantemente rappresentano come Goti.
[849] Stor. Aug. p. 178, Giornandes c. 20.
[850] Strabone l. XIV, p, 640. Vitruvio l. I c. 36, prefazione, e L. VII. Tacito Annal. III, 61. Plinio Stor. Nat. XXXVI, 14.
[851] La lunghezza di S. Pietro di Roma è di 840 palmi romani; questo palmo è di 8 pollici e 3 linee. Vedi le Miscellanee di Greave vol. I p. 233 sopra il piede romano.
[852] La politica de' Romani gl'impegnava a restringere i limiti dell'asilo, che differenti privilegi avevano successivamente estesi sino a due stadj intorno al tempio. Strabone l. XIV, p. 641. Tacito Ann. III, 60 ec.
[853] Non offerivano essi alcun sacrifizio agli Dei della Grecia. Vedi Lettere di San Gregorio Taumaturgo.
[854] Zonara l. XII, p. 635. Un simile aneddoto conveniva perfettamente al gusto di Montaigne. Ne fa uso nel suo saggio sopra il pedantismo l. I c. 24.
[855] Mosè di Corene, l. II, cap. 71 73 74. Zonara l. XII. p. 628. La relazione autentica dell'autore armeno rettifica il confuso racconto del greco Storico. Costui parla dei fanciulli di Tiridate, il quale allora era fanciullo egli stesso.
[856] Stor. Aug. p. 191. Macriano era nemico dei Cristiani, quindi essi gli dieder l'accusa di magìa.
[857] Zosimo l. I p. 33.
[858] Stor. Aug. p. 174.
[859] Vittore in _Caesarib._ Eutropio 9. 7.
[860] Zosimo l. I p. 33. Zonara l. XII p. 630. Pietro Patricio _Excerpta legationum_. p. 29.
[861] Stor. Aug. p. 185. Il regno dei Ciriadi è posto in questa collezione prima della morte di Valeriano; ma alla cronologia dubbiosa di uno Scrittore poco esatto, io ho preferito una probabile serie di avvenimenti.
[862] La testimonianza decisiva di Ammiano Marcellino (23. 5) esclude sotto il governo di Gallieno il sacco di Antiochia, che qualche altro Autore pone alcun tempo avanti.
[863] Zosimo l. I p. 35.
[864] Giovanni Malala tom. 1 pag. 391. Egli trasfigura questo probabile accidente con qualche circostanza favolosa.
[865] Zonara l. XII p. 630. I corpi di quelli, i quali erano stati trucidati, servirono a riempire profonde valli. Le truppe dei prigionieri erano condotte all'acqua come tante bestie, e un gran numero di questi sventurati moriva per mancanza di nutrimento.
[866] Zosimo, l. I p. 25, assicura che Sapore sarebbe restato padrone dell'Asia, se non avesse preferito il bottino alle conquiste.
[867] Pietro Patricio _Excerpta legat._ p. 29.
[868] _Syrorum agrestium manu._ Sesto Rufo c. 23. Secondo Rufo, Vittore, Stor. Aug. p. 192 e più iscrizioni, Odenato era un cittadino di Palmira.
[869] Egli era in tanta considerazione presso le Tribù erranti, che Procopio (_De bello Pers._ l. II c. 5.) e Giovanni Malala (tom. 1 p. 391) lo chiamarono Principe dei Saraceni.
[870] Pietro Patricio.
[871] Gli autori Cristiani insultano alle miserie di Valeriano, i Pagani le compiangono. Il Sig. Tillemont ha raccolte con diligenza le loro diverse testimonianze tom. 3 p. 739 ec. La Storia orientale, prima di Maometto, è sì poco conosciuta, che i moderni Persiani ignorano interamente la vittoria di Sapore, avvenimento così glorioso per la loro nazione. Vedi la Biblioteca Orientale.
[872] Una di queste lettere è di Artavasde Re di Armenia. Siccome l'Armenia era una provincia di Persia, quindi non hanno mai avuta esistenza il Re, il Regno, e la lettera.
