Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

Part 37

Chapter 372,298 wordsPublic domain

Secoli XII e XIII. Delle lettere in Sicilia allo scorcio dell’XI secolo 655 » Scienza arabica nella prima metà del secolo XII 657 » L’ammiraglio Eugenio; sua traduzione dell’Ottica di Tolomeo ivi » E delle profezie della Sibilla Eritrea 660 » Notizie biografiche sopra Edrîsi 662 » Studi geografici degli Arabi 666 » Il Libro di re Ruggiero; sorgenti delle notizie 669 » Metodo della compilazione 673 » Carte geografiche 677 » Descrizioni 679 » Vicende del libro 680 » Giudizio 682 » Meccanica. La clepsidra della reggia di Palermo 684 » L’ingegnere Abu-l-Leith 686 » Ingegneri militari 688 » Astrologi. Mohammed-ibn-Isa 689 » Stefano da Messina, Giovanni di Sicilia. Astrolabii 690 » Studi matematici. Fibonacci, Giovanni da Palermo, maestro Teodoro 691 » Cenni su la Storia naturale e le scienze affini 695 » Medicina 697 » Traduzione dell’_Hawi_ del Razi 698 » Studi filosofici 699 » I _Quesiti Siciliani_ d’Ibn Sib’In 701 » Critica di Federigo sopra un passo di Maimonide 705 » Versione d’Aristotile 706 » Letterati giudei 708 » Federigo poliglotta, influenza di lui su le lettere e le scienze 709 » Qualità del suo intelletto 710 » Elementi orientali della sua cultura 711

Capitolo XI.

» Decadenza di altri studi 713 » Scienze coraniche. Vita ed opere d’Ibn Zafer 714 » Ibn-el-Bagi, Abd-el-Kerim ed altri tradizionisti 735 » Altri di famiglie emigrate 736 » Ibn-el-Mo’allim, grammatico 737 » Poesia. Metri detti _Mowascehe_ e _Zegel_ 738 » Abu-l-Hesan-ibn-abi-l-Biscir 742 » Abu-Musa-ibn-Abd-el-Mo’nim 746 » Abu-Abd-Allah suo figliuolo 748 » Ibn-es-Susi 751 » Elegia d’Abu-d-Dhaw-Serrag in morte d’un figliuolo di re Ruggiero 752 » Lodatori del re. Abd-er-Rahmân da Butera 754 » Abd-er-Rahmân da Trapani 756 » Abu-Hafs-Omar 758 » E Ibn-Bescrûn 759 » El Gâun-es-Sikîlli 761 » Abd-er-Rahmân-ibn-Ramadhân 762 » Abd-el-Halim 763 » Ibn-es-Sebân 764 » Ibn-el-Barûn 765 » Ibn-Semoa e Abd-el-’Aziz l’aghlebita 766 » Ibn-et-Teifasci da Kâbes, ucciso in Sicilia 767 » Ibn-Kalâkis d’Alessandria ed un poeta affricano da’ Beni-Rowaha 768

Capitolo XII.

» Geografia fisica della Sicilia nel XII secolo 769 » Porti 770 » La fonte di Donna Lucata e l’Amenano 771 » Avanzi di antichità 772 » Geografia politica; divisione in province ivi » Numero di città importanti e fortezze 774 » Numero dei nodi di popolazione 776 » Antichi territorii di Giato, Corleone e Calatrasi 778 » Produzioni minerali 780 » Dello zolfo in particolare e del petrolio 781 » Agricoltura; frumento 782 » Orti e giardini 783 » Vite ed ulivo ivi » Frutta, cotone, henna 784 » Palme, canne da zucchero 785 » Boschi 786 » Agrumi. Pastorizia 787 » Corallo 788 » Tonni e altri pesci 789 » Paste lavorate 790 » Artigiani 791 » Tarsia 792 » Stoviglie 793 » Bronzi 796 » Drappi di seta e ricami 798 » Tele di cotone 804 » Se la Sicilia abbia avute manifatture di carta 805 » Commercio 808 » Navigazione 810 » Monete 814

Capitolo XIII.

