Part 58
[295] _Gazzetta di Londra_, 5 settembre; Ms. Sheridan; Barillon, 6–16 settembre 1687. «_Le Roi son maître, dice Barillon, a témoigné une grande satisfaction des mesures quʼil a prises, et a autorisé ce quʼil a fait en faveur des Catholiques. Il les établit dans les emplois et les charges, en sorte que lʼautorité se trouvera bientôt entre leurs mains. Il reste encore beaucoup de choses à faire en ce pays–là pour retirer les biens injustement ôtés aux Catholiques; mais cela ne peut sʼexécuter quʼavec le temps et dans lʼassemblée dʼun parlement en Irlande_.»
[296] _Gazzetta di Londra_, 5 e 8 settembre 1687.
[297] Vedi il _Processo contro il Collegio della Maddalena in Oxford, per non avere eletto Antonio Farmer a Presidente del detto Collegio_, nella _Collezione dei Processi di Stato_, edizione di Howell; Luttrell, _Diario_, 15, 17, giugno, 24 ottobre, 10 dicembre 1687; Smith, _Narrazione_; Lettera del dott. Riccardo Rawlinson in data del 31 ottobre 1687; Reresby, _Memorie_; Burnet, I, 699; Cartwright, _Diario_; Citters, 23 ottobre–4 novembre, 28 ottobre–7 novembre, 8–18 novembre 1687.
[298] «_Quand on connoît le dedans de cette cour aussi intimement que je la connois, on peut croire que sa Majesté Britannique donnera volontiers dans ces sortes de projets_.» Bonrepaux a Seignelay, 18–28 marzo 1686.
[299] «_Que, quand pour établir la religion catholique, et pour la confirmer icy, il (Giacomo) devroit se rendre en quelque façon dépendant de la France, et mettre la décision de la succession à la couronne entre les mains de ce monarque là, quʼil seroit obligé de le faire, parce quʼil vaudroit mieux pour ses sujets quʼils devinssent vassaux du Roy de France, étant catholique, que de demeurer comme esclaves du Diable_.» Questo documento esiste e negli Archivi di Francia e in quelli dʼOlanda.
[300] Citters, 6–16, 17–27 agosto 1686; Barillon, 19–29 agosto.
[301] Barillon, 13–23 settembre 1686. «_La succession est une matière fort délicate à traiter. Je sais pourtant quʼon en parle au Roy dʼAngleterre, et quʼon ne désespère pas avec le temps de trouver des moyens pour faire passer la couronne sur la tête dʼun héritier catholique._»
[302] Bonrepaux, 11–21 luglio 1687.
[303] Bonrepaux a Seignelay, 25 agosto–4 settembre 1687. Riferirò poche parole di questo notevolissimo documento: «_Je sais bien certainement que lʼintention du Roy dʼAngleterre est de faire perdre ce royaume (la Irlanda) à son successeur, et de le fortifier en sorte que tous ses sujets catholiques y puissent avoir un asyle assuré. Son projet est de mettre les choses en cet estat dans le cours de cinq années_.» Nelle _Consulte Secrete del Partito Papale in Irlanda_, stampate nel 1690, è un luogo che mostra come siffatte pratiche non fossero tenute strettamente secrete. «Quantunque il Re tenesse questo disegno celato alla più parte deʼ suoi Consiglieri, nondimeno è certo chʼegli aveva promesso al Re di Francia la facoltà di disporre di quel governo e di quel Regno quando le cose fossero apparecchiate in modo da potere far ciò impunemente.»
[304] Citters, 28 ottobre–7 novembre, 22 novembre–2 dicembre 1687; la Principessa Anna alla Principessa dʼOrange, 14 e 20 marzo 1687–88; Barillon, 1–11 dicembre 1687; _Politica della Rivoluzione_; la Canzone intitolata: _Two Toms and a Nat_; Johnstone, 4 aprile 1688; _Consulte secrete del partito Papale in Irlanda_, 1690.
[305] Le inquietudini del Re intorno a questo negozio sono riferite da Ronquillo, 12–22 dicembre 1687: «_Un Principe de Vales y un Duque de York y otro de Lochaosterna_ (credo voglia dire Lancastro) _no bastan a redimir la gente; porque el Rey tiene 54 annos, y vendrá a morir, dejando los hijos pequeños, y que entonces el reyno se apoderará dellos, y les nambrará tutor, y los educará en la religion protestante, contra la disposicion que dejare el Rey, y la autoritad de la Reyna_.»
