Storia d'Italia dal 1789 al 1814, tomo VI
Part 22
Così l'Italia, dopo una sanguinosa e varia catastrofe di vent'anni, dalla quale dieci terremoti, e non so quanti volcani sarebbero stati per lei migliori, si ricomponeva a un di presso nello stato antico. Tornava Vittorio Emanuele in Piemonte, Francesco in Milano, Ferdinando in Toscana, Pio in Roma: passò Parma dai Borboni agli Austriaci; conservò Giovacchino il real seggio di Napoli, ma non per durare; le Italiane repubbliche spente: l'acume del secolo trovò, che la legittimità è nel numero singolare, nel plurale no. Solo fu conservato l'umile San Marino, forse per un tratto d'imitazione di più degli andari Napoleonici: la sua esiguità e povertà non eccitavano le cupidità di nissuno. Cedè Venezia a Francesco, Genova a Vittorio. Nè furono i governi di Francesco, di Vittorio, di Ferdinando e di Pio sdegnosi: solo non misurarono la grandezza delle mutazioni fatte nelle menti e nel cuore degli uomini, da sì grandi e sì lunghi accidenti, imperciocchè se esse mutazioni erano, come alcuni pretendono, malattie, richiedevano convenienti rimedj. Giudicheranno i posteri, se i mali che seguirono, debbano agl'infermi od a chi gli doveva sanare, attribuirsi. Felici Giuseppe e Leopoldo, principi santissimi, che vollero consolar l'umanità colle riforme, non ispaventarla coi soldati! Nè ai principi Italiani noi qui parlando, intendiamo accennare instituzioni all'Inglese, alla Francese od alla Spagnuola, le quali a modo niuno si convengono all'Italia; ma bensì riforme che facessero sorgere, a maggior quiete e felicità dei popoli di questa penisola, siccome già abbiam notato nel precedente libro, instituzioni peculiari accomodate alla natura degl'Italiani, cosa del pari facile a concepirsi, che sicura ad eseguirsi. Oltre a ciò la nobiltà esiste in Europa, ed è indestruttibile. E' bisogna pertanto farne stima in un ordinamento sociale tendente allo stato libero, come di un elemento necessario, e darle, come a corpo constituito, quella parte di potestà politica che le si conviene, perchè sia contenta, e non tenti usurpazioni nelle altre potestà della macchina sociale. Ciò eseguito, fia necessario da un altro lato inibirle l'ingresso, e qualunque ingerenza nella potestà popolare, instituita, quanto all'Italia, a modo antico, ma bene e prudentemente inteso, non a modo moderno, che non può esser buono. La divisione tra la nobiltà ed il popolo è nella natura stessa delle cose, e debb'essere ancora nella legge politica. Questa è condizione indispensabile sì per la libertà, e sì per la quiete dello stato, e ad esse niuna cosa è più perniziosa che una nobiltà in aria, ed una potestà popolare composta di conti e di marchesi. Questi principj sono veri, e possibili ad esser ridotti all'atto, o che si viva in monarchìa, o che si viva in repubblica. La chimera dell'equalità politica ha fatto in Europa più male alla libertà che tutti i suoi nemici insieme. L'equalità debb'essere nella legge civile, non nella politica. I principj astratti ed assoluti, in proposito d'ordinamento sociale, son fatti solamente per indicare i fondamenti delle cose, non per esser posti in atto senza modificazione; perchè le passioni, che sono la parte attiva dell'uomo, generano movimenti disordinati, che bisogna frenare. Sono essi principj in economia politica ciò, che sono i geometrici nella meccanica, le passioni, in quella, ciò che l'attrito delle macchine, ed altri accidenti prodotti dalla natura della materia, in questa; e così come si tien conto dell'attrito nell'ordinar le macchine, si dee tener conto delle passioni nell'ordinar la società. L'effetto che si desidera, è la libertà, cioè l'esatta e puntuale esecuzione della legge civile uguale per tutti, ed un'uguale protezione della potestà sociale per ciascuno, sì quanto alle persone, come quanto alle sostanze. Purchè si ottenga questo fine, non si dee guardare alla qualità dei mezzi, e mezzi di diversa natura, secondo la diversità delle nazioni, vi possono condurre. Chi risolvesse bene questo problema, «sino a qual segno ed a qual parte dell'equalità politica si debba rinunziare per meglio assicurare la libertà, e l'equalità civile», farebbe un gran servizio all'umanità. Ma di ciò più ampiamente altri più capaci di noi.
Noi intanto, terminata questa gravosa fatica, alla quale piuttosto per desiderio altrui che nostro ci mettemmo, qui deponiamo la penna, e qui diamo riposo alla mente oggimai troppo travagliata e stanca.