» Architettura; supposti monumenti arabi; Annunziata de’ Catalani 817 » Zisa, Cuba e Menâni 818 » Maredolce; Bagni di Cefalà 820 » Porta della Vittoria; San Giovanni de’ Lebbrosi 821 » Calatamauro, Entella ed altre rovine 822 » Origine dell’architettura siciliana del XII secolo 823 » Architettura degli Arabi 824 » Cufa 826 » Cupole 828 » Mosaici nelle moschee di Damasco, di Medina e della Mecca 829 » Marmi nella moschea del Kairewân 831 » Monumenti d’Egitto; moschea d’Amr 832 » E d’Ibn-Tulûn 833 » Altri monumenti 835 » Poco mutato lo stile in Egitto fino al XV secolo 836 » Levante, Affrica e Spagna ivi » Architettura della Media e della Mesopotamia 837 » Influenza bisantina ivi » Ipotesi sul primo sviluppo dell’arco acuto 839 » Come venne in Sicilia 840 » Rassomiglianza dell’arte arabica d’Egitto con quella di Sicilia 843 » Giardini di sollazzo 846 » Fu arabica l’architettura siciliana del XII secolo 851 » Poche modificazioni fattevi 854 » Origine dell’arco acuto nel settentrione d’Europa 858 » Arti accessorie. Mosaici 860 » Dipinture 861 » Sculture in marmo e getti in bronzo 862 » Sistema de’ condotti delle acque 864 » Se rimangano vestigi della popolazione musulmana nelle schiatte odierne della Sicilia 866 » I Musulmani di Sicilia scemarono per emigrazioni, conversioni ed eccidii 867 » Il parlare de’ Saraceni di Lucera ivi » Mancò d’un subito la lingua arabica in Sicilia 868 » Saraceni del XIII secolo 870 » Pantellaria e Malta 871 » Dell’idioma arabico che si parlava in Sicilia 872 » Pronunzia 873 » Dialetto italico di Sicilia avanti il conquisto musulmano 874 » E nel XII secolo 876 » Supposta scrittura volgare del 1153 878 » Iscrizioni nella porta del Duomo di Morreale 879 » Vicende del parlare arabico ne’ paesi conquistati ivi » L’arabico lasciò deboli vestigi in Sicilia 880 » Difficoltà di un glossario etimologico 884 » Delle voci arabiche rimase nel siciliano, nell’illustre o in entrambi 885 » Lingua cortigiana surta in Sicilia nel XII secolo 888 » Gli Arabi influirono nella nostra poesia col solo esempio 889 » Istituzioni ed usanze che risaliscono ai Musulmani 890 » Conchiusione 895

Indice de’ nomi di persone 897

Indice de’ nomi di luoghi 935

Indice de’ vocaboli 961

FINE DEL VOLUME TERZO ED ULTIMO.

Correzioni ed Aggiunte.

Pag. lin.

361 4 n. 1. 352 355

435 18-19 n. 2. del quale il del quale la cronica attribuita Brompton a Benedetto di Peterborough, edizione dello Stubbs, Londra, 1867, II, 199 e indi il Brompton,

455 1 distanza linee itinerarie orientate

» 6 n. 2. itinerarie itinerarie. Spiego più largamente il mio concetto nel cap. X, pag. 673, 674, e nelle note corrispondenti

462 22-23 ’Isa-Ibn-Abd-el-Moni’m Abu-d-Dhaw-Serrâg

491 13 n. 1. xj xiij

517 1 n. 1. 181 182.