[306] Esistono tre liste di quel tempo; una negli Archivi francesi due altre in quelli della famiglia Portland. In tali liste i Pari sono classificati con le seguenti categorie: _Per lʼabrogazione dellʼAtto di Prova.—Contro lʼabrogazione—Dubbi_. Secondo una delle predette liste 31 sono pro, 86 contra, 20 dubbi; secondo lʼaltra 33 pro, 87 contra, 19 dubbi; secondo la terza 35 pro, 92 contra, e 10 dubbi. Di questi documenti trovansi le copie nei Mss. Mackintosh.
[307] Nel Museo Britannico esiste una lettera di Dryden ad Etherege in data di febbraio 1688. Non mi ricordo dʼaverla veduta mai stampata «Voglia il cielo, dice Dryden, che il nostro sovrano promuova con lo esempio gli ozi beati, siccome fece il suo fratello di benedetta memoria: imperocchè il cuore mi dice chʼegli non vantaggerà punto le sue faccende col darsi moto.»
[308] Barillon, 20 agosto–8 settembre 1687.
[309] Lo riferì Lord Bradford, che vi si trovava presente, a Dartmouth; Annotazione a Burnet, I, 755.
[310] _Gazzetta di Londra_, 12 dicembre 1687.
[311] Bonrepaux a Seignelay, 14–24 novembre; Citters, 15–25 novembre; _Giornali dei Lordi_, 10 dicembre 1689.
[312] Citters, 28 ottobre–7 novembre 1687.
[313] Halstead, _Breve Genealogia della Famiglia De Vere_, 1685; Collins, _Collezioni storiche_. Vedi neʼ _Giornali deʼ Lordi_, e nelle _Relazioni_ di Jones i processi rispetto alla Contea di Oxford, marzo e aprile 1625–26. Lo esordio del discorso del Lord Capo Giudice Crew si annovera fra i più squisiti esempi dellʼantica eloquenza inglese. Citters, 7–17 febbraio 1688.
[314] Coxe, _Carteggio di Shrewsbury_; Mackay, _Memorie; Vita di Carlo Duca di Shrewsbury_, 1718; Burnet, I, 762; Birch, _Vita di Tillotson_, dove il lettore troverà una lettera di Tillotson a Shrewsbury, la quale mi sembra esempio di grave, amichevole e cortesissimo rimprovero.
[315] Norina chiamava Re Carlo il suo Carlo III. Si disputa se Dorset o il Maggiore Hart fosse per lei il Carlo I. Ma a me sembra che in favore di Dorset siano maggiori le testimonianze. Vedi il passo soppresso di Burnet, I, 263, e Pepys, _Diario_, 26 ottobre 1667.
[316] Pepys, _Diario_; la dedica delle poesie di Prior al Duca di Dorset; Johnson, _Vita di Dorset_; Dryden, _Saggio sopra la Satira_, e la dedica del _Saggio sopra la Poesia Drammatica_. Lo affetto che Dorset sentiva per la sua moglie e la rigorosa fedeltà che le serbò, sono sprezzantemente rammentate dal dissoluto Sir Giorgio Etherege nelle sue lettere da Ratisbona, 9–19 dicembre 1687, e 16–26 gennaio 1688; Shadwell, dedica dello _Scudiero dʼAlsazia_; Burnet, I, 264; Mackay, _Caratteri_. Alcune delle specialità di Dorset sono ben descritte nello epitaffio che di lui scrisse Pope: «Dolce era la sua indole, quantunque fosse severo il suo canto.» E appresso: «Benedetto cortigiano, il quale potè rendersi gradito al Re ed al paese, e nondimeno tener sacre le sue amicizie e le sue agiatezze.»
[317] Barillon, 9–19 gennaio 1688; Citters, 31 gennaio–10 febbraio.
[318] Adda, 3–13, 10–20 febbraio 1688.
[319] Barillon, 5–15, 8–18, 12–22 dicembre 1687; Citters, 29 novembre–9 dicembre, 2–12 dicembre.
[320] Citters, 28 ottobre–7 novembre 1687; Lonsdale, _Memorie_.