FINE DEL TOMO VI ED ULTIMO.
INDICE DEL PRESENTE VOLUME
1806
Guerra colla Prussia _Pag._ 5 È vinta a Jena 7 Battaglia di Eylau 7
1807
I Russi vinti a Fridlandia 8 Napoleone ed Alessandro si spartiscono il mondo 8 Trattato del Niemen 8 Adulazione verso Napoleone 9 Gamboni patriarca di Venezia a Parigi 10 Camillo Borghese governa Torino 10 Napoleone scende in Italia 10 Il Portogallo tolto alla casa di Braganza 12 Il re di Etruria mandato in Portogallo 13 Menou in Toscana 13 Degerando 14 Giunta di Toscana e suo governo 14 Elisa gran duchessa del ducato di Toscana 16
1808
Parma unita alla Francia 16 Condizione dell'Italia 16 Opere magnifiche di Napoleone 20 Napoleone insidia la Spagna 21 Il re Carlo mandato a Marsilia 22 Ferdinando di Spagna prigione a Valençay 22 Giuseppe re di Spagna 22 Gioacchino Murat re di Napoli 22 Napoleone si abbocca con Alessandro ad Erfurt 23 Gioacchino a Napoli 23 Cardinale Firrao 24 Capri in mano degli Inglesi 25 Hudson Lowe 25 Capri ripresa dai Napolitani 25 Modo con cui governa Gioacchino 27 Carbonari, loro origine 29 Allettati dal re Ferdinando e da Carolina 32 Principe di Moliterno 32 Disordini in Calabria 34 Napoleone disturba il papa 35 Nuove domande al papa 44 Miollis va a Roma 46 Alquier 46 Cardinale Casoni 46 Francesi entrano in Roma 47 Cardinali Napolitani e del regno d'Italia intimati a partire 49 Violenze de' Francesi 50 Frici e Bracci colonnelli 51 Miollis s'impadronisce del Vaticano 52 Monsignor Cavalchini 53 Parole del papa a Napoleone 53 Parte dello stato pontificio unito al regno d'Italia 54 Generale Lemarrois 54 Monsignor Rivarola 54 Cardinal Gabrielli 56 Il papa non acconsente al giuramento 57 Modificazione di Eugenio 58 Ostinazione del papa 59 Sua protesta 61
1809
Pensieri dell'Austria 66 Suoi apparecchi 67 Arciduca Carlo 68 Bellegarde 68 Arciduca Giovanni 69 Giulay 69 Marmont 69 Apparecchi di Napoleone 70 Eugenio governa la guerra d'Italia 70 L'arciduca Giovanni dichiara la guerra 71 Suo manifesto 71 Assedia Osopo e Palmanova 75 Seras, Severoli e Barbou 76 Colonnello Giflenga 77 Teste ferito 77 Battaglia di Sacile 77 Eugenio si ritira all'Adige 77 Lamarque e Durutte 77 Macdonald 77 Abitatori di Crispino si sollevano 78 Arciduca Carlo entra in Baviera 78 Jellacich mandato in Tirolo 79 Sollevazione de' Tirolesi 79 Andrea Hofer 79 I Bavari si arrendono ai Tirolesi 81 Chasteler mandato in Tirolo 82 Vittorie di Napoleone 83 L'arciduca Giovanni si ritira dall'Italia 83 Battaglia a Conegliano 85 Il vicerè si avvicina a Vienna 87 Macdonald 87 Marmont combatte in Dalmazia 88 Parole di Napoleone agli Italiani 89 Battaglia di Giavarino 90 Battaglia di Vagria 90 Pace tra Francia ed Austria, cessioni di quest'ultima 91 I Tirolesi continuano 92 Fine di Andrea Hofer 93 Decreto di Vienna che unisce Roma all'impero francese 95 Miollis al governo di Roma 96 Protesta del papa 96 Scomunica Napoleone 98 È arrestato 99 Cardinale Pacca 99 Generale Radet 99 Diana 99 Ceracchi 99 Il papa è condotto a Savona 101 Pacca mandato a Pietra Castello 102 Deputati Italiani in Francia 102 Opinione di Napoleone su Tacito 102 Governo di Roma francese 105 Stipendi 107 Faccenda dei giuramenti 108 Dalpozzo 109
1810