536 4 quelle cento que’ mille chilometri quadrati. miglia quadrate

» 1 n. 1. volume. volume, dove si è detto del territorio di Giato. Al quale aggiugnendo i territorii di Corleone e Calatrasi, conceduti insieme con esso al Monastero di Morreale pel diploma del 1182, si vede che lo stato del Monastero era circondato da’ territorii di Palermo, Partinico, Alcamo, Masera, Calatamauro (oggi supplito da Contessa), Bisacquino, Prizzi, Chaso (oggi Ciminna) e Cefalà-Diana. Or nella carta di Sicilia, pubblicata non è guari dal nostro Stato Maggiore, la superficie dei tre territorii così determinata prende quasi tutto il foglio 41 (Corleone) e quasi un quarto del 31 (Palermo). Torna ciascun foglio di quella ottima carta topografica ad un rettangolo di chilometri 35X25=875; a’ quali aggiugnendo la quarta parte 218 e togliendone le diecine, per le frazioni di altri territorii compresi ne’ rettangoli, si vede che il numero di 1000, così in arcata, è piuttosto scarso che troppo. Oltre a ciò Guglielmo II, per altri diplomi del 1183 e 1184, concedette il territorio di Bisacquino ed altri, che non mettiamo nel conto.

582 8 frustati frustrati

669 18 Ahmed-ibn-el Ahmed-ibn-Omar-el

» 22 che l’ultimo che il primo è citato dal Kazwini, e l’ultimo

699 4 al quale nel quale

829 15 di marmo di marmo. Nè erano poi rare così fatte costruzioni nell’Affrica settentrionale. Nella famosa moschea Zeituna di Tunis era stata innalzata una cupola, nella quale uno scrittore del diciassettesimo secolo[1366] affermava essere scritto il nome del califo Mosta’în e l’anno dugencinquanta dell’egira (864-5). E Scekr detto il Siciliano, che un tempo governò Tripoli d’Affrica, facea fabbricare, nel lato meridionale della moschea maggiore, una cisterna sormontata di cupola, della quale fu gittata la prima pietra il dugensessantanove (852-3), come riferisce il Tigiani.[1367]

NOTE:

[1] Intorno l’età dei due figliuoli di Adelaide, si vegga il libro precedente, cap. vij, pag. 195 di questo volume.

Adelasia e Simone sono nominati ne’ seguenti cinque diplomi: anno 1101, ottobre, presso Spata, _Pergamene_, pag. 191; anno 1102, Pirro, _Sicilia Sacra_, pag. 1028; anno 1105, Gregorio, _Considerazioni_, lib. I, cap. ij, nota 30; anno 1105, maggio, due diplomi, Spata, op. cit., pag. 203 212. La data poi della morte di Simone si scorge da un diploma presso Pirro, op. cit., pag. 697, dove l’anno 1108 è contato quarto del consolato di Ruggiero. È da avvertire che nell’Ughelli, _Italia Sacra_, ediz. Coleti, tomo IX, pag. 291, si trova un diploma di Ruggiero conte di Calabria e di Sicilia del 1104, XIIª indizione. Forse l’anno è da correggere 1119, poichè, oltre il nome di Ruggiero che non era per anco salito al trono il 1104, v’ha quello di Goffredo vescovo di Messina, il quale par sia stato promosso alla sede verso il 1108 e sia vissuto fino al 1120: il Pirro, op. cit., pag. 385, reca un diploma del suo predecessore Roberto, dato il 1106.

[2] Di Ruggiero secondo, con Adelaide o solo, abbiamo, oltre l’or citato diploma del 1108, i seguenti: anno 1109, Spata, op. cit., pag. 214; anno 1110, febbraio, _Neapolitani Archivii Monumenta_, tomo VI, pag. 180, e presso Ughelli, tomo citato, pag. 129 (erroneamente citato dal Gregorio, _Considerazioni_, lib. I, cap. vj, nota 16, con la data del 1113); anno 1110, aprile, Spata, op. cit., pag. 223; anno 1110, Pirro, op. cit., pag. 1028; anno 1111, Pirro, op. cit., pag. 772; anno 1112, marzo, dato di Messina, Spata, op. cit., pag. 229; anno 1112 giugno, Pirro, op. cit., pag. 81; anno 1112, novembre, Spata, op. cit., pag. 233.