[321] Citters, 22 novembre–2 dicembre 1687.
[322] Ibid., 27 dicembre–6 gennaio 1687–88.
[323] Ibid.
[324] Johnstone nota due volte la collera di Rochester in questa occasione, 25 novembre, e 8 dicembre 1687. Della sua poca riuscita fa menzione Citters, 6–16 dicembre.
[325] Citters, 6–16 dicembre 1687.
[326] Ibid., 20–30 dicembre 1687.
[327] Ibid., 30 marzo–9 aprile 1687.
[328] Ibid., 22 novembre–2 dicembre 1687.
[329] Citters, 15–25 novembre 1687.
[330] Citters, 10–20 aprile 1688.
[331] Deʼ timori che si avevano intorno alla Contea di Lancastro parla Citters in un dispaccio in data del 18–28 novembre 1687; e del risultato in un dispaccio scritto quattro giorni dopo.
[332] Bonrepaux, 11–21 luglio 1687.
[333] Citters, 3–13 febbraio 1688.
[334] Citters, 5–15 aprile 1688.
[335] _Gazzetta di Londra_, 5 dicembre 1687; Citters, 6–16 dicembre.
[336] Circa venti anni innanzi questa epoca un Gesuita aveva notato la vita ritirata che menavano in Inghilterra i gentiluomini delle campagne. «La nobiltà inglese, se non se legata in servigio di Corte, o in opera di maestrato, vive, e gode il più dellʼanno alla campagna, neʼ suoi palagi e poderi, dove son liberi e padroni; e ciò tanto più sollecitamente i Cattolici, quanto più utilmente, sì come meno osservati colà.» _LʼInghilterra descritta dal P. Daniello Bartoli_, Roma 1667.
«Molti degli Sceriffi papisti, scriveva Johnstone, hanno possessioni e dichiarano che chiunque sʼaspetti chʼessi falsino le elezioni, si troverà ingannato. I gentiluomini papisti che vivono nelle loro case di campagna sono molto diversi da coloro che abitano qui in città. Parecchi di loro hanno ricusata la nomina di Sceriffi e Luogotenenti Deputati.» 8 dicembre 1687.
Ronquillo dice le stesse cose: «_Algunos Catolicos que fueron nombrados por sherifez se han excusado_.» 9–19 gennaio 1688. Alcuni mesi dopo scrisse alla sua Corte che i gentiloomini cattolici delle campagne avrebbero acconsentito a un accomodamento le cui condizioni sarebbero state lʼabolizione delle leggi penali, e la conservazione dellʼAtto di Prova. «_Estoy informado, dice egli que los Catolicos de las provincias no lo repruebon; pues non pretendiendo oficios, y siendo solo algunos de la Corte los provechosos, les parece que mejoran su estado, quedando seguros ellos y sus descendientes en la religion, en la quietad, y en la securitad de sus haciendas_.» 23 luglio–2 agosto 1688.
[337] _Libro del Consiglio Privato_, 25 settembre 1687; 21 febbraio 1687–88.
[338] Ricordi del Corpo Municipale, citati da Brand nella _Storia di Newcastle_; Johnstone, 21 febbraio 1687–88.
[339] Johnstone, 21 febbraio 1687–88.
[340] Citters, 14–24 febbraio 1687–88.
[341] Ibid. 1–11 maggio 1688.
[342] Nel margine del libro del Consiglio Privato sono notate le parole “Seconda Regolazione, e Terza Regolazione” sempre che un Corpo Municipale era stato riformato più volte.
[343] Johnstone, 23 maggio 1688.
[344] Ibid., 21 febbraio 1688.
[345] Johnstone, 21 febbraio 1688.
[346] Citters, 20–30 marzo 1688.
[347] Ibid., 1–11 maggio 1688.
[348] Citters, 22 maggio–1 giugno 1688.
[349] Ibid., 1–11 maggio 1688.
[350] Ibid., 18–28 maggio 1688.
[351] Citters, 6–16 aprile 1688; Copialettere del Tesoro, 24 marzo 1687–88; Ronquillo, 16–26 aprile.
[352] Citters, 18–28 maggio 1688.
[353] Citters, 18–28 maggio 1688.
