Part 57
[159] In una lettera a Giacomo, trovatasi tra le carte del vescovo Tyrrel, e che ha la data del 14 agosto 1686, sʼincontrano alcune notevoli espressioni: «Pochi o nessuni sono i Protestanti in quel paese, i quali non siano collegati coi Whig contro il nemico comune.» E più sotto: «Coloro che qui (cioè in Inghilterra) passavano per Tory, pubblicamente parteggiano pei Whig in Irlanda.» Swift diceva le medesime cose pochi anni dopo al re Guglielmo: «Mi rammento dʼaver detto al re, trovandomi in Inghilterra, che i più rigorosi Tory che siano tra noi, ivi sarebbero Whig moderati.»—Lettera intorno alla Prova Sacramentale.
[160] La ricchezza e la negligenza del clero anglicano dʼIrlanda sono ricordate con fortissime parole dal Lord Luogotenente Clarendon, testimone degno di tutta fede.
[161] Clarendon rammenta ciò al re in una lettera in data del 14 marzo 1685–86, ed aggiunge chʼera cosa verissima.
[162] Clarendon propose caldamente questa misura, ed opinava che il Parlamento Irlandese avrebbe fatta la parte sua. Vedi la lettera di lui ad Ormond, 28 agosto 1686.
[163] Fu un OʼNeill, uomo di grande importanza, colui che disse non essere convenevole per lui storcere la bocca a balbettare lʼinglese. Prefazione al vol. I della _Hibernia Anglicana_.
[164] Ms. Sheridan, tra le carte degli Stuardi. Debbo confessarmi grato alla cortesia con cui il sig. Glover mi ha aiutato a cercare quel pregevole manoscritto. Dagli ammonimenti che Giacomo, nel 1692, scrisse per suo figlio, pare chʼegli sempre pensasse che la Irlanda non si potesse senza pericolo affidare ad un Lord Luogotenente Irlandese.
[165] Ms. Sheridan.
[166] Clarendon a Rochester, 17 gennaio 1685–86; _Consulte segrete del Partito papista_ in Irlanda, 1690.
[167] Clarendon a Rochester, 27 febbraio 1685–86.
[168] Clarendon a Rochester e a Sunderland, 2 marzo 1685–86; ed a Rochester, 14 marzo.
[169] Clarendon a Sunderland, 26 febbraio 1685–86.
[170] Sunderland a Clarendon, 11 marzo 1685–86
[171] Clarendon a Rochester, 14 marzo 1685–86.
[172] Clarendon a Giacomo, 4 marzo 1685–86.
[173] Giacomo a Clarendon, 6 aprile 1685–86.
[174] Sunderland a Clarendon, Clarendon a Sunderland, 6–11 luglio–22 maggio 1686; Clarendon ad Ormond, 30 maggio.
[175] Clarendon a Rochester e a Sunderland, 1 giugno 1686; a Rochester, 12 giugno; King, _Condizioni deʼ Protestanti dʼIrlanda_, cap. II, sez. 6 e 7; _Apologia dei Protestanti dʼIrlanda_, 1689.
[176] Clarendon a Rochester, 15 maggio 1686.
[177] Clarendon a Rochester, 11 maggio 1686.
[178] Ibid., 8 giugno 1686.
[179] _Consulte secrete del Partito papista in Irlanda._
[180] Clarendon a Rochester, 26 giugno, e 4 luglio 1686; _Apologia deʼ Protestanti dʼIrlanda_, 1689.
[181] Clarendon a Rochester, 4–22 luglio 1686; a Sunderland, 6 luglio; al re, 14 agosto.
[182] Clarendon a Rochester, 19 giugno 1686.
[183] Ibid., 22 giugno 1686.
[184] MS. Sheridan; King, _Condizioni deʼ Protestanti dʼIrlanda_, cap. III, sezione 3 e 8. Un notabilissimo saggio della impudente mendacità di Tyrconnel trovasi nella lettera di Clarendon a Rochester, 22 luglio 1686.
[185] Clarendon a Rochester, 8 giugno 1686.
[186] Clarendon a Rochester, 23 settembre e 2 ottobre 1686; _Consulte secrete del Partito papista in Irlanda_, 1690.
[187] Clarendon a Rochester, 6 ottobre 1686.