[3] Alberti Aquensis, lib. II, cap. 13, 14; Fulcherii Carnotensis, anni 1113, 1116, 1117; Anonymi _Historia, Hierosolimitana_, anni 1113, 1116; Wilelmi, Arch. Tyrensis, lib. XI, cap. 21, 29; Odorici Vitalis, _Hist. Eccles._, lib. XIII; Bernardi Thesaur., cap. 100, presso Muratori, _Rer. Ital. Scr._, tomo VII; Sicardi Ep. Cremon. presso Muratori, tomo cit., pag. 590, 591. La data della morte di Adelaide si ha dalla lapide sepolcrale, presso Pirro, _Chronologia Regum Siciliæ_, pag. xiv, e presso Gualterio, nella raccolta del Burmanno, tomo VII, pag. 1219, nº lxxxiij.

[4] Anonymi _Historia Sicula_, presso Caruso, _Bibl. Sic._, pag. 856 e versione francese, nella edizione dell’Amato, _Ystoire de li Normant_, pag. 312. Replica coteste parole Romualdo Salernitano, negli annali, presso Muratori, _Rer. Ital. Scr._, tomo VII.

[5] _Historia ecclesiastica_, lib. XIII, presso Duchesne, _Hist. Norm. Script._, pag. 897. Si confrontino gli estratti di questa cronica presso Caruso (_Bibl. Sic._, pag. 920) al quale parve cosa lodevole mutilare il racconto, per toglier tutti i fatti e le parole che potessero ingiuriare Ruggiero o la madre.

[6] Le cronache italiane non danno tal nome, nè lo troviamo nei diplomi. Pur quello del maggio 1105, citato nella pagina precedente, nota 1, contiene i nomi dei ministri di quel tempo, ossia gli Arconti: Niccolò camarlingo, Leone logoteta, ed Eugenio, che potrebbe essere per avventura l’ammiraglio di tal nome. Non è segnato nè anco Roberto nell’importante diploma di giugno 1112, che ricordammo or ora, del quale ci occorrerà dire più largamente. Un diploma del 1142, del quale abbiamo uno squarcio dal Gregorio, _Considerazioni_, lib. I, cap. vj nota 9, dà i nomi de’ commissarii deputati da Adelaide per decidere una importante lite feudale, cioè Roberto Avenel, Ruggiero de Mombrai, Raoul de Belbas e Roberto Berlais. La nota famiglia Avenel non ha che fare co’ duchi di Borgogna; e Roberto era in Sicilia molto tempo pria della reggenza, leggendosi il suo nome ne’ diplomi del primo conte.

[7] _Alexandri Abbatis_, etc. presso Caruso, _Bibl. Sic._, pag. 258, 259.

[8] Nel Gregorio si legge _Lieraris_. Questo è errore di trascrizione del traduttore latino, poichè le copie del testo greco, hanno Αιεζερις, Αιεζαρις. Probabilmente Liezeri è trascrizione del nome Eleazar che portava il signore di Galati figlio di Guglielmo Mallabret, secondo un diploma greco del 1116, presso Spata, _Pergamene_, pag. 241. Alla forma, questo Eleazar si direbbe soprannome arabico, _el-Azhar_, ossia “il risplendente:” e non sarebbe nuovo, dopo quello del Cid (Sid), questo esempio d’una appellazione che i Cristiani avessero tolta dalla lingua degli Arabi. Men verosimile parmi l’imitazione del nome giudaico Eleazar.

[9] La versione latina di questo diploma, fu pubblicata in parte dal Gregorio, _Considerazioni_, lib. I, cap. vj, nota 9. Noi n’abbiamo già data notizia più largamente nel lib. V, cap. x, pag. 286 del volume, nota 1.

[10] Si vegga il lib. V, cap. vj e x, pag. 161 e 305 segg. del volume.