[354] _Gazzetta di Londra_, 1688. Vedi processo contro Williams nella _Collezione dei Processi di Stato_. “_Ha hecho_, dice Ronquillo, _grande susto el haber nombrado el abogado Williams que fue el orador y el mas arrabiado de toda la casa de los comunes en los ultimos terribles parlamentos del Rey difunto_.” 27 novembre–7 dicembre 1687.
[355] _Gazzetta di Londra_, 30 aprile 1688; Barillon, 26 aprile–6 maggio.
[356] Citters, 1–11 maggio 1688.
[357] _Gazzetta di Londra_, 7 maggio 1688.
[358] Johnstone, 27 maggio 1688.
[359] Io sospetto che Alessandro Knox, uomo insigne, del quale lo eloquente conversare e le elaborate lettere ebbero grande influenza sulle menti deʼ suoi coetanei, imparasse gran parte del suo sistema teologico negli scritti di Fowler. Il libro di Fowler intorno allo _Intendimento del Cristianesimo_ fu assalito da Giovanni Bunyam con ferocia da non potersi giustificare, ma che può alquanto essere scusata dalla nascita e dalla educazione dellʼonesto calderaio.
[360] Johnstone, 23 maggio 1688. Vi è una poesia satirica su questa ragunanza, ed ha titolo _La Cabala Clericale_.
[361] Clarendon, _Diario_, 22 maggio 1688.
[362] Estratti dal Ms. Tanner neʼ _Processi di Stato_ di Howell; _Vita di Prideaux_; Clarendon, _Diario_, 16 maggio 1688.
[363] Clarendon, _Diario_, 16 e 17 maggio 1688.
[364] Sancroft, Relazione del fatto, tratta dal Ms. di Tanner. Citters, 22 maggio–1 giugno 1688.
[365] Burnet, I, 741; _Politica della Rivoluzione_.
[366] Clarke, _Vita di Giacomo II_, ii, 155.
[367] Citters, 22 maggio–1 giugno 1688; Burnet, I, 740; e lʼannotazione di Lord Dartmouth; Southey, _Vita di Wesley_.
[368] Citters, 22 maggio–1 giugno 1688.
[369] Citters, 29 maggio–8 giugno 1688.
[370] Citters, 29 maggio–8 giugno 1688.
[371] Barillon, 24 maggio–3 giugno, 31 maggio–10 giugno 1688; Citters, 1–11 luglio; Adda, 25 maggio–4 giugno, 30 maggio–9 giugno, 1–11 giugno; Clarke, _Vita di Giacomo II_, ii, 158.
[372] Burnet, I, 740; Vita di Prideaux; Citters, 12–22, 15–25 giugno 1688, MS. Tanner; Vita e Carteggio di Pepys.
[373] Vedi la Relazione di Sancroft, stampata, e tratta dal MS. Tanner.
[374] Burnet, I, 741; Citters, 8–18, 12–22 giugno 1688; Luttrell, Diario, 8 giugno; Evelyn, Diario; Lettera del dottore Nalson a sua moglie, in data del 14 giugno, e tratta dal MS. Tanner; Reresby, Memorie.
[375] Reresby, Memorie.
[376] Carteggio tra Anna e Maria in Darlymple; Clarendon, _Diario_, 31 ottobre 1688.
[377] Ciò chiaro si deduce dal _Diario_ di Clarendon, 31 ottobre 1688.
[378] Clarke, _Vita di Giacomo II_, ii, 159, 160.
[379] Clarendon, _Diario_, 10 giugno 1688.
[380] Johnstone in poche parole narra squisitamente il caso: “Generalmente il popolo crede che tutto sia un inganno; perocchè dicono: i calcoli sono cangiati, la principessa allontanata, la famiglia Clarendon e lo Ambasciatore Olandese non invitati, la instantaneità della cosa, le prediche, le assicurazioni deʼ preti, la furia.” 13 giugno 1688.
[381] Ronquillo, 26 luglio–5 agosto. Ronquillo aggiunge che le cose dette da Zulestein circa la pubblica opinione in Inghilterra, erano esattamente vere.
[382] Citters, 12–22 giugno 1688; Luttrell, _Diario_, 18 giugno.
[383] Per le cose eseguite in questo giorno vedi i _Processi di Stato_; Clarendon, _Diario_; Luttrell, Diario; Citters, 15–25 giugno; Johnstone, 19 giugno; _Politica della Rivoluzione_.