[188] Clarendon al re, ed a Rochester, 23 ottobre 1686.
[189] Clarendon a Rochester, 29, 30 ottobre 1686.
[190] Ibid, 27 novembre 1686.
[191] Barillon, 13–23 settembre 1686: Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 99.
[192] Ms. Sheridan.
[193] Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 100.
[194] Barillon, 13–23 settembre 1686; Bonrepaux, 4 giugno 1687.
[195] Barillon, 2–12 dicembre 1686; Burnet, I, 684; Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 100; Dodd, Storia della Chiesa. Mi sono studiato dʼintessere un racconto schietto da cotesti materiali che lottano tra loro. Mi par chiaro, dagli stessi scritti di Rochester, che in questa occasione egli non si mostrasse così tenace come è stato asserito da Burnet, e dal biografo di Giacomo.
[196] Dalle carte di Rochester, in data del dì 3 dicembre 1686.
[197] Dalle carte di Rochester, 4 dicembre 1686.
[198] Barillon, 20–30 dicembre 1686.
[199] Burnet, I, 684.
[200] Bonrepaux, 25 maggio–4 giugno 1687.
[201] Carte di Rochester, 19 dicembre 1686; Barillon, 30 dicembre–9 gennaio 1686–87; Burnet, I, 685; Clarke, _Vita di Giacomo II_, II, 102. Libro del Tesoro, 29 dicembre 1686.
[202] Il Vescovo Malony, in una lettera al vescovo Tyrrel, dice: «Nessun Cattolico o qualunque altro Inglese penserà mai, o farà mai un passo, o lascerà mai fare al re un passo pel vostro risorgimento; ma vi lascerà quali siete stati finora; lascerà i vostri nemici pesare sulle vostre teste: nè vi è Inglese, sia cattolico o no, di qualsivoglia grado o qualità, che abborrisca di sacrificare tutta la Irlanda a fine di salvare il suo più lieve interesse in Inghilterra: ei la vedrebbe più volentieri abitata tutta quanta dagli Inglesi di qualunque religione, che dagli Irlandesi.»
[203] Il migliore racconto di questi fatti trovasi nel Ms. Sheridan.
[204] Ms. Sheridan; Oldmixon, _Memorie sopra la Irlanda_; King, _Condizioni dei Protestanti dellʼIrlanda_, e segnatamente il cap. III; _Apologia deʼ Protestanti dellʼIrlanda_, 1689.
[205] _Consulte segrete del Partito papale in Irlanda_, 1690.
[206] Gazzetta di Londra, 6 gennaio e 14 marzo 1686–87; Evelyn, _Diario_, 10 marzo; Etherege, Lettera a Dover, nel Museo Britannico.
[207] «Pare che gli animi sono inaspriti dalla voce che corre per il popolo, dʼesser cacciato il detto ministro per non essere Cattolico: perciò tirarsi allʼesterminio deʼ Protestanti.» Adda, 31 dicembre–10 gennaio 1687.
[208] Le fonti principali da cui ho ricavata la materia a ritrarre il Principe dʼOrange, sono la _Storia_ di Burnet, le _Memorie_ di Temple e Gourville, le _Legazioni_ deʼ Conti dʼEstrade e dʼAvaux, le _Lettere_ di Sir Giorgio Downing al Lord Cancelliere Clarendon, la voluminosa _Storia_ di Wagenaar, lʼopera di Kamper intitolata _Karakterkunde der Vaderlandsche Geschiendeis_; e sopra tutto lo Epistolario familiare di Guglielmo, del quale carteggio il Duca di Portland concesse a Sir Giacomo Mackintosh dʼestrarre una copia.
[209] Dopo la pace di Ryswick, Guglielmo fu caldamente pregato dagli amici suoi a parlare severamente allo ambasciadore francese intorno alle trame dʼassassinio che i Giacomiti di Saint–Germains meditavano sempre. La fredda magnanimità ondʼegli accolse tali annunzi di pericolo è singolarmente caratteristica. A Bentinck, che da Parigi aveva trasmesso avvisi di grande sospetto, Guglielmo rispose in fine ad una lunga lettera dʼaffari queste semplici parole:—«_Pour les assassins, je ne luy en ay pas voulu parler, croiant que cʼétoit au dessous de moy;_» 2–12 maggio 1698. Citando la riferita lettera, ho conservata la ortografia originale, seppure meriti tal nome.