Vescovi 112 Baccolo vescovo di Famagosta 112 Canonici 113 Curati 113 Soppressione dei conventi 114 Buone opere della consulta 114 Convento di san Basilio di Grottaferrata 116 Convento di Camaldoli 116 La Propaganda 117 Imitata dagli eterodossi 121 Missionari 121 Stamperia della Propaganda 124 Opere di musaico 124 Napoleone vuole visitar Roma 126 Carolina di Sicilia si disgusta degl'Inglesi e stringe pratiche con Napoleone 127 Gioacchino tenta la Sicilia 128 Carolina esiliata dalla corte 130 Briganti in Calabria 130 Manhes generale 131 Capobianco ucciso 134 Talarico di Carlopoli 135 Parafanti 135 Immagini di Napoleone nelle chiese di Ancona 139 Pio VII prigione a Savona 140 Cardinale Spina 141 Ostengo 141 Conte Chabrol 142 Conte Sarmatoris 142 Cesare Berthier 143 Ugo Maret 143 Pensieri di Napoleone sul papa 150 Pio pensa a riunire gli eterodossi 153 Disordini nella Chiesa 154 Cardinal Caprara 154 Concilio di Parigi 157 Ripiego di Napoleone 160 Nuovi disordini 161 Maury arcivescovo di Parigi 162 Dastros messo nelle segrete 164 Querele e minacce di Napoleone 165
1811
Consiglio ecclesiastico 172 Opinioni de' Giansenisti Italiani 179 Teologi che difendono il papa 183 Concilio nazionale a Parigi 194 Proposte di Napoleone al papa 195 Pio cala ad accordi 200 Sua sinderesi 202 Nuove richieste di Napoleone 204 Sue minacce 208 Pio condotto in Francia 210
1812
Accidenti di Sicilia 212 Marchese Artali 213 Sua crudeltà 214 Giovanni Stuard 215 Cavaliere Medici 216 Duca d'Ascoli 216 Intrighi di Carolina 216 Disordini in Sicilia 217 Parlamento 219 Principe di Belmonte 220 Riforma in Sicilia 221 Medici rinuncia 222 Secondo parlamento 222 Ripieghi di Tommasi 222 Baroni arrestati 224 Disegni degl'Inglesi 225 Bentink in Sicilia 225 Sue minacce a Carolina 227 Carolina si ritira dagli affari 228 Nuova costituzione 229
1813
Sospetti sulla regina 232 Il re riassume l'autorità 233 Si ritira di nuovo 235 Carolina cacciata dalla Sicilia muore a Vienna 236 La costituzione come abolita 238 Inglesi prendono Lissa 240 Smisurati pensieri di Napoleone 240 Odio contro di lui 243 Guerra colla Russia 245 Frodi di Bentink 247 Trattative di Murat 247 Napoleone si accorda col papa 249 Pratiche tra i principi 252 Pensieri in Italia 253 Titubanza di Eugenio 256 Simile di Gioacchino 257 Hiller generale austriaco eccita i popoli alla ribellione 260 Bentink e Wilson proclamano l'indipendenza dell'Italia 261 Esercito del vicerè 262 Condizione dell'esercito austriaco 265 Imprudenza del vicerè 267 Dalmati e Croati insorgono 267 Il vicerè si ritira 269 Battaglia di Bassano 269 Italiani disgustati del vicerè 271 Nugent prende Ferrara 273 Gioacchino si volta contro Napoleone 274 Battaglia al Mincio 277 Inglesi prendono Livorno 279
1814
Manifesto di Bentink 280 Prende Genova 281 Ordina il governo libero 283 Sofisma di Castelreagh 284 Gli alleati in Parigi 285 Convenzione di Schiarino-Rizzino 287 Congedo dei Francesi 288 Pratiche di Eugenio per farsi re 290 Tumulto in Milano 298 Prina ucciso 299 Tradimento di Eugenio 299 Legati all'imperatore 300 Genova unita al Piemonte 300
FINE DELL'INDICE.
TAVOLA DELLE MATERIE CONTENUTE NEI SEI TOMI
(I numeri romani indicano il tomo, gli arabici le pagine).
A
_Abdicazione_ sforzata del re di Sardegna, Tom. IV, pag. 137.
_Aboukir_ (battaglia d') IV, 20.
ABRIAL. Mandato dal Direttorio a Napoli, IV, 210. Vi crea un governo, e quale, _ivi_. Sua generosità verso i discendenti del Tasso, _ivi_.
_Acqui_ (moto incomposto d') contro il governo repubblicano in Piemonte, IV, 220.
ACTON, ministro di Napoli. Sue insinuazioni alla regina, I, 270.
_Adige_. Descrizione del suo corso, II, 242.
_Alba_ (sommossa d') I, 343. Si solleva contro i Francesi, IV, 261.
_Albani-Villa._ Come spogliata, III. 329.
_Albani_, cardinale. Suo parere sul concordato del 1801, V, 207.
ALBAREY (marchese d'). Suo discorso nel consiglio del re di Sardegna a persuasione della continuazione della guerra colla Francia, I, 284.