[384] Johnstone, 18 giugno 1688; Evelyn, _Diario_, 29 giugno.
[385] Ms. Tanner.
[386] Questo fatto mi fu comunicato cortesissimamente dal Reverendo R. S. Hawker di Morwenstow in Cornwall.
[387] Johnstone, 18 giugno 1688.
[388] Adda, 29 giugno–9 luglio 1688.
[389] Non è da fidarsi—già sʼintende—in ciò che lo stesso Sunderland racconta. Ma egli chiama in testimonio Godolphin di ciò che seguì rispetto allʼAtto di Stabilimento in Irlanda.
[390] Barillon, 24 giugno–1 luglio 1688; Adda, 29 giugno–9 luglio; Citters, 26 giugno–6 luglio; Johnstone, 2 luglio 1688; _I Convertiti_, poesia.
[391] Clarendon, _Diario_, 21 giugno 1688.
[392] Citters, 26 giugno–6 luglio 1688.
[393] Johnstone, 2 luglio 1688.
[394] Johnstone, 2 luglio 1688.
[395] Johnstone, 2 luglio 1688. Lo editore delle relazioni di Levinz grandemente si maraviglia che, dopo la Rivoluzione, Levinz non fosse rimesso nel suo ufficio. I fatti narrati da Johnstone varranno forse a spiegare questa apparente ingiustizia.
[396] Lo deduco da una lettera di Compton a Sancroft, in data del 12 giugno.
[397] _Politica della Rivoluzione_.
[398] Sono le precise parole dʼun testimone oculare, e trovansi in una lettera nella Collezione di Mackintosh.
[399] Vedi il processo nella _Collezione dei Processi di Stato_. Ho tratto alcuni particolari da Johnstone ed alcuni altri da Van Citters.
[400] Johnstone, 2 luglio 1688; Lettera del signor Ince allo Arcivescovo, in data delle ore sei antimeridiane; Ms. Tanner; _Politica della Rivoluzione_.
[401] Johnstone, 2 luglio 1688.
[402] _Processi di Stato_; Oldmixon, 739; Clarendon, _Diario_, 25 giugno 1688; Johnstone, 2 luglio; Citters, 3–13 luglio; Adda, 6–16 luglio; Luttrell, _Diario_; Barillon, 2–12 luglio.
[403] Citters 3–13 luglio. La gravità con cui egli racconta il fatto produce un effetto comico: “_Den Bisschop van Chester, wie seer de partie van het hof houdt, om te voldoen aan syne gewoone nieusgierigheit, hem op dien tyt in Westminster Hall mede hebbende laten vinden, in het uitgaan doorgaans was nitgekreten voor een grypende wolf in schaaps kleederen; en hy synde een heer van hooge stature en vollyvig, spotsgewyse alomme geroepen was dat men woor hem plaats moeste maken, om te laten passen, gelyck ook geschiede, om dat soo sy uitschreouwden en hem in het aansigt seyden, hy deh Paas in syn buych hadde_.”
[404] Luttrell; Citters, 3–13 luglio 1688. “_Soo syn integendeet gedagtejurys met de uyterste acclamatie en alle teyckenen van genegenheyt in danckbaarbeyt in het door passeren van de gemeente ontvangen. Honderden vielen haar om den hals met alle bedenckelycke wewensch van segen en geluck over hare persoonen on familien, om dat sy haar so husch en eerlyck buyten verwagtinge als het ware in desen gedragen hadden. Veele van de grouten en cleynen adel wierpen in het wegryden handen vol gelt onder de armen luyden om op de gesontheyt van den Coning, der Heeren Prelaten, en de Jurys te drincken_.”
[405] “_Mi trovava con Milord Sunderland la stessa mattina, quando venne lʼAvvocato Generale a rendergli conto del successo, e disse che mai più a memoria dʼuomini si era sentito un applauso, mescolato di voci e lacrime di giubilo, eguale a quello che veniva egli di vedere in questʼoccasione_.” Adda, 6–16 luglio 1688.
[406] Burnet, I, 74; Citters, 3–13 luglio 1688.