[210] Da Windsor scriveva a Bentinck, allora ambasciatore a Parigi: «_Jʼay pris avant hier un cerf dans la foreste avec les chiains du Pr. de Denm., et ay fait un assez jolie chasse, autant que ce vilain paiis le permest_;» 20 marzo–1 Aprile 1698. Lʼortografia è cattiva, ma non peggiore di quella di Napoleone. Guglielmo da Loo scrisse con più buon umore:«_Nous avons pris deux gros cerfs, le premier dans Dorewaert, qui est des plus gros que je sache avoir jamais pris. Il porte seize_.» 25 ottobre–4 novembre 1697.
[211] Marzo 1679.
[212] «_Voilà en peu de mot le détail de nostre St. Hubert. Et jʼay eu soin que M. Woodstoc_ (era figlio maggiore di Bentinck) _nʼa point esté à la chasse, bien moin au soupè; quoyquʼil fût icy. Vous pouvez pourtant croire que de nʼavoir pas chassè lʼa un peu mortifiè, mais je ne lʼay pas ausé prendre sur moy, puisque vous mʼaviez dit que vous ne le souhaitiez pas_.» Da Loo, 4 novembre 1697.
[213] 15 giugno 1688.
[214] 6 settembre 1679.
[215] Vedi ciò che di lei scrive Swift, nel _Giornale a Stella_.
[216] Enrico Sidney, _Diario_, 31 marzo 1680, nella interessante collezione di Blencowe.
[217] Il Presidente Onslow, Annotazione a Burnet, I, 596. Johnson, _Vita di Spraf_.
[218] Niuno ha contraddetto a Burnet con maggior frequenza ed asprezza di Dartmouth. Nondimeno Dartmouth scrisse: «Non credo chʼegli a disegno abbia mai pubblicato cosa chʼegli credesse falsa.» Più tardi Dartmouth, provocato da alcune osservazioni che lo concernevano nel secondo volume della Storia di Burnet, disdisse la riferita lode: il che non merita conto dʼoccuparsene. Anche Swift ebbe la giustizia di dire: «Al postutto, egli era un uomo generoso e di buona indole.» _Brevi osservazioni intorno la Storia del Vescovo Burnet_.
Suole riprendersi Burnet come storico molto trascurato; ma io reputo affatto ingiusto cotale addebito. Ei pare singolarmente trascurato, solo perchè la sua narrazione è stata sottoposta ad uno scrutinio singolarmente severo ed ostile. Se qualcuno deʼ Whig avesse giudicato valere lo incomodo di sottoporre le _Memorie_ di Reresby, lo _Esame_ di North, il _Racconto della Rivoluzione_ fatto da Mulgrave, o la _Vita di Giacomo II_ pubblicata da Clarke, ad un simile scrutinio, chiaro si vedrebbe che Burnet è ben lungi dallʼessere il più inesatto scrittore deʼ suoi tempi.
[219] Vedi la Narrazione ms. del Dr. Hooper, pubblicata nellʼAppendice alla _Vita di Guglielmo_, scritta da Dungannon.
[220] Avaux, _Negoziazioni_, 10–20 Agosto, 14–24 Settembre–8 Ottobre, 7–17 dicembre 1682.
[221] Non posso ricusare a me stesso il piacere di citare la descrizione che Massillon, con modo ostile, quantunque giudizioso e nobile, fa di Guglielmo. «_Un prince profond dans ses vues; habile à former des ligues et a réunir les esprits; plus heureux à exciter les guerres quʼà combattre; plus à craindre encore dans le secret du cabinet quʼà fa tête des armées; un ennemi que la haine du nom français avoit rendu capable dʼimaginer de grandes choses et de les exécuter; un de ces génies qui semblent être nés pour mouvoir à leur gré les peuples et les souverains; un grand homme, sʼil nʼavoit jamais voulu être roi._»_ Oraison funèbre de M. le Dauphin_.