[873] Vedi la sua vita nella Storia Augusta.
[874] Esiste ancora un bellissimo epitalamio composto da Gallieno pel matrimonio di sua nipote.
_Ite ait, o Juvenes, pariter sudate medullis_ _Omnibus, inter vos: non murmura vestra columbae,_ _Brachia non hederae, non vincant oscula conchae._
[875] Era sul punto di regalare a Plotino una città rovinata della Campania per tentare di realizzare colà la repubblica di Platone. Vedasi la vita di Plotino, scritta da Porfirio, nella Biblioteca Greca di Fabrizio l. IV.
[876] Una medaglia, che ha l'impronta della testa di Gallieno, ha sommamente imbarazzati gli antiquarj colle parole della leggenda _Gallienae Augustae_, e con quelle che si vedono nel rovescio _Ubique pax_. Il sig. Spanhemio suppone che questa medaglia fosse coniata da qualche nemico di Gallieno, e ch'era un'amara satira della condotta effeminata di questo Principe. Ma siccome l'uso dell'ironìa sembra indegno della gravità della moneta romana, perciò il Sig. di Vallemont da un passo di Trebellio Pollione (Stor. Aug.) ha dedotto una spiegazione ingegnosa e naturale. Galliena era prima cugina dell'Imperatore. Avendo liberato l'Affrica dall'usurpatore Celso, ella meritossi il titolo di _Augusta_. Sopra una medaglia esistente nella raccolta del gabinetto del Re di Francia, si legge una simile iscrizione di _Faustina Augusta_ intorno alla testa di Marc'Aurelio. Quanto all'_Ubique Pax_, si spiega facilmente colla vanità di Gallieno il quale forse avrà colto l'occasione di qualche momentanea calma. Vedi _Nouvelles de la Republique des lettres_ Gennaio 1700 pag. 21-34.
[877] Questo singolare carattere ci è stato, a quanto penso, trasmesso con fedele pittura. Breve e travaglioso fu il regno del suo successore immediato; e gli storici che scrissero avanti la elevazione della famiglia di Costantino non avevano il più lontano interesse a travisare il carattere di Gallieno.
[878] Pollione mostra la più minuta premura di compirne il numero.
[879] Il luogo del suo regno è alquanto dubbioso; ma vi era un tiranno nel Ponto, e ci è nota la sede di tutti gli altri.
[880] Tillemont (tom. III, p. 1163) li riferisce alquanto diversamente.
[881] Vedi la parlata di Mario nella Stor. Aug. p. 197. L'accidentale somiglianza de' nomi fu la sola circostanza, che potè tentare Pollione ad imitare Sallustio.
[882] _Vos o Pompilius sanguis!_ Tale è l'apostrofe di Orazio ai Pisoni. Vedi Art. Poet. v. 292 con le note di Dacier e di Sanadori.
[883] Tacit. Annal. XV 48. Stor. I 15. Nel primo di questi passi ci possiamo arrischiare a mutare la voce _paterna_ in _materna_. In ogni generazione da Augusto ad Alessandro Severo, uno o più Pisoni compariscono tra i Consoli. Un Pisone fu da Augusto creduto degno del trono (Tacit. Annal, I. 13.). Un altro fu il capo di una formidabile congiura contro Nerone; ed un terzo fu adottato, e dichiarato Cesare da Galba.
[884] Stor. Aug. p. 195. Il Senato, in un momento di entusiasmo, sembra che si compromettesse dell'approvazione di Gallieno.
[885] Storia Aug. p. 196.
[886] L'associazione del coraggioso Palmireno fu l'atto il più popolare di tutto il regno di Gallieno. Stor. Aug. p. 180.