[407] Vedi una assai curiosa Relazione, pubblicata nel 1710 fra altre scritture da Danby, allora Duca di Leeds. Un piacevole racconto di cotesta cerimonia trovasi nello _Esame_ di North, 570. Vedi anche lʼannotazione allo Epilogo dellʼ_Edipo_ nelle Opere di Dryden, edizione di Gualtiero Scott.
[408] Reresby, _Memorie_; Citters, 3–13 luglio 1688; Adda, 6–16 luglio; Barillon, 2–12 luglio; Luttrell, _Diario_; Lettera di notizie, 4 luglio; Oldmixon, 739, Carteggio di Ellis.
[409] Il _Fur Prædestinatus_.
[410] Questo documento trovasi nella prima delle dodici Collezioni degli scritti relativi agli affari dʼInghilterra, stampati verso la fine del 1688 e il principio del 1689. Fu pubblicato il dì 26 luglio, poco meno dʼun mese dopo il processo. Lloyd di Santo Asaph intorno al medesimo tempo disse ad Enrico Wharton che i Vescovi si proponevano di adottare una politica affatto nuova verso i Protestanti Dissenzienti. “_Omni modo curaturos ut ecclesia sordibus et corruptelis penitus exueretur; ut sectariis reformatis reditus in ecclesiæ sinum exoptati occasio ac ratio concederetur, si qui sobrii et pii essent; ut pertinacibus interim jugum levaretur, extinctis penitus legibus mulctatoriis_.”—_Excerpta ex Vita H. Wharton_.
[411] Questo variare dʼopinioni nel partito Tory è assai bene esposto in un libretto pubblicato nel principio del 1689, col titolo: _Dialogo tra due Amici, nel quale la Chiesa Anglicana si difende dʼessersi collegata col Principe dʼOrange_.
[412] «_Aut nunc, aut nunquam_.» Ms. Witsen citato da Wagenaar, lib. LX.
[413] Burnet, I, 763.
[414] Sidney, _Diario e Carteggio_, pubblicati da Blencowe; Mackay, Memorie, e la nota di Swift: Burnet, I, 763.
[415] Burnet, I, 763; Lettera in cifra a Guglielmo in data del 18 giugno 1688 in Dalrymple.
[416] Burnet, I, 764; Lettera in cifra a Guglielmo, in data del 18 giugno 1688.
[417] Intorno a Montaigne, vedi la lettera di Halifax a Cotton. Credo che la testa di Halifax che si vede nellʼAbbadia di Westminster porga di lui migliore idea di quel che facciano tutte le pitture e incisioni da me vedute.
[418] Burnet, I, 764; Sidney al principe dʼOrange, 30 giugno 1688, in Dalrymple.
[419] Burnet, I, 763; Lumley a Guglielmo, 31 maggio 1688, in Dalrymple.
[420] Vedi cotesto invito distesamente riportato da Dalrymple.
[421] Lettera di Sidney a Guglielmo, 30 giugno 1688; Avaux, _Negoz._, 10–20, 12–22 luglio.
[422] Bonrepaux, 18–28 luglio 1687.
[423] Estratti di Birch, nel Museo Britannico.
[424] Avaux, _Negoz._, 28 ottobre–8 novembre 1683.
[425] Quanto alle relazioni che passavano tra lo Statoldero e la città di Amsterdam, vedi Avaux, _passim_.
[426] Adda, 6–16 luglio 1688.
[427] Reresby, _Memorie_.
[428] Barillon, 2–12 luglio 1688.
[429] _Gazzetta di Londra_ del 16 luglio 1688. Lʼordine ha la data del 14 luglio.
[430] Sono parole di Barillon, 6–16 luglio 1688.
[431] Vedi una delle numerose ballate di quel tempo dove si fa allusione aʼ due Bretoni, che sono Jeffreys e Williams, entrambi naturali del paese di Galles.
[432] Gazzetta di Londra, 9 luglio 1688.
[433] Ellis, _Carteggio_, 10 luglio 1688; Clarendon, _Diario_, 3 agosto 1688.
[434] _Gazzetta di Londra_, 9 luglio 1688; Adda, 13–23 luglio; Evelyn, _Diario_, 12 luglio; Johnstone, 8–18 dicembre 1687, 6–16 febbraio 1688.
[435] Lettere di Sprat al Conte di Dorset; _Gazzetta di Londra_, 23 agosto 1688.