[11] V’ha delle monete arabiche e latine dei re normanni di Sicilia, battute in Messina, e delle arabiche battute “nella capitale di Sicilia,” cioè Palermo. Messi dunque da canto i molti scritti pubblicati in Sicilia ne’ secoli passati su questa materia, gli è certa la coesistenza delle due zecche nel XIIº secolo.

[12] Oltre i diplomi del primo conte dati in Messina, uno del 1101, presso Ughelli, _Italia Sacra_, tomo IX, pag. 429, dice di vescovi e baroni convocati nella Cappella di Messina dalla contessa Adelaide e dal figliuolo Ruggiero; un altro del 1126, presso De Grossis, _Catana Sacra_, pag. 79, fa menzione di corte tenuta dal Gran Conte Ruggiero nel palazzo di Messina, ec.

[13] Si vegga il lib. V, cap vij, pag. 185 del presente volume.

[14] Edrîsi nota espressamente che l’armata e gli eserciti, ai suoi tempi, come ne’ tempi andati, moveano alla guerra da Palermo. Testo nella _Bibl. Ar. Sicula_, pag. 28. Della Zecca abbiam detto nella nota precedente e dei _diwani_ nel lib V. cap. x, pag. 322 segg.

[15] Presso Pirro, _Sicilia Sacra_, pag. 81, 82.

[16] Ἀμὲρ si legge nel mosaico della Chiesa della Martorana, pubblicato dal Morso, _Palermo Antico_, pag. 78; ἀμιρᾶς, anche al nominativo, presso Eustazio arcivescovo di Tessalonica, ediz. di Bonn, pag. 472. Nei diplomi greci di Sicilia che citiamo nel presente capitolo, si legge ἀμηρ, ἀμμήρας, ἀμμιρᾶς e al genitivo ἀμήραδος, ed ἀμμηρὰ. Si vegga, del rimanente, cotesta voce nel Glossario greco del Ducange, il quale la notò per la prima volta nella Continuazione di Teofane.

[17] Si vegga Ducange, Glossario latino, alle voci _amir, admiralius_, etc. La voce _Amiratus_ fu usata, credo io, la prima volta da Einbardo, Annales presso Pertz, _Scriptores_, tomo I, pag. 490, sotto l’anno 801, dove è chiamato così Ibrahim-ibn-Ahmed, l’Aghlabita, emiro d’Affrica. Sicardi vescovo di Cremona, presso Muratori, _Rer. Ital. Script_., tomo VII, pag. 605, anno 1188, chiama _Admiratus_ il capitan del navilio siciliano e _admirandus_ un emir di Saladino. Marangone, nell’Archivio Storico italiano, tomo VI, parte ij, pag. 18, dà al capitano della armata di Sicilia, l’anno 1158, il titolo di _Admiratus_ e poi di _Almirus_; Pietro Diacono, lib. IV, cap. xj, presso Muratori, op. cit, tomo IV, pag. 499, fa parola d’un _Ammirarius_ di Babilonia (ossia del Cairo). Le traduzioni latine e italiane del secolo XV, che troviamo ne’ _Diplomi arabi dell’Archivio fiorentino_, danno le voci _Armiratus_, pag. 353, 356 e _Armiraio_, pag. 347, 350 a 354, per significare l’emir di Alessandria; e veggiamo anco in una traduzione del XII secolo, pag. 260, un _Admirator galearum_, musulmano. Si aggiungan questi al molti esempii che porta il Ducange, e si vedrà che sempre _Amiratus_, con le sue varianti, rispondeva ad emir. Si ricordin anco Ugo Falcando e Romualdo Salernitano, i quali chiamano _Amiratus_ i dignitarii siciliani di tal nome, ma il primo dà il titolo di _Magister Stolii_ ad un kaid Pietro, che capitanò una volta l’armata siciliana.

[18] Libro V, cap. v. pag. 139 di questo volume.

[19] Libro III, cap. j, pag. 2 segg. del 2º volume.