[222] Per esempio: «_Je crois M. Feversham un très brave et honeste homme. Mais je doute sʼil a assez dʼexpérience à diriger une si grande affaire quʼil a sur les bras. Dieu lui donne un succès prompt et heureux. Mais je ne suis pas hors dʼinquiétude_.» 7–17 luglio 1685. Inoltre, dopo dʼaver ricevuta la nuova della battaglia di Sedgemoor, egli scrive: «_Dieu soit loué du bon succès que les troupes du Roy ont eu contre les rebelles. Je ne doute pas que cette affaire ne soit entièrement assoupie, et que le règne du Roy soit heureux: ce que Dieu veuille_.» 10–20 luglio.
[223] Questo trattato trovasi nel _Recueil des Traités_, IV, Nº 209.
[224] Burnet, I, 762.
[225] Temple, _Memorie_.
[226] Vedi le poesie intitolate: _I Convertiti_, e _LʼInganno_.
[227] Trovasi nella _Collezione delle Poesie Politiche_.
[228] Le notizie che abbiamo intorno a Wycherley, sono pochissime; ma due cose sono certe: cioè, che negli ultimi anni di sua vita egli si chiamava papista, e che ricevè danari da Giacomo. Dubito poco la sua conversione non gli sia stata pagata.
[229] Vedi lo articolo intorno a lui nella _Biographia Britannica_.
[230] Vedi ciò che intorno a lui dice Giacomo Quin, nella _Miscellanea_ di Davies; Tommaso Brown, _Opere_; _Vite degli Scrocconi_; Dryden, nellʼEpilogo del _Secular Masque_.
[231] Questo fatto, che sfuggì alle minute ricerche di Malone, si raccoglie dal Copia–Lettere del Tesoro 1685.
[232] Leenwen, 25 dicembre–4 gennaio 1685–86.
[233] Barillon, 31 gennaio–10 febbraio 1686–87: _«Je crois que, dans le fond, si on ne pouvoit laisser que la Religion Anglicane et la Catholique établies par les loix, le Roy dʼAngleterre en seroit bien plus content.»_
[234] Trovasi nellʼopera di Wodrow, Appendice, vol. II. Nº 129.
[235] Wodrow, Appendice, vol. II, Nº 128, 129, 132.
[236] Barillon, 28 febbraio–10 marzo 1686–87; Citters, 15–25 febbraio; Reresby, _Memorie_; Bonrepaux, 25 maggio–4 giugno 1687.
[237] Barillon, 14–24 marzo 1687; Lady Russell al Dottore Fitzwilliam, 1 aprile; Burnet, I, 671, 772. Questo colloquio è riferito con qualche differenza da Clarke nella _Vita di Giacomo_, II, 204. Ma quel brano non è parte delle Memorie originali del Re.
[238] _Gazzetta di Londra_, 21 marzo 1686–87.
[239] _Gazzetta di Londra_, 7 aprile 1687.
[240] _Libro del tesoro_. Vedi, in ispecie, le istruzioni in data del dì 8 marzo 1687–88; Burnet, I, 715; _Riflessioni intorno al Proclama di sua Maestà sopra la Tolleranza in Iscozia_; _Lettere contenenti alcune riflessioni sopra la Dichiarazione fatta da sua Maestà per la Libertà di Coscienza_; _Apologia della Chiesa Anglicana rispetto allo spirito di persecuzione del quale è accusata_, 1687–88. Mi riesce impossibile citare tutti gli scritti da cui ho tratto i materiali per descrivere le condizioni deʼ partiti a quel tempo.
[241] _Lettera ad un Dissenziente_.
[242] Wodrow, Appendice, vol. II, Nº 132, 134.
[243] _Gazzetta di Londra_, 21 aprile 1687; _Critica dʼuno scritto di recente pubblicato col titolo: Lettera ad un Dissenziente_, per E. C. (Enrico Care), 1687.
[244] Lestrange, _Risposta alla Lettera ad un Dissenziente_; Care, _Critica della Lettera ad un Dissenziente_; _Dialogo tra Enrico e Ruggiero_, cioè tra Enrico Care e Ruggiero Lestrange.
[245] La Lettera era firmata T. W. Care nella sua _Critica_, dice: «Questo Messer Politico T. W., o W. T.; perocchè alcuni critici pensano doversi leggere a questo modo.»