ALCIATI. Suo fatto contro i sollevati del Piemonte, IV, 114.
_Alessandria_ (Cittadella di) oppugnata dagli alleati, IV. 340.
ALESSANDRO, Imperator di Russia. Sua discordia con Napoleone, V, 309. È vinto e fa la pace con lui, VI, 8. Il va a visitare a Erfurt, 23. Sua guerra con Napoleone, 242. Vince, 245.
ALÌ, pascià di Ianina. Sua natura, IV, 286. Assalta i Francesi a Nicopoli, e gli vince, 288. Come tratta i prigionieri, 294.
_Alleati._ Minacciano Genova, I, 222. Loro speranze e timori, 239. Loro situazione sulla riviera di Ponente, 262. Loro disegni, 264. Perdono la battaglia di Loano, 292. Tentano l'animo del re di Sardegna, 364. Come ordinati in Italia sul principio del 1796, 297 e 321. Loro conforti a Buonaparte, III, 239.
_Altamura_, città del regno di Napoli, presa dal cardinal Ruffo, e come trattata, V, 9.
ALVINZI, generalissimo d'Austria II, 227. Combatte prosperamente a Caldiero, 237. Sua condizione vittoriosa, 240. È vinto ad Arcole, 246. S'apparecchia a nuova guerra, 264. Suoi disegni penetrati, e per opera di chi, 270. È vinto a Rivole, 274. Si ritira alla parte più aspra del Tirolo, 277.
AMORE (cavalier di sant'), condannato a morte a Torino e perchè, I, 209.
_Ancona_, difesa dai Francesi, oppugnata dagli alleati, V, 55. Si arrende, 69.
_Andria_, città della Puglia. Presa d'assalto, e come trattata, IV, 201.
ANGIOI, cavaliere. Suo moto in Sassari per ottener gli _stamenti_, I, 277. Suoi pericoli in Livorno, II, 86.
ANGIOLI. _Ved._ DE ANGIOLI.
ANSELMO, generale di Francia. Invade il paese di Nizza, I, 98.
AOSTA (duca d'). Accompagna il re suo padre nella spedizione di Nizza. Sue qualità, I, 171. Come sottoscriva l'atto d'abdicazione del re suo fratello, IV, 138. Diventa re per la seconda abdicazione di suo fratello, V, 245.
_Aosta_ (valle d'), tentata dai Francesi, I, 201.
_Arciduca_, CARLO. Mandato dall'imperatore a governar l'esercito italico, III, 13. Come lo dispone, 14. Sue qualità, e modo di far la guerra, 15. Si ritira dal Tagliamento, 17. Spera di vincere alla Ponteba ed a Tarvisio, e perchè gli venga rotto il disegno, 24. Sue risoluzioni dopo di questo sinistro, 26. Come risponda ad una lettera di Buonaparte, 30. Generalissimo in Italia, V, 313. È vinto a Caldiero, 319. Generalissimo in Germania, VI, 68. Perde le battaglie di Taun, Abensberga, e Ecmul, 83. E quella di Vagria, 90.
_Arciduca_, FERDINANDO, obbligato a lasciar Milano, e sue provvisioni prima di lasciarlo, I, 373.
_Arciduca_, GIOVANNI, generalissimo d'Austria in Italia, VI, 69. Suo manifesto agli Italiani, 71. Vince a Sacile, 77. Si ritira dall'Italia, 83. Perde la battaglia di Giavarino, 90.
_Arcole_ (battaglia d'), I, 246 e seg.
_Ardente_ (battaglia del colle) I, 207.
ARENA Ved. SALICETI.
_Arezzo_, città di Toscana, si solleva contro i Francesi, IV, 307. Come minacciata da Macdonald, 310. Presa d'assalto dai Francesi, V, 171.
ARGENTEAU, generale Austriaco; suoi errori nella battaglia di Loano, I, 296. Ed in quella del Dego, 331.
ARNAULD, letterato di Francia, va a Corfù, III, 266. Come pensa dei Greci, 271. Quali esortazioni faccia a Buonaparte rispetto a Venezia, 275.
ARTALI, marchese, suo procedere in Messina, VI, 213 e seg.
_Assemblea nazionale_ di Francia. Vedi _Francia_.
ASSIA (principe d') difende Gaeta contro i Francesi, V, 330.
AUGEREAU, generale di Francia, combatte valorosamente alla battaglia di Loano, I, 297. Conforta Buonaparte sbigottito, II, 95 e 99. Grave battaglia tra lui, e Quosnadowich sulla Brenta, 233. Suo valore nella battaglia d'Arcole, 254. Sue generose querele sul modo con cui è trattata Verona, III, 87.