[887] Gallieno aveva conferito i titoli di Cesare e di Augusto al suo figliuolo Salonino, trucidato in Colonia dall'usurpatore Postumo. Un secondo figliuolo di Gallieno successe nel nome e nel grado di suo fratello maggiore. Valeriano, fratello di Gallieno, fu ancor esso associato all'Impero. Diversi altri fratelli, sorelle e nipoti dell'Imperatore formavano una numerosissima Reale famiglia. Vedi Tillemont, tom. III, e il Sig. di Brequiguy nelle Memorie dell'Accademia tom. XXXII, p. 262.
[888] Stor. Aug. p. 188.
[889] Regiliano aveva alcune bande di _Roxolani_ al suo servizio. Postumo aveva un corpo di Franchi. Gli ultimi l'introdussero nella Spagna, forse in qualità di ausiliarj.
[890] La Storia Augusta; p. 177, la chiama _servile bellum_. Vedi Diod. Siculo l. XXXIV.
[891] Plin. Stor. Nat. V 10.
[892] Diod. Sicul. l. XVII. p. 590 edit. Wesseling.
[893] Vedi una curiosissima lettera di Adriano nella Stor. Aug. p. 245.
[894] Simile alla sacrilega uccisione di un gatto sacro. Vedi Diod. Sicul. l, I.
[895] Stor. Aug. 195. «Una lunga e terribile sedizione ebbe il suo principio da una disputa tra un soldato ed un paesano per un pajo di scarpe.»
[896] Dionisio presso Eusebio. Stor. Eccles. vol. VII p. 21. Ammiano XXII 16.
[897] Scaligero _animadver. ad Euseb. Chron._ p. 258. Tre dissertazioni del Sig. Bonamy nello Mem. dell'Accadem. tom. IX.
[898] Strabone l. XII. p. 569.
[899] Stor. Aug. p. 197.
[900] Vedi Cell. Geogr. Antica tom. II p. 137 intorno ai confini dell'Isauria.
[901] Stor. Aug. p. 177.
[902] Stor. Aug. p. 177. Zosimo l. I. p. 24. Zonara, l. XII p. 623. Euseb. Chronicon. Vittore in Epitom. Vittore in _Caesarib._ Eutropio IX 5. Orosio VII 21.
[903] Euseb. Stor. Eccles. VII 21. Il fatto è preso dalle Lettere di Dionisio, che nel tempo di quelle turbolenze era Vescovo di Alessandria.
[904] In un gran numero di Parrocchie si trovarono 11000 persone tra i quattordici e i diciott'anni; 5365, tra i quaranta e settanta. Vedi Buffon, Stor. Nat. tom. II pag. 590.
FINE DEL VOLUME PRIMO.
INDICE DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE CHE SI CONTENGONO NEL PRIMO VOLUME
CAPITOLO I. _Estensione e forza militare dell'Impero, nel secolo degli Antonini._
A. D. Introduzione _pag._ 1 Moderazione di Augusto 2 Imitato da' suoi successori 4 La conquista della Britannia fu la prima eccezione 4 Seconda eccezione. Conquista della Dacia 7 Conquiste di Traiano nell'Oriente 9 Restituite da Adriano suo successore 10 Parallelo di Adriano ed Antonino Pio 11 Sistema pacifico di Adriano e dei due Antonini 12 Stabilimenti militari degl'Imperatori Romani 13 Disciplina 15 Esercizj 16 Le legioni sotto gl'Imperatori 18 Armi 19 Cavalleria 21 Truppe ausiliarie 22 Artiglieria 23 Accampamenti 24 Marce 25 Numero e disposizione delle legioni 25 Marineria 27 Quadro delle Province dell'Impero Romano 29 Spagna 29 Gallia 30 Britannia 31 Italia 32 Il Danubio e la frontiera Illirica 33 La Rezia 33 Il Norico e la Pannonia 34 La Dalmazia 34 La Mesia e la Dacia 35 La Tracia, la Macedonia e la Grecia 35 Asia Minore 36 Siria, Fenicia e Palestina 37 Affrica 38 Mediterraneo e sue Isole 40 Idea generale dell'Impero Romano 40
CAPITOLO II. _Unione ed interna prosperità del Romano Impero nel secolo degli Antonini._