[246] Ellis, _Carteggio_, 15 marzo, 27 luglio 1686; Barillon, 28 febbraio–10 Marzo, 3–13 marzo, 6–16 marzo; Ronquillo, 9–19 marzo 1687, nella collezione di Mackintosh.
[247] Wood, _Athenæ Oxonienses_; lʼ_Osservatore_; _Eraclitus Ridens_, passim. Gli scritti di Care apprestano i migliori argomenti a conoscere il suo carattere.
[248] Calamy, _Relazione intorno ai Ministri cacciati o fatti tacere dopo la Restaurazione_, Contea di Northampton; Wood, _Athenæ Oxonienses_; _Biographia Britannica_.
[249] _Processi di Stato_; Samuele Rosewell, _Vita di Tommaso Rosewell_, 1718; Calamy, _Relazione_ ec.
[250] _Gazzetta di Londra_, 15 marzo 1685–86; Nichols, _Difesa della Chiesa Anglicana_; Pierce, _Difesa dei Dissenzienti_.
[251] Questi indirizzi si trovano in vari numeri della _Gazzetta di Londra_.
[252] Calamy, _Vita di Baxter_.
[253] Calamy, _Vita di Howe_. La parte che la famiglia Hampden ebbe in quella faccenda, si conosce da una lettera di Johnstone a Waristoun, in data del 13 giugno 1688.
[254] Bunyan
[255] Young mette al pari la prosa di Bunyan con la poesia di Durfey. Le classi elevate, nel _Don Chisciotte Spirituale_, pongono il _Viaggio del Pellegrino_ (_Pilgrimʼs Progress_) con _Jack lo Ammazza–giganti_. Sul declinare del secolo decimottavo, Cooper appena si rischiò ad alludere al grande allegorista, dicendo: “Io non ti nomino, perocchè un nome così spregiato potrebbe muovere lʼaltrui scherno contro la fama che ben meriti.”
[256] Vedi la _Continuazione della Vita di Bunyan_, aggiunta alla sua _Grazia Abbondante_.
[257] Kiffin, _Memorie_; Luson, _Lettera a Brooke_, 11 maggio 1773, nel _Carteggio_ di Hugues.
[258] Vedi, fra tutti gli altri libercoli di quei tempi, uno scritto col titolo di _Esposizione deʼ Pericoli imminenti ai Protestanti_.
[259] Burnet, I. 693, 694.
[260] «_Le prince dʼOrange, qui avoit éludé jusquʼalors de faire une réponse positive, dit..... quʼil ne consentira jamais à la suppression de ces loix qui avoient été établies pour le maintien et la sureté de la Religion protestante; et que sa conscience ne le lui permettoit point, non seulement pour la succession du royaume dʼAngleterre, mais même pour lʼempire du monde: en sorte que le Roi dʼAngleterre est plus aigri contre lui quʼil nʼa jamais été._»—Bonrepaux, 11–21 giugno 1687.
[261] Burnet, I, 710; Bonrepaux, 24 maggio–4 giugno 1687.
[262] Johnstone, 13 gennaio 1689; Halifax, _Anatomia dʼun Equivalente_.
[263] Burnet, I, 726–731; _Risposta alle Lettere dʼAccusa emanate contro il Dott. Burnet_; Avaux, _Negoziazioni_, 7–17, 14–24 luglio, 28 luglio–7 Agosto 1687, 19–29 gennaio 1688; Luigi a Barillon, 30 dicembre–9 gennaio 1687–88; Johnstone di Waristoun, 21 febbraio 1688; Lady Russell al Dott. Fitzwilliam, 5 ottobre 1687. Poichè taluni hanno sospettato che Burnet, il quale certo non aveva costume di far poco valere la propria importanza, esagerasse il pericolo al quale trovavasi esposto, riferirò le parole di Luigi e quelle di Johnstone: «_Qui que ce soit_, dice Luigi, _qui entreprenne de lʼenlever en Hollande trouvera non seulement une retraite assurée et une entière protection dans mes états, mais aussi toute lʼassistance quʼil pourra désirer pour faire conduire sûrement ce scélérat en Angleterre._»—«La faccenda di Bamfield (_Burnet_) è certamente vera, dice Johnstone. Nessuno ne dubita qui, e alcuni che vi sono mescolati non la negano. I suoi amici dicono di sapere chʼegli si dà poco pensiero di sè, ma mosso da vanità, a fine di mostrare il suo coraggio, mostra la sua follia; di guisa che, se male glʼincorra, la gente ne farà le risate. Vi prego, ditegli queste cose da parte di Jones (_Johnstone_). Se si potesse metter le mani addosso a qualcuno nellʼatto di fare il _coup dʼessai_, servirebbe ad atterrire gli altri perchè non attentino ad Ogle (_al Principe_).»