[436] _Gazzetta di Londra_, 26 luglio 1688; Adda, 27 luglio–6 agosto; Lettera di Notizie nella Collezione Mackintosh, 25 luglio; Ellis, _Carteggio_, 28–31 luglio; Wood, _Fasti Oxonienses_.
[437] Wood, _Athenæ Oxonienses_; Luttrell, _Diario_, 23 agosto 1688.
[438] Ronquillo, 17–27 settembre 1688; Luttrell, _Diario_, 6 settembre.
[439] Ellis, _Carteggio_, 4, 7 agosto 1688; Sprat, Relazione della Conferenza del 6 di novembre 1688.
[440] Luttrell, Diario, 8 agosto 1688.
[441] Ciò è riferito da tre scrittori, che potevano ben ricordarsi delle cose seguite in queʼ tempi, Kennet, Eachard, e Oldmixon. Vedi parimente lʼ_Avvertimento contro i Whig_.
[442] Barillon, 23 agosto–2 settembre 1688, 3–13, 6–16, 8–18 settembre.
[443] Luttrell, _Diario_, 27 agosto 1688.
[444] King; _Condizioni dei Protestanti Irlandesi; Consulte secrete del Partito Papale in Irlanda_.
[445] _Consulte secrete del partito Papale in Irlanda_.
[446] _Storia della Diserzione_, 1689 (raffronta la prima con la seconda edizione); Barillon, 8–18 settembre 1688; Citters, alla stessa data; Clarke Vita di Giacomo II, ii, 168. Il compilatore di questa opera afferma che Churchill mosse la Corte Marziale a condannare i sei ufficiali a morte. Non sembra che tale storiella sia stata ricavata dalle carte del re, io quindi la considero come una delle tante menzogne inventate a San Germano a fine di denigrare un carattere già bastevolmente nero. Che Churchill in questa occasione avesse potuto simulare grande sdegno, onde nascondere il tradimento chʼei meditava, è molto probabile. Ma è impossibile a credersi che un uomo sensato come lui avesse spinto il Consiglio di Guerra ad infliggere una pena che era al di là della sua competenza.
[447] La canzone di Lilliburello si trova nella Raccolta delle Poesie politiche. La prima parte si trova nei _Resti_ di Percy, ma non la seconda parte, la quale vi fu aggiunta dopo lo sbarco di Guglielmo. Nello _Esaminatore_, e in varii libercoli del 1712 si afferma che Wharton ne è lʼautore.
[448] Vedi le _Negoziazioni_ del Conte dʼAvaux. Mi sarebbe quasi impossibile citare tutti i luoghi daʼ quali ho attinto le materie per questa parte del mio racconto. I più importanti si trovano sotto le seguenti date: 1685, 20, 24 settembre, 5 ottobre, 20 dicembre; 1686, 3 gennaio, 22 novembre; 1687, 2 ottobre, 6, 19 novembre; 1688, 29 luglio, 20 agosto. Lord Lonsdale nelle sue _Memorie_ giustamente nota che, se Luigi fosse stato più savio, la città dʼAmsterdam avrebbe impedita la Rivoluzione.
[449] Ranke, _Die Römischen Päpste_, lib. VIII; Burnet, I, 759.
[450] Burnet, I, 758. Lo scritto di Luigi ha la data del 28 agosto–6 settembre 1688, e trovasi nel _Recueil de Traités_, vol. IV, n. 219.
[451] Per la profonda destrezza con cui egli mostrò sotto due diversi aspetti la sua politica a due diversi partiti fu acremente rimproverato poscia nella Corte di San Germano: «_Licet federatis publicus ille prædo haud aliud aperte proponat nisi ut Gallici Imperii exuberans amputetur potestas, verumtamen sibi et suis ex hæretica fæce complicibus, ut pro comperto habemus, longe aliud promittit, nempe ut, exciso vel enervato Francorum regno, ubi Catholicarum partium summum jam robur situm est, hæretica ipsorum pravitas per orbem Christianum universum prævaleat_.»—Lettera di Giacomo al Papa, evidentemente scritta nel 1689.
[452] Avaux, _Negoz._, 2–12, 10–20, 11–21, 14–24, 16–26, 17–27 agosto, 23 agosto–2 settembre 1688.
[453] Avaux, _Negoz._, 4–14 settembre 1688.