[264] Burnet, I, 708; Avaux, _Negoziazioni_, 3–13 gennaio, 6–16 febbraio 1687; Van Kampen, _Karakterkunde_ ec.
[265] Burnet, I, 711. I dispacci di Dykvelt agli Stati Generali non contengono, per quanto io abbia veduto o possa sapere, una sola parola allusiva al vero scopo della sua legazione. Il suo carteggio col Principe di Orange era strettamente privato.
[266] Bonrepaux, 12–22 settembre 1687.
[267] Vedi la Vita che ne scrisse Campbell.
[268] Johnstone, _Carteggio_; Mackay, _Memorie_; Arbuthnot, _John Bull_. Vedi anche gli scritti di Swift, _passim_, dal 1710 al 1714; Whiston, _Lettera al Conte di Nottingham_, e la risposta del Conte.
[269] Kennet, _Orazione funebre del Duca di Devonshire_, e _Memorie della famiglia di Cavendish_; _Processi di Stato_; _Libro del Consiglio Privato_, 5 marzo 1685–86; Barillon 30 giugno–10 luglio 1687; Johnstone, 8–18 dicembre 1687; _Giornali deʼ Lordi_, 6 maggio 1689. «_Ses amis et ses proches_, dice Barillon, _lui conseillent de prendre le bon parti, mais il persiste jusquʼà prèsent à ne se point soumettre. Sʼil vouloit se bien conduire et renoncer a être populaire, il ne payeroit pas lʼamende; mais sʼil sʼopiniâtre, il lui en coûtera trente mille pièces, et il demeurera prisonnier jusquʼà lʼactuel payement._»
[270] La ragione della condotta di Churchill trovasi con chiarezza e brevità dimostrata nella _Difesa della Duchessa di Marlborough_: “Era manifesto a tutto il mondo, che nel modo onde Re Giacomo conduceva le cose, ciascuno, o presto o tardi, sarebbe stato rovinato ricusando di farsi Cattolico Romano. Ciò mi indusse a plaudire al Principe dʼOrange, che imprese a liberarci da tanto servaggio.”
[271] Grammont, _Memorie_; Pepys, 21 febbraio 1684–85.
[272] Sarebbe infinito enumerare tutti i libri dai quali ho tratto le materie a giudicare il carattere della Duchessa. Le lettere sue, la difesa, le risposte che provocò, sono state le mie fonti precipue.
[273] La epistola formale che Dykvelt recò agli Stati, trovasi negli Archivi dellʼAja. Le altre lettere sopra rammentate sono state pubblicate da Dalrymple, Appendice al Libro V.
[274] Sunderland a Guglielmo, 24 agosto 1686; Guglielmo a Sunderland, 2–12 settembre 1686; Barillon, 6–16 maggio, 26 maggio–5 giugno, 3–13 ottobre, 28 novembre–8 dicembre 1687; Luigi a Barillon, 14–24 ottobre 1687; _Memoriale dʼAlbeville_, 15–25 dicembre 1687; Giacomo a Guglielmo, 17 gennaio, 16 febbraio, 2, 13 marzo 1688; Avaux, _Negoz._, 1–11, 6–16, 8–18 marzo, 22 marzo–1 aprile 1688.
[275] Adda, 9–19 novembre 1686.
[276] Il Professore di lingua greca nel Collegio di Propaganda espresse la sua ammirazione in certi detestabili distici, deʼ quali ecco un esempio:
_Ῥωγερίου δὴ σκεψόνος λαμπροῖο θρίαμβον ὦκα μάλ̓ ήϊσσεν και θέεν ὄχλος ἅπας._ _Θαυμάζουσα δὲ τὴν πομπὴν παγχρυσεά τ̓ αὐτοῦ ἅρματα, τοὺς δ̓ ἵππους, τοιάδε ῾Ρώμη ἔφη_....
I versi latini sono poco migliori.
Nahum Tate rispose in inglese:
_His glorious train and passing pomp to view, A pomp that even to Rome itself was new, Each age, each sex, the latian turrets filled, Each age and sex in tears of joy distilled._
[277] Carteggio di Giacomo e dʼInnocenzo nel Museo Britannico; Burnet, I, 703–705; Welwood _Memorie_; _Giornali deʼ Comuni_, 28 ottobre 1689; _Relazione delta legazione di Sua Eccellenza Ruggiero Conte di Castelmaine per Michele Wright, maestro di casa di Sua Eccellenza in Roma_, 1685.
[278] Barillon, 2–12 maggio 1687.
[279] _Memorie del Duca di Somerset_; Citters, 5–15 luglio 1687; Eachard, _Storia della Rivoluzione_; Clarke, _Vita di Giacomo II_, ii, 116, 117, 118; Lord Lonsdale, _Memorie_.
[280] _Gazzetta di Londra_, 7 luglio 1687; Citters, 7–17 luglio; Vedi la Relazione della Ceremonia stampata fra gli scritti di Somers.
[281] _Gazzetta di Londra_, 4 luglio 1687.
[282] Vedi gli Statuti 18 Enr. 6, c. 19; 2 e 3, Ed. 6, c. 2; Eachard, _Storia della Rivoluzione_; Kennet, III, 468; North, _Vita di Guildford_, 247; _Gazzetta di Londra_, 18 aprile; 23 maggio 1687; _Difesa del C. di R._ (Conte di Rochester).
[283] I Prologhi di Dryden e le _Memorie_ di Cibber contengono abbondevoli prove della stima che i più grandi poeti ed attori facevano del gusto degli Oxfordiani.
[284] Vedi la poesia intitolata: _Consiglio al Pittore intorno la Sconfitta deʼ ribelli nelle Contrade Occidentali_. Vedi anche unʼaltra poesia detestabilissima sul medesimo subietto, dettata da Stepney, che allora era studente nel Collegio della Trinità.
[285] Vedi il carattere di Sheffield come lo descrive Mackay, e la nota di Swift; la _Satira sopra i Deponenti_, 1688; _Vita di Giovanni Duca della Contea di Buckingham_, 1729; Barillon, 30 agosto 1687. Serbo una satira manoscritta contro Mulgrave con la data del 1690 Non è priva di spirito; i più notevoli versi dicono così:
«Pietro (_Petre_) oggi e Burnet domani, egli (Mulgrave) lusinga i farabutti di tutti i partiti e di tutte le religioni.»
[286] Vedi il processo contro la Università di Cambridge nella _Collezione dei Processi di Stato_.
[287] Wood, _Athenæ Oxonienses; Apologia della vita di Colley Cibber_; Citters, 2–12 marzo 1686.
[288] Burnet, I, 697; _Lettera di Lord Ailesbury_, pubblicata nel _Magazzino Europeo_, aprile 1795.
[289] Wood, _Athenæ Oxonienses_; Walker, _Patimenti del Clero_.
[290] Burnet, I, 697; Tanner, _Notitia Monastica_. Dalla visita o ispezione fatta nel ventesimosesto anno di Enrico VIII risultò che lʼ annua rendita del Collegio del Re era lire sterline 751, del Collegio Nuovo 487, e di quello della Maddalena 1076.
[291] _Relazione del Processo del Charterhouse_, 1689.
[292] Vedi la _Gazzetta di Londra_, dal 18 agosto fino al 1º settembre 1687; Barillon, 19–29 settembre.
[293] «_Penn chef des Quakers, quʼon sait être dans les intérêts du Roi dʼAngleterre, est si fort décrié parmi ceux de son parti, quʼils nʼont plus aucune confiance en lui_.» Bonrepaux a Seignelay, 12–22 settembre 1687. A queste parole risponde la testimonianza di Gherardo Croese: «_Etiam Quakeri Pennum non amplius, ut ante, ita amabant ac magnifaciebant, quidam aversabantur ac fugiebant_.» _Historia Quakeriana_, lib. II, 1695.
[294] Cartwright, _Diario_, 30 agosto 1687. Clarkson, _Vita di Guglielmo Penn_.